lunedì 18 marzo 2019

White Russian's Bulletin



Torna il Bulletin - puntuale e non in ritardo a causa delle ingerenze di Cannibal - e torna a riproporsi una settimana decisamente scarna anche a livello di visioni, complici la palestra, il pay per view di wrestling, la stanchezza che ormai la sera colpisce e via discorrendo: quantomeno si tratta di due proposte differenti - una una serie, una un film -, provenienti da differenti piattaforme e decisamente lontane per ambientazioni ed approccio.


MrFord



TRIPLE FRONTIER (J. C. Chandor, USA, 2019, 125')

Triple Frontier Poster


Sulla carta, praticamente una bomba - non solo per me, ma anche per Julez, considerata la presenza di Charlie Hunnam, uno dei suoi favoriti in tutto e per tutto -: Mark Boal alla sceneggiatura, il solido J.C. Chandor alla regia, una trama da fare invidia alla Bigelow - che avrebbe dovuto dirigerlo - e Michael Mann, un genere congeniale al Saloon. 
Eppure, nonostante la tecnica ed il genere, Triple Frontier, per quanto soddisfacente per godersi una serata di settima arte tosta ma non impegnatissima, resta un passo indietro ai suoi modelli, incapace di essere davvero tamarro come i lavori di Peter Berg oppure davvero impegnato come quelli della già citata Bigelow: il comparto tecnico è indiscutibile, il cast interessante, la tensione tiene, eppure tutto resta un pò troppo freddo, oltre al fatto che viene in modo completamente di parte giustificato il desiderio di cinque veterani statunitensi di compiere una missione al di fuori e al di sopra della legge per "riprendersi" quello che il loro ruolo non aveva riconosciuto in termini economici.
Il West mi piace, così come l'outlaw come concetto, ma avrei avuto da obiettare, in questo caso, rispetto a parecchi punti di vista: ad ogni modo, un altro colpo quantomeno interessante messo a segno da Netflix.




TRUE DETECTIVE - STAGIONE 3 (HBO, USA, 2019)

True Detective Poster

Ho sempre amato il brand True Detective e la scrittura di Nic Pizzolatto, in bilico tra hard boiled, malinconia e Frontiera: dalla prima, folgorante stagione alla tanto bistrattata - e per me emotivamente potentissima - seconda, pareva che non avremmo più rivisto sullo schermo quella che, a conti fatti, è una delle proposte da piccolo schermo più importanti degli ultimi anni.
E invece, forte della partecipazione del due volte Premio Oscar Mahershala Ali, True Detective torna e lo fa rispolverando le atmosfere dei tempi di Rusty Cole - citando anche le sue vicende -, accettando la sfida di una tripla linea temporale e regalando almeno un paio di episodi degni di essere ricordati negli anni a venire: qualcosa, inevitabilmente, sfugge, ma il lavoro nel complesso è ottimo, i due protagonisti - bravissimo anche Stephen Dorff - funzionano alla grande, i dialoghi - soprattutto quelli legati ai rapporti di coppia - sono al fulmicotone, la tensione palpabile.
Caro Nic, hai sparato un'altra pallottola che arriva dritta al cuore, che la si riceva con tutto l'istinto e l'energia dei giovani, o la memoria che svanisce e la malinconia dei vecchi.


venerdì 15 marzo 2019

Almost Saturday's child



Nuova settimana di uscite in sala e grande ritorno al classico ritardo del sottoscritto, pur se non clamoroso come in altre occasioni: accanto a me e al mio sempre fido rivale Cannibal Kid, a questo giro di giostra troviamo Angelo Iacopino, che è riuscito ad integrarsi con grande facilità nel triangolo più discusso della blogosfera.


P.S. A causa di un inconveniente tecnico senz'altro dovuto a qualche maleficio di Peppa Kid, non sono riuscito ad inserire altre immagini. Abbiate pazienza.


"Non preoccuparti, figliolo: non sei il primo ad essere beccato a leggere Pensieri Cannibali. Adesso ti preparo un bel White Russian e vedrai che ti passa tutto!"


MOMENTI DI TRASCURABILE FELICITÀ
Angelo: Parto dal presupposto che io classifico e seleziono i film cercando di capire con quante persone del cast voglia fidanzarmi o semplicemente saxare in camera da letto, come Brooke Logan. Questo film parte malissimo, perché la monta non mi si alza neppure per un Pif. Lui sarà sagace come al solito, Luchetti sarà filosoficamente leggero, ma andate a vedervelo voi, che io nel frattempo mi chatto su Tinder con il tipo che abita accanto al cinema.
Cannibal Kid: Daniele Luchetti non l'ho mai seguito molto, ma mi sembra uno di quei registi italiani pane e salame che piacciono tanto a Ford. Pif in tv non mi dispiace, mentre al cinema non lo sopporto. La cantante e attrice Thony è potenzialmente interessante, però in Tutti i santi giorni non è che mi abbia esaltato molto. Insomma, anche per me l'eccitazione nei confronti di questo film è davvero trascurabile.
Ford: Luchetti l'ho sempre seguito poco, nonostante sia uno potenzialmente pane e salame, Pif mi sta simpatico ma finisce lì, per il resto credo sia il solito, trascurabile film troppo italiano.

BOY ERASED – VITE CANCELLATE

Angelo: Il tema dei campi di riconversione sessuale per omosessuali esposto in un film tratto da una storia vera, in cui Nicole Kidman dà prova di essersi standardizzata in ruoli da Deperate Housewife, mentre Russell Crowe in quelli di camionista trippone del Minnesota.
Un film che possiamo giocarci su Grindr, per un’uscita con un gay radical-chic. Anche se, quasi quasi andrò a vederlo da solo, sperando di incontrare e scontrare la mia anima gemella all’uscita dal cinema.
Cannibal Kid: Film che ho già visto e che non mi ha convinto un granché. Molto convenzionale e con un cast che offre prove molto standardizzate, come anticipato da Angelo che il film ancora non l'ha visto. Sullo stesso tema della riconversione “poviana” ho preferito La diseducazione di Cameron Post, per quanto pure quello non del tutto riuscito.
Ford invece lo sottoporrei a una riconversione, però non sessuale ma cannibale. A base di film teen somministrati stile cura Ludovico.
Ford: l'unica riconversione interessante qui sarebbe quella di Cannibal al pane e salame fordiano a base di film action anni ottanta e un sacco di wrestling, ma ho come l'impressione che il Cucciolo Eroico sia un caso senza speranza. Per quanto riguarda il film, invece, penso potrei passare oltre senza preoccuparmi troppo.

