lunedì 16 luglio 2018

Saloon Mundial: la dura legge del gol




E così, il Mondiale duemiladiciotto, il primo che abbia vissuto da "non tifoso", è finito.
Da un certo punto di vista si è chiuso nel modo peggiore, con la squadra tra le quattro rimaste in gara che meno avrei voluto vedere trionfare, ma dall'altro ha regalato senza dubbio una delle finali più ricche di gol della Storia, ed ha oggettivamente incoronato una squadra che, pur non giocando un bel calcio - del resto, non lo era neppure il nostro nel duemilasei - è stata in svantaggio per nove minuti in tutta la competizione, ha saputo costruire una generazione di giocatori giovani, affamati e talentuosi e negli ultimi vent'anni un team che ha raggiunto tre finali mondiali su sei ed una europea. Certo non cosa da poco.
Dall'altra parte, esce a testa alta una Croazia che ha regalato forse il miglior approccio al campo della competizione, e che ha patito principalmente la mancanza di qualcuno in grado di prendere per mano la squadra e, dopo minuti e minuti di nulla, cambiare il destino di uno - o più - match: Modric e Rakitic, forse i più talentuosi tra i biancorossi, soffrono entrambi del morbo di Messi, e personalmente ho finito per apprezzare decisamente di più gente come Vida, che pare uno uscito ieri dal carcere e lotta dal primo all'ultimo minuto, tecnica o no.
Del resto la Francia, che subisce come un incassatore e riparte con la velocità di una macchina da corsa, può invece contare sulle giocate di ragazzi forse difficili da digerire come Pogba e Mbappè - che, in realtà, sono semplicemente ragazzi - e sull'intelligenza di un grandissimo Griezmann, vero motore di quella che è considerata una squadra di fenomeni, e quando meno l'avversario se l'aspetta, sfodera zampate che sono macigni poggiati sulle spalle di chi si trova di fronte, in grado anche di rendere papere come quella di Lloris giusto un aneddoto da raccontare nel corso della sbronza che segue la vittoria.
Dunque, la finale ha consegnato la Coppa alla squadra che ha giocato peggio ma che ha saputo sfruttare al meglio i suoi talenti, che ricorda la canzone degli 883 ma che non deve sminuire i vincitori o giustificare i perdenti: è andata così, ed è stato giusto e bello vedere che tutti, in misura diversa, l'anno accettato condividendo anche la bellissima doccia finale. Putin escluso.
Ma ci sta anche questo.
Il Mondiale è finito, è stato emozionante ed intenso, ha regalato gioie e dolori, match dalla tensione palpabile - come quello di oggi pomeriggio - ed altri vissuti con leggerezza - l'Inghilterra non pervenuta alla "finalina" per il terzo e quarto posto, giustamente vinta dal Belgio -: è stato il primo Mondiale VAR - sistema che continuo ad apprezzare - e quello, forse, con più sorprese dai tempi della pilotatissima kermesse del duemiladue, ha portato un cambiamento nel panorama calcistico delle stelle e delle Nazionali considerate istituzioni ed una ventata di aria fresca in un calcio che, finalmente, pare uscire dall'epoca segnata dal tiki taka spagnolo.
Uno dei giocatori fondamentali - anche se deve ancora dimostrare davvero tutto - è un ragazzo che non ha ancora vent'anni, e che ai tempi in cui Deschamps sollevava la coppa nel novantotto non era ancora nato, quando si portavano divise larghissime e non era possibile rivalutare una decisione arbitrale.
Il bello del nuovo, del Tempo che passa, dell'idea che qui in Italia possa essere in fasce il giocatore che ci farà vincere di nuovo un Mondiale tra vent'anni è tutto qui.
E' giusto che i Bleus si godano la vittoria. Anche se qui al Saloon si sperava di festeggiare per le strade di Zagabria, che da quanto sento hanno già trovato lo stimolo per farlo comunque, rispetto ad un risultato storico.
Restano, a rovinare la festa, il pensiero del già citato Putin unico sotto l'ombrello durante la cerimonia di premiazione, ed il pensiero per il destino di chi, nel nome delle Pussy Riot, ha pacificamente invaso il campo sul finire della partita: sinceramente penso che tutto quello che si potrebbe risolvere male si risolva bene, e che la festa non nasconda troppa sporcizia sotto il tappeto.
Per il resto, brindo a chi ha vinto e a chi ha perso, sapendo bene per quale parte ho lottato e continuerò a lottare.



MrFord

sabato 14 luglio 2018

Saloon Mundial: never say die








L'ultima partita prima delle due finali di questo Mondiale fuori dagli schemi ha tenuto fede a quello che è stato il mantra di questa improvvisata rubrica dai giorni dei gironi di qualificazione: è finita si dice alla fine.
La Croazia, che è passata dal dominare nella prima parte della competizione a non riuscire mai a chiudere un match nei novanta minuti - rigori contro Danimarca e Russia, supplementari contro l'Inghilterra, ma del resto il Portogallo vinse gli ultimi Europei pareggiando sul campo quasi tutte le partite vincendo in finale proprio contro la Francia - mostra ancora una volta il carattere e la tenuta fisica che nel calcio attuale paiono avere la meglio su tecnica, individualità e superstar.
Dopo aver subito un gol praticamente a freddo e giocato un primo tempo che lasciava presagire alla finale più classica immaginabile ed un rammarico simile a quello del Belgio - bellissimo, comunque, il filmato del pubblico di Hyde Park a Londra che esplode insieme alla birra -, la Croazia si guadagna la prima finale della sua storia entrando in campo nella seconda frazione con un piglio da spaccaculi ed un Perisic scatenato, che prima pareggia con un acrobazia da film di arti marziali e poi centra il palo, portando i Leoni anglosassoni ai supplementari dove, a fronte del progressivo cedimento mentale degli avversari, Mandzukic si dimostra cinico come un sicario portando i compagni all'appuntamento più importante delle loro carriere - anche in questo caso, indimenticabile l'immagine dei giocatori croati che travolgono un fotografo che finisce per essere parte integrante del gruppo - mentre i ragazzi oltremanica finiscono per subire il peso della loro inesperienza, portando a casa un Mondiale comunque storico - era dai tempi di Italia '90 che l'Inghilterra non centrava una semifinale - e la garanzia che, tra due anni, all'Europeo saranno una delle squadre da battere.
Ora restano da giocare due sole partite, una simbolica e storicamente spettacolare perchè priva di pressioni - la "finalina" tra Inghilterra e Belgio - ed una tesa come una corda di violino, che vedrà la Francia dei nuovi fenomeni affrontare la Croazia tutta squadra, carattere e volontà. Certo, ci sono Modric e Rakitic, che però paiono soffrire del morbo di Messi, e dunque tutto finirà sulle spalle dei Mandzukic e dei Vida, gente che non guarda in faccia a niente e nessuno, e combatte fino a quando non è il momento di crollare.
La Francia resta favorita, ma per quanto mi riguarda, dovesse trionfare - per la prima volta nella Storia - una squadra come la Croazia, sarei ben più che felice.
In memoria dei ricordi che ho del tempo trascorso in quella parte di Adriatico qualche anno fa e del favore che, al Saloon, hanno sempre gli outsiders.
Specialmente se di fronte si ritrovano la mia rivale calcistica per eccellenza.



MrFord

giovedì 12 luglio 2018

Thursday's child







Nuova settimana di uscite e nuova ospite, una vecchia conoscenza della blogosfera e dei due sempre squilibrati co-autori di questa rubrica, il sottoscritto ed il suo arcinemico Cannibal Kid: sto parlando di Elisa Pavan di Cooking Movies, che per l'occasione ha tentato di trovare la ricetta giusta per far funzionare questa collaborazione.




