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martedì 29 dicembre 2015

Ford Awards 2015: i film (N°30-21)

La trama (con parole mie): prosegue la carrellata della Top 40 fordiana legata al duemilaquindici in sala, salendo di decina e categoria per incontrare alcune delle pellicole più premiate ed incensate dell'anno, indubbiamente valide ma da queste parti non meritevoli neppure della Top 20.
Accanto a loro sorprese, conferme e l'impressione che, con gli ultimi dodici mesi, tutti noi si sia assistito ad un ritorno al passato - ed al futuro, in un certo senso - davvero spassoso e ricco di piacevoli visioni.


N°30: FURY di DAVID AYER


Il genere bellico, così come il Western, è un retaggio che mi porto dentro fin dai tempi dei film con John Wayne visti sul divano con mio nonno, legati a situazioni e valori che, fortunatamente per molti versi, la nostra generazione ha potuto solo vedere al Cinema, o scoprire sui libri.
Il lavoro di David Ayer offre l'ennesimo, ottimo spaccato del dramma assurdo della Guerra, e nonostante molte imperfezioni, regala anche momenti di grande emozione.

N°29: STILL ALICE di RICHARD GLATZER E WASH WESTMORELAND



Raccontare drammi legati a malattie non è mai facile, considerati i rischi di retorica sempre dietro l'angolo. Still Alice riesce nell'impresa - pur non eccellendo - riuscendo addirittura a far apparire Kristen Stewart come un'ottima interprete.
E raccontando la Famiglia prima della malattia stessa.

N°28: WHIPLASH di DAMIEN CHAZELLE



Titolo più che incensato ai tempi dell'ultima edizione degli Oscar, considerato una sorta di nuovo Attimo fuggente, a me è parso un discreto prodotto teso e molto di pancia, pur se decisamente da sminuire almeno rispetto alle suddette critiche.
Gran lavoro degli interpreti, ottimi gli spunti di riflessione, tanto clamore.
Un posto in questa classifica, ad ogni modo, lo meritava.

N°27: BIRDMAN di ALEJANDRO GONZALES INARRITU


Ed eccoci giunti ad uno dei titoli più premiati e discussi dell'anno: tecnica ineccepibile, grande confezione ed interpretazioni, pioggia di premi, gran parte di pubblico e critica convinti.
Eppure. Eppure per me resta solo un enorme esercizio di stile che per due terzi si sarebbe potuto trovare nella Top 10 e che con l'ultima mezzora precipita di almeno una ventina di posizioni.

N°26: STRAIGHT OUTTA COMPTON di F. GARY GRAY


Biopic con due palle d'acciaio legato ad uno dei gruppi fondamentali del panorama hip hop mondiale di tutti i tempi, gli NWA che furono la palestra di Ice Cube e Dr. Dre.
Colonna sonora imperdibile, grande cuore, qualche pecca ma tanta voglia di raccontare una storia che tutti gli appassionati di musica e chiunque voglia aprire le proprie frontiere sociali dovrebbero ascoltare e vedere narrata almeno una volta.

N°25: SELMA di AVA DUVERNAY


Legato a doppio filo ad uno degli eventi più importanti della Storia dei Diritti Civili negli States, il lavoro della DuVernay, che pensavo si sarebbe rivelato come profondamente retorico, ha contraddetto le aspettative fornendo un ritratto di Martin Luther King equilibrato e profondo, riuscendo a toccare il cuore e la pancia, l'indignazione e l'orgoglio di chiunque abbia a cuore non solo i diritti degli altri, ma anche e soprattutto i propri.
N°24: WILD di JEAN MARC VALLEE


Altro biopic, ed altro titolo che, rispetto alle aspettative della vigilia, si è rivelato un ottimo e sorprendente prodotto figlio dell'esperienza, della pancia e delle emozioni.
Un road movie costruito passo dopo passo, un percorso verso la rinascita di una protagonista indimenticabile, interpretata alla grande ed esempio per tutti quelli che, come il sottoscritto, sono inclini a perdere la strada maestra.

N°23: TERMINATOR - GENISYS di ALAN TAYLOR 


Da fan hardcore dei primi due capitoli della saga di Terminator firmati da James Cameron, ero molto scettico rispetto al ripescaggio del personaggio, soprattutto dopo due prodotti decisamente scarsi come il pessimo numero tre e lo pseudo autoriale Salvation, ma Taylor e l'autoironia di Schwarzy hanno dissipato ogni dubbio.
Negli ultimi anni, solo Expendables 2 mi aveva fatto divertire tanto, in sala.

N°22: UN DISASTRO DI RAGAZZA di JUDD APATOW


Apatow torna in sala sfruttando il talento di Amy Schumer - che mi sta anche cordialmente sul cazzo - di fatto realizzando il primo buddy movie della sua carriera dal punto di vista femminile: una rom com insolita e divertente, scorretta e commovente nella migliore tradizione del film pane e salame tanto amato dal sottoscritto.

