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mercoledì 1 agosto 2018

Notte Horror 2018 - Scanners (David Cronenberg, Canada, 1981, 103')

 


Come ogni anno, e pur affrontando forse i dodici mesi peggiori della blogosfera che possa ricordare in termini di visite, commenti, entusiasmo dei suoi abitanti, l'intramontabile gruppo di F. I. C. A. anche per questa caldissima estate duemiladiciotto ha riportato sugli schermi Notte Horror, iniziativa tra le più amate di noi vecchi cinefili della rete. Pur se con un lieve ritardo rispetto alle ventitre preannunciate dal programma, anche il Saloon risponde presente rispolverando un vecchio titolo firmato da quello che, oggi, è considerato un mostro sacro: David Cronenberg.






Fatta eccezione per gli stanchi lavori più recenti, ho sempre considerato David Cronenberg come uno dei cineasti più importanti che il Nordamerica abbia regalato alla settima arte, autore di cult assoluti e noti come La mosca, Videodrome e Crash, gioelli meno noti - Inseparabili - e veri e propri Capolavori - A history of violence e La promessa dell'assassino -: il lavoro del regista canadese, legato a doppio filo alle mutazioni ed agli estremi, fossero essi fisici o mentali, ebbe inizio e si sviluppò grazie all'incontro tra horror, thriller e sci-fi delle sue prime opere, tra le quali spicca senza dubbio Scanners, amatissimo da una parte della critica di nicchia e degli appassionati che consolidò la fama dell'allora non così noto David e lo lanciò verso una carriera di successi.
Ricordavo poco di questa pellicola che ai tempi, per l'appunto, di Notte Horror, rividi diverse volte accanto a mio fratello, che credo la ami alla follia ancora oggi, fatta eccezione per il mitico Michael Ironside, caratterista che per quanto mi riguarda è un simbolo di un certo tipo di personaggi nei film "di paura" anni ottanta e novanta: senza dubbio tutti i semi della ricerca di Cronenberg sono presenti, così come l'idea di un futuro distopico come allora poco ancora si immaginava, legato ad un immaginario che pescava tra le altre cose dai fumetti - in un certo senso, gli Scanners possono essere associati ai mutanti Marvel - e trasformava in angoscia l'idea di avere un "superpotere" - quello che accadrà poi con il già citato La Mosca qualche anno dopo -.
Senza ombra di dubbio, per quanto valido e piacevole da riscoprire come un oggetto vintage, Scanners appare però prigioniero della sua epoca - se non addirittura degli anni settanta -, quasi datato se filtrato attraverso gli occhi e la realtà attuali, ben più smaliziati a prescindere dagli effetti, l'atmosfera ed i costumi: la visione, dunque, diventa d'affetto o "di storia" se intrapresa da appassionati o studenti di Cinema, interessante se affrontata con lo spirito dell'amante della settima arte e del percorso di un regista che, nonostante il declino degli ultimi anni, è senza dubbio da considerarsi grande, ma assolutamente nemica del pubblico attuale o comunque meno legato a titoli che non siano popcorn movies o proposte disimpegnate da weekend.
Certo, Ironside con quell'espressione che ricorda Jack Nicholson è un cattivo d'eccezione, le teste che esplodono a seguito dei poteri degli Scanners rendono molto bene l'idea del concetto di splatter che Cronenberg non ha mai nascosto di amare, la tensione e l'utilizzo della corporazione come organo di controllo e potere ha sempre il suo fascino - mi ha ricordato l'atmosfera di un altro grande film del regista, La zona morta -, eppure perfino questo vecchio cowboy ha patito almeno in parte gli anni che cominciano a pesare sulle spalle di questo lavoro, un pò come quando si ascolta un disco che un ventennio prima si è consumato e che, ripreso a distanza, pare incapace di regalare le stesse emozioni.
Ma il bello di Notte Horror è anche questo: un pò di sana, vecchia nostalgia fuori tempo massimo per quei momenti magici in cui pare che il tempo si fermi e non possa mai andare avanti.
Quei momenti che si vivono solo da bambini, quando ci si copre gli occhi ma si tiene sempre uno spiraglio aperto per avere il gusto del brivido.
E che, da adulti, si possono rivivere solo attraverso i catalizzatori di quei ricordi.



MrFord



martedì 9 agosto 2016

Cabal (Clive Barker, USA, 1990, 102')


Se penso ai gloriosi anni di Notte Horror ed alla meravigliosa sigla che, nei primi anni novanta, portava tutti noi ragazzini di allora nello spaventoso mondo di una seconda serata condita con il terrore propiziata, come sempre, dall'estate e dalle vacanze scolastiche, non posso non tornare con il pensiero a Cabal, che grazie alla comparsata di uno dei suoi protagonisti - nonchè tra i personaggi più affascinanti del genere, almeno ai tempi, la Bestia, che campeggia su locandina e copertina del dvd in barba al vero main charachter, Aaron Boone pronto a divenire Cabal, per l'appunto - faceva la parte del leone ed alimentava l'hype rispetto ad una visione che, a dispetto degli anni che passano, continua a mantenersi affascinante.
Senza alcun dubbio, il lavoro di Clive Barker ricorda più un thriller fantasy che non un horror vero e proprio, e conta principalmente sul fascino di un David Cronenberg versione psichiatra serial killer e su Midian, la città dei mostri che potrebbe essere considerata un personaggio a tutti gli effetti: il cimitero che cela la comunità dei reietti ed i vicoli e le strutture sotterranee che nascondono l'esercito delle creature senza controllo, le grandi volte pronte ad evocare per chiunque abbia avuto occasione di visitarne miniere come quelle di Wieliczka in Polonia - se non l'avete fatto, dovreste: è un posto che non si dimentica - regalano emozioni anche a quasi trent'anni dalla realizzazione, spinti da una vicenda che, nonostante il chiaro sapore anni ottanta - Cabal è l'incarnazione dell'antieroe action tipico del periodo ed estremamente fordiano - è profondamente legata all'epica delle seconde possibilità ed alla rivincita degli outsiders, nonchè dell'accettazione del diverso.
La geografia "umana" di Midian, con le tipologie così diverse di creature, dalle più pericolose alle più scenografiche, da quelle innocue e delicate a quelle spietate e letali, è uno specchio, pur se distorto, della società cosmopolita attuale, con le sue tensioni, differenze ed incongruenze, ed il destino di Midian stessa rispetto a quella che sarà la sua nuova guida - sempre Cabal, forse il primo protagonista di un film horror che finisce per essere un accessorio al vero messaggio della pellicola e non il suo fulcro - strizza l'occhio anche al romanticismo del circo e del primo novecento dei freak show e dei vagabondi in cerca di fortuna, oltre che sottolineare l'importanza dell'istinto e del bisogno che ognuno di noi ha di liberare i propri demoni e, in un modo o nell'altro, quello che si porta dentro.
Un titolo che resta uno dei miei favoriti del tempo e dell'estate, quando il bisogno di provare un brivido lungo la schiena al chiaro di luna diventa quasi fisiologico, così come qui al Saloon parteggiare per chi vive, lotta e si batte da outsider, guadagnando ogni centimetro con il sudore della fronte, che si tratti di pelle morbida e vellutata o coriacea struttura da predatore assetato di sangue.




MrFord






sabato 7 marzo 2015

Divorati

Autore: David Cronenberg
Origine: Canada
Anno: 2014
Editore: Bompiani




La trama (con parole mie): Nathan e Naomi, due giovani fotogiornalisti all'avanguardia sia a livello tecnologico che culturale, si trovano a lavorare su casi apparentemente accomunati solo dalla loro stranezza, ma destinati ad incrociarsi. Il primo, dal cuore della Bulgaria e dalle ricerche dell'inquietante chirurgo estetico Molnar, si troverà trapiantato in Canada, ospite di uno scienziato desideroso di realizzare con il ragazzo un libro sulla sua vita ed opera che vive con una figlia dedita all'autocannibalismo, mentre la seconda, fagocitata dalla vicenda degli Arosteguy, due filosofi francesi, coppia affiatata ed insolita, invisa alla Giuria di Cannes e pronta ad educare i propri allievi attraverso il sesso, si mette sulle tracce di Aristide, apparentemente colpevole di aver ucciso e divorato la sua compagna Celestine prima di rifugiarsi a Tokyo.
Ma è tutto vero quello che sembra?








