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venerdì 29 dicembre 2017

Ford Awards 2017: i film (N°30-21)



Ed eccoci giunti alla classifica più importante, quella dedicata ai film che più hanno conquistato i favori del sottoscritto tra quelli usciti in sala nel corso dell'anno: ovviamente, come di consueto, mancano all'appello alcuni titoli più o meno importanti, e considerato che nonostante un inizio anno notevole la qualità si sia abbassata a questo giro ho deciso di diminuire il numero dei titoli in classifica dai consueti quaranta a trenta.
Scopriamo dunque quali sono gli apripista della classifica.


N°30: L'INGANNO di SOFIA COPPOLA


Apre la classifica Sofia Coppola, regista discontinua ma di talento, che riporta sullo schermo un classico di Don Siegel, La notte brava del soldato Jonathan, riuscendo comunque a non sfigurare troppo nel confronto. Nell'anno della rivincita delle donne, una pellicola che pare quantomai attuale.

N°29: DUNKIRK di CHRISTOPHER NOLAN

 

L'illusionista del Cinema, Christopher Nolan, torna sul grande schermo con un film bellico celebratissimo - forse troppo - alla sua uscita, considerato dal primo giorno uno dei favoriti per la prossima corsa agli Oscar. Peccato che, nonostante l'indubbia ed incredibile tecnica, al cuore non resti nulla se non una bella confezione.
N°28: CARS 3 di BRIAN FEE

 

Alle spalle la delusione cocente di Cars 2, Saetta McQueen torna sullo schermo con un terzo capitolo decisamente nelle corde del primo, grazie al quale assistiamo al passaggio di ruolo del protagonista da allievo a maestro. Parabola sul rapporto tra vecchie e nuove generazioni che conserverò tra i ricordi più vivi in quanto primo film visto in solitaria al Cinema con il Fordino.
N°27: THOR - RAGNAROK di TAIKA WAITITI


Irrompe nella classificona il Dio del Tuono in versione Taika Waititi, fracassonata divertentissima che pare uscita dritta dritta dagli anni ottanta e che rilancia alla grande lo spirito più guascone dei film Marvel del Cinematic Universe sul modello di Guardiani della Galassia - ma avremo modo di riparlarne -. Ci si diverte, ci si intrattiene, si spacca. 

N°26: DETROIT di KATHRYN BIGELOW

 

La cazzutissima Bigelow, più che attesa alla vigilia, è una delle delusioni di questa classifica: avrei voluto che Detroit irrompesse come una tempesta piazzandosi decisamente più in alto, ma benchè la confezione sia ineccepibile, questo lavoro comunque importante ha lo stesso difetto di Dunkirk. Si ammira, ma non si ricorda.

N°25: IL DIRITTO DI CONTARE di THEODORE MELFI


Il The Help del duemiladiciassette. Forse confezionato per le candidature ai passati Oscar, ma genuino, piacevole e scorrevole da guardare. Inoltre, parliamo di una storia vera che non ha perso in termini di attualità ed è in grado di mettere d'accordo spettatori con gusti profondamente diversi tra loro. 

N°24: T2 - TRAINSPOTTING 2 di DANNY BOYLE

 

I ragazzacci di Welsh e Boyle tornano sullo schermo a un ventennio di distanza dal cult che li aveva consacrati, e spazzano via i sospetti di una bieca operazione commerciale con un perfetto mix di nostalgia ed ironia. Tornare da Bagby e soci è stato come rivedere gli amici del quartiere che si sono persi con la vita, e continuare, con loro, a scegliere a vita stessa.
N°23: BORG MCENROE di JANUS METZ

 
 
Una delle sorprese di fine anno. Senza strafare in termini di tecnica ed originalità, Metz porta sullo schermo con grande tensione e partecipazione uno dei match più belli della storia del tennis, e lo fa riuscendo nella non facile impresa di rendere al meglio lo spirito che c'è dietro la pratica sportiva, a qualsiasi livello sia praticata.

N°22: GIFTED - IL DONO DEL TALENTO di MARC WEBB

 

Alle spalle l'ottimo 500 giorni insieme e i decisamente meno interessanti Spider Man, Marc Webb torna in un territorio che gli è più congeniale, e regala al pubblico uno di quei film dei quali innamorarsi senza chiedere troppe spiegazioni, ma seguendo la pancia ed il cuore.
Immedesimazione o età, ho trovato vivo e sentito il racconto di questo rapporto che mette i sentimenti prima del talento, e ricorda a tutti che non esiste un genio senza qualcuno che lo sostenga.

N°21: SCAPPA - GET OUT di JORDAN PEELE


Una delle sorprese più piacevoli della stagione: in bilico tra tensione e spavento, critica sociale ed ironia, Jordan Peele regala al pubblico una piccola chicca che, con un finale meno consolatorio, avrebbe conquistato una posizione ben più alta di questa.
Un paio di scene sono instant cult, gli interpreti funzionano, il messaggio è chiaro. Avercene.


TO BE CONTINUED...

lunedì 10 luglio 2017

Gifted - Il dono del talento (Marc Webb, USA, 2017, 101')




