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martedì 1 ottobre 2019

White Russian's Bulletin



Alle spalle lo special organizzato con il mio rivale Cannibal Kid e spinto dall'uscita della sua ultima fatica, ho deciso di dedicare il poco tempo delle visioni settimanali all'inizio del recupero della filmografia tarantiniana, sulla scia dell'operazione che feci qualche anno fa con Kubrick.
Oltre, dunque, ad affrontare l'ultima fatica del ragazzaccio di Knoxville, ho deciso, archiviato la scorsa settimana il suo debutto con Le iene, di riportare al Saloon quelli che forse sono i suoi due lavori più noti e celebrati, Pulp Fiction e Kill Bill.


MrFord



KILL BILL - VOLUME 1 (Quentin Tarantino, USA, 2003, 111')

Kill Bill - Volume 1 Poster

Kill Bill fu il primo Tarantino che vidi in sala. Ai tempi dell'uscita de Le iene e Pulp fiction ero troppo piccolo, e quando arrivò Jackie Brown ancora non mi ero avvicinato al Cinema "d'autore" da appassionato: ricordo bene che le attese e l'hype erano davvero altissime, anche perchè fino a quel momento il buon Quentin non mi aveva mai deluso.
Ricordo anche che uscii dalla sala pervaso da una sensazione d'incompiutezza, come se il regista avesse voluto semplicemente divertirsi inserendo in una cornice realizzata come al solito alla grande tutte le sue passioni, le sue fisse, le sfumature dell'essere, in una buona misura, un nerd cinematografico fatto e finito, ma che mancassero sia la forza distruttiva che la profondità dei suoi lavori precedenti.
Certo, la Sposa è un personaggio indimenticabile, il film ha una colonna sonora incredibile, la parte tecnica ed alcune idee sono strepitose, eppure, nonostante potrebbe essere considerato il film forse più amato di Tarantino - almeno dal grande pubblico -, Kill Bill, e soprattutto questa prima parte, non è mai stato uno dei miei preferiti. Parlando, ovviamente, sempre del lavoro dell'autore.
Resta comunque un divertissement con i fiocchi, ma poco di più.




KILL BILL - VOLUME 2 (Quentin Tarantino, USA, 2004, 137')

Kill Bill - Volume 2 Poster


La saga della Sposa, che probabilmente andrebbe vista come un'unica pellicola, in sala e di conseguenza per l'home video fu spezzata in due, finendo per farmi rivalutare l'intera operazione grazie ad una seconda parte decisamente più efficace ed intensa della prima: merito dell'addestramento di Pai Mei, della parte dedicata a Budd, fordiano fino al midollo, e del destino del main charachter che si compie nel decisivo confronto con la sua nemesi nonchè ex amato Bill.
Certo, il lungo monologo di quest'ultimo legato alla "filosofia di Superman" è stato fin troppo sopravvalutato, ma è un peccato veniale all'interno di quella che è una vera e propria fiera dei peccati veniali, una pellicola bellissima e realizzata alla grande che, di contro, non manifesta, se non a sprazzi, un'anima vera.
Kill Bill, in un certo senso e per quanto popolare sia, è il lavoro più "fighetto" di Tarantino, quello in cui non ha voluto osare pur osando il più possibile, e se da un lato merita il successo che ha avuto, dall'altro continuo a trovare assurdo, da appassionato di Cinema, che abbia avuto più fortuna di lavori - come il già citato Jackie Brown - che gli sono decisamente superiori.
Kill Bill, del resto, è come la Sposa: da una parte un angelo sceso dal cielo, dall'altro una fastidiosa pertica succhiacazzi.




C'ERA UNA VOLTA A... HOLLYWOOD (Quentin Tarantino, USA, 2019, 161')

C'era una volta a... Hollywood Poster


Nel corso degli anni, ad ogni nuova uscita firmata dal vecchio Quentin, l'attesa ha sempre giocato un ruolo importante, quasi fondamentale. 
Del resto, quando sei un fenomeno, il pubblico si aspetta che sempre e comunque tu sarai un fenomeno, senza se e senza ma.
Una sorta di condanna, si potrebbe pensare.
E così C'era una volta a Hollywood si trasforma, per i non cinefili o per chi si aspetta il sangue di Kill Bill o la rivoluzione di Pulp Fiction, una sorta di "so tutto io" di un appassionato della settima arte che si diverte a mettersi un gradino - e forse di più - al di sopra dello spettatore medio, che probabilmente riconoscerà Bruce Lee e poco più per oltre due ore di vera e propria goduria da divoratori di film: eppure, nonostante l'apparente sterilità, anche questo C'era una volta a... Hollywood è una raccolta di scene cult - lo scontro tra Cliff e Bruce Lee, la visita di Cliff alla fattoria della Manson Family, la scena del western con protagonista Rick Dalton alle prese con il rapimento di una bambina -, il consueto stile, la colonna sonora sempre strepitosa, ottime interpretazioni ma soprattutto una mezzora finale da urlo, figlia della tendenza più recente di Tarantino di mostrare la potenza del Cinema nel riscrivere addirittura la Storia, cambiando le carte e andando oltre il Destino, il già scritto.
Probabilmente c'è chi non riesce a giustificare un film di quasi tre ore che assume la sua dimensione solo nel finale, ma per chi, come me, ama lo sport, sa bene che a volte basta anche un secondo per cambiare una partita, un incontro, una vita: ed è facile passare dal fallimento più completo alla gloria.
O viceversa. 
In questo senso, C'era una volta a... Hollywood è un film da Zona Cesarini, che allunga la zampata proprio quando tutti, seduti ai propri posti, aspettavano i supplementari o i calci di rigore, e lo fa con una rovesciata che neppure i cazzo di Holly e Benji si sarebbero potuti immaginare.
Un esecuzione così straordinaria da rendere impossibile il fatto di lasciare il culo poggiato alla sedia.
Occorre alzarsi ed applaudire. Fosse anche che questo Quentin vi sia stato sul cazzo almeno un pò.