Fino a qualche anno fa, se qualcuno mi avesse detto che un giorno il solo pensiero di approcciare ad un'opera di Cronenberg mi avrebbe fatto storcere il naso non ci avrei creduto, anzi, probabilmente avrei investito il suddetto qualcuno con una scarica delle bottigliate delle migliori occasioni.
Dagli esordi al meraviglioso dittico costituito da A history of violence e La promessa dell'assassino, infatti, il regista canadese ha rappresentato una delle certezze più solide del sottoscritto, uno dei nomi di fiducia quando si trattava di dare indicazioni rispetto ai favoriti della settima arte, la garanzia di trovare un rifugio all'interno del quale riparare in caso di bisogno.
Peccato che, da A dangerous method in poi - ed in particolare con i successivi e spentissimi Cosmopolis e Maps to the stars - il vecchio David si sia come avvitato su se stesso, proponendo al suo pubblico prodotti irritanti, vacui ed assolutamente troppo radical per poter passare indenni da queste parti: quando mio fratello, per natale, recuperò Divorati, primo romanzo firmato dallo stesso Cronenberg, accarezzai la speranza che, forse, ripartendo da un nuovo media, la situazione già delicata dell'autore de La mosca potesse migliorare.
Purtroppo per me, ero in errore.
L'esordio sulla pagina di Cronenberg, infatti, è un'epopea spocchiosa e fredda da studente dello IED in preda a qualche turba da ego straripante, una storia che avrebbe potuto anche essere interessante - e, a tratti, lo è anche - trasformata in un bignamino dei prodotti tecnologici più all'avanguardia nei campi di informatica e fotografia - spesso e volentieri, mi è quasi parso di trovarmi all'interno di un negozio, e che l'enigmatico David mi stesse proponendo questo o quel prodotto, e da Sony a Apple ho avuto la spiacevole impressione che si stesse trattando della marchetta selvaggia di un appassionato divenuto merce da sponsor per i grandi marchi.
Come se questo non bastasse, il "cast of charachters" risulta sterile e distaccato, in più di un'occasione irritante, lontano anni luce - e non in senso positivo - dal lettore e dal suo contatto con la pagina, pronto a traghettare verso un finale troppo aperto ed assolutamente inconsistente per lasciare il sapore della soddisfazione in bocca una volta terminata la lettura.
Un vero peccato, perchè le vicende di Molnar, di Roiphe e soprattutto degli Arosteguy conservano come insetti sottopelle spunti notevoli, o quantomeno in grado di avvincere potenzialmente un pubblico stregato dal famoso fascino dello scarafaggio rivoltato.
La cosa più grave, ad ogni modo, è parsa la totale mancanza di ironia, sacrificata ad un compiacimento che coinvolge e contagia tutti i personaggi, i capitoli, la cornice e la scelta di un autore già affermato di reinventarsi come romanziere conscio del fatto che, con ogni probabilità, nessun critico lo tratterà particolarmente male.
Specialmente se radical, per l'appunto.
E' davvero un peccato maltrattare così non solo uno dei regali di natale del mio giovane Brotha, ma anche uno degli Autori che più ho stimato negli anni della mia formazione di spettatore, eppure di tanto in tanto, penso proprio che ci voglia: certo, a Cronenberg non fregherà praticamente nulla di questo vecchio cowboy e delle opinioni in merito alla sua creatura - e mai appellativo mi parve più calzante -, e posso anche capirlo.
Ma il fatto che resta è uno ed uno solo, alla faccia delle più di trecento pagine impiegate dal regista e scrittore per non dircelo: Divorati è il romanzo più deludente e pieno di sè che mi sia capitato di leggere da mesi - se non anni - a questa parte.
E Cronenberg dovrebbe tornare al suo laboratorio di mutazioni e lasciar perdere la socialità del grande mondo del radicalchicchismo.
Del resto, è tutta illusioria.




MrFord



"Wrapped tight around me
like a second flesh hot skin gling my body
as the ecstasy begins
your wild vibrations
got me shooting from the hip
crazed and insatiable let rip
eat me alive."
Judas Priest - "Eat me alive" -





martedì 7 ottobre 2014

Maps to the stars

Regia: David Cronenberg
Origine: Canada, USA, Germania, Francia
Anno: 2014
Durata: 111'




La trama (con parole mie): Havana è una matura attrice figlia d'arte che vorrebbe esorcizzare i fantasmi di sua madre interpretandola in un film che dovrebbe rilanciarne la carriera; Jerome un giovane aspirante attore e sceneggiatore pronto a sbarcare il lunario come autista di limo; i Weiss una famiglia dilaniata dagli effetti della loro posizione e del mondo dorato di Hollywood in bilico tra i fantasmi del passato ed i desideri mai espressi ad alta voce dei genitori così come dei figli.
Quando le loro storie si intrecceranno ed i nodi verranno al pettine, il successo e tutto quello che comporta chiederanno un conto che segnerà per sempre le esistenze di ognuno di loro, alcune in modo inesorabile, altre soltanto come fossero ferite superficiali.
Chi sopravviverà e riuscirà a trovare un posto tra le stelle?








Io davvero non mi capacito, di quello che pare essere accaduto a David Cronenberg.
Il regista canadese, da sempre uno dei miei favoriti rispetto all'area Nordamericana della settima arte, tra i pochi a non aver, di fatto, mai sbagliato un film - almeno fino a qualche stagione or sono -, dopo aver regalato al pubblico due veri e propri Capolavori, A history of violence e La promessa dell'assassino, pare essere entrato in una nuova fase - totalmente involutiva - in grado di farlo mutare - per usare un termine che gli sarebbe caro - da paladino dell'esplorazione delle trasformazioni di corpi e menti in una sorta di imbolsito radical chic senza una direzione, dal farraginoso A dangerous method al pessimo Cosmopolis, per giungere a questo Maps to the stars.
Ibrido poco incisivo e terribilmente noioso dei due altrettanto terribili Stoker e The Canyons, l'ultimo lavoro dell'ex grandissimo David rappresenta una critica feroce allo star system hollywoodiano e alle trappole del successo e della società dell'apparenza che pare dominarlo, e che purtroppo, dopo un interessante primo quarto d'ora, finisce per avvitarsi su se stesso e cadere nelle tentazioni di superbia e vuoto cosmico - altro che mappa stellare - che vorrebbe mettere alla berlina.
Lo stesso cast, dal sempre insipido Robert Pattinson ad una Julianne Moore più nevrotica del solito - e badate bene, trovo che l'ex Maude Lebowski sia un'ottima attrice -, passando per un terribile John Cusack ed una sempre più slavata Mia Wasikowska, si ectoplasmizza portando sullo schermo tutta l'apatia criticata dalla pellicola - e forse, da un certo punto di vista, potrebbe essere anche un pregio - finendo per crederci talmente tanto da affossarsi completamente in una sceneggiatura al limite del ridicolo infarcita di inutili paroloni e discorsi pseudo filosofici del cazzo firmata da Bruce Wagner, uno che, dietro la macchina da scrivere, si è distinto, in carriera, solo per il male invecchiato - seppur valido, nel suo genere - Nightmare 3.
Ma di nuovo, gli interrogativi maggiori riguardano Cronenberg: dov'è finita la forza della sua ricerca, la voglia di sporcarsi le mani, di portare il pubblico al confine e spingerlo a superare lo stesso?
Dove sono finiti Crash, La mosca, La zona morta, Existenz, Spider, Videodrome?
Perchè darsi tanta pena per criticare società e star system quando, vedendo sfilare alcune immagini, l'impressione che si ha è quella che ormai il cineasta ed attore - lo ricorderò per sempre nella sua interpretazione dello psichiatra folle in Cabal - ne sia purtroppo parte integrante?
Onestamente io spero si tratti solo ed esclusivamente di una fase, una sorta di crisi creativa come ne sono capitate anche a Woody Allen o Martin Scorsese, per citare altri due grossi calibri coinvolti in scivoloni recenti cui in seguito è stato poi posto rimedio - per il primo, il terrificante Incontrerai l'uomo dei tuoi sogni cui fece da contrappeso l'ottimo Midnight in Paris ed il secondo con lo scialbo Hugo Cabret annichilito dal meraviglioso The Wolf of Wall Street -, e che prima o poi Cronenberg torni a stupirmi come era solito fare un tempo: nel mentre non posso che scatenare le bottigliate delle grandi occasioni su un titolo che senza dubbio è superiore al precedente, pessimo e già citato Cosmopolis ma non per questo può pensare anche solo lontanamente di non essere punito per la delusione amplificata da quella parte iniziale promettente letteralmente annegata in un mare di stronzate di quelle di cui piace riempirsi la bocca agli pseudo intenditori di Cinema smaniosi di darsi un tono con i poveri stronzi che non fanno parte di un'elite come la loro.
Più che una mappa che conduca alle stelle - e non sto neppure a sottolineare quanto scult suoni il legame tra Cusack e consorte ed i due figli -, mi pare proprio di essermi trovato di fronte ad una che segnali tutte le sale d'essai più spocchiose ed insopportabili del mondo conosciuto.