N°21: SOUTHPAW di ANTOINE FUQUA


Tamarro, scontato, retorico, tagliato con l'accetta. 
Dite pure quello che volete, fatta eccezione per l'ineccepibile performance di Gyllenhaal, e non potrò che darvi ragione.
Eppure, da padre e da outsider, ho adorato incondizionatamente Southpaw, perfetta parabola sul riscatto e sull'amore per i propri figli.
Fatica, botte, peccatori e l'innocenza di occhi che ci guardano come se fossimo unici. Non potevo resistere.


To be continued... 

lunedì 28 settembre 2015

Un disastro di ragazza

Regia: Judd Apatow
Origine: USA
Anno: 2015
Durata: 125'





La trama (con parole mie): Amy, che con la sorella minore Kim ha subito da bambina il trauma della separazione dei genitori, ha sviluppando crescendo lo stesso rapporto con la vita e le relazioni del padre, dedito a notti brave, alcool e sesso occasionale come se piovessero, incapace di credere nella monogamia.
Kim, al contrario, ha finito per sposarsi con un uomo già genitore a sua volta, continuando a credere nella solidità della famiglia come concetto.
Quando, parallelamente al peggioramento della malattia del padre, ad Amy viene assegnato un incarico dalla rivista per la quale lavora legato alla medicina sportiva ed in quel contesto conosce Aaron, la sua vita sentimentale subisce uno sconvolgimento: dopo aver rotto con il presunto fidanzato Steven, infatti, la donna dovrà fronteggiare l'evidenza della sua prima, grande, vera cotta, e considerare il fatto che una storia impegnata è possibile. Riuscirà nell'impresa?









Ho sempre pensato che realizzare un film sia un lavoro enorme, che richiede uno sforzo titanico a chiunque ne prenda parte, dai tecnici di supporto fino agli attori principali ed al regista: una specie di rappresentazione della vita in famiglia, o di un rapporto di coppia che sia o abbia qualche possibilità di essere duraturo.
E con duraturo non intendo rose e fiori, sia chiaro, quanto più "guns and roses": in questo senso, c'è una scena di Trainwreck - adattato come di consueto scandalosamente in Un disastro di ragazza - che mi ha colpito molto: Amy ed Aaron litigano, e mentre lei tenta di fare tutto il possibile per rendere la cosa irreparabile, il suo compagno risponde che è normale che stiano discutendo, che una volta passata faranno la pace e tutto potrà ricominciare.
Allo stesso modo, l'apertura con la splendida spiegazione del padre in procinto di lasciare casa a seguito della separazione intento a spiegare in forma molto personale il concetto di tradimento ha solleticato e non poco tutto il lato del mio carattere che deve tanto a casinisti come Hank Moody o, per l'appunto, Amy e il suo vecchio.
Questo perchè nella mia vita sono stato da entrambi i lati di queste barricate, e sento che, in un modo o nell'altro, entrambi mi appartengano e contribuiscano o abbiano contribuito a costruire, nel bene o nel male, quello che sono: in un certo senso, pensando al genitore di Amy e di sua sorella Kim, qualcuno che riesce benissimo ad essere uno stronzo, ma che ha la stessa capacità di diventare il preferito di qualcuno.
La cosa che rende Un disastro di ragazza ancora più interessante, almeno ai miei occhi di bestiale esponente del sesso maschile, è che a scriverlo sia stata la sorprendente Amy Schumer, che non è neppure lontanamente figa o simpatica - anzi, il più delle volte la sensazione che più suscita è quella di solleticare gran schiaffi in faccia, a meno che non si tratti di bere insieme - ma che come sceneggiatrice deve sapere proprio bene come si costruisce una commedia con le palle, e che trova in Apatow - uno dei re dell'approccio maschile al genere - un compagno ideale per regalare al pubblico quella che non solo promette di essere la proposta di genere più interessante del panorama USA di quest'anno, ma anche uno dei lavori migliori del regista, che prosegue nel suo percorso di esplorazione dei quarantenni o quasi dopo il già più che discreto This is 40.
Come se non bastasse, finiamo per trovarci nel bel mezzo di una romcom alla rovescia, con una protagonista femminile pronta a pensare solo alla soddisfazione del momento, alla scopata del giorno o alla sbornia che sarà preludio della stessa ed una serie di spalle maschili pronte a mostrare il loro lato romantico o vulnerabile, anche e soprattutto dal punto di vista dell'ironia sboccata e verace della protagonista: esempi perfetti, in questo senso, più che l'azzeccato Bill Hader, i due sportivi Lebron James - strepitoso nel ruolo dell'amico dell'innamorato che rischia di uscire a pezzi dalla storia con la schiacciasassi Amy - e John Cena - che non solo finisce per prendere per il culo alla grande se stesso in quanto bodybuilder e wrestler, nonchè esponente della categoria troppo spesso erroneamente considerata come quella dei maschi alfa, ma che regala una sequenza da lacrime quando nel corso di una visione in sala con tanto di partecipazioni di Daniel Radcliffe e Marisa Tomei impazzisce all'idea di essere paragonato a Marc Wahlberg -, pronti a mettersi alla berlina per dimostrare che, al cospetto di determinate dinamiche, regole e questioni sentimentali - e di sesso, ovviamente - siamo tutti sulla stessa barca, e più che come siamo, o quali siano le parti predominanti del nostro carattere, abbiamo la possibilità di poter costruire qualcosa, e non solo distruggere.
Un film dolceamaro che non riesce a deragliare neppure con la giusta quanto telefonata parte finale, e che permette di concedersi risate sguaiate ed una punta di commozione - la già indirettamente citata sequenza a proposito dell'essere, nonostante il proprio carattere, i preferiti di qualcuno -, scritto e diretto con onestà e mestiere, in grado di raccontare come funziona per certi versi la vita e di farlo senza avere pretese, ma al contrario trasmettendo ai suoi interpreti la voglia di divertirsi nel dialogare con il pubblico neanche fosse un primo appuntamento che si vuole sfruttare per fare colpo.
Poi, certo, personalmente non ho amato particolarmente Amy Schumer.
Personaggio o persona dietro il personaggio che dir si voglia.
Ma poco importa.
In fondo, i rapporti migliori li costruiamo tutti sui difetti che finiscono, un giorno dopo l'altro, per farci amare chi è destinato a diventare una presenza importante nella nostra vita.





