martedì 13 novembre 2012

Ballata dell'odio e dell'amore

Regia: Alex De La Iglesia
Origine: Spagna
Anno: 2010
Durata: 107'




La trama (con parole mie): Javier non è mai stato un bambino. Almeno non come lo si potrebbe intendere nell'immaginario comune. Suo padre, un clown da risata finito a combattere il regime nel 1937, nel pieno dell'ascesa di Franco, ha lasciato sulle sue spalle l'eredità del mestiere con l'avvertimento per il ragazzo di non intraprendere la sua stessa carriera, concentrandosi invece sul ruolo di maschera triste, maggiormente adatta alla storia personale del giovane.
Nel 1973, nel pieno del viale del tramonto dello stesso Franco, Javier trova lavoro proprio come clown triste in un circo scombinato e sempre ad un passo dal fallimento: qui conosce Natalia, bellissima acrobata legata sentimentalmente a Sergio, pagliaccio da risata che adora i bambini ed è incline ad alcool e violenza, spesso dirottata proprio sulla donna.
Tra quest'ultima e Javier nasce un sentimento di complicità, che porterà inesorabilmente alla rovina non soltanto il circo, ma tutti i suoi componenti, in un crescendo di caos generato dall'amore e dall'odio.





Onestamente, avrei davvero voglia di prendere a sonore bottigliate quel disgraziato di Alex De La Iglesia: lo strambo ed incostante regista iberico, autore di pellicole decisamente fuori dagli schemi come Perdita Durango, torna alla ribalta con quella che sarebbe potuta diventare la sua opera più importante, potente e complessa, costruita interamente sulle spalle cadenti ed il viso martoriato di Javier, clown triste che pare non avere una sola possibilità rispetto all'avere una vita almeno vagamente appagante e felice.
Una sorta di Tim Burton mandato in elettroshock da Tarantino, per intenderci.
E invece che cosa mi combina, quel disperato? Nel corso della prima metà del film tesse i fili per un lavoro profondo e struggente sull'amore che possa essere un parallelo con il dramma che la Spagna visse dalla Guerra Civile alla fine della dittatura franchista - un pò quello che fece Almodovar nel meraviglioso Carne tremula -, definendo i personaggi alla grande ed inserendoli in una cornice curatissima, dark e splatter, romantica e struggente, magica ed estremamente terrena avvalendosi di due appoggi per il protagonista di assoluto rispetto, charachters tridimensionali e traboccanti passione e sesso come Sergio e Natalia.
Poi, preso da un non so quale tipo di fervore dalle venature praticamente action, trasforma quella che era una sorta di poesia scritta con il sangue in un vero e proprio circo di morte, esplosioni, scelte decisamente appariscenti - le deturpazioni che subiscono sia Javier che Sergio - ed un progressivo abbandono della parte più legata ai sentimenti che finisce per impoverire l'intero lavoro dando l'impressione che, una volta disposti i pezzi sulla schacchiera, De La Iglesia si sia ritrovato con l'impressione di non sapere più come utilizzarli.
Certo, la qualità resta alta ed alcuni passaggi assolutamente grotteschi - la parentesi di Javier alle "dipendenze" dei franchisti pare quasi uscita da Bunuel - lasciano piacevolmente sorpresi, eppure la decisione di abbandonare repentinamente la vena "alta" della storia per concentrarsi sulla componente pulp, molto pulp e pure troppo questa volta non ripaga l'autore, che rischia fino all'ultimo - e si salva davvero per poco - di incorrere nelle ire del sottoscritto, per di più costretto alla visione in un letto d'ospedale a seguito del recente intervento alle tonsille.
Un vero peccato, perchè se sviluppata meglio, questa ballata - e in effetti, lo spirito della prima metà pare proprio quello - avrebbe potuto definire uno standard nuovo - e senza dubbio alto - per la parte più aggressiva del Cinema spagnolo, che comincia a sentire la mancanza di qualcuno in grado di assestare colpi bassi e cattivi: resta comunque una visione discreta, curata benissimo dal punto di vista tecnico - splendida la fotografia, perfetto il cast, dalla metamorfosi di Javier alla bellezza mozzafiato di Natalia, resa praticamente irresistibile - e sicuramente spettacolare da molti punti di vista, viziata però inesorabilmente dall'incapacità di imbrigliarla del suo stesso regista.
Oltre a lui merita una sonora vagonata di calci rotanti anche la distribuzione italiana, che porta in sala questo titolo con un ritardo colpevolissimo, e ribadisce per l'ennesima volta la situazione assolutamente scandalosa in cui versa il mercato cinematografico - oltre che alla qualità delle proposte made in Terra dei cachi - del Nostro Paese: arrivati a questo punto non dovremmo neppure scandalizzarci troppo, ma non riesco proprio a trattenermi quando si reiterano allo sfinimento - del pubblico - episodi di questo genere.
Tornando a De La Iglesia e al film, mi sento in ogni caso e nonostante la mia parziale delusione di consigliarne la visione, che risulterà intensa e violenta - non solo in senso fisico - praticamente per ogni tipologia di audience, mettendo sul piatto due argomenti fortissimi come l'Amore - e qui si gioca quasi sempre sul sicuro - e la Storia - considerato che il dramma della Guerra Civile spagnola è spesso sottovalutato dalle nostre parti, intenti a concentrarci sul secondo conflitto mondiale -: armatevi dunque di una certa disposizione d'animo alla sofferenza e alla tristezza - del resto il titolo originale, Balada triste de trompeta, dice tutto -, al sangue e alle lacrime, al sesso e alla morte, e buttatevi a capofitto.
Può anche essere che, non conoscendo Iglesia o non confidando troppo, questa ballata possa ipnotizzarvi più di quanto sia riuscita a fare con il sottoscritto.