ESCAPE ROOM
Angelo: “Cerca di fare qualcosa che ti terrorizza durante le vacanze”.
Sembra il trailer delle uscite con le amiche mie border, invece è solo la premessa dell’ennesimo thriller alla Final Destination.
Che poi, se si reputa terrorizzante sopravvivere alla reclusione forzata in una stanza con una manciata di sconosciuti in balia di un Enigmista 2.0 che incita a lottare per la sopravvivenza tentando di ucciderti, provate a farlo ogni venerdì sera con le amiche mie di cui sopra, tra molestie ai barman e valanghe di messaggi Direct su Instagram di gente imbarazzante, adescata alla luce soffusa di una discoteca di provincia.
Cannibal Kid: L'ambientazione di una Escape Room mi sembra perfetta per un horror. Soprattutto per un horrorino senza pretese, molto scemo e molto adolescenziale. Roba da far scappare a gambe levate un fifone come Ford. Considerando che nel cast c'è Deborah Ann Woll, la rossa di True Blood e Daredevil, un salto in questa Escape Room a me sembra quantomeno d'obbligo e sinceramente io cercherai di rimanere lì con lei, piuttosto che fuggire.
Ford: horrorino buono giusto per quel pusillanime del Cannibale, che dai veri horror sta lontano per paura di farsela nei pantaloni. Piuttosto mi vado volentieri a fare un'altra esperienza in un'escape room, e poi tutti fuori a bere come si conviene. Tra le altre cose la Woll, che in True Blood mi sfiziava assai, mi pare sia sfiorita negli anni.

IL CORAGGIO DELLA VERITÀ
Angelo: Stavo già partendo bello gasato ad inizio trailer, credendo che questo film fosse una specie di gayata alla “High School Musical” del ghetto, contaminato da “Gossip Girl” e invece no. Dopo pochi minuti, ti colpiscono con la questione delle discriminazioni razziali e la predestinazione a far valere il rispetto dell’uomo.
Un film con un cast che raggruppa il maggior numero di maschi con cui mi fidanzarei, per poter sfoggiare look alla “Jenny From the Block”. Tratto dal best seller che già me l’immagino il livello di commercialità del prodotto.
Cannibal Kid: Da non confondere con l'omonimo film del 1996 con Denzel Washington e Meg Ryan (il cui titolo originale era Courage Under Fire), ecco il nuovo Il coraggio della verità (titolo originale The Hate U Give). Una storia a metà strada tra l'adolescenziale e l'impegno sociale tratta da un romanzo young adult e con protagonista la mia nuova favorita Amandla Stenberg. Non so se sarà la gayata alla High School Musical del ghetto che si augura Angelo, ma ci sono buone probabilità che sia la cannibalata della settimana. Roba che Ford non avrà mai il coraggio di affrontare.
Ford: più che non avere il coraggio di affrontarla, mi chiedo chi abbia avuto il coraggio di farla uscire in sala, questa roba.

LA PROMESSA DELL’ALBA
Angelo: Ma che è sta cosa con Charlotte Gainsbourg? Una specie di remake di “Mammina cara”?
Il protagonista principale [Pierre Niney] lo prenoto subito come mio fidanzato del mese di Aprile, da sfoggiare a Pasquetta. Il resto del film mi ha già messo ansia durante il trailer.
Cannibal Kid: Un film francese radical-chic con Charlotte Gainsbourg e Pierre Niney? Le uscite di questa settimana rischiano di far prendere un colpo a Ford come le tre pere rifilate da Cristiano Ronaldo all'Atletico Madrid hanno fatto con tutti gli haters della Juve. Peccato per l'ambientazione storico-bellica che non mi attira per niente, altrimenti pure questa pellicola potrebbe essere una discreta cannibalata.
Ford: la settimana delle cannibalate si chiude con l'ennesima radicalchiccata con la Gainsbourg dalla quale mi terrò ben lontano, contento di avere ancora una vagonata di film da recuperare che non mi faranno pensare alla desolazione delle uscite in sala di questo weekend.

lunedì 11 marzo 2019

White Russian's Bulletin



Nuova settimana per il Bulletin e ritorno, a causa di impegni sportivi e lavorativi, ad una frequenza degna dei mesi scorsi di visioni - nonostante True Detective continui a proseguire -, con solo due titoli a dare corpo alla rubrica. E' un periodo difficile, da molti punti di vista, per il mio rapporto con la settima arte, ma so benissimo che questo legame tornerà ad essere vivo come quando da queste parti c'era il fermento giusto per sostenerlo. E resterà anche quando da queste parti non sarà rimasto più nessuno.


MrFord



THE LEGO MOVIE 2: UNA NUOVA AVVENTURA (Mike Mitchell, Danimarca/Norvegia/Australia/USA, 2019, 107')


The Lego Movie 2: Una nuova avventura Poster


Il primo film dedicato ai mattoncini che hanno caratterizzato l'infanzia di molti di noi era stato una vera e propria sorpresa dalle parti del Saloon, una scheggia impazzita fatta di metacinema, ironia e sentimenti che aveva generato - giustamente - costole più che discrete come lo spin-off dedicato al personaggio di Batman. Il secondo capitolo della saga di Emmett e Lucy conferma le impressioni avute nel corso della visione del primo: il brand Lego, in sala, raccoglie l'eredità - per questo vecchio cowboy fondamentale - di Spongebob, portando il grottesco ed il gioco con realtà e finzione avanti a qualsiasi altra cosa, perfino all'idea di piacere a tutti costi al grande pubblico.
Gli incassi non avranno dato ragione al progetto di Mitchell, ma il risultato è interessante anche nelle sue imperfezioni, ed è più utile di tante altre proposte indirizzate ai più piccoli a mostrare le zone d'ombra del mondo ai più piccoli senza che necessariamente si debba perdere il sorriso nel farlo.




IL CORRIERE - THE MULE (Clint Eastwood, USA, 2018, 116')

Il corriere - The Mule Poster


Chiunque mi conosca sa benissimo che Clint è e sarà sempre il mio nonno cinematografico, l'equivalente di Johnny Cash per la Musica. Senza ombra di dubbio, parliamo del regista statunitense più importante e grande attualmente in vita e in attività, l'erede assoluto di John Ford, che ha consegnato alla settima arte numerosi Capolavori dalla fine degli anni settanta ad oggi.
Io voglio bene a Clint, e quando affronto un suo film so che, a conti fatti, uscirò soddisfatto dalla visione. Ed è stato così anche questa volta. Il corriere si lascia guardare, è molto godibile, mescola le atmosfere di Narcos e Breaking Bad alla visione da "grande vecchio" che il Maestro riesce a dare degli USA, del viaggiare, della vita.
Una sorta di Guido piano - che adoro, tra l'altro - trasportata in sala.
Eppure, nonostante le chicche - e che ne sono, dagli incontri con le motocicliste lesbiche alla famiglia afroamericana alle prese con il cambio della ruota - ed i momenti più intensi - la morte della ex moglie di Earl Stone -, a questo The mule manca l'emotività profonda dei classici dell'ex Ispettore Callahan: mi ha fatto pensare più a Di nuovo in gioco, che non a Gran Torino. Quasi il buon Clint si sia sentito in dovere di consegnare al pubblico un altro piccolo pezzo di lui, sperando sinceramente che non sia l'ultimo. 


giovedì 7 marzo 2019

Thursday's child



Settimana di uscite che mescola mainstream e possibili sorprese di nicchia, vecchi intenditori come Ford e giovani o finti giovani radical come Cannibal: fortunatamente, a cercare di dare un equilibrio al tutto, interviene Maruzza, che avrà l'arduo compito di tenere a bada i due scellerati rivali più rivali della blogosfera da buon ospite di questa rubrica.

