martedì 21 luglio 2015

Child 44

Regia: Daniel Espinosa
Origine: USA, UK, Repubblica Ceca, Romania
Anno: 2015
Durata: 137'





La trama (con parole mie): Leo Demidov, tra gli eroi della conquista di Berlino da parte dell'Armata rossa durante la Seconda Guerra Mondiale, diviene nel corso degli anni cinquanta un ispettore esperto in interrogatori dell'elite delle forze dell'ordine del regime. Quando il figlio del suo migliore amico viene trovato morto e le indagini a proposito dello stesso omicidio sono insabbiate per esigenze politiche, la fedeltà di Demidov al regime viene messa a dura prova nel momento in cui il dito del Potere punta dritto a sua moglie Raisa.
Messo ai margini ed esiliato ai confini dell'Unione Sovietica, Leo non demorde, e si pone l'obiettivo di riuscire a scoprire quanto più possibile a proposito di quello che pare essere un serial killer feroce e spietato pronto a prendere di mira ragazzini tra i dieci e i quindici anni lungo la linea ferroviaria che va dalla Capitale a Rostov.
Spalleggiato dal Generale Nesterov, suo superiore per il nuovo incarico, Leo dovrà lottare contro i suoi fantasmi ed il Sistema per poter completare l'indagine.








E' curioso quanto, a volte, titoli che sulla carta hanno tutte le caratteristiche per conquistarci finiscono, al contrario, per risultare davvero poca cosa, prodotti pronti ad entrare ed uscire dalle nostre vite di spettatori senza colpo ferire: Child 44, firmato dal discretamente anonimo Daniel Espinosa - già autore del non eccessivamente esaltante Safe house - e prodotto da Ridley Scott - che, purtroppo, con il passare degli anni non è più la garanzia che era ad inizio carriera -, rientra alla perfezione nella categoria.
Un cast di prim'ordine - Tom Hardy, Gary Oldman, Joel Kinnaman, Noomi Rapace, Charles Dance, Paddy Considine, Vincent Cassel, giusto per citare i nomi più grossi -, un'ambientazione oscura, una trama divisa tra la critica e la lotta al Potere ed al Sistema e la caccia ad un serial killer ispirato alla figura di Cikatilo, storie di amore, amicizia e vendetta che si intrecciano a Storia e fatti di cronaca: se me l'avessero presentato senza permettermi di vederlo, avrei potuto perfino azzardare che Child 44 poteva essere una delle proposte più interessanti della prima metà del duemilaquindici, per il sottoscritto.
Peccato che, a conti fatti, il risultato sia debole sotto molti aspetti, privo del carattere necessario per rimanere davvero nel cuore, lontano sia dai blockbuster che dai film d'autore, troppo lungo e decisamente privo del mordente che un thriller ha bisogno di mantenere alla distanza: nonostante, infatti, le idee messe sul piatto nel corso della prima parte - il ruolo di Leo come uomo del Sistema, la sua abilità nell'estorcere confessioni, la rivalità con Vasili, l'amicizia fraterna con Alexei, il clima di terrore imposto dal regime, la presenza di un serial killer terribile, un uomo nero pronto a portare con sè ragazzi all'inizio delle proprie esistenze, lasciando un vuoto che nessun genitore potrà mai colmare - con il passare dei minuti tutto pare sgonfiarsi, diventare un compito che regista e sceneggiatori si sono ritrovati a portare a termine giusto per guadagnarsi la pagnotta, più che per voglia, passione o desiderio di dare alla storia che raccontano quella scintilla in grado di differenziare un titolo assolutamente anonimo da uno destinato a rimanere nella memoria.
In particolare, e senza rivelare passaggi che potrebbero rendere ancora più inutile la visione, il quarto d'ora finale che chiude la vicenda e, di fatto, racconta tutto quello che accade archiviato il vero epilogo della trama si è rivelato uno dei passaggi più inutili dell'ultimo periodo, finendo per portare il lavoro di Espinosa da un giudizio medio alle bottigliate delle delusioni, nonostante, di fatto, da Espinosa stesso non era certo lecito aspettarsi un nuovo Memories of murder o Se7en.
Di fatto, non siamo di fronte ad un film brutto, mal realizzato o poco interessante - per quanto non sfruttati a dovere, gli spunti per riflettere sono molti -, quanto principalmente ad un titolo piatto che non aggiunge nulla al genere, alla carriera di chi ha partecipato alla sua realizzazione o alla vita di chi si trova dall'altra parte dello schermo: in questo senso, parrebbe più interessante documentarsi - magari attraverso i libri - in merito alle ombre del dominio di Stalin nell'URSS del dopoguerra e rispetto a Cikatilo, ribattezzato il mostro di Rostov, uno dei serial killers più terribili degli ultimi cinquant'anni.
A dimostrazione, per una volta, della poca incisività dell'operazione, anche il riscontro clamorosamente basso al botteghino: poco più di un milione di dollari complessivi contro i cinquanta stimati di budget.
Considerate queste premesse, sarà difficile che la trilogia letteraria che ha ispirato Child 44 vedrà la luce interamente: e se i risultati sono di questo calibro, direi che non è neppure un male.




