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martedì 13 febbraio 2018

Benedetta follia (Carlo Verdone, Italia, 2018, 109')





Al buon Verdone ho sempre voluto bene, dai tempi in cui, grazie alla "spada de foco" e alle chicche degli esordi, riempivo pomeriggi estivi o con gli amici ci si godevano serate all'insegna del Cinema italiano sbracato ma comunque in grado di conquistare perchè basato su un'anima sociale.
Come tutti i registi non superlativi - non che la stessa situazione risparmi quelli che invece lo sono, sia chiaro -, con gli anni anche lui ha finito per rifugiarsi in territori più facilmente affrontabili e confort zone dal sapore di cinture di sicurezza ben strette, tanto da regalare soltanto qualche guizzo - Il mio peggior nemico, molto sottovalutato, per me resta una piccola chicca - e tanta prevedibilità, in modo da rimanere in equilibrio tra pop e rischio ridotto all'osso.
Con le stesse aspettative - prima - e le stesse conferme - poi - ho approcciato Benedetta follia, ultimo lavoro dell'autore romano che come di consueto intrattiene, diverte, regala sequenze azzeccate e passaggi forse di troppo, ha il merito di mostrare la genuinità di Ilenia Pastorelli, salita alla ribalta con Lo chiamavano Jeeg Robot e mostrata come è giusto che sia in tutti i suoi limiti in questa occasione almeno quanto la bravura dell'ex di Gomorra Maria Pia Calzone e regala al pubblico un paio d'ore senza pretese ma neppure volgari o sconsigliabili.
Se, dunque, cineasti di ben altro livello come Woody Allen insistono nel proporre un titolo a stagione inficiando clamorosamente la qualità del loro lavoro altri come Verdone, decisamente più modesti sotto il profilo tecnico, finiscono per riuscire comunque a regalare piacevoli momenti agli spettatori, legati principalmente alla genuinità della proposta ed al desiderio di protagonisti delle storie di vivere le stesse, e non esserne spettatori.
Un sogno che, con ogni probabilità, tocca non solo qualsiasi tipo di pubblico - dal più esperto all'occasionale - ma anche lo stesso regista, da sempre in grado di portare in scena i suoi squilibri, le incertezze ed i punti di forza: in fondo i personaggi di Verdone restano emanazioni del loro autore, outsiders impacciati e repressi in grado, un passo dopo l'altro, di trovare una loro dimensione, in barba ad un mondo pronto a metterli ai margini e in una condizione di svantaggio quasi per natura.
In un certo senso, Verdone resta in qualche modo un piccolo Goonie, con le sue idiosincrasie e timidezze, il sempre ultimo che, seguendo la lezione dei Fantozzi, finisce per resistere ai colpi peggiori riservatigli da vita, mondo e società - in questo caso è la modernità a fare da antagonista - fino a trovare una propria collocazione, un proprio mondo.
Certo, il tutto è molto ingenuo e naif, poco plausibile in termini di scrittura, eppure anche Benedetta follia finisce per risultare una visione assolutamente godibile, lontana dalle pretese delle proposte radical o dalla volgarità di quelle "di cassetta": forse, se approfondito di più in alcuni aspetti, avrebbe potuto essere qualcosa di più incisivo ed importante - in fondo vengono mostrati nuovi aspetti della società, ci si schiera abbastanza chiaramente contro la rigidità di una cultura cattolica vecchio stampo, vengono analizzati temi qui al Saloon molto considerati come il rapporto tra genitori e figli -, ma anche così, imperfetto e semplice, funziona per quello che ci si potrebbe aspettare.
Come una serata con i parenti che si rivela, inaspettatamente, più divertente della cena che avreste pensato di poter affrontare solo se estremamente sbronzi.




MrFord



 

giovedì 11 gennaio 2018

Thursday's child



Alle spalle la sosta delle Feste natalizie, torna alla ribalta la rubrica dedicata alle uscite cinematografiche più celebrata (???) della blogosfera, che oltre ai consueti presentatori, il qui presente Ford ed il suo rivale Cannibal Kid, a questo giro ospiterà l'aristocratica Alessia Carmicino, una delle bloggers più ottocentesche che possiate immaginare.
Come avrà influito la sua presenza sulla prima uscita del duemiladiciotto di questo appuntamento?


"Sono la versione horror del Cucciolo Eroico! O almeno, vorrei esserlo!"


Tre manifesti a Ebbing, Missouri

"Questi sono i resti di Cannibal: Ford ha fatto davvero uno scempio."

Alessia: Tre manifesti in una cittadina nel bel mezzo del nulla per dire a Cannibal di smettere di scrivere? Dopo anni di storica rivalità, da Ford mi aspettavo quanto meno un un duello di pistola alla Sergio Leone, non queste soluzioni politically correct!
Già accolto meravigliosamente e premiato a Venezia, fresco fresco di Golden Globes arriva al cinema il nuovo film di Martin McDonagh (regista irlandese che aveva fatto scintille col bellissimo e strampalatissimo In Bruges), sulla storia di una madre coraggio coi contro bip decisa a scoprire l'identità dell'uomo che ha violentato e ucciso la figlia diciannovenne. Capolavoro o robetta radical chic piazzata ad hoc per guidare una stagione dei premi dove l'affermazione della donna la farà da padrone?
Cannibal Kid: Ford, in effetti anche io mi aspettavo qualcosa di più estremo e violento da te, che non degli “innocui” manifesti. Che poi saranno così innocui?
Si direbbe proprio di no a guardare il film, che ho già visto e di cui prossimamente scriverò. Sempre che i manifesti di Ford non facciano davvero effetto e mi impediscano di continuare a scrivere. Per la gioia del mondo.
Ford: a dire il vero, da buon wrestler, attaccherò i manifesti su tre cartelli di legno che sarò felice di fracassare sulla zucca di Cannibal per inaugurare nel miglior modo possibile il duemiladiciotto. Per quanto riguarda il film, che dovrei vedere in questi giorni, penso si tratti di un'ottima proposta fordiana perfetta per iniziare bene l'anno, in barba ad Alessia che gufa senza ritegno una cannibalata radical chic.