Intro di Elisa: mamma mia, che emozione, essere ospiti dei miei amici bloggerz di cinemah, il cinico dal cuore nerd Cannibal Kid e il rocker dal cuore radical tenero Mr Ford! Diamo subito uno sguardo a cosa ci attende al cinema questo weekend (premesso che al 12 di luglio se invece che in sala andate al mare, avete tutta la mia approvazione!)


"Chiaramente hai guardato troppi film consigliati da Cannibal: è chiaro che ti si sia rovinata la cornea."

12 Soldiers

"Ora che siamo atterrati a Casale possiamo procedere con la ricerca di Cannibal Kid."

Elisa: Vedendo questo trailer mi è venuta voglia di avvolgermi in una bandiera americana e gettarmi da un ponte... Scherzi a parte, sento puzza di retorica populista, perfettamente in linea con gli USA dell'era trumpiana e le derive che stiamo vivendo oggi anche in Italia. L'inverosimile impresa di 12 superuomini che vanno in Afghanistan a compiere una vendetta nei confronti dei talebani dopo l'11 settembre... diciamo che può convincere ad andare al cinema qualche mandriano del Montana, io me ne guarderò bene nonostante la pazzesca possanza fisica di Chris Hemsworth su cui saranno d'accordo con me anche gli invidiosi Cannibal Kid e Mr Ford.
Cannibal Kid: Questa è la fordianata perfetta per tutti i patrioti che si credono ammeregani come Mr. James Ford from Lodi, Texas. Certo che se il possente, ma inespressivo, Chris Hemsworth vuole costruirsi una carrera all'infuori di Thor, titoli come questo non lo aiutano. Fuck off this shit!
Ford: probabilmente sarà un americanata devastante e terribile anche per un wannabe american come questo vecchio cowboy, eppure mi pare la tamarrata retorica perfetta per riempire qualche serata non appena sarà passata la sbronza calcistica dei Mondiali. Alla facciazza di Cannibal e di Elisa, che rosicheranno per qualche motivo da radical mentre berrò idealmente una bella birrona con Hemsworth.

Chiudi gli occhi

"Di nuovo quei tre bloggers: converrà chiudere la cucina prima che non resti nulla."

Elisa: Basta il trailer per intuire l'intero svolgimento di questa storia d'amore malato, che James Ford secondo me giustamente schiferà mentre Cannibal Kid sarà tentato di vedere per la presenza fregnesca di Blake Lively, qui in versione cieca di Sorrento, poi vedente e perciò zoccoleggiante, in grado perciò di suscitare sadiche reazioni nel brutto marito - evidentemente sposato quando già non ci vedeva. Ma la bella Blake da sola non basta a giustificare il biglietto per un film che non sembra proporre nulla di nuovo o interessante.
Cannibal Kid: Chiudo gli occhi di fronte a quello che potrebbe dire Mr. Ford riguardo a questo film, e pure a quanto scritto da Elisa. Blake Lively da sola basta a giustificare la visione di qualunque pellicola... anche se in questo caso dovrà essere particoalrmente zoccoleggiante per renderla interessante. Ma ce la può fare.
Ford: questa pare proprio la classica merdata cannibalesca che il mio rivale sponsorizzerà solo perchè arricchita dalla Blake Lively di turno. Fortunatamente la nostra ospite della settimana è riuscita a vederci ben più lungo di lui: non che ci volesse poi molto.

Giochi di potere

"Se vuoi entrare a far parte della cerchia di Cannibal, quello è l'accordo: mai più vestirsi come Ford."

Elisa: Si ispira a una storia vera narrata in un libro dall'ex funzionario dell'ONU Michael Soussan questo thriller che personalmente guarderei per capire qualcosa in più sul programma di aiuti Oil for Food durante la guerra in Iraq: tangenti, intrighi e misteri conditi da una storia d'amore lo rendono un candidato possibile per una dignitosa serata cinematografica. In più il protagonista è Theo James (quello di Divergent) che male non fa (fattore che forse non smuoverà Cannibal e Ford, ma le signorine all'ascolto di sicuro).
Cannibal Kid: Thriller che personalmente NON guarderei per capire qualcosa in più sul programma di aiuti Oil for Food durante la guerra in Iraq, visto che non so cosa sia l'Oil for Food e questa settimana gli ammerigani tra film propagandistici post-11 settembre e storie sull'Iraq in entrambi i casi fuori tempo massimo hanno proprio rotto le balls. Ford invece andrà in brodo di giuggiole.
Ford: trama interessante, anche se il protagonista mi ispira più o meno quanto l'ultima settimana lavorativa prima delle ferie. Se mi dovessero restare energie prima della partenza per il mare, potrei anche dedicare una bella serata ad un film che potrebbe quantomeno essere guardabile.

Luis e gli alieni

"E in quella scatola cosa c'è? Il Cucciolo Eroico!?"

Elisa: Adoro i cartoni animati, in particolare i film Disney e gli anime giapponesi degli anni 80. Questa produzione danese non ha la bellezza disarmante del tratto di Miyazaki o la comicità sorniona delle produzioni USA, ma sembra possedere le carte in regola per divertire e intrattenere i bambini, insegnando loro l'importanza dell'amicizia e l'apertura alla diversità. Secondo me i bimbi di Mr Ford potrebbero apprezzare, mentre Cannibal archivierà la pellicola senza battere ciglio.
Cannibal Kid: Secondo me più che i bimbi, è Ford senior che cercherà di trascinare al cinema la famiglia, che saggiamente credo lo manderà a quel paese. Certo però che se si mette pure Elisa a sponsorizzare queste bambinate buone giusto per gli esercenti cercare di fare cassa sfruttando i minori, io questa settimana mi sento un alieno persino dentro il mio pianeta/blog.
Ford: nelle ultime settimane ho snobbato parecchio il Cinema, e per il momento penso che continuerò su questa strada. Del resto i Fordini hanno appena scoperto Toy Story, dunque mi aspetta una bella retrospettiva Pixar, decisamente migliore di qualsiasi pur interessante tentativo attuale.

A Modern Family

"Pare che questa roba, la Bibbia, serva per scacciare Cannibal e Ford."

Elisa: Commediaccia che punta sulle performance comiche di Steve Coogan e Paul Rudd nei panni di una coppia gay alle prese con l'improvvisa visita di un nipote di cui non sapevano l'esistenza. Guardatevi il trailer e ditemi se le scaramucce tra i due innamorati non vi ricordano l'odi et amo che scorre tra Mr Ford e Cannibal Kid... solo per questo loro due dovrebbero guardarlo!
Cannibal Kid: Non è la versione cinematografica della quasi omonima serie comedy prediletta da Ford carina ma che ormai ha stufato alla grande, ovvero Modern Family, bensì quella che come dice Elisa si preannuncia davvero come una commediaccia. Cosa che io però intendo in senso positivo, visto che per una disimpegnata estiva in attesa della finale dei Mondiali potrebbe essere la visione ideale. Se ci sono scaramucce in stile Cannibal vs Ford ancora meglio, sebbene abbia il sospetto che Paul Rudd e soprattutto l'odioso Steve Coogan non riescano a essere al nostro livello. Di minchionaggine, intendo.
Ford: dubito anch'io che i protagonisti di questa commediaccia - in senso ovviamente buono - possano essere al livello mio e di Cannibal, ma come soluzione d'intrattenimento estiva ci sta alla grande, specialmente nel pieno di una serata alcolica. E potrebbe perfino rivelarsi la sorpresa più interessante della settimana.

Super Troopers 2

"Con una presentazione come questa, facciamo un'impressione anche peggiore di quella che avranno fatto Cannibal e Ford a Elisa."