"Non fare il furbetto con me, Peppa Kid! Ricordati bene che io, il vecchio Ford, sono tuo padre!"

Captain Marvel

"Ford guida a stento la macchina, io rompo il muro del suono con un jet: bella!"
Maruzza: L'ennesimo film a tema supereroi sta per invadere le sale. Però c'è finalmente una nota di cambiamento con la prima supereroina Marvel con un film tutto suo. Era ora! Brie, insegnaci come litigare con le vecchiette che ci hanno fregato il posto sul bus! Cannibal, io e te ci vediamo direttamente in rianimazione dopo il film.
Cannibal Kid: Quella dei vecchietti come Ford che ci fregano il posto sul bus è una terribile piaga di questo paese. Ma non possono starsene a vedere i cantieri tutto il giorno e non spostarsi con i mezzi pubblici?
Quanto al film, non mi sembra qualcosa di così rivoluzionario visto che già c'era stata Wonder Woman, per quanto eroina DC, e poi perché il cinema e le serie TV ci hanno già proposto numerose altre eroine tostissime, da Buffy a Katniss Everdeen, tanto per citare le mia favorite. La presenza del premio Oscar Brie Larson e l'ambientazione anni '90 comunque potrebbero renderlo un po' più interessante rispetto ai soliti poco entusiasmanti filmetti Marvel. Almeno spero.
Ford: i film Marvel stanno diventando ormai troppo presenti perfino per un grande fan dei Fumetti e di questo tipo di tamarrate come il qui presente. Devo ammettere, però, di essere curioso di scoprire come se la caveranno Brie Larson e la Grande M con il loro primo titolo tutto in rosa. Personalmente, spero bene. E spero sia lontano dalle schifezze che esalta normalmente Katniss Kid.

Cocaine - La vera storia di White Boy Rick

"Mi vuoi pagare per abbandonare la rubrica!? Ma litigare con te non ha prezzo, Radical Kid!"
Maruzza: Droga, anni '80, Matthew McCognomeimpronunciabile che fa il padre del protagonista (e forse rischia di strafare). Ovviamente una storia vera. Cosa può andare storto in questo film? Tutto. Il trailer sembra promettente, ma questi film sono pericolosi come il doppio gioco del giovane Rick. Secondo me la colonna sonora può far impazzire Cannibal.
Cannibal Kid: Droga, anni '80, Matthew McCoso e una colonna sonora figa?
Gli ingredienti per renderlo un mio nuovo cult ci sono tutti, non fosse che...
Questo tipo di storie vere su criminali e narcotrafficanti improbabili, rilanciate credo da Breaking Bad, cominciano a essere troppe e finiscono per somigliarsi tutte, si vedano i recenti Barry Seal - Una storia americana con Tom Cruise e Trafficanti con Miles Teller e Jonah Hill. Un genere ormai un po' abusato, quindi, ma una possibilità gliela si dà comunque.
Ford: il trailer è molto scorsesiano, il cast pare ottimo, la colonna sonora già cult. Gli elementi per renderlo uno dei titoli più interessanti di questo inizio duemiladiciannove ci sono tutti. Ora bisognerà solo capire se si tratta di un cult fordiano o della solita illusione cannibale. Nel dubbio, lo si guarda.

Gloria Bell

"Questa robetta sciapa va giusto bene per Katniss Kid. Datemi subito un White Russian!"
Maruzza: L'ennesima commedia che cerca di raccontare una donna forte e complicata. Dove può essere il tocco in più? Forse nell'interpretazione di Julianne Moore che ha sempre la capacità di migliorare qualunque film. Un paio di cose anzi tre. Perché gli americani hanno la fissa di mettere nei film il ballo? Che abbiamo fatto di male per meritarci tutto questo? Mi era bastato Richard Gere ballerino.
Potrei aver scambiato Turturro per Giuseppe Fiorello nel trailer? Eccome. Da dietro è U-G-U-A-L-E. Beppe, pensaci, forse c'è un posto da controfigura a Hollywood. Per ultimo, ma non meno importante, ho urlato quando è partita Gloria. Le royalties che sta intascando Tozzi nessuno mai. Umberto, adottami. Adottaci.
Cannibal Kid: Questo è il nuovo film di Sebastián Lelio, il regista di Una donna fantastica e Disobedience, e quindi lo si guarda e, probabilmente, lo si apprezza pure a prescindere. Il fatto che sia il remake con un'attrice più famosa (Julianne Moore al posto di Paulina García chiii?) di un suo stesso film, Gloria del 2013, potrebbe renderlo piuttosto autoreferenziale e pure inutile. Considerando però che non ho visto l'originale, me ne frego e guardo direttamente questo.
Riguardo al protagonista maschile, non credo si tratti di John Turturro, ma proprio di Beppe Fiorello nei panni di John Turturro. Prossimamente inoltre è pronto a interpretare anche James Ford in un'inedita Rai Fiction dalle tinte horror.
Ford: purtroppo concordo con Cannibal rispetto al fatto che il film sia firmato dal regista di Una donna fantastica e Disobedience, e dunque andrà visto. Spero di non concordare con lui su tutto il resto. Ovviamente.

Il colpevole - The Guilty

"Ogni settimana penso che quei due bloggers abbiano raggiunto il fondo, e alla successiva finiscono sempre per smentirmi."
Maruzza: Si può mettere un'angoscia pazzesca solo da un trailer? Sembra proprio di sì.
Tutto si basa sul solo attore protagonista ed è girato dentro una stanza e con solo un telefono. No, non è Affari tuoi. State tranquilli. Quanto è quotato il remake americano entro l'anno? Cannibal, Ford, chi pensate potrebbe essere adatto per il ruolo? Voto Ben Affleck.
Cannibal Kid: Thriller danese molto apprezzato nel circuito dei festival, dal Sundance a quello di Torino, sembra sia una di quelle visioni tesissime che ti lasciano davvero senza fiato. Un po' come le recensioni di WhiteRussian ti lasciano senza parole. Non l'ho ancora visto perché questi film con un'ambientazione unica mi danno un certo senso di claustrofobia, ma presto vedrò di vincere la mia paura e guardarlo. Dopotutto, non potrà rivelarsi un'esperienza più traumatica di quella di co-condurre una rubrica insieme a Mr. James Ford.
Ford: i film troppo incensati nei Festival finiscono per giungere al Saloon spinti da determinate aspettative per poi essere massacrati di bottigliate neppure fossero un Cannibal qualsiasi. La trama è interessante almeno quanto un probabile remake americano, dunque una visione potrebbe starci tutta, sempre nella speranza che non sia la solita roba da radical che piace al mio rivale.

