lunedì 17 febbraio 2020

White Russian's Bulletin


Alle spalle la Notte degli Oscar ed il mancato post di commento alla stessa - quest'anno, devo dire, è andata di gran lusso grazie a Parasite -, torna il Bulletin nella sua formula tradizionale e legato almeno in parte ai titoli che hanno preso parte alla cerimonia più nota dell'anno cinematografico. Accanto a loro il Saloon ritrova un trio di vecchi amici che si erano perduti e prosegue nel recupero di una serie divenuta ormai un cult, paradossalmente, per i più piccoli di casa Ford.


MrFord



1917 (Sam Mendes, USA/UK/India/Spagna/Canada, 2019, 119')

1917 Poster


Il grande favorito - ed il grande deluso - degli Oscar 2020, è giunto sugli schermi del Saloon qualche giorno prima della Notte, rafforzando l'impressione - fortunatamente sbagliata - che si sarebbe giocato l'incetta delle statuette con Joker, considerata l'abilità di entrambe le pellicole di risultare ad un tempo autoriali e profondamente pop.
Sam Mendes, che non è proprio l'ultimo arrivato, gira con grande tecnica una storia bellica che pare shakerare Dunkirk e Salvate il soldato Ryan, formalmente ineccepibile, arricchita da un paio di twist molto interessanti ma, a conti fatti, priva del cuore che ci si aspetterebbe da un titolo di questo genere.
Si lascia guardare, alimenta molto bene la tensione, rende molto bene le potenzialità dei mezzi tecnici che il Cinema oggi offre, eppure manca la scintilla che rende un buon film qualcosa di davvero memorabile, o che, nonostante sia stato ispirato dai racconti del nonno del regista, reduce della Seconda Guerra Mondiale, il regista avesse davvero la necessità di raccontare.





ODIO L'ESTATE (Massimo Venier, Italia, 2020, 110')

Odio l'estate Poster

Ricordo benissimo gli esordi televisivi di Aldo, Giovanni e Giacomo, così come la loro esplosione ai tempi di Mai dire gol e de I corti in teatro. Divenuti campioni d'incassi con il loro primo film Tre uomini e una gamba, ebbero il grande merito di far riscoprire una comicità all'italiana leggera e mai volgare, che fino a Chiedimi se sono felice - a mio parere il loro lavoro migliore - ed in parte a Tu la conosci Claudia? riuscirono a mantenere a livelli interessanti. 
Poi, come spesso accade per i comici consolidati, finirono vittime di loro stessi attraversando un decennio totalmente da dimenticare sia in televisione che al Cinema, finendo per allontanarsi da quello che era stato lo spirito del loro inizio: fortunatamente, ricongiuntisi con il vecchio amico Massimo Venier, i tre paiono aver ritrovato proprio quello spirito in Odio l'estate, dai tempi del già citato Chiedimi se sono felice di gran lunga la loro produzione migliore.
Forse parzialmente telefonato, ma genuino e piacevole, questo nuovo film porta con sé la malinconia che, a fine estate, rapisce da bambini così come da adulti, con la sensazione che la stagione delle vacanze e degli amori effimeri sia ad un tempo il momento più bello e più terribile dell'anno, perchè così come in grado di regalare magie, spietatamente giunge al termine sempre troppo presto.
Un pò come la vita. Ed è bello che Aldo, Giovanni e Giacomo non solo se ne siano ricordati, ma siano riusciti a raccontarlo quasi al loro meglio.




SCRUBS - STAGIONE 6 (ABC, USA, 2007)

Scrubs: Medici ai primi ferri Poster

Prosegue il recupero dell'intera cavalcata di Scrubs, ai tempi seguita saltuariamente dal vecchio cowboy e divenuta a scoppio ritardato uno dei cult del Saloon soprattutto grazie alla presa avuta sui Fordini ed alla presenza di un idolo totale come il dottor Cox.
Al sesto giro di giostra i medici del Sacro Cuore mostrano i primi segnali di stanca tipici delle produzioni lunghe, ed un mordente che non pare più quello degli esordi nonostante i numerosi avvenimenti importanti della stagione - il consolidamento del matrimonio di Turk e Carla, il secondo nato in casa Cox, il matrimonio di Elliot, il figlio di J.D. -: Scrubs è sempre piacevolissimo da vedere e per accompagnare i sempre più incasinati pasti di Casa Ford è perfetto, eppure in cuor mio spero, con la settima stagione, di poter assistere ad un colpo di coda che mi permetta di affrontare le ultime tre annate al meglio, e non con l'impressione che avrebbero dovuto chiudere prima.




