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giovedì 2 marzo 2017

Thursday's child


Prima puntata della rubrica dedicata alle uscite in sala settimanali condotta dal sottocritto e dal mio non più tanto agguerrito rivale Cannibal Kid dopo il trionfo fordiano della Notte degli Oscar: sarà un altro weekend di grandi celebrazioni per il Saloon o le proposte saranno tutte radical e poco interessanti come tutto ciò che è cannibalesco?
Ai film l'ardua sentenza.


"Allora siamo d'accordo: voglio che sia interdetto l'accesso al set a mio fratello almeno fino a quando non vincerò un Oscar anch'io."



Logan – The Wolverine

Cannibal Kid e Ford in gita domenicale.

Cannibal dice: La critica sta già esaltando questo nuovo capitolo della saga di Wolverine, che però ancora deve scontrarsi contro un critico davvero severo. Sto parlando di me Cannibal Kid, non certo del buonista Mr. James Ford. C'è comunque da dire che questo nuovo Logan, almeno dai trailer, appare più maturo e meno cinecomics rispetto al solito, e quindi a sorpresa potrebbe addirittura piaciucchiarmi. Non ho detto piacermi completamente.
Ford dice: Wolverine è senza dubbio uno dei personaggi più interessanti e cool non solo della brigata degli X-Men, ma della Marvel tutta. Purtroppo, cinematograficamente parlando, non sempre è stato trattato come si sarebbe dovuto: che sia la volta buona per vedere il mutante artigliato protagonista di un bel film?
Se le premesse sono quelle del trailer - musicato, tra l'altro, da Hurt suonata da Cash -, direi che siamo messi bene.





La legge della notte

"White Russian anche per noi, Ford. Ormai a Hollywood il tuo cocktail va per la maggiore!"

Cannibal dice: Ben Affleck come attore non mi piace un granché, e c'è da dire che negli ultimi tempi sta persino peggiorando, al contrario del fratellino neo premio Oscar Casey. Come regista invece Ben mi ha sempre convinto e quindi, anche se questo noir retrò a prima vista non mi attira per niente, potrei comunque dargli una chance. Tanto, peggio di un film consigliato da Ford non può essere.

Ford dice: Bisteccone Ben torna in sala per cercare - invano, almeno davanti alla macchina da presa - di pareggiare i conti con il fratellino fresco fresco di Oscar, un po' come Cannibal cerca disperatamente di stare al passo con me.

Riuscirà nell'impresa? Io dico di no.


Vi presento Toni Erdmann

"Quel vecchio alcolizzato dev'essere Ford!" "Stai scherzando!? In confronto a Ford, quello è un ragazzino!"

Cannibal dice: Film tedesco osannato dalla critica, nominato a Golden Globe e Oscar e vincitore del premio di miglior film agli European Film Award 2016, si presenta come una commedia grottesca da non perdere. La sua durata di quasi 3 ore però mi spaventa quasi come un mattonazzo pseudo autoriale fordiano.
Ford dice: probabilmente la scommessa della settimana. Con il grottesco, le critiche esaltanti e l'autorialità ci siamo, ma il timore - almeno da parte mia - di trovarmi di fronte ad un altro Un piccione seduto su una grondaia riflette sull'esistenza è piuttosto consistente.

Posso solo sperare non sia così, perché in quel caso potrebbe perfino essere peggio rispetto ad una visione consigliata da Cannibal.

 


Omicidio all'italiana

"Ford mi ha sfidato ad un incontro di wrestling: andrà bene questo look?"

Cannibal dice: Il nuovo film di e con Maccio Capatonda. Anche se il suo esordio nel cinema Italiano medio si era rivelato leggermente deludente, si tratta comunque di un evento da non mancare. Alla faccia degli snob come il mio blogger rivale.

Ford dice: Maccio Capatonda non mi ha mai fatto ridere, neppure per sbaglio. Italiano medio, poi, mi aveva lasciato totalmente indifferente. E come se non bastasse, il “comico” mi pare pure clamorosamente antipatico. Passo, e senza rimpianti. Un po' come quando un film è consigliato da Pensieri Cannibali.

 


Rosso Istanbul

"Cannibal e Ford non bevono caffè: certo che quei due sono proprio strani."