MrFord




"I'm friend with the monster that's under my bed
get along with the voices inside of my head
you're trying to save me, stop holding your breath
and you think I'm crazy, yeah, you think I'm crazy."
Eminem feat. Rihanna - "Monster" - 





24 commenti:

  1. Dal trailer non l'avrei mai detto! Stavo quasi per recuperarlo pochi giorni fa...

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  2. Ottimo,vedrò di dire al Khal che se lo sciroppi da solo un pomeriggio XD

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    1. Mi pare un'ottima scelta. Lascia che se lo sciroppi tranquillo.

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  3. Ormai so già che se 'la massa' mi indirizza con troppo entusiasmo verso un certo film, posso venire qui e trovare un ridimensionamento. Con calma ci arrivo anche io.

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    1. Prendo questa smitizzazione del parere di massa come un gran complimento ed incasso. :)

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  4. Oh! Le bottigliate ;-) Concordo in pieno, il film inizia bene e poi diventa una palla ai maroni allucinante, peccato perchè il cast è di tutto interesse e anche il tema la pensiamo uguale ;-) Cheers!

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    1. Peccato davvero, le premesse c'erano proprio tutte.
      E le bottigliate cadono alla perfezione.

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  5. addirittura le bottigliate? ne stavo leggendo discretamente e ce l'avevo già pronto in rampa di lancio...

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    1. Troppo scialbo, troppo lungo, troppo spreco di un cast di prim'ordine.
      Ma recuperalo comunque.

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  6. Delusione anche da parte mia. Peccato, perché c'erano tutte le premesse per realizzare qualcosa di più interessante.
    Finale buttato lì in fretta e furia, dopo che han menato il torrone per tre quarti di film.. mah.

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    1. Un mah enorme anche da queste parti.
      Soprattutto sul finale, tra i peggiori della stagione.

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  7. francamente nemmeno l'avevo preso in considerazione...

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  8. Io l'ho giudicato con gli occhi dell' """amore""", in quanto ero rimasto affascinato dalla storia del romanzo. Resta comunque una visione discreta secondo me, anche se il romanzo ha più personalità :)

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    1. Secondo me ti sei fatto influenzare dal romanzo, perchè il film è davvero poca roba.

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  9. Un film che ha tutte le caratteristiche per NON conquistarmi.
    Quindi probabilmente mi piacerà più che a te.
    Però non è che abbia tutta questa voglia di scoprirlo. Anche perché non riesco a immaginare una visione meno estiva di 'sta roba... :)

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    1. Effettivamente non è estivo neanche per sbaglio, anche se a mia discolpa posso dire di averlo visto più o meno un mesetto fa, prima dell'esplosione del torrido.
      Detto questo, non penso ti piacerà. Neanche per darmi contro. ;)

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  10. Sant'intuito che sono riuscito ad evitarmelo in sala, che Dolcetessò era partita sbavando...

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  11. Bottigliate? Eppure ne ho sentinto parlare piuttosto bene.
    Mi fido e per ora rimando.

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    1. Rimanda tranquillo: a prescindere dal fatto che non sia un granchè, non è estivo per niente.

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  12. Ormai ho sviluppato una sorta di sesto senso che mi fa subodorare la puzza di fregatura con precisione quasi assoluta. Sinceramente ho storto il naso soltanto guardando il trailer di questo child 44. Nonostante ciò, prima o poi lo guarderò... e credo saranno bottigliate.

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    1. In realtà in questo caso io speravo quantomeno che il film fosse discreto, complice il cast.
      Peccato, una mezza fregatura.

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