I villeggianti

"Sarò io la prossima ospite della rubrica di Cannibal e Ford!? Che emozione!" "Valeria, aspetta ad esultare: nessuno sopravvive a quei due, e Maruzza ne sa qualcosa."
Maruzza: Valeria Bruni Tedeschi che interpreta Valeria Bruni Tedeschi regia di Valeria Bruni Tedeschi. Marc Jacobs non sei nessuno. Valeria, io ti adoro e so già che amerò tutto nonostante i sicuri difetti. Un film che è un po' terapia, un po' un modo per raccontarsi. Già dal trailer scene iconiche da trasformare in gif su cui spicca la distruzione a colpi di zoccolo del cellulare. Chi non hai mai pensato di farlo, almeno per un secondo? Secondo me Ford l'ha pensato ogni volta che gli è arrivata l'ennesima notifica di commento di Cannibal.
Cannibal Kid: Per anni ho ignorato i film di e/o con Valeria Bruni Tedeschi, che a pelle non mi stava troppo simpatica. Manco facesse Ford di cognome. Dopo La pazza gioia, in cui mi ha fatto impazzire, in senso positivo intendo, sono finalmente pronto per vedermi un lavoro da lei scritto, diretto e interpretato. Ed è pure ambientato in Costa Azzurra. Credo quindi sia un autorevole candidato al titolo di film più radical-chic dell'anno e la sua visione potrebbe rivelarsi tanto goduriosa per me, quando fastidiosa per il mio blogger nemico. Doppia libidine.
Ford: Cinema italiano? Cinema italiano Radical chic? Costa azzurra? Credo che lascerò volentieri a Cannibal e a tutto il suo circolo da pomeriggio da zitelle il piacere. E filerò a guardarmi l'ennesimo action movie tamarro.

C'è tempo

"Piuttosto che far guidare Ford, me ne sto fermo nel parcheggio."
Maruzza: Nuovo film di Veltroni che con l'ennesimo escamotage del viaggio on the road parla della nascita del rapporto tra due fratelli che non sapevano di esserlo. Ford, Cannibal, avete fatto un film e non ce l'avete detto?
Cannibal Kid: Non ho mai visto film di Walter Veltroni per un semplice motivo. Finora ha diretto solo documentari e io – come chi mi segue da tempo già sa – non sono un gran patito di documentari. Sarà che piacciono tanto a Ford e quindi io per partito preso devo stare all'opposizione. Questo suo debutto nel cinema di fiction C'è tempo, se c'ho tempo potrebbe così rappresentare l'occasione per valutare come si comporta dietro la macchina da presa. Sento l'odore di buonismo, ma pazienza. Sempre meglio il buonismo veltroniano della malvagità salviniana, per dire.
Ford: sono d'accordo con Cannibal per quanto riguarda le questioni politiche, ma spero di continuare ad essere su fronti opposti per tutto quello che riguarda il Cinema, o mi dovrei convincere di essere destinato a vivere in un mondo di radical chic della settima arte. Un incubo che diventa realtà.

Asterix e il segreto della pozione magica

"E tu pensi di essere vecchio quanto Ford? Sei un bimbo, in confronto!"
Maruzza: Asterix è sempre Asterix. Il vecchio druido ha deciso di prendere un giovane apprendista. Si candidano una serie di personaggi disastrosi oltre ogni limite, forse una cosa del genere si è vista solo alle primarie del PD. (Ogni altra battuta è stata giudiziosamente cancellata per evitare altre crisi diplomatiche Francia-Italia).
Cannibal Kid: Uno dei cult della mia infanzia è Le 12 fatiche di Asterix. Perché fin da bambino ero radical-chic e preferivo il cinema d'animazione francese alle disneyate, ok? A parte quel singolo film, comunque, devo dire che le gesta di Asterix nel complesso non è che mi esaltino così tanto, quindi mantengo quel ricordo, ormai antico quasi quanto un amarcord fordiano, e preferisco saltare questa nuova versione.
Ford: non sono mai stato un amante di Asterix, nonostante i beveroni e l'ambientazione tutto sommato tamarra dei gallici. Dunque penso continuerò per la mia strada lasciando Cannibal al suo amarcord e all'illusione di poter diventare, un giorno, fordiano.

lunedì 4 marzo 2019

White Russian's Bulletin



Alle spalle la parentesi degli Oscar, torna il Bulletin nel suo formato standard, e che prosegue con il recupero di serie e titoli che nell'ultimo periodo hanno fatto parlare di loro sempre in riferimento alla nottata principe della settima arte: ancora siamo lontani dai tempi d'oro del Saloon in cui passavano almeno una o due pellicole al giorno, ma è sempre meglio qualche piccolo passo di un nulla cosmico e radical, giusto?


MrFord



THE PUNISHER - STAGIONE 2 (Netflix, USA, 2019)

The Punisher Poster

L'ultimo dei Marvel Knights targati Netflix chiude una parentesi con luci ed ombre legata al mondo dei supereroi parallelo allo spettacolare Cinematic Universe visto sul grande schermo, mostrando ancora una volta le potenzialità di un charachter controverso come quello di Frank Castle, giustiziere hard boiled che ha rappresentato, tra le pagine delle sue storie, uno degli antieroi più oscuri di un mondo di norma colorato e magico. Ottimo come sempre Jon Bernthal, perfetto sia fisicamente che come impostazione, interessante l'evoluzione della vicenda, violenta e tosta la cornice, ben scandito il timing. Peccato che, come per Devil, questo titolo sia destinato ad essere dimenticato nell'ambito del passaggio da Netflix a Disney di tutto il grande calderone di Mamma Marvel. 
Personalmente, sarebbe stato un titolo che avrei continuato molto volentieri a seguire.




COPIA ORIGINALE (Marielle Heller, USA, 2018, 106')

Copia originale Poster


In uno degli anni meno affascinanti della Storia della settima arte, tra i titoli candidati agli Oscar Copia originale era senza dubbio uno dei più interessanti: una storia (vera) all'apparenza dai toni dimessi che in realtà tocca tematiche importanti con sensibilità e mestiere, dall'amore, all'amicizia, al ruolo dell'arte e dell'artista, senza mai dimenticare la cosa più importante tra tutte, la vita.
Attorno ai due protagonisti - splendidi sia Melissa McCarthy che Richard E. Grant -, emarginati dal mondo "comune" così come da quello "elitario", si costruisce una geografia dei sentimenti dalla voce bassa ma in grado di toccare nel profondo: e in bilico tra una New York malinconica come in un Allen d'annata, gatti che sono specchi dell'anima e bugie che sanno più che altro di grida d'aiuto, due losers mitici lottano con le unghie e con i denti per vedere riconosciuto un posto che spetta a tutti noi, in quanto semplicemente e caoticamente umani.