Benedetta follia

"Ma come ti vesti!? Cosa pensi di fare, uscire con Ford!?"

Alessia: Che Verdone sia ormai un autore stanco e vicino all'ebollizione sembra trovare d'accordo anche i nostri agguerritissimi eroi. Questo film, in cui un pio e virtuosissimo proprietario di un negozio di articoli sacri prende a lavorare come commessa una giovane e prorompente venticinquenne, potrebbe essere il trionfo dello stereotipo verdoniano più grigio e insopportabile quanto un lavoro decente e una buona rimessa in carreggiata. Siamo nelle mani di Dio, per rimanere in tema.
Cannibal Kid: È vero che negli ultimi tempi Verdone pare bollito quasi quanto Ford, però non riesco comunque a volergli male e, per quanto sembra rifare sempre lo stesso film come un Woody Allen de' noantri, il trailer di questo suo “nuovo” lavoro mi ispira una certa simpatia. E quindi mi sa che finirò per dargli un'occhiata, daje!
Ford: Verdone mi è sempre stato simpatico, anche se la grinta dei tempi d'oro è da un pezzo in pensione. Non credo vedrò questo film, ma nel dubbio, attenderò di capire che ne pensa Cannibal per fare esattamente il contrario.

The Midnight Man

Cannibal cerca di togliersi il sangue dopo lo scontro con Ford.

Alessia: Un'ombra si aggira minacciosa nella soffitta della nonna... lo vedo, è lui, è Cannibal! Per tentare di sfuggire all'ennesimo giro di tombola natalizia si è rifugiato lì in attesa di tempi migliori, o semplicemente per sfuggire alle domande/interrogatorio della prozia.
Non amo particolarmente gli horror (perchè da brava donna coraggiosa finisco sempre a vederli con un cuscino sugli occhi buttando via i soldi del biglietto), ma questa sorta di antiJumanji in cui un gruppo di giovincelli si mette a fare un gioco da tavola che risveglia i loro incubi peggiori potrebbe essere interessante. Poi c'è anche sua maestà Robert Englund, mica bruscolini.
Cannibal Kid: L'intuito da detective d'altri tempi stile signora in giallo di Alessia c'ha quasi preso. È vero che mi sono rifugiato in soffitta, ma per sfuggire a Ford, non a qualche prozia. Quanto al film, spero che si riveli un horrorino teen scemo abbastanza da potermi piacere, anche se dal trailer sembra prendersi più sul serio di Ford in uno qualunque dei suoi post. Bene così: cosa c'è di più spaventoso?

Ford: gli horrorini teen, di norma, o mi fanno il solletico o incazzare più di Cannibal, che appena troverò nella sua piccola soffitta passerà davvero momenti di paura. L'unica cosa che pare essere interessante di questo The Midnight Man pare essere Robert Englund, sperando che non sia bollito come tanti altri miti che con l'età hanno deciso di prendere la via del non ritorno. Un po' come il Cannibale.
Cannibal Kid: Ford, stai quindi dicendo che sono un mito? :)

Leo Da Vinci – Missione Monna Lisa

"Cannibal, vuoi una mela? L'ha avvelenata per te la Carmicino!"

Alessia: Con Coco che si prepara a far vincere l'ennesimo Oscar alla Disney Pixar, questi tentativi dell'animazione italiana di trovarsi un posticino nel mercato mi fanno sempre una gran tenerezza: perplessità massime su questo lungometraggio dedicato al giovane Leonardo Da Vinci, pronto a fregare il tesoro dell'isola di Montecristo al poro Edmond Dantes con qualche secolo di anticipo. Se va tutto bene sarà un'innocua bambinata, ma ho la sensazione che anche i fordini si annoierebbero parecchio.
Cannibal Kid: A me invece, più che tenerezza, questi film fanno una gran pena. E penso pure ai Fordini. A Ford padre invece no. Lui è pronto a spacciare qualunque innocua bambinata animata come Coco e come questa per un capolavoro assoluto.
Ford: proprio stasera ho visto il trailer insieme al Fordino, che non mi è parso particolarmente interessato, se non all'ambientazione vagamente piratesca. Fortunatamente, ha ancora negli occhi quel gioiellino di Coco. E va bene così.

venerdì 4 marzo 2016

L'abbiamo fatta grossa

Regia: Carlo Verdone
Origine:
Italia
Anno:
2016
Durata:
112'








