lunedì 18 febbraio 2019

White Russian's Bulletin



A questo giro di giostra il Bulletin si presenta incredibilmente più corposo in termini di numero di titoli passati al Saloon negli ultimi sette giorni, quasi l'avvicinarsi della Notte degli Oscar avesse stimolato una ripresa rispetto alla parte finale del duemiladiciotto, una delle più lontane dalla settima arte che possa ricordare di aver vissuto: recuperi, nuove visioni, come di consueto serie che accompagnano i pasti o le serate di stanca di casa Ford. Un pò di tutto, insomma. E, strano a scriversi, per la maggior parte anche valido.


MrFord


OLTRE LA NOTTE (Fatih Akin, Germania/Francia, 2017, 106')

Oltre la notte Poster


Fatih Akin è sempre stato un piccolo idolo, da queste parti, ed il recupero di Oltre la notte, accolto più che bene dalla blogosfera, era doveroso da tempo: il regista turco/tedesco racconta l'odio, l'amore, la vendetta, la passione con la stessa forza dei suoi primi lavori - La sposa turca e Ai confini del paradiso -, appoggiandosi ad un'interpretazione pazzesca di Diane Kruger, che vive il suo personaggio quanto e più di se stessa.
Tensione costante dal primo all'ultimo minuto - incredibile quanto ad ogni passaggio ci si aspetti accada qualcosa -, atmosfere che mi hanno ricordato Polanski, tematiche importanti ed attuali gestite ed affrontate da un punto di vista non solo diverso, ma anche coraggioso e legato a molteplici interpretazioni e punti di vista.
Un film a suo modo imperfetto e figlio dell'istinto, che lascia il segno anche e soprattutto per l'istinto stesso.




SE LA STRADA POTESSE PARLARE (Barry Jenkins, USA, 2018, 119')

Se la strada potesse parlare Poster


Barry Jenkins aveva già conquistato il mio cuore di spettatore con Moonlight, che forse ero stato tra i pochi a preferire al pur stupendo La La Land. Se la strada potesse parlare è un titolo più sommesso di quello che ha portato alla ribalta il regista, più canonico, meno visibile e vendibile. 
Ed è anche un titolo che può apparire meno di quanto non sia in realtà.
In fondo, si tratta di una storia d'amore, di qualcosa di semplice, fin troppo, che pare confezionato per una conferma nella notte delle statuette più ambite del Cinema.
Eppure, Se la strada potesse parlare è decisamente qualcosa in più: è una storia che contrasta l'odio raccontando la rabbia e l'indignazione dal punto di vista dell'amore, la fantasia di un libro o di un film con quello che sarebbe il compromesso della realtà - splendida l'evoluzione finale -, eleganza trasformata in semplicità da una Jenkins ispiratissimo che mi ha riportato alla mente i migliori James Gray e Wong Kar Wai, intensità pazzesca di tutto il cast.
Una storia che, se non fosse vera, lo diventerebbe grazie alle sue immagini.




RALPH SPACCA INTERNET (Phil Johnston&Rich Moore, USA, 2018, 111')

Ralph spacca Internet Poster


Approfittando - o cercando di sopravvivere - ad una giornata intera passata con i Fordini reduci dall'influenza chiusi in casa, ho approfittato per recuperare Ralph spacca Internet, sequel del piacevole Ralph spaccatutto di qualche anno fa e primo film visto dal Fordino ad una festa di una compagna di scuola in sala senza di noi, in linea con il periodo di pre-adolescenza che sta vivendo.
La Disney, ad ogni modo, continua a sapere quello che fa, e con questo secondo Ralph riesce a dare un colpo al cerchio e uno alla botte divertendo i piccoli e strizzando l'occhio ai grandi con l'introduzione di Internet come mondo da scoprire per Ralph e Vanellope ed una serie di trovate metacinematografiche davvero sfiziose - il passaggio nel mondo delle principesse Disney è forse la parte meglio riuscita della pellicola -: il ritmo c'è, il messaggio anche, ci si diverte e alla fine, come è giusto che sia, si trova anche il giusto spazio per i sentimenti. Bene così.




