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lunedì 31 dicembre 2018

Ford Awards 2018: i film (N°10-1)


Ed eccoci giunti alla top ten più attesa di qualsiasi classifica e dei Ford Awards, quella dedicata al miglior film dell'anno: il duemiladiciotto è stato particolare per me ed il mio rapporto con il Cinema, che si è raffreddato ed ha toccato vette di allontanamento che posso ricordare solo a cavallo tra la fine degli anni novanta ed i primi duemila.
Fortunatamente, però, alcuni titoli sono riusciti ad accendere la scintilla che mi ha sempre fatto amare la settima arte, mantenendomi saldo e ancora qui: sono proprio loro a costruire questa decina, e tra loro c'è il vincitore del Ford Award più importante, pronto a raccogliere il testimone di Victoria lo scorso anno.


N°10: MOLLY'S GAME

Molly's Game Poster

Il duemiladiciotto che va a concludersi è stato l'anno della grande riscossa delle donne, e non è un caso che in questa decina compaiano due titoli legati a doppio filo al carattere e all'affermazione dell'altra metà del cielo.
Il primo è un gioiellino di sceneggiatura di Aaron Sorkin, in quest'occasione anche regista, interpretato alla grandissima da una Jessica Chastain da infarto - in molti sensi -: una vicenda che trascina, ipnotizza, aggancia allo schermo, ed una lezione importante per il Cinema.
A volte la vita può regalare vicende che neppure il più articolato degli script riesce a costruire.


N°9: BLACKKKLANSMAN

BlacKkKlansman Poster

Spike Lee, negli ultimi anni più avvezzo a polemiche sterili contro colleghi e addetti ai lavori che non alla macchina da presa, torna in grandissimo spolvero con una storia - anche questa ispirata da fatti reali - che mescola grottesco, crime, pulp e ironia prima di sfoderare un pugno nello stomaco di rabbia nel finale che lascia l'amaro in bocca e le lacrime agli occhi.
Spike l'arrabbiato è tornato a veicolare i suoi sentimenti nel modo migliore, ed il risultato è una bomba.


N°8: THE DISASTER ARTIST

The Disaster Artist Poster

Altro biopic, altro gioiellino.
Ingiustamente ignorato per vicende che non c'entrano nulla con il Cinema alla notte degli Oscar, James Franco mostra grandissima maturità come regista e talento come attore portando sullo schermo la misteriosa figura di Tommy Wiseau, autore di uno degli scult più assurdi mai girati.
Un film che tocca temi importanti come l'identità e l'amicizia e che viene portato in scena con grande sincerità dai suoi protagonisti, probabilmente i primi a credere nell'idea di Franco.


N°7: IL CLIENTE

Il cliente Poster

Fahradi è un regista che non ha bisogno di presentazioni, al Saloon, esponente di quel Cinema iraniano che da Kiarostami in poi ha regalato pellicole indimenticabili a tutti gli appassionati: Il cliente, dramma consumato nella banalità del Male umano, è un esempio del valore di quel Cinema.
Senza insistenze o spettacolarizzazioni, il regista porta in scena un vero e proprio pugno nello stomaco ed un turbinio di emozioni da pelle d'oca, e lo fa, come al solito, senza andare sopra le righe o alzare la voce. Ma con una potenza incredibile.


N°6: TONYA

Tonya Poster

Come Molly's Game, più di Molly's Game.
La vicenda di Tonya Harding e la storia interpretata alla grandissima da Margot Robbie paiono una versione "di pancia" di quella orchestrata da Aaron Sorkin che ha aperto questa classifica, e sono una delle cose che mi ha emozionato di più in questi ultimi dodici mesi.
Tonya, per molti versi, a prescindere dalle discussioni tecniche, è senza dubbio uno dei titoli che ho amato di più quest'anno, e continuerò ad amare anche nei prossimi.


N°5: SULLA MIA PELLE

Sulla mia pelle Poster

Sulla mia pelle, al contrario di Tonya, non è un titolo che si ama.
E' scomodo, doloroso, incredibilmente equilibrato nel mostrare i lati oscuri da entrambe le parti di una tra le vicende più vergognose della Storia recente del Nostro Paese.
Dovendo pensare ad un titolo che me lo ricorda, torno con la memoria a Diaz.
Sulla mia pelle è un film necessario.
Come se non bastasse reso indimenticabile anche grazie ad una performance da Oscar di Alessandro Borghi.


N°4: IL FILO NASCOSTO

Il filo nascosto Poster

Paul Thomas Anderson è uno che non ha bisogno di presentazioni.
Boogie Nights, Magnolia, Vizio di forma sono solo alcuni dei suoi lavori, titoli che ho amato alla follia e che sono pezzi fondamentali della mia Storia come spettatore.
Il filo nascosto è stato il più difficile da affrontare, tra i suoi film: ho iniziato odiandolo, e il giorno dopo la visione, scrivendone, l'ho riscoperto grande, grandissimo.
Andrebbe visto, rivisto, gustato come un whisky invecchiato sorso dopo sorso, e continuando a coglierne nuove sfumature, senza essere spiegato troppo.