MrFord



"The stars are bright tonight
a distance is between us
and I will be OK
the worst I've ever seen us."
The Cranberries - "Stars" -




giovedì 22 maggio 2014

Thursday's child

La trama (con parole mie): finalmente giunge a compimento, grazie all'apporto fondamentale di CheRotto, la nuova versione della rubrica dedicata alle uscite settimanali in sala condotta dal sottoscritto e dal suo perenne rivale Cannibal Kid. Da questa settimana, infatti, per ogni film in uscita troverete un'immagine che possa indicarvi se lo stesso sia più fordiano o cannibalesco, o se metta d'accordo - in positivo oppure no - entrambi.
Buona nuova visione, dunque, sperando che questo periodo di uscite piuttosto mosce termini presto le che la  rivalità decisamente spenta tra i due antagonisti per antonomasia della rete torni a fare fuoco e fiamme.

"Caro Goi, ora darò una risposta definitiva alle tue assillanti richieste di uscire con te!"

Maps to the Stars



Cannibal dice: Il nuovo film di David Cronenberg promette molto bene, almeno per me. Per Ford invece promette molto male, visto che questo Maps to the Stars si preannuncia il fratellino del da lui tanto odiato Cosmopolis, un po’ come La promessa dell’assassino faceva il paio con A History of Violence. Dai Cronenberg, che anche questa volta ce la fai a fare incazzare il mio nemico blogger!
Ford dice: dopo i primi segnali di cedimento di A dangerous method ed il tracollo di Cosmopolis, questa nuova fatica di Cronenberg ormai invaghito di Robert Pattinson, l'unico uomo al mondo più pusillanime di Peppa Kid, fa già fremere le bottigliate.
Un vero peccato, per un regista che fino a qualche anno fa non aveva sbagliato un colpo.

"Cosa dici, Ford? Vuoi guidare tu? Neanche se fossi un vampiro immortale!"
X-Men – Giorni di un futuro passato


 
Cannibal dice: L’ultimo X-Men non mi era dispiaciuto troppo, se non altro meno rispetto ad altri film supereroistici tutti uguali che Hollywood continua a sfornare in serie per la gioia del pubblico meno esigente. Gente come Ford, in pratica. Il motivo per cui non mi era dispiaciuto?
Jennifer Lawrence.
Altri motivi?
Nessuno.
Motivi per guardare questo nuovo miliardesimo X-Men?
Jennifer Lawrence.
Altri motivi?
Nessuno.
Ford dice: gli X-Men, con la loro aura da outsiders un po’ tamarri, mi sono sempre piaciuti, tra le pagine dei fumetti e in sala - eccetto il terribile terzo capitolo della prima trilogia -. L'ultimo film dedicato al loro passato funzionava più che bene, e questo Giorni di un futuro passato promette di essere anche meglio. Inutile dire che sarò in prima linea per scoprire se la suddetta promessa sarà mantenuta.

"Dovrò allenarmi ancora se voglio sostenere una bevuta con Ford: quello è peggio di una spugna!"

Le meraviglie


Cannibal dice: Nuova pellicola di Alice Rohrwacher dopo Corpo celeste, filmetto mal girato che personalmente non ho digerito. C’è già chi è pronto a esaltarla come la nuova meraviglia del cinema italiano. Di certo non io.
Ford dice: la Rohrwacher sta tentando di percorrere una strada decisamente pericolosa per chiunque si avvicini al Saloon, quella del radicalchicchismo. Poco mi importa di quello che si dice in proposito: tendenzialmente, eviterò.

"Raccogli del miele per Ford?" "Ma quale miele!? Gli mando un bel pacco di api pronte a fargli la festa!"

Welcome to New York


Cannibal dice: Ferrara non Ciro ma Abel alle prese con lo scandalo Strauss-Khan? Interessante. Peccato ci sia Gerard Depardieu, attore che sopporto meno del mio blogger rivale Gerford Defordieu, però mi pare comunque un film cui dare il benvenuto.
Ford dice: Ferrara, altro regista negli anni precipitato inesorabilmente in termini di qualità, torna sul grande schermo quasi volesse farsi perdonare gli scivoloni degli anni zero rispetto alle meraviglie degli anni novanta. La fiducia che possa riprendersi non è molta, ma un tentativo si può concedere.

"Che mi frega del parere di Ford e Cannibal! Io tengo core italiano, e mi dedico al bunga bunga."

Poliziotto in prova


Cannibal dice: Commedia action black che negli USA ha fatto incassi strepitosi e che da noi probabilmente passerà in sordina. Potrebbe rivelarsi una visioncina simpatica. Più delle solite actionate tamarrate fordianate medie, almeno.
Ford dice: nonostante si tratti di una di quelle stronzate che di norma mi attirano come il miele le api non riesco ad essere convinto di questo film. Sarà che Tim Story è il regista di due dei più brutti film supereroici della Storia - dedicati ai Fantastici Quattro -, e nella settimana del ritorno degli X-Men non posso proprio farcela a considerarlo credibile.

"Andiamo ad arrestare Ford e Cannibal?" "Ci puoi scommettere, amico: quei due sono i nemici pubblici numero uno!"

Ana Arabia


Cannibal dice: Pellicola girata con un unico piano sequenza da Amos Gitai, uno di quei registi impegnati di cui non credo di aver visto niente (nemmeno Free Zone con Natalie Portman). Lascio quindi la parola all’esperto del cinema radical-chic d’essai: MrJamesSnob.
Ford dice: ritorno sul grande schermo per un altro nome di spicco del panorama autoriale, Amos Gitai. Grande tecnica - come sempre -, ed una coda radical che a volte si digerisce, ed altre no. Una chance, comunque, la darò: in fondo parliamo del regista del meraviglioso Kippur.

"Scusate, giovanotti, Cannibal mi ha detto di cercare Ford tra voi." "Stai scherzando? Quello è troppo vecchio, a quest'ora sarà già a letto!"

Cam Girl


Cannibal dice: Nuova pellicola italiana a tematica attuale. Ovvero un rischio enorme, come ogni volta che si finisce a leggere WhiteRussian anziché guardare un sito con delle graziose cam girls.
Ford dice: piuttosto che guardare questa roba preferirei farmi due risate osservando il mio rivale tentare un'esibizione canora su Youtube.

"Dite che in questo modo potremmo riuscire a corrompere Ford e Cannibal!?"