TITANS - STAGIONE 1 (Netflix, USA, 2018)

Titans Poster


In un periodo di stallo rispetto alle proposte da piccolo schermo da poter associare ai pasti senza turbare troppo i Fordini siamo incappati grazie al bacino di Netflix in Titans, una sorta di versione DC Comics degli X-Men marvelliani: conosco poco delle storie a fumetti di questi charachters essendo sempre stato un fan di Mamma Marvel - curioso che i due che conoscevo meglio, Batman e Robin esclusi, siano Hawk e Dove, praticamente sconosciuti -, dunque mi sono avventurato nella visione libero da confronti e pregiudizi vari. A prima stagione finita posso dire che il tentativo è stato fatto e a tratti è risultato anche apprezzabile, ma l'atmosfera decisamente televisiva ed un finale troppo aperto - tanto che con Julez pensavamo non fosse neppure l'ultimo episodio - hanno penalizzato il risultato. Dovessimo decidere di affrontare la season two, posso solo sperare in una ripresa.




NON CI RESTA CHE IL CRIMINE (Massimiliano Bruno, Italia, 2019, 102')

Non ci resta che il crimine Poster

Il Cinema italiano, si sa, da queste parti ha sempre vita difficile, a meno che non sia figlio delle grandi stagioni del passato. Di recente, però, complici un paio di attori ed una giusta dose di leggerezza, ho imparato ad apprezzare anche qualcosina di nostrano buona per accompagnare qualche serata senza pensieri. Non ci resta che il crimine può essere inteso in questo senso: senza troppe pretese, Massimiliano Bruno ed una squadra di caratteristi consolidata portano a casa una versione molto pane e salame di Ritorno al futuro in salsa Banda della Magliana che diverte ed intrattiene, non fa strappare i capelli ma conserva una sua dignità, tra il ricordo dei Mondiali dell'ottantadue ed un riscatto verso la vita di chi pensa di essere sconfitto dalla stessa.
Ennesima conferma della funzionalità della coppia Gassman/Giallini.


giovedì 14 febbraio 2019

Thursday's child


Nuova settimana di uscite e nel deserto che ormai pare essere diventata la blogosfera i due nemici per eccellenza della rete, il qui presente Ford ed il purtroppo non assente Cannibal Kid, accompagnati per l'occasione da Carlo Lanna, tornano per dire la loro, richiesta oppure no, sulle uscite che ci attendono in sala questa settimana: cosa ci riserva la settima arte in attesa che la Notte degli Oscar monopolizzi la nostra attenzione?



Alita - Angelo della battaglia

"Sei davvero cuccioloso, ma ho già promesso al Cucciolo Eroico di uscire con lui."
Carlo: Potrebbe essere un guilty pleasure o una boiata pazzesca. Non ci sono mezzi termini. C’è Rodriguez alla regia e Cameron alla produzione: insomma uno sa cosa significa dirigere un film -anche se a volte calca troppo la mano-, l’altro ha ottime idee ma non le sa portare a termine. Mi aspetto praticamente di tutto. Soprattutto sono consapevole che il film non sarà neanche lontanamente simile al fumetto che ho amato quasi più di me stesso. Si fumeranno il manga proprio come hanno fatto con Ghost in The Shell che in verità, come sonnifero, non è stato niente male. E poi, ok, c’è il cast di richiamo ma Christoph Walz interpreta lo stesso personaggio dai tempi di Bastardi Senza Gloria! Non voglio essere disfattista, ma c’è puzza di flop.
Cannibal Kid: Io sento puzza di boiata pazzesca di quelle capaci di venire massacrate da tutti. Una boiata così clamorosa da farmela risultare simpatica. Potrei ergermi a difenderla come Angelo della battaglia delle cause perse. Considerando però che alla produzione c'è James Cameron e che il film potrebbe puntare unicamente sull'aspetto visivo appariscente stile Avatar per far fessi i più facilmente impressionabili come Ford, potrei anche essere a capo della fazione che lo massacra. Sì, diciamo che è più probabile questa seconda opzione.
Ford: ho adorato, ai tempi, il fumetto, nella sua prima incarnazione - e non nell'inutile sequel - uno dei più bei manga mai pubblicati. Inutile dire che da questa trasposizione, nonostante la simpatia per Rodriguez e Tarantino, mi aspetto solo un gran disastro, anche perchè trovo sia impossibile condensare tutti i temi della saga di Alita in una produzione cinematografica "one shot".
Un peccato, quantomeno perchè il personaggio meriterebbe il meglio possibile e soprattutto perché detesto essere della stessa idea del mio rivale.