MrFord





"I'm gonna try for an uptown girl
she's been living in her white bread world
as long as anyone with hot blood can
and now she's looking for a downtown man
that's what I am."
Billy Joel - "Uptown girl" -





martedì 15 settembre 2015

Tuesday's child

La trama (con parole mie): questa settimana le uscite ormai totalmente sregolate nelle nostre sale anticipano la loro presenza qui - portando in "dono" anche il mio acerrimo nemico Cannibal Kid - al martedì, lasciando alle spalle la transizione dell'ultimo episodio della presente rubrica per presentare almeno due o tre titoli potenzialmente molto interessanti, in grado di spaziare dalla musica all'animazione, dalla commedia al film impegnato e rischiando addirittura di mettere d'accordo i due rivali più rivali della blogosfera.
Sarà davvero così, a conti fatti e visioni alle spalle, o vi ritroverete per le mani l'ennesima, sanquinosa anteprima di una prossima Blog War!?


"Ford ha appena letto l'ultima recensione di Cannibal: approfittiamone."


Amy - The Girl Behind the Name
(dal 15 settembre)

"Riesco a mettere d'accordo Ford e Cannibal!? Non fatemi morire dal ridere!"

Cannibal dice: Dopo l'ottimo Cobain: Montage of Heck, ecco che arriva un altro documentario su un altro dei miei miti musicali assoluti. Dopo Kurt Cobain, tocca ad Amy Winehouse e so già che sarà un'altra visione intensa, emozionante e sofferta. Sofferta in senso positivo, non sofferta in senso brutto come una visita horror su WhiteRussian.
Ford dice: Amy Winehouse è stata senza dubbio uno dei volti più importanti della scena musicale degli anni zero, in grado di mettere quasi d'accordo perfino il sottoscritto e Peppa Kid. Sono curioso di scoprire cosa potrà essere raccontato di lei in questo documentario, quasi quanto delle sviolinate che tirerà fuori il mio rivale per l'occasione.

 


Inside Out
(dal 16 settembre)

"Peppa, preparati: arriva la mano pesante!"
Cannibal dice: Non sono tra i più grandi fan della Pixar, chi mi conosce lo sa. Riguardo a questo nuovo Inside Out sono però sorprendentemente fiducioso e mi sembra che possa far tornare la casa d'animazione ai vertici toccati con Wall-E. Di cosa parla? Inside Out è una pellicola incentrata sulle 5 emozioni principali: gioia, tristezza, rabbia, paura e disgusto. Tutte emozioni che mi provoca leggere le parole del mio blogger rivale, tranne una. Indovinate quale?
Ford dice: ho sempre considerato la Pixar una delle realtà più importanti della Storia del Cinema d'animazione insieme allo Studio Ghibli. Negli ultimi anni, però, perfino Lasseter e soci hanno prestato il fianco ad operazioni commerciali che hanno evidenziato piccole crepe nella loro scintillante armatura. Inside out sarà una di queste ultime, oppure dimostrerà ancora una volta il valore di Pete Docter, già regista degli splendidi Monsters&Co e Up!, una delle punte di diamante del gruppo?
Le recensioni entusiastiche piovute da ogni parte troveranno conferma al Saloon?
A brevissimo la risposta a queste domande.
Per quanto riguarda Cannibal, non preoccupatevi: vi aspetta il solito, prevedibile post anti-Pixar con i paraocchi.

 


Via dalla pazza folla
(dal 17 settembre)

"Forse vestito così riuscirò ad attirare l'attenzione di quel damerino di Cannibal Kid."
Cannibal dice: Il nuovo film di Thomas Vinterberg è una BBC Production in costume tratta da un romanzo ottocentesco di Thomas Hardy che sembra proprio la visione ideale per la collega blogger Alessia Carmicino.
Lo avrei lasciato volentieri a lei, non fosse che l'ottimo cast capitanato da Carey Mulligan mi ha spinto a vederlo e...
A breve il mio post.
E intanto io fuggo via dal pazzo Ford!
Ford dice: Vinterberg mi è sempre piaciuto a corrente alterna, regalandomi in egual misura delusioni come il sopravvalutato Festen e cose magnifiche come Il sospetto. Sono molto curioso, dunque, di capire da quale lato della barricata si troverà Via dalla pazza folla, che almeno dal cast promette scintille come se piovessero.
Io, nel frattempo, vado incontro a quel pazzo di Cannibal sperando di dargli un paio di sonori calci rotanti.