Il giardino delle parole


Cannibal dice: Film d’animazione giapponese nei cinema italiani per un solo giorno (ieri mercoledì 21 maggio), diretto da Mokoto Shinkai, autore che qualcuno definisce già come il nuovo erede dell’appena ritiratosi Maestro Miyazaki. Sarà vero, o sarà una di quelle solite sparate a caso in stile MrFord?
Ford dice: senza neppure soffermarsi sull'assurdità della scelta di proporre un film in sala per un solo giorno, sono piuttosto curioso di scoprire se il lavoro di Shinkai è davvero tosto come si dice in giro. Personalmente sono scettico, ma mi pare uno di quei casi in cui non mi dispiacerebbe essere smentito. Con il Cannibale, invece, vorrei non essere smentito mai: non voglio rischiare di aprire Pensieri Cannibali e scoprire che, di colpo, il mio rivale ha cominciato a capirne di Cinema.

"Caro Cannibal Kid, per favore, smetti di scrivere stronzate sul Cinema e datti all'ippica. Grazie."

Salinger – Il mistero del giovane Holden


Cannibal dice: A distanza di oltre 60 anni (persino più di quanti ne abbia oggi Ford!) dalla sua prima pubblicazione, il Giovane Holden, romanzo fondamentale della formazione cannibale, è stato ristampato in Italia con una nuova traduzione e in più arriva nei cinema, dallo scorso martedì 20 maggio, un documentario dedicato al libro e al suo misterioso autore. Di solito non amo i noiosi documentari come invece il noioso Ford, però questo potrebbe meritare.
Ford dice: Il giovane Holden non è mai stato un cult formativo totale per il sottoscritto, eppure, fosse anche solo per interesse letterario, sono piuttosto curioso di scoprirne i retroscena, considerato che il buon Salinger non era proprio quello che si definisce un "animale sociale". Un po’ come il mio acerrimo nemico.

"Cosa ne penso di quei due cosiddetti scrittori? Non valgono una cicca!"

sabato 15 marzo 2014

La promessa dell'assassino

Regia: David Cronenberg
Origine: Canada, USA, UK
Anno: 2007
Durata: 100'





La trama (con parole mie): Anna, un'ostetrica di origini russe nata e cresciuta a Londra, una notte assiste alla morte durante il parto che porta alla luce la piccola Christina della giovanissima prostituta Tatiana, e dal diario di quest'ultima viene in contatto con i segreti di una famiglia di spicco della Vory V Zakone, la mala sovietica legata ad una lunga tradizione costruita su onore, silenzio e lealtà assoluta tracciate sul corpo di ogni membro grazie a tatuaggi che ne raccontano la vita e le gesta.
Semyon, proprietario di un ristorante e capofamiglia, comincerà ad incombere, dunque, sulla donna, in modo da proteggere i suoi interessi e quelli del decisamente poco equilibrato figlio Kirill, spesso e volentieri tenuto al sicuro dall'autista e cane da guardia Nikolai, che attende le stelle pronte a renderlo un membro effettivo della Famiglia.
Quando il rapporto tra Anna e Nikolai si fa più profondo e le mosse di Semyon più avventate, le vite di tutti loro potrebbero di fatto cambiare, e proprio grazie alla piccola Christina.








Questo post partecipa, con inchiostro e sangue, al David Cronenberg Day.





"Non posso prendere il posto del re, se il re è ancora al suo posto": così Nikolai risponde laconicamente ad Anna, ostetrica sconfitta dalla vita e ritrovatasi al centro di un intrigo di sangue e morte tipico delle famiglie criminali al culmine di una delle sequenze più intense che il Cinema degli Anni Zero abbia fino ad ora regalato al suo pubblico, una Pietà moderna che stringe gli uni agli altri un assassino membro della Vory V Zakone, una bimba appena nata dallo stupro di una prostituta quattordicenne ed una donna piegata da una relazione naufragata proprio a seguito di un aborto.
E quella frase, tagliente e dura, pesante come un macigno, è un monito in grado di assumere connotati da visione quasi mistica, interpretazione della vita e dei suoi massimi sistemi, estremizzazione del contesto e del conflitto quasi naturale tra padri e figli, vissuto a più livelli da Semyon e Kirill, Kirill e Nikolai, Nikolai e Semyon.
Ed è anche una promessa, quella pronunciata dall'autista dai più volti giunto come un oscuro salvatore a cambiare la vita di Anna: una promessa diversa da quella che da il titolo ad uno dei vertici assoluti della carriera di David Cronenberg - nonchè l'ultimo suo lavoro davvero degno di nota -, gemello dell'altrettanto grande A history of violence, ad una sceneggiatura da manuale, un vero colpo di pistola, firmata Stephen Knight, regista dei recenti Redemption e Locke.
Una promessa che passa dalla violenza, ma conduce alla salvezza, al contrario di tutte quelle che la speranza strappa a ragazze figlie della campagna dell'ex URSS per condurle a quello che dovrebbe essere il sogno del benessere occidentale, spesso finito in qualche bordello più o meno di lusso, e consumato nello scorrere di giorni resi sopportabili soltanto grazie alla droga.
Raramente, e non solo nella Storia recente della settima arte, si è incontrato un tale concentrato di tensione, calor bianco e velocità all'interno di una vicenda in realtà complessa e stratificata, resa da regista e sceneggiatore all'osso, all'essenziale, all'assoluto delle questioni che porta come un pesante fardello sulle spalle e nel cuore dello spettatore: un Mystic river del crimine organizzato, una favola nerissima che percorre la strada di un protagonista tra i più incredibili del genere e non solo.
Nikolai, uomo d'acciaio forgiato da una vita di violenza, pare essere in grado di uno dei miracoli più incredibili che l'Uomo possa portare a compimento: mostrare, ad un tempo, la selvaggia ferocia del predatore e la pietà quasi religiosa del santo. 
Dallo sguardo spiritato e la sigaretta spenta sulla lingua a quel "resta viva" all'indirizzo della prostituta ucraina, passando attraverso due sequenze che da sole varrebbero il Capolavoro - il riconoscimento delle agognate stelle e la lotta senza quartiere con i ceceni nella sauna -, Nikolai - grazie ad uno straordinario Viggo Mortensen - conduce lo spettatore attraverso una vera e propria valle di lacrime ed una Londra fumosa e grigia come avrebbe potuto essere quella della Whitechapel di Jack lo squartatore, o dell'Elephant man di Lynch, lasciando che gli spicchi di luce e colore delle celebrazioni natalizie e dei costumi russi non siano altro che visionari lampi all'interno di questo determinante passo nella ricerca di Cronenberg rispetto alle mutazioni ed alle trasformazioni, fisiche e mentali, cui siamo sottoposti per necessità, istinto o volontà.
Dalle gole tagliate alle placente rotte sgorga dunque a fiotti il sangue, pronto a tramutarsi nell'inchiostro dei tatuaggi che segnano la storia di chi li porta come ricordi troppo ingombranti, o promesse che soltanto nel profondo sapremo se potremo davvero mantenere.
Ed anche mantenute, una volta rimasti soli con noi stessi, non è detto che non lascino dietro di loro cicatrici anche più profonde di quanto l'ago potrà mai celare con i suoi articolati disegni: perchè se Christina ed Anna sono la luce e la speranza, resta comunque un abisso pronto a ricambiare gli sguardi di chi lo sfida, e che richiederà sempre e comunque la sua eredità di buio profondo.
Lo stesso che porta, nel vestito e nell'anima, Nikolai.




MrFord




Partecipano alle celebrazioni i colleghi bloggers:
http://scrivenny-dennyb.blogspot.com/2014/03/david-cronenberg-day-history-of-violence.html
http://incentralperk.blogspot.com/2014/03/david-cronenberg-day-crash.html
http://pensiericannibali.blogspot.com/2014/03/viaggio-existenziale-nel-cinema-di.html
http://hovogliadicinema.blogspot.com/2014/03/david-cronenberg-day-cosmopolis.html
http://nonceparagone.blogspot.com/2014/03/david-cronenberg-day-rabid-sete-di.html
http://recensioniribelli.blogspot.com/2014/03/david-cronenberg-day-existenz.html
http://directorcult.blogspot.com/2014/03/david-cronenberg-day-inseparabili.html
http://combinazionecasuale.blogspot.com/2014/03/david-cronenberg-day-videodrome-1983.html
http://bollalmanacco.blogspot.com/2014/03/david-cronenberg-day-my-life-in.html


"Oh oh oh oh oh oh
all the promises we made
promises we made
all the meaningless and empty words I broke
broke broooke."
The Cranberries - "Promises" - 



mercoledì 16 ottobre 2013

C'era una volta il Ford



La trama (con parole mie): seconda giornata di Blog War selvaggia a partire dal giochino anagrafico che mescola Cinema ed età dei blogger chiamati in causa, seguito decisamente più interessante dell'exploit firmato Cannibal Kid di ieri.
Ma se la qualità delle proposte è destinata a cambiare - in meglio, ovviamente -, il duello tra i due antagonisti per antonomasia della blogosfera è riproposto con la stessa belligerante intensità.