N°3: TRE MANIFESTI A EBBING, MISSOURI

Tre manifesti a Ebbing, Missouri Poster

Ad aprire il podio dei Ford Awards 2018 è uno dei film più fordiani usciti negli ultimi anni, che ha battagliato fino all'ultimo secondo con i prossimi due titoli: intenso, profondo, eastwoodiano, imperfetto anche lui - ma il bello è questo -, profondamente umano.
Un film che mostra odio ma che, in realtà, parla d'amore. O quantomeno della necessità di averne, portarne, usarlo per sopravvivere e per vivere.
Grandi brividi, grande film, grandi attori.


N°2: COCO

Coco Poster

Ancora una volta la Pixar arriva nelle parti alte di questa classifica, riuscendo quasi a replicare il successo di Inside Out un paio d'anni fa: Coco, più tradizionale del suo "compare" appena citato, resta comunque una meraviglia per gli occhi ed il cuore, e resterà impresso nella mia memoria perchè visto in sala con le lacrime agli occhi e con i Fordini accanto, estasiati dai colori, dalla magia e dalle canzoni che, ancora oggi, li fanno scattare come molle. 
Un film profondamente emozionante sul valore dei ricordi e della propria Famiglia, perfetta o imperfetta che sia.


N°1: CHIAMAMI COL TUO NOME

Chiamami col tuo nome Poster

E alla fine, se non ricordo male per la prima volta da quando esiste White Russian Cinema, è l'Italia a conquistarsi la vetta di questa classifica. Una vittoria all'ultimo secondo, che si è materializzata rileggendo il post che scrissi subito dopo la visione riportando a galla i ricordi e le emozioni di un film stilisticamente lontanissimo dalla mia sensibilità ma profondo, sentito, vero, pieno di passione.
I dolori della crescita ci formano, e fortunatamente, anche quando non lo sappiamo, ad ogni lacrima dell'inverno seguono sempre l'energia della primavera e la gioia dell'estate.
E come scrissi allora, questo film è l'estate.



MrFord



I PREMI

Miglior regia: Luca Guadagnino, Chiamami col tuo nome

Miglior attore: Alessandro Borghi, Sulla mia pelle

Miglior attrice: Margot Robbie, Tonya

Scena cult: l'esultanza di Tonya Harding dopo il 360°, Tonya e Mamà Coco si ricorda del padre, Coco
 
Miglior colonna sonora: Coco

Premio "leggenda fordiana": lo sceriffo Willoughby, Tre manifesti a Ebbing Missouri

Oggetto di culto: la pesca, Chiamami col tuo nome

Premio metamorfosi: Alessandro Borghi, Sulla mia pelle
 
Premio "start the party": l'introduzione di Miguel della sua Famiglia, Coco

Premio "be there": il mondo dei morti, Coco

lunedì 17 dicembre 2018

White Russian's Bulletin



Ci stiamo avvicinando alla fine dell'anno e alle consuete classifiche che, a questo giro, risulteranno particolarmente difficili da compilare considerato che nel corso degli ultimi dodici mesi le visioni sono state clamorosamente più contenute numericamente rispetto alle edizioni precedenti dei Ford Awards e che il duemiladiciotto non sarà certo ricordato come il migliore della Storia del Cinema. Ad ogni modo qui al Saloon si cerca di riprendere un certo ritmo, tra ripescaggi, esperimenti e rispolverate di vecchi classici.


MrFord


LA BALLATA DI BUSTER SCRUGGS (Joel&Ethan Coen, USA, 2018, 133')

La ballata di Buster Scruggs Poster


I Coen sono da sempre una garanzia, qui al Saloon, e nel corso della loro carriera le delusioni sono state poche e di poco conto se confrontate a tutti i cult che hanno sfornato e che ancora oggi fanno parte del mio personale "greatest hits" della settima arte: questo La ballata di Buster Scruggs, antologia di sei storie che rievocano i miti del West e della Frontiera, nato per Netflix - destinato a mio parere come tutti i network di questo genere a prendere progressivamente il posto dei distributori da sala - è una conferma di quella garanzia.
Con ironia, violenza, poesia ed il tocco grottesco che è sempre stato la loro firma, i Coen portano sullo schermo un vero e proprio gioiellino che parte con il fantastico La ballata di Buster Scruggs e cavalca poi attraverso polvere, sangue, amori mai consumati, solitudine, oro inseguito, perso e ritrovato, in una vera e propria antologia di un mondo, quello del vecchio West, che era più spesso crudele che non luminoso e mitico come si è portati a pensare.
L'ombra della Morte aleggia, più o meno pesantemente, su tutti i personaggi, e l'impressione è che, anche nelle storie più tristi, ci sia sempre il pensiero che, per dirla come lo Straniero, "a volte sei tu che mangi l'orso, e a volte è l'orso che mangia te": sta a noi, almeno in una certa misura, decidere come affrontare anche la parte peggiore e inevitabile.