La trama (con parole mie): Arturo Merlino è un ex carabiniere reinventatosi investigatore pronto ad evadere da una realtà di casi di gatti scomparsi grazie a racconti che lo vedono protagonista di storie ad altissima tensione. Yuri Pelegatti è un attore in piena crisi dalla fine del rapporto con la moglie, ormai considerato un vero e proprio peso da qualsiasi collega sul palcoscenico.
Quando quest'ultimo, desideroso di scoprire se l'ex compagna si è legata nel frattempo al suo avvocato, richiede i servizi del primo in modo da ottenere le prove che gli potrebbero far valere l'affidamento dei figli, un equivoco porta i due uomini a mettersi sulle tracce di una misteriosa valigia che, invece di foto compromettenti di Yuri come si credeva, contiene un milione di euro in banconote da cinquecento.
Dal momento del ritrovamento in avanti, per Arturo e Yuri inizierà un'avventura non propriamente piacevole che li vedrà contrapposti ad un misterioso uomo che, spalleggiato da sgherri molto poco raccomandabili, desidera rimettere le mani sul denaro che gli appartiene.
Cosa riusciranno a combinare, dunque, i male assortiti compagni d'avventura?










Carlo Verdone e Antonio Albanese mi sono sempre stati simpatici, senza ombra di dubbio.
Il primo è stato parte della mitologia della commedia all'italiana che ha contribuito alla mia formazione di cinefilo con Un sacco bello e Bianco, rosso e Verdone, mentre il secondo dai tempi di Mai dire gol è sempre stato, oltre ad un attore decisamente migliore di quanto non potesse sembrare a prima vista - si veda, per esempio, Questione di cuore -, anche un ottimo intrattenitore da piccolo schermo.
Inutile negare, però, il fatto che negli ultimi anni i due non abbiano brillato in termini di originalità o di qualità dei propri lavori, tanto che non ricordavo neppure quale fosse l'ultimo lavoro di Verdone che vidi all'uscita in sala ed i due Qualunquemente non avevano colpito particolarmente il sottoscritto: al momento di approcciare questo L'abbiamo fatta grossa, dunque, le aspettative tendevano al basso profondo.
Fortunatamente, sarà per le pretese certo non alte della produzione, sarà perchè la commedia degli equivoci ha sempre trovato terreno fertile da queste parti, la visione è risultata molto più divertente ed innocua del previsto, pronta a sfruttare le caratteristiche dei suoi due protagonisti, situazioni curiose, risate genuine ed un finale da critica sociale davvero niente male, che hanno di fatto portato L'abbiamo fatta grossa ad un altro livello rispetto alla media delle produzioni italiane di genere degli ultimi anni o ai lavori di ex comici ormai sul viale del tramonto - leggasi Aldo, Giovanni e Giacomo, sempre più bolliti sul palco così come in sala -.
In un certo senso, questa storiella a metà tra il crime e la burinata è riuscita addirittura a ricordare quello che è il film recente meglio riuscito di Verdone, quel Il mio miglior nemico che qualche anno fa mi colpì a sorpresa, ed in positivo: e dalla presentazione dei due main charachters con i loro difetti e le loro manie - cucite addosso a Verdone ed Albanese - al loro confronto con qualcosa di decisamente più grande di quanto possano immaginare anche nei dettagli - divertente la gag della banconota da cinquecento euro che pare impossibile da vedersi cambiare o spendere -, le quasi due ore scorrono in grande scioltezza, finendo per non appesantirsi neppure con i macchiettistici personaggi di contorno e regalando, al contrario, una buona dose di risate di grana grossa da serata d'intrattenimento senza pretese, cosa che, almeno negli ultimi anni, il Cinema italiano pareva ormai impossibilitato a fornire.
Inoltre, la possibilità di vedere un attore di livello, seppure in un ruolo tutto sommato marginale, come Massimo Popolizio, è sempre confortante per uno come me che, stagione dopo stagione, continua a perdere fiducia nelle produzioni nostrane, lontane anni luce dagli anni in cui il Cinema italiano era senza ombra di dubbio il migliore del mondo: ma non voglio perdermi nei soliti pistolotti da cinefilo in cerca di qualcosa che non c'è, dunque vi dico che, se avete voglia di passare un paio d'ore senza troppi pensieri buttandovi in una realtà che conosciamo da vicino - quantomeno culturalmente parlando - e concedervi qualche risata, L'abbiamo fatta grossa non è affatto la scelta peggiore che possiate fare.
Lo stesso discorso vale per i suoi due protagonisti: tra i tanti presunti comici o personaggi che ci si chiede come sia possibile siano arrivati al successo, Verdone e Albanese sono quasi da considerare piccole certezze, e l'alchimia tra i due ne è senza dubbio la conferma.
Certo, non l'avranno fatta così grossa, ma comunque ci hanno provato: il che, per la Terra dei cachi, è già molto più di qualcosa.





MrFord





"Quanta fretta, ma dove corri, dove vai?
Che fortuna che hai avuto ad incontrare noi
lui e il gatto, ed io la volpe, stiamo in società
di noi ti puoi fidar! Di noi ti puoi fidar!"
Edoardo Bennato - "Il gatto e la volpe" - 





giovedì 28 gennaio 2016

Thursday's child

La trama (con parole mie): prosegue la marcia d'avvicinamento alla sempre stimolante kermesse degli Oscar, con un altro titolo che, almeno in un paio di categorie, potrebbe essere protagonista.
Al suo fianco a fare la voce grossa questo weekend in sala il remake di un cult che nessuno di noi della vecchia scuola avrebbe mai voluto vedere, e come di consueto, purtroppo, quella piaga del mio socio e co-conduttore della rubrica, Cannibal Kid.
Cercate, dunque, di fare conto che lui non esista e godetevi i commenti del sottoscritto.