UN AFFARE DI FAMIGLIA (Hirokazu Koreeda, Giappone, 2018, 121')

Un affare di famiglia Poster


Nonostante abbia sempre amato il Cinema giapponese, non avevo ancora approcciato alcuna pellicola firmata da uno dei cineasti più celebrati del Sol Levante che il passato recente ricordi, Hirokazu Koreeda. Vincitore a Cannes ed idolo indiscusso del mio buddy Steve, è giunto finalmente da queste parti a prendersi tutti i complimenti che merita: Un affare di famiglia, storia di stampo neorealista che strizza l'occhio al Kurosawa di Una meravigliosa domenica e all'approccio del Kim Ki-Duk "di strada" dei primi tempi, riesce a mostrare allegria, malinconia, risate e lacrime con la stessa naturalezza dei giorni e delle stagioni che si susseguono per ognuno di noi quasi si trattasse di un ricordo, o di un film pensato e costruito per chi lo sta guardando.
Come se tutto questo non bastasse, Koreeda regala almeno due sequenze da brividi e pelle d'oca, di quelle che soltanto i grandi Capolavori sono in grado di consegnare al pubblico: ora, chi passa da queste parti ricorda quanto rimasi colpito da ROMA, ma tra le immagini di Un affare di famiglia c'è un cuore che è troppo grande per qualsiasi sfoggio di tecnica.


domenica 3 marzo 2019

Sunday's child



Nuova settimana di uscite in sala e ritardo sempre più incredibile nella pubblicazione della rubrica, per l'occasione condotta da me e dal sempre sgradito Cannibal Kid, affiancati da Carlo Cerofolini, pronto ancora una volta a cimentarsi in questo scomodo ruolo al nostro fianco.
Per l'occasione, il ritorno di Lars Von Trier promette una nuova battaglia tra i due nemici per eccellenza della blogosfera. E speriamo sia così.

"Meno male che ci sei tu, altrimenti mi toccherebbe avere il Cucciolo Eroico come animale di compagnia."

La casa di Jack

"Si avvicina Ford: speriamo non mi chieda di farlo guidare."
Carlo: Dopo le malaugurate dichiarazioni al festival di Cannes Lars von Trier si è scavato la fossa, nel senso che la riabilitazione nell’olimpo del cinema voluta a furor di popolo da artisti e colleghi non lo ha riportato agli antichi consensi. Così se prima era un genio, oggi è solo un regista bollito e depresso, Per me resta comunque il film della settimana e che Dio ce la mandi buona…
Cannibal Kid: Lars von Trier regista bollito e depresso? Portatemi dei sali, che mi sento male.
Depresso sicuramente sì, e non fa nulla per nasconderlo, ma bollito proprio no. Forse solo Ford potrebbe pronunciare una bestemmia cinematografica del genere. In ogni caso, dopo lavori clamorosi come Melancholia e Nymphomaniac, il danese avrà realizzato l'ennesimo capolavoro della sua stratosferica carriera?
A breve il mio verdetto, che sarà quasi certamente opposto a quello di Ford. E a questo punto, credo anche a quello di Carlo.
Ford: una volta Von Trier mi piaceva. E parecchio. Poi ha finito per montarsi la testa come un Cannibal qualsiasi e ha cominciato a girare e sparare cose a caso e provocatorie solo per far parlare di sé. Che sia anche questo film una di queste? Spero di sì, perchè mi piacerebbe proprio bottigliarlo ancora una volta alla facciazza di Peppa Kid.



Domani è un altro giorno

"Ordiniamo un White Russian?" "Scherzi!? Guarda come si riduce Ford tutte le sere!"
Carlo: Al suo secondo film Simone Spada gira già un remake: mancanza di idee o film su commissione che sia, il film ha due attori che sembrano recitare nella parte di se stessi. Senza dimenticare che la coppia Giallini/Mastandrea era quella de L’odore della notte, film culto diretto dal compianto Claudio Caligari…
Cannibal Kid: Io un film, o anche una serie TV, brutti con Valerio Mastandrea non li ho mai visti. Non sarà il migliore attore del mondo, ma tutti i progetti che lo vedono coinvolto mi piacciono sempre tra l'abbastanza e il moltissimo. In questo Domani è un altro giorno c'è pure il pure lui sempre valido Marco Giallini, quindi direi che è un'accoppiata vincente quanto quella formata da me e da Ford. Anzi, spero anche meglio.
Ford: il trailer non mi ispira, ma la coppia Mastandrea/Giallini sì, neanche fosse una rivisitazione di quella ben più esplosiva Cannibal Kid/MrFord. Spero solo che non mi deluda troppo, perchè considerato il recente riavvicinamento ad una certa commedia italiana, potrei anche recuperarlo.

Ancora auguri per la tua morte

Comune reazione ad una nuova settimana di commenti sulle uscite di Ford e Cannibal.
Carlo: Seguito di Auguri per la tua morte, prevedo un film fotocopia dell’originale: se date un’occhiata al primo capitolo il vero orrore è il pensiero che la sua trama si presti a infinite reiterazioni.
Cannibal Kid: Ho adorato il primo Auguri per la tua morte. Uno degli horror più divertenti degli ultimi tempi. Certo, l'idea del loop temporale in stile Ricomincio da capo ormai è stata sfruttata in qualunque modo, ma la recente serie TV Russian Doll è la dimostrazione che si può utilizzare ancora in un modo un pochino originale. Spero riesca a farlo anche questo Ancora auguri per la tua morte. Mentre a Ford auguro tanto di trovarsi bloccato all'interno di infinite visioni di teen horror come questi.
Ford: ho evitato come la peste il primo, eviterò ancora come la peste il secondo. Roba da Cannibal Teen.

The Vanishing - Il mistero del faro

"La vita da fordiani è davvero una pacchia." "Già, su un'isola come questa uno come Cannibal non approderà mai."
Carlo: Qui invece c’è proprio odore di sola. Mi domando perché un attore bravo come Peter Mullan continui a sprecare il proprio talento in film del genere.
Cannibal Kid: Oltre a Peter Mullan, c'è un altro attore fordianissimo, Gerard Butler, autentico sinonimo di ciofeca. Non ne faccio quindi mistero: io da 'sto faro girerò al largo.
Ford: non mi ispira per nulla, ma per Mullan e Butler posso fare tranquillamente un sacrificio. Anche perchè il faro, come concetto, mi da l'idea di tranquillità e grandi sbronze in solitaria.

Croce e delizia

"Avete invitato a cena Ford e Cannibal? Facciamo ancora in tempo ad andarcene?"
Carlo: Nei film di Godano l’identità sessuale è sempre fonte di problemi. Moglie e Marito, suo film d’esordio, me lo ricordo come una delle commedie italiane più interessanti e riuscite. Sapete della maledizione dell’opera seconda vero? Se non siete superstiziosi andate a vederlo, altrimenti andate a vedere von Trier.
Cannibal Kid: La mia croce è Mr. Ford. Questo film sarà invece la mia delizia?
Difficile, ma non impossibile, visto che le commedie italiane negli ultimi tempi ogni tanto sanno regalare delle sorprese in positivo. Anche se io Alessandro Gassmann, almeno per ora, lo considero un sopravvalutato figlio di papà.
Ford: le commedie italiane di questo tipo ultimamente sanno regalare qualcosa di positivo, ma questa mi lascia perplesso. Sarà che manca Giallini accanto a Gassman. Comunque, una possibilità potrei anche darla. Mentre alla mia croce, Cannibal, continuerò a non dare neppure il beneficio del dubbio.

lunedì 25 febbraio 2019

White Russian's Bulletin - Oscars Edition



Edizione particolare per il Bulletin, che approfittando della Notte degli Oscar come ogni anno porta il Saloon alla più nota ed importante manifestazione cinematografica che si ricordi e conosca anche al di fuori di quella che è la cerchia più o meno ristretta degli amanti della settima arte.
Chi vincerà? Dalla parte di chi il vecchio cowboy si schiererà in quella che fino ad ora è una delle più criticate e discusse edizioni della kermesse di sempre? E soprattutto, l'Academy riuscirà ad indispettirmi come lo scorso anno con la vittoria del sopravvalutatissimo La forma dell'acqua?