PULP FICTION (Quentin Tarantino, USA, 1994, 154')

Pulp Fiction Poster


Nel corso della sua relativamente breve Storia, la settima arte ha regalato al suo pubblico alcuni titoli oggettivamente indiscutibili, film che hanno segnato intere generazioni di spettatori, appassionati, futuri registi o attori: mi vengono in mente cose come Apocalypse Now, La sottile linea rossa, 2001, Ran, Aurora, 8 e 1/2, tanto per citarne alcuni.
E in mezzo a tutti questi mostri sacri, c'è un titolo che di sacro non ha proprio nulla, ma che gode e costruisce la sua grandezza a partire, più che dal profano, da quello che si nasconde sotto il profano: Pulp Fiction.
Palma d'Oro a Cannes nel novantaquattro - non mi stancherò mai di ricordare che il Presidente della Giuria era un signore di nome Clint Eastwood -, cult assoluto per qualsiasi nuova generazione almeno fino a Kill Bill - ma in questo caso è un pò come paragonare Ghali a Frankie Hi NrG -, manuale di sceneggiatura, festival di scene cult, una delle colonne sonore migliori di tutti i tempi, dramma e grottesca comicità, massaggi ai piedi e colpi al cuore.
Personalmente, credo esistano pochi titoli che siano riusciti ad influenzare il mio amore per il Cinema come Pulp Fiction: lo vidi ai tempi dell'ultimo anno di superiori, in ritardo rispetto all'uscita, su una videocassetta di un compagno di classe che l'aveva registrato sull'allora TelePiù, e niente fu lo stesso, dopo quella volta.
Fu come comprendere in due ore e mezza la magia di tutti gli Scorsese e i Coppola che erano passati prima e trovare un ponte ideale per tutto quello che sarebbe venuto dopo.
E il bello è che Pulp Fiction è uno di quei titoli che non può essere recensito, raccontato, spiegato: va vissuto. Punto e basta. Perchè è venuto per risolvere problemi. E quanto cazzo è bravo nel farlo.
Perchè sono venticinque anni, eppure è ancora un "cazzo, che botta, che botta cazzo".


sabato 19 gennaio 2019

Saturday's child (always in late)


Nuova settimana di uscite e nuovo ritardo accumulato dal sottoscritto tra lavoro, palestra, impegni di famiglia e anche di Cannibal Kid, che con il suo compare Raffaele sono riusciti nell'impresa di essere quasi in ritardo quanto me. Quasi, per l'appunto.
Il duemiladiciannove, intanto, prosegue purtroppo in scia al duemiladiciotto, con uscite non propriamente da coda davanti alla sala: ma andiamo a vederle una per una.


"Katniss Kid, sono il principe Raffaello, e sono qui per liberarvi da quel mostro di Ford."

Glass

James McAvoy si prepara a recitare la parte di Ford.
Raffaello: Gli indizi: un film che inserisce Samuel L.Jackson e Bruce Willis nel cast, ispirato ai comics, crudamente pulp... Pare evidente che si tratti di un sequel tarantiniano.. Ma no, mi dicono di no, l'unica cosa azzeccata è che si tratta di un sequel, Anzi il compimento di una trilogy, iniziata nel 2000 con Unbrekable, poi Split nel 2016 (16 anni di gap, ci sara' stato un motivo...). Perciò finalmente siamo a posto, la trilogy è finita, andiamo in pace. A meno che non salti in mente a qualcuno di farne tre trilogy, visto che c'è la Disney di mezzo in veste Touchstone. E comunque Tarantino non è del tutto estraneo alla faccenda, avendo inserito Unbreakable nella lista dei suoi "film preferiti dopo il 1992", qualsiasi cosa questo voglia significare...
Cannibal: Certo che Tarantino è forse ancora più fissato con le liste di me. D'altra parte noi geni ci assomigliamo tutti. Anche a Ford piace compilare classifiche?
Beh, è la classica eccezione che conferma la regola.
Quanto al film Glass, anche questa potrebbe essere l'eccezione ai soliti sequel, visto che è addirittura un sequel-spin-off-crossover di due film differenti di M. Night Shyamalan: il capolavoro ai tempi incompreso e sottovalutato Unbreakable - Il predestinato, col tempo trasformatosi giustamente in un piccolo cult, e il sopravvalutato e non troppo riuscito recente Split. Da questa fusione ne uscirà una pellicola singolare, o Shyamalamalalalaman questa volta ha davvero esaurito anche la benché minima idea nuova?
Ford: con tutto il dispiacere di Cannibal, anche a me piace compilare liste, e sicuramente Unbreakable, per quanto non clamoroso come dice lui, è in quella che comprende il meglio di Shambalà. Non è nella stessa lista Split, che se non fosse stato per il finale che agganciava a questo Glass sarebbe caduto nel dimenticatoio da tempo. Resto comunque curioso di questo mix, anche se M. Night è talmente incostante da rappresentare un rischio più alto di un qualsiasi consiglio fornito da Peppa Kid.

Maria Regina di Scozia

"Katniss Kid, ma perchè i tuoi gorilla sono tutti degli hipster?" "Sono anche radical chic: due delle cose che Ford teme di più."
Raffaello: Vedo bene dai manifesti: parrucconi, costumi sontuosi, volti imbiancati.. un film di ambientazione, così appare...
Anche in teatro e all'opera l'ambientazione spesso diventa piatto forte, possibilmente fuori contesto, e gli scenografi dettano legge. Ma non divaghiamo.
Mi infastidiscono queste caratterizzazioni ostentate, troppo spesso prevalenti su storie possibilmente risapute...
Però, leggo bene? C'è la piccola Saoirse nel ruolo principale!! Mollo di brutto i miei pregiudizi e corro al cinema senza se e senza meno...
Cannibal: Film storico in costume di quelli che sembrano perfetti per una serata tra carampane insieme a qualche Cosmopolitan, o per quel professorino saputello di Ford insieme a qualche White Russian. In entrambi i casi, certo non il massimo del divertimento. Però, c'è un però. Anzi ce ne sono due: Saoirse Ronan e Margot Robbie. Subito il film diventa doppiamente imperdibile. E per una volta mi riferisco alle loro capacità recitative, visto che a livello fisico qui non mi sembra che appaiano proprio al loro top.
Ford: questo mi pare il classico film da merenda delle cinque che tanto piace alle carampane amiche di Katniss Kid, dunque mi tengo le serate a suon di Rocky e White Russian. E brindo ai film in cui Margot Robbie si mostra in altre vesti.

L'agenzia dei bugiardi

"Per fare incazzare Ford, farò finta di essere dentro Il grande Lebowski."
Raffaello: Ecco un film che in questo periodo di rifiorente boom economico, potrà rilanciare il grande cinema italiano, come fosse Antonioni.
La bugiardigia, sport nazionale, si fa fondamento nella Nuova Commedia all'Italiana.
Un cast eccellente, dall'emergente Ruffini al sempreaggalla Ghini; la solida realtà televisiva di Carla Signoris e l'ineffabile spit-off delle epopee capatondesche, Herbert Ballerina.
Forse con più coraggio si sarebbe potuto offrire un ruolo anche al grande Rupert Sciamenna, sarebbe ormai arrivata l'ora.
Successo assicurato e sempre prima l'italiani!!
Cannibal: La trama di questo film mi suonava stranamente familiare e infatti si tratta del remake italiano di Alibi.com, scemotta ma decisamente divertente commedia francese di quelle che piacciono a me, e forse pure a Ford. Potrei guardarlo per 3 motivi, e tra questi no, non c'è Paolo Ruffini: fare un confronto con l'originale, il mitico Herbert Ballerina e Alessandra Mastronardi. E nel suo caso non è per le sue capacità recitative.
Ford: giro ovviamente al largo da questa roba italiana e troppo italiana che mi pare ancora più agghiacciante di quelle che puntualmente cerca di rifilare Cannibal ai suoi lettori. E preferirei vedere una qualsiasi di quelle, tanto per dare l'idea della voglia che ho di schiaffarmi Ruffini e compagnia.

