mercoledì 11 febbraio 2015

Italiano medio

Regia: Maccio Capatonda
Origine: Italia
Anno: 2015
Durata: 90'





La trama (con parole mie): Giulio Verme, che fin da bambino ha lottato con i suoi genitori per emanciparsi da una condizione di italianità estrema, schiava dei qualunquismi e dalla televisione, si ritrova, adulto, a combattere da outsider la realtà disarmante della Terra dei cachi.
Ai margini del mondo del lavoro ed in crisi con la fidanzata Franca, Giulio incontra casualmente il vecchio ed odiato compagno di scuola Alfonzo, che lo convince ad ingerire una pillola che riduce le sue capacità cognitive dal venti a due per cento.
L'assunzione della droga libera lo stesso Giulio da preoccupazioni e malesseri sociali, aprendogli la strada per il divertimento sfrenato, il sesso e, paradossalmente, il successo.
Per Verme sarà l'inizio di una nuova vita, o l'uomo troverà la forza per reagire ed evitare di diventare quello che ha sempre odiato?







Ogni avventore del Saloon, così come chi ha avuto modo di sperimentare dal vivo il vecchio Ford, ben sa che non sono certo un damerino dai modi garbati, per quanto straordinariamente affabile possa impegnarmi ad essere e sia di fatto molto più equilibrato - almeno in superficie - di quanto non si possa pensare giudicando il mio aspetto.
La volgarità o i colpi proibiti non mi spaventano, e fatta eccezione per alcune schifezze moralmente deprecabili, non mi sono mai scandalizzato particolarmente rispetto al Cinema "basso", se così vogliamo chiamarlo: in fondo, si potrebbe di fatto considerare che proprio dal basso vengo senza dubbio anche io, dunque sarei stupido a remare contro quelle che sono anche le mie "origini".
Maccio Capatonda, salito alla ribalta grazie al trampolino di lancio della rete, è un esempio attuale di questo tipo di Cinema, personaggio e prodotto figlio della rete e della televisione da alcuni considerato geniale e da altri una sorta di povero scemo: premetto che, alla vigilia della visione di Italiano medio, non conoscevo praticamente per nulla le gag che rappresentano il marchio di fabbrica dello stesso Maccio, ed ignoravo felicemente il suo lavoro, ma penso che, a conti fatti, la verità stia in qualche modo nel mezzo.
Italiano medio, scrivendo a partire da un punto di vista prettamente tecnico, è davvero una schifezza amatoriale degna degli standard italioti che tanto pare piacciano al pubblico, dato il successo di gentaglia come Zalone, un'accozzaglia di scene messe una accanto all'altra nel tentativo di illudere l'audience di trovarsi di fronte ad una sorta di unico prodotto, il tentativo di riportare in auge un certo tipo di satira sociale virata al trash ispirata all'epoca in cui il Cinema italiano aveva qualcosa da dire ormai purtroppo tramontata destinato inevitabilmente a non avvicinarsi neppure lontanamente ai cult che quell'epoca hanno segnato - dai primi due Fantozzi ad Amici miei, giusto per citare titoli qui in casa Ford considerati sacri -.
Eppure, per quanto traboccante di difetti, nel corso della visione ho in più di un momento avuto l'impressione di comprendere il perchè dell'enorme seguito che Capatonda ha accumulato e continua ad accumulare, soprattutto rispetto ad un pubblico giovane: in fondo, se non si avessero presenti alcuni riferimenti storici, quello che porta sullo schermo potrebbe perfino risultare innovativo, per quanto enorme mi appaia un termine di questo tipo associato a film di questo calibro.
La spiegazione, dunque, del mio assoluto distacco rispetto a Italiano medio ed alla sensazione di inutilità che questa visione mi ha comunicato, è molto più semplice di quanto si possa pensare: Maccio Capatonda non mi piace, non mi fa ridere, non ha nulla che ritenga davvero geniale, sopra le righe, unico nel suo genere.
Comprendo bene la volontà, il desiderio, la furbata di criticare con il sorriso un ambiente che, in misura più o meno consistente, finisce per influenzare tutti noi che lo viviamo - anche chi se ne chiama fuori, sia chiaro -, ma non credo si sentisse davvero il bisogno di questo piccolo - molto piccolo - circo di citazioni cinematografiche - da Fight club a Limitless, tanto per citarne un paio - e sguaiati momenti pronti a strappare - o a sperare di farlo - un sacco di risate al pubblico: in uno dei periodi più bui della cinematografia nostrana, Italiano medio resta proprio a galleggiare nell'acquitrino che spera tanto di lasciarsi alle spalle guardandolo con discreta spocchia dall'alto, lui che è intelligente, ne sa, ne capisce, ci ride sopra.
Quando anche lui, una volta spente le luci, finisce per ritrovarsi in canotta con birra e spaghetti davanti alla partita di calcio.
E senza aver neppure preso la fatidica pastiglia.