Elisa: Eravate fan di Scuola di polizia? Ecco, la risposta a questa domanda potrà indirizzarvi sul guardare o meno questo film demenziale dove una squadra di idioti della polizia americana stavolta ha a che fare con un'altra squadra di scemi, ma canadesi, per la definizione del confine di stato del Vermont. Io, come avrete intuito, detesto il genere e quindi lascio al Cannibal e a Ford il piacere di trastullarsi con la demenzialità di questo orrore!
Cannibal Kid: Ooh, qui siamo decisamente d'accordo. Anche io detesto il genere, Scuola di polizia non l'ho mai sopportato e manco sapevo dell'esistenza di Super Troopers 1. Questo film finisce quindi in fondo al fondo della lista delle potenziali visioni, manco si trattasse di un titolo spacciato da White Russian per capolavoro.
Ford: ai tempi avevo ridacchiato per i primi Scuola di polizia, ma quel tempo è passato, e completamente all'oscuro dell'esistenza del primo capitolo di questa "serie", e mi ritrovo di fronte il secondo. Direi che passerò volentieri la mano.

Peggio per me

"Lo sapevo: non dovevo mangiare nel ristorante consigliato da Cooking Movies."

Elisa: Film italiano che mi dà l'idea del vorrei ma non posso: vorrei fare una commedia tragicomica contemporanea ma non ho i mezzi, i soldi, gli attori, niente. Uomo 42enne in crisi esistenziale si rifugia nel ricordo del 1986, quando la sua occupazione principale era creare mixtapes e registrare finti spettacoli con il compagno di giochi. Ora è separato, in crisi lavorativa e con una figlia 12enne con la quale non si capisce.
La fattura rudimentale e la romanità che emergono già dal trailer mi rendono fastidiosa la pellicola e non la guarderò.
Chissà se Cannibal lo farà per confrontarla alla serie 13, dove le cassette erano le protagoniste di ben più drammatica storia... e se James Ford, che ha il pelo sullo stomaco di affrontare certi autori neorealistici, avrà voglia di cimentarsi...
Cannibal Kid: Peggio per me che continuo a tenermi Ford come co-conduttore di questa rubrica. Meglio per me che questa settimana abbiamo invitato Elisa, che si è sacrificata per noi per commentare 'sta roba. Peggio per lei. Io manco ho il coraggio di guardare il trailer, figuriamoci il film completo.
Ford: sottoscrivo in pieno - stranamente - quello che ha scritto Cannibal. Meno male che Elisa c'è, perchè altrimenti noi ci saremmo sognati di spendere tante parole per questa robaccia.




mercoledì 11 luglio 2018

Saloon Mundial: usare la testa








E così, a quasi un mese dall'inizio del Campionato del Mondo di calcio, abbiamo uno degli ultimi verdetti espressi dal campo: la Francia guidata da Deschamps, che vinse la Coppa nel novantotto da giocatore, approda in finale - dopo aver perso quella dell'ultimo Europeo - per la terza volta nella sua Storia, mostrando di avere tecnica, capacità di incassare, carattere, furbizia e soprattutto testa.
Come quella di Umtiti, che spezza i sogni di un Belgio sicuramente talentuoso ma al quale manca la zampata decisiva, il salto di qualità che consacra davvero un collettivo, sportivo o no: Hazard è fenomenale, eppure pensare che negli ultimi sei minuti - quelli di recupero - si è giocato praticamente soltanto nell'area belga è abbastanza indicativo del reale desiderio di vincere mostrato dai Diavoli Rossi.
I transalpini, invece, che tra le quattro rimaste, pur non essendo più antipatici come ai tempi di Zidane e soci, erano e sono quelli che meno vorrei vedere trionfare, dimostrano oltre al talento - Griezmann e Mbappè sono spine nel fianco per qualsiasi squadra, là davanti - hanno anche solidità e coscienza: tra quarti e semifinale passano con il minimo - uno a zero in entrambi i casi - partendo da due calci da fermo con due gol di testa firmati dai due difensori centrali.
Nonostante questo, la partita è stata vivace, ricca di ribaltamenti di fronte, con occasioni da entrambe le parti, i dribbling ubriacanti del già citato Hazard - che forse troverebbe casa ideale nel Real orfano di CR7 - ed un numero magico di Mbappè che controlla la palla con il destro e di tacco sinistro libera Giroud in area che avrebbe meritato senza dubbio un gol solo per il coniglio uscito dal cilindro del dio del calcio e consegnato al numero dieci dei Bleus: certo, è un ragazzo di neanche vent'anni e pecca in provocazioni e cadute in stile Neymar specialmente nell'ultimo quarto d'ora - costategli anche una giusta ammonizione -, ma senza dubbio rappresenta uno degli astri nascenti più scintillanti non solo del Mondiale, ma del pallone in generale.
E non è detto che, sei i cugini d'oltralpe dovessero vincere anche domenica, non possa essere il primo a spodestare, un pò come è stato nel corso di questa competizione, Messi e Cristiano Ronaldo, dominatori delle scene negli ultimi dieci anni per quanto riguarda il prestigioso Pallone d'oro.
Domani toccherà a Croazia e Inghilterra, che si giocheranno l'altro posto disponibile in quella che sarà la partita conclusiva di un Mondiale che ha regalato sorprese ed emozioni pur se osservato senza l'adrenalina e l'entusiasmo del tifoso: personalmente, posso dire che chiunque vincerà nella seconda semifinale avrà il mio sostegno domenica rispetto alla Francia, storica nemica fordiana calcistica e non solo, che comunque andrà, avrà sicuramente guadagnato il suo posto e perfino un pò - ma solo un pò - della mia non belligeranza.
Non male davvero per una banda di ragazzini a metà tra i delinquentelli da film anni ottanta e i divi ubriacati dalla loro stessa strafottenza.



MrFord

lunedì 9 luglio 2018

Saloon Mundial: dai quarti alle quattro





E così, neanche il tempo di dedicarmi ad un weekend in trasferta a Torino con il clan dei Ford, ed ecco che i quarti di finale hanno consegnato alla Storia le quattro squadre che si contenderanno i Mondiali di questo duemiladiciotto.
Mondiali che saranno ricordati per le sorprese - del resto, credo che in pochi, alla vigilia della competizione, avrebbero ipotizzato che, a questo punto, gli idoli Messi, Cristiano Ronaldo e Neymar, nonchè la corazzata tedesca, sarebbero stati tutti a casa -, per i gol figli della "zona Cesarini", per la mancata partecipazione dell'Italia.
Ma cominciamo dall'inizio: l'Uruguay privo di Cavani responsabile dell'eliminazione dei Campioni d'Europa di Cristiano Ronaldo viene facilmente cancellato dalla Francia di Griezmann, che non sarà "fenomeno" come Mbappè ma difficilmente manca agli appuntamenti, e finisce per rappresentare l'ostacolo più grande verso la finale che personamente sogno, quella tra Belgio e Croazia.
Intanto il Belgio, in grado di incassare le sfuriate tecniche brasiliane, spezza i sogni dei carioca - con merito e qualche rischio - spezzando l'ultimo dei miti di quest'epoca, il sopravvalutato e simulatore Neymar, che si vede perfino respinto un tiro magico da un intervento da sogno di Courtois poco prima della fine. Sarà pure casualità, ma ormai è dal duemiladue che il Brasile non arriva ad una finale, e resta solo una promessa non mantenuta.
E' dunque giunto il turno dell'Inghilterra, altro grande classico del calcio che dai tempi di Italia '90 non guadagnava una semifinale, pronta a liberare diverse tifoserie dal fantasma svedese: personalmente approvo completamente una Nazionale rifondata e giovane, anche se questa Inghilterra è totalmente priva del fascino di quella di Lineker e Gascoigne che giunse terza nel corso delle "Notti Magiche".
A chiudere la carrellata, a seguito di un match fatto di botta e risposta, la Croazia, che dopo la Danimarca finisce per fare fuori sempre ai rigori la Russia padrone di casa, senza ombra di dubbio protagonista di un Mondiale che valorizzerà tutti i suoi giocatori.
A questo punto della cavalcata, è curioso notare come la rassegna iridata si concluda come un Europeo, e che le quattro squadre rimaste siano relativamente "nuove" in materia: la Francia ha in bacheca il titolo portato a casa in casa nel novantotto da Zidane e soci, l'Inghilterra lo stesso per il sessantasei, mentre Belgio e Croazia giungono vergini al confronto.
Io continuo a sperare che il Mondiale delle sorprese sorprenda fino alla fine, e che ogni match sia teso e combattuto come lo sono stati anche i quarti.
Chissà, magari pronti ad entrare nella Storia grazie ad un qualche momento epico che, ovviamente, sarò ben lieto di ricordare, trasmettere e raccontare.