Mia e il leone bianco

"I weekend fordiani sono proprio divertentissimi!"
Raffaello: Una bambina cresce con un leone bianco per amico, creando un legame speciale e duraturo.
Anche se la storia si svolge in Sud Africa, ogni riferimento al colore del pelo è accidentale.
Dei cattivoni metteranno in pericolo l'idillio, ma tutto finirà bene, suppongo.
In ogni caso non fatelo a casa, e nella vita vera diffidate se occorre anche del vostro gatto.
Cannibal: Tipica storiella sul rapporto tra umani e animali. Non trattandosi però della leggenda di Cicciolina con il cavallo, direi nulla di interessante.
Ford: Tipica storiella sul rapporto tra umani e animali. Una metafora, praticamente, del rapporto tra me e Cannibal.

La douleur

Un film talmente radical da non far reperire altre immagini se non la locandina.
Raffaello: Il titolo francese e la presenza di un cast francese mi fa sospettare che si tratti di un film francese.
E io generalmente detesto il cinema francese, fatte salve rare eccezioni. Vedo che nella produzione sono coinvolti anche Belgio e Svizzera, il che non migliora le cose.
Però non ho ambizioni di influencer, contrariamente a certi blogger, percio' fate come vi pare ma io ve l'avevo detto...
Cannibal: Io adoro il cinema francese, anzi j'adore il cinema francese! Inoltre ho ambizioni da influencer, quindi vi dico: correte a vedere questo film che fin dal titolo sprizza un'incontenibile joie de vivre da tutti i pori e non date retta a quello che vi dice James Ford e, almeno in questo caso, nemmeno a Raffaello Conti.
Ford: questa mi pare una radicalchiccata totale che non risolleva le sorti di un inizio anno purtroppo in linea con la decisamente poco esaltante chiusura del precedente. Attendo fiducioso settimana prossima, quando ad attendere noi tutti ci sarà Creed 2, per la joie di Cannibal.

lunedì 28 maggio 2018

Il giustiziere della notte (Eli Roth, USA, 2018, 107')







Il fatto che a Hollywood vada di moda il riciclo delle idee è ormai purtroppo chiaro a molti appassionati, in un'epoca in cui remake, reboot e via discorrendo hanno un ruolo sempre più importante nell'economia delle grandi case di distribuzione: uno degli "ultimi arrivati" in questa purtroppo sempre più nutrita famiglia è il remake de Il giustiziere della notte, cult anni settanta con Charles Bronson, diretto da Eli Roth ed interpretato da Bruce Willis, che senza dubbio appare molto più credibile nella versione Giustiziere - che strizza l'occhio al look di Unbreakable - che non in quella di chirurgo.
Peccato che l'intera operazione risulti inutile e vuota fin dal principio, priva dell'elemento più interessante della versione originale - Bronson era un obiettore di coscienza -, fortemente edulcorata - l'aggressione è davvero blanda, la violenza nascosta o resa quasi grottesca - e nonostante la firma sulla locandina caratterizzata dall'impapabile mano di un Eli Roth probabilmente molto limitato dalla produzione e quasi non pervenuto in termini di stile personale: se, dunque, questo Il giustiziere della notte doveva invertire la tendenza e mostrare, per una volta, un remake con un senso ed uno spessore, l'occasione è stata clamorosamente perduta, scivolando nel banale e nell'inutile nonostante, a conti fatti, non si tratti di un brutto film, quanto di uno uguale a molti altri.
Da una coppia come quella formata da Willis e Roth era lecito aspettarsi davvero molto di più, specialmente ora che, con Trump alla Casa Bianca, la questione delle armi e della "giustizia privata" ha di nuovo assunto grande rilevanza mediatica: invece tutto scorre neanche fossimo all'interno del più scontato degli action movies, non pervengono domande etiche rispetto ad una storia che dovrebbe basarsi proprio su quelle e ci si trascina già consci di quello che accadrà al finale.
Il vero peccato di film come questi è la sensazione di nulla che lasciano una volta conclusi, destinati al dimenticatoio per una questione di carattere assente e pigrizia nel non cercare nuove soluzioni per poi affidarsi a vecchie storie efficaci riuscendo quasi sempre - come in questo caso - a banalizzarle e renderle meno interessanti.
A distanza di qualche giorno, infatti, non solo è difficile trovare argomenti anche vagamente significativi per mettere insieme un post decente, ma anche ricordare passaggi che possano essere davvero degni di menzione, nella peggior tradizione dei titoli non tanto pessimi, quanto clamorosamente inutili.
Personalmente, considerato che sia Willis che Roth mi stanno molto simpatici, spero che questa per loro sia solo una battuta d'arresto momentanea, e che entrambi tornino a far meglio quello che sanno fare meglio, magari regalando agli appassionati titoli che, anche se non cult, possano quantomeno meritare di essere ricordati.
Perchè questo Giustiziere non rende giustizia a nessuno.
Autori e soprattutto spettatori compresi.




MrFord




 

giovedì 8 marzo 2018

Thursday's child


Torna, dopo la consueta bufera della Notte degli Oscar, la rubrica dedicata alle uscite in sala più a tre della rete, questa settimana con un'ospite speciale, Nancy Aiello, che ben sapendo quanto sfaticati sappiamo essere io e Cannibal Kid è stata così gentile da scrivere non solo una intro, ma anche una outro.



Intro di Nancy: Quando Cannibal Kid mi ha invitata a commentare le uscite di questo giovedì insieme ad un altro mostro sacro della blogsfera (Mr. Ford) il mio primo pensiero è stato “omg, ma davvero sti due matti mi vogliono sul loro blog?”. Vi preannuncio quindi che si tratta di un contributo di cui avreste fatto volentieri a meno, ma ora sono qui e mi prendo i miei 15 minuti di gloria! La seconda cosa a cui ho pensato, invece è che sti due simpaticoni mi vogliono davvero male. Per chi non lo sapesse vivo in Spagna e le uscite in sala non coincidono quasi mai...quelle di questo giovedì fanno scendere il latte alle ginocchia; forse sono solo titoli mal tradotti? Vediamo insieme.



"Cosa cazzo devo fare da queste parti per avere un White Russian!?"


Il giustiziere della notte

"Ora ricordo a Cannibal come funziona il Ford-Style."

Nancy: Sarò onesta, questo è il classico film che evito fin dal titolo, sono prevenuta lo so, ma resisterei 5 minuti prima di iniziare a russare. Questione di gusti. Poi scopro che è un remake e i remake sono sempre una pessima idea. E per finire scopro che c’è Willis ed è subito Die Hard. Per me è no.
Ford: da buon tamarro, ho ovviamente visto più di una volta l'originale Il giustiziere della notte, che ai tempi fece da apripista agli action tamarri anni ottanta, e più di recente ispirò cose decisamente meno esaltanti come la saga di Taken. Nonostante Willis, non ho davvero gran voglia di vederlo.

