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giovedì 21 giugno 2018

Thursday's child







Interrompo il flusso del Saloon Mundial per la consueta rubrica del giovedì dedicata alle uscite in sala, e con il ritorno al Cinema sono lieto di ospitare da queste parti uno dei bloggers più fordiani di sempre, Blackswan.
Sarà riuscita la sua presenza a provocare qualche frattura nel recente equilibrio pacifico tra questo vecchio cowboy ed il suo rivale Cannibal Kid?



"Prova ancora una volta a dire che Ford e Cannibal vanno d'accordo e mi ritroverò obbligata a spaccarti la testa!"



Una Vita Spericolata

"E tu volevi far guidare Ford quando a bordo abbiamo la De Angelis!? Sei davvero uno sconsiderato!"

Blackswan: Niente a che vedere con il documentario del 2015 a firma di John McKenna dedicato alla passione del grande Steve McQueen per le auto da corsa. Questa pellicola, la sesta del regista Marco Ponti, di cui qualcuno si ricorderà per l’ottimo Santa Maradona, è una commedia on the road italianissima, condita con un po’ di noir e qualche sfumatura grottesca. Un film che probabilmente metterà d’accordo sia Cannibal Kid che Ford, il primo attratto dal glamour di attori fighetti e colonna sonora fighetta, il secondo eccitato dal testosterone di armi e macchine rombanti. Per quanto mi riguarda, trattandosi di un film italiano, cinema per il quale non nutro alcuna simpatia, lo comprerò in dvd il prossimo anno alla Feltrinelli, prendendolo dallo scatolone delle offerte a Euro 4.99.
Cannibal Kid: Le pellicole con titoli che si ispirano alle canzoni di Vasco non promettono mai niente di buono, come Albakiara - Il film, che non ho mai visto ma pare sia uno dei film peggiori mai girati e su IMDb vanta la poco invidiabile media del 2.2. Vasco sta alla musica che mi piace come Blackswan sta alla musica che mi piace, o come Mr. Ford al cinema che mi piace. Non ci potrebbe quindi essere niente di più distante da me. Solo che in questo film c'è Matilda De Angelis, la Jennifer Lawrence de' noantri, di recente splendida protagonista del video di “Felicità puttana” dei Thegiornalisti. Ecco, loro sì che mi piacciono e pure Matilda e quindi questa pellicola me la guardo per forza, sperando e pregando che quello alla canzone di Vasco sia giusto un vago riferimento.
Ford: Marco Ponti, escluso Santa Maradona, non penso abbia molto da dire ad un avversario del Cinema italiano come il sottoscritto, nonostante l'arma in più Matilda De Angelis. Probabilmente seguirò l'esempio di Blackswan rispetto al film, anche se devo informarlo che i motori con me c'entrano davvero poco e niente.

Obbligo o verità

"Quelli sono i tre bloggers che tengono la rubrica!? La verità è che sono davvero spaventosi!"

Blackswan: Il titolo richiama un giochino molto popolare, che altro non è se non l’innesco per lo sviluppo del più classico dei teen horror americani, con il manifestarsi di una forza oscura ad alzare la posta in gioco e i protagonisti in posa caricaturale, con la bocca a culo di gallina, per manifestare sgomento e terrore. Interpretato da Lucy Hale e Tyler Posey, attoruncoli con un curriculum di puttanate seriali alle spalle, è la classica pellicola che scatena le bottigliate di Ford e la recensione cattivella di Cannibal Kid, che poi, nel buio della sua cameretta, se lo guarda e se lo riguarda, spaventandosi ogni volta come se fosse la prima. Per quanto mi riguarda, passo alla velocità della luce.
Cannibal Kid: La mia recensione magari sarà cattivella, ma non ho nessuna paura ad ammettere la mia verità, ovvero che non vedo l'ora di vedere questo film. Anche perché c'è Lucy Hale, che è stata la protagonista della puttanata seriale più goduriosamente trash degli ultimi anni, Pretty Little Liars, un guilty pleasure fantastico per chiunque non sia un vecchio rancoroso pieno di pregiudizi come Blackswan o Mr. Ford ahahah
Ford: filmetto inutile di quelli che piacciono a Peppa Kid, che arriva nel periodo migliore per questi filmetti inutili, ovvero l'estate. Preferisco pensare a Obbligo e verità come al gioco che, svariati anni fa, permetteva di limonare duro con le ragazze al parchetto. Se poi dovesse passare da queste parti, prevedo bottigliate tonanti.

Thelma

"Meglio tornare a casa. Non vorrei incontrare uno di quei tre loschi figuri."

