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giovedì 21 febbraio 2019

Thursday's child



Settimana delle uscite a dir poco miracolosa qui al Saloon: non tanto per le uscite stesse - anzi -, per qualche novità particolare o per la presenza del mio arcinemico Cannibal Kid, neppure per la pur meno cannibale del previsto partecipazione del cannibaliano Francesco Sciortino, quanto per la puntualità con la quale sto redigendo questa rubrica.
Da almeno un anno, infatti, non mi capitava di completarla e programmarla già il martedì sera. Un vero miracolo capace di alimentare la fiducia nella cadaverica blogosfera.



Sono arrivati a pezzi. Un pò come Cannibal al termine di ogni Blog War.

Modalità aereo

"Pronto, Ford? Per favore, ho bisogno di sapere come preparare un White Russian: con questi sciapi cocktails cannibali non ho speranza di rimorchiare!"
Francesco: Dopo le turbolenze giudiziarie che hanno coinvolto Fausto Brizzi, “Modalità aereo” segna il ritorno del regista sul grande schermo. Il film, però, non mi sembra un ritorno in grande stile e appare come la solita commedia commerciale senza tante pretese. A pelle dirotterei le mie attenzioni su altro e per dirla alla Stanis La Rochelle: “Mi sembra un po’ troppo italiano”.
Cannibal Kid: A quanto pare il tentativo di far passare Fausto Brizzi per l'Harvey Weinstein del cinema italiano da parte delle Iene si è rivelato fallimentare. Un programma, proprio come Striscia la notizia, che ormai non sa più cosa inventarsi pur di costruire della malainformazione. Manco io arrivo a tanto pur di diffamare la mia nemesi James Ford.
Quanto al film, mi sembra che l'analisi fatta da Francesco sia corretta. Una solita commedia commerciale un po' troppo italiana, ma a cui darei una possibilità giusto come segno di solidarietà nei confronti del regista. Non fosse funestata dalle presenze degli insopportabili Paolo Ruffini e Lillo, che lo rendono uno schianto assicurato. E non uno schianto di quelli che dici: “Che schianto di ragazza!”. Anche perché poi rischi che arrivino le Iene ad accusarti di molestie sessuali.
Ford: mai apprezzato Brizzi, e mai apprezzati i titoli "troppo italiani", come giustamente affermano Stanis e Francesco. Lascio dunque a questo poco esaltante volo la mia nemesi Cannibal Kid e parto per altri lidi cinematografici.

The Lego Movie 2

Risultati immagini per the lego movie 2
"Hey amico, come faccio ad uscire da qui?" "Mi dispiace per te, caro Peppa. Sei finito in un'avventura fordiana, ed è impossibile scappare!"
Francesco: Da piccolo ero un grande amante delle costruzioni lego. Poi, crescendo, molti pezzi si sono persi per strada, altri sotto l’armadio di casa. Sinceramente non ho mai capito il senso di realizzare un film sulle lego. Ancora più dubbi mi sorgono sull’utilità di realizzarne un sequel. In questo magari Cannibal e Ford possono darmi una mano a comprenderlo.
Cannibal Kid: Di sicuro io non posso aiutarti a comprenderlo, caro Francesco. Da bimbetto con i Lego c'ho anche giocato, ma non sono mai stati tra i miei passatempi preferiti. Troppo manuali. Troppo da muratori ahahah
Il primo film l'ho patito tantissimo e sono stato tra i pochi a bocciarlo, in mezzo a un mondo omologato che lo considerava meraviglioso. Questo sequel negli Usa si sta rivelando un mezzo flop quindi il lavaggio del cervello fatto dalla Lega... volevo dire dalla Lego sembra finalmente stia per terminare. Nel caso di Ford comunque non ci giurereri. Quello in mezzo a sequel inutili e a bambinate spacciate per film per adulti ci sguazza sempre alla grande.
Ford: io, da buon muratore, adoravo i Lego e attendo al varco i Fordini per poterci rimettere le mani. Il primo Lego Movie era un vero spasso, ed appartiene al filone dal sapore metacinematografico di un altro mito per il Saloon, Spongebob. Avendo poi bissato il successo con il convincente Lego Batman, in barba ai risultati USA sono curioso di questo sequel, sperando possa rivelarsi meraviglioso e di essere in completo disaccordo con Peppa Kid.