MrFord



"Con tanto llanto de trompeta
mi corazón desesperado
mas yo ando recordando
mi pasado
aaah aaah aaah… aay
aaah aaah aaah… aay."
Raphael - "Balada de la trompeta" -


28 commenti:

  1. Irriverent Escapade13 novembre 2012 00:21


    D'istinto, questo film mi ha catalizzata, attratta in maniera fortissima e incondizionata. Io amo alla follia il circo degli acrobati, dei giocolieri e dei clown sorridenti. I clown bianchi, quelli bellissimi ma profondamente tristi mi hanno sempre creato angoscia. So giá che sará come vedere solo lo show di un clown bianco....ma non ci posso fare niente, mi attrae. Attivo il pusher e ti diró...

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    1. Sorella, se l'ambientazione circense e un pò macabra ti piace, secondo me potresti trovarlo affascinante. Fammi sapere quanto l'hai recuperato! :)

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  2. Questa trama mi intrigava parecchio, qualcosa di nuovo per una volta, anche se acrobati e clown non li amo particolarmente...
    Il regista non lo conosco, magari come dici tu, da novellina non resterò delusa

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    1. A volte non conoscere un regista e non avere aspettative ben definite aiuta: provaci e poi fammi sapere!

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  3. Visto ieri sera.
    Se fossi un clown (purtroppo non ho il fisico da trapezista) stasera andrei in scena con un grosso punto interrogativo dipinto sulla faccia.

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    1. Posso capire cosa intendi.
      Comunque resta un esperimento interessante.

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  4. oggi me lo sparo, e domani scatta la rece, cmq parto un pochino prevenuto positivamente dopo tutti i pareri positivi che ho sentito...

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    1. Ti dirò, secondo me non è riuscito appieno, ma resta comunque una visione interessante.

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  5. anche per me, sorprendentemente, un film dal discreto potenziale nella prima parte, buttato via dalla seconda.
    solo che per me la parte finale è davvero ridicola, quindi bottigliate e basta a julio de la iglesias! e pure a te! ahah :D

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    1. Cannibale, guarda che qui nella blogosfera l'unico a meritare le bottigliate sempre e comunque sei tu! Ahahahahah!