Blackswan: Thelma. Pensavo fosse un remake del film datato 1991 a firma Ridley Scott. Poi, mi sono accorto che nel titolo mancava l’altra metà del cielo, Louise. Così ho scoperto, invece, che questo film è una recente produzione europea (Norvegia, Francia, Danimarca, Svezia), che con il capolavoro americano c’entra come i classici cavoli a merenda. Thriller sentimentale con velleità paranormali, sarà la gioia cinematografica dell’anno per Cannibal Kid, capace di trovarvi chissà quale recondito significato sfuggito ai più (sceneggiatore e regista compresi). Difficile che Ford ne possa parlare bene; ma se succederà, ho un amico hacker pronto a resettargli il blog.
Cannibal Kid: Film di gran lunga più interessante di qualunque lavoro del sopravvalutatissimo Ridley Scott, forse giusto ad eccezione di Blade Runner, comunque surclassato dal recente Blade Runner 2049. Non sarà uno dei miei film dell'anno soltanto perché era già presente nella Top 20 dei miei preferiti del 2017 (http://www.pensiericannibali.com/2017/12/i-migliori-film-del-2017-la-top-20-di.html). Thelma è un gioiellino proveniente dalla Norvegia davvero originale, strambo ed emozionante. Si astenga chi cerca banalità e prevedibilità come Blackswan. A sorpresa invece a Ford potrebbe piacere, lui che ama la Norvegia e di recente è stato a Oslo. Come testimoniano le sue Instagram stories che pubblica sui social come fosse un teenager.
Ford: ho in rampa di lancio la visione di Thelma da parecchi mesi, se non fosse che tra lavoro e impegni vari finisco ad arrivare alla sera soltanto con la voglia di una puntata di una serie, una bevuta e un bel sonno riparatore. Essendo in uscita, cercherò di recuperarlo nella speranza che possa farmi lo stesso effetto che di recente mi ha fatto Oslo.
Anche se, considerato che è piaciuto a Cannibal, spero in un rinnovarsi della nostra rivalità da Blog Wars.

Sposami, stupido!

"Vedrai che saremo una bella coppia: meglio anche di Cannibal e Ford!"

Blackswan: I francesi, i film li sanno fare, soprattutto quando si misurano con la pochade, la più classica delle commedie degli equivoci. Il film si preannuncia esilarante e tra una risata e l’altra la sceneggiatura affronta anche temi sociali molto attuali, come l’omosessualità e l’integrazione razziale. Si ride e si pensa, dunque, e sarà interessante leggere cosa ne diranno i miei due ospiti, dal momento che Ford solitamente non ride mai e Cannibal Kid ride di più di quanto pensi.
Cannibal Kid: Sorpresa, sorpresa! Io e Blackswan siamo d'accordo su una cosa, anzi due: i francesi e le commedie francesi. Un evento più raro del trovare me & Ford in sintonia, anche perché ultimamente sta ahinoi capitando troppo spesso. Il protagonista di questo Sposami, stupido! è Philippe Lacheau, che mi sembra un po' la versione cinematografica del calciatore Antoine Griezmann e che di recente ho apprezzato in una minchiatina spassosa come Alibi.com, e penso che anche 'sta volta saprà come farmi divertire. Si astengano i musoni alla Mr. Ford.
Ford: ho visto il trailer di questo film poco tempo fa, e mi è parso una cosetta divertente e potenzialmente spassosa come le meglio riuscite dei nostri cugini d'oltralpe, che sicuramente sanno confezionare commedie molto meglio di noi. E dato che non sono un musone come pensano i miei due compari di questa settimana, spero anche di farmi qualche grassa risata.

The Escape

"Devi assolutamente scordarti di Ford. Quello è un bruto. E anche di Cannibal. E' un pusillanime. Di Blackswan, poi, non parlo neanche."

Blackswan: I pipponi drammatici, soprattutto se sono concepiti al di là dell’oceano, non fanno per me; se poi sono interpretati da due attori mono faccia come Gemma Arterton e il giulivo Dominic Cooper, li rifuggo come il passato di verdure e la pera cotta. Una donna, apparentemente felice e devota alla famiglia, molla tutto per cercare se stessa. Questa è l’imperdibile trama di questa imperdibile pellicola. Difficile immaginare cosa ne penseranno Ford e Cannibal Kid. Il primo, che è un burbero dal cuore d’oro, potrebbe essere catturato dal tema dell’abbandono e ricordarsi quando da piccolo divorava ripetutamente Incompreso di Florence Montgomery o passava ore a guardare Bambi di Walt Disney. Per quanto riguarda Cannibal Kid, bisogna tener conto del fatto che Gemma Arterton è una bella figa e che, quindi, potrebbero bastare una mezza tetta o una coscia in bell’evidenza, per influenzarne definitivamente il giudizio.
Cannibal Kid: Credo che Blackswan in questo caso c'abbia preso. Su Ford, che ancora non si è ripreso dal trauma della visione di Bambi. E su di me, che difficilmente potrò resistere a una pellicola con Gemma Arterton. Che tra l'altro non è così monoespressiva e come attrice non se la cava niente male. Ma d'altra parte Blackswan se ne intende di recitazione come se ne intende di musica, uahahah!
Ford: Gemma Arterton potrebbe essere l'unico motivo per vedere questa pellicola, che pare davvero una gran rottura di palle.
E' estate, e per quanto mi riguarda voglio solo film ignoranti, sole e grandi bevute, magari in riva al mare.