MrFord






giovedì 5 luglio 2018

Thursday's child







Nuova settimana delle uscite che capita giusta giusta con il break tra ottavi e quarti di finale del Mondiale, e che più che dei film farà discutere a proposito delle interessanti visioni di questo vecchio cowboy e di Cannibal Kid che pare avere l'ospite della settimana, Antonella.
Preparatevi alle sorprese!



"Con Ford e Cannibal alle calcagna, non mi resta che fuggire!"

Stronger

"Ed ecco un bel momento romantico per quel cuccioloso di Cannibal."

Antonella: Stronger sarà uno di quei film che commuoverà solo gli animi più sentimentali, come quello di Cannibal Kid, o anche gli animi più cinici, come quello di Mr. Ford? Quel che è certo è che il film merita di essere visto per la presenza di Jake Gyllenhal, uno degli attori più bravi e meno considerati di Hollywood, tant'è che per questo ruolo (un ragazzo rimasto paralizzato durante l'attentato di Boston) non si è beccato nemmeno una candidatura agli ultimi Academy Awards…
Cannibal Kid: Cos'è questa storia che io sarei un animo sentimentale? E Ford, il paparino più tenero della blogosfera, sarebbe cinico?
Mi sa che Antonella ha invertito i nostri ruoli. Fatto sta che sono così sentimentale che questa drammatica storiona vera non è riuscita a commuovermi, o anche solo a emozionarmi un pochino. Stronger, né brutto né bello, mi ha lasciato talmente indifferente che non c'ho nemmeno avuto voglia di scrivere una recensione, né tantomeno incazzarmi per la mancata candidatura agli Oscar del sottovalutato Jake Gyllenhaal che, per quanto qui se la cavi ancora una volta più che bene, non meritava una nomination per quello che è uno dei film più ruffiani e meno memorabili della sua per il resto grandiosa carriera.
Ford: a dire il vero io sono chiaramente un finto cattivo sentimentale mentre Cannibal un finto bimbominkia innocuo in realtà spietato, quindi forse potrei apprezzare più io questo film, che comunque mi ispira pochino, devo ammetterlo. Quello che è certo è che Gyllenhaal, uno dei pochissimi attori a mettere d'accordo me e Peppa, potrebbe valere da solo la visione.

Unsane

"Hey Ford, qui c'è una che dice che sei radical chic: dev'essere proprio unsane!"

Antonella: Steven Soderbergh ha avuto una carriera molto variegata e secondo me ha diretto anche pellicole discutibili, noiose e un po' pretenziose. Il trailer di questo film sembra, però, molto promettente ed essenzialmente per tre motivi: la suspense, Claire “Elizabeth II” Foy, e il tema dello stalking. Sicuramente è il film più interessante della settimana.
Cannibal Kid: Steven Soderbergh è un regista distontinuo, ma di lui ho sempre apprezzato la voglia di sperimentare, cambiare stile e provare cose nuove. In pratica, l'esatto opposto del conservatore Mr. Ford. Con questo Unsane ha avuto l'insana idea di girare un film tutto con l'iPhone, che poi a ben vedere non è così insana ma è anzi la cosa più interessante della pellicola, insieme all'ottima interpretazione della bravissima Claire Foy, oggi una delle migliori attrici del mondo. Peccato solo che la sceneggiatura sia alquanto banalotta e la pellicola nel complesso non si riveli granché memorabile. Infatti manco ho scritto una rece, almeno per ora.
Ford: preso dalla kermesse dei Mondiali, sono rimasto clamorosamente indietro rispetto alle visioni di questo periodo, e sarà ormai una ventina di giorni che nessun film mette piede in casa Ford. Certo, nonostante Soderbergh sia da sempre un regista potenzialmente interessante, non mi pare di essermi perso molto. Un pò come quando, tornando sulla blogosfera, vado a leggere il blog del mio rivale.

La prima notte del giudizio

"Per guardare un film consigliato da Cannibal, devi quantomeno farti con tutta questa roba!"

Antonella: Con l'aria che tira ultimamente in Italia, questo film potrebbe mettere strane idee in testa a qualcuno… comunque rispetto ai film precedenti della saga, questo capitolo sembra essere stato ispirato da Get Out e sembrerebbe avere un risvolto problematico e politico più interessante. La verità, però, è che se vedo un film horror non dormo per una settimana, per cui è estremamente improbabile che lo veda…
Cannibal Kid: Ford, abbiamo trovato qualcuno più fifone di te!
La notte del giudizio come saga mi piace più nelle intenzioni di fare un tipo di thriller-horror bello cattivo e molto politico, che non nei risultati, visto che il primo film era abbastanza buono mentre gli altri due erano delle robette così così, però credo continuerò a seguirla.
Ford: la saga de La notte del giudizio è una di quelle cose wannabe cult che comunque non disturba troppo, e che si spera sempre di vedere in modo che intrattenga e porti, magari, in dono qualche riflessione un pò più profonda della pura e semplice violenza a nastro. Un tentativo lo si farà, cercando di non essere troppo spietati nel giudizio.

Prendimi

"Ford Hamm, ti tengo lontano da me con questo getto di radicalchicchismo!"

Antonella: Non è molto chiaro in cosa consista il gioco su cui si fonda la trama del film e questo mi sembra un punto a suo sfavore, il cast però è di tutto rispetto e Cannibal Kid non potrà non vederlo visto che uno dei protagonisti è il suo rimpianto “Mad Man” Jon Hamm.
Cannibal Kid: Il gioco è molto semplice da spiegare: si tratta dell'evergreen “ce l'hai”, cui credo abbiano giocato i bambini (e non solo) di qualunque generazione. Sia i più giovani come me, che i più vecchi come Ford. E credo anche Antonella. Jon Hamm mostra qui il suo lato più comedy e sia per lui, che per l'assurdità della trama, anche questo film non me lo voglio perdere. Però, mica male questa settimana! T'è andata bene, Antonella. Hai per caso stretto un patto con i distributori? O con Satana?
Ford: io mi prendo, nel dubbio che questo film sia l'ennesima porcata Cannibal style, almeno due o tre cocktails per affrontare la visione. Poi si vedrà.

Estate 1993

"Ford è al volante. Ho dovuto assumere le stesse sostanze di chi ha guardato il film consigliato da Cannibal."