Risultati immagini per oscars 2019


Partiamo dal Miglior Film, una delle categorie più discusse di questa Edizione 2019, con titoli che probabilmente in altre annate più ricche non si sarebbero neppure avvicinati a fare da spalla a pellicole davvero degne di nota: mi manca ancora La favorita, e nonostante tra gli altri abbia davvero apprezzato molto ROMA, che probabilmente vincerà - a meno che non sorprenda Bohemian Rhapsody -, mi piacerebbe che a trionfare fosse Green Book, che per molti sarà stato anche un film "da Oscar" ma che a conti fatti è una pellicola davvero in grado di toccare qualsiasi fetta di pubblico, che si fa voler bene e fa stare bene, interpretata davvero alla grande.
Come Migliore Attore facilmente Rami Malek, ottimo nel ruolo di Freddy Mercury, si porterà a casa la statuetta, anche se meriterebbero considerazione Christian Bale e Viggo Mortensen, strepitoso nel già citato Green Book e mio personale preferito.
Rispetto alla controparte femminile della Migliore Attrice, invece, nonostante i pronostici della vigilia puntino tutti sulla Close, penso l'Academy sorprenderà con Lady Gaga, mentre io propenderei per Melissa McCarthy, ma questa è un'altra storia.
Per quanto riguarda l'Attore non protagonista resto fedele a Green Book e a Mahershala Ali, ma ammetto che non mi dispiacerebbe neppure veder premiato Richard E. Grant. L'importante, e non me ne voglia da lebowskiano, è che non si porti a casa la statuetta Sam Elliot.
La categoria Attrice non protagonista si porta una bella fetta de La favorita in dote, dunque mi trova abbastanza impreparato: per quello che ho visto, punterei - come credo farà l'Academy - su Regina King, ottima in Se la strada potesse parlare.
Alfonso Cuaron vincerà facile la statuetta come Migliore regista, anche se non sfigurerebbero affatto Pawlikowski e Lee, per quella che forse è la cinquina più "tecnica" degli Oscar di quest'anno, decisamente lontani dalle migliori annate.
ROMA probabilmente scriverà il suo nome anche nella categoria della Migliore sceneggiatura originale, anche se, in questo caso, per me il riconoscimento dovrebbe andare a Vice, davvero notevole in questo senso.
Copia originale, invece, nonostante il curioso gioco di parole con il suo titolo, è il mio favorito per la statuetta della Migliore sceneggiatura non originale, categoria per la quale mi basta non vinca il sopravvalutatissimo A star is born.
La Fotografia vedrà il testa a testa tra ROMA e Cold War, con il primo favorito sul secondo, mentre il Montaggio - rientrato con la suddetta Fotografia tra i premi a furor di popolo - potrebbe premiare Bohemian Rhapsody, mentre anche in questo caso la mia preferenza sarebbe per Vice.
Production Design, Trucco e Costumi, invece, da premi tecnici, fungeranno da consolazione per pellicole inserite per motivi sociali e non cinematografici come Black Panther, mentre per quanto mi riguarda dovrebbero rispettivamente andare a ROMA, La favorita e Vice.
La Musica, purtroppo, rischia di veder vincere Il ritorno di Mary Poppins, quando invece preferirei che ad essere premiati fossero Blackkklansman o, ancora meglio, Se la strada potesse parlare.
Sulla Canzone, invece, pochi dubbi: trionferà Shallow, con tanto di live performance di Lady Gaga e Bradley Cooper.
Sonoro e Montaggio sonoro, lo spero, saranno tutti per Bohemian Rhapsody, anche se in questo caso potrebbero risultare outsiders insidiosi sia Black Panther che Il primo uomo.
Gli Effetti speciali dovrebbero veder premiato l'altro grande blockbuster Marvel, Infinity War, mentre l'Animazione confermerà il Globe a Spider Man: Un nuovo universo, che non ho ancora visto e dunque non posso ancora pensare di mettere sopra o sotto gli altri titoli.
Su Documentari e Corti non mi pronuncio se non per la speranza che Bao, bellissimo opener de Gli incredibili 2, possa celebrare la nottata con la statuetta.
Non resta ora che armarsi di alcool e vettovaglie di vario genere e buttarsi nella notte cinematograficamente più lunga dell'anno, sperando che le aspettative basse e le polemiche possano portare, contrariamente alle previsioni, ad un evento da ricordare.



MrFord

giovedì 21 febbraio 2019

Thursday's child



Settimana delle uscite a dir poco miracolosa qui al Saloon: non tanto per le uscite stesse - anzi -, per qualche novità particolare o per la presenza del mio arcinemico Cannibal Kid, neppure per la pur meno cannibale del previsto partecipazione del cannibaliano Francesco Sciortino, quanto per la puntualità con la quale sto redigendo questa rubrica.
Da almeno un anno, infatti, non mi capitava di completarla e programmarla già il martedì sera. Un vero miracolo capace di alimentare la fiducia nella cadaverica blogosfera.



Sono arrivati a pezzi. Un pò come Cannibal al termine di ogni Blog War.

Modalità aereo

"Pronto, Ford? Per favore, ho bisogno di sapere come preparare un White Russian: con questi sciapi cocktails cannibali non ho speranza di rimorchiare!"
Francesco: Dopo le turbolenze giudiziarie che hanno coinvolto Fausto Brizzi, “Modalità aereo” segna il ritorno del regista sul grande schermo. Il film, però, non mi sembra un ritorno in grande stile e appare come la solita commedia commerciale senza tante pretese. A pelle dirotterei le mie attenzioni su altro e per dirla alla Stanis La Rochelle: “Mi sembra un po’ troppo italiano”.
Cannibal Kid: A quanto pare il tentativo di far passare Fausto Brizzi per l'Harvey Weinstein del cinema italiano da parte delle Iene si è rivelato fallimentare. Un programma, proprio come Striscia la notizia, che ormai non sa più cosa inventarsi pur di costruire della malainformazione. Manco io arrivo a tanto pur di diffamare la mia nemesi James Ford.
Quanto al film, mi sembra che l'analisi fatta da Francesco sia corretta. Una solita commedia commerciale un po' troppo italiana, ma a cui darei una possibilità giusto come segno di solidarietà nei confronti del regista. Non fosse funestata dalle presenze degli insopportabili Paolo Ruffini e Lillo, che lo rendono uno schianto assicurato. E non uno schianto di quelli che dici: “Che schianto di ragazza!”. Anche perché poi rischi che arrivino le Iene ad accusarti di molestie sessuali.
Ford: mai apprezzato Brizzi, e mai apprezzati i titoli "troppo italiani", come giustamente affermano Stanis e Francesco. Lascio dunque a questo poco esaltante volo la mia nemesi Cannibal Kid e parto per altri lidi cinematografici.