Sea Sorrow – Il dolore Del Mare

"La rubrica di questa settimana è senza dubbio una violazione dei diritti umani."

Blackswan: Il tema trattato è importante, visto che il film riflette sulla moderna tragedia dei migranti che attraversano il Mediterraneo, e Vanessa Redgrave, straordinaria attrice che alla veneranda età di ottant’anni debutta alla regia, è una garanzia di qualità. Andrò a guardarlo sicuramente, mentre Ford e Cannibal Kid resteranno a casa a disquisire se è più fico Deadpool o Ant-Man. Mangiando pop corn e bevendo Coca Cola, ovviamente.
Cannibal Kid: Blackswan che fa il figo facendo il finto impegnato mi fa sbadigliare quasi quanto un disco consigliato sul suo blog. E comunque non c'è niente da disquisire: Deadpool surclassa nettamente Ant-Man! :)
Ford: Deadpool surclassa decisamente Ant-Man, e per quanto il tema sia importante, l'estate, come scrivevo poco sopra, è la stagione della leggerezza. Quindi, al massimo, rimanderò all'autunno.

Toglimi un dubbio

"Questo è l'unico modo consentito di avvicinarsi a quei tre bloggers mentre discutono."

Blackswan: Film francese (adoro il cinema francese) e attori di alto profilo, Toglimi Un Dubbio è una commedia che racconta di un uomo deciso a ritrovare il proprio padre biologico. Si ride, ci si commuove e si investiga sulla propria identità e i propri affetti. Un film, quindi, dalle mille sfaccettature, che assolutamente non mi perderò. Anzi, porterò a vederlo anche Cannibal Kid e Ford, perché adoro vedere la gente che si addormenta al cinema e a fine pellicola, con la bavetta alla bocca, strabuzza gli occhi ed esclama “Bello, eh?!”.
Cannibal Kid: Certo che questo Blackswan se la canta e se la suona da solo, tirandosela più di una figa francese radical-chic di quelle che piacciono a me. Deve avergli dato alla testa l'ascolto di troppi dischi country e di musica “americana”, genere che in Italia ascoltano giusto lui, Ford e qualche pensionato che ha smarrito i vinili di Claudio Villa.
Quanto al film, non mi sembra uno dei titoli migliori che il cinema d'Oltralpe abbia da offrire, ma comunque anch'io adoro il cinema francese e quindi potrei persino tenere botta con gli occhi aperti fino alla fine. Per Ford invece non garantisco.
Ford: gli occhi aperti fino alla fine dovrei riuscire a tenerli, alla peggio mi infilerò le cuffie e ascolterò un paio di pezzi country di quelli che ascoltiamo solo io, Blackswan e qualche pensionato che ha smarrito i vinili di Claudio Villa.

Dei


Blackswan: Uno dei weekend con la programmazione più sfigata dell’anno, si conclude con un altro film italiano, Dei, per la regia di Cosimo Terlizzi. Film di formazione che racconta la storia di un adolescente pugliese che dalla campagna scappa verso la rutilante e tentacolare Bari. Immagino sia l’ennesima pellicola nazionale che promette tanto e mantiene pochissimo e, quindi, dubito che andrò a guardarlo: sono film che mi producono lo stesso abbiocco che viene a Cannibal Kid durante la visione di una pellicola di Kim Ki Duk in lingua originale e sottotitolata in bulgaro. E a tal proposito: vi ringrazio per l’ospitata e la simpatia, ma la prossima volta, mi raccomando, solo film russi o iraniani. Se no, non mi diverto.
Cannibal Kid: Il rischio che sia uno di quei film che promettono tanto e mantengono pochissimo in effetti è alto, però questo Dei è una pellicola adolescenziale italiana su cui mi sento di puntare abbastanza. Tanto, mal che vada, più noioso di un film di Kim Ki-duk o di un disco di Bruce Springsteen non può essere.
Ford: dai film adolescenziali finto impegnati italiani mi tengo alla larga. Vado ad ascoltarmi un pò di rock anni ottanta tamarro con una birra gelata ed il pensiero di una spiaggia di L. A., e senza muso.