"Evvai! Corro a sposarmi con Ford!"

Joy

"Cannibal, se provi a sabotare il mio matrimonio con Ford, ti faccio saltare le cervella!"
Cannibal Kid dice: C'è Jennifer Lawrence e ciò basta per rendere Joy una visione imperdibile. E infatti l'ho già visto. Il responso arriverà a breve. Nel frattempo vado a pulire con il mio mocio vileda questo blog dalla presenza nefasta di Mr. Ford.
Ford dice: Jennifer Lawrence è un argomento che un film dovrebbe sempre avere, per assicurarsi la visione del sottoscritto. Russell, invece, pare essere arrivato all'ultima possibilità, dopo le recenti delusioni.
Joy si rivelerà dunque un richiamo per le bottigliate delle grandi occasioni o un rilancio per un autore che ha finito forse troppo spesso per mettere d'accordo, nel bene o nel male, il sottoscritto e Cannibal?



Point Break

Il weekend giusto per Ford. Un pò meno per Cannibal Kid.
Cannibal Kid dice: Point Break nuova versione si candida a titolo di remake meno necessario dell'anno. E forse di sempre. Le possibilità che riesca a essere mitico anche solo lontanamente quanto l'originale sono parecchio basse. Le possibilità che sia una porcatona fordiana in piena regola sono invece molto alte.
Ford dice: Point break è inimitabile. E solo il pensiero di poterne girare un remake dovrebbe essere considerato un reato. Una cosa perfino peggiore di avere gusti simili a quelli del mio compare di rubrica.



L'abbiamo fatta grossa

"Quei due bloggers? Non li scritturerei neanche per un film tragico!"
Cannibal Kid dice: Carletto Verdone negli ultimi tempi sembra essere entrato nella fase discendente della sua carriera, però se c'è da vedere un suo nuovo filmetto, me lo sparo senza problemi. Il problema è che qui è affiancato da Antonio Albanese che, dopo il curioso Uomo d'acqua dolce, ha presto finito per annoiarmi. Spero che qui non prenda il sopravvento sulla componente verdoniana, così come spero che Ford non prenda mai il sopravvento in questa rubrica. Altrimenti ci sarebbe davvero da sbadigliare.
Ford dice: Verdone e Albanese, nonostante le loro poco interessanti produzioni recenti, sono due volti del Cinema e non solo italiani cui non posso fare a meno di voler bene. Dunque, se dovesse capitare, una visione a questo L'abbiamo fatta grossa la darò.
Quella di Cannibal Kid, invece, me la risparmio volentieri.



Una volta nella vita

"Quel Cannibal Kid è un tipo pericoloso, non lo vogliamo ad insegnare nella nostra scuola. Per non parlare di Ford."
Cannibal Kid dice: Pellicola francese di ambientazione scolastica che affronta il tema della Shoa. Sarà una frizzante visione adolescenzial-cannibale, oppure una noiosa lezione di Storia per professorini alla Mister James Ford?
Ford dice: in piena Road to the Oscars, sinceramente, faccio a meno dei recuperi forzati e scolastici.
Li lascio volentieri a Cannibal Creed, che pensa ancora di essere ai bei tempi del liceo.



The Eichmann Show

"Certo che questi due bloggers sono davvero soggetti da studio."
Cannibal Kid dice: In occasione del Giorno della Memoria, è approdato nei cinema italiani questo film di stampo storico-documentaristico che sembra tanto una roba buona per Ford. Io mi sa che passo.
Ford dice: una cosa che mi infastidisce della cultura italiana è lo sfruttamento selvaggio di occasioni come il Giorno della Memoria. Può starci, per carità, ma penso che neppure il Cannibale riuscirebbe ad essere così figlio del marketing. Passo.



Doraemon il film: Nobita e gli eroi dello spazio

"Manca solo quel pusillanime di Cannibal Creed, e poi siamo pronti per la nostra gita."
Cannibal Kid dice: Doraemon e Nobita li lascio volentieri ai miei nipotini. E a quell'eterno bambinone di James Ford. O altrimenti che rimangano pure nello spazio. Sia loro che Ford.
Ford dice: Doraemon è un personaggio che ho sempre ben accolto da queste parti, ma considerato che la passione per il gatto del futuro del Fordino si è spenta presto, direi che posso tranquillamente passare la mano.
E spedire il mio antagonista nello spazio per un viaggio di sola andata.


giovedì 13 febbraio 2014

Thursday's child


La trama (con parole mie): settimana piuttosto avara di proposte in sala, questa che ci attende come una sorta di transizione in attesa che si comincino a sparare le ultime cartucce in vista della notte degli Oscar. Ad animare un pò le acque interverranno, come di consueto, il vecchio cowboy sottoscritto ed il suo finto giovane padawan Cannibal Kid, che con grande fatica cercheranno di impegnarsi per ricostruire una rivalità come si deve minata dal troppo accordo manifestato ad inizio anno.

"Ammazza quanto stanno brutti Ford e il Cannibbale!"