Antonella: Un film spagnolo che probabilmente vedranno soltanto i cinefili più radical chic, come Mr. Ford. Il titolo e la locandina apparentemente fanno pensare ad una pellicola spensierata ed invece non ci si potrebbe sbagliare di più... forse è persino più straziante di Oliver Twist. Insomma, da non vedere in vacanza se non volete rovinarvela.
Cannibal Kid: Antonella che dà del radical-chic a Mr. Ford è la mia nuova eroina. Muchas gracias.
Quanto al film, nonostante il titolo 90s cannibalesco, dal trailer sembra una soporifera bambinata buona appunto soltanto per i cinefili più radical chic, come Mr. Ford ahahah!
Ford: Antonella, dopo avermi dato del radical chic ti sei guadagnata una mossa di wrestling degna di quelle che usualmente subisce il Cucciolo Eroico.

Doraemon - La grande avventura in Antartide


Antonella: Al cinema resterà solo per qualche giorno, per cui se siete fan del gatto spaziale dovete affrettarvi ad andare al cinema! Per tutti gli altri, credo che non si tratti di un film che passerà alla storia...
Cannibal Kid: Al cinema resterà solo per qualche giorno, per cui lasciate passare qualche giorno e poi pregate che le sale propongano un titolo più interessante di quest'ennesima bambina fordiana.
Ford: Doraemon mi è sempre stato simpatico. Ma non abbastanza da correre in sala per vedere questa minestra riscaldata. Cannibal, invece, mi è sempre stato antipatico. E dopo le sue dichiarazioni di poco sopra, Antonella rischia di insidiargli il titolo.

mercoledì 4 luglio 2018

Saloon Mundial: è finita si dice alla fine parte due




Oltre al Mondiale delle sorprese, dev'essere anche quello dell'ultimo minuto.
Mai, che ricordi, nella competizione principale del mondo del calcio, così tanti match si sono decisi quando i giochi parevano fatti, e mai il concetto di "ultimo minuto" è valso così tanto.
E' valso per la Svezia, che due anni fa all'Europeo battemmo senza troppi patemi e che si è aggrappata alla kermesse in Russia all'ultimo minuto rappresentato dai playoff dopo aver lasciato a casa la ben più temibile - sulla carta - Olanda nel corso dei gironi di qualificazione: è stato allora che sono iniziate le dichiarazioni come "non esiste un Mondiale senza l'Italia", "la Svezia non sarà mai una minaccia senza Ibrahimovic" e via discorrendo.
La realtà è che i vichinghi ikea, pur non portando spettacolo sul campo, hanno finito per ridurre ai minimi termini gli Azzurri - impietosamente e giustamente rimasti a guardare i Mondiali sul divano -, sopravvivere ad un girone che vedeva la Germania farla da padrona e ad un ottavo di finale contro una Svizzera ricca di talento che chiude la gara con una superiorità schiacciante in termini di possesso palla - e non solo -.
Dimostrazione che il calcio sta nuovamente cambiando, e che l'era del guardiolismo è giunta al tramonto: in fondo, delle otto squadre rimaste a contendersi la Coppa è soltanto una a mostrare un gioco funambolico - il Brasile di Neymar -, mentre le altre sette - perfino squadre tecniche come Belgio e Croazia - sono decisamente più orientate ad un gioco che ha nel carattere, nella fisicità e nella solidità le armi migliori.
Se qualcuno, alla vigilia del playoff con l'Italia, mi avesse detto che la Svezia si sarebbe giocata l'accesso alla semifinale del Mondiale, avrei pensato si fosse fatto qualche birra di troppo.
Più ultimo minuto di così.
E di ultimi minuti ha vissuto la partita tra Inghilterra e Colombia, che alle spalle un primo tempo decisamente bruttino - forse il peggiore tra quelli degli ottavi di finale - ed un nervosismo crescente, scelgono di portare in scena un thriller che vede prima i britannici in vantaggio - su un rigore nettissimo - gestire ed amministrare la gara e dunque i Cafeteros buttarla dentro con un difensore - l'enorme Mina, tre gol al mondiale, una bella cifra per uno nel suo ruolo - dopo aver modificato l'assetto tattico per tentare il tutto per tutto con quattro attaccanti ad un minuto dalla fine del recupero.
A quel punto il vantaggio psicologico ha portato alla pressione dei colombiani, pronti a rispondere agli attacch inglesi per giungere alla lotteria dei rigori, vera regina del fiato sospeso.
E anche qui, succede di tutto: al terzo tiro dal dischetto, con la Colombia in vantaggio di un gol, pareva che i giochi fossero fatti e che all'Inghilterra non restasse che rassegnarsi ad una maledizione che li ha perseguitati più che l'Italia negli anni novanta.
E invece, prima il tiro troppo bello per entrare di Uribe che sbatte contro la traversa interna - dopo che proprio una sua bomba da distanza siderale aveva provocato il calcio d'angolo dal quale era nato il pareggio della sua squadra - dunque l'errore di Bacca - ma, da tifoso milanista, ricordo quanto fosse inaffidabile dal dischetto - spostano ancora gli equilibri.
Dier non sbaglia, e l'Inghilterra prende per i capelli un quarto di finale contro la Svezia che ha il sapore del calcio anni cinquanta e sessanta.
Rimangono dunque otto squadre delle quali sei europee e due sudamericane, e di almeno la metà alla vigilia del Mondiale non avrei detto sarebbero riuscite a giungere fino a dove sono giunte.
Ora, c'è una netta distinzione tra quello che sarà e quello che mi piacerebbe vedere, o quasi: perchè se con ogni probabilità le due semifinali vedranno opporsi Francia e Brasile da un lato e Croazia e Inghilterra dall'altro, sarei felice come un bambino se le final four fossero Uruguay e Belgio così come Croazia e Svezia.
Ma non voglio andare troppo oltre.
Anche perchè gli ultimi minuti non sono ancora finiti.



MrFord




martedì 3 luglio 2018

Saloon Mundial: è finita si dice alla fine




La giornata di calcio mondiale di oggi è stata senza dubbio meno poetica e magica di quella di ieri, nonostante i due match in programma siano stati a conti fatti più belli di quelli che hanno portato Russia, Spagna, Croazia e Danimarca alla lotteria dei rigori: nel pomeriggio il Brasile ha stroncato i sogni messicani - e i miei di vedere un'altra sorpresa materializzarsi sul tabellone - mostrando la differenza di tasso prettamente tecnico con gli avversari.
Personalmente, così come nel duemilaquattordici, il Brasile non mi piace: è una squadra leziosa, a mio parere meno incisiva e potente delle formazioni dell'illustre passato di questa Nazionale, ed ha il suo simbolo nel fastidioso Neymar, che per quanto bravo continua ad essere uno di quei calciatori dalla scena facile che difficilmente sopporto. E così come nel duemilaquattordici, spero che il loro cammino si possa interrompere prima della finale del quindici luglio, anche fosse per mano di squadra che non mi sono mai state particolarmente simpatiche - leggasi la Francia di Mbappè -.
In serata, invece, è andato in scena un match al cardiopalma: quando, all'inizio del secondo tempo, con un uno-due a dir poco incredibile - e splendido nella sua esecuzione - il Giappone si è portato sul due a zero contro il favoritissimo Belgio, ho pensato come prima cosa che l'analisi che avevo fatto dei Diavoli Rossi fosse esatta - ovvero che si sarebbero sciolti al primo ostacolo - e come seconda che nell'ironia di chi in questi giorni diceva, stando a tutte le sorprese, che forse era la volta buona per i nipponici di imitare gli eroi dei cartoni animati e vincere la competizione poteva addirittura nascondersi un'incredibile verità.
Ma come più volte ho sentito al Cinema, "è finita si dice alla fine", e la squadra belga con grandissima tenacia - ed una qualità complessiva decisamente alta - non solo è riuscita a rimontare, ma anche ad evitare i supplementari con un gol in pieno recupero: curioso solo che, in una serata così thrilling e giocata all'ultimo secondo, le tre reti siano arrivate da elementi tecnicamente non eccelsi - Vertonghen e Fellaini - o subentrati dalla panchina - Chadli - piuttosto che dai più blasonati, pagati e celebrati Mertens, Lukaku e Hazard.
Ora occorrerà capire se, nell'incrocio ai quarti, il Belgio sarà in grado di mostrare lo stesso carattere contro i funanboli - anche nelle cadute - brasiliani, o se si ripeterà l'eliminazione degli europei come quattro anni fa contro l'Argentina di Messi.
Per quanto mi riguarda, e nonostante li ritenga fondamentalmente degli incompiuti, come allora sarò al loro fianco. E come allora continuerò a sperare che a vincere possa essere il meno celebrato e favorito.
Anche se, come è accaduto oggi - ed in particolare stasera - è finita si dice alla fine, e non è detto che sia proprio la fine che avevamo sognato.