E' davvero curioso, come e quanto cambino le prospettive rispetto alla vita con il passare del tempo e l'accumularsi delle esperienze, tanto da ricordarmi la bellissima sequenza de L'attimo fuggente con Keating pronto a far salire i suoi studenti sulla cattedra per dare un'occhiata differente al mondo che loro conoscevano da un'altra angolazione: una ventina d'anni fa, nel pieno dell'adolescenza, sognavo di avere il talento di uno scrittore geniale, di vivere un'esistenza tormentata e di morire solo come un vero poeta romantico nell'estate del duemiladodici, a pochi mesi dal mio trentatreesimo compleanno.
Scritto, pensato o detto ora, fa quasi sorridere.
Questo perchè, a conti fatti, per quanto adori scrivere e adorerei ancor di più vivere soltanto di quello - principalmente sarebbe l'equivalente di non lavorare -, ci sono tante, tantissime cose che la vita può riservarmi e che continuerò a preferire rispetto al buttare emozioni, storie, sentimenti, fatica sulla carta: più che immaginarmi un genio che muore troppo giovane, ormai penso di essere più nella posizione di Guccini quando canta "godo molto di più nell'ubriacarmi, oppure a masturbarmi, o al limite a scopare".
Vivere, insomma.
Vivere e cercare di farlo nel modo più intenso possibile, inseguendo la felicità prima della realizzazione, l'emozione prima del sogno.
Non che, per questo, abbia cominciato a osteggiare il talento o chi ne ha, ma di sicuro tra un'esistenza di solitudine consegnata all'immortalità ed una vita normale goduta dal primo all'ultimo secondo, scelgo sempre e comunque la seconda, specie se lunga e piacevole.
C'è chi, probabilmente, penserà che il mio punto di vista sia quello di una resa, o più semplicemente la presa di coscienza di qualcuno che si è messo in pace con il fatto di non essere diventato quello che sognava da bambino.
E chissà, forse è così.
In fondo, non sono neppure riuscito a finire ad insegnare, o ad insegnare ginnastica, per dirla come Woody Allen. Eppure, dovessi pensare a me, oltre che ai miei figli, credo che la felicità e la sensazione di essere amati vengano decisamente prima dell'essere considerati una sorta di extraterrestri pronti a sconvolgere il mondo con qualcosa di rivoluzionario: certo, essere un Einstein, un Mozart o un Maradona porta e porterà sempre e comunque dei vantaggi, un pò come l'essere ricchi rispetto al non esserlo, ma considerato come finirà per tutti, credo che, a volte, questo tipo di grandezza risulti per essere sopravvalutato quanto la rockstar che sognavi di incontrare ed una volta faccia a faccia con lei capisci di essere di fronte soltanto ad un grande stronzo.
Con il Cinema, a conti fatti, è stato lo stesso.
Ho sempre amato ed amo tantissimo la settima arte, eppure non rimpiango per nulla il periodo della vita in cui passavo da un film d'autore all'altro, evitando come la peste qualsiasi proposta che non avesse un pedigree o un nome importante sulla locandina: come più volte mi è capitato di ripetere nel corso di questi ultimi mesi, sto cercando sempre più di avvicinarmi ad un Cinema di cuore, emozionante ed emozionato, che possa raccontare storie con qualche sbavatura ma assolutamente umane nella loro fallibilità.
Storie come quella di Gifted, firmato dal Marc Webb dell'ottimo 500 giorni insieme e del meno interessante Amazing Spider Man.
La vicenda della piccola Mary e di suo zio Frank, forse troppo semplice e "facile" per certi versi, senza dubbio indirizzata più al grande pubblico così come a chiunque abbia a che vedere da vicino con la crescita ed il futuro di un bambino, è una delle vicende più "straight" che abbiano accompagnato questo vecchio cowboy nel corso della stagione cinematografica in corso, divertente e commovente come solo la vita di tutti i giorni sa e può essere.
Un elogio del talento come lo furono a loro modo pellicole come L'attimo fuggente - già citata - e Will Hunting, ma allo stesso tempo di tutto quello che il talento non può raggiungere: perchè si può essere grandi nello sport, nell'arte, nella letteratura o nella scienza, ma non avere assolutamente idea di come vivere la vita.
Ed è allora che diventa fondamentale avere qualcuno che ce lo possa ricordare.
Perchè senza la vita, anche il talento perde significato.
Non esiste un Einstein senza uno studente che non capisce un beneamato cazzo di matematica.
Non esiste un Mozart, senza un orecchio che possa ascoltare la sua musica.
Non esiste un Maradona, senza un operaio che porta suo figlio allo stadio a vederlo.
Ci si sostiene a vicenda, nel bene e nel male. Come in una famiglia.
Gifted mi ha fatto sentire quel calore.
E al punto in cui sono arrivato, il pedigree ed il nome sulla locandina contano molto relativamente.
Mi sono sentito, guardando Frank e la piccola Mary, come a casa.
Ho riso, e mi sono commosso.
E vaffanculo, mi sono sentito bene come seduto sul portico con una bella birra ghiacciata in mano, il rumore dei bambini a giocare dentro ed il sole a scaldarmi.
Non c'è talento che possa eguagliare questo.




MrFord




 

lunedì 5 maggio 2014

The Amazing Spider Man 2 - Il potere di Electro

Regia: Marc Webb
Origine: USA
Anno: 2014
Durata:
142'




La trama (con parole mie): Peter Parker, terminato il liceo ed iniziato il college, è alle prese con i problemi legati alla sua doppia vita di studente e vigilante mascherato, ai sospetti rispetto all'utilità di Spider Man fomentati dal suo editore J. Jonah Jameson, al rimorso legato alla morte del Capitano Stacy, padre della sua fidanzata Gwen, e a Gwen stessa. Il rapporto tra i due, infatti, subisce una battuta d'arresto proprio a causa dell'incapacità di Peter di accettare che le persone a lui vicine possano soffrire: nonostante la lontananza forzata, però, Gwen si troverà coinvolta nella lotta tra Spidey ed il neonato supercriminale Electro, manovrato da Harry Osborn, rampollo di una delle famiglie più potenti del pianeta deciso a non guardare in faccia a nessuno pur di trovare una cura per la malattia genetica che lo affligge.
Neppure giocare con la vita e la morte. Di Peter e di chi ama.