JOJO RABBIT (Taika Waititi, Nuova Zelanda/Repubblica Ceca/USA, 2019, 108')

Jojo Rabbit Poster


L'appuntamento con Jojo Rabbit, uno dei titoli più recensiti anche qui nella blogosfera nel periodo precedente la Notte degli Oscar, è stato tra i più assurdi della mia vita recente di spettatore: tra lavoro, palestra, ritmi incalzanti e circo dei Fordini, nell'ultimo anno ho diminuito molto la mia percentuale di film visti alla sera, ma mai come nel giorno di Jojo Rabbit ho avuto un tracollo clamoroso.
Dei venti minuti scarsi visti a pezzi a fronte dei quasi centodieci complessivi, devo ammettere che il lavoro di Taika Waikiki mi è parso interessante ed emotivamente pronto a colpire - al contrario, ad esempio, di 1917 -, un pò come se avessero mescolato Wes Anderson ad una commediaccia tamarra ma dal cuore d'oro.
Sospendo il parere sul voto, e mi riprometto un recupero in tempi non sospetti, magari nel weekend, decisamente più lontano dal rischio crollo che ormai è un must della settimana lavorativa.

lunedì 10 febbraio 2020

White Russian's Bulletin - Oscars Edition

Risultato immagini per oscars 2020


A poche ore dalla notte con la risonanza mediatica maggiore della settima arte, il Bulletin si presenta con una puntata speciale dedicata ai pronostici ed alle speranze riposte in una delle edizioni della Notte degli Oscar approcciata con meno partecipazione di sempre dal sottoscritto: la vita e gli impegni, oltre al tramonto dell'epoca dei blog, spesso e volentieri portano via il tempo dedicato, negli anni addietro, ad uno degli appuntamenti più divertenti e chiacchierati del Saloon.
Ma dato che non sono il tipo che molla, anche a questo giro di giostra torno alla carica dando il mio contributo al grande circo delle predizioni.