BEVERLY HILLS COP (Martin Brest, USA, 1984, 105')

Beverly Hills Cop - Un piedipiatti a Beverly Hills Poster


Nel pieno di un sabato pomeriggio da famiglia, giochi con i Fordini e voglia di relax a mille non c'è niente di meglio di un recupero d'annata - anche se, lo ammetto, clamorosamente fuori stagione -: Eddie Murphy ai tempi della mia infanzia era uno degli idoli indiscussi dell'allora casa Ford - insieme a Bill Murray -, complice la faccia da culo e la sfrontatezza che da bambino sognavo di arrivare a sfoggiare al posto della timidezza.
Beverly Hills Cop, a trentaquattro anni dalla sua uscita, ancora regala perle a profusione, e benchè risulti assolutamente lineare nello svolgimento - quasi scolastico, direi - risulta uno degli esempi più riusciti dell'action pop anni ottanta, funziona dall'inizio alla fine e diverte ad ogni visione, sia essa la prima - come nel caso dei Fordini - o la chissàquantesima - come nel caso del sottoscritto -.




MOWGLI - IL FIGLIO DELLA GIUNGLA (Andy Serkis, UK/USA, 2018, 104')

Mowgli - Il figlio della giungla Poster


Sempre restando nell'ambito "weekend prenatalizio passato in casa cercando di rilassarsi il più possibile e farsi prendere in ostaggio dai piccoli della tribù" Netflix ha fornito un'altra visione perfetta per i pomeriggi di gioco sul tappeto, nonchè la sua risposta alla versione live action de Il libro della giungla diretta non troppo tempo fa da Jon Favreau: in questo caso dietro la macchina da presa ritroviamo l'ex Gollum Andy Serkis, che sarà pure un buon caratterista ma che non riesce a dare il piglio di Favreau alla vicenda, forse più in linea con l'originale scritto di Kipling rispetto alla controparte disneyana ma in qualche modo un pò troppo rapida nell'evoluzione e nello svolgimento.
L'impressione, a prescindere dal fascino dei luoghi e degli animali - che come al solito hanno ipnotizzato i Fordini -, è che si sia trattato di una "compressione", quasi come se una stagione di una serie fosse compattata in un film da poco più di un'ora e mezza.
Peccato, perchè i temi trattati sono evergreen, così come i personaggi, eppure la sensazione è che manchi davvero qualcosa, prima fra tutte la meraviglia che stava dietro ai vecchi cartoni animati ma anche alle nuove frontiere dei vari "Vita di Pi".



martedì 5 giugno 2018

Proprio lui? (John Hamburg, USA/Cambogia, 2016, 111')







Ricordo ancora benissimo la sera in cui, tornato dal lavoro tardi, con i Fordini già a letto e Julez quasi, mangiai guardando Nonno scatenato, becerata all'americana di quelle buone per far venire la pelle d'oca a tutti i radical chic del mondo: le risate sguaiate e liberatorie di quell'occasione, in barba alla pochezza artistica del prodotto, furono un toccasana neanche avessi visto un filmone a cinque stelle - o quattro bicchieri, per usare il linguaggio del Saloon -.
Poco tempo fa, nel pieno della prima - e non positiva - esperienza lavorativa dopo il mio "anno sabbatico" da casalingo, in una serata da weekend zero impegni e zero neuroni, abbiamo ripescato casualmente dal bacino di Sky questo Proprio lui?, commediaccia di grana grossissima a tema "da famiglia" con Bryan Cranston e James Franco uscito nelle nostre sale all'inizio del duemiladiciassette e almeno da queste parti passato completamente in sordina: fortunatamente per me ed i miei neuroni alla ricerca di svago, il lavoro di Hamburg si è rivelato pienamente all'altezza del già citato Nonno scatenato così come dei più scombinati lavori della brigata Apatow, in particolare - considerato il protagonista - Strafumati, ancora oggi uno dei miei cult ignoranti più amati in assoluto.
Il confronto tra la famiglia dell'inquadrato piccolo imprenditore Ned, giunta in California dal Michigan per festeggiare il Natale accanto all'amata primogenita ed al suo nuovo fidanzato, un giovane multimilionario legato al mondo dei videogames e delle app, è uno spasso sopra le righe e spesso e volentieri decisamente volgare - ma non nel senso volgare del termine - che ha permesso non solo che mi sguaiassi sul divano cercando di non fare troppo casino ridendo rischiando in quel modo la sveglia dei Fordini, ma anche di ripetermi la sera successiva quando, complice la dormita fatta da Julez più o meno a metà pellicola, abbiamo replicato la visione accanto ai suoceri Ford, per mia fortuna decisamente più easy e meno inquadrati del rigido - almeno al principio - Ned.
Proprio sul personaggio interpretato da Cranston mi sono concentrato pensando al momento in cui la Fordina comincerà a presentarmi i fidanzati ufficiali, e sarò costretto non solo a cercare di non immaginare neppure quello che combineranno tra loro, ma anche a non colpire con una bottiglia il malcapitato di turno: e tra i riferimenti ai Kiss - non avrebbero potuto scegliere una band più cara al sottoscritto, con tanto di sorpresa finale -, gag davvero sopra le righe come piacciono qui al Saloon, un Franco talmente larger than life da risultare inesorabilmente spassoso, Proprio lui? ha rappresentato il punto più alto, per quanto strano possa suonare, che una commedia abbia toccato da queste parti negli ultimi mesi, in barba a tutto il radicalchicchismo ed alle proposte a denti stretti che spesso un certo Cinema d'autore forzato vuole propinare rispetto al genere.
La commediaccia, invece, è importante, vitale e sincera, quasi un simbolo perfetto - con l'action tamarra - del pane e salame che tanto amo e che sempre difenderò, si tratti di settima arte o di vita in generale: se, dunque, siete genitori di una bimba come il sottoscritto, godetevi questa parabola sguaiata per alleggerirvi dal pensiero di quando vi ritroverete dall'altro lato della barricata, mentre se siete fan hardcore del Cinema "alto", fate un favore ai vostri cervellini fumanti ed abbandonatevi a questo viaggio sulle montagne russe della volgarità, delle risate e della sguaiatezza.
Non si sa mai che possa aiutarvi a stringere un pò meno le chiappe.