Il buon, vecchio, spiritoso ed agilissimo Testa di tela è stato il primo supereroe a fare breccia nel cuore del sottoscritto ai tempi della prima media, alimentando i sogni a fumetti che coltivai per una decina d'anni e più: in quel periodo, sognare film che riuscissero a rendere sul grande schermo la meraviglia di quei personaggi coloratissimi e spettacolari era praticamente utopia, e se qualcuno mi avesse detto che entro una ventina d'anni sarebbero passate sul grande schermo cose come Il cavaliere oscuro, The Avengers, Iron man o l'ultimo Captain America, avrei riso di cuore.
Il primo a convincermi del contrario fu Raimi, che con la sua spettacolare trilogia - malgrado l'ultimo episodio facesse davvero cagare - portò il Ragnetto a livelli mai visti - o immaginati - prima, innescando l'ormai tipico fenomeno del reboot affidato a Marc Webb: il primo capitolo, uscito un paio di stagioni or sono, pur non raggiungendo i livelli dei due Spider Man del papà del brand La casa, riuscì comunque nell'intento di intrattenere e - anche se solo in parte - convincere, rievocando il gusto e l'approccio del più moderno universo Ultimate che non i racconti classici dell'Arrampicamuri.
Questo tentativo numero due rispecchia molto il precedente, compresa una prima parte decisamente noiosetta ed una seconda ritmata e convincente, e risulta funzionale anche nella sua quasi totale dipendenza dal da me sempre detestatissimo 3D, finendo per coinvolgere appassionati e pubblico occasionale ripescando uno degli episodi più importanti e funesti della storia degli albi dedicati all'Uomo Ragno, con la morte più significativa della storia della Marvel - o almeno, una delle più significative - aprendo la strada ad un terzo capitolo legato a doppio filo ad un'altra saga amatissima da queste parti, quella dei Sinistri Sei.
Webb e Garfield - sicuramente uno Spidey migliore di Tobey Maguire - ce la mettono davvero tutta per portare a casa il risultato, sfruttando di rimando la luce del personaggio di Gwen Stacy/Emma Stone e due cattivi d'eccezione come Electro - rimaneggiato ampiamente rispetto alla sua versione originale, purtroppo - e Harry Osborn, migliore amico di Peter dei tempi dell'infanzia e sua nemesi insieme al padre Norman, qui relegato ad una parte marginale, ed il risultato è sicuramente piacevole e perfetto per l'intrattenimento senza pretese e dai grandi mezzi produttivi, pur non riuscendo a lasciare il segno come, al contrario, era stato per i già citatissimi due film firmati all'inizio degli anni zero dal già citato Raimi.
A pesare sul risultato complessivo, oltre ad una prima metà decisamente macchinosa e lenta, l'eccessiva durata - due ore e venti paiono assolutamente troppe - ed alcune parti di sceneggiatura incentrate su spiegoni degni dei migliori "cattivi" da fumetto: certo, rispetto a blockbuster in questo periodo in sala che affrontare porta gli stessi effetti di una maratona corsa con un centinaio di chili di pietre sulle spalle - qualcuno ha detto Noah!? - pare di stare su un vero e proprio ottovolante, e senza dubbio i più piccoli e gli appassionati Marvel - ai quali non sfuggirà neppure questa volta la comparsata dell'eterno Stan Lee - apprezzeranno l'energia messa al servizio di questa nuova saga dai suoi autori - il team di sceneggiatori è lo stesso che lavorò ad Alias e Lost, dunque non proprio mezze calzette -, finendo per fremere nell'attesa del terzo capitolo, specie a conclusione del drammatico crescendo cui si viene sottoposti nel corso della visione.
Da (ex) fumettaro e fan sfegatato di Mamma Marvel, ammetto di non aver provato chissà quale stupore o meraviglia, ma di essermi divertito quanto basta per una domenica pomeriggio: in fondo, a questo tipo di pellicole non si può chiedere altro.
Per la salvezza ed i miracoli, attendiamo fiduciosi il ritorno degli Avengers.



MrFord



"Flash before my eyes
now it's time to die
burning in my brain
I can feel the flame."
Metallica - "Ride the lightning" - 



giovedì 24 aprile 2014

Thursday's child


La trama (con parole mie): continuano le settimane tutto sommato anonime di uscite in sala, parallele al mutamento che, a brevissimo, dovrebbe ulteriormente cambiare look alla rubrica tenuta dal sottoscritto e dal suo antagonista numero uno Cannibal Kid a proposito dei nuovi titoli proposti in tutto il Bel Paese - o quasi -. Nel corso del weekend imminente la parte dei leoni toccherà al nuovo blockbuster made in Marvel e alla seconda parte dell'affresco tutt'altro che stimolante firmato da Lars Von Trier. A voi la scelta. Un pò come tra WhiteRussian e Pensier Cannibali.

"Cannibal, mi dispiace: Ford ti ha prenotato una visita della prostata."

The Amazing Spider-Man 2 – Il potere di Electro


Ford dice: tra i tanti eroi Marvel, Spider Man è sempre stato il mio preferito, almeno ai tempi della mia giovinezza. Dopo un convincente primo capitolo, ora Marc Webb è chiamato a non annoiare e proporre un film ritmato e divertente, in linea con il personaggio. Ci riuscirà? Io spero di sì, non fosse altro per disturbare Peppa Kid, da sempre schierato contro i film di supereroi.
Cannibal dice: Spider-Man, ammazza il poco amazing Ford, please! E, già che ci sei, diventa protagonista di una nuova pellicola al livello dei primi due episodi della saga diretta da Sam Raimi. Il primo capitolo del tuo reboot firmato Marc Webb era stato carino, meglio ad esempio di quelle schifezze di pellicole Marvel tanto celebrate da Ford, però so che puoi fare di meglio. Far spogliare Emma Stone, per esempio.

Cannibal Kid in un qualsiasi sabato sera.

Nymphomaniac – Volume 2


Ford dice: in realtà mi sono già espresso, in proposito. La seconda parte dell'ultima opera di Von Trier, mio nemico giurato inspiegabilmente poco incisivo e dunque poco bottigliato in questo caso, è senza dubbio meno riuscita, più noiosa e meno provocatoria della prima, ma per chi ha resistito con il Volume 1, o per gli scellerati che l'hanno addirittura amato, sarebbe assurdo rinunciare a questo secondo capitolo. Ovviamente, a vostro rischio.
Cannibal Kid dice: Dopo la prima stupenda, ironica, divertente parte, il Dio del cinema Lars von Trier ci regala il secondo volume dell’avventura di Joe la ninfomane. Si astengano i puritani bacchettoni moralisti come MrFord.

"Ecco fatto. Così Ford non potrà più guidare."

In nomine Satan


Ford dice: solo in Italia si riesce a proporre certa roba. Fossimo negli States, probabilmente, un titolo come questo - ispirato alle vicende delle Bestie di Satana - porterebbe la firma di un Fincher, quantomeno. Qui, invece, preferiamo puntare sulle produzioni artigianali. Molto artigianali, anzi. Fa già paura senza pensare al soggetto.
Cannibal dice: Per chi come il mio blogger rivale non riesce a comprendere la grandezza del cinema d’Autore di Lars von Trier, ecco qualcosa più alla sua portata. Un filmetto italiano finto trasgressivo perfetto per le bestie. Di Satana? No, per le bestie come Ford uahahah!

"Ma dove ci crediamo di essere!? A Twin Peaks!?"