MrFord


Miglior film1917The IrishmanPiccole donneJojo RabbitJokerStoria di un matrimonioC’era una volta… a HollywoodParasiteLe Mans 66 – La grande sfida
Quest'anno arrivo clamorosamente impreparato, avendo visto soltanto sei dei nove candidati al miglior film. Tra questi sei, personalmente premierei Parasite, che difficilmente vincerà, o C'era una volta a Hollywood, ma con ogni probabilità si giocheranno la statuetta Joker e 1917.
Saloon: Parasite
Academy: Joker
Miglior regiaMartin Scorsese per The IrishmanSam Mendes per 1917Quentin Tarantino per C’era una volta… a HollywoodBong Joon Ho per ParasiteTodd Phillips per Joker
Vale lo stesso discorso fatto per il miglior film: Bong e Tarantino scelte personali, facilmente vincerà Mendes.
Saloon: Bong Joon Ho
Academy: Sam Mendes
Miglior attore protagonistaJoaquin Phoenix per JokerAdam Driver per Storia di un matrimonioLeonardo DiCaprio per C’era una volta… a HollywoodJonathan Pryce per I due papiAntonio Banderas per Dolor y Gloria
Statuetta praticamente già assegnata, che nonostante tutto mi trova d'accordo. Phoenix ha indubbiamente svolto un grandissimo lavoro.
Saloon: Joaquin Phoenix
Academy: Joaquin Phoenix
Miglior attrice protagonistaScarlett Johansson per Storia di un matrimonioSaorsie Ronan per Piccole donneCharlize Theron per BombshellRenee Zellweger per JudyCynthia Erivo per Harriett
Qui inizia il disastro, non ne ho visto uno. Con ogni probabilità se la giocheranno la Johansson e la Zellweger, personalmente io tifo a priori per Charlize Theron.
Saloon: Charlize Theron
Academy: Renee Zellweger
Miglior attore non protagonistaTom Hanks per Un amico straordinarioAnthony Hopkins per I due papiAl Pacino per The IrishmanJoe Pesci per The IrishmanBrad Pitt per C’era una volta… a Hollywood
Anche in questo caso, come per la statuetta per l'attore protagonista, spero ci siano ben pochi dubbi. Non ho visto I due papi e Un amico straordinario, ma sinceramente parliamo di una delle categorie che dovrebbe essere più "già decisa" della cerimonia.
Saloon: Brad Pitt
Academy: Brad Pitt
Miglior attrice non protagonistaLaura Dern per Storia di un matrimonioScarlett Johansson per Jojo RabbitMargot Robbie per BombshellKathy Bates per Richard JewellFlorence Pugh per Piccole donne
Anche in questo caso arrivo poco preparato, avendo visto solo Richard Jewell, e anche in questo caso la Johansson probabilmente se la giocherà con la Dern. Personalmente, a simpatia vado per Florence Pugh.
Saloon: Florence Pugh
Academy: Laura Dern
Miglior sceneggiatura originaleC’era una volta… a HollywoodStoria di un matrimonioParasiteCena con delitto – Knives Out1917
Incredibilmente qui piazzo un quattro su cinque, e resto sulla stessa linea di film e regia. Prima scelta Parasite, tallonato da Tarantino.
Saloon: Parasite
Academy: C'era una volta a Hollywood
Miglior sceneggiatura non originaleJojo RabbitJokerPiccole donneThe IrishmanI due papi
Anche in questo caso le lacune sono parecchie, dato che all'appello rispondono soltanto The Irishman e Joker per il momento, ma penso saranno proprio loro a giocarsi la vittoria.
Saloon: Joker
Academy: Joker
Miglior film di animazioneDov’è il mio corpo?KlausDragon Trainer – Il mondo nascostoToy Story 4Missing Link
Anche in questo caso arrivo all'appuntamento con all'attivo soltanto i due titoli mainstream, e per quanto i Globes abbiano dichiarato un vincitore che non mi aspettavo, continuo a puntare sulla cara, vecchia Pixar.
Saloon: Toy Story 4
Academy: Missing Link
Migliore film stranieroLes Misérables (Francia)Honeyland (Macedonia del Nord)Corpus Christi (Polonia)Parasite (Corea del Sud)Dolor y Gloria (Spagna)
Anche in questo caso totalizzo un due su cinque, ma pur non avendo visto tutto, credo che il vincitore, a parte clamorosi ribaltoni dell'ultimo minuto, sia già annunciato.
Saloon: Parasite
Academy: Parasite
Miglior documentarioAmerican FactoryThe CaveThe Edge of DemocracyFor SamaHoneyland
Miglior cortometraggio documentarioIn the AbsenceLearning to Skateboard in a Warzone (Id You’re a Girl)Life Overtakes MeSt. Louis SupermanWalk Run Cha-Cha
Miglior cortometraggioBrotherhoodNefta Football ClubThe Neighbor’s WidowSariaA Sister
Miglior cortometraggio animatoDceraHair LoveKitbullMemorableSister
Sull'intero blocco dei corti non mi esprimo, avendo visto soltanto il bellissimo Hair love, così come sui documentari, a questo giro clamorosamente a secco. Diciamo che spero che le proposte più interessanti arrivino ad essere distribuite adeguatamente.
Migliore colonna sonoraJokerPiccole DonneStoria di un matrimonio1917Star Wars: L’ascesa di Skywalker
Non ricordo in modo particolare 1917 e Star Wars, dunque in questo caso vado di default con Joker. Anche se, in tutta onestà, non penso che la statuetta in questione sposterà troppo gli equilibri.
Saloon: Joker
Academy: 1917
Migliore canzone originale“I’m Standing With You” da Atto di fede“Into the Unknown” da Frozen II – Il segreto di Arendelle“Stand Up” da Harriet“(I’m Gonna) Love Me Again” da Rocketman“I Can’t Let You Throw Yourself Away” da Toy Story 4
A prescindere da chi vincerà questa categoria, non posso non prendere le parti della Fordina e tifare forte per Into the unknown, considerato che Elsa è il primo idolo totale della più piccola del Saloon.
Saloon: Into the Unknown
Academy: (I'm gonna) Love me again
Miglior fotografia1917C’era una volta… a HollywoodJokerThe IrishmanThe Lighthouse
La carrellata dei premi tecnici, probabilmente, sarà a senso unico o quasi. In questo caso, mi sento di andare leggermente contro corrente, pur rimanendo dalla parte del secondo titolo favorito.
Saloon: Joker
Academy: 1917
Migliori effetti speciali (“visual effects”)
Avengers: EndgameThe IrishmanIl re leone1917Star Wars: L’ascesa di Skywalker
Vale il discorso fatto poco sopra. Vittoria probabilmente annunciata, pronostico del vecchio cowboy sempre contro.
Saloon: Avengers Endgame
Academy: 1917
Migliori trucco e acconciatureBombshellJokerJudyMaleficent – Signora del Male1917
Uno dei pochi duelli incerti, per quanto riguarda il comparto tecnico, rispetto alla tempesta che scatenerà 1917. Speriamo bene.
Saloon: Joker
Academy: Joker
Migliore scenografiaThe Irishman1917C’era una volta… a HollywoodParasiteJojo Rabbit
Anche in questo caso vincitore annunciato, e anche in questo caso speranza di sorpresa da parte mia.
Saloon: C'era una volta a Hollywood
Academy: 1917
Migliori costumiJokerPiccole donneC’era una volta… a Hollywood
The Irishman
Jojo Rabbit
Altro premio tecnico che nasconde un mondo ma che storicamente non è tra i miei favoriti. A mio avviso se la giocano in due, poi si vedrà.
Saloon: Joker
Academy: Piccole donne
Miglior montaggioLe Mans 66 – La grande sfidaThe IrishmanParasiteJojo RabbitJoker
In questo caso si prospetta un bel duello, forse tra i più incerti e interessanti della serata.
Saloon: Parasite
Academy: Joker
Miglior sonoro (“sound editing”)1917Le Mans 66 – La grande sfida
JokerC’era una volta… a HollywoodStar Wars: L’ascesa di Skywalker
Poche storie, sulla parte tecnica degli Oscar tecnici non ci sarà storia.
Saloon: Le Mans 66
Academy: 1917
Miglior montaggio sonoro (“sound mixing”)1917Le Mans 66 – La grande sfida
Joker
C’era una volta… a HollywoodAd Astra
Vale la categoria precedente.
Saloon: Le Mans 66
Academy: 1917

lunedì 3 febbraio 2020

White Russian's Bulletin



Prosegue, nonostante la marcia di avvicinamento agli Oscar, uno dei periodi di entusiasmo più bassi di questo vecchio cowboy per il grande e piccolo schermo, fatta eccezione per le revisioni - la consueta maratona dei Rocky è stata una bomba - ed i sabati sera Cinema con i Fordini, complice l'assenza effettiva di titoli in grado di solleticare quello che, fino a qualche anno fa, era dato per scontato. 
Nell'attesa che questo momento di transizione mi riveli cosa sarà del mio futuro, il Bulletin continua la sua strada, pur con pochi titoli tra le cartucce.


