venerdì 26 dicembre 2014

Ford Awards 2014: i film che non vedrete nelle sale italiane

La trama (con parole mie): alle spalle - più o meno - i bagordi natalizi, ecco giungere prontamente la classifica dedicata alle pellicole non uscite nelle sale italiane che più hanno convinto il sottoscritto nel corso degli ultimi dodici mesi. Dalle tamarrate agli horror d'autore, passando attraverso territori sulla carta fin troppo indie per il sottoscritto, è dunque pronto il cocktail migliore che il Saloon ha riservato per i suoi avventori con gli ingredienti che, nella Terra dei cachi, purtroppo non vedremo neanche di striscio.



N°10: ENEMIES CLOSER di PETER HYAMS


Non sapete quanto mi renda felice inserire un film con protagonista uno degli eroi della mia infanzia, Jean Claude Van Damme, in questa classifica. Ignorato dalla distribuzione e da molti addetti ai lavori, Enemies closer è forse il miglior prodotto con protagonista l'attore belga dai tempi di JCVD, e forse uno dei suoi cult di sempre.
Sopra le righe, estremamente anni ottanta, divertentissimo. E nel ruolo dello psicopatico parruccone, il Nostro è perfetto.


N°9: PALO ALTO di GIA COPPOLA


Una delle sorprese più clamorose di questo duemilaquattordici: partito sulla carta come un film da bottigliate garantite firmato da una nipote d'arte, Palo Alto ha finito per colpirmi in positivo grazie ad un racconto sincero e sentito del disagio che avvolge nel periodo più tumultuoso della nostra vita: l'adolescenza.
Amori e disagi, speranze e delusioni di una California rarefatta ed affascinante, resa alla grande da un cast perfetto.

N°8: WOLF CREEK 2 di GREG MCLEAN




In casa Ford amiamo molto l'horror, l'(auto)ironia e l'Australia.
E Wolf Creek 2, degno erede del primo, sorprendente capitolo, riesce nell'impresa di centrare tutti e tre i bersagli.
Film più che nero ed estremamente divertente anche nei suoi momenti gore, sostituisce le atmosfere angoscianti del predecessore per concentrarsi su un approccio di pancia e risate grasse, culminato in sequenze in equilibrio con il trash come quella dell'inseguimento in autostrada tra i canguri.
Senza contare che lo psicopatico Mick è una garanzia.

N°7: COLD IN JULY di JIM MICKLE


Tratto da un romanzo - ottimo - del mio favorito Joe Lansdale e trasposto con grande fedeltà sul grande schermo, Cold in July - passato anche all'ultimo Festival di Torino - riesce nell'intento di mostrare le doti di grande scrittore crime del romanziere texano, grazie ad una storia a tinte fosche legata a doppio filo al rapporto tra padri e figli.
Ottimo il cast, sudata e perfetta l'ambientazione.

N°6: THE SACRAMENT di TI WEST


Non ho mai particolarmente amato Ti West.
Eppure, proprio attraverso quello che è stato il suo film meno considerato dai fan hardcore, ho scoperto il talento di un regista che reputavo decisamente sopravvalutato.
L'incubo del condizionamento e delle sette, ed il dramma di chi dallo stesso è consumato, all'interno o all'esterno, è reso alla grande in un thriller/mockumentary ad altissima tensione, che seppur imperfetto tiene incollati fino all'ultima inquadratura.
Per qualcuno che rischiava tempeste di bottigliate, direi proprio che si tratta di una vittoria.


N°5: IL LERCIO di JOHN S. BAIRD


Tratto dal romanzo di Irvine Welsh ed interpretato alla grande da un McAvoy in stato di grazia, Il lercio è stato uno dei viaggi più allucinati nel "crime" che questo vecchio cowboy abbia intrapreso nel corso degli ultimi dodici mesi: un noir sotto l'effetto di alcool e tanta, tanta droga in grado di fotografare il disagio e la visione del mondo di un personaggio certo non semplice, ma non per questo poco affascinante.


N°4: CHEAP THRILLS di E. L. KATZ



In un periodo storico che vede nell'incertezza lavorativa ed economica di noi poveri cristi un assoluto quasi matematico, ecco una delle fotografie più interessanti ed ironiche - dal punto di vista "nero" del termine - che si possano immaginare: due amici, due vite ai margini, una possibilità di riscatto.
E' possibile assegnare un prezzo alla nostra moralità, e agli atti che saremmo pronti a commettere se adeguatamente sponsorizzati da qualche ricco annoiato e lontano dalla nostra realtà?
A voi l'ardua sentenza. Katz ha già detto la sua.

N°3: THE BABADOOK di JENNIFER KENT



Doppietta australiana quest'anno per il Ford Award dedicato ai titoli ignorati dalla nostrana distribuzione, e doppietta per l'horror, nonostante il Babadook rappresenti, di fatto, più un'indagine psicologica che non un vero e proprio film di paura.
Interpretazioni straordinarie dei due protagonisti per un titolo che, più che spaventare, finirà per scuotere rispetto a problematiche importanti come quella del superamento del dolore.
Non sottovalutatelo.

N°2: BIG BAD WOLVES di AHARON KESHALES, NAVOT PAPUSHADO


Sdoganato da Tarantino e diventato una sorta di visione virale la scorsa primavera, il lavoro di Keshales e Papushado rappresenta uno degli esperimenti migliori rispetto l'esplorazione dei lati oscuri dell'animo umano, una sorta di Prisoners in versione humour nero, una vicenda terribile mostrata attraverso filtri in grado di rivelare il dramma senza farne necessariamente un peso insostenibile.
O forse addirittura amplificandone gli effetti.