Il centenario che saltò dalla finestra e scomparve


Ford dice: proposta potenzialmente radical chic che mi salto - almeno per il momento - volentieri. Se il Cucciolo dovesse bocciarlo, allora potrebbe miracolosamente riapparire sugli schermi del Saloon.
Cannibal dice: Ma questo che è? L’atteso film biografico sul centenario MrFord? Mi sa proprio di sì.
Oltre che di vecchio, questa pellicola tratta da un best-seller che in Svezia ha avuto un successo clamoroso, mi puzza un po’ di robetta buonista. Però non escludo che potrebbe rivelarsi una piacevole sorpresa, visto che negli ultimi tempi il cinema del Nord Europa mi sta regalando della belle soddisfazioni.

"Eppure Ford mi aveva garantito che in questo modo usciva una grigliata di Cucciolo Eroico perfetta!"

La sedia della felicità


Ford dice: Mazzacurati non è certo il peggio che il Cinema italiano possa propinarci, ma di sicuro, in una settimana a dir poco smorta, non spinge il sottoscritto a correre in sala in modo da essere il primo a recensire la sua nuova fatica. Rimando. E al massimo mi diletto a togliere la sedia da sotto il culetto moscio del mio rivale.
Cannibal dice: Si preannuncia come la solita commedia italiana finta-indie. Nel variegato cast, oltre agli habitué di questo genere Valerio Mastandrea, Isabella Ragonese e Giuseppe Battiston, troviamo pure Katia Ricciarelli e Raul Cremona, giusto per provare a riabilitare dei personaggi trash. Non so, tra un po’ vogliamo riabilitare persino MrFord?
Mi spiace per il povero Carlo Mazzacurati, regista recentemente scomparso, ma non andrò in sala a sedermi su questa sedia della felicità.

"Piuttosto che leggere le recensioni di Ford e Cannibal mi griglio la mano da sola!"

sabato 11 agosto 2012

The amazing Spider Man

Regia: Marc Webb
Origine: Usa
Anno: 2012
Durata: 136'




La trama (con parole mie): Peter Parker, giovane e dotatissimo studente, vive con gli zii Ben e May da quando i suoi genitori scomparvero a seguito di una fuga culminata con un misterioso incidente d'auto quando ancora era bambino. Una volta scoperto che lo scenziato della Oscorp Curt Connors fu il partner di ricerca del padre, Peter si introduce in uno dei suoi laboratori finendo per essere morso da un ragno modificato geneticamente in una delle ricerche dello stesso Connors, che sogna di poter rimediare alle malattie degenerative umane sfruttando il dna di altre creature.
Da quel momento il timido Parker sviluppa una serie di incredibili capacità, sfruttandole dapprima come una sorta di rivincita personale, dunque, a seguito della morte dell'amato zio Ben e del senso di colpa rispetto alla stessa, come strumento per la difesa della città: il giovane eroe, a quel punto, dovrà riuscire a vincere le perplessità del Capitano Stacy - duro poliziotto padre della sua ragazza Gwen - rispetto alla condotta di Spider Man e dare tutto - ed anche di più - per mettere al sicuro New York dalla minaccia di Lizard, incrocio tra uomo e lucertola che altri non è se non Connors, cambiato a livello mentale e fisico da un siero sperimentato su se stesso.




Alcuni film sono davvero degli strani casi: dovrebbero, infatti, essere visti senza la minima cognizione rispetto alla materia che li ha ispirati.
Questo The amazing Spider Man, reboot della fortunata trilogia firmata a partire da una decina d'anni fa da Sam Raimi - ottimi i primi due capitoli, pessimo il terzo - affidato al regista pseudo indipendente Marc Webb - lo stesso di (500) giorni insieme, per intenderci -, è pienamente parte della categoria.
Completamente slegato - se non per i personaggi ed i nomi - alla continuity originale del fumetto, assolutamente infedele alle vicende che portarono Peter Parker ad indossare il costume dell'amichevole tessiragnatele di quartiere, il lavoro di Webb parte malissimo, quasi ponendo sull'approccio della pellicola un appunto drammatico nello stile del Batman nolaniano che ben poco si addice a quello che, di fatto, è concepito come un gigantesco giocattolone mangiasoldi da serata al multisala con schermo di grandezza galattica, 3D e chi più ne ha più ne metta ed apparendo distante anni luce dallo spirito scanzonato ed ironico del personaggio e dei precedenti firmati dall'autore de La casa.
Ma proprio quando mi ero già rassegnato a lasciar prendere un pò d'aria alle mie bottiglie, ecco compiersi un piccolo miracolo: Webb ed i suoi sceneggiatori, per quanto distanti dalla versione originale di Testa di tela, costruiscono a partire dalla sua acquisizione dei poteri una versione clamorosamente azzeccata, rispettosa e credibile del personaggio, aiutati da un Andrew Garfield che pare perfetto nel ruolo - molto più di Tobey Maguire, per intenderci -, una buona dose di ironia - divertentissima la prima "mattina dopo" del futuro Spider Man - ed una voglia di divertirsi che in principio pareva soffocata dall'ambizione di portarsi a casa un drammone supereroico legato alla condizione di orfano di Peter ed al suo legame con gli zii - sarà poi che il mitico Ben resta il cardine di tutto l'universo dell'Uomo Ragno, ma la versione di Martin Sheen è praticamente perfetta -.
Certo, la vicenda del Capitano Stacy e di Gwen - primo grande amore di Peter, tra le pagine del fumetto morta in un albo storico a metà degli anni settanta per mano di Goblin, interpretata da una sempre piacevole Emma Stone - cambia completamente, latitano il temibile Jameson e la redazione del Daily Bugle, Lizard pare una versione annacquata di Hulk e a Connors manca quel piglio da pazzo psicotico che pareva cucito addosso al Norman Osborn di Willem Defoe, eppure una volta ingranata la marcia il gioco regge, diverte e funziona riuscendo nell'intento di mantenere viva l'attenzione degli spettatori nonostante una durata decisamente importante, finendo per rispettare pienamente le aspettative di chi attendeva una grande giostra costruita appositamente per le nuove frontiere tecnologiche del Cinema.
Proprio a proposito di questo aspetto occorre dare spazio ad una riflessione interessante anche per un fermo detrattore del 3D come il sottoscritto, nata da un'osservazione di Julez rispetto ad una particolare inquadratura nel finale: quanto del modo di girare del prossimo futuro verrà influenzato dall'utilizzo di tecnologie come quella dell'appena citato 3D o dell'IMAX? Quante inquadrature verranno studiate ad hoc affinchè il pubblico possa ritrovarsi in qualche modo all'interno della scena che sta guardando? Quante delle stesse saranno state una scelta stilistica e ponderata e quante un'aggiunta artisticamente non necessaria?
Lungi da me, da buon tamarro quale sono, stare qui a fare il purista della settima arte scandalizzato dalle nuove frontiere - ben vengano sperimentazioni e scoperte -, ma la deludente prestazione di Scorsese con il suo Hugo Cabret - talmente perfetto formalmente da risultare privo di anima - mi fa pensare che la strada sia ancora tremendamente lunga e faticosa.
Del resto, le grandi vittorie si costruiscono un passo alla volta, una caduta alla volta.
"Cosa bisogna fare quando si cade?" "Rialzarsi", dicevano Bruce Wayne e suo padre in Batman begins.
In questo senso, Marc Webb pare aver centrato l'obiettivo.
La lezione di zio Ben, in fondo, è chiara: "Da un grande potere derivano grandi responsabilità".
E, per tornare a citare Scorsese, il Cinema ribolle di potenza: in fondo, "è il mezzo del futuro".