Copia originale

"Ascoltami, se restiamo qui tutto il giorno a berci White Russian neanche fossimo Ford in una qualsiasi giornata lavorativa combineremo davvero ben poco!"
Francesco: Devo ammetterlo, quando ho visto per la prima volta il trailer e ho sentito il rumore della macchina da scrivere ho pensato si trattasse di una copia originale de La signora in giallo. Tuttavia, non vedrete Jessica Fletcher portare sfiga a destra e a manca stavolta, ma un film interessante con Melissa McCarthy e Richard E. Grant. Le 3 candidature agli Oscar lo dimostrano. Non so se attirerà l’attenzione dei più sofisticati Cannibal e Ford, ma a me ispira.
Cannibal Kid: La mia attenzione l'ha attirata, infatti me lo sono già visto e ho gradito parecchio la cattiveria della sua protagonista e dell'eccentrico Richard E. Grant. Una delle poche visioni originali e davvero interessanti tra i titoli candidati quest'anno alle peggiori nomination nella storia degli Oscar che ricordi. Una selezione degna dei Ford Awards.
Ford: non ho visto il trailer, ma considerato che gli ultimi mesi non sono stati i più esaltanti della Storia del Cinema e che le nomination 2019 sono tra le peggiori che ricordi potrebbe anche rivelarsi, in barba all'opinione favorevole del Cucciolo Eroico, un titolo interessante e originale, per l'appunto.

The Front Runner

"Perdonami Hugh, ma per essere Wolverine non mi sembri troppo in forma." "Preoccupati della tua, di forma, Jason: ti ho appena prenotato uno steel cage match contro Ford."
Francesco: Ormai la politica è dappertutto. Basta pensare al casino scatenatosi dopo la vittoria di Mahmood al Festival di Sanremo che ha coinvolto anche Salvini. Un buon motivo per tenerla lontana dal cinema salvo rare eccezioni. The Front Man non sembra una di queste, nonostante la presenza di Hugh Jackman. Voto no.
Cannibal Kid: Io voto no proprio per la presenza di Hugh Jackman, attore troppo fordiano che non mi ha mai entusiasmato molto. Il fatto però che alla regia ci sia il sempre ottimo Jason Reitman, quello di Juno e Tully, e che sembri il classico film da Oscar che dagli Oscar di quest'anno è stato escluso e ciò è solo una cosa positiva, lo rendono a sorpresa interessante. Copia originale a parte, che tanto ho già visto, potrebbe rappresentare il Front Runner delle visioni da affrontare 'sta settimana.
Ford: pur non essendo stato considerato per le nomination già citate, per The front runner vale lo stesso discorso fatto per Copia originale. Nonostante mi scocci poi essere d'accordo con Cannibal, Reitman mi piace, dunque una possibilità la merita senza dubbio.

Quello che veramente importa

Risultati immagini per quello che veramente importa
"Sembriamo usciti da una serie tv anni novanta." "Sarà contento Cannibale, allora!"
Francesco: Arrivato in Italia con più ritardo delle partite in onda su DAZN, potrebbe essere una bella scommessa, considerando il successo che ha avuto in Spagna. Un viaggio tra fede e guaritori che vanta anche la presenza del buon vecchio Hurley di “Lost”. Cannibal e Ford, voi scommettereste su di lui?
Cannibal Kid: Questo sembra essere un “feel good movie”. Genere che nei casi più riusciti, come il recente Green Book, fa davvero stare bene. Nei casi meno riusciti invece ti fa sentire male e ti fa pure venire un gran nervoso. Un po' come la maggior parte delle recensioni che si possono trovare su White Russian. Considerando che i protagonisti sono quella gnoccolona di Camilla Luddington e il potenziale nuovo Jake Gyllenhaal Oliver Jackson-Cohen, da valutare per come si muove all'infuori della casa infestata di Hill House, io un'occhiata gliela darei. Augurandomi che il tocco spagnolo riesca a renderlo qualcosa di distante dalle solite fastidiose robine buoniste hollywoodiane.
Ford: potenziale sorpresa della settimana ma anche potenziale calamita da bottigliate, Quello che veramente importa viaggia sul filo, e solo una visione potrà fare chiarezza a proposito della sua effettiva qualità. Ad ogni modo, quello che veramente importa è rinnovare la rivalità con Cannibal e non trovarsi, come spesso accaduto di recente, purtroppo d'accordo.