MrFord



LE RAGAZZE DI WALL STREET (Lorene Scafaria, USA, 2019, 110')

La ragazze di Wall Street Poster


Tratto da una storia vera, Hustlers - decisamente meglio del terribile titolo italiano - rappresenta, per certi versi, la visione di un certo mondo apparentemente dorato da un punto di vista femminile e femminista in barba alle convinzioni - errate - che lo stesso sia in mano agli uomini, una sorta di rivelazione sulla realtà effettiva che gli stessi uomini rifiutano di ammettere per ego o limitazioni di testa.
Giunto sugli schermi del Saloon spinto da ottime recensioni e tiepidino almeno per una buona metà, trova nella seconda parte la sua reale dimensione, ed uno spessore che non ha davvero nulla da invidiare a produzioni come Molly's Game o Tonya che nel passato recente hanno mostrato più palle di tante altre ad esclusivo focus maschile.
Una buona sorpresa, dunque, ed un prodotto che, seppur non clamoroso per inventiva o evoluzione, porta a casa il risultato solido e diretto come solo una donna cazzuta può essere.




LEGEND (Ridley Scott, USA, 1985, 94')

Legend Poster


Scelto dal Fordino per la più recente serata Cinema, Legend torna sugli schermi del Saloon per la prima volta dopo almeno dieci anni, confermandosi uno dei cult anni ottanta meno amati dal sottoscritto: nonostante lo splendido trucco di Tim Curry - che dimostra e dimostrava di essere un vero fuoriclasse del travestimento -, la presenza di Tom Cruise e l'ambientazione fantasy, il lavoro di Scott risulta posticcio e noioso, chiaro risultato di problemi in fase di produzione e troppo serioso.
Un'ora e mezza che ha il sapore delle tre, incapace di avvincere grandi e piccini se non per il contributo del Signore delle Tenebre già citato, e che ha rappresentato il primo revival tra quelli che ho vissuto con i piccoli di casa Ford in grado di mettermi in difficoltà da divano.
Almeno, l'abbiamo archiviato. Con buona pace del Tommasone, che avrà modo di riscattarsi nei prossimi anni anche agli occhi dei più piccoli del Saloon.


lunedì 27 gennaio 2020

White Russian's Bulletin



Settimana curiosa al Saloon, con nessuna nuova visione ma tanti recuperi e momenti dedicati alle serie televisive ormai commentate e volute dai Fordini. Contrariamente alle ultime settimane, non inserirò le recensioni dei primi quattro Rocky - rivisti come è mia consuetudine e necessità - e de Il ritorno dello Jedi, che ha chiuso la prima trilogia di Star Wars decisamente apprezzata sempre dai Fordini. 
Restano dunque giusto un paio di titoli, nella speranza che, con gli Oscar alle porte, mi decida a dedicare qualche serata in più alla cara, vecchia, settima arte.


MrFord



SCRUBS - STAGIONE 5 (ABC, USA, 2006)

Scrubs: Medici ai primi ferri Poster


Prosegue la cavalcata nel recupero di Scrubs, legato principalmente all'apprezzamento che il Sacro Cuore e le sue strambe situazioni riscuotono rispetto ai Fordini, ormai legatissimi a tutto il cast di una delle serie comedy simbolo dei primi Anni Zero.
Con questa quinta stagione assistiamo ad uno dei cambiamenti più importanti affrontati dai protagonisti - la gravidanza di Carla ed il futuro che aspetta da genitori lei e Turk - mentre il resto del cast regala le consuete chicche di ironia e piacevole intrattenimento, in bilico tra sentimenti e risate.
Dovesse essere mossa una critica è che un titolo di questo tipo non potrà mai essere tanto diverso da se stesso, ma in questi casi va assolutamente bene così.
Del resto, i Fordini approvano. E io mi diverto troppo con il vecchio Cox per non essere d'accordo con loro.




MODERN FAMILY - STAGIONE 10 (ABC, USA, 2019)

Modern Family Poster


Altro appuntamento fisso che coinvolge i piccoli e i grandi al Saloon è quello con Modern Family, ormai un classico nonostante non sia mai stato un amante delle sit com. Dieci anni sono tanti, e perfino con il freschissimo prodotto ABC si sentono tutti forse per la prima volta, per quanto alcuni tra i ventidue episodi siano decisamente azzeccati.
Il cast si allarga, l'intenzione di cambiare almeno in parte le carte in tavola si nota, ma se gli autori vogliono davvero mantenere alto lo standard, dovranno rinfrescare parecchio una proposta che, ormai, per quanto azzeccata, si comincia a seguire più che altro per affezione.
La sfida, dunque, sarà, come per i Gallagher, trovare nuova linfa dalla stagione che, in differita, affronterò probabilmente tra qualche mese. Sperando che sia un nuovo inizio, e non l'inizio della fine.


lunedì 20 gennaio 2020

White Russian's Bulletin



Alle spalle le Feste, al Saloon si è ripresa con la consueta, e purtroppo ormai piuttosto scarna, programmazione limitata dagli impegni in famiglia, di lavoro, al lungo weekend di festeggiamenti per il compleanno del Fordino e alla stanchezza che, dopo cena, coglie inesorabilmente e spesso e volentieri il sottoscritto.
Ad ogni modo, per limitare i danni, a questo giro di giostra ne ho per tutti i gusti: un romanzo, una serie e un film. Quantomeno, posso dire di aver spaziato.