MrFord


"Hold my head inside your hands
I need someone who understands
I need someone, someone who hears
for you, I've waited all these years."
Coldplay -  "Til kingdom come" -


venerdì 15 luglio 2011

L'amore ai tempi del Cannibale


La trama (con parole mie): purtroppo, passata la sbornia di passioni intense e travolgenti della lista del sottoscritto di ieri, resta soltanto l'hangover da emicrania e nausea dei film adolescenziali del mio rivale. So che è dura, ma del resto il compito di queste battaglie è di mostrare entrambi i lati della medaglia: cercate di resistere, dunque, perchè è tempo della versione cinematografica dell'amore secondo Cannibal Kid.

"Bella, ascoltami bene: se seguirai Cannibale dovrai rimanere vergine fino al matrimonio!"
(Per chi non lo sapesse, le Blog Wars sono sfide tra Cannibal Kid ed il blogger rivale Mr. James Ford sugli argomenti più disparati. Questa volta tocca ai film romantico-sentimentali preferiti, ieri c’è stata la pessima lista fordiana, oggi c’è la spettacolare decina cannibale.)

L’unico, il mitico, il grande Cannibal Kid e il miserabile, debole, piccolo Mr. James Ford depongono le armi e ci propongono un post all’insegna dell’amore?
La risposta è sì, perché in questa nuova sorprendente Blog War si parla di film romantici, nel senso più ampio del termine.
La risposta è no, perché le concezioni dell’amore e dei film sull’amore dei due contendenti come vedrete è molto diversa. E quindi, altroché love love looove, miei cari Beatles. Qui ci sarà più che altro un sacco di hate, per quella che si sta rivelando una delle più accanite sfide finora incontrate.
Io ooodio Mr. Ford, dice il puffo cannibale.
Voi altri lettori però vi lovvo tutti.
Cannibal Kid

Ecco a voi i protagonisti dei film scelti dal Cannibale.
 E dopo la sviolinata ruffiana di un Cannibale ormai alla canna del gas diamo il via alla sua davvero immatura, inconsistente e slavata listina della spesa nel grande discount dell'amore con la a minuscola, quello dei lucchetti sui ponti e delle dediche sul diario.
Non preoccupatevi, finirà prima di quanto possiate credere: e il puffo Cannibale verrà divorato da Fordamella dopo essere stato bollito in pentola.

MrJamesFord

1. (500) giorni insieme (2009) di Marc Webb

Cannibal Kid Un film che sintetizza alla perfezione la mia visione della vita e anche la mia concezione dell’amore, fatta di castelli per aria, momenti di grande trasporto, canzoni degli Smiths e dei Belle and Sebastian e poi… poi tutto finisce e ci può essere spazio per qualcos’altro, qualcosa magari di migliore, (chissà).
Spettacolare anche a livello cinematografico: una storia narrata secondo una struttura temporale non cronologica (cosa che adoro), invenzioni visive e momenti musical, una grandiosa colonna sonora e l'accoppiata perfetta formata dall'idolo Joseph Gordon-Levitt e da un’irresistibile Zooey Deschanel. La mia (anti)commedia romantica del cuore.
Ho dimenticato Mr. Ford? Nah, è solo che probabilmente questa è una pellicola troppo indie, moderna e radical-chic per uno zoticone buzzurro d'altri tempi come lui.
Mr. James Ford E invece devo dire di aver apprezzato (500) giorni insieme, intelligente nella scrittura così come nella costruzione, nonostante la coppia di protagonisti mi resti indigesta come una scarna cena radical chic da locale alla moda.
Un film discreto che analizza bene la storia di una coppia decostruendola, mostrando l'entusiasmo così come l'abbattimento, l'amicizia come il sesso, il peggio che passa e non è detto che il nuovo non ci aiuti a capire che le stagioni si susseguono e regalano ognuna nuove emozioni.
Peccato che, qualche anno prima, ci sia stato Se mi lasci ti cancello, troppo tutto per Webb e il suo pur piacevole lavoro. Un pò come Ford per Cannibale.

"Ammazza, i film der Cannibale fanno proprio ridè!"
CK Riconosco l’influenza di Se mi lasci ti cancello (come Matrix per Inception) nella struttura narrativa, ma per il resto questo film viaggia su sentieri del tutto personali e originali, con uno stile e due protagonisti più freschi, divertenti e leggeri. Un po’ come Cannibal rispetto a Ford.
JF Io li trovo irritanti, menosi e modaioli. Effettivamente un pò come Cannibal rispetto a Ford. Aahhahahahahahahahahaha