Un disastro di ragazza
(dal 17 settembre)

"Mettere d'accordo Cannibal e Ford!? Raccontamene un'altra, non ci credo neppure da ubriaca!"
Cannibal dice: Judd Apatow è un regista che incredibilmente di solito mette d'accordo sia me che Ford. Cosa ancora più sorprendente, considerando come sia un regista comico e la mia idea di comicità sia parecchio differente da quella di uno che in genere ride solo alle battute geriatriche dei vecchi eroi d'azione anni '80...
Se a ciò aggiungiamo che la protagonista è la comica americana più promettente del momento, Amy Schumer da poco scoperta nella serie Inside Amy Schumer, potrebbe rivelarsi una delle visioni più divertenti dell'anno. Sempre che non si riveli un disastro di film.
Ford dice: Apatow, con la sua comicità di grana grossa da vero e proprio buddy, è uno dei pochi registi in grado di mettere d'accordo perfino due acerrimi nemici come me e Cannibal. Questo suo nuovo lavoro, scritto ed interpretato dall'interessante Amy Schumer, potrebbe addirittura compiere il miracolo di mantenerci sulla stessa lunghezza d'onda.

Anche se, di fatto, un'eventualità del genere è sempre un disastro, perchè priva noi e voi di sano e verace divertimento.



We Are Your Friends
(dal 17 settembre)

"Chissà se a Peppa piaceranno le playlist che ho preparato apposta per lui!?"
Cannibal dice: Dopo la cocente delusione di Eden, spero che la DJ culture possa avere un film come si deve. L'accoglienza negli USA è stata tutt'altro che esaltante, ma si sa che gli americani di musica elettronica ne capiscono quanto James Ford: un bel nulla!
Nel cast poi oltre a Zac Efron c'è anche Emily Ratajkowski, quindi la visione è più che d'obbligo. E no, Ford, anche se pure tu deciderai di vederlo: I am not your friend!
Ford dice: mi basta il trailer di questa robetta che sa di video musicale ipertrofico e di ennesimo spot delle Beats per non considerare neppure la visione. Lascio senza pensieri il pacchetto completo al mio rivale, che tanto in queste stronzate ci sguazza.



L'attesa
(dal 17 settembre)

"Se attendi che Cannibal un giorno possa arrivare a capirne di Cinema, puoi campare anche cent'anni!"
Cannibal dice: L'attesa per questo film non è che si possa definire alle stelle. Eppure questa pellicola italiana con protagonista Juliette Binoche a Venezia è stata accolta piuttosto benino, il regista pare abbia uno stile molto Sorrentino, e l'attesa quindi è cresciuta. Giusto un pochino.
Ford dice: quest'anno posso dire di non avere affatto seguito Venezia, probabilmente mosso da una crescente voglia di dedicarmi al Cinema e alle recensioni senza farmi influenzare troppo da premi, grandi occasioni e via discorrendo.
Poi, certo, arriveranno le classifiche di fine anno, i pronostici per gli Oscar e Cannes, ed io sarò pronto a dire la mia, ma per adesso mi godo la pia illusione di fare quello che non bada troppo alla forma, e attendo tempi migliori anche per vedere questo film.
Per quanto riguarda Cannibal, invece, l'attesa di scoprire che possa aver imparato qualcosa di Cinema è vana.



Per amor vostro
(dal 17 settembre)

"Peppa, per favore, proteggimi da quel bruto di Ford!"
Cannibal dice: Altra pellicola italiana presentata al Festival di Venezia, pure questa ha fatto parlare più che altro per la sua protagonista. Valeria Golino non è che mi abbia mai esaltato troppo, ma per questo ruolo si è portata a casa la Coppa Volpi di miglior attrice del Festival. Una fordianata da parte della giuria presieduta da Alfonso “Gravity” Cuarón, o un premio davvero meritato?
Ford dice: ho sempre considerato Valeria Golino una cagna maledetta di prima categoria, sempre uguale a se stessa anno dopo anno e film dopo film. Non sarà certo la Coppa Volpi appena vinta a farmi cambiare idea, o spingermi a vedere questo film.
Rimandato a data da destinarsi.



Marguerite
(dal 17 settembre)

"Con la sola imposizione delle mani, possiamo provare a far cambiare idea a Cannibal e Ford."
Cannibal dice: Un film francese che per una volta non mi ispira manco da lontano. Questa è una notizia. L'altra notizia è che lo passo volentieri al mio blogger rivale, sperando si possa rivelare per lui una visione molto ostica. Anche se questa mi sa che non è una notizia poi così sorprendente...
Ford dice: Cinema francese sbolognato da Peppa? Potrebbe quasi essere interessante! Quasi.