mercoledì 1 aprile 2015

Gemma Bovery

Regia: Anne Fontaine
Origine: Francia
Anno: 2014
Durata:
99'





La trama (con parole mie): Martin Joubert, parigino d'adozione tornato da sette anni nel paese delle sue origini, in Normandia, da sempre legato al mondo letterario eppure felice di godersi la pace dei sensi e dell'anima grazie alla manualità della panificazione, si ritrova l'esistenza sconvolta dall'arrivo di due nuovi vicini, una coppia di sposi inglesi dal cognome evocativo, Bovery.
Entrambi legati al mondo dell'arte, Charles e Gemma appaiono felici e complementari, almeno fino a quando Martin nota una sorta di solitudine nello sguardo della giovane donna che lo porta ad associare la stessa con la protagonista di uno dei suoi romanzi di riferimento: quando il legame tra Charles e Gemma vacillerà a causa della storia di quest'ultima con il giovane Hervè, Martin si prodigherà cercando di intervenire, finendo per complicare ancor di più la situazione.
Come reagirà Gemma? E quale destino letterario si prospetta per l'eroina di questa improvvisata epopea romantica?









Se c'è una cosa che, per quanto potrò per sempre detestare i nostri cugini d'oltralpe, il Cinema francese continuerà ad avere rispetto a quello made in Terra dei cachi, è un tocco di classe che possiamo e potremo decisamente soltanto invidiare.
Ho approcciato Gemma Bovery con estremo ritardo rispetto all'uscita in sala, conteso idealmente tra le recensioni positive di un cinefilo fidato come il Bradipo ed uno assolutamente inaffidabile come il Cannibale, in una serata basata sul ripiego, con Julez destinata al riposo sul divano e nessun film dall'hype particolarmente alto in rampa di lancio, ed ho finito per godermelo giusto poco meno dell'ottimo Nella casa firmato da Ozon, uno dei cineasti transalpini più interessanti al momento in circolazione.
Non so se il magnetismo offerto da questa pellicola - peraltro firmata da Anne Fontaine, responsabile di quell'obbrobrio di Two mothers - sia stato guidato dai riferimenti letterari - pur non avendo mai letto Madame Bovary, resto profondamente legato al periodo della mia vita in cui la Letteratura fungeva da cartina tornasole per le mie giornate anche più di quanto il Cinema faccia oggi - o dalle curve armoniose e decisamente invitanti di Gemma Arterton - essendo da sempre preferibilmente un felliniano, donne di questo genere hanno il potere di toccare tasti decisamente "dolenti" -, ma il risultato non cambia: Gemma Bovery è stata una delle sorprese più interessanti di questi primi mesi del duemilaquindici, una pellicola capace di prendersi il suo tempo neanche ci trovassimo nel pieno di una seduzione, in grado di fotografare alla grande le illusioni maschili e la praticità femminile, e di mantenere l'equilibrio tra la tensione del thriller sentimentale e le risate della commedia romantica.
La figura di Gemma, al centro di una vicenda della quale, almeno in una certa misura, è spettatrice, e quella di Martin, spettatore per inclinazione ed indole, hanno finito per toccare nel profondo le due anime di questo vecchio cowboy, cresciuto come il secondo e vissuto davvero come la prima, passato dal timore di esporsi all'assoluta noncuranza delle conseguenze: e questo film è interessante proprio perchè in grado di mostrare le due cose senza prendere una posizione, ironizzando e drammatizzando senza disequilibri, sfruttando i cani come metronomi - del resto, siamo animali sociali - senza risparmiare nulla agli esseri umani, che finiscono per sentirsi sempre un passo avanti anche quando si trovano dieci indietro - condizione, questa, prevalentemente diffusa nel genere maschile -.
Di pari passo, inoltre, con la levità e l'approccio apparentemente soave del Cinema francese troviamo una fisicità che quasi ci riporta al burro di Bertolucci e di Marlon Brando, nascosto dietro un paio di mosse della Arterton che porterebbero alla resa molti - se non tutti - quelli che leggeranno queste righe: Gemma Bovery, con la sua beffa nel finale ed un dramma profondamente romantico mascherato da leggerissima commedia primaverile, riporta ad una dimensione decisamente semplice quello che i grandi scrittori hanno deciso di trasformare in materia alta pur essendo consci dell'inutilità dell'impresa.
In fondo, come giustamente ricorda il Professor Keating, scrivere è un modo ideale per "rimorchiare le donne", o almeno per credere di poterlo fare: nessuno, del resto, avrà mai alcune risposte, da una possibile conquista, ad un'innamorata, a qualcuno che pensiamo di conoscere, e invece è da un'altra parte, in un altro luogo.
Gemma Bovery è proprio così: pensiamo di averlo compreso, di aver decifrato l'enigma, ed invece è tutto lì, in un pezzo di pane.
La soluzione più tragicamente semplice alla volontà più intensa che si possa pensare: quella legata alla vita.
Peccato che non sempre si abbia la possibilità di concretizzarla: come un amore solo immaginato, o sfiorato, o sfiorito, o tramontato troppo presto.
Del resto, anche quando si crede di sì, non si dettano mai le regole.
Alla vita come al cuore e al basso ventre.
Ed è questo, il bello di Gemma Bovery.
Il dramma dell'impossibilità di fronte alla gioia della primavera.
Quasi il segreto della passione.