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  6. Poesia e fiumi di sangue. Quale accostamento migliore?

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    1. Ti dirò, se De La Iglesia non si fosse perso nella seconda parte, sarebbe stato decisamente meglio di così! :)

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  7. Adoro De La Iglesias, questo ancora mi manca perché me n'ero colpevolmente scurdato, un po' come la distribuzione italiana. Recupererò al più presto. :)

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    1. Recuperalo, una visione comunque la vale, anche se secondo me il buon Alex si è bruciato un'ottima chance!

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  8. mi incuriosisce molto e concordo con Simone sull'adorazione per de la Iglesia....

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    1. Bradipo, è senza dubbio un film interessante: peccato che si bruci parecchio nella parte finale.
      Comunque per i fan del regista sarà sicuramente da vedere.

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  9. Mi incuriosisce parecchio. Bimbi a nanna, temo si terrorizzino, mi sa che una di queste sere lo guardo.

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    1. Una visione - senza bambini, mi raccomando - ci sta tutta.
      Poi mi farai sapere!

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  10. Lo recupero... mi ha preso già dal titolo ;)

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    1. Gae, ricordati di tenertelo come visione per una serata con i bambini a letto!
      Comunque poi fammi sapere!

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  11. calcola per me è stato uno dei film più belli del 2010... troppo un capolavoro!

    tu l'hai descritto come un "Tim Burton mandato in elettroshock da Tarantino" a me invece fa più pensare ad un Fellini preso a calci nelle palle da Rob Zombie :D

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    1. Mi ricordavo che a te era piaciuto di brutto: ci sta anche il paragone Fellini/Rob Zombie, ma a me la seconda parte proprio non ha convinto.
      Peccato, perchè il film era partito decisamente bene!

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    2. Anche a me è piaciuto parecchio. Certo, è un film 'eccessivo' sotto tutti gli aspetti, compreso il lato violento. Però non banalizzerei la parte finale: secondo me il regista sa benissimo dove andare a parare e l'escalation di scene splatter non è affatto gratuita. Ricordiamoci sempre del contesto storico in cui è ambientata la vicenda: siamo nella Spagna franchista, e il messaggio dil film mi sembra chiaro: nei regimi totalitari sono proprio le persone più miti e sensibili (come il clown triste) a rischiare la pazzia, perchè non riescono ad accettare tutte le ingiustizie che vedono intorno ai loro occhi. E non mi sembra una riflessione da poco...

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    3. Kelvin, mi è piaciuta molto questa tua riflessione a proposito delle persone miti: resto comunque dell'idea che De La Iglesia avrebbe potuto gestire meglio l'escalation violenta della seconda parte senza perdere la poesia della prima.

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  12. Speravo ti piacesse un po' di più. Anche se la tua analisi è lucida e corretta, effettivamente la seconda parte -tranne alcuni momenti tostissimi e bellissimi- smarrisce qualcosa e sembra non centrare bene il bersaglio, a me cmq è piaciuto molto.

    Tra l'altro secondo me miglior locandina ever.

    Come va la gola?

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    1. Fratello, non è affatto un brutto film, e mi sono divertito molto a guardarlo, solo che, dopo la prima parte passata incollato allo schermo l'ho visto scivolare un pò via.
      Peccato, poteva essere davvero molto di più.

      La gola prosegue il cammino: diciamo che non sono ancora pronto per le sbronze, ma porterò pazienza! ;)

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  13. sinceramente, a me non è dispiaciuto. Certo nel finale si perde, ma mantiene dalla sua un comparto visivo di tutto rispetto, oltre che un gusto per l'assurdo a tutti i costi che a me piace (quasi) sempre. Non un capolavoro, ovviamente, ma un'occhiata per me la merita.

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    1. Giacomo, assolutamente. Parliamo di un film interessante, visivamente e come contenuti, dalla prima parte davvero notevole.
      Peccato per il calo, ma comunque si tratta, di fatto, di una pellicola che resta discreta nonostante potesse essere grande.

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