MrFord





lunedì 2 luglio 2018

Saloon Mundial: porte e portieri








Il ruolo del portiere è decisamente scomodo.
In un certo senso, è un pò come quello del genitore.
Sei l'ultimo baluardo, quello che apre le braccia o chiude con una mandata in più la porta di casa.
Quello a cui si guarda quando si è nella merda, o cui si passa la colpa nel momento in cui tutto è compromesso.
Del resto, è sempre più facile e meno responsabilizzante guardare dietro piuttosto che davanti.
La seconda giornata degli ottavi di finale è stata senza dubbio segnata dal ruolo dei portieri.
E, per uno strano gioco del destino, dal rapporto tra genitori e figli.
Non sono state due belle partite, quella tra Russia e Spagna e tra Croazia e Danimarca, lontane entrambe anni luce dai match che hanno inaugurato la fase eliminatoria ieri, eppure le emozioni non sono mancate.
Nel pomeriggio la Russia padrona di casa si guadagna un posto storico - che mancava dagli anni settanta dell'Unione Sovietica - ai quarti di un Mondiale al termine di un match in cui ha lavorato dall'angolo, e messo a nudo tutti i limiti di un sistema di gioco - quello della Spagna del tiki taka - ormai superato: nel calcio attuale, legato a preparazioni fisiche rigorose, la leziosità paga sempre meno, e non sempre la tecnica individuale riesce ad avere la meglio su un'intenzione di squadra.
Poi, senza dubbio, se Akinfeev, portiere russo presente dieci anni fa all'ascesa degli iberici che vinsero due Europei ed un Mondiale di seguito, non si fosse opposto ai rigoristi della Roja, le cose ora sarebbero ben diverse: in realtà Koke aveva scritto in faccia l'errore, ma sull'ultimo rigore spagnolo, il "guardia di porta" russo compie un mezzo miracolo - assistito dalla fortuna - dimostrando che non sempre vince il più forte, per fortuna.
Questa sera, poi, dopo una partenza a razzo - due gol in quattro minuti, una cosa incredibile per una partita ad eliminazione diretta di un Mondiale -, è parso di assistere ad un match fotocopia di quello tra Russia e Spagna, con la Croazia tecnicamente superiore messa in difficoltà dalla determinazione e dalla fisicità danesi: almeno fino al centoquindicesimo, quando a cinque minuti dalla lotteria dei rigori Modric, stella croata ed eroe della vittoria contro l'Argentina ai gironi, va sul dischetto con la responsabilità di un match point sulle spalle.
E fallisce.
E qui si torna al principio.
Il ruolo del portiere è decisamente scomodo.
Ne sa qualcosa Kasper Schmeichel, numero uno danese, figlio del mitico Peter, che nel novantadue condusse a sorpresa la sua Nazionale alla vittoria di un Europeo che tutti avrebbero giurato già in mano a squadre decisamente più forti - l'Olanda di Van Basten su tutte -: il buon Kasper, che ha avuto le palle di seguire le orme paterne ed è salito alla ribalta delle cronache qualche anno fa quando il Leicester di Ranieri vinse la Premier League, si trova di colpo la responsabilità dell'intera competizione sulle spalle.
E para.
Stringe quel pallone come se fosse un figlio, raggomitolandosi in posizione fetale, con tutti i compagni che lo abbracciano.
Praticamente, porta la Danimarca ai rigori. Sotto gli occhi del padre, orgoglioso e commosso.
E succede che ai rigori Kasper replica per due volte ai tiratori croati. Una cosa davvero non da poco.
Peccato che Subasic, suo collega dall'altra parte, forse per non sentirsi in difetto, decide di pareggiare il conto totale, e alla fine della serie le sue parate sono tre.
Danimarca a casa, sogno sfumato, la favoritissima Croazia avanza, anche se a fatica.
Il ruolo del portiere, scrivevo in apertura, è decisamente scomodo.
Come quello di un genitore.
Questa notte, in casa Schmeichel, probabilmente si vivranno emozioni molto intense.
Di certo, fossi Peter, sarei orgoglioso di Kasper come se avesse vinto il Mondiale.



MrFord




domenica 1 luglio 2018

Saloon Mundial: ottavi di finale, parte prima








I Mondiali di calcio sono entrati nel vivo, e lo hanno fatto presentando i due ottavi di finale iniziali che, almeno sulla carta, avrebbero potuto tranquillamente essere almeno semifinali.
Due partite diverse ma giocate fino all'ultimo, tese e molto belle, che hanno emesso un verdetto importante: Leo Messi e Cristiano Ronaldo, le due superstar dominatrici degli ultimi dieci anni di calcio, tornano a casa.
Al loro posto, raccolgono il testimone per la competizione Mbappe - giovanissima star francese che pare anche essere un tipo piuttosto schivo, che a diciannove anni porta agevolmente il dieci che fu di Zidane sulle spalle - e Cavani - che toglie le castagne dal fuoco ad un Uruguay che nel secondo tempo è parso una sorta di Rocky Balboa, pronto a prenderne tante senza mai andare al tappeto, e che spero possa tornare in campo nonostante l'infortunio subito -.
Per quanto pronosticassi esattamente l'opposto, è stata comunque una giornata di grande calcio, con match combattuti, divertenti ed emozionanti, dallo spettacolare quattro a tre del pomeriggio - i gol di Di Maria e Pavard sono due perle - al serrato due a uno della sera, entrambi in grado di esprimere il bello di uno sport mediaticamente ed economicamente sempre troppo esposto ma che continua ad emozionare chiunque riesca a viverlo senza considerarne gli interessi.
Messi e Ronaldo, dunque, protagonisti di un Mondiale a conti fatti fallimentare, tornano a casa nello stesso giorno, il primo restando silenzioso ed anonimo ed il secondo reagendo stizzito e rabbioso, ma chiaramente in calo rispetto alle prime, diropenti due partite disputate - e qui si potrebbe pensare ad un errore nella preparazione atletica che l'ha visto arrivare all'esordio troppo carico per poi spegnersi progressivamente -: a questo punto la competizione dovrà trovare nuovi volti da copertina e nuovi protagonisti, cosa che, personalmente, apprezzo molto, specialmente nell'ottica di una finale inedita e, chissà, in grado di regalare la coppa ad un Paese mai premiato prima.
Curioso che i due rivali per eccellenza del pallone, con le loro differenze di approccio, di gioco, caratteriali, si ritrovino sconfitti insieme, neanche il Destino avesse deciso di riservare, con questo Mondiale, un cambio della guardia: per quanto mi riguarda, è giusto che il rinnovamento ci sia, considerato che tra quattro anni probabilmente nessuno dei due mostri sacri suddetti sarà parte della competizione, e che le rivoluzioni sono sempre ben accette.
Ora occorrerà capire se il quarto di finale che ci attende vedrà prevalere la spinta della "giovane Francia" multietnica, atletica e sprezzante - meno antipatica delle sue controparti passate, ma ugualmente per questioni storiche invisa a questo vecchio cowboy - o l'esperienza dell'Uruguay del mitico Tabarez - vederlo alzarsi con la stampella dalla panchina provoca un misto di tenerezza ed ammirazione - e di Cavani e Suarez - due che non ho mai particolarmente sopportato, ma che senza dubbio rappresentano una tipologia di giocatori di talento e combattenti ad un tempo -.
Domani, invece, vedremo se la Croazia potrà effettivamente candidarsi ad outsider da battere e se prevarrà il vantaggio di essere la squadra di casa o quella più blasonata - Russia e Spagna potrebbero riservare sorprese -: per oggi, e per quanto mi riguarda, più che Messi, Ronaldo, le rivalità e le superstar, vince il calcio.
Quello bello e ben giocato.
Quello che non lascia respiro fino all'ultimo secondo.
E metterei la firma perchè il Mondiale fosse così fino alla fine.