2. Le regole dell’attrazione (2002) di Roger Avary

CK Solo perché è una lista dei film romantici preferiti, non vuol dire che debba essere piena di sdolcinate mielose storie d’amore kiss kiss smack smack pucci pucci bau bau che tanto piacciono a quel duro (ma dove?) dal cuore tenero (pure troppo) di Mr. Ford.
Qui si parla di relazioni occasionali tra vampiri delle emozioni (tra cui non a caso il futuro vampire Ian Somerhalder), destinati all’eterna insoddisfazione, perché Paul ama Sean ma Sean ama Lauren ma Lauren ama Victor ma Victor ama solo se stesso. Un film cattivissimo tratto da un romanzo straconsigliato di quel perfido d’un Bret Easton Ellis. E alle trasposizioni cinematografiche tratte dai suoi libri ho persino dedicato la mia laurea specialistica, giungendo alla conclusione che Le regole dell’attrazione è l’adattamento migliore possibile da un suo lavoro, con l’ex amico di Tarantino Roger Avary che è riuscito a rendere alla grande in immagini i deliri lessicali di Ellis (ad esempio la scena del suicidio della ragazza sulle note di Without You è tra le cose più sconvolgenti mai viste) e a realizzare l’anti teen movie per eccellenza. Geniale al proposito l'idea di prendere volti noti di serie tv come il Dawson James Van Der Beek o la Jessica Biel di Settimo Cielo e dar loro ruoli da strasconvolti senz’anima totalmente opposti a quelli per cui erano conosciuti. Un film bastardissimo ma romantico. A suo modo, almeno, con le lacrime di James Van Der Beek (ma in realtà è solo un fiocco di neve che gli scivola sul volto) e l’enunciazione della regola fondamentale dell’attrazione (e delle relazioni in generale): “Nessuno conosce nessuno mai”.
Mai, Mr. Ford. Non mi conoscerai mai.
JF Un film che Julez mi fece vedere nei primi tempi della nostra convivenza, ed una visione decisamente interessante che, in qualche modo, mi ricorda i tempi del Ford allo sbando di qualche anno fa. Non lo definirei così sconvolgente e clamoroso, ma sicuramente si fa la sua porca figura, e Avary conferma il suo distruttivo talento - seppur non privo di speranza - già apprezzatissimo con Killing Zoe.
E, Cannibale: io non ti conoscerò mai, ma tu conoscerai me. E saranno cazzi tuoi.

"Ho lasciato un pò di bottiglie per Ford, così mi finisce mosso da pietà."
CK Ho avuto la conferma che Julez ne capisce di cinema più di te. Non che ci vada molto...
JF Dopo quello che hai scritto di In the mood for love e Zack&Miri credo dovremmo riparlarne. Anzi, bando alle ciance: lascio che sia lei a picchiarti, così mi diverto senza neppure sudare.
CK Chissà che non si riveli una rivale più agguerrita del meno celebre marito blogger...

3. Sixteen Candles - Un compleanno da ricordare (1984) di John Hughes

CK John Hughes è lo Stanley Kubrick delle commedie anni ’80. Questo teen movie è il primo della trilogia fondamentale (altroché Guerre Stellari) con la rossa Molly Ringwald (poi anche in Breakfast Club e Pretty in Pink), nonché il più divertente e sentimentale, con la scena del bacio finale super cult.
Senza un film del genere non esisterebbe gran parte dell’immaginario del cinema e delle serie tv adolescenziali venuti dopo e che io tanto adoro. Già solo per questo non posso che essere grato al compianto Hughes.
Una pellicola irresistibilmente 80s fino al midollo, tanto che se qualcuno vi chiedesse cosa sono stati gli anni Ottanta, potete risparmiare le parole e fargli vedere questo film. E se a chiedervelo è Mr. Ford, tirategli un pugno che fate solo bene.
Ah, dimenticavo: James Ford è lo Stanley Kubrick dei film noiosi.
JF Direi che questo film riassume molto bene l'approccio al sentimento del mio riluttante giovane padawan: un simpatico nerd sfigato tenta in tutti i modi di farsi notare dalla tipa giusta di turno cotta di un uomo maturo: ma non dicevi che l'old school non ha futuro!?
Ad ogni modo, una robetta simpatica più che altro per lo spirito anni ottanta ma che, sicuramente, anche rispetto alla filmografia dello stesso Hughes si piazza tranquillamente in secondo piano.
Certo, denigrare I ponti di Madison County per esaltare questa seghetta adolescenziale sui cataloghi di intimo di mammina pare un pò eccessivo, ma si sa che la trasgressione è il regno del nostro rivoluzionario, geniale, irriverente Cannibal! Ahahahahahahahah!
CK Almeno riconosci che io metto film simpatici e non robette strappalacrime che si guardano le sciure col vibratore attaccato gridando: "Clint fai piano, ho la piaghe da decubito!"

4. Fino all’ultimo respiro (1960) di Jean-Luc Godard

CK Questo film segna un po’ il passaggio tra cinema dell’antichità, quello tanto adorato da sua Anzianità Mr. Ford, e cinema moderno, quello che gioca svelando i trucchi del mestiere (il mitico sguardo in camera di Jean-Paul Belmondo). Una storia dotata di un romanticismo molto particolare, molto franscese, molto avventuroso, con un vero duro dal cuore tenero come Belmondo e una Jean Seberg quintessenza del fascino.
Ah, la nouvelle vague, un’ondata estiva bella fresca che travolge il povero Ford che se ne sta a fare il bagno con salvagente e braccioli. Ma non bastano per non farlo finire sott’acqua.
Respira Ford, se ci riesci. Perché con questo film ho lasciato persino te senza fiato.
JF Avrei scommesso che, dopo i tuoi pareri assurdi sui Classici da me proposti, avresti tirato fuori il più radical chic tra i film evergreen, una pellicola rivoluzionaria per lo stile ma assolutamente fredda e pomposa come solo i più presuntuosi dei francesi sanno essere.
Sicuramente importante per l'epoca, ora appare come una scheggia fuori dal tempo che ha fatto il suo tempo. Un pò come il Cannibale.
A proposito, ma non ero io il duro dal cuore tenero!?

"Ma che è!? La cura Ludovico!?"
CK Tu vorresti essere un duro, ma i tuoi film romantici hanno dimostrato che in realtà sei solo una desperate nonnina uhahahaha!
Le tue parole comunque confermano che a distanza di 50 anni Fino all’ultimo respiro è più che mai attuale e rivoluzionario, tanto che i vecchi come te attaccati al cinema della preistoria ancora non sono riusciti a metabolizzarlo. E se invece questo film ha fatto il suo tempo, che dire di Via col vento o Un tram che si chiama desiderio????????????
JF Via col vento e Un tram che si chiama desiderio parlano dell'amore e delle sue conseguenze, questo soltanto dell'ego smisurato di Godard. Dev'essere per questo che ti piace tanto.
CK Sì.