Monuments Men di George Clooney


Il consiglio di Cannibal: un monumento a Ford? Ok, però fatelo a Chernobyl.
Vedo il trailer di questo film e non può che venirmi in mente Bastardi senza gloria. Una vicenda particolare ambientata durante la seconda guerra mondiale ma condotta con un tocco ironico… Il risultato finale poi probabilmente non c’entrerà un granché, però boh, è quello che mi ricorda. E George Clooney, per quanto abbia dimostrato di saperci fare forse più dietro la macchina da presa che davanti, un po’ come Ben Affleck, non è Quentin Tarantino. Quindi questa pellicola potrebbe risultare interessante, la storia che racconta di un gruppo di storici d’arte impegnati a mettere in salvo le opere dai nazi lo è parecchio, però sul fatto che possa essere memorabile o davvero differente da altre ambientate nel periodo della World War II, questo è tutto da vedere…
In attesa della prossima Blog War tra me e MrJamesFord comunque potrebbe risultare un buon passatempo.
Il consiglio di Ford: un monumento al Cannibale? Certo, alla memoria!
Clooney ha già dimostrato in più di un'occasione di saperci fare - e parecchio - dietro la macchina da presa.
Onestamente, questo Monuments men mi pare però più un divertissement del Giorgione con gli amici, piuttosto che un tentativo di andare a fondo come fu per Le idi di marzo.
Comunque un film che sulla carta si presenta come uno dei più interessanti del periodo, e la prima scelta della settimana.
Peppa Kid, invece, resta sempre l'ultima. Spiaggia.

"Questa roba francese che ci ha consigliato Ford va proprio giù bene. Com'è che si chiama?" "Cognac, George. Sei più impreparato di Cannibal Kid, in fatto di alcolici!"
Sotto una buona stella di Carlo Verdone


Il consiglio di Cannibal: sia questo film che Ford mi sembrano nati sotto una cattiva stella
Ho visto il trailer e ho visto la presentazione fatta da Carletto Fordone a Che tempo che fa, aspettando la deludentissima intervista a David Lynch. In pratica, alla faccia degli spoiler, penso di sapere già tutto quello che capita nel film completo e devo dire che non mi attira per nulla. A me Verdone piace, mi sta simpatico, le sue pellicole oltre a farmi ridere mi mettono anche addosso un piacevole senso di malinconia, però questo Sotto una buona stella mi pare una variante del suo già poco riuscito ultimo lavoro, Posti in piedi in Paradiso. In quello Carletto per via delle crisi si trovava a convivere con altri due uomini divorziati come lui, questa volta è un divorziato che si trova a convivere con i suoi due figli ventenni e si ritrova come vicina Paola Cortellesi. La solita commediola del Verdone recente cui prima o poi magari darò uno sguardo, ma, nonostante l’apparizione ne La grande bellezza, i bei tempi come regista e autore per lui sembrano un lontano ricordo. Un po’ come per Ford, ancora e per sempre nostalgicamente attaccato ai suoi adorati anni ’80.
Il consiglio di Ford: Cannibal dev'essere nato sotto una buona stella, se ancora non è stato malmenato da qualcuno!
Verdone, che ho sempre reputato simpatico ed interessante - soprattutto nei primi dieci anni della sua carriera da regista - ultimamente pare aver segnato un po’ il passo, di fatto rientrando nella categoria di quegli autori che, giunti ad un certo punto del loro percorso, cominciano a citarsi e ripetersi allo sfinimento.
Onestamente non credo lo vedrò, preferendo concentrarmi sulla rivalità con il Cannibale da ricostruire dopo un gennaio da horror, terribile quasi quanto l'intervista Fazio/Verdone a Lynch.

"Hey Carlo, riesci a sentire cosa dicono di noi quei due pseudo-critici?"
Storia d’inverno di Akiva Goldsman


Il consiglio di Cannibal: se la dovrà vedere con la storia d’inferno, quella di Ford
Film fiabesco/natalizio arrivato clamorosamente fuori tempo massimo, rischia di essere l’ennesimo flop per Colin Farrell, attore di belle speranze negli ultimi anni sempre più deluse. Considerando pure l’apparizione del sempre più bollito Russell Crowe e un trailer che fa cascare le palle e preannuncia un melodrammone strappalacrime d’altri tempi, mi sa che mi terrò alla larga. Vorrei tenermi alla larga anche da Ford, ma lui è sempre così appiccicoso e vuole starmi vicino vicino… uahahah
Il consiglio di Ford: l'inverno lasciamolo alle spalle, e pensiamo alla primavera.
Filmaccio che si preannuncia come uno dei peggiori clichè hollywoodiani degli ultimi anni, e che in una settimana dalle poche uscite come questa finisce per essere semplicemente l'ennesimo titolo da accantonare in vista di recuperi - e weekend - cinematograficamente più soddisfacenti.
La fiaba d'inverno di Peppa Kid, invece, non sarà così zuccherosa: specie se si deciderà ad incontrarmi. Ahahahahah!

"Ma sei sicuro di quello che ha detto Ford!? I cavalli sono davvero l'ultima moda? Perchè qui vedo tutti in giro in macchina!"
Vijay – Il mio amico indiano di Sam Garbarski


Il consiglio di Cannibal: Ford – Il mio nemico anziano
Dal Belgio una commedia dal sapore internazionale che nel cast vanta persino Patricia Arquette. Dal trailer sembra una cacchiatina, ma chissà, il film completo potrebbe anche essere peggio. Come il blog WhiteRussian: leggi un post è sembra una cacchiatina, poi leggi pure gli altri e ti rendi conto che è una gigantesca cacchiatona!
Il consiglio di Ford: Cannibal - Il mio antistress umano
Pellicola riempitiva di provenienza europea che potrebbe perfino sorprendere in positivo ma che lascerò in seconda fila più che volentieri, un po’ come i consigli del mio rivale, provato da un periodo decisamente spento della nostra perenne lotta.
Sarà bene cominciare a pensare ad una nuova Blog War, altrimenti in settimane come questa si rischia di annoiarsi troppo!