Un uomo tranquillo

"E così anche l'ultimo collaboratore di Cannibal è sistemato. Manca soltanto lui."
Francesco: Il titolo italiano ce l’ha messa tutta per togliere l’interesse del pubblico da questo film. Tuttavia, è un thriller con Liam Neeson e sembrerebbe una sorta di The Punisher e Neeson non è nuovo a ruoli del genere. Ford e Cannibal siate buoni con questo film, altrimenti Liam vi cercherà, vi troverà e…
Cannibal Kid: Liam Neeson non l'ho mai sopportato. Da quando poi si è trasformato in un action hero della terza età ancora meno. Se non ricordo male, a sorpresa nemmeno Ford lo ama troppo. Strano, visto che il suo blog è in pratica un monumento dedicato agli action heroes della terza età.
Che Liam mi cerchi e mi trovi pure, io sono un uomo tranquillo. Anche perché sono pronto ad accoglierlo con una bella munizione di pellicole radical-chic e filmetti teen da sparargli contro.
Ford: una cosa che mi innervosisce parecchio è trovarmi d'accordo con Peppa rispetto ad un action hero. Non ho mai amato particolarmente Liam Neeson - anche se per certi ruoli funziona -, in particolare nella sua versione spaccaculi - anche se un paio di eccezioni ci sono, va ammesso -: è legnoso più dell'attuale Steven Seagal, corre peggio di Dolph Lundgren e ha mani così brutte da rivaleggiare con Megan Fox. Una vera ecatombe. Ho visto il trailer di quest'ennesimo revenge movie in sala, e non ho avuto neppure il più debole degli istinti di visione. Preferisco starmene tranquillo a casa ed immaginare un nuovo Taken in cui il cattivo preso di mira da Neeson sia il buon vecchio Marco Goi.

lunedì 5 dicembre 2016

Sully (Clint Eastwood, USA, 2016, 96')




"Nel corso di questa indagine piloti, ornitologi, esperti e computer hanno analizzato ogni singola variabile in campo, elaborando i dati con la massima precisione. E' mancato un solo fattore: lei.".
Recita più o meno così una delle dichiarazioni che chiudono il giorno del confronto decisivo tra il Capitano Sullenberger detto Sully ed il suo Primo Ufficiale, responsabili della scelta di aver effettuato un atterraggio d'emergenza sul fiume Hudson il quindici gennaio duemilanove salvando la vita delle centocinquantacinque persone a bordo dopo aver subito un'avaria ai motori a causa dello scontro con uno stormo di oche canadesi, dopo aver valutato come troppo rischioso tentare un rientro al La Guardia - aeroporto dal quale erano decollati pochi minuti prima - o una deviazione verso il primo scalo del Jersey, distante qualche miglio.
Il fattore umano.
La Storia - che si parli di aviazione civile o qualsiasi altro campo - ha mostrato che sono molteplici gli esempi di situazioni straordinarie all'interno delle quali a fare la differenza, nonostante la tecnologia, le condizioni, i miracoli e chi più ne ha, più ne metta, è , è stato e forse sarà sempre l'Uomo, che proprio grazie alle sue imperfezioni ed all'istinto è riuscito dove qualsiasi calcolo o teoria avrebbe previsto un fallimento.
E' questo fattore lo scheletro dell'ultimo lavoro firmato da Clint Eastwood, che sulla via degli ottantasette anni continua a mettersi in gioco cambiando soggetti, minutaggi e produzioni mantenendo saldo per l'appunto quel fattore umano che ha reso e rende grandi molti dei suoi film: Sully, che ripercorre le vicende dell'(anti)eroico capitano che nei giorni seguenti allo scampato disastro fu messo sotto indagine dalla sua compagnia rischiando carriera e pensione per aver scelto l'atterraggio sulla carta più rischioso piuttosto che un rientro apparentemente più sicuro da dove era venuto, forse non sarà mai parte del novero dei Capolavori del vecchio Dirty Harry - del resto, non capitano tutti i giorni cose come Gli Spietati, Mystic River, Million Dollar Baby o Gran Torino, giusto per citarne alcuni -, eppure è uno specchio splendido, scritto e diretto con rigore, della sua poetica, ennesima conferma dello spessore di un regista che, senza ombra di dubbio e molto più di altri anche più celebrati di lui - come l'ormai perduto Malick -, è entrato a far parte della cerchia dei più grandi narratori della settima arte statunitense dell'epoca moderna, prendendo sempre più le parti di un John Ford della nostra generazione.
Nel corso della visione di Sully, a prescindere dall'amore incondizionato che continuo a provare per quello che è senza ombra di dubbio il mio nonno cinematografico, della qualità della confezione pronta ad andare di pari passo alla sua semplicità, della pacatezza e dei toni sobri dell'intera opera, ho pensato a quanto un altro regista ed un'altra produzione avrebbero potuto sbracare selvaggiamente, con una materia come quella fornita dall'impresa - perchè questa è stata, senza ombra di dubbio - del Capitano Sullenberger, dei suoi collaboratori e dei soccorsi giunti sul posto ed in grado di portare in salvo tutti i centocinquantacinque superstiti in ventiquattro minuti - considerati i tempi di reazione italiani, il pensiero fa venire i brividi -.
Un eroe americano al cento per cento, un vero e proprio miracolo - non ci sono documentazioni di altri ammaraggi legati all'aviazione civile con il cento per cento dei superstiti -, un esempio di prontezza da parte di chiunque abbia potuto dare un contributo per la salvezza di quelle persone, una battaglia per l'affermazione dell'importanza del giudizio e del gesto di un uomo che, giocandosi la propria vita, ha finito per salvarne altre centocinquantaquattro: chiunque avrebbe potuto cedere al fascino malefico della retorica, esattamente come si potrebbe dire per un altro film firmato dal Nostro qualche anno fa, Invictus, ed ancora una volta, il vecchio Eastwood ha sconvolto l'equazione.
Tutto questo ha una sola risposta.
Il fattore umano.
Il fattore Clint.