"Appena suona il gong voglio che le suoni per bene, a quello scoppiato di Peppa Kid!"

L'iniziativa lanciata dall'Expendable Manila ormai la conosciamo tutti, e dopo aver esplorato le gallerie dei film di molti colleghi bloggers cinefili, ieri è toccato, in occasione di questa edizione speciale delle Blog Wars, al mio antagonista, l'ormai finto giovane Cannibal Kid, che ha cercato con alcuni colpi di coda decisamente fordiani di recuperare in anticipo terreno rispetto alla mia selezione odierna, che presenterà titoli decisamente più corposi.
Del resto, l'esperienza del vecchio cowboy in un contest come questo legato all'età non potrà che annichilire ulteriormente il piccolo Cucciolo Eroico.
Ma bando alle ciance, e si dia inizio alle visioni!
MrFord

È finita la pacchia, ragazzi. Dopo la magnifica e variegatissima lista cannibale di ieri, tocca oggi al cowboy più anziano della blogosfera straziarci con i suoi film dell’anno, anno per anno da quando è nato.
1979???
Ma che, stai scherzando Ford?
Non è che hai sbagliato secolo? Ho sempre pensato che fossi del 1879…
Meglio così. Gli anni sono comunque tanti, i film pessimi scelti altrettanto, ma se non altro meno di quanto mi aspettassi. Meno anni, intendo, non meno film pessimi, ahinoi.
Cannibal Kid

"Oggi tocca alla lista di Ford: Cannibal è proprio FOLA!"

1979  
Apocalypse Now di Francis Ford Coppola
MrFord Per celebrare l'anno di nascita del vecchio cowboy - e non stiamo parlando del 1879, caro il mio Cannibal! - si parte subito con uno dei più grandi Capolavori del Cinema di tutti i tempi, uno dei dieci titoli fondamentali per chiunque ami o voglia davvero amare la settima arte.
Adoro l'odore della vittoria già dal mattino!
Cannibal Kid Io mi devo ancora riprendere dallo shock.
Non sei del 1879?
E allora perché diavolo pensi di essere un cowboy e possedere un saloon? Sei più psicopatico di quanto immaginassi e, forse, persino più di me…

"Ragazzo, voglio che tu salga su quella collina e vada a snidare il Coniglione dal buco in cui si è rifugiato!"

1980 
Toro scatenato di Martin Scorsese
MrFord Neppure il tempo di riprendersi dalla pietra miliare di Coppola, ed ecco che sfodero un altro colpo vincente con uno dei vertici dell'arte di Scorsese, il racconto drammatico delle gesta leggendarie sul ring di Jake La Motta, storico campione dei pesi medi noto per essere l'unico pugile a non essere mai andato al tappeto in tutta la carriera.
Interpretazione stellare di De Niro, regia perfetta, montaggio da antologia, finale pazzesco.
Come il Toro del Bronx, anche Ford è "il più forte, il più forte, il più forte".
Cannibal Kid Ford scatenato tira fuori un film che non mi ha mai sconvolto/coinvolto più di tanto. Scorsese nella sua carriera da regista ha fatto di meglio, ma Ford nella sua da blogger (blogger?) ha fatto di peggio. Molto peggio.

"Quello è Cannibal Kid? Tutto lì? Non mi impegno neppure a salire sul ring!"

1981 
I guerrieri della palude silenziosa di Walter Hill
MrFord Tradotto in modo da attirare in sala i fan del precedente I guerrieri della notte, questo decisamente meno conosciuto filmone firmato Walter Hill recupera le atmosfere di Un tranquillo weekend di paura e regala un'esperienza agghiacciante e violenta ambientata nelle paludi di un Sud degli States mai così inospitale.
Un film cattivissimo e feroce, di quelli che si mangiano i cuccioletti come Cannibal a colazione.
Cannibal Kid Per quanto adori I guerrieri della notte, questo non l’ho mai visto. Ho il sospetto però che si tratti della solita fordianata messa lì soltanto per fare il figo e l’esperto di film che solo lui ha visto. E un motivo ci sarà.

"I Cuccioli eroici non sono i benvenuti, da queste parti!"

1982 
Fanny e Alexander di Ingmar Bergman
MrFord Dal grande Maestro del Nord Bergman, il film corale per eccellenza, l'affresco più magico che si possa ammirare a proposito di Famiglia, Arte, Sogno e Realtà: un'epopea che pare una fiaba e che rappresenta il testamento cinematografico di uno dei più incredibili registi che il Vecchio Continente abbia mai avuto.
Roba che i finti santoni promossi da Peppa Kid possono solo sognarsi!
Cannibal Kid Questo non l’ho visto, ma di Bergman – regista che fa sempre molto radical-chic nominare – Ford avresti potuto inserire anche suoi capolavori precedenti come Persona o Il posto delle fragole.
Negli anni ’50 e ’60 ancora non esistevi? Ma dai, continuo a non crederci.

"Ti leggo un pò di Pensieri Cannibali, così ti fai un bel sonno!"

1983 
Una poltrona per due di John Landis
MrFord Come già anticipato ieri, se gli anni ottanta di Landis per Cannibale sono stati Il principe cerca moglie, il sottoscritto ha divorato fino a conoscere a memoria Una poltrona per due, splendida commedia dal ritmo serratissimo che è ancora un must per il periodo natalizio. Ed accompagnato dalla risata di Eddie Murphy/Tonino Accolla, rido dei tentativi inutili del mio rivale di aggiudicarsi questa contesa!
Cannibal Kid Non ci posso far niente. Questo film non mi fa proprio ridere, come le battute di Ford.
Perché, Ford fa delle battute?
Sì, al massimo delle battute di caccia. Caccia al cannibale e al buon cinema.

"No, io The tree of life non lo guardo neanche morto!"
1984 
Amadeus di Milos Forman
MrFord Un grande regista per uno dei più grandi geni mai esistiti traghettano Ford attraverso un altro anno fenomenale, per un altro colpo inferto al povero Kid, che già dopo cinque anni si ritrova già all'angolo come un Salieri qualsiasi grazie alle sinfonie fordiane.
Cannibal Kid Bel film, però du palle!

"La lista di Cannibal di ieri? Ma non fatemi ridere!"

1985 
I Goonies di Richard Donner
MrFord Ed ecco il cult per eccellenza della mia infanzia, una delle prime VHS che con mio fratello consumai ai tempi delle elementari, visto in sala e poi imparato a memoria giorno dopo giorno: ad oggi, credo il titolo che ho visto più volte in assoluto nella mia vita insieme ai primi Rocky. Latte, biscotti Plasmon, Sprint e I Goonies erano la colazione ideale di quei tempi, in casa Ford.
Cannibal Kid E io che pensavo che il cult della tua infanzia fosse Viaggio nella luna di Méliès del 1902…
MrFord E' inutile cercare di distrarre i nostri spettatori: ammetti che questo è anche uno dei tuoi cult!

"Ecco, qui è dove stava la vecchia casa del giovane Ford!"