MrFord




 

lunedì 26 febbraio 2018

The disaster artist (James Franco, USA, 2017, 104')





Non ricordo esattamente il post, o quale film terribile usai per raccontare la storia di Alberto Leone, un mio compagno di classe alle superiori che, ancora oggi, ritengo potesse essere un talento incompreso.
Silenzioso, chiuso, apparentemente disinteressato a tutto quello che non fosse calcio, il suddetto fu come un fantasma in una classe assurda e male assortita come quella in cui ebbi la sfortuna di passare i miei due anni peggiori da studente - e forse nella vita -: al termine del secondo di questi, travolta da un desiderio di essere una wannabe Keating, la nostra insegnante di Letteratura italiana, Latino e Storia ci esortò - e obbligò, ovviamente - a scrivere una serie di poesie e componimenti in diverse forme che andarono a comporre una raccolta che continuo a conservare come una reliquia. Il mitico Alberto Leone, dal nulla, tirò fuori un paio di "opere" al limite dell'assurdo che regalavano perle come "Ancora pochi mesi e sarà maggio, e spero vivamente nel cuor mio di poter comprare la moto Piaggio": ancora oggi, quando torno con la mente a quei giorni, ritengo che quel mio compagno di classe inutile e silenzioso fosse un genio assoluto.
Perchè se è vero che per realizzare qualcosa di grande occorre andare oltre l'eccellenza, per creare qualcosa di brutto che sia spontaneo e senza limiti occorra la stessa dose di genialità: Tommy Wiseau, sceneggiatore, produttore e regista del film di culto The Room - da non confondere con la pellicola salita alla ribalta un paio d'anni fa -, probabilmente rientra in questa speciale categoria di persone fuori dal comune.
A prescindere dal fatto che sia curioso il mistero a proposito delle sue origini, dell'identità e dei soldi investiti per la realizzazione del suo sogno - il dubbio che possa essere davvero un vampiro, effettivamente, viene -, questo incredibile personaggio preso a modello da James Franco per adattare il libro scritto dal suo amico e collaboratore Greg Sistero è l'esempio perfetto - una sorta di novello Ed Wood - di quanta genialità occorra anche per realizzare opere di dubbio valore, e di quanta energia venga spesa per la realizzazione delle stesse, a prescindere dall'accoglienza che riceveranno o che, a tutti gli effetti, meritano di ricevere.
Franco, affiancato per l'occasione dal fratello minore nel ruolo di Sistero - scelta perfetta -, realizza con ogni probabilità una delle operazioni più interessanti della sua carriera, graziata da un'interpretazione da urlo - ingiustamente ignorata dall'Academy - e dalla rappresentazione di una situazione in equilibrio - o bilico? - perfetto tra l'ironia ed il grottesco e la profonda tristezza e malinconia: la storia di Wiseau e della realizzazione di The Room abbraccia non solo una biografia, o il racconto di un episodio divenuto di culto per gli appassionati, ma anche una gamma ben precisa di emozioni umane come il desiderio di emergere, di inseguire le proprie passioni ed i sogni, di pensare di meritare una possibilità sul grande palcoscenico che è, di fatto, la vita.
Clint, in uno dei suoi Capolavori, Gli spietati, afferma che "non esistono meriti, in queste cose", e continuo a pensare a quanto abbia ragione.
Eppure Wiseau ha mostrato il coraggio e le palle che molti invidiano o sognano di avere semplicemente decidendo di essere se stesso, o quello che avrebbe voluto essere.
Una cosa non da poco che Franco ha descritto con sincerità, trasporto ed intelligenza.
Non saprei dirvi, dal canto mio, che fine abbia fatto Alberto Leone, uno che, da aspirante scrittore e adolescente pronto a rifugiarsi nella cultura, avrei dovuto disprezzare dall'alto delle mie letture, o ascolti, o cazzate di questo genere.
E che, al contrario, ho sempre considerato talmente incredibile da poter essere considerato unico.
Posso solo dirvi che, se fossi un editore e dovesse presentarsi alla mia porta con un mazzo di quelle poesie, oggi, non avrei alcun dubbio rispetto alla loro pubblicazione.
E se, poi, dovesse anche rivelarsi un vampiro, tanto meglio.
Avrei la scusa buona per garantirmi l'immortalità.



MrFord



 

giovedì 22 febbraio 2018

Thursday's child



Nuova settimane di uscite cinematografiche dal sapore di Oscar e nuova ospite a tenere compagnia a questo vecchio cowboy ed al suo rivale nonchè compagno di misfatti Cannibal Kid: Alessandra Muroni del blog Director's cult.
Continua dunque il viaggio nella blogosfera ed accanto ai suoi protagonisti della rubrica da triangolo più nota - più o meno - della rete, che a questo giro dovrà confrontarsi, tra le altre, con due pellicole che si preannunciano tra le protagoniste di questa parte finale dell'inverno.
Riusciranno James Franco e Paul Thomas Anderson a seminare zizzania tra i tre conduttori?