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I AM A KILLER (Netflix, UK, 2018)

I Am a Killer Poster

Proseguendo sull'onda che ha visto gli occupanti di casa Ford percorrere le strade del documentario offerte da Netflix in ambito serial killers e affini, si è inserita quasi a chiudere la parentesi I am a killer, una miniserie in dieci episodi che propone interviste ad occupanti del braccio della morte in alcune delle strutture detentive degli States.
Dieci storie diverse per dieci assassini diversi che, purtroppo, paiono avere un solo denominatore comune, l'infanzia difficile e legata a doppio filo ad ambienti a rischio, che fosse per contesto sociale, inclinazioni dei genitori, difficoltà economiche o dipendenze.
In questo caso non assistiamo a ritratti di serial killers, bensì a quelli - molto più disperati - di una miseria umana che finisce per non trovare altro sfogo se non quello della violenza: senza dubbio, nel corso degli episodi, si trovano spunti e trame che verrebbero buone per produzioni cinematografiche, ma non si ha troppo tempo per pensare. Resta ad aleggiare un alone di tristezza per tutte le vite spezzate, da una parte all'altra delle sbarre di un carcere.
In termini tecnici, interessanti i racconti, decisamente meno le ricostruzioni.




CASINO TOTALE (Jean Claude Izzo, Francia, 1995)

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Come già preannunciato nel corso dei Ford Awards dedicati alle letture del duemiladiciannove, Casino totale è stato una vera e propria sorpresa: regalatomi qualche anno fa da una vecchia amica, è un noir dai toni tristi e malinconici che racconta più sconfitte che vittorie, eppure è anche uno dei romanzi più traboccanti di passione per la vita che ricordi, un ritratto stupendo di Marsiglia ed una riflessione splendida e pulsante dell'amicizia e dell'amore.
Il legame tra i tre protagonisti, cresciuti insieme e poi separatisi, si può dire, proprio a causa del loro eccesso di voglia di vivere, e quello di Fabio, pronto a scoprire la verità e cercare di rimettere a posto i cocci delle loro vite, con le donne che ha amato e che forse potrà amare, è descritto come solo qualcuno che ha vissuto davvero nel senso più profondo del termine potrebbe fare. 
Dovessi pensare di paragonare Casino totale a qualcosa, direi che è sesso selvaggio fatto in estate, quando il sudore di due corpi si mescola fino a farli diventare uno, una sbronza presa con il vento in faccia e il rumore del mare in sottofondo, un disco dei Manonegra che rapisce come una danza tribale, e fa salire tutto quello che di selvaggio portiamo dentro.
Roba forte, insomma. Come piace viverla anche a me.




RICHARD JEWELL (Clint Eastwood, USA, 2019, 131')

Richard Jewell Poster


Clint, si sa, da queste parti gioca sempre in casa.
Eppure, in passato, quando c'è stato bisogno di essere più equilibrato nei giudizi - come nel recente The Mule - non mi sono tirato indietro.
Con Richard Jewell, Eastwood prosegue nella decostruzione made in USA iniziata qualche anno fa con American Sniper e proseguita con Sully e Attacco al treno, mostrando di fatto il fianco di quel Grande Paese che in tanti ancora sono convinti che difenda a spada tratta neanche fosse il primo dei trumpisti.
Ed è curioso, perchè la sequenza più decantata della pellicola, l'arringa in difesa del figlio dell'ottima Kathy Bates, mi ha lasciato quasi indifferente. Anzi, ha finito per indispettirmi. Perchè questo Clint, questo film, non ne aveva bisogno.
Perchè Richard Jewell è un gioiellino se si pensa ai legal thriller, è un film profondamente sentito, è una protesta accesa di un repubblicano convinto all'indirizzo di un Governo sì democratico, ma sempre e comunque di un Paese che adora visceralmente.
Io non sono americano, e a prescindere dall'ingiustizia - pur se a posteriori - percepita, sono stato investito dalla pellicola principalmente per aver rivisto molti tratti del Fordino in Richard Jewell: ho visto un essere umano sensibile, profondo, forse ingenuo nell'essere troppo scoperto rispetto ad un mondo che, per chi è troppo scoperto, non ha alcuna pietà.
Spesso si parla, giustamente, di vittime collaterali. Si potrebbe pensare che Richard Jewell sia un film che tratta della principale vittima collaterale di un attentato che avrebbe potuto contare molti più morti. E non li ha contati principalmente per quella vittima.
In barba al fatto che le vittime, storicamente, sono la parte più debole.


lunedì 13 gennaio 2020

White Russian's Bulletin



Prosegue la carrellata di titoli da grande e piccolo schermo passati dalle parti del Saloon nel corso delle vacanze natalizie, occasione buona per rilassarsi - almeno sulla carta - per qualche ora in più rispetto alla routine quotidiana ed evitare di addormentarsi secchi sul divano ad ogni visione.
A giocare un ruolo da protagonista è sempre Netflix, che come le realtà che ha generato sta occupando uno spazio sempre più rilevante nell'economia delle visioni domestiche, segnale che il futuro - anche del Cinema - passa sempre più da questo tipo di canale.