5. Closer (2004) di Mike Nichols

CK Già la prima scena è una meraviglia: Cinema, Musica, Bellezza allo stato puro. Natalie Portman e Jude Law che si incontrano sulle note di “The Blower’s Daughter” di Damien Rice. La descrizione di un attimo. Non la raffigurazione perfetta dell’amore, ma dell’infatuazione sì. Il film poi è un puro spettacolo di dialoghi e di grande recitazione, con 4 attori uno più bravo dell’altro: Natalie Portman alla sua prima leggendaria prova pre-Black Swan, Clive Owen ai suoi massimi livelli poi purtroppo mai più eguagliati (almeno finora), Jude Law che a sorpresa si conferma mio attore feticcio (dopo Gattaca ed eXistenZ), e un’ottima Julia Roberts che fa dimenticare tutte le sue commedie romantiche riuscite (Pretty Woman) o meno riuscite (Se scappi ti sposo), con questa non commedia romantica molto cattiva. È come se i protagonisti di Le regole dell’attrazione fossero cresciuti ma ancora non avessero trovato l’amore, mentre l’unico amore vero della pellicola è quello non mostrato.
Inutile dire che Ford con la sua predilezione per i film muti o quelli che pur essendo parlati potrebbero benissimo non esserlo (eccezion fatta per Le iene e pochi altri), dialoghi così serrati e intelligenti mica li può reggere… Ma pazienza. Stattene pure lontano, Ford, e non venirmi closer. Addio, straniero!
JF Sto ben lontano da questa robaccia, una ciucciata da vecchio voyeur che si fa gran quantità di segoni attaccato allo schermo perchè ormai nessuna si guarda più dal cagarlo di striscio, nonchè il solito pippone per finti alternativi e finti depressi in pieno stile Vasco Brondi, di quelli che mi fanno venir voglia di menare le mani dal primo all'ultimo minuto.
Pensare che il regista è lo stesso di quella piccola meraviglia de Il laureato mi fa piangere un pò il cuore, un pò come il Cannibale, che basta che ci sia la Portman e anche una montagnetta di merda diventa degna della Palma d'oro.
CK Come al solito le tue critiche più che parlare del film smascherano solo il tuo evidente senso di inferiorità nei confronti dei presunti radical-chic che (con cognizione di causa) ti avranno sbattuto una serie di porte (e spero non solo quelle uahaha) in faccia. Per il resto sei davvero senza argomenti, anche perché la definizione di vecchio voyeur se è per questo allora la potresti affibbiare pure a Lynch, Allen, De Palma o al Kubrick di Eyes Wide Shut...
E comunque nemmeno a Natalie purtroppo riesce il miracolo di trasformare ogni suo film in capolavoro: Un bacio romantico ad esempio resta la solita lagna del tuo amato Wong Kaz-Wuoi.
JF Il Kubrick di Eyes wide shut non ha niente a che spartire con questo film pretestuoso, vuoto, preso paro paro dalle fantasie di qualche internettaro smanettone ed assolutamente fuori dal mondo, in tutti i sensi. Così come gli altri vecchi leoni che citi.
DePalma usa il voyeurismo per alimentare la tensione, Lynch per seguire i suoi deliri, Allen per riderci su e Kubrick perchè potrebbe usare tutto, e sarebbe comunque geniale: Nichols semplicemente per farsi un sacco di seghe.
Un film di merda senza se e senza ma.

"Se becco quello stalker del Cannibale lo gonfio di legnate!"
CK Molti grandi registi sono dei maniaci ed è anche questo che rende i loro film interessanti. Tu tornatene pure ai tuoi filmetti puritani, Rossella.
JF Torno felice a Rossella, se l'alternativa sono i clitoridi tagliati di Antichrist. Urge fare una distinzione tra film interessanti e film che fanno vomitare il culo. Questo è senz'altro parte della seconda categoria.
CK Cosa c'entri adesso Antichrist (di cui io tra l'altro non ho mai parlato bene), lo sai solo tu e il tuo strizzacervelli!
JF Hai citato registi maniaci con le loro opere interessanti, e te ne ho fornito un esempio lampante. Così capisci a cosa vai incontro con le tue sconsiderate scelte!

6. Se mi lasci ti cancello (2004) di Michel Gondry

CK Geniale ricostruzione/decostruzione/distruzione dell’amore, un caso notevole di anti-commedia romantica, con una Kate Winslet ben lontana dal Titanic (che comunque per inciso considero il miglior film di James Cameron, ma è pur sempre un film di James Cameron…) e da un Jim Carrey in versione faccia di gomma sentimentale e malinconica. Michel Gondry immerge in un’atmosfera onirica l’ottima sceneggiatura del folle genietto Charlie Kaufman e i due insieme scrivono pagine di poesia pura.
Ford, se mi rompi ti cancello. Anzi, ti cancello comunque. Anzi, chiudo il cancello e ti lascio fuori dal mio blog!
JF Il cancello te lo sfondo con il camion in pieno stile Over the top, anche perchè lo chiudi nel momento sbagliato, dato che questo è uno dei migliori film sull'amore visti negli ultimi vent'anni. Non per nulla è anche nella mia lista, ed incredibilmente, appoggio in pieno la tua versione. Non è che l'hai copiata da me!?

7. Romeo + Giulietta (1996) di Baz Luhrmann

CK La storia d’amore per eccellenza, trasformata dal fantasioso Baz Luhrmann in un travolgente calderone di pop culture, colorato, divertente, esagerato, folle, emozionante, che porta alle estreme conseguenze il concetto di post-moderno così come i due amanti portano alle estreme conseguenze la loro unione. Oh cavolo, ho spoilerato il finale di una storia che forse qualcuno ancora non conosce?
Grandiosa e variegatissima la colonna sonora, che frulla al suo interno di tutto dai Radiohead (brividi sui titoli di coda con Exit music (for a film)), sino ai Cardigans. Ford, ammettilo: love me, love me, say that you love me. Uahahahahahah
E se hai qualcosa contro il finale tragico e troppo suicidal per i tuoi gusti, non lamentarti con me, Mr. Ford, ma con il Bardo.
JF Il Bardo non lo tocco, e neppure questo film, non il migliore del buon Baz ma comunque una visione interessante, sconvolta quanto basta e molto piacevole, con un'ottima colonna sonora ed un grandissimo Mercuzio - da sempre il mio preferito della tragedia in questione -.
So che vorresti tanto essere Giulietta, ma il tuo Romeo sta da un'altra parte, probabilmente morto in un film con Jet Li. Ahahhahahaahahahahahahahha!