Un’avventura

Un'avventura che al Saloon si fa volentieri a meno di vivere.
Carlo: Lo devo ammettere appena ho visto il trailer ho detto: «Un film con Laura Chiatti? Lo devo vedere assolutamente.» Sì, ho una cotta per lei fin dai tempi di “Ho voglia di te” e non ho nessuna intenzione di perdere questo suo ultimo “capolavoro”. Qui si toccano picchi di trash assurdi. Frasi scollegate tra di loro, sguardi languidi, atmosfere da romanzetto rosa (che di solito le adoro ma qui proprio non funzionano). Un film che merita di essere visto solo per la colonna sonora, per il resto, si può evitare tranquillamente. Però, ecco, io lo guaderò lo stesso, solo per la gioia di criticare. È nella mia natura.
Cannibal Kid: Le canzoni di Battisti, uno dei pochi mostri sacri della musica italiana che apprezzo sinceramente, aggiunto a tanto kitsch da romanzetto rosa?
Non sarà, un'avventura, ma sarà una trashata da non perdere! Alla faccia di Ford che già immagino con una faccia disgustata.
Ford: io detesto Battisti e anche le trashate italiote. Effettivamente sono disgustato. Dunque eviterò senza neppure pentirmene.

La vita in un attimo

"Ragazzo, è inutile che cerchiamo di somigliare a Cannibal e Ford andando in giro così. Quei due sono inimitabili. Per fortuna."
Carlo: Dico solo una parola. ABORRO. Sì, perché questo è proprio un film pessimo, così melenso che a confronto una tazza di latte e miele ha un retrogusto più amarognolo. E poi, sì, c’è Olivia Wilde che è figa ed è ancora nei miei sogni notturni dai tempi di The Oc, e sì, c’è pure Oscar Isaac che come attore non è male, ma non ce la posso proprio fare, è un film assolutamente terribile. Dopotutto alla regia c’è Dan Fogelman, il creatore di This Is Us. Non potevo certo aspettarmi un capolavoro della commedia sentimentale.
Cannibal Kid: Io dal creatore di This Is Us e da un ottimo cast del genere, che comprende anche Olivia Cooke, mi aspetterei grandi cose. Peccato ne stiano parlando male tutti. Carlo, così come la critica americana, che l'ha distrutto. Considerando che i miei gusti al momento sono abbastanza opposti non solo a Ford, ma un po' a tutto il mondo che spaccia robette come Roma per capolavori assoluti, mi sa che potrei finire per considerare questo film un sottovalutato gioiellino.
Ford: io adoro This is us, ma considerato che Cannibal come al solito spara pareri assurdi contro lavori memorabili come Roma, penso mi troverò felicemente dalla parte opposta alla sua, qualsiasi sarà l'opinione a proposito di questo film che, tra le altre cose, mi attrae ben poco.

Crucifixion - Il male è stato invocato

"Ha visto un film teen consigliato dal Cannibale di troppo, non c'è più rimedio per lei."


Carlo: Non vedo un horror da più di 5 anni. Tutti giocano sempre sullo stesso meccanismo, è un serpente che si mangia la coda. Se non ho visto The Nun, non credo che andrò a vedere la storia di una suora legata ad un esorcismo fallito. Non era meglio lo splatter degli anni ’90?
Cannibal Kid: Non vedi horror da più di 5 anni? Ok, Carlo, sono d'accordo che molti film del genere sono ripetitivi e si somigliano, però questa è una cosa che si può dire anche di altri generi. Vogliamo per caso parlare dei tuoi adorati cinecomics, tanto per fare un esempio a caso?
Se non li guardi, la verità allora è che probabilmente sei un fifone peggio di Ford, AHAHAH! :)
Scherzi a parte – ma Ford che fa tanto il duro e puro e invece se la fa sotto per qualunque horrorino è una storia vera – questo film a livello di trama fa temere il peggio, però va segnalato che alla regia c'è il francese Xavier Gans, quello dell'interessante The Divide, e la protagonista è Sophie Cookson, notevole rivelazione della sottovalutata serie Gypsy. Quindi preferisco crocifiggere Ford e invocare una visione di questa pellicola.
Ford: io invece cerco si spararmi più horror possibili sperando sempre di incontrare una qualche sorpresa davvero inquietante, anche se sono poche e ben selezionate. Dunque dovesse capitare un tentativo lo farò ben volentieri, anche se l'impressione è quella di trovarmi di fronte l'ennesimo esperimento fallito, un pò come quando affronto un nuovo post di Peppa Kid e spero di trovare un'opinione sensata.