MrFord


NELLA MENTE CRIMINALE (Netflix, USA, 2017)

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Da sempre in casa Ford ci si è interessati, in termini di letture e visioni, del lato oscuro - o quantomeno di uno dei tanti - dell'Uomo, in particolare quello che porta alcuni tra noi a percorrere strade che parrebbero agghiaccianti perfino se paragonate a horror o thriller mozzafiato: questa miniserie in quattro puntate analizza fenomeni ben definiti - serial killers, rapimenti, leader di sette e boss criminali - sfruttando esempi noti per sottolinearne le caratteristiche principali.
Nulla di trascendentale o rivoluzionario, quanto più un'infarinatura utile per chi non conoscesse questo tipo di crimini approfonditamente e volesse compiere un primo passo all'interno della zona d'ombra che inesorabilmente portano con loro.
Non fondamentale, ma comunque utile per un ripasso.




6 UNDERGROUND (Michael Bay, USA, 2019, 128')

6 Underground Poster


Giunto dalle parti di Casa Ford con tutte le aspettative della tamarrata buona per alleggerirsi la mente e superare le "fatiche" delle Feste, il lavoro di Michael Bay che tanto pare una strizzatona d'occhio al filone che originò con Pulp Fiction Tarantino negli anni novanta e con il tempo portò a cose interessanti - The Snatch, a loro modo i due Crank - e molte altre decisamente meno si rivela essere una baracconata non così esaltante, decisamente troppo lunga e priva di quel minimo spessore che determina il confine tra il divertissement ed il giocattolone realizzato solo per mostrare effetti speciali ed affini.
Un peccato, perchè le possibilità di portare a casa qualcosa di davvero divertente c'erano tutte, mentre a conti fatti le poco più di due ore in questione, passati i primi momenti di ambientamento, finiscono per apparire una sequela troppo lunga di macchine ribaltate e momenti action montati troppo velocemente.




GIU' LE MANI DAI GATTI: CACCIA A UN KILLER ONLINE (Netflix, USA, 2019)

Giù le mani dai gatti: caccia a un killer online Poster


La vera chicca del periodo di visioni delle Feste: consigliato da mio fratello e sua moglie, questo inquietante documentario ricostruisce la vera vicenda di uno psicopatico che, non troppi anni fa, postò online un video che lo ritraeva togliere la vita a due gattini, scatenando la rabbia ed il desiderio che la giustizia facesse il suo corso di un gruppo di appassionati della rete che si attivarono in modo da identificarlo e consegnarlo alle autorità.
Questo portò a due anni di indagini e alla scoperta che quello stesso individuo non si sarebbe fermato agli animali, ma avrebbe tolto la vita - ed in modo agghiacciante - anche ad una persona: un viaggio da brividi nella mente di un killer e negli occhi di chi si dedicò alla sua ricerca che colpisce e lascia sconvolti come i migliori episodi della serie Blu Notte, raccontando una storia vera più incredibile di qualsiasi film e perdendo punti soltanto con la chiusa finale, un pò troppo furbetta e a suo modo moralista.
Nonostante quel piccolo scivolone, però, un prodotto consigliatissimo e senza dubbio da recuperare.




JUMANJI - THE NEXT LEVEL (Jake Kasdan, USA, 2019, 123')

Jumanji - The Next Level Poster


Attesissimo dai Fordini - ma anche da me, inutile prenderci in giro - il secondo capitolo del nuovo franchise di Jumanji con protagonista The Rock si è rivelato un altro ottimo esperimento di Jake Kasdan, che pur senza strafare - nonostante i numerosi cambi e le divertenti evoluzioni degli avatar passati da un charachter all'altro la vicenda scorre abbastanza prevedibile, ed il villain della storia appare poco caratterizzato - porta a casa la pagnotta con un giocattolone godibilissimo e piacevole, pronto a strappare ben più di qualche risata ed intrattenere grandi e piccini sfruttando il meccanismo del videogioco applicato al concetto del vecchio film d'avventura anni ottanta.
Oltre al sempre più convincente in questo tipo di ruoli Dwayne Johnson, un plauso va ai vecchietti Danny DeVito e Danny Glover, così come a tutti gli interpreti degli avatar del gioco, bravissimi nel replicare anche fisicamente i loro alter ego al di fuori dello stesso.
Sarà pop e decisamente poco autoriale, ma una proposta del genere, a mio parere, fa respirare tutti e funziona sempre.