Cannibal Kid: Fin dal fordianissimo titolo, un film da evitare di giorno e di notte. Già l'originale non mi ha mai ispirato, le storie di gente che si fa giustizia da sola mi fanno venire in mente episodi di cronaca recente tutt'altro che lieti e i film di questo tipo non li sopporto, Kill Bill e poche altre eccezioni a parte. Sì, ok, c'è Bruce Willis, uno dei pochi action hero che riesco a tollerare, ma non è abbastanza. Soprattutto negli ultimi tempi. E se manco Ford ha voglia di vederlo, chi cacchio la andrà a vedere 'sta roba e perché hanno avuto l'idea di girare un remake così?

Nico, 1988

"Ora a questa Nancy Aiello le canto per benino."

Nancy: Un film su un personaggio musicale potrebbe essere una delle poche cose che mi convincerebbe a spostare il sedere dal divano fino alla poltroncina del cinema. Nico, ovvero Christa Päffgen, è stata musa di Warhol, cantante dei The Velvet Underground, e poi ha girato l’Europa con un tour solista. Davvero, vi serve altro? Ok, allora vi dirò che il film è di una giovane regista italiana che qualche anno fa ci regalò il piacevolissimo (almeno per me) Cosmonauta. Confido in voi chicos, non mi massacrate la Nicchiarelli!
Ford: di norma sono piuttosto refrattario ai tentativi di autorialità italiana, ma questo film mi incuriosice. In fondo, credo che Nico e i Velvet Underground siano una delle poche cose esistenti in grado di mettere d'accordo me, Cannibal e perfino la nostra ospite settimanale in diretta dalla Spagna, con grande invidia del sottoscritto.
Cannibal Kid: Il film assolutamente da vedere della settimana! Le storie di cantanti e musicisti mi esaltano quasi sempre, qui poi si tratta di Nico, che a livello musicale mi è sempre piaciuta parecchio ma di cui a livello personale so pochino e sono molto curioso di scoprirne di più. Quindi ben venga questo film radical-chic e di nicchia-relli.

The Lodgers – Non infrangere le regole

"E così questo è il maniero dove si rifugia Ford la Bestia!"

Nancy: E qui mi tiro proprio indietro e vi risparmio qualsiasi commento/cazzata. Non riesco a vedere i film horror, non posso. Lascio la parola a voi chicos, ho chiuso il trailer prima ancora di arrivare a metà. Potrebbe piacere a Ford, forse?
Ford: nonostante l'ambientazione irish ho come l'impressione che si tratti dell'ennesimo horrorino da niente che non farebbe paura neppure a Nancy o, peggio, a Katniss Kid. Passo senza paura.
Cannibal Kid: Nancy non guarda gli horror per paura, o perché le fanno schifo?
Un mistero destinato a essere più appassionante di questa robetta, che si preannuncia come l'ennesima storiella gotica su una casa più o meno infestata. Ma anche basta!

Ricomincio da noi

"Ti stai bevendo un White Russian!? Chi ti credi di essere, Ford!?"

Nancy: Ed eccoci al primo di una lunga seria di film dai titoli diabetici. Un film sulla terza età, o meglio, sulla rinascita di una donna durante la terza età grazie al ricongiungimento con la sorella. Una di quelle cose di cui avremmo fatto volentieri a meno, e sono certa che Cannibal dall’alto dei suoi 18 anni la penserà come. Forse siamo semplicemente troppo giovani caro mio. Ford, mandiamo te al cinema?
Ford: cara Nancy, se vuoi andare incontro al destino amaro del finto giovane Cannibal e rischiare un paio di mosse di wrestling sei sulla strada buona. E dato che non avete rispetto per i più anziani, in sala a vedere questa roba spedisco voi due.
Cannibal Kid: Così si fa, Nancy. Al diavolo, anzi all'ospizio, il vecchio Ford e i suoi soporiferi film di e per nonnini!

Anche senza di te

"Vi prego, aiutatemi! Questi vogliono farmi sposare con Cannibal!"

Nancy: Un titolo che auto recensisce il film: sì, anche senza di te, andavamo avanti benissimo. E invece no, ci tocca sorbire l’ennesima commedia d’amore con un improbabile Vaporidis (davvero recita ancora?) e la Catania. Che bello vivere in Spagna, tutta vostra sta commedia Ford e Cannibal!
Ford: secondo me film come questo sono un ottimo motivo per espatriare. Oltre alla presenza di Cannibal sulla Penisola. Ahahahahah!
Cannibal Kid: La gran parte dei film in uscita questa settimana in effetti fanno venire voglia di espatriare. Considerando però che in Spagna hanno fatto un remake di Tre metri sopra il cielo, Tres metros sobre el cielo, forse però Nancy avrebbe dovuto scegliere un altro paese in cui andare, uahahah!

Vengo anch’io

"Siete sicuri che non guidi Ford!? Perchè altrimenti non salgo neanche se mi drogate pesante!"

Nancy: Quello che urleranno Ford e Cannibal dopo aver visto il film di Bonelli! No, torniamo un attimo seri, anche se suona ossimorico, visto che stiamo per parlare di una commedia di due comici di Zelig. A me il trailer ha strappato più di una risata, sono certa che dissentirete, eppure io gli darei una possibilità.
Ford: no, io no. Evidentemente la settimana post-Oscar è stata sacrificata sull'altare delle uscite inutili. Senza contare che i film con i comici di Zelig e affini li ho sempre sopportati meno di Peppa Kid. Che è tutto dire.
Cannibal Kid: Comici di Zelig? Perché, come Vaporidis, esistono ancora? E gli fanno pure fare dei film? Lo siento, Nancy, pero esta película es pura mierda.

Nome di donna

"Mettete via tutta quest'acqua: stasera White Russian per tutte!"

Nancy: Non me ne voglia Marco Tullio Giordana, ma questo titolo non si può sentire! La Capotondi per anni l’ho adorata, poi però me la sono ritrovata sulla tv spagnola in un film di quelli che piazza Antena 3 dopo pranzo, che per la cronaca sono come i film tedeschi che spara la Rai nei dopo pranzi estivi..lì ho capito che forse forse non era sta grande attrice. Gli diamo una possibilità per la tematica?
Ford: vorrò sempre bene a Giordana per La meglio gioventù, ma onestamente comincio a fare fatica a fronteggiare questo bombardamento di potenziali schifezze italiane. Quasi quasi pianifico una vacanza a scrocco in Spagna da Nancy portandomi dietro l'intero clan dei Ford.
Cannibal Kid: Secondo film della settimana da vedere. Almeno per me. Tematica più che mai attuale, quella delle molestie sul lavoro, un regista che non seguo dal capolavoro La meglio gioventù (sul serio è piaciuto pure a te Ford? Sono sotto shock!) ma che ho voglia di riscoprire, e un'attrice muy bonita che ha dimostrato di saper recitare persino al fianco di Vaporidis, e non è da tutti. Sì, il titolo sembra quello di una nuova rivista diretta da Alfonso Signorini, però mi sembra anche una delle pellicole italiane più promettenti di quest'ultimo spento periodo.
Nancy, se per un po' ci levi dalle scatole e dall'Italia Ford siamo solo contenti. Ti avverto però che devi possedere almeno un hotel per ospitare tutto il suo clan, visto che quello ha qualcosa come 14 figli, almeno così mi pare l'ultima volta che ho provato a contarli.