Cannibal dice: Il mio rapporto con Ferzan Özpetek è simile a quello con Pedro Almodóvar. Così come il loro cinema è simile. Non sono un loro fan accanito e diversi dei loro film non li ho visti, però alcuni di quelli che ho avuto modo di guardare non mi sono spiaciuti. Inoltre sono stato tra i pochi al mondo ad aver apprezzato l'ultima sbeffeggiata pellicola del regista turco, Allacciate le cinture, quindi questo suo nuovo lavoro, al contrario di quanto si possa immaginare, potrebbe addirittura rivelarsi più cannibale che non fordiano.
Ford dice: ho sempre considerato Ozpetek una specie di copia sbiadita di Alomodòvar, nonostante un paio di suoi film non mi siano neppure dispiaciuti. Dopo la scorpacciata di film legata agli Oscar, andrò in decompressione per almeno una settimana, e di buttarmi in esperimenti di questo tipo non ho davvero voglia.

 

God's not Dead 2

"Ora che so che quei due bloggers non bevono caffè, so quali locali frequentare senza correre il rischio di incontrarli."

Cannibal dice: Hanno davvero fatto un God's not Dead 2, come se il primo l'avesse visto qualcuno? A questo punto cosa ci dobbiamo aspettare, persino un WhiteRussian 2?

Ford dice: perché, esisteva anche un numero uno!?

 


Falchi

"Dobbiamo scappare da Ford e Cannibal, svelto!" "Tranquillo, se guida Ford, possiamo andare anche a piedi."

Cannibal dice: Una versione partenopea del cinema di Hong Kong tanto amato da Ford. Ammè me pare 'na strunzat'!
Ford dice: mancava la ciliegina italiana sulla torta delle uscite della settimana. Per non sbagliare, la sparo dritta in faccia a Cannibal.

 

mercoledì 11 febbraio 2015

Italiano medio

Regia: Maccio Capatonda
Origine: Italia
Anno: 2015
Durata: 90'





La trama (con parole mie): Giulio Verme, che fin da bambino ha lottato con i suoi genitori per emanciparsi da una condizione di italianità estrema, schiava dei qualunquismi e dalla televisione, si ritrova, adulto, a combattere da outsider la realtà disarmante della Terra dei cachi.
Ai margini del mondo del lavoro ed in crisi con la fidanzata Franca, Giulio incontra casualmente il vecchio ed odiato compagno di scuola Alfonzo, che lo convince ad ingerire una pillola che riduce le sue capacità cognitive dal venti a due per cento.
L'assunzione della droga libera lo stesso Giulio da preoccupazioni e malesseri sociali, aprendogli la strada per il divertimento sfrenato, il sesso e, paradossalmente, il successo.
Per Verme sarà l'inizio di una nuova vita, o l'uomo troverà la forza per reagire ed evitare di diventare quello che ha sempre odiato?







Ogni avventore del Saloon, così come chi ha avuto modo di sperimentare dal vivo il vecchio Ford, ben sa che non sono certo un damerino dai modi garbati, per quanto straordinariamente affabile possa impegnarmi ad essere e sia di fatto molto più equilibrato - almeno in superficie - di quanto non si possa pensare giudicando il mio aspetto.
La volgarità o i colpi proibiti non mi spaventano, e fatta eccezione per alcune schifezze moralmente deprecabili, non mi sono mai scandalizzato particolarmente rispetto al Cinema "basso", se così vogliamo chiamarlo: in fondo, si potrebbe di fatto considerare che proprio dal basso vengo senza dubbio anche io, dunque sarei stupido a remare contro quelle che sono anche le mie "origini".
Maccio Capatonda, salito alla ribalta grazie al trampolino di lancio della rete, è un esempio attuale di questo tipo di Cinema, personaggio e prodotto figlio della rete e della televisione da alcuni considerato geniale e da altri una sorta di povero scemo: premetto che, alla vigilia della visione di Italiano medio, non conoscevo praticamente per nulla le gag che rappresentano il marchio di fabbrica dello stesso Maccio, ed ignoravo felicemente il suo lavoro, ma penso che, a conti fatti, la verità stia in qualche modo nel mezzo.
Italiano medio, scrivendo a partire da un punto di vista prettamente tecnico, è davvero una schifezza amatoriale degna degli standard italioti che tanto pare piacciano al pubblico, dato il successo di gentaglia come Zalone, un'accozzaglia di scene messe una accanto all'altra nel tentativo di illudere l'audience di trovarsi di fronte ad una sorta di unico prodotto, il tentativo di riportare in auge un certo tipo di satira sociale virata al trash ispirata all'epoca in cui il Cinema italiano aveva qualcosa da dire ormai purtroppo tramontata destinato inevitabilmente a non avvicinarsi neppure lontanamente ai cult che quell'epoca hanno segnato - dai primi due Fantozzi ad Amici miei, giusto per citare titoli qui in casa Ford considerati sacri -.
Eppure, per quanto traboccante di difetti, nel corso della visione ho in più di un momento avuto l'impressione di comprendere il perchè dell'enorme seguito che Capatonda ha accumulato e continua ad accumulare, soprattutto rispetto ad un pubblico giovane: in fondo, se non si avessero presenti alcuni riferimenti storici, quello che porta sullo schermo potrebbe perfino risultare innovativo, per quanto enorme mi appaia un termine di questo tipo associato a film di questo calibro.
La spiegazione, dunque, del mio assoluto distacco rispetto a Italiano medio ed alla sensazione di inutilità che questa visione mi ha comunicato, è molto più semplice di quanto si possa pensare: Maccio Capatonda non mi piace, non mi fa ridere, non ha nulla che ritenga davvero geniale, sopra le righe, unico nel suo genere.
Comprendo bene la volontà, il desiderio, la furbata di criticare con il sorriso un ambiente che, in misura più o meno consistente, finisce per influenzare tutti noi che lo viviamo - anche chi se ne chiama fuori, sia chiaro -, ma non credo si sentisse davvero il bisogno di questo piccolo - molto piccolo - circo di citazioni cinematografiche - da Fight club a Limitless, tanto per citarne un paio - e sguaiati momenti pronti a strappare - o a sperare di farlo - un sacco di risate al pubblico: in uno dei periodi più bui della cinematografia nostrana, Italiano medio resta proprio a galleggiare nell'acquitrino che spera tanto di lasciarsi alle spalle guardandolo con discreta spocchia dall'alto, lui che è intelligente, ne sa, ne capisce, ci ride sopra.
Quando anche lui, una volta spente le luci, finisce per ritrovarsi in canotta con birra e spaghetti davanti alla partita di calcio.
E senza aver neppure preso la fatidica pastiglia.