MrFord




"L'uomo che cammina sui pezzi di vetro
dicono ha due anime e un sesso di ramo duro in cuore
e una luna e dei fuochi alle spalle
mentre balla e balla,
sotto l'angolo retto di una stella."
Francesco De Gregori - "Pezzi di vetro" - 





giovedì 29 gennaio 2015

Thursday's child

La trama (con parole mie): settimana dopo settimana, ci avviciniamo alla notte degli Oscar, ed uno dopo l'altro quelli che potrebbero essere i protagonisti della stessa cominciano a palesarsi nelle nostre sale. Ad oggi, quello che ho potuto vedere dei titoli più in vista della rassegna cinematografica più seguita dell'anno non mi hanno stupito granchè - Eastwood escluso -, e l'impressione, purtroppo, è che si prosegua su un tono certamente minore.
Un pò come quando si affronta questa rubrica: uno si potrebbe aspettare un sagace commento fordiano dietro l'altro, quand'ecco spuntare, come l'erba cattiva, Cannibal Kid.
Che poi, più che l'erba cattiva stessa, pare più che altro un infuso annacquato di quelli da correre in bagno: ma questo passa al Saloon, e questo ci dobbiamo tenere.


"Qui a Cannibalandia non si può ammettere di essere fordiani!"
Unbroken

"Impara a correre come si deve, Marco Goi!"
 Cannibal dice: Maccio Capatonda a parte, i protagonisti di questo weekend cinematografico sono loro, i Brangelina, la coppia più odiosa di Hollywood. Che io in realtà contro Brad Pitt una volta non avevo niente. Solo che da quando si è mezzo con la Scheletrina Jolie, non so se è un caso, il suo livello recitativo è crollato. In Fight Club e L'esercito delle 12 scimmie ad esempio se la cavava alla grande. Di recente, tralasciando robaccia come World War Z, persino quando ha lavorato con grandi registi come Tarantino o Iñárritu non è che lui personalmente abbia lasciato un grosso segno. La Jolie invece come attrice ha sempre fatto pena, quindi adesso c'è da chiedersi se come regista sarà ancora peggio, oppure se ha trovato la sua vera vocazione. La risposta arriverà nei prossimi giorni qui su Pensieri Cannibali. Riguardo invece a ciò che vi dirà WhiteRussian, quello potete fare come al solito e ignorarlo.
Ford dice: la Jolie non mi è mai stata particolarmente simpatica. Non è riuscita a convincermi neppure in Changeling, che malgrado la firma di Clint è uno dei film del buon Eastwood che ho meno apprezzato, tanto per intenderci. E negli anni non ha fatto che peggiorare.

Mi ero risparmiato il suo esordio dietro la macchina da presa, e penso che sfrutterò questo Unbroken solo per sfogare un po' di bottigliate.

Peccato che probabilmente questo film verrà massacrato anche dal Cannibale, altrimenti sarebbe stato perfetto.


Fury

"Figliolo, qui di pusillanimi in stile Peppa non ne vogliamo: siamo fordiani repubblicani."
Cannibal dice: Di questo film ve ne ho già parlato il Giorno della Memoria. A sorpresa mi è piaciuto. Dopo una prima ora molto bellica e molto fordiana, la pellicola cresce di ritmo e ne esce quasi una storia adolescenziale ambientata su un campo da guerra. Quindi una roba perfettamente cannibale. Boom.
Ford dice: ho messo gli occhi su questo film già da tempo, e non soltanto perchè Brad Pitt mi sta molto più simpatico della sua consorte, ed ho atteso con fiducia la sua uscita italiana per potermici confrontare.
Verrò ripagato di questo tempo? Oppure sarebbe stato meglio sparare su Fury settimane fa?
Presto scoprirete l'ardua sentenza!