Eterno Femminile

"Questo Wild Lake pare proprio interessante. Molto più delle stronzate che sparano Ford e Cannibal ogni settimana."

Nancy: Un film messicano, e il Messico, Oscar docet, vince a mani bassi da un bel po’ di anni e lo fa perché lo merita. E chi sono io per contraddire l’Academy?? Nessuno! Eterno Femminile (tradotto, ovviamente, a cazzum) racconta la storia di Rosario Castellanos, una delle più grandi scrittrici messicane dello scorso secolo, e a me ha convinto già così e non sono ironica. Confido in Ford perché so già che per Cannibal è un no secco.
Ford: confidi bene, Nancy. Questa potrebbe essere la sorpresa della settimana, sempre sperando che non si riveli una schifezza sopravvalutata come La forma dell'acqua, che da queste parti ha preso una forma davvero meno piacevole. In ogni caso, qui il beneficio del dubbio ci sta.
Cannibal Kid: Ford di recente pare più anti-messicano di Trump, visto che è in pratica l'unico al mondo ad aver parlato male de La forma dell'acqua. Quanto a me, no lo se. Potrebbe essere un film interessante, ma il rischio noia è dietro l'angolo.

Benvenuti a casa mia

"Così tu non servi White Russian!? Si vede che non siamo in casa Ford!"

Nancy: Ma è davvero necessario infilare il benvenuti ovunque? No spiegatemi, davvero. Sorvoliamo per un attimo sul discutibile adattamento del titolo e soffermiamoci sulla commedia dei cugini. Vale la pena vederla? Beh, il regista è lo stesso di Non sposate le mie figlie, uno dei film con cui ho più riso negli ultimi anni; anche il protagonista è lo stesso, un volto noto in Francia e non solo, il bravissimo Christian Clavier; e poi si parla di accoglienza e di rom, e che fate, vi perdete un film che potrebbe far incazzare Salvini? Potrei quasi tornare, è una giusta causa.
Ford: Non sposate le mie figlie mi aveva divertito di brutto e mi era parsa una di quelle proposte francesci non radical che apprezzo molto. Poi, se si può ironizzare alla facciazza di certe facce che girano in Italia - e non sto ovviamente parlando degli immigrati, ma di chi li vorrebbe buttare a mare -, il gioco è fatto.
Cannibal Kid: Benvenuta in questa rubrica, cara Nancy. Vedi, un benvenuto non si nega a nessuno. :)
Nemmeno a questo film. Io ho una passione inspiegabile e irrefrenabile per le commedie francesi. Di recente sono riuscito ad apprezzare persino una porcata come Alibi.com, quindi benvenuti a 'sti filmoni!

Chiusura di Nancy: Che dire, grazie per questi 15 minuti di gloria, felicissima di essere stata vostra ospite. Ora vi aspetto sulla Costa del sol, però venite in settimane diverse che non sono pronta ad affrontare un Cannibal vs Ford fuori dal web!

venerdì 29 aprile 2016

Rock the kasbah

Regia: Barry Levinson
Origine: USA
Anno: 2015
Durata: 106'







La trama (con parole mie): Richie Lanz è un impresario e produttore discografico californiano che ha visto decisamente giorni migliori sia in termini personali che di carriera e successo, pronto ad offrire contratti ed estorcere denaro a casi umani disposti a tutto per una speranza nel mondo delle sette note.
Quando, per caso, ha l'occasione di partecipare ad un tour che prevede tappe in tutti i principali campi dei soldati americani di stanza in Afganisthan con la sua segretaria nonchè cantante di punta e la stessa fugge lasciandolo senza soldi e passaporto, per Richie ha inizio una vera e propria avventura che lo condurrà, tra prostitute in attesa di ritirarsi e trafficanti d'armi, ad un villaggio sperduto tra le montagne dove avrà l'occasione di far fruttare il suo fiuto di scopritore di potenziali artisti da classifica rispetto ad una ragazza educata secondo le più rigide tradizioni pashtur.
Riuscirà Lanz a dare un'occasione a se stesso ed alla sua nuova protetta, o tutto finirà nel peggiore dei modi?










Ho sempre adorato - ma non è certo un mistero - Bill Murray.
Fin dall'infanzia e da Ghostbusters, ho sempre sognato di potermi immedesimare - malgrado non si trattasse certo di un figo senza ritorno, in termini prettamente estetici - in quel guascone sciupafemmine dalla risposta sempre pronta, che rappresentava tutto quello che, da ragazzino, preda della mia timidezza senza controllo, non ero.
Sono passati gli anni, i film, le esperienze, mi sono avvicinato così tanto a quel tipo di comportamento da suscitare incredulità nelle persone che mi conoscono ora, quando mi dichiaro, per l'appunto, un "ex timido", ma è rimasto immutato l'affetto per un attore che ho sempre considerato come una zio matto, quello da prendere come modello di bad guy alla facciazza dei genitori che ho sempre pensato sarei diventato, e che ora che sono genitore, non riesco a non ammirare comunque.
Rock the kasbah è un film dell'ormai stanco Barry Levinson come ce ne sono mille altri, ritmato da una colonna sonora bella ma più che abusata - a parte la mitica Bawitaba di Kid Rock, che quasi regalava i quattro bicchieri a questo titolo, è la fiera del pur piacevole ma sempre troppo sfruttato Cat Stevens -, implausibile nella scrittura ed all'interno del quale Bill Murray fa il Bill Murray, dunque con tutti i limiti possibili ed immaginabili, eppure ho finito per godermelo dal primo all'ultimo minuto senza ritegno e particolari pretese.
L'odissea professionale, musicale ed umana di Richie Lanz, produttore discografico più simile ad un truffatore che ad uno scopritore di talenti, in un Afganisthan in bilico tra tensioni culturali, esercito statunitense, mercenari, trafficanti e signori della guerra, impreziosita dalle sempre gradite presenze di Zooey Deschanel e Kate Hudson è una giostra divertente e piacevole quanto basta per una serata senza troppo impegno ma comunque in grado di non far staccare completamente i neuroni, che si tratti di amore per il rock o di attenzione rivolta alla condizione delle donne all'interno di determinate culture - la dedica conclusiva della pellicola resta una delle idee migliori della stessa -.
Per il resto, nulla di nuovo sotto il sole e soprattutto nulla che la realtà non spazzerebbe via a colpi di sogni spezzati: ma il bello delle sette note e della settima arte è proprio regalare al proprio pubblico un'illusione magica e confortevole come una bella sbronza felice da risata facile e sonno profondo, come se non ci fosse un domani.
Dovendo compiere una scelta, migliore forse la prima parte, più spiccatamente Murraycentrica e scanzonata della seconda, senza dubbio incentrata sulla parte più sentimentale e profonda, ma a conti fatti tutto scivola via discretamente bene, e poco importa se, in un modo o nell'altro, Rock the kasbah si confonderà nella memoria sparendo di fronte a titoli simili ma ben superiori come Broken flowers, perchè sarà come aver ascoltato quella hit anni settanta già nota e stranota che, comunque, si finisce per canticchiare come se fossimo ancora presi dalla prima cotta per il pezzo.
Se, a questo cocktail forse annacquato aggiungiamo poi una riflessione sulla necessità assoluta dell'emancipazione proprio grazie all'arte, condita con un pò di ironia e buoni sentimenti, allora abbiamo il drink di sicurezza perfetto per le serate naufragate, la sega della buonanotte, il bacio in fronte per un sonno di sogni goduriosi ed il più rock possibili.
Del resto, se non si guarda in faccia ad una realtà spesso troppo triste con un pò di ironia ed un sorriso beffardo, si rischia di diventare troppo cinici o troppo tristi: e Richie Lanz non è nessuno dei due.
Lui crede, e c'è.
Una specie di piccolo Drugo.
Un pò come Bill Murray, che in questo vestito calza come nel pigiama preferito.