MrFord




venerdì 29 giugno 2018

Saloon Mundial: the curse of the winners, part two




E così, la maledizione è tornata a colpire.
Senza dubbio la notizia più clamorosa di questi ultimi due giorni di gironi eliminatori dei Mondiali è stata quella legata all'incredibile sconfitta maturata dalla Germania campione uscente contro la già eliminata Corea del Sud, che conferma quanto, negli ultimi vent'anni, la vittoria nel Mondiale precedente abbia influito negativamente sulla detentrice della Coppa.
La Francia, vincitrice nel novantotto, nel duemiladue uscì mestamente ai gironi; il Brasile che trionfò in Corea nel duemilasei uscì ai quarti - la migliore prestazione degli ultimi vent'anni dei detentori del trofeo -; l'Italia che sollevò la coppa a Berlino nel duemiladieci salutò sempre ai gironi, così come la Spagna vittoriosa in Sudafrica abbandonò subito la competizione in Brasile.
A questo giro è toccato alla Germania, che dall'ottantadue non era mai stata eliminata prima dei quarti di finale e che negli ultimi quattro Mondiali è stata rispettivamente seconda, terza, terza e prima.
La debacle di ieri contro la Corea è il simbolo di una supponenza che, probabilmente, colpisce i gruppi sportivi ormai affermati e poco affamati, che privi di stimoli e carattere, finiscono per sottovalutare troppo situazioni ed avversari e finire per essere rispediti a casa a testa bassa.
Passano così, a sorpresa, la Svezia che qualche mese fa aveva castigato l'Italia - suscitando l'ironia proprio dei tedeschi - e il Messico in quello che, senza dubbio, è stato il girone più sorprendente della competizione.
Dall'altra parte, il Brasile non tradisce le attese e passa come primo, guadagnandosi la sezione di tabellone più difficile ma candidandosi comunque ad essere una delle avversarie più difficili da affrontare in questo Mondiale, considerato che una partita da Brasile ancora non l'ha giocata.
Gli ultimi match della prima fase si sono conclusi un paio d'ore fa, confermando un Belgio in ottima salute - che, nonostante le speranze, continuo a pensare finirà non troppo bene - e consegnando agli opinionisti i dibattiti sulla questione tra Senegal e Giappone, che alla pari su tutto sono state giudicate in base al cosiddetto fair play, una di quelle regole assurde quanto il sorteggio della monetina di un tempo: per quanto mi riguarda, in questi - rari - casi dovrebbe essere organizzato una sorta di prequel degli ottavi di finale, una partita secca ad eliminazione diretta delle due squadre in posizione "scomoda". In modo che possa essere il campo a parlare.
Domani avremo la prima giornata di pausa del Mondiale in vista dell'inizio della carrellata degli ottavi di finale, primo passo verso l'incoronazione dei nuovi campioni: personalmente continuo a sperare in continue sorprese e partite tese dall'inizio alla fine, spettacolari ed emozionanti.
Per quanto riguarda i pronostici e le aspettative, aspetto di parlarne prima che il pallone dia il suo verdetto: quello che è certo, per ora, è che sia un Mondiale dal sapore di Europeo, con dieci squadre su sedici a rappresentare il Vecchio Continente, quattro sudamericane, Messico e Giappone.
L'Africa, per la prima volta come la Germania dall'ottantadue, resta senza rappresentanti nella fase più calda del torneo.
Chissà cosa accadrà?
Quello che è sicuro è che sarò in prima fila, aspettando di essere sorpreso.



MrFord

giovedì 28 giugno 2018

Thursday's child



A fare da "intervallo" per gli excursus Mondiali del Saloon torna la consueta, inossidabile, sempre ricca di ospiti rubrica del giovedì dedicata alle uscite in sala, nonostante in questo periodo da queste parti si veda davvero poco Cinema.
Ecco dunque, per l'occasione, accanto ad alcuni titoli potenzialmente interessanti, a questo vecchio cowboy e a Cannibal Kid, il buon Pietro Saba.

Introduzione di Pietro: E' inusuale per me presentare i film in uscita, dato che al cinema non vado mai, e non perché sono tirchio. Tuttavia ogni settimana vedo sempre quali film escono, dopotutto è utile segnarmi subito quali film vedere e quali no, e quali quindi segnarmi sulla lista, che comunque credo non finirà mai. In ogni caso mi sono cimentato in questa "sfida" con grande piacere, d'altronde non capita tutti i giorni di far parte di questa memorabile rubrica. Rubrica che questa settimana contiene non solo pochi film, ma soprattutto alcune interessanti proposte, quali? Vediamole insieme.


"Ricordami di non invitare più quei tre bloggers come animatori: fanno davvero schifo."

IL SACRIFICIO DEL CERVO SACRO

"Ho guardato un radical film consigliato da Radical Kid. E mi è salita la depressione."

Pietro: Dopo l'aragosta il cervo, Yorgos Lanthimos sembra avere una predilezione per gli animali e la metafora, il prossimo sarà forse un uccello che sogna mica di volare? Comunque questo thriller dagli echi Kubrickiani pare promettere bene e dopo il successo (di critica e pubblico) di The Lobster, film che mi piacque parecchio, la strada sembra nuovamente ben avviata, anche grazie ad un sempre più redivivo Colin Farrell.
Cannibal Kid: Spero che il prossimo animale che porterà sullo schermo Lanthimos non sia quel gorillone di Ford. Anche se potrebbe uscirne il lavoro più inquietante della sua carriera, e sì che ce ne va. Inquietante è anche la distribuzione italiana, che sarebbe meglio chiamare distruzione, visto che far uscire nei cinema adesso una notevole pellicola che molti (come me) hanno già visto mesi fa in rete è un vero autogol. Come quelli che fa il mio blogger nemico James Ford ogni volta che parla di cinema. O di qualunque argomento, Messi a parte.
Ford: Lanthimos è senza dubbio un grande regista. Ma anche uno che potrei detestare forte, sulla scia di Lars Von Trier. Ricordo benissimo quanto odiai Dogtooth, un colpo di genio che avrei volentieri preso a bottigliate. E ricordo anche la recensione decisamente buona di Cannibal di questo Cervo. Quindi parto con la guardia alta, ma consapevole del fatto che, quantomeno, avrò di fronte un film pronto a far parlare di sè ne bene e nel male. Un film con del carattere. Mica come Messi.

TULLY

"Nascondiamoci: non vogliamo vedere anche noi il film consigliato da Cannibal che ha steso nostra madre."