La paranza dei bambini

"Cannibal, rassegnati: sei troppo vecchio ormai per entrare nella nostra gang."
Carlo: Ecco, ora si può parlare di cose serie. Da napoletano adoro Gomorra, ne sono innamorato e questo nuovo film che parla delle bruttezze (vere) della mia terra non me lo lascio scappare. C’è tutto, in un mix esplosivo: le ship adolescenziali, le sparatorie, il profumo del Golfo, i vicoli più belli, le sparatorie e … le ship. Sì, scusate. Dovevo dirlo di nuovo. Cannibal Kid mi conosce e sa di cosa parlo.
Cannibal Kid: Pensavo fosse solo uno di quei film impegnati e intellettualmente apprezzabili, ma alla fine noiosi, e invece se Carlo dice che ci sono pure le ship adolescenziali, allora una visione senza temere di addormentarsi la si può dare. Ford, anche se non sa cosa vuol dire ship, già solo al termine adolescenziali credo sia scappato a gambe levate.
Ford: più che ai termini ship - che da vecchio non comprendo - e adolescenziali, il fatto che questo film sia legato al da me detestato Saviano alimenta una certa cautela, per quanto adori Gomorra - la serie - e parzialmente il film. Sicuramente ci andrò con i piedi di piombo, sperando che possa al contrario sorprendermi in positivo. Se così non fosse, sarò pronto a bersagliarlo almeno quanto un film adorato dal Cucciolo Eroico.

Rex - Un cucciolo a palazzo

"E io non sono più cuccioloso del Cucciolo Eroico?"
Carlo: Ho una certa età per vedere i cartoni animati, anche se non è giusto chiamarli in questo modo. È un film carino, dolce e simpatico ma a quasi 34, alla seconda scena, ho già il bisogno di cambiare canale.
Cannibal Kid: Ha ragione Carlo. Non è giusto chiamare robe del genere cartoni animati. Bisogna chiamarle con il loro nome: bambinate buone giusto per quel cucciolo di Ford.
Ford: a proposito di Cuccioli ben poco eroici. Questo è il tipico film d'animazione che esaurisce le sue cartucce con il trailer. E forse anche prima della fine dello stesso.

lunedì 11 febbraio 2019

White Russian's Bulletin



Settimana piuttosto contenuta per il Bulletin, complici gite fuori porta e serate lontane dal Saloon. Questo, fortunatamente, non ha inciso sulla qualità, alta per entrambi i titoli passati a questo giro in casa Ford.
Potesse essere sempre così, potrei quasi metterci la firma.


MrFord



THE OLD MAN AND THE GUN (David Lowery, USA, 2018, 93')

Old Man & the Gun Poster


E' difficile incrociare il cammino di titoli che paiono usciti da un'altra epoca pur riuscendo a rimanere attuali, credibili, presenti quando li si guarda: complice l'incredibile livello di coolness di Robert Redford, alla veneranda età di ottantatre anni più figo di molti colleghi decisamente più giovani, il lavoro di David Lowery si presenta leggero e malinconico, old school eppure attuale, fuori tempo massimo eppure emozionante e magico, una sorta di cocktail tra I ponti di Madison County e Fuga da Alcatraz. La vicenda di Forrest Tucker è un viaggio nella provincia americana, lungo il confine del western moderno, nel Cinema made in USA anni settanta, ma prima ancora nel cuore di quella passione che porta alcuni di noi - e li capisco tutti bene, dal primo all'ultimo - a buttarsi nella vita a capofitto. Nessuna prigione che tenga, nessuna fuga cui si possa resistere.