"E così tu vorresti portarmi a letto!? Ma se sei più vecchio di Ford!"

The Disaster Artist

"Ammazza! Questo film suggerito da Cannibal è davvero disastroso!"

Alessandra Muroni: Prima di Corinna Negri, aka la Cagna Maledetta, c’era lui, Tommy Wiseau, che non solo era ed è tutt’ora il cane dei cani della recitazione, ma è anche stato capace di produrre (non si sa con quali soldi), dirigere (non si sa con quale talento) e recitare (con grandissima cagnitudine) The Room, ovvero il Quarto potere dei film demme#da. Interpretato e diretto da James Franco, il film mostra la parabola esistenziale di questo malaugurato progetto che vide il coinvolgimento (suo malgrado) di Greg Sestero, suo partner a delinquere, nonché suo migliore amico. Dalle stelle alle stalle, James Franco ha fatto a malapena in tempo a coccolarsi il suo Golden Globes come migliore performance di un attore canissimo, che è stato travolto dalle accuse di molestie. Il film merita la visione, a meno che non lo boicottate - come potrebbe fare il Cannibal - che spera di ridare la spilla a Scarlett Johannson ora che è MILF e pure single. E se andate a vederlo e vi perdete i titoli di coda, siete dei brutti figli di sultana.
Cannibal Kid: Con tutto il rispetto, ma Scarlett se ne può andare a quel paese, insieme a tutti quelli che hanno boicottato il povero James Franco. Come attore non è mai stato cagno quanto Wiseau, ma non è mai stato nemmeno fenomenale. Fino a questo film, in cui dà veramente il massimo, con un'interpretazione da Oscar che probabilmente non ripeterà mai più. E invece non è arrivata per lui nemmeno la nomination. Per rimediare a questo torto, potete tutti precipitarvi a guardare questa pellicola tutt'altro che disastrosa, di cui a breve parlerò. E secondo me potrebbe piacere anche a James Ford, il Tommy Wiseau dei blogger cinematografici.
Ford: prima che a Franco venisse l'idea di produrre un film sull'Ed Wood moderno, Tommy Wiseau, non avevo assolutamente idea di chi fosse quest'ultimo. Poi ho visto questo film, che purtroppo, come dice Cannibal, è tutt'altro che disastroso, e più che rimanere basito di fronte all'ennesima ostracizzazione della finta società bene e dell'Academy non ho potuto fare. A breve ne parlerò, e secondo me potrei addirittura essere d'accordo con Cannibal Kid, il Greg Sestero dei blogger cinematografici.

Il filo nascosto

"E adesso corri a farti rifare il trucco dalla Muroni, perchè così sei davvero impresentabile!"

Alessandra Muroni: Il re del fesciòn londinese Reynold Woodcock (Daniel Day Lewis) incontra Alma, una bella cameriera in un ristorante dove era in procinto di abbuffarsi (ha fatto un patto con il diavolo, perché è così magro che vola alla prima folata di vento), e lei botta di chìulo da cameriera diventa modella e poi musa del fesciosissimo stilista. Dedito al lavoro e sempre in procinto di creare vestiti per le signore dell’alta borghesia, la sua vita e le sue abitudini abitudinarie (d’altronde uno che si chiama Woodcock – ovvero ca@@o di legno - mica è pieno di vitalità, no?) verranno sconvolte da questa deliziosa ragazza, che sembra uno zuccherino ma non lo è, ma è una tipa che quando mastica fa più rumore di un trattore e ha una malsano uso della cucina da far rabbrividire pure Gordon Ramsay. Film finto zuccheroso ma cazzuto, roba che potrebbe piacere al duro e puro come il Ford, che è cazzuto, ma con un velo di zuccherosità, nascondendo dentro ai piedi un sottile strato di pisellaggine romantica.
Cannibal Kid: Sul fatto che la protagonista femminile abbia una botta di chìulo a incontrare Woodcock avrei qualche dubbio... quasi quasi le andava meglio se conosceva Fordcock dal pizzettaro di Lodi. Perché dico questo?
Guardate il film del solito imprevedibile Paul Thomas Anderson e lo scoprirete.
Ford: Paul Thomas Anderson è da sempre uno dei favoriti del Saloon. Questo film, che ho già visto, è stato un banco di prova importante. Accadrà quanto è accaduto con Del Toro? Oppure no? A breve la risposta.

La vedova Winchester

"Cannibal ha detto di fare attenzione: qui sotto c'è la tana di Ford."