MrFord




 

giovedì 30 giugno 2016

Thursday's child

La trama (con parole mie): alle spalle alcune schizofreniche settimane di uscite più o meno di mercoledì, torniamo al formato standard di questa rubrica, tornata al giorno che le compete e, purtroppo per voi e per me, al co-conduttore che ci compete, Cannibal Kid, che come di consueto mi affiancherà con le sue solite sparate assurde per commentare i titoli in uscita per questo fine settimana.
Non che ci aspetti granchè, tra leggerezze estive e recuperi fuori tempo massimo tipici della distribuzione nostrana, ma volete sapere una cosa? Ci sono state certo settimane migliori, ma anche molte, molte, molto peggiori.
  

"Quante volte ti ho detto di non addentare i Cannibali!? Sono velenosi!"

Cattivi vicini 2

Zac Efron e Seth Rogen rispettivamente impegnati nei ruoli di Ford e Cannibal.

Cannibal dice: Odio i sequel quasi quanto odio Ford, però questo me lo sparo più che volentieri. Il primo Cattivi vicini era una pellicola divertente molto apprezzata negli Usa e molto disprezzata in Italia, tranne che da due cattivi vicini come me e Ford. Il capitolo numero 2 impreziosito dalle presenze di Chloë Grace Moretz e Selena Gomez riuscirà a metterci d'accordo anche questa volta?
Ford dice: Cattivi vicini è stato uno dei pochi film - soprattutto tra quelli privi di alcuno spessore - a mettere d'accordo due nemici acerrimi come il sottoscritto e Cannibal Kid. Riuscirà questo sequel neppure troppo atteso a replicare l'impresa?




La grande bellezza – Versione integrale

"Toni, ma quelli laggiù sono Ford e Cannibal?" "Ma chi si è permesso di invitarli?"
Cannibal dice: Il 27, 28 e 29 giugno è possibile vedere La grande bellezza nella grande versione con mezz'ora in più. La versione originale non deluxe mi era piaciuta, però non so se mi vedrò quella allungata. Ho di meglio da fare. Ad esempio insultare Ford per i suoi gusti che stanno diventando sempre più agghiaccianti ogni giorno che passa.
Ford dice: non ho mai fatto mistero della mia passione per Sorrentino e del mio sostegno per l'ottimo La grande bellezza, ma al momento mi ritrovo davvero troppo preso dai recuperi per pensare di correre in sala soltanto per rivedermi questo film in una versione di mezzora più lunga.
Ad ogni modo, se qualcuno di voi dovesse sperimentarlo, sarò ben lieto di offrire un'ospitata con recensione al Saloon.