MrFord




"Ohoo Ohoo 
ma a me non me ne frega tanto
ohoo Ohoo
io sono un italiano e canto
e datemi Fiorello e Panariello alla tv
sono l'italiano medio nel blu dipinto di blu."
Articolo 31 - "L'italiano medio" - 





giovedì 29 gennaio 2015

Thursday's child

La trama (con parole mie): settimana dopo settimana, ci avviciniamo alla notte degli Oscar, ed uno dopo l'altro quelli che potrebbero essere i protagonisti della stessa cominciano a palesarsi nelle nostre sale. Ad oggi, quello che ho potuto vedere dei titoli più in vista della rassegna cinematografica più seguita dell'anno non mi hanno stupito granchè - Eastwood escluso -, e l'impressione, purtroppo, è che si prosegua su un tono certamente minore.
Un pò come quando si affronta questa rubrica: uno si potrebbe aspettare un sagace commento fordiano dietro l'altro, quand'ecco spuntare, come l'erba cattiva, Cannibal Kid.
Che poi, più che l'erba cattiva stessa, pare più che altro un infuso annacquato di quelli da correre in bagno: ma questo passa al Saloon, e questo ci dobbiamo tenere.


"Qui a Cannibalandia non si può ammettere di essere fordiani!"
Unbroken

"Impara a correre come si deve, Marco Goi!"
 Cannibal dice: Maccio Capatonda a parte, i protagonisti di questo weekend cinematografico sono loro, i Brangelina, la coppia più odiosa di Hollywood. Che io in realtà contro Brad Pitt una volta non avevo niente. Solo che da quando si è mezzo con la Scheletrina Jolie, non so se è un caso, il suo livello recitativo è crollato. In Fight Club e L'esercito delle 12 scimmie ad esempio se la cavava alla grande. Di recente, tralasciando robaccia come World War Z, persino quando ha lavorato con grandi registi come Tarantino o Iñárritu non è che lui personalmente abbia lasciato un grosso segno. La Jolie invece come attrice ha sempre fatto pena, quindi adesso c'è da chiedersi se come regista sarà ancora peggio, oppure se ha trovato la sua vera vocazione. La risposta arriverà nei prossimi giorni qui su Pensieri Cannibali. Riguardo invece a ciò che vi dirà WhiteRussian, quello potete fare come al solito e ignorarlo.
Ford dice: la Jolie non mi è mai stata particolarmente simpatica. Non è riuscita a convincermi neppure in Changeling, che malgrado la firma di Clint è uno dei film del buon Eastwood che ho meno apprezzato, tanto per intenderci. E negli anni non ha fatto che peggiorare.

Mi ero risparmiato il suo esordio dietro la macchina da presa, e penso che sfrutterò questo Unbroken solo per sfogare un po' di bottigliate.

Peccato che probabilmente questo film verrà massacrato anche dal Cannibale, altrimenti sarebbe stato perfetto.