The Lego Movie 2

Risultati immagini per the lego movie 2
"Hey amico, come faccio ad uscire da qui?" "Mi dispiace per te, caro Peppa. Sei finito in un'avventura fordiana, ed è impossibile scappare!"
Francesco: Da piccolo ero un grande amante delle costruzioni lego. Poi, crescendo, molti pezzi si sono persi per strada, altri sotto l’armadio di casa. Sinceramente non ho mai capito il senso di realizzare un film sulle lego. Ancora più dubbi mi sorgono sull’utilità di realizzarne un sequel. In questo magari Cannibal e Ford possono darmi una mano a comprenderlo.
Cannibal Kid: Di sicuro io non posso aiutarti a comprenderlo, caro Francesco. Da bimbetto con i Lego c'ho anche giocato, ma non sono mai stati tra i miei passatempi preferiti. Troppo manuali. Troppo da muratori ahahah
Il primo film l'ho patito tantissimo e sono stato tra i pochi a bocciarlo, in mezzo a un mondo omologato che lo considerava meraviglioso. Questo sequel negli Usa si sta rivelando un mezzo flop quindi il lavaggio del cervello fatto dalla Lega... volevo dire dalla Lego sembra finalmente stia per terminare. Nel caso di Ford comunque non ci giurereri. Quello in mezzo a sequel inutili e a bambinate spacciate per film per adulti ci sguazza sempre alla grande.
Ford: io, da buon muratore, adoravo i Lego e attendo al varco i Fordini per poterci rimettere le mani. Il primo Lego Movie era un vero spasso, ed appartiene al filone dal sapore metacinematografico di un altro mito per il Saloon, Spongebob. Avendo poi bissato il successo con il convincente Lego Batman, in barba ai risultati USA sono curioso di questo sequel, sperando possa rivelarsi meraviglioso e di essere in completo disaccordo con Peppa Kid.

Copia originale

"Ascoltami, se restiamo qui tutto il giorno a berci White Russian neanche fossimo Ford in una qualsiasi giornata lavorativa combineremo davvero ben poco!"
Francesco: Devo ammetterlo, quando ho visto per la prima volta il trailer e ho sentito il rumore della macchina da scrivere ho pensato si trattasse di una copia originale de La signora in giallo. Tuttavia, non vedrete Jessica Fletcher portare sfiga a destra e a manca stavolta, ma un film interessante con Melissa McCarthy e Richard E. Grant. Le 3 candidature agli Oscar lo dimostrano. Non so se attirerà l’attenzione dei più sofisticati Cannibal e Ford, ma a me ispira.
Cannibal Kid: La mia attenzione l'ha attirata, infatti me lo sono già visto e ho gradito parecchio la cattiveria della sua protagonista e dell'eccentrico Richard E. Grant. Una delle poche visioni originali e davvero interessanti tra i titoli candidati quest'anno alle peggiori nomination nella storia degli Oscar che ricordi. Una selezione degna dei Ford Awards.
Ford: non ho visto il trailer, ma considerato che gli ultimi mesi non sono stati i più esaltanti della Storia del Cinema e che le nomination 2019 sono tra le peggiori che ricordi potrebbe anche rivelarsi, in barba all'opinione favorevole del Cucciolo Eroico, un titolo interessante e originale, per l'appunto.

The Front Runner

"Perdonami Hugh, ma per essere Wolverine non mi sembri troppo in forma." "Preoccupati della tua, di forma, Jason: ti ho appena prenotato uno steel cage match contro Ford."
Francesco: Ormai la politica è dappertutto. Basta pensare al casino scatenatosi dopo la vittoria di Mahmood al Festival di Sanremo che ha coinvolto anche Salvini. Un buon motivo per tenerla lontana dal cinema salvo rare eccezioni. The Front Man non sembra una di queste, nonostante la presenza di Hugh Jackman. Voto no.
Cannibal Kid: Io voto no proprio per la presenza di Hugh Jackman, attore troppo fordiano che non mi ha mai entusiasmato molto. Il fatto però che alla regia ci sia il sempre ottimo Jason Reitman, quello di Juno e Tully, e che sembri il classico film da Oscar che dagli Oscar di quest'anno è stato escluso e ciò è solo una cosa positiva, lo rendono a sorpresa interessante. Copia originale a parte, che tanto ho già visto, potrebbe rappresentare il Front Runner delle visioni da affrontare 'sta settimana.
Ford: pur non essendo stato considerato per le nomination già citate, per The front runner vale lo stesso discorso fatto per Copia originale. Nonostante mi scocci poi essere d'accordo con Cannibal, Reitman mi piace, dunque una possibilità la merita senza dubbio.

Quello che veramente importa

Risultati immagini per quello che veramente importa
"Sembriamo usciti da una serie tv anni novanta." "Sarà contento Cannibale, allora!"
Francesco: Arrivato in Italia con più ritardo delle partite in onda su DAZN, potrebbe essere una bella scommessa, considerando il successo che ha avuto in Spagna. Un viaggio tra fede e guaritori che vanta anche la presenza del buon vecchio Hurley di “Lost”. Cannibal e Ford, voi scommettereste su di lui?
Cannibal Kid: Questo sembra essere un “feel good movie”. Genere che nei casi più riusciti, come il recente Green Book, fa davvero stare bene. Nei casi meno riusciti invece ti fa sentire male e ti fa pure venire un gran nervoso. Un po' come la maggior parte delle recensioni che si possono trovare su White Russian. Considerando che i protagonisti sono quella gnoccolona di Camilla Luddington e il potenziale nuovo Jake Gyllenhaal Oliver Jackson-Cohen, da valutare per come si muove all'infuori della casa infestata di Hill House, io un'occhiata gliela darei. Augurandomi che il tocco spagnolo riesca a renderlo qualcosa di distante dalle solite fastidiose robine buoniste hollywoodiane.
Ford: potenziale sorpresa della settimana ma anche potenziale calamita da bottigliate, Quello che veramente importa viaggia sul filo, e solo una visione potrà fare chiarezza a proposito della sua effettiva qualità. Ad ogni modo, quello che veramente importa è rinnovare la rivalità con Cannibal e non trovarsi, come spesso accaduto di recente, purtroppo d'accordo.