Tutte lo vogliono
(dal 17 settembre)

"Tutte vorranno pure 'sto Enrico Fordiano, ma io Katniss Kid non ce la voglio!"
Cannibal dice: C'è Vanessa Incontrada? C'è pure Giulio Berruti, già pessimo nel musicarello inglese Walking on Sunshine?
Se Un disastro di ragazza si preannuncia come uno dei film comici più divertenti del 2015, questo si preannuncia come uno dei film comici più tristi. Soprattutto perché come protagonista ha l'unico uomo sulla faccia della Terra capace di tirar fuori battute che fanno apparire spassose quelle di Mr. James Ford: Mr. Enrico Brignano.
Ford dice: io film come questo non li voglio più vedere in sala.
Almeno quanto non voglio più vedere Cannibal Kid imperversare nella blogosfera.


lunedì 8 luglio 2013

This is 40

Regia: Judd Apatow
Origine: USA
Anno: 2012
Durata: 134'




La trama (con parole mie): Pete e Debbie sono ormai prossimi a compiere quarant'anni, un traguardo importante nella vita di ognuno di noi che spesso significa fare i conti con il passato e tracciare un bilancio della propria vita. I due, insieme praticamente da sempre, hanno cresciuto due figlie che adorano anche nei momenti di inevitabile conflitto, e stanno cercando da tempo di trovare la realizzazione lavorativa in proprio, il primo grazie ad un'etichetta discografica, la seconda con un negozio di abbigliamento.
Le vicende della vita, i problemi e gli impegni, però, li hanno allontanati molto, portandoli addirittura al punto di detestarsi, oltre al fatto di scaricare sull'altro le colpe dei problemi che vanno dal sesso alla gestione del tempo.
Sarà proprio il confronto con il giro di boa dei quaranta a portare entrambi a riflettere sulla loro condotta e ritrovare le forze per costruire il resto della vita insieme.






Judd Apatow ed il suo nutrito clan sono divenuti, nel corso degli ultimi anni, fordiani onorari, sempre ben accetti per le serate più easy qui al Saloon.
Unico neo nella produzione del Nostro - se di neo si può parlare, dato che comunque risultò piacevole - fu Molto incinta, pellicola acclamata - nel suo genere - praticamente ovunque nella blogosfera e non che ho trovato forse meno coinvolgente o esplicitamente cazzara rispetto alle altre: dunque l'idea di una sorta di spin off della stessa, inizialmente, non mi fece impazzire rispetto al ritorno sul grande schermo del buon Judd.
E invece con cosa mi sono trovato a visione ultimata?
Semplicemente con il fatto compiuto che This is 40, con Funny people, finisce per essere il lavoro più maturo - se così vogliamo definirlo - e personale del regista, una riflessione sincera, divertente e a tratti amara del cambio di decina forse più importante della nostra vita, quello che, di fatto, sancisce in qualche modo la fine della "giovinezza" e ci traghetta alla seconda metà della nostra esistenza, che lo si voglia oppure no.
Mescolando un'atmosfera che è a metà strada tra le commedie da famiglia disfunzionale in stile Sundance al romanticismo pop di Alta fedeltà, Apatow porta sullo schermo quelli che, probabilmente, sono anche suoi problemi filtrandoli attraverso le vite di Paul e Debbie, coppia solidissima, genitori sempre presenti - pur se alle prese con i primi problemi da figli adolescenti -, sognatori mai dimentichi dei turbamenti che avevano scosso - e per certi versi continuano a scuotere - anche loro un ventennio prima nel corso della loro prima "crisi di mezza età".
Da persona che vede avvicinarsi un pezzettino per volta proprio lo stesso fatidico compleanno - il 2019 non è poi così lontano - devo ammettere di essermi profondamente goduto - anche nelle parti più difficili - questo ritratto di una normale e scombinata coppia alle prese con il passaggio definitivo all'età adulta - se così vogliamo chiamarla -, dai problemi che nascono anche all'interno di un rapporto rodato - o forse proprio perchè rodato - al tempo che finisce con le vicissitudini della quotidianità per risucchiare l'ispirazione e la passione dei tempi in cui si trovava sempre il momento giusto per fare qualche stronzata  a cuor leggero, dal lavoro che inghiotte i sogni anche quando li rappresenta alla presenza sempre maggiore della tecnologia nelle nostre vite - interessante notare, infatti, quanto Ipad, Ipod, smartphone e surrogati ormai siano parte integrante dei rapporti sociali, soprattutto per chi, almeno fino alla generazione del sottoscritto, ha vissuto la propria adolescenza ai tempi dei walkman e dei telefoni a gettone -.
Andando oltre le riflessioni "profonde", comunque, all'interno di This is 40 non mancano spassosissime sequenze prettamente ludiche - la ricerca dell'emorroide di Paul o il concentrarsi delle attenzioni di qualsiasi uomo sulla commessa del negozio di Debbie interpretata da Megan Fox e dai suoi sempre più terribili pollici - o citazioniste - da antologia il botta e risposta tra Paul e la figlia adolescente a proposito della rivalità delle loro visioni da piccolo schermo, rispettivamente Mad men e Lost, chiuso con una geniale "quello che ha passato  Don Draper il tuo Jack con la sua isola se lo sogna" - in grado di rendere la visione più morbida nei momenti in cui si rischierebbe di immedesimarsi un pò troppo con i due protagonisti ed i loro travagli assolutamente comuni.
Ottimi il cast - comprese le due eredi di Apatow, praticamente perfette nei ruoli delle figlie di Paul e Debbie - e la colonna sonora, l'atmosfera ed il ritmo - considerato che, parlando di fatto di una commedia "romantica", due ore e dieci sono parecchie -, per un prodotto che fila via liscio, diverte e coinvolge, appassiona e riesce a smuovere decisamente più di quanto ci si aspetterebbe, specie se osservato a distanza ravvicinata come molti tra noi finiranno per fare.
Certo non si parlerà della pellicola dell'anno, eppure possiamo tranquillamente pensare di essere di fronte all'ennesimo colpo messo a segno da una delle personalità più importanti della commedia made in USA degli ultimi dieci anni, di fatto erede ormai maturato del tanto caro - al sottoscritto e non solo - Kevin Smith.
E scusate se è poco.