Italiano medio

"Scrivi un'altra parola buona su di me, Cannibal Kid, e ti infilo questa penna dove non batte il sole!"
Cannibal dice: Dico solo che questo film è diretto da James Camera.
E già così per me è abbastanza da consegnare alla pellicola che segna l'esordio cinematografico di Maccio Capatonda tutti gli Oscar di questo mondo. Questa sì che è genialità pura, altroché Amariocan Sniper.
Ford dice: non ho mai seguito la carriera di Maccio Capatonda, e anche se comprendo, da quel poco che ho visto, l'adorazione dei suoi fan, non mi pare roba per me.
Comunque, dovesse capitarmi, uno sguardo lo darò. Non fosse altro che per la speranza di schierarmi di nuovo contro Peppa Kid.


Notte al museo 3 – Il segreto del faraone

"Questi vestiti andranno bene, Ben?" "Certo che sì! Rispetto a Ford, sembrerai all'ultima moda!"
Cannibal dice: Non ho mai visto i primi due, figuriamoci se vado a guardarmi il 3. A me Ben Stiller sta simpatico e i suoi film, nonostante qualche schifezza galattica confezionata qua e là, di solito sono un buon guilty pleasure. Della prima notte al museo mi sono però bastati pochi minuti per capire che era un'inguardabile bambinata che non fa ridere manco per sbaglio. Senza volerlo ho descritto la commedia fordiana ideale, o sbaglio?
Ford dice: non ho mai visto i primi due film di questa serie, e benchè Ben Stiller mi stia simpatico, non credo proprio comincerò dal terzo.
E sappiate che quasi mi sono terrorizzato da solo a scrivere qualcosa di quasi identico rispetto al mio rivale.


Turner

"Quella faccia da scemo di Peppa Kid starebbe proprio bene qui in fondo al canale!"
Cannibal dice: Turner... un nome che mi fa venire in mente la cantante Tina Turner, quella che una volta mi aveva dedicato una canzone, “Simply the Best”, non so se l'avete mai sentita. E poi mi viene in mente anche Turner e il casinaro, una roba che non ce l'ho mai fatta a guardare, visto che odio sia i film con Tom Hanks, sia i i film recitati da cani. Che poi è un po' la stessa cosa. Il Turner di cui si parla adesso in ogni caso è la nuova pellicola di Mike Leigh, regista che non so perché confondo sempre con Ken Loach, ma che in realtà apprezzo più di Ken Loach. Tra i suoi film ho visto Segreti e bugie, piaciuto, e La felicità porta fortuna, piaciuto molto, quindi potrei dare un'opportunità anche a questo, lasciando a Ford una visione a lui più consona, quella di Turner e il casinaro.
Ford dice: Mike Leigh, per quanto non il mio preferito in terra anglosassone, ha sempre confezionato cose decisamente interessanti. Turner, inoltre, è un pittore che ricordo con grande piacere dai tempi della scuola, e che sono curioso di conoscere in misura maggiore soprattutto a livello "umano".
Forse il film della settimana, e senza dubbio uno dei migliori di questo periodo di spenti Oscar e deliri cannibali.


Gemma Bovery

"Cara Gemma, noto che hai un paio di argomenti interessanti sui quali disquisire!"
Cannibal dice: In una settimana ricca di uscite di un certo rilievo, se non altro per i nomi coinvolti, ecco che c'è anche Gemma Arterton in Gemma Bovery. Chi meglio di lei, in un film con un titolo del genere?
Tra gnocca, produzione francese e radical-chicchismo a manetta, questa pellicola potrebbe essere una bella cannibalata. E Ford può già tirare fuori dalla cantina sociale le sue bottigliate delle grandi occasioni.
Ford dice: la scorsa settimana è stato il turno del panesalamismo sfrenato di John Wick, per la legge del contrappasso a questo giro passa una roba che, se non fosse per la Arterton, sarebbe solo un polpettone radical dal quale stare alla larga.
Nonostante tutto, credo ne resterò lontano ugualmente.




sabato 25 gennaio 2014

Byzantium

 Regia: Neil Jordan
Origine: UK, USA, Irlanda
Anno: 2012
Durata: 118'




La trama (con parole mie): Eleanor e Clara sono due vampiri, esseri immortali che vivono lottando per mantenere il loro segreto muovendosi di città in città. Giunte sulla costa a seguito della fuga di Clara da un misterioso individuo che pare conoscere la loro vera identità, le due donne giungeranno ad un confronto con il loro passato, i ricordi, la Natura di predatrici ed il futuro. La strada per giungere allo stesso, però, pare essere lastricata di sangue e dolore.
Quale sarà il legame che le due cercano così attentamente di celare? Quali segreti vengono custoditi dai succhiasangue e dalla misteriosa Fratellanza che pare governarli? Come reagiranno i mortali venuti a scoprire risvolti di questo universo che mai nessuno prima aveva potuto condividere con il mondo da vivo?
Dietro le mura dell'albergo in rovina chiamato Byzantium si celano tutte le risposte.