1986 
Highlander - L'ultimo immortale di Russell Mulcahy
MrFord Altro supercult registrato dalla tv alla sua prima visione e divenuto, anche grazie alla meravigliosa colonna sonora firmata dai Queen, uno dei must del periodo che passò tra elementari e medie, influenzando il mio immaginario grazie all'unione tra passato e futuro, spade ed effetti speciali. Indimenticabile il Ramirez di Sean Connery, spaventoso il possente Kurgen. Stracult.
Cannibal Kid Oddio che schifo, ‘sto film, così come l’inascoltabile colonna sonora dei terribili Queen. Una spazzatura simbolo immortale del trash che pare eccessiva persino in una lista fordiana. Il peggio del peggio.
MrFord Userò un'espressione che forse avrai già sentito: tagliategli la testa!

"Devi stare attento, Highlander! Alla fine di ogni Blog War che si rispetti, ne resta sempre e soltanto uno!"

1987 
Full Metal Jacket di Stanley Kubrick
MrFord C'è bisogno di presentazioni, per Kubrick? Non credo.
E per Full Metal Jacket? Neppure.
Semplicemente, questa lista è "troppo beaucoup" per quella del mio rivale.
Cannibal Kid Facile, inserire Kubrick. Alla faccia del tanto sbandierato coraggio fordiano…

"La lista di Ford è troppo beacoup, per quella Cannibale!"

1988 
Il mio vicino Totoro di Hayao Miyazaki
MrFord Quello che è il mio personale favorito del Maestro Miyazaki vince il confronto all'ultimo secondo con altri due Capolavori dell'animazione, Chi ha incastrato Roger Rabbit? e Una tomba per le lucciole. Un film magnifico, semplice ed in grado di parlare a qualsiasi età e cultura. Indimenticabile.
Un po’ più dimenticabile sarebbe avere un vicino Cannibale.
Cannibal Kid Dovresti prendere esempio dal Maestro Miyazaki, Ford. Lui a una certa età ha deciso saggiamente di ritirarsi. Perché tu non fai altrettanto?
MrFord Perchè ovviamente non posso ritirarmi fino a quando non deciderai di ritirarti anche tu!

Dormire con Totoro tiene lontani gli incubi della lista del Cannibale!
1989 
Tango e Cash di Andrey Konchalovskiy
MrFord Una lista orfana della presenza del mitico Sly non sarebbe stata una lista fordiana: ecco dunque fare bella mostra di se una delle tamarrate più divertenti girate dallo Stallone Italiano, per l'occasione spalleggiato dall'altrettanto mitico Kurt Russell.
Una chicca che non mi stanco mai - ma proprio mai - di rivedere, e che, purtroppo per lui, il Cannibale non potrà mai davvero comprendere.
Cannibal Kid Un film del genere figurerebbe bene giusto in una lista dei peggiori. Lì starebbe alla grande in qualunque anno…

"Strano che non ci siano più fan del tuo club!" "Sai com'è, stanno tutti aspettando l'arrivo di Peppa Kid!"
1990 
Balla coi lupi di Kevin Costner
MrFord Iniziamo gli anni novanta con uno dei grandi titoli che hanno riportato il Western nell'Olimpo del Cinema - dove merita di stare - e risvegliato in me l'amore per il genere trasmesso dal nonno materno nel corso degli anni dell'infanzia.
Costner si reinventa regista, oltre che interprete, e firma una pellicola perfetta per ricostruzione, misura, emozione e magia. Nuova Frontiera.
Cannibal Kid Film pessimo, noiosissimo, inspiegabilmente premiato agli Oscar. Anzi, facile da spiegare visto che le ruffianate come questa agli Oscar così come su WhiteRussian sono sempre molto gradite.
Ford, balla pure coi tuoi amici lupi, che noi cannibali la festa te la facciamo solo sbranandoti.
MrFord Balla coi lupi una ruffianata mi pare una bestialità troppo grossa perfino per te: un film troppo impegnativo per il grande pubblico per essere considerato "facile", che solo uno yankee di ristrette vedute come te poteva bollare in questo modo. Hoka Hey!
Cannibal Kid Se con impegnativo intendi che è difficile arrivare fino a fine visione senza finire in coma, ti do ragione!

"Tieni, ti ho portato un pò di White Russian: ti farà bene per dimenticare le schifezze di ieri."

1991 
Point break di Kathryn Bigelow
MrFord Se esiste un simbolo, per il sottoscritto, dell'estate, è Point break, adrenalinica pellicola firmata Bigelow che sconvolse il quasi adolescente Ford al punto che, per anni, finii per desiderare di chiamare il mio futuro figlio Bodhisattva, come l'indimenticabile personaggio interpretato da Patrick Swayze.
Fortunatamente io sono rinsavito, ma la bellezza travolgente di questo film, fortunatamente, è rimasta la stessa.
Cannibal Kid Bodhisattva???
Sarebbe stata una condanna a morte per il Fordino e avresti fatto peggio di Nicolas Cage che ha chiamato suo figlio Kal-El.
Fortunatamente sei rinsavito, anche se nessuno fino a questo momento c’aveva mai fatto caso.

"Bodhi, dobbiamo andare. La Blog War è già finita. Ford ha vinto." "Ma come!? Non siamo neanche a metà della lista!"

1992 
Gli spietati di Clint Eastwood
MrFord Non poteva mancare, nella mia lista, quello che non solo è uno dei miei film preferiti in assoluto, ma anche il vertice dell'arte del grande vecchio Clint, che in un colpo solo uccide la Frontiera, il Western, la Leggenda e tutto quello che era stato, senza dare la speranza per quello che sarà.
Un film che è un colpo di pistola, e che abbatte qualsiasi potenziale rivoluzione made in Cannibaland.
Cannibal Kid Che palle, con ‘sti western. Te lo chiedo per l’ultima volta, Ford, poi la smetto: sicuro sicuro di non essere del 1879?

"Kid, non andiamo nel Wyoming a sparare alle borracce, dannazione! Questa è una Blog War!"
1993 
Carlito's Way di Brian De Palma
MrFord L'altra faccia di Scarface, quella più matura, romantica e drammatica.
Se Tony Montana rappresenta tutta l'arroganza dei teen senza misure come il mio rivale, Carlito Brigante è il volto dell'uomo maturo ben conscio dei suoi limiti e dei suoi errori, ma sempre e comunque pronto ad affrontare il Destino a testa alta.
Magico Pacino.
Cannibal Kid L’altra faccia di Scarface, sì: quella di serie B. Buon film, ma pur sempre nettamente inferiore all’enorme Tony Montana, che Fordito Brigante se lo magna a colazione.

"E questo chi è?" "Un altro di quelli che pensano sia meglio Scarface, Carlito. Vuoi che te lo sistemo?"

1994 
Hong Kong Express di Wong Kar Wai
MrFord Il Wong Kar Wai dei tempi migliori per uno dei film più importanti della mia vita, tanto magico da spazzare via la concorrenza di Clerks e perfino di Pulp fiction.
Naif e poetico, questo film è e sarà per sempre la mia primavera, la voglia di innamorarsi, la sensazione del vento tra i capelli.
Poesia che i santoni amici del mio nemico si possono solo sognare.
Cannibal Kid Wong Kar-wai, il regista più sbadiglioso nella storia del cinema, uno che senza slow motion non avrebbe una carriera, sarebbe capace di spazzare via il sommo capolavoro Pulp Fiction del genio Quentin Tarantino?
Qua siamo nel delirio più puro…
MrFord Che cos'è tutta questa paraculaggine!? Il problema non è dei colleghi blogger, ma tuo!

"Devo bere per dimenticare tutte le stronzate che riesce a sparare Cannibal Kid!"
1995
Heat - La sfida Di Michael Mann
MrFord A ribaltare come un calzino l'action portandola ad un livello mai raggiunto prima ci pensa Michael Mann, che cala due assi come De Niro e Pacino per il primo, vero, grande film d'azione "con l'anima", che condensa un incrociarsi di vite e di morti da pellicola corale in due ore e mezza di adrenalina pura.
Cannibal Kid Un film valido, okay, ma lo trovo un po’ freddino. Il mio Michael Mann del cuore resterà sempre e soltanto Collateral. Non c’è sfida. Come tra me e Ford, d’altra parte.