MrFord


"Oh mamma ho quasi quarant'anni
che cazzo ho fatto fino adesso
ho avuto il modo ed anche il tempo di cambiare
e l'ho passato a improvvisare
ma mi vuoi bene lo stesso."
Tiromancino - "Quasi 40" -




giovedì 4 luglio 2013

Thursday's child


La trama (con parole mie): l'estate cinematografica prosegue, accumulando un weekend cinematograficamente inutile dopo l'altro. Fortunatamente, per festeggiare questo quattro luglio, non avremo esclusivamente sòle in agguato, ma anche un paio di titoli interessanti ed un altro pronto a scaldare le bottigliate del sottoscritto - qualcuno ha detto Malick!? -.
Almeno, in mancanza di qualcosa di davvero clamoroso, potrete sempre godervi le consuete schermaglie tra il vecchio Ford ed il finto giovane Cannibal Kid, pronti a guerreggiare anche in periodi normalmente dedicati alla tregua delle ferie.

 
Lone Ford con il suo aiutante, Cannibal Tont.

 
The Lone Ranger di Gore Verbinski


Il consiglio di Cannibal: sarà anche meglio di Walker Texas Ranger, però basta con ‘sti ranger!
Un film western d’avventura prodotto dalla Disney?
Cos’è, un sogno fordiano di una notte di mezza estate che diventa realtà?
Per me trattasi invece di autentico incubo. Johnny Depp ha dimenticato i tempi in cui era un paladino del cinema alternativo e ormai ha fatto l’abbonamento a queste pessime mega operazioni commerciali. Se già I pirati dei Caraibi a me facevano venire il mal di mare, figuriamoci ora cosa capiterà con questa pellicola perfetta per il blogger rivale. L’unico western degno di essere visto quest’anno (e forse negli ultimi decenni) resta Django Unchained. Tutto il resto è noia. Anzi, tutto il resto è Ford.
Il consiglio di Ford: The Lone Ford
Ed ecco una delle uscite commerciali più attese dell'estate, che purtroppo non è la trasposizione della vicenda del ranger Ford intento a sopportare il suo Tonto assistente Peppa Kid, bensì una baracconata supercommerciale che non mi attrae per nulla, ma che andrò a vedere giusto perchè al Saloon sono arrivati dei biglietti omaggio.
Certo, considerato il nulla di questo periodo, potrebbe anche venire buono per intrattenere una sera senza pretese, ma non mi aspetterei niente di più: un po’ quello che succede quando apro Pensieri cannibali.

"Caro Cannibal Tont, è inutile che continui a cercare di attaccarmi la pezza: non sono mica il tuo amico Coniglione!"

To the Wonder di Pippone Terrence Malick


Il consiglio di Cannibal: questa sì che è una meraviglia
Appassionati di grande cinema date retta a me, non a quel pazzo ubriacone di Mr. James Ford. To the Wonder non sarà ai livelli del capolavoro assoluto The Tree of Life, uno dei vertici del cinema mondiale di sempre, ma è comunque una visione meravigliosa, intensissima, piena di poesia. Non ascoltate le critiche e immergetevi totalmente in un film che è pura meraviglia. Come già dissi anche nel mio post
affidatevi a Dio Malick. E fate sprofondare Ford all’Inferno cinematografico, insieme ai suoi ridicoli Fan Damme, Gatto Silvestro Stallone e Schwarzyno.
Il consiglio di Ford: to the pippa
C'era una volta Terrence Malick, regista rivoluzionario in grado di sfornare Capolavori pronti a sconvolgere l'intera comunità cinematografica una volta ogni cinque, dieci, quindici o vent'anni.
Poi, un disgraziato giorno, il suddetto Terrence ha finito per ammalarsi di woodyallenite, ed ha cominciato a sfornare un progetto dietro l'altro per la gioia dei radical chic, delle giurie dei grandi Festival e per i poveri nerd della settima arte come il mio antagonista: la prova assoluta della malattia è stato The tree of life, uno dei pipponi più clamorosi mai creati da un regista, nonchè titolo che ha di fatto ribaltato la mia opinione sull'ex eremita del Cinema USA.
Ho pronto da vedere questo To the wonder, che già a Venezia è stato accolto in maniera tiepidina anche dai suoi fan, e ammetto di non vedere l'ora di bottigliarlo come si conviene.

