giovedì 23 luglio 2015

Indiana Jones e il tempio maledetto

Regia: Steven Spielberg
Origine: USA
Anno: 1984
Durata: 118'





La trama (con parole mie): siamo nel 1935, e Indiana Jones, celebre archeologo, insegnante ed avventuriero, dopo una rocambolesca fuga dalla Cina, finisce in India, in un piccolo villaggio dal quale sono state trafugate pietre sacre per la popolazione.
Alla ricerca delle pietre stesse, Indy, il piccolo Shorty e la cantante Willie si troveranno a scoprire i segreti dietro il palazzo del maraja locale, dominato da una setta dedita al culto della dea Kali e legato ad un complesso sistema di tunnel, miniere ed un vero e proprio tempio all'interno del quale si compiono sacrifici umani.
Riuscirà il dottor Jones a mettere le mani sulle pietre per riportarle ai legittimi proprietari, avere la meglio sul leader della setta, sedurre Willie e portare a casa la pelle?








Senza dubbio, uno dei personaggi fondamentali per la mia formazione di cinefilo e di bambino di fronte alla meraviglia offerta dalla settima arte, che ha finito per accompagnare innumerevoli visioni in compagnia di mio fratello nel corso di tutti gli anni ottanta e nella prima parte dei novanta è stato Indiana Jones: l'alter ego di maggior successo di Harrison Ford, avventuriero spaccone e ciarliero, donnaiolo e decisamente umano, fisicamente, rispetto agli altri action heroes targati eighties, negli anni non ha perso ai miei occhi lo smalto di allora, eppure non ha avuto grande fortuna o spazio qui al Saloon, limitando le sue apparizioni ad un recupero de I predatori dell'Arca perduta quando ancora White Russian muoveva i suoi primi passi.
Dunque, spinto dalla leggerezza dell'estate, ho deciso di ripescare i due capitoli che seguirono proprio quella prima, fantastica avventura, e che, paradossalmente, nel corso della mia vita ho finito per vedere e rivedere un numero di volte decisamente superiore all'esordio sul grande schermo del Dottor Jones, che ad oggi risulta ancora essere l'episodio qualitativamente migliore della saga: in particolare, Indiana Jones e il tempio maledetto, con i suoi improbabili voli da aerei lasciati senza piloti, gli insetti delle catacombe, il rituale della setta dedita a Kali con tanto di cuore estirpato a mani nude, è stato - ed è - un guilty pleasure tra i più amati dal sottoscritto, perfettamente in grado di funzionare ancora oggi e di parlare ad un pubblico di tutte le età divertendo clamorosamente e senza ritegno.
Nonostante, infatti, sia a livello critico forse il capitolo meno interessante tra i quattro realizzati fino ad ora, tutto funziona a meraviglia, dall'incipit cinese all'ambientazione indiana dal sapore di film di genere anni cinquanta, passando per un villain d'eccezione - lo stregone a capo della setta - e comprimari perfetti per spalleggiare il sempre pungente Jones - dal giovane Shorty, il Data dei Goonies, alla cantante Willie, che regala un'ottima dose di schermaglie amorose con il nostro archeologo preferito nella grande tradizione di questo franchise -: se, a tutto questo, si aggiungono poi sequenze action perfette per ritmo e tensione - l'inseguimento nella miniera sui vagoni è uno dei passaggi più belli che ricordi della mia infanzia di spettatore -, le consuete battute di Indy ed il mestiere di Spielberg e soci, il cocktail servito è quanto di meglio si potrebbe chiedere al Cinema d'intrattenimento, lo stesso in grado di far sognare i bambini e far tornare bambini gli adulti, oltre a delineare situazioni e charachters che, in un modo o nell'altro, hanno finito per entrare nella Storia della settima arte così come nella memoria di generazioni di spettatori.
Personalmente, non vedo già l'ora che il Fordino sia abbastanza grande per potergli proporre cult dei tempi del suo vecchio come questo, sperando di trasmettergli la stessa passione per il Cinema e l'avventura che nutro e rinnovo ad ogni giorno e visione: e quando la quotidianità o film troppo scarsi non me lo permettono, posso sempre evocare ricordi dell'epopea indiana di Indiana o, ancora meglio, pescare dalla libreria il dvd e gettarmi a capofitto in qualche inseguimento mozzafiato come se fossi io a portare il cappello e la frusta.