A Girl Walks Home Alone at Night

"Cannibal, ti ho già detto mille volte di lasciarmi in pace: se non te ne torni a Casale farò emettere un'ordinanza restrittiva."

Cannibal dice: In questo inizio d'estate, nel mezzo degli Europei, ecco che la distribuzione italiana a sorpresa decide per una volta di fare una mossa intelligente – a differenza di Ford – e distribuire una singolare pellicola sul tema dei vampiri. Non un capolavoro come qualcuno l'ha definito, però a livello visivo è davvero notevole e una visione se la merita. Se vi interessa – ma non credo – ecco la mia recensione: http://www.pensiericannibali.com/2015/03/a-girl-walks-home-alone-at-night-e-non.html.
Ford dice: film che conferma la vena di recuperi fuori tempo massimo della distribuzione italiana di recente rispolverata non si sa neppure bene per quale motivo.
Questo film, visivamente interessantissimo ma ben lontano dall'essere un cult come molti radical avrebbero voluto, rappresenta comunque un'occasione di gustarsi un Cinema autoriale e lontano come raramente ce ne sono.
Qui trovate anche la mia recensione, decisamente migliore di quella del mio rivale: http://whiterussiancinema.blogspot.it/2015/05/a-girl-walks-home-alone-at-night.html




American Ultra

"Hey, Walton, tu che conosci Ford, pensavi fosse così duro recitare in un action?" "Per niente! Mi sarò abituato troppo con le buona maniere di Peppa Kid!"

Cannibal dice: Commedia spionistica con Jesse Eisenberg e Kristen Stewart che vorrebbe essere brillante e originale, ma finisce per essere giusto una robetta dimenticabile. Così inutile che non ho manco avuto la forza di scriverne la recensione, manco fosse un film consigliato da Ford.
Ford dice: commedia sciapa che potrebbe venire buona solo per i finti palati fini come Cannibal.
Non la rimanderei neppure a settembre.




Il piano di Maggie – A cosa servono gli uomini

"Non ti consiglio di uscire con quel Marco Goi: mi hanno detto che è un vero stalker."

Cannibal dice: Commedia dal super cast che comprende Greta Gerwig, Ethan Hawke e Julianne Moore, potrebbe essere la visione indie della settimana. Anche perché non è che ci sia molta altra scelta...
Ford dice: altra commedia, questa volta dal sapore autoriale. Potrebbe rivelarsi una delusione tipica da cannibalismo o una lieta sorpresa fordiana. Allo spettatore l'ardua sentenza.




My Bakery in Brooklyn – Un pasticcio in cucina

"Hai deciso di followare Pensieri Cannibali: tu nel mio locale non metti piede!"

Cannibal dice: Di solito i film che parlano di cucina mi provocano conati di vomito, come la visione di un nuovo post scritto da Ford con le sue brutte manine. Considerando però che siamo in estate e questa sembra una pellicoletta leggera leggera perfetta per la stagione e che la protagonista è Aimee Teegarden, ex Julie Taylor della serie Friday Night Lights che cresceva molto bene, quasi quasi lo potrei anche inserire sul menù dei film da gustare.
Ford dice: nonostante la presenza dell'ex Julie Taylor della splendida Friday Night Lights, questa robetta da palati delicati come quello del mio rivale finisce dritta nel dimenticatoio delle uscite estive inutili.



Ratchet & Clank

"A tutto l'equipaggio, stiamo per atterrare sul pianeta popolato solo da Ford: mantenete lo stato d'allerta massimo!"

Cannibal dice: Pellicoletta d'animazione tratta da un videogame già floppone colossale al botteghino americano che proverà a fare ancora peggio qui da noi. Dove, presumibilmente, giusto Ford potrebbe essere tentato di andare a vederlo. O forse manco lui.
Ford dice: film d'animazione pronto a raschiare il fondo del barile neanche fosse Cannibal in un salotto di super radical finti intenditori di Cinema ispirato ad un brand videoludico che, a mio parere, finirà per fare flop ancora più del mio rivale. Ed ho detto tutto.