"Katniss Kid? Ford ti manda questi fiori per festeggiare un S. Valentino di pace: sa che sono i tuoi preferiti!"

lunedì 9 dicembre 2013

La grande bellezza

Regia: Paolo Sorrentino
Origine: Italia
Anno: 2013
Durata:
142'




La trama (con parole mie): Jep Gambardella, giornalista e scrittore con all'attivo un solo romanzo ormai lontano decenni, è uno dei personaggi più in vista delle notti in del jet set romano. Con il suo sessantacinquesimo compleanno, inizia un viaggio dell'uomo attraverso le rovine, il passato ed il futuro della città che lo ha adottato e cresciuto, e che lui stesso ha interpretato, sbeffeggiato, sedotto e abbandonato.
Nella ricerca dai tempi dilatati della grande bellezza che rappresenta l'oasi di questo viaggiatore sociale incontri curiosi, grotteschi, sentiti o semplicemente messi alla berlina dal suo occhio critico ormai incline al cinismo: uno spaccato fantastico quanto reale che ricorda i tempi de La dolce vita e riporta il Cinema italiano ad un'altra dimensione.
Quella, per l'appunto, della Bellezza.





Prima che inizi davvero a scrivere de La grande bellezza, lasciatemelo dire: bentornato, Sorrentino.
Evidentemente l'aria statunitense, per quanto non ne mettesse in discussione la tecnica, faticava a rendere giustizia a quello che, di fatto, è il miglior regista italiano della "nuova generazione", quella che dovrebbe, orrori settimanali permettendo, traghettare la nostrana settima arte verso il futuro.
Precisato questo, è inutile girare troppo intorno ai preamboli: La grande bellezza, versione del nuovo millennio firmata dalla premiata ditta Sorrentino e Servillo del felliniano La dolce vita, è un film grandioso e potente, di respiro internazionale, senza dubbio la cosa migliore che dalle nostre parti si sia vista dai tempi de L'uomo che verrà a Vincere.
Basterebbe il primo quarto d'ora, dedicato alla festa per il sessantacinquestimo compleanno del solo apparentemente cinico Jep Gambardella, per testimoniare non solo la tecnica spaventosa, ma la portata del lavoro del buon Sorrentino, che pare fare sua al meglio la lezione che non solo Fellini, ma anche Kubrick ed il miglior Malick hanno regalato, negli anni, alla settima arte: di colpo, trascinati dalle immagini decadenti e magiche della Roma "caput mundi", o forse solo "kaputt", ci si ritrova in un universo ironico, grottesco e profondamente nero che pare una sorta di emblema del fascino molto poco discreto di una borghesia molto poco borghesia che avrebbe colpito in positivo perfino Luis Bunuel, indiscusso Maestro della critica sociale e del surrealismo.
Davanti agli occhi di noi poveri diavoli ammirati dalle evoluzioni della macchina da presa sfila così una carrellata di personaggi di dubbio gusto, barche alla deriva in un oceano di Storia e depravazione, fittizie convenzioni sociali e fedi che si risolvono tutte attraverso gli istinti più bassi, dalla cucina al sesso, passando per la notorietà, il radicalchicchismo o il male di vivere.
Ed in mezzo a tutti loro, proprio come in una delle sue passeggiate tra le statue simbolo di un'epoca che fu, Jep Gambardella, ben poco intrepido viaggiatore alla ricerca di una grande bellezza che non si sa neppure se esista ancora, o se sia mai esistita, per quelle strade che portano tutte a Roma, e paiono far scomparire il resto del mondo, perfino i ricordi in grado di salvare quel poco di umanità rimasta, in un impeto giovanile neanche fossimo scaraventati alla conclusione di Eyes wide shut.
E mentre la salvezza passa dallo stomaco e dalla cucina - ma sarà davvero così!? - prima che dalla Fede, ed il mare è un'illusione del passato che è possibile cercare soltanto nel cielo ritagliato in una stanza, la grande bellezza continua a sfuggire tra le mani, nel chiacchiericcio di uomini, donne e bambini accecati dalle posizioni politiche e sociali, dall'apparenza e dai trenini, dal vestito che nasconde qualcosa di peggio che niente.
Restano solo le radici, a tentare di salvarci a fronte di quella musica assordante ed assurda.
Quelle mangiate, e quelle dei ricordi.
Le radici che possano evitarci di finire come nobili in affitto, imbalsamati nei salotti, o le antiche statue emblema di un impero finito in polvere, tanto meravigliose quanto prive di vita, come una bara che nessuno ha il coraggio di alzarsi per portare fuori dalla chiesa.
Le radici di chi è troppo vecchio per lasciarsi andare agli agi.
O non ha più tempo da perdere con quello che non gli interessa davvero.
Le radici del Romano - un nome certo non a caso - di Carlo Verdone, che fugge dalla città che lo ha adottato per tornare al paese.
Le radici di Jep, pronto a tornare a quel faro, prima del successo, dei soldi, della notorietà, delle donne. Tornare al momento in cui tutto è stato chiaro, anche se non lo sapeva.
Niente chiacchiere. Solo la grande bellezza.
Quella che non ha bisogno di strade che portino a Roma.
Perchè è tutta lì, davanti ai nostri occhi.