MrFord




"Now over at the temple
oh! They really pack 'em in
the in crowd say it's cool
to dig this chanting thing
but as the wind changed direction
the temple band took five
the crowd caught a wiff
of that crazy Casbah jive."
The Clash - "Rock the casbah" -






martedì 14 ottobre 2014

Blog Wars - Bimbiminkia VS Tamarriminkia: i film action


La trama (con parole, purtroppo, sue): dopo una lunga assenza, le Blog Wars tra l'autore di questo blog Cannibal Kid e il suo acerrimo rivale Mr. James Ford sono finalmente tornate. Il terreno di scontro?
Una sfida incrociata in cui ieri abbiamo assistito alle spettacolare, divertente, variegata lista di pellicole adolescenziali proposte da me, mentre oggi vi tocca sorbire quelli che secondo Ford sono i migliori film action di sempre, mentre per me sono solo alcune tra le peggiori atrocità che l'uomo abbia mai prodotto.
Ecco qua la lista dei film (film?????) selezionati da Ford e commentati da me, ordinati da quello che mi è sembrato il peggiore al migliore (migliore si fa per dire).
Cannibal Kid


"Me l'avevano detto che Cannibal non capiva un'emerita fava di Cinema, ma questo è troppo anche per lui!"

10. Predator



Cannibal Kid: Capisco che a Mr. Ford alla prima apparizione di Schwarzenegger che fa il figo fumando un sigaro sia venuta un’erezione, ma a me personalmente ha lasciato del tutto indifferente.
Predator è la noia fatta film, tra inseguimenti, appostamenti, sparatorie ed esplosioni, con in più come aggiunta bonus qualche risibile inserto fantascientifico. Ridotti al minimo i dialoghi, il livello di umorismo presente è ben al di sotto della media degli action tamarri anni Ottanta, è girato pessimamente da John McTiernan, la recitazione da parte di Schwarzy e co. è meglio non commentarla nemmeno, la sceneggiatura è banalissima, i terrificanti effetti speciali più che negli 80s sembrano fatti nei 20s. Lo scontro finale tra Schwarzy e Predator credo rappresenti poi uno dei punti più bassi mai raggiunti dal cinema. Se sta roba può essere considerata cinema.
Insomma, una porcheria totale. Un film invecchiato malissimo e senza alcun senso, che vorrebbe essere ad alta tensione, invece è solo soporifero e non si attesta nemmeno sui livelli minimi di intrattenimento trash. La peggio fordianata per iniziare degnamente la peggior lista, di film e non solo, che io abbia mai visto in vita mia.
MrFord: questa non me l'aspettavo neppure da un incompetente del calibro del mio rivale. Mettere un filmone come Predator - riconosciuto come tale anche dalla critica - dietro Seagal o Lundgren è troppo perfino per un Coniglione della peggior specie.
Come se non bastasse, il film di McTiernan - che già con il primo Die Hard aveva fatto scintille - è una chicca sia in termini di tecnica - le macchine da presa "termiche" furono sfruttate per la prima volta nella realizzazione di un film - che di tensione, oltre ad aver regalato al pubblico uno dei migliori mostri di sempre.
Mi sa tanto che il Predator dovrebbe fare una capatina a Casale, anche se sarebbe una caccia troppo facile, per lui!
Cannibal Kid: Pensavo fossi tu, Ford, uno dei migliori mostri di sempre.
Comunque sta a vedere adesso che Predator è considerato il Quarto potere del genere tamarro-action... E anche se fosse, ma non credo, non mi importa se è piaciuto a qualche critico rimbambito. Per me 'sta inguardabile e ridicola porcheria è solo una merdaccia!
MrFord: sento già le grida di vendetta non solo degli appassionati di action, ma anche di quelli di Cinema!

"°ç§°çéç*éç§°ç§é*çéç§°çéç*éç!" - Tradotto dal predatorese: "Datemi Cannibal che gli faccio un culo come una capanna!"
9. Battle of the Damned



Cannibal Kid: Questo è un colpo basso persino per Ford. Come si può inserire una roba del genere in una lista, se non per fare del male gratuito all’avversario?
Mi rifiuto di credere che Ford, per quanto i suoi gusti siano agghiaccianti, possa averlo messo per un altro motivo. Questa pellicoletta con zombie, robot e Dolph Lundgren (non so chi sia più inespressivo tra tutti), non si salva sotto nessun aspetto. Sembra un episodio bruttissimo di The Walking Dead, che già non è il massimo della vita. Un survival con scene d’azione da mal di mare, recitato malissimo da tutti e non solo da Ivan Drago, con una sceneggiatura trita e ritrita, noioso, privo di battute decenti e persino di vera tamarraggine. Per non parlare della componente fantascientifica/horror che fa veramente orrore. Un obbrobrio che starebbe bene giusto in una Flop 10 dei peggiori film di sempre, sia che lo si inserisca nella categoria action, sci-fi, dell’orrore o altro.
MrFord: ok, lo ammetto. Anche se io mi ci ero divertito da matti, ho inserito questo filmaccio trashissimo solo per rendere la vita più difficile al mio antagonista. Avrei potuto scegliere Red Scorpion ed essere più magnanimo, ma con gentaglia come Cannibal non si può far altro se non concedersi le maniere forti.