INSTANT FAMILY (Sean Anders, USA, 2018, 118')

Instant Family Poster

Chiude la carrellata un recupero di quelli buoni per le serate da divano e pieno relax legato al regista di Daddy's Home - un guilty pleasure assoluto per il sottoscritto -, forse un pochino troppo politically correct e buonista ma comunque piacevole da guardare, in particolare per chi ha voluto e dovuto confrontarsi con la durissima realtà dell'essere genitore - in questo caso amplificata, considerato che parliamo di famiglie affidatarie -: Mark Wahlberg è sempre una certezza in quanto a fordianità e pane e salame, la storia è giusta per questo tipo di produzione, la visione scorre senza intoppi.
Anche in questo caso non si è certo di fronte al titolo della vita, ma ad una di quelle visioni che, di tanto in tanto, comunque fanno bene, se non altro per farsi quattro risate insieme e, magari, per i più sensibili, anche un paio di lacrime di quelle buone.


lunedì 6 gennaio 2020

White Russian's Bulletin


Alle spalle i Ford Awards ed i festeggiamenti di fine anno, torna il Bulletin portando in dono tutto quello che, nel periodo delle vacanze natalizie, è passato sugli schermi del Saloon, dalle novità in sala alle serie, dai recuperi ai titoli appena usciti.
In alcuni casi ci sono state ottime sorprese che potrebbero essere protagoniste dei Ford Awards il prossimo anno, in altri, purtroppo, anche delusioni.


MrFord



SCRUBS - STAGIONE 4 (ABC, USA, 2004)

Scrubs: Medici ai primi ferri Poster

Prosegue il recupero di casa Ford dell'ormai classicissima Scrubs, che nonostante il tempo che passa continua a risultare divertente e fresca, pronta ad allietare pranzi e cene facendo impazzire perfino i Fordini. Nel corso della quarta stagione, oltre alle vicissitudini sentimentali sia della solidissima coppia Turk/Carla, si assiste al passaggio professionale dei ragazzi una volta terminato il periodo di praticantato, senza che questo però limiti le pressioni ricevute dal mitico Kelso e dall'ancor più mitico Cox, che resta uno dei charachters più azzeccati di sempre.




STAR WARS EPISODIO IX - L'ASCESA DI SKYWALKER (J.J. Abrams, USA, 2019, 142')

Star Wars: L'ascesa di Skywalker Poster

Ricordo bene l'esaltazione che provai quando vidi per la prima volta il trailer di quello che, almeno sulla carta, dovrebbe o avrebbe dovuto essere l'ultimo capitolo della saga di Star Wars: considerata la qualità dell'Episodio VII e, seppur con un calo, dell'VIII, speravo in una chiusura davvero col botto per la terza trilogia, in barba all'altalenante seconda.
Purtroppo, però, le aspettative sono state deluse a seguito di un film davvero poco memorabile, che alterna poche buone idee e momenti da pathos figlio di un ultimo capitolo a lunghi minuti di ordinaria amministrazione e scelte discutibili - era davvero necessario il ritorno di Palpatine? -: un vero peccato, perchè se, con tutti i suoi punti deboli, la già citata seconda trilogia era partita malissimo per chiudersi molto bene - La vendetta dei Sith è un gran film che andrebbe rivalutato - questa ha imboccato il percorso inverso, e considerato come era iniziata, non può che essere una perdita per tutti i fan di questo universo così ricco e mitico.




THE WITCHER - STAGIONE 1 (Netflix, USA, 2019)

The Witcher Poster

Tanto Star Wars è stata la sorpresa in negativo delle Feste, quanto The Witcher è stata quella in positivo: tratta da un popolare videogioco ed interpretata da Henry Cavill - che non mi aveva mai convinto -, pensavo che si sarebbe rivelata una mezza porcata da abbandonare dopo il primo episodio. Al contrario, invece, non solo il protagonista funziona molto meglio da Geralt di Rivia che da Superman, ma gli autori sono riusciti a trovare il giusto mezzo tra la tamarrata, l'opera pulp violenta ed ironica, l'iconografia nerd da giocatori di ruolo e l'atmosfera giusta per conquistare il pubblico a più livelli - si pensi solo alla coppia formata dal Witcher e il bardo, perfetto nel diventare la sua spalla comica - costruendo un giocattolone piacevole e divertente, che mi ha fatto venire una gran voglia di provare la versione videoludica ed alimentato l'hype per la seconda stagione, prevista per il duemilaventuno.
Sinceramente, dono molto volentieri il soldo al mio Witcher.


mercoledì 1 gennaio 2020

2019 in music

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Ad aprire il nuovo anno, come ormai da tradizione, è il post dedicato ai pezzi che nel corso dei dodici mesi appena trascorsi sono stati i più ascoltati in termini di rotazione e "successo" in casa Ford, in barba a qualità effettiva o quantità di "pop" espressa.
In un certo senso, questo è il juke box pane e salame del Saloon dell'anno che abbiamo appena salutato.


GENNAIO: IL CIELO NELLA STANZA di SALMO


L'anno si è aperto così come si era chiuso il precedente, con il disco di Salmo a farla da padrone. E si apre con un pezzo splendido, che mescola sentimento e passione, produzione perfetta, pane e salamissimo e grande wild. E che ormai ho nel cuore e nei ricordi impresso a fuoco.