MrFord



"Certe notti per dormire mi metto a leggere,
e invece avrei bisogno di attimi di silenzio.
Certe volte anche con te, e sai che ti voglio bene,
mi arrabbio inutilmente senza una vera ragione.
Sulle strade al mattino il troppo traffico mi sfianca;
mi innervosiscono i semafori e gli stop, e la sera ritorno con malesseri speciali.
Non servono tranquillanti o terapie
ci vuole un'altra vita."
Franco Battiato - "Un'altra vita" - 




venerdì 2 marzo 2012

Last friday night

La trama (con parole mie): ennesima settimana non particolarmente esaltante per le uscite in sala, come al solito radiografata con perizia dal sottoscritto e leggerezza dovuta ad età e lacune cinematografiche da parte del mio antagonista Cannibale.
Certo, tra proposte italiane quasi mai all'altezza e rischi di cadute di registi potenzialmente interessanti, le prospettive non sono affatto buone, ma cosa volete farci? Dobbiamo fare buon viso a cattivo gioco ed accontentarci di quello che arriva.
Un pò come me, quando mi ritrovo a dover scambiare mail su mail con il suddetto rivale per la programmazione di questa rubrica.

"Forza, Cannibale! Diamo fuoco alle pellicole italiane di scarsa qualità!"
 
Henry di Alessandro Piva


Il consiglio di Ford: torniamo alla pioggia di sangue.
Onestamente, la trama di questo ennesimo sottoprodotto italiano non mi pare neppure male. Eppure c'è sempre il fatto che i sottoprodotti italiani, soprattutto se spinti e presentati come sorte di Capolavori, finiscono per insospettirmi più delle usualmente scombinate scelte cinematografiche del mio antagonista.
A meno di particolari sconvolgimenti, passo.
Il consiglio di Cannibal: meglio Henry Potter?
Io con i sottoprodotti italiani c’ho già sempre a che fare, mi riferisco a quel sottoblogger di Ford. Quindi con questo filmetto non mi ritrovo di fronte a qualcosa di nuovo.
Il trailer non lascia sperare niente di buono, un po’ come quando siete in giro su Google e per sbaglio finite su un sitarello di nome WhiteRussian e non vi sembra un granché, poi cominciate a leggere i post e le cose vanno ancora peggio ahahah… Però c’è quella cagna di Corinna di Boris, ovvero Carolina Crescentini, e come al solito mostra pure le zinne (intendo nel film, non nel sito WhiteRussian). Quindi decidete voi se questo può essere un motivo sufficiente per vederlo (intendo ancora il film, non WhiteRussian che è sconsigliatissimo sempre e comunque!).

"Tieni, Cannibale! Questo è da parte di Ford!"
The woman in black di James Watkins


Il consiglio di Ford: Eden Lake dove sei?
L'autore del tesissimo e tostissimo Eden Lake (http://whiterussiancinema.blogspot.com/2011/06/eden-lake.html) torna con una ghost story da grande produzione che non sta raccogliendo i frutti che avevo sperato per questo talentuoso autore.
Sarà colpa del buon Harry Potter!?!?
Forse, ma la mia curiosità in proposito è parecchio scemata.
Che si tratti dell'ennesimo caso di un regista promettente soggiogato dalle major?
Sinceramente spero di no, ma sento odore di bottigliate. Un pò come quando mi trovo a conversare con il Cannibale.
Il consiglio di Cannibal: The Potter in black? Brrrrr, che paura!
Uh, questo film non vedo l’ora di vederlo, giusto per massacrare ancora un po’ quell’odioso di un Harry Potter che da quando è finita la saga un po’ mi manca.
Non è vero.
Grazie a Ford, una volta tanto fonte di una news interessante e non dei suoi soliti aneddoti da pensionato, scopro però che il regista è quello di Eden Lake e quindi potrebbe non essere la solita cazzatona. Però al giorno d’oggi il nome del regista non è una garanzia sufficiente, vedi le ultime fatiche (per noi spettatori) di Spielberg, Cronenberg, Almodovar e Scorsese… E poi la cosa che potrebbe spaventarmi di più in questo film mi sa che non saranno le atmosfere gotiche, bensì l’interpretazione di Radcliffe Potter!

"Ti ho riconosciuto! Tu sei Cannibal Potter!"
50 e 50 di Jonathan Levine


Il consiglio di Ford: può essere che sia anche 100.
Questo film, già cult per numerosissimi bloggers - tra i quali spicca anche il mio antagonista - ha tutta l'aria di poter diventare il titolo della settimana e non solo.
Un cast che mi ispira e appare ispirato, un tema scomodo affrontato con sregolatezza, e la capacità di far ridere tenendoci pronti a sfoderare i lacrimoni.
Dunque, per una volta, mi schiero con il Cannibale, e vi dico: guardatevelo senza badare alle probabilità!
Il consiglio di Cannibal: da vedere al 100%
Uno dei film più belli di questo inizio d’anno, già da me abbondantemente osannato qui http://pensiericannibali.blogspot.com/2012/01/5050-hey-ci-stai-fifty-fifty-con-me.html
50/50 è un dramma che riesce a essere commedia, o forse una commedia che riesce a essere dramma.
Guardatelo e non ve ne pentirete! Le probabilità che non vi piaccia sono di 1 su 100, e questo 1 su 100 potrebbe essere il solito Ford rompipalle di turno…

"Cannibale, forse è meglio se i capelli te li lasci tagliare da Ford!"