COLD WAR (Pawel Pawlikowski, Polonia/UK/Francia, 2018, 89')

Cold War Poster


Pawlikowski mi aveva già colpito ai tempi di Ida, e qui al Saloon non aveva certo bisogno di presentazioni.
Cold war, giunto in colpevole ritardo da queste parti, ha mantenuto le promesse della vigilia: fotografia pazzesca, grande classe, una storia che pare Casablanca filtrata attraverso la cortina di ferro, il dramma che le donne sognano per le storie romantiche e gli uomini inseguono a tempo perso, tra una sbronza e la sensazione di solitudine che li prende quando non finiscono a letto con qualcuna.
Impressionanti i protagonisti - Joanna Kulig è splendida -, impegnativo l'approccio - non sarà mai un film per tutti -, potente l'impatto emotivo.
E' uno di quei film cui non è possibile resistere neppure volendo, neppure da stanchi, neppure quando ci si vorrebbe distrarre. E' l'ipnosi che solo l'autentica bellezza può portare in dote.


giovedì 7 febbraio 2019

Thursday's child



Incredibilmente per la terza se non addirittura quarta settimana consecutiva mi presento in orario all'appuntamento con la rubrica dedicata alle uscite in sala, come sempre co-condotta insieme al mio rivale Cannibal Kid insieme all'ospite d'onore della settimana, Fabrizio Panzella.
E così come per il weekend che vide l'approdo sul grande schermo di Creed II, questa volta a farla da padrone almeno per il sottoscritto sarà Clint con il suo nuovo lavoro davanti e dietro la macchina da presa, che sinceramente spero proprio possa scatenare una nuova battaglia contro il mio antagonista.

"E così è qui che Ford ha seppellito Cannibal dopo le sue sparate su American Sniper. Ha fatto un gran bene!"
Il corriere - The Mule

"Quelli sono i resti di Peppa Kid dopo il suo incontro di wrestling con The Rock. Hai il compito di riportarli a Casale Monferrato."

Fabrizio: Dal trailer pare il solito vecchio Clint, con il suo inconfondibile neo-classicismo un po' decadente. Speriamo sia così.
L’accoppiata Eastwood/Cooper farà, nuovamente, “felice” Cannibal.
Cannibal Kid: Mi farà felice eccome. La nuova stroncatura dell'accoppiata che ci ha regalato l'increscioso American Sniper ce l'ho già in canna e penso che la farò portare da un mulo. Ford può andare bene.
Ford: ovviamente l'uscita di ogni nuovo film del Maestro Clint rappresenta un grande evento qui in casa Ford. Come se non bastasse, dal trailer questo pare proprio Clint al suo meglio al 100%. Non vedo l'ora di esaltarmi alla facciazza di Cannibal.

10 giorni senza mamma

"Mi sa che Cannibal aveva un pò sottovalutato quel bruto di Ford!"

Fabrizio: Non so voi ma io queste commedie made in Italy, non riesco proprio a farmele piacere, oltre al fatto che sembrano, sempre, la versione sfigata di alcune sfigate commedie americane.
Cannibal Kid: Negli ultimi anni sono diventato più tollerante. Non nei confronti di Ford – ci mancherebbe – ma verso le commedie made in Italy. Considerando però che questo film ripropone l'accoppiata de La peggior settimana della mia vita (Alessandro Genovesi alla regia + Fabio De Luigi come protagonista), una delle peggiori commedie della mia vita, questo film mi fa paura più di qualunque horror.
Ford: solita commediaccia italiana che come giustamente scrive Fabrizio pare la bruttissima copia di qualche piacevole film americano. Salto senza pietà neanche l'avesse consigliata Peppa Kid.

Copperman

"Dopo aver letto i giudizi di Cannibal e Ford, non mi resta che il ritiro in quest'eremo."