Alessandra Muroni: Oh mio Dio hanno ucciso il commissario Winchester dei Simpson, brutti bastardi! Ah, no, è un’altro Winchester, l’inventore dell’arma che ha il suo nome, che è moruto e ha reso vedova Sarah (Helen Mirren). Oltre alla vedovanza ha un gran bel da fare nel costruire una magione per tenere lontani gli spiriti uccisi dall’arma creata dall’anima dei mortacci di suo marito. Occhio, malocchio prezzemolo e finocchio non bastano, e quindi si deve fare il mazzo qadro nel costruire questa magione senza fine per tenere alla larga la miriade di anime dannate. Ammazza quanti ne ha ammazzati la Winchester! Un dottore è incaricato di verificare se la vedova ha sbroccato o meno, ma a quanto pare è vero le anime nel loro piccolo s’incazzano e invocano vendetta. Che gli spiriti vogliono anche vendicarsi di Ford e Cannibal e dei loro blog (così, come passatempo tra uno spavento alla Winchester e l’altro)? Per scoprirlo, dovete andare al cinema!
Cannibal Kid: Questa potrebbe essere una visione letteralmente mortale, per quanto mi riguarda. I film sulle case infestate non li sopporto più. A dire il vero credo di non averli mai sopportati. Come protagonista c'è pure Helen Mirren, una di quelle attrici per il mondo brave brave ma che io troppo sopravvalutata quasi quanto Meryl Streeptease. Mi vuoi proprio ammazzare proponendomi un film del genere, vero Alessandra?
Ford: lascio volentieri quest'ennesima ghost story che mi pare priva di qualsiasi appeal all'ormai anglosassone Alessandra, che di case infestate, abitando da quelle parti, ormai se ne intenderà parecchio. A Cannibal, invece, lascio la parte del fantasma.

Sconnessi

"Ford aveva proprio ragione: il caffè corretto vodka è molto meglio."

Alessandra Muroni: Sapessi quanto sono sconnessa io la mattina quando mi sveglio! Ah, un momento, non è un film su quanto si è rinco@lioniti la mattina, ma è la storia una famiglia (rinco@lionita) dove il patriarca (Fabrizio Bentivoglio) è nemico giurato di internet e talmente figlio di sultana da riunire per il suo compleanno la sua famigliola in uno chalet di montagna senza I-Pad, Internet, Instagram, Facebook, WhatsApp, roba che manderebbe al manicomio l’intera famiglia Kardashian insomma. Tutto sto’ ambaradam per far riavvicinare il figlio giocatore incallito e l’altro figlio sfigat... Ehm, nerd e introverso con la seconda moglie ciòfane e con prole in arrivo. Alla famigliola si aggiungerà la tata, sua figlia, il fratellastro del patriarca e il bipolare. Vale la pena vederlo, o il Ford e il Cannibal si sconetteranno dalla blogosfera pur di non parlare di questo film in caso di monnezza movie conclamato?
Cannibal Kid: Tipica commediola italiana incentrata sulle nuove tecnologie, o meglio sull'astinenza da nuove tecnologie. Sottogenere che come guilty pleasure/monnezza movie a me personalmente non dispiace nemmeno. E la prevedibile morale di fondo, che è meglio la vita sconnessi in uno sperduto chalet di montagna rispetto alla frenesia del mondo moderno iperconnesso, potrebbe far felice persino il vecchio Ford che ancora rimpiange i tempi in cui si comunicava attraverso i geroglifici e Kardashian era solo l'avvocato di O.J. Simpson.
Ford: tipica commediola italiana che farà andare in brodo di giuggiole Cannibal, che ormai difende qualsiasi porcata si produca da queste parti, ma che, avendo già dato con il caro vecchio Verdone, dubito passerà da queste parti. Piuttosto, vado a fare un salto sull'Appennino da mio nonno, dove davvero non c'è possibilità che internet e affini prendano in alcun modo.

Belle & Sebastien – Amici per sempre

"Ford & Goien - Nemici per sempre."

Alessandra Muroni: Canta con noi, auuu, meglio che puoi auuuuu, canta con noi meglio che puoi canta insieme a noi viva viva i nostri eroi, viva Belle e Sebastien. Versione in carne ed ossa del cartone giappo, Belle e Sebastien racconta la storia di un cane finisce per fare da genitore all’ennesimo ragazzino rimasto orfano. Dopo le prime rocambolesche (?) avventure del primo film, ci smaron... Ehm, ci allieta con il ritorno del bambinello orfanello che inizia ad andare a scuola dopo la fine della guerra. Che bello, un po’ di normalità dopo una mamma cane e tante tante bombe! Ma anche no! E infatti la sua amica Angelina è forse perita in un incidente aereo, o forse è ‘solo’ dispersa. Mai una gioia eh. Ma il piccolo Sebastien – carramba che sorpresa! – scopre di avere un papà, che non solo se ne sbatte di lui, ma anche di trovare Angelina. Così Belle, deve fare da mamma e da inviato di Chi l’ha visto, cercando di ritrovare l’amica di Sebasien. Pierre li aiuta svogliatamente, ma forse c’è speranza si avvicini a Sebastien, così come c’è speranza che Cannibal e Ford si vogliano bene!
Cannibal Kid: Alessandra, sul serio ti sei vista il primo film, o hai fatto solo un sapiente uso del copia e incolla della trama da Wikipedia?
Spero la seconda, temo la prima. Comunque devo correggerti: questo non è il secondo film della serie, Belle & Sebastian – L'avventura continua, bensì addirittura il terzo, Belle & Sebastien – Amici per sempre. Ebbene sì. Sono arrivati al terzo capitolo della trilogia, proprio come quella di Cinquanta sfumature.
Comunque sia, io già non sopportavo il cartone giappo, figuriamoci se mi guardo la trilogia di una versione melò strappalacrime e animalesca di una tipica bambinata fordiana. Preferisco un'altra visione: Ford & Cannibal – Nemici per sempre.
Ford: ricordo il vecchio cartone animato dedicato a Belle e Sebastien, che comunque non è mai stato tra i miei preferiti. Dai film mi sono sempre tenuto alla larga. Quindi, cara Alessandra, per una volta ancora, purtroppo, questa settimana, sono d'accordo con il mio antagonista e preferisco pensare a Ford&Cannibal - Nemici per sempre.
Alessandra Muroni: Tana per Cannibal! Io ho copiato pari pari da Wikipedial, tu invece di sicuro l'hai visto, e scommetto che l'hai visto insieme a Ford, anche se negate! E tu Ford, scommetto che farai vedere ai tuoi figli, piuttosto si vedono la serie di Sharknado! XD