Safe House - Nessuno è al sicuro di Daniel Espinosa


Il consiglio di Ford: nessuno è al sicuro, soprattutto da film come questo!
Il buon Denzellone, nel corso della sua carriera, è stato protagonista allo stesso modo di pellicole memorabili - Inside man, Philadelphia, He got game - e di altre decisamente dimenticabili.
Safe house ha tutta l'aria di poter entrare senza troppi problemi nel club delle seconde, accompagnato da schifezze mortali come Unstoppable.
Se proprio, dunque, volete farvi del male con una copia scialba del già non eccelso Training day, accomodatevi pure.
Ma sarà come scegliere il Cannibale al posto di Ford. Ahahahahahah!
Il consiglio di Cannibal: cazzata di sicuro
Action-spy-thriller che negli Usa sta riscuotendo un ottimo successo, a me sa di probabile Fordata pazzesca. Ovvero un film tutto inseguimenti, salti ed esplosioni già visto e stravisto.
E comunque Training Day era una discreta figata e, per parafrasare Denzellone in quel film: Ford Kong non è un cazzo in confronto a me!

"Ho ascoltato i consigli del Cannibale, e sono finito a chiedere l'elemosina!"

Gli sfiorati di Matteo Rovere


Il consiglio di Ford: un film così, non lo sfioro neanche con un fiore. Ma con le bottigliate, eccome!
Ennesima proposta italiana che garantisce scarsa qualità.
Si continua a cercare di imitare registi europei di talento e successo sfornando schifezze finto alternative come questa finendo per affossare sempre di più una realtà che qualche decennio fa era la più florida del mondo in ambito cinematografico.
E non solo.
La dolce vita è proprio finita.
Il consiglio di Cannibal: prova a sfiorarmi Ford, e scatta la denuncia!
Il cast di questa ennesima uscita italiana (ben 4 questa settimana!) non è malaccio. Una volta detto questo, il film ha altissime probabilità di essere comunque una di quelle visioni utili per quando voglio massacrare una pellicola come si deve. E in quel caso non è che la sfioro con le mie critiche, ma sono pronto a distruggerla in maniera spietata con la stessa semplicità quasi irrisoria con cui faccio fuori il mio nemico pubblico numero 1 Ford.

"Cannibale, è inutile che continui a provarci: non ti sfioro neanche col pensiero!"
  
Posti in piedi in paradiso di Carlo Verdone


Il consiglio di Ford: io in piedi non ci sto, me ne resto seduto a casa.
Ormai il buon Verdone - che pure da queste parti gode di una discreta stima - non azzecca un film da cinque o sei anni buoni, e i tempi de I compagni di scuola o Bianco, rosso e Verdone sembrano tramontati da un pezzo.
Questa ennesima commediola in versione crisi pare la caricatura di qualche porcata made in Muccinolandia.
Ne faccio anche a meno.
Il consiglio di Cannibal: il Paradiso tu vivrai se i consigli di Cannibal seguirai
Carlo Verdone non realizza film davvero validi da un po’, personalmente l’ultimo che mi ha convinto in pieno è stato Sono pazzo di Iris Blond addirittura del 1996, però comunque il Carletto Bianco, rosso e Fordone riesce a sfornare pellicole sempre (o quasi) almeno dignitose. Non un film da correre a vedere al cinema, a meno che ao’ non siate Verdoniani sfegatati, però prima o poi una visione gliela si può anche concedere.
Per te Ford comunque di posti a sedere ce ne saranno sempre. In Paradiso? No. Al cinema? Nemmeno. Su un aereo? No, finisci dietro nello scomparto animali. All’Inferno? Oh yes! buah ahh ahh

"A Micaè, è arrivato Ford!" "Non vedevo l'ora, ero stanca di avere il Cannibale sempre a ronzarmi attorno!"

Cesare deve morire di Paolo e Vittorio Taviani


Il consiglio di Ford: non doveva essere "Cannibale deve morire"? No? Siete sicuri?
Ironizzando sulla sorte del mio antagonista - che, ahimè, dovrò tenermi buono essendo il più valido per il ruolo sulla piazza - direi che vado incontro alla seconda pellicola più interessante della settimana, premiata con l'Orso d'oro a Berlino ed in grado di mescolare il sociale - i detenuti di Rebibbia - e Shakespeare - che, come tutti sappiamo, tranne forse il Cannibale, non è proprio l'ultimo degli stronzi -.
Un tentativo lo vale tutto.
Se poi le aspettative non dovessero essere soddisfatte, potrete sempre farvi un giro gratis qui da me.
Il consiglio di Cannibal: voglio Ford tra i detenuti di Rebibbia!
Su chi sia l’ultimo degli stronzi, io una mezza idea ce l’avrei…
Ma di certo non è Shakespeare, benché filmetti come Anonymous abbiano pure il coraggio di avanzare questa ipotesi.
Dei fratelli Taviani non ho mai visto nessun film e questo, complice l’Orso d’oro berlinale, potrebbe essere il primo. Dalle immagini che ho guardato mi sembra una pellicola potenzialmente molto ben girata, non il solito esperimento neorealista di quelli che fanno impazzire Ford e sbadigliare me. Quindi le premesse per una visione interessante ci sono.
E non sto nemmeno a dire che Ford deve morire, perché chi non ha amato un film come The Tree of Life dev’essere già morto dentro uahahah!

"Se devo dare una ripassata al Cannibale non ti do una mano, te ne do due!"

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