Fabrizio: Copperman… Coppermannhhh… mmmh… la prima volta che ho visto il trailer il personaggio e l’interpretazione di Argentero mi hanno ricordato un’altro attore, che al momento non riuscivo a focalizzare, poi girando sulla rete eccolo, lui, Tugg Speedman (Ben Stiller in Tropic Thunder), che interpreta Simple Jack.
Cannibal Kid: Nuovo film su un supereroe “alternativo”, tema ormai abusato quasi quanto quello dei supereroi “tradizionali”. Più che Lo chiamavano Jeeg Robot, dal trailer mi ha ricordato Il ragazzo invisibile di Gabriele Salvatores e Luca Argentero, che pure mi sta abbastanza simpatico, sembra poter puntare al “Gabriel Garko Award 2019”. Sempre che qualche action hero fordiano non gli rubi il titolo.
Ford: se c'è una cosa rispetto alla quale sono ben poco tollerante è il Cinema italiano travestito da Cinema ammeregano sempre nella speranza di portare qualcosa di "alternativo" in sala. Questo Copperman mi pare l'ennesimo tentativo da buttare. Un po' come i suggerimenti del Cucciolo Eroico.

Remi

"Dolce Remi, metti una mano qui, e sentirai, la scimmietta..."
Fabrizio: Il trailer trasuda melassa da tutti i pori ma si evince anche un certa cura che fa ben sperare.
Cannibal Kid: Dolce Remì, metti una mano qui...
Già odiavo il cartone, figuriamoci questo film che potrebbe risultare zuccheroso persino per un tizio che sembra uscito da Disneyland come Ford.
Ford: incredibilmente, sono d'accordo con Cannibal. Perfino con la sua citazione. Il mondo sta per finire.

Il professore cambia scuola

"Se continui a copiare da Cannibal e Ford quest'anno finisce che ti bocciano sicuro!"

Fabrizio: Questo comedy-drama di Olivier Ayache-Vidal sembra una versione aggiornata di Sister Act, speriamo ci sia qualcosa di più, sotto.
Cannibal Kid: Pellicola francese ambientata nel mondo della scuola, potrebbe essere La classe in versione comedy. Considerando la povertà delle altre proposte troppo fordiane settimanali, quasi quasi mi stuzzica.
Ford: se non avessi Clint ed un milione di recuperi di titoli in coda, considerata la povertà delle alternative italiane, potrei quasi quasi considerarlo.

Le nostre battaglie

"Adoro il profumo del White Russian di mattina."
Fabrizio: Terzo film francese in uscita, e secondo film in cui un uomo è costretto a badare, da solo, ai propri figli. Passato anche al Torino Film Festival, il film di Senez ha avuto recensioni più che positive un po' ovunque.
Cannibal Kid: Secondo film in cui qualcuno cerca di rubare a Ford il titolo di padre dell'anno. Questa settimana la concorrenza per lui è davvero agguerrita! Di sicuro promette meglio questo titolo con il solitamente valido Romain Duris (che mi ricorda una versione più espressiva di Luca Argentero) di quello con Fabio De Luigi.
Ford: fare il paragone tra questo film e quello con De Luigi è un po' come pensare di mettere a confronto le indicazioni cinematografiche di White Russian o di Pensieri Cannibali. Personalmente, non ci sono dubbi su quale fonte sia più affidabile.

lunedì 4 febbraio 2019

White Russian's Bulletin



Nuova settimana e, stranamente rispetto agli ultimi mesi, un Saloon sintonizzato quasi in tempo reale con le uscite in sala. Sarà la Notte degli Oscar che si avvicina, saranno titoli che finalmente dopo settimane di quasi nulla cominciano a stuzzicare le corde giuste, ma è stato un piacere, pur centellinandolo, dedicare il tempo alla cara, vecchia, settima arte.