MrFord




"In the temple of love you hide together
believing pain and fear outside
but someone near you rides the weather
and the tears he cried will rain on walls
as wide as lovers eyes
in the temple of love, shine like thunder
in the temple of love, cry like rain
in the temple of love, hear my calling
in the temple of love, hear my name."
The Sisters of mercy - "Temple of love" - 






21 commenti:

  1. Non calcolando "Il regno del teschio di cristallo", questo è quello che mi è piaciuto meno... Forse è per l'ambientazione indiana, forse per alcune scene cruente...
    Tutto sommato lo trovo sufficiente

    RispondiElimina
    Risposte
    1. A me diverte nonostante sia forse quello meno interessante, e comunque io sono un sostenitore del Teschio di cristallo!

      Elimina
  2. Il mio preferito resta il terzo,col mitico Sean Connery che gli fa da babbo <3
    Però ho visto tutti davvero troppi anni fa per far finta di ricordarmene XD
    L'unico che ho visto in tempi recenti era quella porcata dei teschi di cristallo!

    RispondiElimina
    Risposte
    1. P.S. Mitici Sisters of Mercy!

      Elimina
    2. Il mio preferito a livello "critico" è il primo, ma il terzo è effettivamente mitico!
      Un pò come i SOM!

      E comunque il Teschio a me è piaciuto.

      Elimina
    3. Il Teschio cosa??????
      Non so di che film parli XD XD XD
      Scherzi a parte,tutto bene finchè si parla della Blanchett con l'accento tedesco(anche se quei capelli,mio Dio!),gli omaggi alla trilogia originale,l'autoironia,la reunion con Marion,oooh aaah....ma quando il film svolta in direzione fantacazzata,marooonnaaa....

      Elimina
    4. A me è piaciuto, ricordo che mi aveva intrattenuto quasi anticipando il filone amarcord anni ottanta di questi ultimi anni!

      Elimina
  3. Sono sicuro che il Fordino avrò apprezzato, la scena della cena era una di quelle cose figo/disgustose che da bambino mi attirava per quel suo essere schifosa ;-) Questo film è un rito di passaggio, i cuori strappati sono la risposta a Peppa Pig! ;-) Cheers! P.S. Sisters of mercy... Yeah!

    RispondiElimina
    Risposte
    1. In realtà il Fordino lo deve ancora vedere, ma sono sicuro che apprezzerà, come me ai tempi. la famosa sequenza! ;)

      Elimina
  4. Come dice Bara, questo - da bambino - era effettivamente il mio preferito. Sì.
    Quella scena incriminata la adoravo. Chissà il Fordino :)

    RispondiElimina
    Risposte
    1. Come scrivevo a Bara, secondo me se lo godrà di brutto!

      Elimina
  5. NO questa me la devi spiegare e motivare, però!!! : " sia a livello critico forse il capitolo meno interessante tra i quattro"

    QUATTRO??? Come quattro? Al massimo TRA I TRE!

    RispondiElimina
    Risposte
    1. Ripeto: a me il Teschio è piaciuto.
      Quindi sono quattro. ;)

      Elimina
  6. Mai sopportato Indiana Jones, così come tutti gli archeologi, così come tutti gli appassionati di vecchiume, così come te, Ford. ;)

    Comunque mi aspettavo gli avresti dato almeno il doppio dei bicchieri...

    RispondiElimina
    Risposte
    1. Solo tu, che sei un pusillanime di prim'ordine, puoi non sopportare Indiana Jones! ;)

      E comunque io sono sempre imparziale, nei miei giudizi! ;)

      Elimina
  7. Film a cui sono troppo legato per essere obiettivo.
    E pure a me "Il regno del teschio di cristallo" ha divertito.

    RispondiElimina
    Risposte
    1. Anche io ho fatto fatica ad essere obiettivo.
      E concordo sul Teschio.

      Elimina
  8. Ti dico solo che, quando si stilano le classifiche dei film che vergognosamente mancano alla propria collezione, questa saga appare sempre in toto nella mia. :D

    RispondiElimina
  9. Sinceramente lo ritengo inferiore al precedente, ma superiore al successivo L'ultima crociata. Anche se l'ultima volta che ho uno dei film della trilogia (Il regno del teschio di cristallo? non so di cosa parli) è stato quasi un decennio fa.

    RispondiElimina
    Risposte
    1. Io li ho rivisti non troppo tempo fa, e mi sono piaciuti come la prima volta. Indy, ogni tanto, merita una rispolverata.

      Elimina

Related Posts Plugin for WordPress, Blogger...