FEBBRAIO: SHALLOW di LADY GAGA&BRADLEY COOPER


Ho detestato il film A star is born, considerandolo uno dei più inutili degli ultimi anni, eppure il pezzo che ha trascinato lo stesso è una vera e propria bomba, che ho adorato e che ha rappresentato una colonna sonora fondamentale per il duemiladiciannove, scandendo i passi verso un futuro che costruisco ancora oggi giorno dopo giorno. 

MARZO: ROLLS ROYCE di ACHILLE LAURO


A seguito del Festival di Sanremo ho cominciato a riscoprire la Musica "giovane" che tanto avevo criticato nel corso degli ultimi anni, grazie anche e soprattutto al pezzo energico e pieno di riferimenti di Achille Lauro, uno cui non avrei dato un centesimo neanche se mi avesse pagato per farlo.
E invece eccolo lì, pronto a sorprendermi. Bene così.


APRILE: E' SEMPRE BELLO di COEZ


In un anno musicalmente "molto italiano", nel corso di un aprile vissuto "a metà", ho scoperto Coez, tamarrissimo eppure in grado di raccontare come pochi nel suo genere sanno fare, che con questo pezzo è entrato di prepotenza tra i miei preferiti, finendo per accompagnarmi anche quando ho sbandato, quasi volesse ricordarmi dove volevo andare davvero.


MAGGIO: AK77 dei LINEA 77 feat.  SALMO e SLAIT


Alle spalle un aprile in cui ho incassato colpi, ci sono voluti i Linea 77 e Salmo, pronti ad omaggiare un Capolavoro di Kubrick, per spingermi a trovare le energie per sollevarmi e combattere per non mollare, con un pezzo arrabbiato e molto anni novanta ma tosto e pieno di riferimenti in cui mi sono ritrovato alla grande. 


GIUGNO: BAD GUY di BILLIE EILISH


Ad inaugurare l'estate è giunta una delle sorprese più interessanti dell'anno, altra giovane che ha sancito l'ufficiale ricongiungimento del vecchio cowboy con la Musica di chi potrebbe essere suo figlio. Pezzo ipnotico e coinvolgente, prodotto benissimo, che in realtà ha finito per accompagnare tutta l'estate fino quasi all'autunno.


LUGLIO: OLD TOWN ROAD di LIL NAS X feat. BILLY RAY CYRUS


Bomba totale nonchè uno dei miei pezzi preferiti degli ultimi mesi, questo curioso mix tra hip hop classico e country tamarro oltre misura è irresistibile, ed ancora oggi quando parte nella playlist delle "hit" scatena un coinvolgimento da grande superclassico.
La contaminazione nel miglior senso del termine.

AGOSTO: LA HIT DELL'ESTATE di SHADE


Agosto, come è giusto, è storicamente il mese più leggero, tra hit, vacanze e voglia di sbattimenti zero: a questo giro di giostra a fare la parte del leone è stato Shade, con un pezzo che ancora oggi, nel pieno delle vacanze di Natale, i Fordini ballano e cantano scatenati pur non sapendo neppure per sbaglio cosa sia una caraffa di mojito. 


SETTEMBRE: DOMENICA di COEZ


Il rientro dalle vacanze è sempre più leggero e soffuso, anche se le emozioni diventano sempre più intense. Torna anche Coez, che ora accompagna in un viaggio sempre più intenso e magico, e schiaccia l'acceleratore per portarlo sempre più vicino, e renderlo sempre più vivo.


OTTOBRE: MEMORIES dei MAROON 5


Un mese strano, quello del passaggio ai quaranta, che riporta a galla i ricordi e scopre fragilità.
Ma anche un mese che apre un capitolo nuovo della vita, di quelli che valgono la pena di essere vissuti perchè non può che essere così, che grazie alla forza dell'esperienza e del passato permette di guardare verso il futuro. E le "memories" diventano un insegnamento, un massaggio, tappe fondamentali.


NOVEMBRE: ENFASI di LA SIERRA


Ogni anno, con l'edizione di X-Factor, scelgo sempre un "protetto", e a questo giro di giostra sono stati i bulgarissimi La Sierra, esponenti del linguaggio giovane che ho fatto fatica ad accettare e che ho ritrovato come quando fai la pace con un figlio dopo un litigio. Enfasi, il loro pezzo, è un gran bel concentrato di tamarraggine, scrittura interessante e voglia di raccontare. Tutte cose che ho sempre apprezzato. E poi dice il vero, "non devi darmi se poi devo darti".


DICEMBRE: BLUN7 A SWISHLAND di THA SUPREME


Scoperto grazie a X-Factor dove è stato ospite, con Tha Supreme ho finalmente compreso il fenomeno trap, che ho detestato con tutto il cuore fin dalla sua esplosione. Il ragazzo - che potrebbe essere comodamente mio figlio - ha portato qualcosa di nuovo sul panorama musicale, ha una produzione incredibile alle spalle e scrive, per quello che un vecchio come me può capire, seguendo una metrica ed una costruzione che hanno qualcosa di geniale. 
Ed è sempre bello, per dirla come Coez, riconoscere in qualcuno di più giovane qualcosa di nuovo che possa davvero scuotere le fondamenta del vecchio.


MrFord
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