Pietro: A parte la trama banale di emancipazione non ci sono dubbi che questa commedia sulla maternità certamente vedrò, perché basta la presenza di Charlize Theron e Mackenzie Davis, a farmi propendere per un sì, lo voglio.
Cannibal Kid: Per una volta a sorpresa non sono io a fare quello infoiato delle protagoniste femminili, visto che Charlize Theron, per quanto sia una bellissima donna e non lo metto certo in dubbio, non è mai stata una delle mie preferite in assoluto, mentre l'ottima Mackenzie Davis della serie Halt and Catch Fire mi piace più a livello recitativo che fisico. Ad attirarmi di questo Tully sono invece più che altro regista + sceneggiatrice: Jason Reitman e Diablo Cody, già autori di due miei due cult movies come Juno e Young Adult.
Ford: Reitman e Diablo Cody, in passato, raramente mi hanno deluso, al contrario di Cannibal, e dunque penso che un film di questo genere possa soprendermi in positivo, e magari, purtroppo, mettermi ancora una volta d'accordo con il mio rivale, forse mai come in questo periodo sulla mia stessa linea d'onda.

FAVOLA

"Con questo vestito farò più scena di Katniss Kid!"

Pietro: Più che favola, incubo. Perché il film, a metà tra Mrs. Doubtfire e il video della canzone I Want To Break Free, sembra uscito da un trip sotto acidi, probabilmente scaduti. Va bene il tema dell'identità di genere, ma così no.
Cannibal Kid: Considerando che a me le favole non sono mai piaciute, al contrario del cenerentolo disneyano Ford, non posso che sottoscrivere le parole di Pietro. Chissà però che Filippo Timi in versione femminile non possa sorprendere, anche se dal trailer sembra avere meno femminilità di Maria de Filippi...
Ford: se questa è una favola, allora mi aspetto un horror con le contropalle la prossima settimana.

PAPILLON

"Ma chi ti ha consigliato il tatuatore!? Ford!?"

Pietro: Posso capire alcuni sequel, altrettanti reboot e certi adattamenti di film cult, ma addirittura il remake di un quasi capolavoro proprio no! Perché anche se in verità il cast sembrerebbe perfetto per l'occasione, esso sembra poca cosa di fronte a qualcosa di ormai prevedibile ed abusato, ovvero la fuga, nella cinematografia moderna. Tuttavia un'occasione potrebbe meritarsela, anche se io non spenderei neanche un euro per vederlo.
Cannibal Kid: Sinceramente non ho mai visto il film originale del 1973. Un po' perché sul cinema anni '70 ammetto di avere numerose lacune, e un po' perché mi sembra uno di quei film con Steve McQueen buoni più che altro per Ford e Vasco Rossi. Credo quindi che potrei recuperare prima questo remake, grazie al cast telefilmico capitanato da Charlie Hunnam (Sons of Anarchy) e Rami Malek (Mr. Robot).
Ford: già è sconvolgente la mancanza di idee che negli ultimi anni pare aver colpito Hollywood, ma rischiare di vituperare la memoria di un cultissimo sfruttando due volti noti - uno dei quali tra i miei preferiti - della realtà delle serie tv è davvero bieco. Alla vista del trailer mi si sono contorte le budella neanche fossi stato di fronte ad una qualsiasi delle proposte teen di Cannibal.

L'INCREDIBILE VIAGGIO DEL FACHIRO

"Pietro, parti immediatamente prima che a Ford venga in mente di darmi un passaggio." "Certo, Katniss."

Pietro: Il regista della spassosa commedia Starbuck: 533 figli e non saperlo, ma anche del suo inutile remake con Vince Vaughn, ci riprova con una avventurosa commedia, adattamento del romanzo omonimo senza però la dicitura "che restò chiuso in un armadio Ikea", alquanto scanzonata e sicuramente divertente, e quindi certamente vedrò, anche perché c'è parecchia gnocca.
Cannibal Kid: L'unica cosa incredibile mi pare quella di aver trovato questa settimana un ospite ancora più arrapato di me. :)
Il fatto che sia una produzione francese la rende più appetitosa e chic rispetto alle solite commediole made in Usa, ma non so se ciò è sufficiente per farmi compiere un viaggio insieme al fachiro. Certo, sempre meglio di un viaggio con Ford che ogni due secondi si fa un selfie per postarlo subito su Instagram manco fosse Chiara Ferragni.
Ford: questo viaggio insieme al fachiro mi ispira ben poco, soprattutto in un periodo in cui sono ben poco ispirato e, quando non combatto il sonno, finisco a guardare le partite del Mondiale. Ma forse è meglio così, piuttosto che incappare in potenziali cannibalate.

HURRICANE - ALLERTA URAGANO

"Avendo adottato lo stile di Ford nell'abbigliamento, non ho nulla da temere da nessun uragano."

Pietro: Non ho visto Geostorm, ma se anche se per metà assomiglia a Into the storm, proprio non ci tengo a vedere, anche perché il cast mi dice niente e nonostante il suo lato heist movie, il tutto m'ispira poco.
Cannibal Kid: Se c'è qualcosa che non sopporto, Ford, Messi e Salvini a parte, sono i disaster movie. Quelli sugli uragani in particolare vorrei che venissero spazzati via da questo mondo.
Ford: nonostante possa apparire una tamarrata fordiana, c'è un limite perfino a quello che io posso sopportare. E l'allerta stronzata, qui, è suonata forte.

ACTION POINT

"Portami a bordo anche quei tre sciroccati di bloggers!? Neanche morto! Quelli sono più pazzi della ciurma di Jackass!"

Pietro: A dispetto del nome e come dovreste aver capito è tornato Jackass, è tornato Johnny Knoxville, è tornato il divertimento sfrenato e le risate a crepapelle, sono tornati gli scherzi più assurdi nel parco divertimenti più pericoloso del mondo. E non so voi, ma io un giro me lo faccio lo stesso.
Cannibal Kid: Nonostante sia stato uno dei programmi più cazzari e idioti di sempre, e dunque in teoria avesse tutte le carte in regola per piacermi, non sono mai stato un fan di Jackass, né tantomeno di Johnny Knoxville. Questo nuovo film poi mi sembra arrivato fuori tempo massimo persino per le sue groupie come Pietro e probabilmente Ford. Non sono nemmeno un patito di luna park, quindi un giro me lo faccio sì, ma al largo.
Ford: ho adorato Jackass e Johnny Knoxville è un fordiano ad honorem, quindi mi sa tanto che una chance la darò, anche se purtroppo non credo si rivelerà la sorpresa della settimana. Con grande gioia di Peppa Kid.

LA GUERRA DEL MAIALE

"Se ci sono il Cucciolo Eroico e Ford lo Scimmione, non vedo perchè non potrei essere io il prossimo ospite della rubrica!"

Pietro: Il regista David Maria Putorti sarà forse amico di Yorgos Lanthimos? perché anche qui gli animali e la metafora la fanno da padrone, anche se la suddetta è meno sottile di quanto si possa pensare, giacché il film (che esce 6 anni dopo e che sorprendentemente è un film italiano) parla proprio di noi uomini, che anche da vecchi non cambiamo mai. Vero colleghi?
Cannibal Kid: 6 anni di ritardo? Abbiamo un nuovo record, o forse Ford è riuscito a fare di peggio nel recuperare qualche serie TV?
Ford: film italiano, sei anni di ritardo, uscita estiva. Questa roba puzza di carne avariata lontano un miglio. Preferisco optare per una bella grigliata estiva con tanta birra.

Discorso finale di Pietro: Che dire, mi sono davvero divertito, è stata quasi come un'esperienza, un'esperienza davvero interessante, per cui ringrazio entrambi per avermi dato questa gradita possibilità. Ciao!
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