Omicidio al Cairo

"Pur di non tornare a lavorare con Ford e Cannibal, la Muroni si è buttata di sotto."

Alessandra Muroni: Urka qua le cose si fanno serie in Egitto, quando il poliziotto Nouredin è corrotto fino al buco del c@lo come tutti i suoi colleghi e si ritrova a dover indagare un omicidio, talmente preso da fare tana ai commercianti che doveva proteggere dal marasma di una rivoluzione che sta per scoppiare in piazza Tahrir. Come se la grossa crisi non bastasse, pure le botte. Non bastava Amazon? Se ci dovete corcare, comprate online, no?!? Nouredin è talmente coinvolto dal caso, da arrivare a un possibile colpevole - Il Cannibal? Ford? No, dippiù! Un deputato del Parlamento. Salveneee? Tsé, magari!
Cannibal Kid: Leggo su MYmovies che “questo film si ispira a un omicidio realmente accaduto nel 2008 di cui risultò colpevole un uomo d'affari e parlamentare egiziano vicino alla famiglia Mubarak”. Più che Salveneee, Silvio, c'entri qualcosa tu?
Ford: questa sorta di noir politico egiziano mi lascia perplesso. Scommessa d'essai della settimana o roba dalla quale scappare a gambe levate? Direi che non ho voglia di scoprirlo. Quanto più di ritrovare l'alchimia giusta per una nuova Blog War con Cannibal.

giovedì 7 settembre 2017

Thursday's child







Il risveglio settembrino delle proposte in sala, dopo l'uscita del nuovo Nolan la scorsa settimana, prosegue con un altro weekend che potrebbe perfino risultare promettente, ed ancora rischiare di mettere d'accordo perfino i due nemici per antonomasia della blogosfera, il qui presente Ford ed il pusillanime Cannibal Kid.
Riuscirà un regista ormai cult come Edgar Wright nell'impresa?


"Se becco Cannibal gli sparo un ceffone in pieno viso."



Baby Driver – Il genio della fuga

"Hey, piccolo Kid: sono la tua nuova baby sitter."

Cannibal dice: Edgar Wright è un regista stranamente amato sia da me che da Ford. Anche se da me più per il teen Scott Pilgrim vs. The World e da lui più per la Trilogia del Cornetto. Il suo nuovo film, già osannato da pubblico e critica negli Usa, sembra avere tutte le carte in regole per essere uno dei grandi cult cannibalfordiani dell'anno. Sarà davvero così?
Ford dice: Edgar Wright è uno dei registi della nuova generazione che amo di più, soprattutto grazie alla favolosa Trilogia del Cornetto, una delle cose più esilaranti che abbia mai visto in sala. Stranamente, inoltre, questo regista di norma riesce perfino a mettere d'accordo i due bloggers più rivali della blogosfera. Che sia l'ennesima conferma del suo talento, e delle prime recensioni ammeregane che l'hanno osannato?



Miss Sloane – Giochi di potere

"E' inutile che piangi, bella: con Ford ci esco io."

Cannibal dice: Finalmente esce anche in Italia un film che era già stato annunciato negli scorsi mesi. Dico solo che c'è Jessica Chastain, che quindi io naturalmente l'ho già visto e che la mia rece è già pronta. Non sono mica uno sfaticato che vive in vacanza come il Señor Ford che, nel momento in cui state leggendo, dovrebbe trovarsi sulle ramblas di Barcellona...
Mmm... a pensarci bene non è che lo invidi poi così tanto.
Ford dice: film potenzialmente interessante con una delle attrici più interessanti - e non solo per il talento artistico - in circolazione, che potrebbe rivelarsi perfino una sorpresa. Senza dubbio, una volta tornato dalla mia ennesima vacanza, sarà tra i primi a finire nel mirino del vecchio cowboy.
Cannibal, invece, continuerà ad essere il mio bersaglio preferito.


Fottute!

"Siete sconvolte quanto Cannibal la prima volta che accettò di passare un weekend alla fordiana!"