Stando a quello che si dice quando si parla di mitologia vampirica, il Tempo finisce per passare per tutti, tranne per i figli di Caino.
Correva l'ormai lontano novantaquattro quando Neil Jordan firmò Intervista col vampiro, supercult dell'epoca che lo portò alla ribalta della cronaca, titolo ancora oggi in grado di ammaliare come gli esseri immortali di cui narra le gesta: sono passati quasi vent'anni, ed effettivamente, nonostante il 3D, gli effetti, le evoluzioni tecnologiche e le stagioni che scorrono i cari, vecchi fratelli di Dracula sono ancora sulla cresta dell'onda, spinti da opere discutibili - vedasi la saga di Twilight - come dal fascino che, immutato, continua a legarli all'immaginario collettivo dal Classico al profondo Pop.
Quello che, però, è cambiato, è il risultato: Byzantium, versione al femminile di quello che fu il già citato Intervista col vampiro, malgrado l'ottima cornice, il fascino delle sue protagoniste - quello algido e distaccato di Saoirse Ronan e quello dirompente e caldo di Gemma Arterton - ed alcune idee di base interessanti, non risulta altro se non una sbiaditissima copia dell'originale, una versione inutilmente melò, poco coinvolgente e decisamente lontana dal romanticismo del suo predecessore intenta a dibattersi nel corso di tutta la sua durata alla ricerca di un'identità mai davvero trovata.
Perchè Neil Jordan, per quanto si sforzi, non riuscirà mai ad essere "femminista" quanto Kathryn Bigelow riesce ad essere "maschilista", Eleanor e Clara mancano del carisma di Lestat e Louis, l'innesto del character di Frank - interpretato dalla pseudo rivelazione Caleb Landry Jones - non raggiunge neppure lontanamente le vette cui aveva abituato il pubblico la Claudia di Kirsten Dunst, e Byzantium non arriva mai al cuore dello spettatore, quanto più all'occhio, ormai abituato a sempre più sperimentazioni per così dire artistiche.
Ma non voglio che la mia visione di Byzantium passi come una sorta di obbligatorio e forzato confronto con quella di Intervista col vampiro.
Onestamente, al momento della sua uscita, l'emozione di potermi confrontare con un nuovo capitolo del rapporto tra Jordan ed i succhiasangue finì per alzare notevolmente l'asticella delle aspettative per questo film: e forse è stato proprio questo, a condannarlo alle bottigliate destinate alle grandi delusioni, alle incompiute che, da potenziali visioni destinate a perdurare nella memoria, finiscono per essere riempitivi forzati per serate senza nulla di meglio da guardare, seconde scelte da panchina della settima arte.
Per quanto, dunque, la tecnica sia assolutamente presente all'appello - la fuga iniziale di Clara è impreziosita da carrelli laterali da brividi - e gli ingredienti per il successo ci siano tutti, il risultato finale risulta assolutamente insipido, se non a tratti addirittura involontariamente ridicolo - terribili i flashback, così come la fantomatica Fratellanza "noi siamo uomini, al bando le donne" che dovrebbe dare spessore al significato "morale" del film -: un inutile sfoggio di padronanza del mezzo cui non solo manca l'anima - concetto quasi vampiresco, del resto - ma anche il ritmo necessario per imporsi sull'attenzione e l'emozione dell'audience.
Meglio, dunque, tornare al passato e sperare che, prima o poi, in questo nuovo millennio così privo di soddisfazioni, anche i vampiri possano trovare davvero il posto che spetta loro di diritto nell'immaginario della settima arte.


MrFord


"In the temple of love you hide together
believing pain and fear outside
but someone near you rides the weather
and the tears he cried will rain on walls
as wide as lovers eyes."
Sisters of mercy - "Temple of love" -


venerdì 3 maggio 2013

Hansel e Gretel

Regia: Tommy Wirkola
Origine: Germania, USA
Anno: 2013
Durata:
88'




La trama (con parole mie): Hansel e Gretel, abbandonati dai genitori in un bosco ancora bambini e sopravvissuti alle mire alimentari di una vecchia strega, crescendo sono divenuti i due più temuti cacciatori di megere del continente, sempre intenti a riportare l'ordine dove le malefiche donne si prodigano perchè dilaghi il caos.
Ingaggiati dal sindaco di un piccolo paese, fratello e sorella si troveranno a dover fare i conti con il passato e l'eredità dei genitori, un'agguerritissima nemica ed insoliti alleati facendo al contempo fronte rispetto al bigottismo che, spesso, finisce per aiutare le serve del male.
E detto così suona quasi come se si trattasse almeno di un film d'intrattenimento decente.