Tokyo Love Hotel

"Questo è un regalo di Ford: ha fatto amputare un dito a Cannibal."

Cannibal dice: Film giapponese ambientato nel distretto a luci rosse di Tokyo. Potrebbe rivelarsi una visione più istruttiva e utile di qualunque guida turistica ufficiale.
Ford dice: l'argomento potrebbe essere interessante, anche se in questo momento un viaggio in Giappone risulterebbe proibitivo per una serie di motivi piuttosto lunga, che non comprende l'idea di portare Cannibal come bagaglio a mano.




La battaglia degli imperi – Dragon Blade

"Per Ford questo non è un vero action." "John, onestamente non ha tutti i torti!"

Cannibal dice: Porcheria action made in China con Jackie Chan, John Cusack e Adrien Brody. Abbiamo trovato il film dell'estate (e forse dell'anno) di WhiteRussian!
Ford dice: questa è la tipica porcheria finto action con attori finto action - Jackie Chan a parte - che purtroppo porta i radical come Cannibal contro l'action.
Dunque, a suon di calci rotanti e per l'action tutta, sarà snobbata.


giovedì 11 febbraio 2016

Thursday's child

La trama (con parole mie): nuova settimana di uscite, vecchi conduttori di rubrica. Da una parte, come di consueto, il saggio ma sbarazzino Ford, dall'altra il finto giovane e pusillanime Cannibal Kid, che come Zoolander e Hansel si daranno battaglia a suon di commenti prima di poterlo fare rispetto alle singole recensioni.
Per il resto, spiccano qualche potenziale sorpresa e le solite, vecchie schifezze garantite: speriamo solo che le bottigliate non siano troppe e di scovare qualche nuova sorpresa in questo inizio duemilasedici che, occorre ammetterlo, finora sta mantenendo un livello insolitamente alto.


"Mi piace leggere la corrispondenza alla maniera di Ford!"
Zoolander 2

"Cannibal, altro che Ford: adesso ti faccio il culo come una capanna!"
Cannibal dice: Il primo Zoolander è un mio cult personale, nonché una delle commedie più divertenti del nuovo millennio. È proprio per questo che il sequel mi spaventa non poco. Sarà un piacere rivedere Derek e Hansel sfilare in passerella... pardon sul grande schermo, però dietro le operazioni di marketing geniali che ne hanno accompagnato l'uscita ci sarà anche una pellicola degna di nota?
Inutile chiederlo a Mr. Ford, che a quello manca sia il senso dell'umorismo che il benché minimo senso della moda, uahahah!
Ford dice: Zoolander, stranamente, è anche un mio piccolo cult, ed ogni volta che lo vedo finisco con le lacrime agli occhi come se fosse la prima volta. Purtroppo, non sono altrettanto fiducioso del sequel, anche se una nuova visione di Derek e Hansel non me la toglierà nessuno.
Speriamo bene. E speriamo che il film non sia la solita cannibalata brutta, brutta, brutta in modo assurdo.



Perfetti sconosciuti

"Ma che dici!? Ford con uno smartphone!? Ma siete pazzi?"
Cannibal dice: Oltre a Zalone c'è qualche pellicola italiana in grado di conquistare il grande pubblico? Ci provano questi perfetti sconosciuti, formati non da Cannibal Kid e James Ford, la cui popolarità ormai gli impedisce di andare in giro senza essere seguiti da legioni di fans e di gente che vuole menarli, bensì da Valerio Mastandrea, Kasia Smutniak, Marco Giallini, Giuseppe Battiston, tale Anna Foglietta,, il simpatico Edoardo Leo e l'insopportabile Alba Rohrwacher. Lo spunto di partenza, quello di un gruppo di amici che per una sera rendono pubblici tutti i loro messaggi di cellulari e social, è così accattivante che non mi stupirei se gli americani presto lo copiassero. Lo sviluppo sarà all'altezza?
Ford dice: questa è la tipica roba italiana che normalmente evito come la peste, eppure qualcosa, guardando il trailer, mi ha incuriosito. Non so neppure io perché, dato che tra attori e tipo di prodotto mi pare quasi peggio di un film consigliato dal mio rivale.

Staremo comunque a vedere: dovesse capitare da queste parti per caso, tenterò.