Cannibal dice: Con un titolo italiano del genere, roba che non si vede manco dalle parti di Pensieri Cannibali nei suoi momenti più estremi, come si può perdere un film del genere? Per di più c'è Amy Schumer, l'idola comica di Un disastro di ragazza e Inside Amy Schumer e un regista indie come Jonathan Levine (50 e 50, Fa' la cosa sbagliata, All the Boys Love Mandy Lane e Sballati per le feste!). Per gli amanti come Ford delle tardone... volevo dire delle vecchie glorie c'è pure Goldie Hawn, quindi che sia fottuto e sfottuto chi non se lo vede.
Ford dice: il titolo è agghiacciante, il regista ed il cast interessanti, le opinioni oltreoceano non incoraggianti. Potrebbe rivelarsi una figata a sorpresa fordiana o la tipica robetta inutile cannibalesca. Io spero nella prima.


All Eyez on Me

"Ford sta con Notorious e Cannibal con me!? Ma questa è una barzelletta!"

Cannibal dice: Il biopic su uno dei miei rapper preferiti, il grande 2Pac Shakur, sebbene negli Usa non sia stato accolto alla grande è una visione imperdibile per me, ma credo che se lo dovrebbe vedere pure Ford, estimatore più di Notorious B.I.G.. Così potremmo far rivivere sui nostri blog la faida tra East e West Coast.
Ford dice: non ho mai amato particolarmente 2Pac, essendo un grande estimatore di Notorious, ma sono molto curioso di questo biopic, anche perchè potrebbe rinverdire i fasti delle Blog Wars musicali tra me e Cannibal che qualche anno fa scossero le fondamenta della blogosfera tutta.


The Devil's Candy

La tipica turista al termine di una vacanza a Casale Monferrato.

Cannibal dice: Horror metal satanico che ho già visto e ho trovato caruccio, anche se non mi ha esaltato del tutto. Qui c'è la mia breve, brevissima Twitter-recensione: http://www.pensiericannibali.com/2017/08/le-recensioni-ai-tempi-di-twitter.html. Chissà se piacerà a un ex metallaro oggi fan del reggaeton come Ford...
Ford dice: horror metallico satanico che mi ispira non poco, e che spero, al rientro delle vacanze, possa spazzar via tutti gli horrorini per pusillanimi che la fanno fare sotto a gente come Peppa Kid.


In Dubious Battle – Il coraggio degli ultimi

"Sciopereremo fino a quando Cannibal continuerà a scrivere di Cinema!"

Cannibal dice: James Franco torna a lavorare con Selena Gomez dopo il capolavoro supremo Spring Breakers. Questa volta si preannuncia un film del tutto differente, con l'attore anche alla regia, un'ispirazione da John Steinbeck e un'ambientazione nell'America degli anni '30. La puzza di noiosa fordianata è quindi fortissima, però il profumo soave di Selena dovrebbe comunque sovrastarlo.
Ford dice: film potenzialmente interessante se visto dalla prospettiva fordiana dell'ambientazione, ma che potrebbe assumere una deriva cannibalesca rischiosa per la sua riuscita. Ad ogni modo, una visione potrebbe starci, considerata la pochezza che è stata l'estate in sala.


Il colore nascosto delle cose

"Tesoro, non bevi il tuo the?" "Devo incontrarmi con Cannibal, più tardi: mi serve un White Russian per farmi coraggio."



Cannibal dice: Non ho mai visto un film diretto da Silvio Soldini. Un po' perché i suoi lavori non mi hanno mai attirato e un po' perché è dal 2012 che non girava più niente e io ho cominciato a rivalutare il cinema nostrano soltanto negli ultimissimi anni. Questa potrebbe allora essere la volta buona. A meno che Ford non dica che Soldini è il miglior regista italiano in circolazione e in tal caso mi risparmio pure questo.
Ford dice: il Cinema italiano negli ultimi anni è riuscito a sorprendermi molto in positivo e confermarsi, a tratti, come la spenta caricatura di quello che era nella stagione d'oro degli anni sessanta e settanta. Soldini non mi ha mai attratto più di tanto, e considerate le potenziali bombe delle ultime settimane, non penso correrò a recuperarlo al mio ritorno. Al contrario potrei sempre recuperare Cannibal e sparargli un paio di mosse di wrestling.


La fratellanza

Prossimamente su questi schermi uno steel cage handicap match tra Peppa Kid e due tizi grossi, cattivi e tatuati.

Cannibal dice: Thriller con Nikolaj Coster-Waldau di Game of Thrones che si preannuncia come una visione per duri e puri. Gente come Mr. Ford, insomma...
Ma dai, ma chi ci crede? Ormai è diventato un tenerone come manco il Gianfranco D'Angelo degli anni '80.
Ford dice: a parte la curiosità di vedere Jamie Lannister in versione brutto, sporco e cattivo e l'ambientazione action, non mi pare gran roba. Ma dato che so che infastidirà Cannibal, potrei preparare una bella recensione da amante delle botte e delle cose da duri.


The Teacher

"Mi dispiace, ma l'ultimo posto nella compagnia è già stato preso da Katniss Kid."

Cannibal dice: Commedia ambientata nella Cecoslovacchia degli anni '80. Sarà un palloso mattonazzo dell'Est Europa di quelli che fanno (o forse facevano) impazzire l'autore di White Russian o, complice l'ambientazione scolastica, un sorprendente divertissement cannibalesco?
Ford dice: chiude la settimana un'altra pellicola in bilico tra White Russian e Pensieri Cannibali, ed ovviamente tutti speriamo anche in questo caso che la bilancia penda dalla parte del vecchio cowboy.

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