Era già da parecchio tempo che circolava la voce di una versione "aggiornata" ed action di Hansel e Gretel pronta a sbarcare sul grande schermo sulla scia del successo di proposte come Once upon e time e Biancaneve e il cacciatore, pronte a sfruttare la seconda giovinezza delle fiabe classiche riadattate secondo i gusti - spesso non troppo sofisticati - di autori attuali.
Con la visione alle spalle, posso affermare senza alcun patema d'animo che, se anche Wirkola non avesse portato in sala questa roba, il mondo del Cinema non avrebbe perso proprio nulla, e al contrario forse avrebbe guadagnato qualcosa in quanto a credibilità: era dai tempi dell'agghiacciante Alice burtoniana e dell'orripilante Biancaneve - di nuovo lei - di Singh che non mi imbattevo in una baracconata di cattivo gusto di queste proporzioni, dozzinale nella realizzazione, imbarazzante nello script e neppure particolarmente interessante dal punto di vista degli effetti speciali, assolutamente dimenticabili - su tutti, l'agghiacciante resa dell'orco Edward, che pare un pupazzone da luna park mal riuscito -.
E come se non bastassero l'inconsistente regia e la vuota sceneggiatura, anche i protagonisti mettono del loro per abbassare ulteriormente il livello del prodotto: Jeremy Renner, già parodia di se stesso, tenta di ripercorrere i fasti dell'Hawkeye di The Avengers finendo per risultare quantomeno imbarazzante, Gemma Arterton, già protagonista di quell'altra schifezza monumentale di Scontro tra titani, non riesce a distrarre il pubblico con le due doti "nascoste" come fu per l'appena citata occasione, per non parlare di Peter Stormare, che dai tempi di Fargo e Il grande Lebowski sembra ormai aver preso nel peggiore dei modi il suo personale viale del tramonto.
L'unica cosa per cui posso essere contento di aver incrociato il cammino di punto e Wirkola e del suo discutibile lavoro è che senza dubbio avrò una posizione per la top ten del peggio dell'anno già virtualmente occupata dalle streghe e dai loro cacciatori, che sul campo cercano - apparendone come una davvero poco divertente parodia - di ricreare la magia delle battaglie di capisaldi del fantasy come la trilogia dedicata a Il signore degli anelli o ai primi episodi della saga di Star Wars facendone solamente rimpiangere i fasti.
Una bieca operazione commerciale, dunque, che si rivela anche un insulto alla settima arte e ad una sua componente certamente affascinante, che nel corso degli ultimi decenni - ed in particolare negli anni ottanta - aveva prodotto alcuni tra i cult assoluti del genere come Legend, Willow, La storia fantastica, La storia infinita e più di recente il bellissimo Un ponte per Terabithia.
Il timore è che un eventuale successo al botteghino possa aprire le porte ad un sequel che pare praticamente telefonato dal finale, una versione molto, molto, molto peggiore di quello che è stato il decisamente riuscito Hellboy di Guillermo Del Toro: spero onestamente che possa non essere così, e che per una volta anche il grande pubblico riconosca di essere stato palesemente preso per il culo con un prodotto che pare aver riciclato i materiali di scarto del fantasy confezionando una sorta di vomitevole collage, e rispedisca al mittente l'idea di una nuova saga che - seppur nel peggio e dunque facendo in qualche modo il gioco di noi blogger cattivi ed ipercritici - potrebbe idealmente andare a riempire in parte il vuoto "incolmabile" lasciato da Twilight e dal suo fenomeno.
Vorrei poter scrivere di più, e farmi anche quattro risate in proposito, ma siamo davvero di fronte ad uno di quei film talmente brutti da risultare ostici anche da recensire in più di una parola, e ringrazierò per sempre il Capitano Keating pronto ad accorrere in soccorso in occasioni come questa: escrementi.
Ecco cosa penso di Hansel e Gretel e della loro inedita versione di cacciatori di streghe.


MrFord


"Mm, must be the season of the witch,
must be the season of the witch, yeah,
must be the season of the witch.
When I look over my shoulder,
what do you think I see ?"
Donovan - "Season of the witch" -


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