"Benedicimi, Padre, perchè ho peccato: mi è piaciuto The tree of life!"

Questi sono i 40 di Judd Apatow


Il consiglio di Cannibal: guardatelo per prepararvi al sequel, Questi sono gli 80 con Mr. James Ford
Per quanto mi riguarda, per quanto non un capolavoro, è una della migliori commedie dell’anno e una visione se la merita tutta. Una pellicola divertente ma anche riflessiva. Questi sono i 40 e questo è il cinema di Judd Apatow, un grande della comedy americana con cui sono garantite risate, uno sguardo sul crescere e sull’invecchiare (non ho detto diventare vecchi decrepiti come Ford) e anche qualche bel momento di pura Megan Fox. Oh yes. Alla faccia di Ford!
Recensione cannibale in arrivo a breve.
Il consiglio di Ford: quando arriverà ai quaranta - ovvero a breve - il Cannibale continuerà a dire di averne venti.
Non imprescindibile, questo nuovo lavoro targato Apatow, eppure divertente e fresco come pochi se ne sono visti negli ultimi mesi, e senza dubbio nell'ambito della commedia una delle cose migliori del duemilatredici.
In questo periodo di vacche magre non potete considerare di farvelo scappare, anche perchè è una bella riflessione sul tempo che passa, la famiglia e le storie d'amore.
E si riesce perfino a non fare caso agli orribili pollici di Megan Fox.
Recensione fordiana a brevissimo.

"Megan, il seno potrà anche andare, ma con i pollici proprio non ci siamo!"

The East di Zal Batmanglij


Il consiglio di Cannibal: Kanye East
Attenzione, perché dopo varie settimane stitiche, ecco che questa potrebbe rivelare parecchie soddisfazioni e anche una bella sorpresa. Non sto parlando del blog WhiteRussian, che ormai sono mesi che non propone una recensione degna di vero interesse, ma delle uscite nei cinema italiani. A To The Wonder e Questi sono i 40, si aggiunge tra le pellicole degne di nota The East, nuovo film interpretato e sceneggiato dalla idola Brit Marling dopo i notevoli Another Earth
e Sound of My Voice
quest’ultimo diretto proprio dall’impronunciabile Zal Batmanglij. Se a ciò aggiungiamo la presenza di Ellen Page e Alexander Skarsgard, abbiamo di fronte uno dei filmoni dell’estate, altroché Ranger e Superman e Brad Pitt con gli zombie.
Il fatto che una pellicola indie come questa sia riuscita a trovare una distribuzione dalle nostre parti, per quanto probabilmente in un numero ridotto di sale, è sorprendente quanto vedere Ford parlare bene di un nuovo film di Terrence Malick. Ma quello non credo accadrà. Ford di sorprese ne riserva solo in negativo…
Il consiglio di Ford: Go West o Go East?
Il Cinema indie è sempre una scommessa, una camminata sulla corda in grado di regalare perle destinate a diventare piccoli cult o schifezzuole destinate a diventare bersaglio indiscutibile di bottigliate selvagge: questo The East parrebbe - e il condizionale è d'obbligo - porsi nel primo gruppo, ma considerati i tempi non vorrei sbilanciarmi troppo presto, che è un pò quello che succede quando leggo che Peppa Kid ha pubblicato la recensione di un film interessante: ogni volta spero che si sia risvegliato dal suo coma cinematografico e ne abbia parlato bene, ed inevitabilmente le mie speranze vengono disattese.

"Per un momento ho pensato di stare girando un film di Malick: poi, fortunatamente, mi sono accordo di aver solo esagerato con il Tru Blood!"

Italian Movies di Matteo Pellegrini


Il consiglio di Cannibal: girate alla larga dagli Italian Movies ma (forse) non da questo
In maniera un po’ ingenua, spero sempre che Ford possa mostrare qualche lampo di sanità mentale e, già che c’è, di buon gusto cinematografico. Puntualmente vengo deluso. Lo stesso vale per il cinema italiano. Ogni tanto provo a dargli una possibilità, lo incito: “Dai, che questa volta che la fai.” Ma poi non ce la fa. Questo Italian Movies con il redivivo Filippo Timi e un cast multietnico sembra poter essere qualcosa di diverso dalla solita commedia all’italiana e sembra meritare una chance. Anche se so già che, come con Ford, potrei pentirmene amaramente.
Il consiglio di Ford: di Italian movies, quest'anno, ne ho proprio abbastanza.
Non me ne voglia il buon Filippo Timi, ma dopo mesi come quelli cui abbiamo assistito da questa rubrica ed in sala rispetto alle proposte del Cinema nostrano, la mia voglia di sperimentare e scoprire di avere torto a mostrare pregiudizi sui prodotti italiani è sepolta accanto al sogno di scoprire, un giorno, che Cannibal Kid è soltanto un articolato scherzo e che in realtà Marco Goi se ne intenda almeno un poco di Cinema.