MrFord




"Ohoo Ohoo 
ma a me non me ne frega tanto
ohoo Ohoo
io sono un italiano e canto
e datemi Fiorello e Panariello alla tv
sono l'italiano medio nel blu dipinto di blu."
Articolo 31 - "L'italiano medio" - 





32 commenti:

  1. Risposte
    1. Era un yesssa d'approvazione!?

      Elimina
    2. Ma asssolutamente certamente. Mi hai recuperato la debucle di birdman! ;)

      Elimina
    3. La debacle di Birdman è tutta vostra, altrochè! ;)

      Elimina
  2. Il bicchiere vuoto mi ha fatto pensare un: "Nooooo, ma come?"
    Poi ho letto la tua recensione e capisco le tue motivazioni.
    A me piaciuto molto invece, lo trovo l'erede moderno del primo "Fantozzi".

    RispondiElimina
    Risposte
    1. Secondo me corrono anni luce, tra i primi due Fantozzi e questo. ;)

      Elimina
  3. Le bottigliate dovrebbero voler dire delusione,ma il come tu potessi sperare di trovarti davanti ad un prodotto anche lontanamente di minima qualità,mi sfugge.
    Avrò LA FEBBRA?
    Dài,da uno che fa cagate come questa,che ti aspettavi XD

    RispondiElimina
    Risposte
    1. Non mi aspettavo granchè, in effetti, ma non volevo neanche schiaffargli un voto troppo basso. ;)

      Elimina
  4. Non l'ho visto, comunque sospettavo quello che mi confermi. Finché si limitava ai trailer era divertente, ma nel salto al cinema, come tanti, è puntualmente inciampato.

    RispondiElimina
    Risposte
    1. In fondo, è difficile costruire un film intero solo su gag. Immaginavo non mi avrebbe stupito, e così è stato.

      Elimina
  5. non l'ho visto , forse lo vedrò in futuro nonostante lui sia di Chieti, città dove lavoro e praticamente qui ha fatto il pienone...la cosa che noto è che questi comici televisivi che vengono (tele)trasportati al cinema poi non replicano mai nulla di quella che è la loro bravura in tv, vengono assurdamente ripuliti degli eccessi e resi il più nazional popolari possibili...

    RispondiElimina
    Risposte
    1. In realtà gli "eccessi" ci sono, il fatto è che non sono così clamorosi e di rottura come si vorrebbe fossero.

      Elimina
  6. Capatonda è il D'Annunzio del nostro tempo; sesso e furbizia proprio come allora
    con la differenza che allora c'era la guerra e adesso c'è la tv spazzatura
    (quasi quasi era meglio allora)

    RispondiElimina
    Risposte
    1. Trovo che Maccio sia comunque più simpatico di D'Annunzio. ;)

      Elimina
  7. Copioincollo dai commenti del blog:

    Babol 3 febbraio 2015 10:52
    Se non sei fan in partenza ti farà molto schifo, preparati!

    Non darmi mai retta, eh! :P

    RispondiElimina
    Risposte
    1. In realtà non è che mi abbia fatto molto schifo, semplicemente è un tipo di prodotto che non apprezzo, e non credo che apprezzerò mai. ;)

      Elimina

  8. Maccio è un grande, i suoi trailer spaccano.

    Il film non l'ho visto, sicuramente farà cagare.
    L'avranno fatto somigliare ai soliti idioti, e non c'è niente di peggio dei soliti idioti.
    L'italia fa cagare, la comicità fa cagare.
    Ier ho visto Siani a Sanremo. Non ho mai riso così poco guardando un comico, ogni tanto mi sentivo in imbarazzo per lui.