"Gli zombies kid restano fuori dal grande Cinema fordiano!"
8. Nico



Cannibal Kid: Chi è il peggior attore del mondo?
Tra Van Damme e Schwarzy, Ford con la sua lista mi sta mettendo in crisi. In mezzo a tanti simili cani (senza offesa per i veri cani che a recitare se la cavano molto meglio, si veda The Artist), il numero 1 dei peggiori resta sempre Steven Mezza Seagal. Il suo esordio nel mondo del cinema (cinema???), nonché il suo film più identificativo Nico è una splendida prova di incapacità recitativa capace di superare qualunque temibile avversario. Si potrà dire che, più che un attore, è un lottatore di arti marziali. Non metto in dubbio che, se me lo ritrovassi davanti, mi farebbe il culo alla grande, però con la sua enorme mole non mi sembra il massimo dell’agilità, quindi potrei sconfiggerlo con la mia velocità. O se non altro scappare.
L’unica cosa da notare di questo filmetto action telefonatissimo è come Seagal resti uguale per tutto il tempo. Che faccia un combattimento a 20 anni, che si trovi in Vietnam anni più tardi, che sia al battesimo del figlio altri anni dopo, o che gli ammazzino il prete amico, o che pianga, o che venga torturato, Steven “Nico” Seagal non cambia MAI espressione né aspetto.
A differenza di altri action heroes, Nico è poi del tutto privo di sense of humour e si limita ad andare in giro a menare le mani e a fare l’invincibile poliziotto perfetto quasi supereroistico contro i cattivoni. Uno dei personaggi più insopportabili di sempre, degno dell’attore peggiore di sempre.
A voler essere proprio buono, posso salvare giusto la presenza di una simpatica Pam Grier e di una giovane Sharon Stone, per il resto questo è, come direbbe il blog Director’s Cult (http://directorcult.blogspot.it/), un vero monnezza movie.
MrFord: il buon Seagal con il suo parruccone è sempre stato il mio action hero meno preferito, con grande dispiacere di mio padre, che non si perde un suo film in tv neanche ad averlo già visto un centinaio di volte. Di recente, però, mi sono trovato a rivalutare alcune sue chicche, come Nico, forse ad oggi il film tecnicamente migliore cui abbia preso parte uno degli attori oggettivamente peggiori della storia.
Certo, poi, pensare che abbia fatto soffrire Cannibal, lo rende quantomeno uno dei più utili.
Cannibal Kid: Seagal è il preferito del vero Signor Ford?
Ah, ma allora l'amore per il cattivo cinema è una tradizione di famiglia!
Speriamo che il Fordino si metta al riparo al più presto...

"Cannibal, ti faccio saltare le cervella, sempre che tu le abbia!"
7. Senza esclusione di colpi



Cannibal Kid: Ma che è sta roba?
Senza esclusione di colpi pare una specie di versione terrificante di Karate Kid. E pare una versione terrificante pure del Ragazzo dal kimono d'oro.
Ora capisco perché Ford critica tanto lo splendido Kill Bill. Per lui il cinema d’arti marziali è questa roba firmata da Newt Arnold...
CHIIIIIIIIIIIIIIIIIIIIIIIIIIIIIIIIIIIIIIIII?
Regia e recitazione sono talmente penosi che si rimpiange Centovetrine e pure Kiss Me Licia. Jean Claude Van Damme è talmente cagno che solo per questa interpretazione meriterebbe un Razzie Award annuale a vita. L’unica soddisfazione proveniente da questa interminabile parata di (brutti) incontri marziali è vedere JCVD indossare dei ridicoli pantaloni ascellari che manco Fantozzi. Su tutto il resto, pessima colonna sonora e storiella romantica da Harmony comprese, è meglio stendere un enorme velo pietoso.
Senza esclusione di colpi sta al cinema come i Modà stanno alla musica.
E questo, caro Ford, è ciò che io chiamo attaccare un film senza esclusione di colpi.
Film?
Sta cagata non è un film.
MrFord: cult totale del grande JCVD, imbarazzante di fronte ad un giudizio critico anche gustato a dodici o tredici anni, Senza esclusione di colpi è una pacchia totale del trash, uno di quei gioiellini che non si possono non amare, a meno di non essere cresciuti chiusi in una stanzetta da soli invece che al parco a simulare le mosse con gli amici del quartiere.
Dev'essere per questo, che il Cannibale non l'ha proprio digerito.
Cannibal Kid: Uno di quei gioiellini che non si possono non amare... a meno di avere un cervello funzionante. Te Ford a forza di andare al parco a prendertele di santa ragione mi sa che hai subito un trauma cranico, uahahah!

"E questo calcio è niente in confronto a quelli che sferrerò a Cannibal Kid!"
6. Nido di vespe



Cannibal Kid: Io in genere adoro il cinema francese, ma questa è una schifezzina che non si distingue per niente dal resto delle americanate fordianate qui inserite. L'unica scena degna di nota è quella all'inizio dei protagonisti che cantano in auto. Poi, il nulla. Una trama finto elaborata che è giusto un pretesto per un sacco di scene d'azione e soprattutto sparatorie. Ford, va bene che sei abituato a spararle grosse, però basta sparatorie!
Questo film è poi la dimostrazione evidente di come Ford adori proprio le pellicole mal recitate. In mezzo a un cast agghiacciante composto da incapaci proveniente da tutte le parti del mondo, manco ci trovassimo in un film degli Expendables, si segnala la pessima prova del “nostro” Valerio Mastandrea, degna dell'Alberto Tomba di Alex l'ariete. E la cosa tragica è che non sto scherzando.
MrFord: omaggio francese a pellicole bomba come Distretto 13, era quasi scontato che Nido di vespe avrebbe scontentato quel radical di Peppa, cui bastano un paio di colpi di pistola per fuggire con la coda tra le gambe.
Tranquillo, Cannibal: è solo finzione scenica, e accade dall'altra parte dello schermo!
Cannibal Kid: Quella sarà anche solo finzione, ma i livelli terrificanti di recitazione nelle tue adorate pellicole sono reali. E fanno una dannata paura!

"Se ti manda Peppa Kid, ti faccio fuori all'istante!"
5. Danko



Cannibal Kid: Un film che si inserisce sullo stesso filone di Tango e Cash e L’ultimo dei Boy Scout, solo inferiore. Schwarzy è il solito monolito inespressivo, il film è ricchissimo di stereotipi e a tenere desta l’attenzione di questo film nato stanko c’è giusto James Belushi, il fratello privo di talento di John. Il che è tutto dire.
Rispetto ad altre schifezze proposte in questa decina se non altro è quasi guardabile. Però certo vedere al timone di questa sorpassatissima americanata tipicamente anni ’80 Walter Hill, autore di una cosa enorme come I guerrieri della notte, mette una gran tristezza.
MrFord: altro cult anni ottanta ed action che tutti, dai critici più menosi al pubblico occasionale non possono non amare, eccetto Cannibal. Lui è più rigido di Danko, quando si parla di Cinema. E' la cortina di ferro di tutti gli indie ed i radical chic del mondo.
A meno che non si parli di robetta da tredicenni. Allora sì, che lo vedrete emozionarsi davvero!
Cannibal Kid: A parte il fatto che sta roba sia amata da tutti e non solo dai tamarri scatenati come te è ancora da verificare. In ogni caso non me ne frega niente se una cosa piace a tutti. Io non sono tutti. E, caro Ford, a me non interessa nemmeno seguire il sorpassatissimo giudizio dei Mereghetti, dei Morandini, dei Minchiettini e di tutti gli altri critici parrucconi di una volta come fossero la Bibbia come fai tu. Per voi eterni novantenni è ora di levarsi finalmente dalle scatole e lasciare spazio a noi eterni tredicenni!