The End of the Tour

"E così tu non bevi, ragazzo!? Sei messo peggio del Cannibale!"
Cannibal dice: Il film dedicato allo scrittore David Foster Wallace si è rivelato un piccolo cult recente su Pensieri Cannibali, tanto da essersi guadagnato un posto nella top 10 dei miei film dell'anno. Non pensavo sarebbe arrivato in Italia, non in tempi così relativamente brevi, ma per fortuna ogni tanto la distribuzione nostrana sa sorprendere in positivo. A differenza di Ford.
Ford dice: argomento interessante, potenziale sorpresa della settimana.
Unico neo: pare essere piaciuto davvero parecchio al mio rivale.
Speriamo solo sia uno di quei casi in cui ci ritroviamo di fronte ad un film in grado di rompere il muro tra me e Cannibal.



L'ultima parola - La vera storia di Dalton Trumbo

"Il metodo Ford per scrivere recensioni funziona alla grande."
Cannibal dice: Bryan Cranston di Breaking Bad nominato all'Oscar per questa pellicola ambientata nella Hollywood degli anni '50. Meriterà la visione?
A presto il verdetto cannibale.
Ford dice: Trumbo è uno dei miei miti personali in termini di scrittura, e Cranston resterà sempre nel mio cuore per avermi regalato Walter White.
Le premesse di un successo ci sono tutte.
Ma sarà davvero andata così bene?
Presto al Saloon la risposta alla domanda.



Single ma non troppo

"Beviti questo: ha steso il Cannibale al primo sorso."
Cannibal dice: Rebel Wilson qualche tempo fa sembrava una nuova travolgente rivelazione comica. Peccato che abbia stufato più rapidamente della lettura di un post di WhiteRussian. Detto ciò, una comedy come questa, benché si rivelerà una probabile porcata, non me la farò di certo sfuggire. Anche perché faccio fatica a resistere al fascino di Dakota Johnson con quella sua aria da zoccoletta innocente.
Ford dice: Rebel Wilson è uno dei volti della commedia USA che reggo meno. Partita come una specie di versione femminile di Jack Black, è presto naufragata nell'autoparodia.
Salto con enorme piacere.



Milionari

"Caro Cannibal, Ford ci ha gentilmente invitati a portarti da lui. E non importa che tu sia tutto sano."
Cannibal dice: Un film che sa tanto di un Gomorra/Romanzo Criminale in versione poraccia, però non mi sento di escludere del tutto una visione. Quello che mi sento di escludere è invece la possibilità che Ford scriva dei commenti furbi.
Ford dice: la possibilità italiana della settimana mi sa tanto che se la giocherà Perfetti sconosciuti, quindi lascio volentieri la visione al mio rivale sperando che possa rivelarsi la più indigesta - per lui - possibile.



Mózes, il pesce e la colomba

"Ford mi aveva detto che questo sport era una ficata, ma non mi pare così divertente."
Cannibal dice: Pellicola ungherese in bilico tra follia giovanile in pieno Cannibal style e pretenziosa autorialità fordiana. E in bilico quindi tra l'essere la rivelazione o l'essere la ciofeca della settimana.
Ford dice: un tempo mi sarei letteralmente esaltato per un titolo di questo genere.
Adesso, per quanto incuriosito, scaldo già le bottigliate.
E spero, ovviamente, che possa esaltare il Cannibale tanto quanto essere smontato dal sottoscritto.


martedì 5 marzo 2013

Il lato positivo

Regia: David O. Russell
Origine: USA
Anno: 2012
Durata:
122'




La trama (con parole mie): Pat, a seguito del crollo nervoso avuto a fronte del tradimento della moglie Nikki, è ricoverato per otto mesi in un istituto di igiene mentale a Baltimora, ed in accordo con il patteggiamento ottenuto ai tempi dell'incidente che l'ha portato ad essere internato viene recuperato da sua madre, che si impegna con le autorità a condurlo a casa e vegliare sulla sua condotta insieme al padre Pat Senior, patito di scommesse ed indefesso scaramantico.
Ad aiutare il "redivivo", oltre ai genitori, saranno presenti una coppia di amici ed il fratello, ma sarà Tiffany, una ragazza che ha perso di recente il marito poliziotto, a fare la differenza: i due, dichiarata una fragile alleanza fatta di favori e collaborazioni, studieranno insieme per potersi esibire in un contest di danza che la stessa Tiffany insegue da tempo.
Sarà l'occasione per entrambi di superare i rispettivi dolori e trovare una strada per tornare a vedere il lato positivo della vita.