"Robert, le sfide tra noi sono come quelle tra Ford e Cannibal: infinite."
1996 
Fratelli di Abel Ferrara
MrFord Abel Ferrara suona la carica degli anni novanta di Ford, regalando un film dirompente che è uno dei più importanti in tema di fratellanza, interpretato da tre protagonisti in forma strepitosa - Vincent Gallo, Christopher Walken e Chris Penn - ed intriso di misticismo e violenza.
Roba che mastica i piccoli cult cannibali e li risputa fuori. Con rabbia.
Cannibal Kid L’unica cosa che ricordo è che avevo grandi aspettative prima di vedere questo film, visto che Vincent Gallo in quel periodo era diventato il mio nuovo idolo personale, poi dopo averlo guardato mi sono chiesto: “Beh, tutto qui?”. Film decisamente deludente e pure dimenticabile del buon Ciro Abel Ferrara.
MrFord Meno male che ci sei tu, che ne sai di Cinema. Del resto ci sarà pure un motivo, se continua ad esserci qualcuno che segue Von Trier. ;)

"Ford è proprio un grande, fratellini miei!" "Ma chi è quel pusillanime accanto a lui? Faccio anche fatica a vederlo!"
1997
Boogie nights - L'altra Hollywood di Paul Thomas Anderson
MrFord Il film che lanciò Paul Thomas Anderson e che è ancora il mio favorito del regista fu una rivelazione scoperta grazie a mio fratello, nonchè riferimento per una delle sequenze che più amo della mia storia di spettatore.
Colonna sonora pazzesca, vita vissuta, dramma e commedia si mescolano in un omaggio sentito e cool della grande tradizione di Altman.
Il Cannibale, invece, più che una tradizione, è un cattivo esempio.
MrFord Ottimo film, ma pur sempre un Paul Thomas Anderson minore rispetto al cultissimo Magnolia. Come al solito, se Ford per caso azzecchi il regista giusto, sbagli il film. E poi Ford lo sappiamo tutti che Boogie Nights ti è piaciuto così tanto solo ed esclusivamente per la presenza nella colonna sonora del tuo ridicolo teen idol Rick Springfield.
MrFord (quello vero) Sei talmente ossessionato da me che sbagli perfino a nominarti. Questo dice tutto. :)
MrFord (quello falso) Mi chiamo MrFord e sono un pirlone, lo ammetto ahahah!

"Dannazione, questo Ford ci sa proprio fare!"

1998 
Il grande Lebowski di Joel Coen
MrFord Il film simbolo del Saloon, una filosofia di vita, un simbolo, un inno alla goduria tutta pane e salame, bowling e white russian.
Impossibile non inserirlo.
Cannibal Kid Uno dei film più sopravvalutati di sempre. Non m’è mai piaciuto e da quando so che è il film simbolo del Saloon mi sembra ancora di più una boiata senza senso. Come in pratica tutte le pellicole dei Coen e come tutte le pellicole amate da Ford.
MrFord Non ho neppure bisogno di risponderti. Ci penserà soltanto il resto della blogosfera.

"Pronto, Drugo. Chi parla? Il Cannibale? Allora vaffanculo!"

1999 
Eyes wide shut di Stanley Kubrick
MrFord Il testamento del Maestro Kubrick, un viaggio nell'oscurità della notte e dell'animo che costò il matrimonio a Cruise e la Kidman e che, ancora oggi, trovo un ibrido di Lynch e Fuori orario in grado di portare il grottesco ad un livello mai raggiunto prima.
E di fronte a Kubrick si inchina perfino il mio antagonista.
Un po’ come la sua lista di fronte alla mia.
Cannibal Kid Oh, finalmente Ford ha tirato fuori un capolavoro! E prima della fine del millennio. Non pensavo sarebbe successo…

Cannibale circondato da una schiera di fordiani.

2000 
Memento di Christopher Nolan
MrFord Gli anni zero iniziano nel nome di Christopher Nolan, che nel decennio aperto con lo straordinario Memento regalerà almeno un altro paio di perle indimenticabili: l'emozione, però, di quella prima visione iniziata con l'ultimo fotogramma e chiusa dall'apertura è ancora viva sulla pelle, almeno quanto la sensazione di un ennesimo trionfo in una Blog War.
Cannibal Kid Sceneggiatura geniale, film molto originale, eppure a livello di emozioni di mementi indimenticabili ne regala pochini. Una pellicola molto più di testa che di cuore, alla faccia del presunto panesalamesimo tanto sbandierato dal radical Ford…

"Cannibal Kid non capisce un cazzo di Cinema. Beh, questa scritta potevo anche non farmela tatuare. Me la sarei ricordata comunque."

2001 
Monsters&Co di Pete Docter
MrFord L'animazione torna regina con uno dei titoli più riusciti della Pixar, una magia di arte visiva, ritmo, poesia ed ironia sotto il segno degli indimenticabili Sulley, Mike e della piccola Boo, uno dei personaggi più belli mai creati per un cartone animato.
Lezione di Cinema assoluta - la sequenza delle porte è geniale - e conferma della realtà degli studios nati da una costola di Mamma Disney.
Cannibal Kid E io che pensavo avessi sfondato la porta dei 100. Mi sa che non hai mai superato quella dei 5 anni, baby Ford.

"E così questo è The tree of life." "Increbibile. Pensavo non ci fosse limite al peggio."
2002 
La 25ma ora di Spike Lee
MrFord Sull'onda del dramma dell'undici settembre, Spike Lee confeziona la sua opera più sentita e potente, insieme al successivo Inside man il lavoro più riuscito del regista afroamericano.
Norton e Barry Pepper si contendono la scena colpendo durissimo - sotto tutti i punti di vista - e la dolente realtà vince su ogni possibile sogno.
Nessuno sconto. Nessuna pietà. Come per Peppa Kid alla fine di questo confronto.
Cannibal Kid Questa prevedibile lista, a parte l’agghiacciante sorpresa di Hong Kong Express nell’anno del solo e unico Pulp Fiction, sembra una giornata di 25 ore. Non finisce davvero più.
MrFord Questo cos'è!? Un tentativo - l'ennesimo - per non dire che questo film ti è piaciuto!?

"Un brindisi all'ennesima vittoria di Ford!"

2003 
Big fish di Tim Burton
MrFord A vincere la concorrenza nientemeno che di Mystic river è quello che, ad oggi, considero il vero Capolavoro di Tim Burton, un viaggio quasi felliniano nella poetica del regista e nell'universo di sentimenti che è il rapporto tra padri e figli.
Un film magico e commovente, che non fa sconti neppure ad un presunto duro come il sottoscritto, dunque figuriamoci a quel pusillanime del Cannibale.
Cannibal Kid Il capolavoro di Tim Burton è Edward mani di forbice, o al limite Nightmare Before Christmas. Questo è il suo tentativo, per carità riuscitissimo, di fare un film più felliniano, ma la vera essenza del regista sta nei suoi film più dark. Quelli che al Baby Ford fanno paura.
MrFord Non vorrei fare proprio il pignolo, ma NBC tecnicamente è diretto da Henry Selick. ;)
Cannibal Kid Tecnicamente, sei un pignolo. In pratica, sei un rompiballe ahahah!

"Quella dev'essere la collezione che Peppa Kid ha delle scarpe che gli hanno tirato dietro dopo aver ascoltato i suoi pareri cinematografici."


2004 
Million dollar baby di Clint Eastwood
MrFord Se il Mystic non è riuscito per un soffio ad entrare nella selezione, lo fa invece di prepotenza Million dollar baby, un altro dei vertici dell'arte eastwoodiana, un pugno in pieno viso che ad ogni visione scava fino all'osso e lascia tutti i nervi scoperti.
Anche in questo caso padri e figli, anche in questo caso grande Cinema.
Ovvio che sia nella mia lista, e non in quella del mio rivale.
Cannibal Kid Certo che questa lista non presenta alcuna sorpresa. Tutti film e registi al 100% fordiani, senza spazio per la benché minima variante… Che noia, che barba.

"Non buttarlo giù subito, a Peppa Kid! Fai divertire un pò la gente!"