"Non ti preoccupare: tolgo io di mezzo Cannibale prima che sia troppo tardi!"
CK Io l’umorismo fordiano proprio non lo capisco. C'è qualcuno che lo trova divertente?
JF Non lo capisci per colpa dei tuoi limiti cinematografici, enormi a tutti i livelli! Ahahahahahah!
CK Massì, l'ho capito il riferimento a Romeo must die, che certo non è un filmone... è solo che più ti sforzi e meno fai ridere uah ah ah ah ah ah ah ah

8. Tutti pazzi per Mary (1998) di Bobby e Peter Farrelly

CK Oltre che una delle commedie più divertenti, originali e imitate degli ultimi anni, Tutti pazzi per Mary è anche una storia romantica, o quasi almeno, sull’ossessione d’amore che tutti (giustamente) hanno verso Cameron Diaz, da Ben Stiller al tizio che si finge storpio, fino all’idolo supremo con le bolle in faccia che più che altro è uno stalker delle scarpe della bionda. Fenomenale e spassoso a ogni visione, ha l'unico difetto di aver generato un sacco di cloni di pessimo livello, ma questo è un tragico destino cui i film più innovativi sono destinati.
Tutti pazzi per Mary e tutti pazzi per Cannibal, anche te Ford. Eddai, ammettilo, porco Diaz!
JF Una commedia davvero divertente, nonchè uno dei lavori migliori dei Farrelly, con Io, me e Irene una delle più dissacranti ed imitate del genere - e su questo hai ragione -.
Un pò meno sulla Diaz - ma possibile che ti piacciano solo le slavate dalla figa di legno!? - e su quel tutti pazzi per Cannibal, che al massimo si merita giusto lo stalker con le bolle in faccia.

Questo è quello che accade quando si infila il pisello in una figa di legno come Cameron Diaz
CK Cameron Diaz è nota per essere una tipa tosta e sboccata, una che in una gara di rutti ti smerderebbe alla grande! E da un punto di vista estetico, a me la prima espressione che viene in mente guardandola è: “Che gran pezzo di figa!”, altroché "figa di legno". Poi se tu preferisci lo stile drag queen del Mercuzio di Romeo + Juliet oh, de gustibus.
JF Mi sa tanto che il Mercuzio di Romeo+Juliet ha più tette della tua Cameron, e ho come il dubbio che faccia anche meglio i pompini.
Piuttosto che truciolarmi l'uccello con un legno del genere, vado perfino a tenere compagnia al tuo amico Nichols nel corso delle sue sessioni di smanettamento applicato!
CK Ma tu mi confermi che gli occhi li hai tutti e 2 e che funzionano pure? Perché se sei un non vedente non mi permetterei mai di prenderti per il culo...
JF Sai come si dice? Quando si invecchia o si diventa ciechi o l'impianto là sotto smette di funzionare. Direi che, seguendo la regola dell'antagonismo, se io non ci vedo, tu cominci a non combinare più niente con l'aggeggino, con la tua amica Cameron.
Ma, aspetta: non sarà mica James travestito per seguire l'esempio fordiano!? Ahahahahahaahahhaah!
CK Vedere Ford che cerca di essere divertente è un'esperienza straziante quanto osservare un elefante muoversi in un negozio di cristalli cercando di non rompere niente bua ah ah ah aah!

9. Le conseguenze dell’amore (2004) di Paolo Sorrentino

CK Uè uè, Sorrentì è il migliò. Il nostro regista più in forma qui al suo meglio con il curioso caso di un uomo invischiato con la mafia la cui routine è scossa dall’incontro con una fanciulla. Con al servizio un Servillo in stato e aiutato da una grandiosa colonna sonora electro, Sorrentino ha realizzato un film totalmente alieno nel panorama italico. E anche per questo davvero grandioso, oltre che per quel suo sinistro, particolare senso di romanticismo che lo anima.
Progetti per il futuro: mai sottovalutare le conseguenze di una sfida con Mr. Ford. Potrebbe capitarvi di vedere dei film davvero da coma immediato senza più possibilità di risveglio.
JF Sorrentì è davvero il meglio che il panorama italico possa offrire, ma benchè ottimo, questo film è distante anni luce da quel Capolavoro de Il divo, così come dall'ottimo e da me amatissimo L'uomo in più, e nonostante sia un lavoro incredibile rispetto alla produzione media del nostro paese, è certamente l'opera più radical chic e fredda del regista, seppur girata da stradio e sorretta da interpretazioni e colonna sonora da paura.
Le conseguenze di una sfida con Mr. Ford sono tante, tante bottigliate, Cannibale. Ma dovresti saperlo bene, ormai. O le troppe botte hanno peggiorato i già gravi danni cerebrali!?

Questa storia trabocca così tanto di passione che Sorrentino fu tentato di intitolarla "Una pera che si chiama desiderio".
CK Per me è l’esatto opposto: questo è un film freddo, ma in cui almeno si vede una parvenza di cuore. Il divo è girato molto bene, ma quello sì che è un film troppo glaciale per poterlo considerare un capolavoro: provare anche solo un minimo di empatia nei confronti di un ‘om de merda come il Giulio è per me impossibile. Nemmeno per te che dividi il mondo così rigidamente tra "Capolavori" e "Roba da radical-chic" riesco ad avere un minimo di empatia. E manco simpatia eheheh!

10. Prima dell’alba (1995) di Richard Linklater

CK Due attori che sembrano nati per stare insieme (Ethan Hawke e Julie Delpy), due personaggi (un americano e una francese) che "vivono" letteralmente su pellicola, una sola giornata & nottata a Vienna da assaporare avidamente prima che sorga l’alba. E poi basta, è finita lì, con i due che chissà mai se si rivedranno (l'ottimo sequel Before Sunset - Prima del tramonto ce lo svelerà).
A volte basta davvero poco per fare un grande film: metti una splendida città, due anime alle prese con l'incontro romantico perfetto e dei dialoghi strepitosi ed è fatta. La semplicità e la genialità delle grandi sceneggiature. Quelle che Ford non capirà mai…
Certo che a me non poteva capitare di incontrare un'affascinante blogger francese? E invece m'è toccato beccarmi Mr. James Ford… porca puttana, che sfiga! ahaahahah
JF Sai come si dice, Cannibale: ognuno ha quello che si merita. Ahahahahahaahahhah!



"Guarda pure, ma non toccare: ricordati che con Cannibale siamo in fascia protetta!"
Alla prossima sfida, vacanze permettendo...
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