MrFord



VICE - L'UOMO NELL'OMBRA (Adam McKay, USA, 2018, 132')

Vice - L'uomo nell'ombra Poster

L'avevo già intuito ai tempi dell'ottimo La grande scommessa. Adam McKay, incensato da una gran parte della critica - a dire il vero, più in Europa che negli USA -, non mi sta particolarmente simpatico. Non trovo i suoi film così freschi e veloci come alcuni dicono, e penso che il suo approccio sia solo superficialmente "pane e salame".
Eppure, come per La grande scommessa, a dispetto dell'antipatia confeziona una pellicola notevole, recitata alla grande - Christian Bale è all'ennesima conferma delle sue doti - ed in grado di portare sullo schermo un personaggio grigio e poco appassionante come Dick Cheney, eminenza grigia dei mandati di George W. Bush: la cosa sconvolgente è che, a dispetto delle critiche e delle posizioni politiche, il risultato sia stato una comprensione umana, nel grigiore stesso dell'umanità e delle sue sfumature, della figura di una persona disposta a qualsiasi cosa pur di gestire il potere - pur senza manifestarlo "pubblicamente" - e portare - pur senza clamori mediatici - il potere stesso alla sua Famiglia. Un ritratto tanto inquietante quanto clamorosamente reale, inquietante soprattutto per mostrare Dick Cheney esattamente come uno qualsiasi di noi.




DRAGON TRAINER - IL MONDO NASCOSTO (Dean DeBlois, USA, 2019, 104')

Dragon Trainer - Il mondo nascosto Poster

Preso al volo sfruttando la passione sviluppata dai Fordini per uno dei brand extra-Pixar meglio realizzati degli ultimi dieci anni, Dragon Trainer - Il mondo nascosto ha confermato la validità di una storia e di un prodotto che non ha fatto altro che consolidare e rendere sempre più vivi i suoi protagonisti: visivamente splendido - la scoperta del Mondo Nascosto è una meraviglia per gli occhi, e patisce solo il fatto di essere giunta un anno in ritardo rispetto al mondo dei morti di Coco -, divertente quanto emozionante, introduce un tema già trattato anche nell'animazione - quello della separazione come parte integrante dell'amore - in modo intelligente e sentito, chiudendo di fatto il franchise grazie ad un finale in grado di toccare grandi e piccini. 
E dalla Fordina che applaude a scena aperta al primo "incontro amoroso" di Sdentato con la Furia Chiara alla presa di coscienza di Hiccup, passando attraverso gli abbracci dei figli ai genitori in sala e ai perfettamente riusciti charachters di supporto, tutto trova la collocazione giusta.
Perchè la verità è che, pur crescendo, restiamo bambini. E quando guardiamo un film con i nostri figli, siamo sempre più emozionati di loro. Soprattutto perchè loro lo scopriranno in tempi non sospetti, e noi lo sappiamo già da ora.




GREEN BOOK (Peter Farrelly, USA, 2018, 130')

Green Book Poster


Ammettiamolo, sulla carta Green Book è il classico film da periodo di Notte degli Oscar.
Per scelte stilistiche, vicende narrate, tematiche, interpretazioni.
Con ogni probabilità, potrebbe essere la tipica produzione invisa ai radical chic di qualsiasi genere.
Per quanto mi riguarda, Oscar oppure no, è uno di quei film con il potere di incollarti al divano quando capita di incrociarlo alla tv, o che non ti stancheresti mai di rivedere, fosse la seconda o la centesima volta. Mortensen e Ali sono fenomenali nel portare in scena due personaggi scritti alla grande ed estremamente reali e definiti, a prescindere dal fatto che possano essere stati ispirati da storie vere.
Green Book non è tanto un film a tematica razziale, quanto umana: allo stesso modo del "grigio Cheney" di Vice, Tony e Don sono espressioni agli antipodi - e non parlo di differenze di pigmentazione - di come si possa intendere la vita: da una parte il genio inarrivabile e solitario, dall'altra l'uomo del popolo che vive al massimo e non si preoccupa troppo della propria ignoranza. Due punti di vista, due direzioni, due volontà che scoprono di avere in comune un desiderio che, a conti fatti, è il più giusto che si possa pensare di portare nel proprio bagaglio: vivere.
Questo film racconta con il cuore cosa significhi vivere, sia che lo si faccia bevendo una bottiglia a sera da soli, per dimenticare la tristezza, sia condividendo i brindisi con parenti, amici, chiunque si trovi lungo la strada. Sia che lo si faccia per dignità, sia per volontà. Sia mostrando le proprie ragioni a parole, sia con i pugni.
Perchè il linguaggio di certi sentimenti va oltre qualsiasi estremo. E anche oltre il grigio.


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