N°1: THE RAID 2 - BERANDAL di GARETH EDWARDS 



Impossibile pensare ad un altro titolo in cima a questa classifica.
Pur non arrivando alle vette del primo capitolo, The Raid 2 rappresenta, in tutta la sua pulsante bellezza, la poesia del Cinema di botte divenuto clamorosamente prodotto d'Autore.
Sequenze tecnicamente spaventose, combattimenti memorabili, attesa per il numero tre già spasmodica.
Un supercult.

     

I PREMI

Miglior regia: Gareth Edwards per The Raid 2 - Berandal

Miglior attore: James McAvoy per Il lercio
Miglior attrice: Essie Davis per The Babadook
Scena cult: l'incontro con l'uomo a cavallo e l'incipit, Big Bad Wolves
Fotografia: The Raid 2 - Berandal
Miglior protagonista: Bruce Robertson, Il lercio
Premio "lo famo strano": Craig e Violet, Cheap thrills
Premio "ammazza la vecchia (e non solo)": il Padre, The Sacrament
Migliori effetti: Wolf Creek 2
Premio "profezia del futuro": The Raid 2 - Berandal, più che altro per l'hype per il terzo capitolo del brand

MrFord

22 commenti:

  1. Cavolo, primo commento :)

    Non ne ho visto nemmeno uno anche se 3,4 (Babadook,Wolf Creek 2,Big Bad Wolwes, The Sacrament e Cheap Thrills sono sulla lista da mesi, e sui primi posti della stessa poi).

    Approfitto per fare gli auguri a te, lei e lui

    RispondiElimina
    Risposte
    1. Auguri anche a voi! :)

      Per il resto, recupera: in un modo o nell'altro, meritano tutti.

      Elimina
  2. Ma davvero Palo Alto non è uscito nelle sale italiane?

    RispondiElimina
    Risposte
    1. Purtroppo sì. Come tanti altri titoli.

      Elimina
  3. Enemies closer lo devo recuperare,lo spacciatore vegano mi fa troppa curiosità,come personaggio XD.Sto dietro al Babadook sperando di vederlo presto,mentre per Filth mi sa che mi toccherà COMPRARE IL DVD(yeeeeuch!),perchè cercando quella parola in rete trovo solo un altro tipo di film :/

    RispondiElimina
    Risposte
    1. Il personaggio di Van Damme in Enemies closer è da antologia.
      Mentre secondo me The Filth si riesce a recuperare, nonostante l'ovvia difficoltà. ;)

      Elimina
  4. "Big bad wolves" è stata la visione più dura di quest'anno, mentre per "The badabook" mi sa che aspetto la fine delle feste, per stare un poco 'a tema'. Volevo vedermi anche "The filth" ma prima cerco di leggermi il libro, dato che di Welsh non ho mai letto nulla

    RispondiElimina
    Risposte
    1. Welsh a me non fa impazzire, ma il film merita, così come McAvoy, bravissimo. Big bad wolves, invece, si è giocato il primo posto fino alla fine.

      Elimina
  5. the raid 2 non l'ho ancora visto, ma già il sopravvalutato primo mi aveva detto pochissimo...

    big bad wolves invece sì che è un gran film, così come palo alto!

    gia coppola che supera van damme?
    succedono cose incredibili quest'anno su whiterussian :)

    RispondiElimina
    Risposte
    1. Meno male che con la classifica del peggio, allora, torneremo su binari opposti! ;)

      Elimina
  6. Non ne ho visto neanche uno! :'D
    Prendo Nota.
    Baingiu

    RispondiElimina
    Risposte
    1. Segna, segna. Questa è roba decisamente interessante.

      Elimina
  7. voglio che tu mi dia immediatamente l'indirizzo del bastardo che ha deciso che non potrò vedere il lercio al cinema.

    RispondiElimina
    Risposte
    1. Se lo sapessi, gli avrei già fatto una visitina anche io. ;)

      Elimina
  8. Mi mancano ancora Il lercio, Big bad wolves e Chip Thrills, quindi grazie per avermeli risegnati :)
    Tralasciando Van Damme e horror vari, spero che la nostra distribuzione ci faccia qualche piacere con l'anno nuovo.

    RispondiElimina
    Risposte
    1. Sai bene che non sarà così, vero!? ;)

      Elimina
  9. pancia mia fatti capanna, hahaha, ho tanto da recuperare, the sacrament è nella mia watchlist su letterboxd, e ben presto me lo guarderò :D

    RispondiElimina
    Risposte
    1. Vedrai che non ti deluderà: per me è stato il migliore di Ti West.

      Elimina
    2. siii condivido, finalmente l'ho visto e mi è piaciuto tantissimo ^_^

      Elimina
    3. Bene così allora, benchè si tratti di un titolo disturbante!

      Elimina
  10. La Coppola l'ho odiata, ma The Babadook e Wolf Creek II sono filmoni. Quanto è mitico l'antagonista di Wolf Creek?! Gli altri voglio recuperarli :)

    RispondiElimina
    Risposte
    1. Wolf creek spacca. In un modo o nell'altro. Così come l'abominevole Mick! :)

      Elimina

Related Posts Plugin for WordPress, Blogger...