Un uomo tranquillo

"E così anche l'ultimo collaboratore di Cannibal è sistemato. Manca soltanto lui."
Francesco: Il titolo italiano ce l’ha messa tutta per togliere l’interesse del pubblico da questo film. Tuttavia, è un thriller con Liam Neeson e sembrerebbe una sorta di The Punisher e Neeson non è nuovo a ruoli del genere. Ford e Cannibal siate buoni con questo film, altrimenti Liam vi cercherà, vi troverà e…
Cannibal Kid: Liam Neeson non l'ho mai sopportato. Da quando poi si è trasformato in un action hero della terza età ancora meno. Se non ricordo male, a sorpresa nemmeno Ford lo ama troppo. Strano, visto che il suo blog è in pratica un monumento dedicato agli action heroes della terza età.
Che Liam mi cerchi e mi trovi pure, io sono un uomo tranquillo. Anche perché sono pronto ad accoglierlo con una bella munizione di pellicole radical-chic e filmetti teen da sparargli contro.
Ford: una cosa che mi innervosisce parecchio è trovarmi d'accordo con Peppa rispetto ad un action hero. Non ho mai amato particolarmente Liam Neeson - anche se per certi ruoli funziona -, in particolare nella sua versione spaccaculi - anche se un paio di eccezioni ci sono, va ammesso -: è legnoso più dell'attuale Steven Seagal, corre peggio di Dolph Lundgren e ha mani così brutte da rivaleggiare con Megan Fox. Una vera ecatombe. Ho visto il trailer di quest'ennesimo revenge movie in sala, e non ho avuto neppure il più debole degli istinti di visione. Preferisco starmene tranquillo a casa ed immaginare un nuovo Taken in cui il cattivo preso di mira da Neeson sia il buon vecchio Marco Goi.

lunedì 18 febbraio 2019

White Russian's Bulletin



A questo giro di giostra il Bulletin si presenta incredibilmente più corposo in termini di numero di titoli passati al Saloon negli ultimi sette giorni, quasi l'avvicinarsi della Notte degli Oscar avesse stimolato una ripresa rispetto alla parte finale del duemiladiciotto, una delle più lontane dalla settima arte che possa ricordare di aver vissuto: recuperi, nuove visioni, come di consueto serie che accompagnano i pasti o le serate di stanca di casa Ford. Un pò di tutto, insomma. E, strano a scriversi, per la maggior parte anche valido.


MrFord


OLTRE LA NOTTE (Fatih Akin, Germania/Francia, 2017, 106')

Oltre la notte Poster


Fatih Akin è sempre stato un piccolo idolo, da queste parti, ed il recupero di Oltre la notte, accolto più che bene dalla blogosfera, era doveroso da tempo: il regista turco/tedesco racconta l'odio, l'amore, la vendetta, la passione con la stessa forza dei suoi primi lavori - La sposa turca e Ai confini del paradiso -, appoggiandosi ad un'interpretazione pazzesca di Diane Kruger, che vive il suo personaggio quanto e più di se stessa.
Tensione costante dal primo all'ultimo minuto - incredibile quanto ad ogni passaggio ci si aspetti accada qualcosa -, atmosfere che mi hanno ricordato Polanski, tematiche importanti ed attuali gestite ed affrontate da un punto di vista non solo diverso, ma anche coraggioso e legato a molteplici interpretazioni e punti di vista.
Un film a suo modo imperfetto e figlio dell'istinto, che lascia il segno anche e soprattutto per l'istinto stesso.




SE LA STRADA POTESSE PARLARE (Barry Jenkins, USA, 2018, 119')

Se la strada potesse parlare Poster


Barry Jenkins aveva già conquistato il mio cuore di spettatore con Moonlight, che forse ero stato tra i pochi a preferire al pur stupendo La La Land. Se la strada potesse parlare è un titolo più sommesso di quello che ha portato alla ribalta il regista, più canonico, meno visibile e vendibile. 
Ed è anche un titolo che può apparire meno di quanto non sia in realtà.
In fondo, si tratta di una storia d'amore, di qualcosa di semplice, fin troppo, che pare confezionato per una conferma nella notte delle statuette più ambite del Cinema.
Eppure, Se la strada potesse parlare è decisamente qualcosa in più: è una storia che contrasta l'odio raccontando la rabbia e l'indignazione dal punto di vista dell'amore, la fantasia di un libro o di un film con quello che sarebbe il compromesso della realtà - splendida l'evoluzione finale -, eleganza trasformata in semplicità da una Jenkins ispiratissimo che mi ha riportato alla mente i migliori James Gray e Wong Kar Wai, intensità pazzesca di tutto il cast.
Una storia che, se non fosse vera, lo diventerebbe grazie alle sue immagini.




RALPH SPACCA INTERNET (Phil Johnston&Rich Moore, USA, 2018, 111')

Ralph spacca Internet Poster


Approfittando - o cercando di sopravvivere - ad una giornata intera passata con i Fordini reduci dall'influenza chiusi in casa, ho approfittato per recuperare Ralph spacca Internet, sequel del piacevole Ralph spaccatutto di qualche anno fa e primo film visto dal Fordino ad una festa di una compagna di scuola in sala senza di noi, in linea con il periodo di pre-adolescenza che sta vivendo.
La Disney, ad ogni modo, continua a sapere quello che fa, e con questo secondo Ralph riesce a dare un colpo al cerchio e uno alla botte divertendo i piccoli e strizzando l'occhio ai grandi con l'introduzione di Internet come mondo da scoprire per Ralph e Vanellope ed una serie di trovate metacinematografiche davvero sfiziose - il passaggio nel mondo delle principesse Disney è forse la parte meglio riuscita della pellicola -: il ritmo c'è, il messaggio anche, ci si diverte e alla fine, come è giusto che sia, si trova anche il giusto spazio per i sentimenti. Bene così.




TITANS - STAGIONE 1 (Netflix, USA, 2018)

Titans Poster


In un periodo di stallo rispetto alle proposte da piccolo schermo da poter associare ai pasti senza turbare troppo i Fordini siamo incappati grazie al bacino di Netflix in Titans, una sorta di versione DC Comics degli X-Men marvelliani: conosco poco delle storie a fumetti di questi charachters essendo sempre stato un fan di Mamma Marvel - curioso che i due che conoscevo meglio, Batman e Robin esclusi, siano Hawk e Dove, praticamente sconosciuti -, dunque mi sono avventurato nella visione libero da confronti e pregiudizi vari. A prima stagione finita posso dire che il tentativo è stato fatto e a tratti è risultato anche apprezzabile, ma l'atmosfera decisamente televisiva ed un finale troppo aperto - tanto che con Julez pensavamo non fosse neppure l'ultimo episodio - hanno penalizzato il risultato. Dovessimo decidere di affrontare la season two, posso solo sperare in una ripresa.




NON CI RESTA CHE IL CRIMINE (Massimiliano Bruno, Italia, 2019, 102')

Non ci resta che il crimine Poster

Il Cinema italiano, si sa, da queste parti ha sempre vita difficile, a meno che non sia figlio delle grandi stagioni del passato. Di recente, però, complici un paio di attori ed una giusta dose di leggerezza, ho imparato ad apprezzare anche qualcosina di nostrano buona per accompagnare qualche serata senza pensieri. Non ci resta che il crimine può essere inteso in questo senso: senza troppe pretese, Massimiliano Bruno ed una squadra di caratteristi consolidata portano a casa una versione molto pane e salame di Ritorno al futuro in salsa Banda della Magliana che diverte ed intrattiene, non fa strappare i capelli ma conserva una sua dignità, tra il ricordo dei Mondiali dell'ottantadue ed un riscatto verso la vita di chi pensa di essere sconfitto dalla stessa.
Ennesima conferma della funzionalità della coppia Gassman/Giallini.


Related Posts Plugin for WordPress, Blogger...