"Cannibal, è inutile che ti chiudi nella mia roulotte: non ci sono coniglioni, lì!"

The Last Exorcism - Liberaci dal male di Ed Gass-Donnelly


Il consiglio di Cannibal: liberaci dal Ford
Non mi piacciono i film sugli esorcismi e già il primo me l’ero risparmiato alla grande. Se volessi farmi del male, potrei recuperare quello e poi guardarmi pure questo secondo episodio, in una maratona esorcistica paurosa. Se volessi fare del bene all’umanità, potrei invece praticare un esorcismo, su Ford naturalmente, e liberarlo dal demone della tamarragine. Ma ho paura che possa rivelarsi una missione impossibile…
E comunque, speriamo che almeno questa volta tengano fede al titolo: The Last Exorcism, the last, l’ultimo, poi basta!
Il consiglio di Ford: liberateci da questi film!
Gli esorcismi al Cinema - se si esclude l'originale firmato William Friedkin - non hanno mai avuto troppa fortuna, e onestamente non penso proprio che questo inutile secondo capitolo di una "saga" decisamente perdibile possa invertire la tendenza.
Considerata, inoltre, l'agghiacciante esperienza che l'anno scorso vissi con L'altra faccia del diavolo e quella che sopporto ogni settimana con il Cucciolo Eroico, direi che ne ho abbastanza!

"Ebbene sì, ho adorato The tree of life, e allora!? Sono perfettamente sana, nel corpo e nello spirito!"

Dino e la macchina del tempo di John Kafka, Yook-suk Choi


Il consiglio di Cannibal: Ford e i suoi amici dinosauri
No, la fordianata bambinata nooo!
Pellicole d’animazione di serie B come queste dovrebbero ormai essersi estinte, insieme ai dinosauri, a Ford, a Forza Italia, a Napolitano e al wrestling.
Il consiglio di Ford: Cannibal e la macchina del tempo.
Sul suo diario segreto, nascosto in un cassetto segreto del comodino segreto della casa delle bambole segreta nella sua cameretta, Peppa Kid ha scritto che sogna di inventare una macchina del tempo per tornare al periodo della sua adolescenza, invece di continuare a spacciarsi per diciassettenne anche in piena età adulta.
Dovevo parlare di un film!? Quale film!?

"Peppa Kid, quante volte ti ho detto che non puoi entrare nel Jurassic Ford!?"

Il grande orso di Esben Toft Jacobsen


Il consiglio di Cannibal: il grande orso? Ma và, che Ford in fondo in fondo è un tenero orsacchiotto!
Visto che un film d’animazione evitabilissimo questa settimana non bastava, ecco che arriva anche il danese Il grande orso a fargli concorrenza. Da quale dei due stare più lontani?
Direi Dino e la macchina del tempo. Questo sembra un pochino meglio, ma me lo risparmio comunque volentieri, lasciando la visione al Fordino e soprattutto a quell’eterno bambinone del Fordone.
Il consiglio di Ford: il grande bolso...
... Che poi sarebbe il Cinema di quest'estate.
Avanti con i recuperi!

Il grande Ford fotografato (in parte) da Peppa Kid.

Violeta Parra - Went to Heaven di Andrés Wood


Il consiglio di Cannibal: James Ford - Went to Hell
Pellicola biografica su Violeta Parra, cantante, poetessa e artista a tutto tondo cilena di cui non sapevo nulla. Fino ad ora. Il merito di film come questo, al di là del valore cinematografico tutto da verificare, è quello di far conoscere delle figure degne di nota, in modo da poter ampliare le proprie conoscenze. Senza rimanere ancorati sempre agli stessi nomi, come Ford che è ancora fermo ai Kiss e ad Hulk Hogan uahahah.
Il consiglio di Ford: Marco Goi - Went from Casale
Ispirato da questo film costruito sulla figura di un'artista cilena sconosciuta, ho deciso di realizzare un documentario sulla vita di uno sconosciuto artista di Casale, tale Marco Goi.
Le riprese inizieranno a brevissimo ed includeranno sequenze di estremo realismo grazie alle quali potrete osservare Peppa Kid sbatacchiato come un pupazzone da Ford.

Uno scorcio di Casale, setting del prossimo documentario di Ford incentrato sulla figura mistica di Marco Goi.

Crew 2 Crew - A un passo dal sogno di Mark Bacci


Il consiglio di Cannibal: Ford 2 Ford - A un passo dall’incubo
Era già da un po’ che non arrivava un film sulla danza. Pensavo fossero passati di moda e in effetti è così. Peccato che in Italia arriviamo come al solito in ritardo su tutte le cose e quindi ecco il Save the Last Dance de’ noantri con giusto una decina d’anni di ritardo.
Il risultato? Sembra Paso adelante, la serie tv con cui è cresciuto Mr. Ford, ma forse è pure peggio…
Il consiglio di Ford: a un passo dall'oblìo.
Faccio finta di non aver letto o visto nulla di questo film.
Vi prego, fatelo anche voi.
Il Cucciolo non mi ha ascoltato, e ora vaga per le strade con un costumino attillato improvvisando balletti degni di Step up.

Una crew di groupies del Cannibale preparano la prossima coreografia.

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