"Hey Peppa! Qui solo Ford può portare la barba!"
4. Tango & Cash



Cannibal Kid: Per citare Tango/Stallone: Conosco una cosa che assomiglia a questa lista. La merda. Tra le varie atroci fordianate proposte in questa classifica, questo Tango & Cash è tra le poche a salvarsi. Lungi dall’essere una pellicola fenomenale, è un action movie molto classico ma comunque abbastanza godibile. Caso più unico che raro della lista fordiana, la prima parte non è nemmeno così scontata a livello di trama. A differenza dei soliti Arma letale e buddy-movie vari, un modello abusatissimo da cui questo comunque non riesce a smarcarsi, non è la vicenda di due sbirri che devono risolvere un caso, bensì devono difendersi da un caso. Peccato che, dopo un primo tempo quasi e ho detto quasi originale, la seconda parte diventa invece molto prevedibile e scontata, con il solito happy-ending buonista che avrà fatto la gioia di Ford, non certo la mia.
Tra i due protagonisti il mattatore – ovviamente – è Kurt Russell, che umilia uno Stallone che, in versione seriosa, dimostra ancora più del solito tutti i suoi limiti recitativi. Così come il mattatore di questa Blog War sono – ovviamente e modestamente – io con i miei gustosissimi filmetti teen.
MrFord: una quasi bella sorpresa alla quale quasi non credevo, la prima volta che ho letto questa incredibile serie di stronzate cannibalesche. Tango e Cash quasi sul podio della classifica di gradimento del mio rivale. E' un pò come se io avessi scelto di mettere nella stessa posizione Ragazze a Beverly Hills o Cruel Intentions.
Ma, per citare Cash, caro Cannibal, "non farti illusioni, pisellino".
Cannibal Kid: Non farti illusioni te, pisellino Ford. Questo filmetto da sufficienza risicata è nella parte alta della classifica soltanto per esclusione (di colpi), visto che il resto è spazzatura pura.
MrFord: "Complimenti, Minnie, se ti piace parlare". Caro Peppa Kid, io credo ti sbatteranno tra i delinquenti comuni. Per reati contro il Cinema.

"Io faccio fuori Ford, tu Cannibal. Intesi?"
3. Hard Boiled



Cannibal Kid: Un film che si distingue subito dal resto della cafonaggine fordiana, grazie a una raffinata apertura dalle atmosfere jazz. Ci troviamo quindi di fronte finalmente a una pellicola decente?
Bah, direi proprio di no.
A livello registico è l'unico degno di nota di questa decina anti-cinema. Peccato che, dopo appena pochi minuti, le interminabili sparatorie cominciano a far sbadigliare e la sceneggiatura presto si evolve nel solito, ennesimo buddy movie proposto da questa lista fordiana piena di film uno uguale all'altro. Con la sola differenza che qui il livello di ironia è ancora minore rispetto alle pellicole americane.
Con una storia elaborata un po' meglio poteva venirne fuori un film valido, invece così è solo un'occasione sprecata in cui il talento registico di John Woo è messo sì in mostra, ma è troppo fine a se stesso. E poi basta con 'ste sparatorie!
MrFord: ora vorrei proprio sapere quale potrebbe essere l'idea di Cannibal a proposito dei film action. Niente sparatorie!? Niente bromanticismo o battute tra amici o colleghi pronti a fronteggiare il male spalla a spalla!? Sarebbe come pensare che esista un film teen senza un'inutile storiella d'amore lacrimevole!
Cannibal Kid: Crank, quello sì che è un film d'azione con i controcoglioni!
E c'è molta più cattiveria pure nei miei film teen come Kids, Cruel Intentions e Mean Girls che non in 'ste robette action in cui, dietro a tante botte e proiettili, si nascondono solo delle storielle bromantiche all'insegna del volemose bene.

"Cannibal lo faccio fuori io!" "Te lo puoi scordare, è in cima alla mia lista da tempo!"
2. Breakdown – La trappola



Cannibal Kid: Oh, finalmente un film proposto da Ford che mi è piaciuto!
Mi è piaciuto perché in rete non sono riuscito a trovarlo da nessuna parte e quindi me lo sono risparmiato alla grande. Evvai!
MrFord: e anche questa volta, il Cucciolo Eroico è riuscito a scamparsi almeno una delle mie proposte. Peccato, perché se non gli fosse piaciuto, Tango e Cash sarebbe stato al terzo posto.

"Fuggiamo dalle liste cannibali!"
1. L’ultimo boy scout



Cannibal Kid: L’unico film della lista fordiana che avevo già visto, l’unico film degno di una lista dei migliori action. Ha un buon ritmo, è divertente, ha una coppia di protagonisti bene assortiti e, soprattutto, presenta una serie di battute memorabili. Poi, va bah, la storia non è delle più originali e il povero Tony Scott, per quanto se la cavi, non passerà certo alla storia come un regista fenomenale, però se non altro rispetto al resto delle proposte fordiane questa è una bella boccata d’ossigeno. Fornita, non a caso, da Bruce Willis, il mio action hero preferito. O dovrei dire l’unico action hero che riesco a sopportare?
MrFord: io con L'ultimo boy scout mi diverto da matti, ma è curioso come un attore - in questo caso Bruce Willis - possa rendere la mia nemesi incapace di vedere quanto la struttura di questo film sia assolutamente identica a quella degli altri figli dell'action made in USA anni ottanta e novanta. Come al solito, le vedute limitate di Peppa lo portano a valutare una pellicola soltanto dai nomi sulla locandina e dalla colonna sonora.
Non che mi aspettassi fuochi d'artificio ed esplosioni, ma anche dal punto di vista dell'action, Cannibal Kid è clamorosamente bocciato!
Anzi, condannato ad una maratona di almeno un'altra ventina di tamarrate!
Cannibal Kid: Come se tu, Ford, non guardassi i nomi sulle locandine. Hai fatto una Flop 10 dedicata a tutti i tuoi beniamini, riservando uno spazio persino a Dolph Lundgren. Manca solo The Rock e poi la più grande rassegna di braccia (muscolose) rubate dal cinema all'agricoltura è completa.
Quanto a L'ultimo dei boy scout, è vero che la sua struttura è la stessa degli altri buddy movie fotocopia che mi hai propinato, infatti non è certo un capolavoro. La differenza è che almeno questo è davvero divertente. Gli altri mi hanno solo fatto venire voglia di spararmi un colpo. D'altra parte proponendomi tutti questi film pieni di sparatorie, il tuo obiettivo era quello, vero Ford?
MrFord: che sia divertente è indubbio. Ma questi film lo sono tutti, e sempre. Solo che tu sei un musone teen depresso, e non lo vuoi ammettere: ahahahahah!

"Caro Cucciolo, sei proprio il re dei pusillanimi!"

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