E' buona norma che ogni anno, nella rosa dei titoli papabili per la statuetta di miglior film dell'Academy, figuri sempre e comunque una pellicola outsider figlia dell'estetica e dell'approccio Sundance che fa tanto alternativo ed avvicina a quella che è la premiazione più "blockbuster" della settima arte anche il pubblico di nicchia e più votato al Cinema autoriale: capita poi, a volte, che queste pellicole finiscano per sorprendere e portarsi a casa premi inaspettati, o che entrino nei cuori degli spettatori finendo per ritrovarsi ad essere dei veri e propri successi.
E' stato così per Little Miss Sunshine, Sideways e Lost in translation, e più di recente per il più che discreto I ragazzi stanno bene: quest'anno, invece, la parte toccata ai titoli appena citati è stata degnamente recitata da Il lato positivo, commedia dolceamara - più amara che dolce, a dire il vero - portata sul grande schermo con discreta perizia e soprattutto grandissima abilità nella direzione degli attori - ma questo già si sapeva - da David O. Russell, che qui al Saloon era già stato apprezzato per The fighter.
La vicenda di Pat ed il percorso che lo conduce dagli abissi della depressione ad una vera e propria rinascita emotiva e personale si inserisce alla grande nel filone dei film da focolare domestico e di formazione che fa sempre bene affrontare e che, di norma, riescono ad emozionare e coinvolgere anche quando le proprie vicende personali differiscono da quelle dei protagonisti della pellicola: senza dubbio il fatto che i personaggi principali siano due outsiders in cerca di un riscatto che la vita continua a faticare a concedere permette a Il lato positivo - traduzione pessima dell'originale Silver linings playbook - di accumulare punti qui al Saloon, senza contare l'ottimo lavoro svolto dall'intero cast, che vede un redivivo DeNiro tornare a recitare come si deve - che sia un altro segnale positivo dopo la performance di Red lights? -, un Bradley Cooper in gran forma - non avrei mai detto che un "cane maledetto" della sua risma fosse in grado di rendere bene depressione e bipolarismo -, ottimi caratteristi di supporto e soprattutto una sempre più brava Jennifer Lawrence, che si conferma una delle giovani attrici più affascinanti e toste del panorama USA attuale.
La sua Tiffany - scritta alla grande e con profondità dal regista e sceneggiatore - è una miniera d'oro per un'attrice così dotata ed empatica, e dalla prima apparizione all'ultima immagine buca lo schermo fungendo da vero e proprio motore per l'intero lavoro - ruolo che era toccato per il già citato The fighter ad un gigantesco Christian Bale -, strizzando progressivamente l'anima non soltanto di Pat, ma anche e soprattutto dell'audience.
Sappiate, dunque, che Il lato positivo è una commedia solo sulla carta, e che per poter giungere al termine gridando ai quattro venti "Excelsior" stringendo tra le mani quella consapevolezza che permetta di osservare anche - e soprattutto - la parte buona della vita dovrete rimboccarvi le maniche e passare attraverso una lotta non sempre piacevole e leggera, di quelle che tutti noi combattiamo ogni giorno a fronte di guai lavorativi, economici, sentimentali o di salute.
Il lato positivo è un film tremendamente legato alla "normalità": non ci sono sconvolgimenti da red carpet o illuminazioni clamorose, soltanto la fotografia di vite come potrebbero essere le nostre, con le loro sconfitte - molte - e le loro vittorie - poche, ma buone -, le lacrime ed i piccoli miracoli che rendono speciali l'esistenza e chi ne fa parte prendendoci per come siamo, riuscendo magari nell'impresa di mostrarci che non esiste soltanto il fondo, e guardando in alto possiamo tornare a sventolare il nostro barbarico YAWP senza pensarci due volte come se fosse una bandiera.
Anche perchè non si sa mai quanto durerà. Tanto vale goderselo, dunque.
Excelsior!


MrFord


"I gotta roll, can't stand still,
got a flamin' heart, can't get my fill,
eyes that shine burning red,
dreams of you all through my head."
Led Zeppelin - "Black dog" -



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