Fury

"Figliolo, qui di pusillanimi in stile Peppa non ne vogliamo: siamo fordiani repubblicani."
Cannibal dice: Di questo film ve ne ho già parlato il Giorno della Memoria. A sorpresa mi è piaciuto. Dopo una prima ora molto bellica e molto fordiana, la pellicola cresce di ritmo e ne esce quasi una storia adolescenziale ambientata su un campo da guerra. Quindi una roba perfettamente cannibale. Boom.
Ford dice: ho messo gli occhi su questo film già da tempo, e non soltanto perchè Brad Pitt mi sta molto più simpatico della sua consorte, ed ho atteso con fiducia la sua uscita italiana per potermici confrontare.
Verrò ripagato di questo tempo? Oppure sarebbe stato meglio sparare su Fury settimane fa?
Presto scoprirete l'ardua sentenza!


Italiano medio

"Scrivi un'altra parola buona su di me, Cannibal Kid, e ti infilo questa penna dove non batte il sole!"
Cannibal dice: Dico solo che questo film è diretto da James Camera.
E già così per me è abbastanza da consegnare alla pellicola che segna l'esordio cinematografico di Maccio Capatonda tutti gli Oscar di questo mondo. Questa sì che è genialità pura, altroché Amariocan Sniper.
Ford dice: non ho mai seguito la carriera di Maccio Capatonda, e anche se comprendo, da quel poco che ho visto, l'adorazione dei suoi fan, non mi pare roba per me.
Comunque, dovesse capitarmi, uno sguardo lo darò. Non fosse altro che per la speranza di schierarmi di nuovo contro Peppa Kid.


Notte al museo 3 – Il segreto del faraone

"Questi vestiti andranno bene, Ben?" "Certo che sì! Rispetto a Ford, sembrerai all'ultima moda!"
Cannibal dice: Non ho mai visto i primi due, figuriamoci se vado a guardarmi il 3. A me Ben Stiller sta simpatico e i suoi film, nonostante qualche schifezza galattica confezionata qua e là, di solito sono un buon guilty pleasure. Della prima notte al museo mi sono però bastati pochi minuti per capire che era un'inguardabile bambinata che non fa ridere manco per sbaglio. Senza volerlo ho descritto la commedia fordiana ideale, o sbaglio?
Ford dice: non ho mai visto i primi due film di questa serie, e benchè Ben Stiller mi stia simpatico, non credo proprio comincerò dal terzo.
E sappiate che quasi mi sono terrorizzato da solo a scrivere qualcosa di quasi identico rispetto al mio rivale.


Turner

"Quella faccia da scemo di Peppa Kid starebbe proprio bene qui in fondo al canale!"
Cannibal dice: Turner... un nome che mi fa venire in mente la cantante Tina Turner, quella che una volta mi aveva dedicato una canzone, “Simply the Best”, non so se l'avete mai sentita. E poi mi viene in mente anche Turner e il casinaro, una roba che non ce l'ho mai fatta a guardare, visto che odio sia i film con Tom Hanks, sia i i film recitati da cani. Che poi è un po' la stessa cosa. Il Turner di cui si parla adesso in ogni caso è la nuova pellicola di Mike Leigh, regista che non so perché confondo sempre con Ken Loach, ma che in realtà apprezzo più di Ken Loach. Tra i suoi film ho visto Segreti e bugie, piaciuto, e La felicità porta fortuna, piaciuto molto, quindi potrei dare un'opportunità anche a questo, lasciando a Ford una visione a lui più consona, quella di Turner e il casinaro.
Ford dice: Mike Leigh, per quanto non il mio preferito in terra anglosassone, ha sempre confezionato cose decisamente interessanti. Turner, inoltre, è un pittore che ricordo con grande piacere dai tempi della scuola, e che sono curioso di conoscere in misura maggiore soprattutto a livello "umano".
Forse il film della settimana, e senza dubbio uno dei migliori di questo periodo di spenti Oscar e deliri cannibali.


Gemma Bovery

"Cara Gemma, noto che hai un paio di argomenti interessanti sui quali disquisire!"
Cannibal dice: In una settimana ricca di uscite di un certo rilievo, se non altro per i nomi coinvolti, ecco che c'è anche Gemma Arterton in Gemma Bovery. Chi meglio di lei, in un film con un titolo del genere?
Tra gnocca, produzione francese e radical-chicchismo a manetta, questa pellicola potrebbe essere una bella cannibalata. E Ford può già tirare fuori dalla cantina sociale le sue bottigliate delle grandi occasioni.
Ford dice: la scorsa settimana è stato il turno del panesalamismo sfrenato di John Wick, per la legge del contrappasso a questo giro passa una roba che, se non fosse per la Arterton, sarebbe solo un polpettone radical dal quale stare alla larga.
Nonostante tutto, credo ne resterò lontano ugualmente.




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