2005 
A history of violence di David Cronenberg
MrFord Il Capolavoro di Cronenberg, uno dei film più tosti degli ultimi trent'anni, era prenotato ad occhi chiusi: guidati dall'interpretazione incredibile di Viggo Mortensen, compiamo un viaggio nei recessi della mente e delle ombre più feroci della Natura umana.
Fratello gemello quasi maggiore di Mystic river.
Cattivo e senza perdono: un po’ come sono io quando mi ritrovo ad affrontare i pareri cinematografici di Peppa Kid.
Cannibal Kid Assolutamente non il capolavoro di Cronenberg. Anzi, uno dei suoi film più “normali”, rispetto alla follia anarchica dei sorprendenti e fenomenali Videodrome, La mosca o eXistenZ.

"Il prossimo sei tu, Coniglione."

2006 
Little Miss Sunshine di Valerie Faris e Jonathan Dayton
MrFord E dopo il massacro, arriva un pò di leggerezza, una ventata d'aria fresca neppure fossimo a maggio, in attesa dell'estate: Little Miss Sunshine è stato, emotivamente, uno dei film più importanti della mia vita.
In un periodo in cui vagavo tra una bottiglia e l'altra e tra un letto e l'altro, mi ha preso per mano e portato, a modo suo, dove sono ora.
Oltre al fatto che è senza dubbio il film mio e di Julez, e quello attraverso il quale annunciai proprio in queste pagine l'arrivo del Fordino.
Io amo questo film. Tanto che quasi mi fa dimenticare quanto detesto il Cannibale.
Cannibal Kid Un commento così zuccheroso che mi è venuto il diabete. Bravo Ford, se vuoi vincere questa guerra eliminandomi fisicamente, con questo colpo basso ci sei quasi riuscito!

 
"Ford ha vinto! Ha vinto! Ha vinto! Ha vinto!"


2007 
La promessa dell'assassino di David Cronenberg
MrFord Cronenberg fa doppietta con il proseguo ideale del discorso iniziato con A history of violence: noir nerissimo, Mortensen di nuovo straordinario, malavita e destini incrociati per una di quelle storie che avrebbero fatto invidia a Dostoevskij o Shiller con i suoi Masnadieri.
La mia promessa? Bottigliare il Cannibale, oggi e sempre.
Cannibal Kid Un ottima pellicola, che ho trovato superiore ad A History of Violence. Però due film quasi identici dello stesso regista e con lo stesso protagonista mettono bene in mostra la consueta limitatezza di sguardo del mio blogger rivale, incapace di guardare oltre gli stretti confini del suo sfrenato fordismo.

"Caro Cannibal, ho in mente un bel trattamento per te."

2008 
The wrestler di Darren Aronofsky
MrFord Lo so, lo so. Questo era l'anno di Gran Torino. E Gran Torino avrebbe dovuto prendersi il posto. Ma Clint è un grande, così cede il passo con rispetto alla pellicola che mi fece rivalutare Aronofsky, e che presentò finalmente il wrestling per quello che è, soprattutto lontano dai soldi e dalle grandi federazioni.
Un film amaro, vero, recitato alla grande e che, senza dubbio, rappresenta il sottoscritto come pochi altri.
Cannibal Kid Un grandissimo regista, Aronofsky, uno dei miei preferiti, ma ancora una volta Ford decide di scegliere il suo film più convenzionale. Una bella pellicola, priva però degli slanci visionari dei suoi capolavori Il cigno nero, π – Il teorema del delirio e Requiem for a Dream.
E il wrestling, tanto per la cronaca, è una cagata pazzesca!

"Stai pure comodo al tappeto, Cucciolo! Sto arrivando!"

2009 
Up di Pete Docter e Bob Peterson
MrFord Ancora animazione, ancora Pixar.
So bene che il mio rivale storcerà il naso, specie pensando alla parte avventurosa che rapisce tra colori ed ironia nella parte centrale di questa meraviglia, ma basterebbero i primi cinque minuti o il finale per farlo volare dritto nell'Olimpo del Cinema.
Al contrario delle porcate radical chic tanto esaltate dal buon Terrence Kid.
Cannibal Kid Due film della sopravvalutatissima Pixar presenti? Se io sono teen, Ford tu nonostante le tue 134 primavere sei proprio un bebé! E Up sarebbe un capolavoro, se solo fosse un cortometraggio…

Cannibal Kid e Ford durante uno dei loro pomeriggi insieme.


2010
Inception di Christopher Nolan
MrFord Nolan mette il suo secondo sigillo grazie a quella che è la sua opera più complessa e stratificata, il Lost del Cinema, l'esplosione e la consacrazione delle idee messe sul piatto solo parzialmente da Matrix un decennio prima.
Labirinti della mente e del cuore al servizio di una tecnica da urlo, per un finale che è un atto di fede: a voi scegliere in cosa credere.
Saloon pane e salame o Salotto Radical Kid.
Cannibal Kid Nolan è un buon regista, però prima di essere considerato un grande genio deve ancora farne di strada. E questo è un buon film, ma resta pur sempre un filo troppo derivativo nei confronti di Matrix per poter essere considerato davvero una pietra miliare.
Quanto alla “scelta”, considerando come i saloon si siano estinti insieme ai dinosauri, non c’è alcuna scelta: tutti nel Salotto Radical Kid con schermo al plasma e popcorn e birra a volontà!

Perfino la trottola di Inception pende dalla parte fordiana!

2011 
Drive di Nicolas Winding Refn
MrFord L'apice del Cinema di Refn, Michael Mann che incontra Johnnie To, il Taxi driver del nuovo millennio. Molto si può dire, di un'opera come Drive.
Io mi accontento di vivermelo sulla pelle, viaggiando veloce verso una vittoria letteralmente schiacciante.
Cannibal Kid Certo che la tua ossessione per la vittoria è preoccupante, Ford. Sembri Berlusconi che incontra Mussolini buahahah!

"Tranquilla, non faccio tardi: esco solo a dare una sistemata al Cannibale e torno!"

2012 
Killer Joe di William Friedkin
MrFord Il lato oscuro di Drive, lo scorpione che si muta in alligatore, l'eleganza che diventa sguaiato trash da periferie perdute.
E ad opporsi a Joe, uno dei cattivi più tosti del Cinema recente, l'angelo Dottie, personificazione della vittima che prende coscienza prima di liberarsi dalle catene del Male.
Il vecchio Friedkin prende Tarantino per le palle e tira fuori una cosa neanche fossimo ancora a Vivere e morire a Los Angeles. Bombissima.
Cannibal Kid Bomba sì. Bombissima no. Quella l’ho già usata per far saltare in aria Casa Ford.

"Cara, non preoccuparti: ci penso io a sistemare il Cucciolo."

2013 
Django Unchained di Quentin Tarantino
MrFord Nonostante non abbia ancora deciso quello che sarà il film fordiano dell'anno, il Django scatenato di Tarantino si è presentato fin da subito come uno dei candidati più autorevoli per il titolo: un lavoro maturo e graffiante che prosegue ed ingrandisce il discorso iniziato con Bastardi senza gloria, e riporta il grande Tarantino spentosi tra Kill Bill e A prova di morte.
Un finale dirompente che spezza le catene del radicalchicchismo cannibale e libera il Ford che è in tutti noi.
Cannibal Kid Dopo aver clamorosamente snobbato Pulp Fiction, Ford cerca di farsi perdonare da Tarantino e rimettere la sua lista sui giusti binari con una mossa disperata dell’ultimo minuto. Troppo poco, troppo tardi, mio caro rivale. Ti sarai anche liberato dalle catene cannibali, ma resterai intrappolato per sempre in quelle ben più strette del fordismo, fatto solo di western, action e film pseudo machisti, con tutti personaggi molto simili: persino i cartoni proposti offrono protagonisti dei burberi dal cuore tenero. Proprio come te, Ford, ex cattivone della blogosfera e oggi inguaribile tener♥ne.

"Se non ci ha già pensato Gosling, voglio dare io l'ultimo colpo di martello alla testa del Cannibale."
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