    RispondiElimina
    Risposte
    1. Bill, parole sante. L'Italia attuale, purtroppo, fa cagare.
      Ce li scordiamo Amici miei e compagnia.

      E non parliamo di Siani, che prenderei a pugni in faccia. ;)

      Elimina
  9. Maammechemmefrega!
    Comunque mi sa che me lo vedrò lo stesso, senza fretta.

    RispondiElimina
    Risposte
    1. Senza fretta e senza impegno ci può anche stare.

      Elimina
  10. Non credo lo vedrò mai, apprezzo Maccio più per la personalità comica e la sua originalità che per la comicità in sé (non mi fa ridere, ecco).

    Ai tempi dei finti trailer ha fatto storia, i giochi di parole e l'umorismo surreale erano molto particolari. Con Mario invece boh, rimane questa bravura nell'ironia tutta sua e molto diversa dal comico popolare tipo-Zelig, però alla fine non mi ha mai preso, l'ho abbandonato dopo pochi episodi, la ricerca del tormentone a tutti i costi e la costante esagerazione per gonfiare i toni, che funzionava bene negli sketch, ha ceduto subito in una cosa più complessa.

    E penso che il film possa solo essere peggio :(

    RispondiElimina
    Risposte
    1. Io non ho mai seguito molto Capatonda, ma l'impressione è proprio quella che descrivi. Senza dubbio, per quanto possa piacere, secondo me è decisamente sopravvalutato, come fenomeno.

      Elimina
  11. Come ho già avuto modo di dire, da un punto di vista prettamente cinematografico Italiano Medio è un film meno che mediocre. Però resto dell'idea che una critica tanto spietata non la si faceva in un film comico italiano da almeno un trentennio: Maccio non solo prende per il culo tutti, ma lo fa persino con se stesso. Con cattiveria, senza buonismo. Da un punto di vista concettuale per me questo resta un enorme punto a favore.

    RispondiElimina
    Risposte
    1. Anche io non l'ho voluto affossare perchè trovo abbia potenzialità, ma a prescindere da questo e dalla pochezza effettiva del film, resta il fatto che per me il buon Maccio non è così rivoluzionario come parrebbe.
      Almeno dal mio punto di vista. ;)

      Elimina
  12. Il film non l'ho ancora visto, ma la tua prevedibile opinione da snob radical-chic che tanto cerchi di non essere me la potevo immaginare comunque...
    E fattela una risata una volta, serious Ford!

    RispondiElimina
    Risposte
    1. Se c'è uno snob radical chic, qui, sei tu!
      E mi faccio le risate con le cose che fanno davvero ridere, mica con Capatonda! ;)

      Elimina
  13. A me Maccio piace quasi di più come persona che come personaggio. In alcune interviste sono riuscito ad apprezzare la genuinità e l'umiltà di uno che, a conti fatti, si è fatto ed ancora fa la gavetta che serve per emergere. Poi le gag, come hai detto, non sono memorabili e comunque nulla più di quanto non avesse già mostrato Fantozzi trent'anni fa. Ecco, forse una birretta gliela avrei offerta, povero Maccio. ;)

    RispondiElimina
    Risposte
    1. Una birretta la offrirei anch'io, al Maccio, ma il film non inventa davvero nulla di nuovo. Fantozzi e Amici miei erano millemila anni avanti.
      Una specie di fantascienza. ;)

      Elimina
  14. La mia più grande preoccupazione è che un film intero non lo regga, detto da uno che due risate, guardando qualche spezzone dei suoi lavori su youtube, se le fa...

    RispondiElimina
    Risposte
    1. In realtà il problema del film, come si scriveva qui sopra con Frank, è la sua pochezza a livello tecnico.
      Poi, che a me non dica nulla e non mi faccia ridere, è un altro discorso. ;)

      Elimina
  15. La mia conoscenza di M.C. si limita ai finti trailer ai tempi d'oro della Gialappa's, quindi direi che passo.

    RispondiElimina
    Risposte
    1. E direi che non ti perdi chissà cosa. ;)

      Elimina

Related Posts Plugin for WordPress, Blogger...