giovedì 17 novembre 2016

Thursday's child



Settimana animalesca per le uscite in sala, che dunque almeno per affinità dovrebbe essere perfetta per il vecchio cowboy, e invece quasi finisce per risultare una sagra del quasi-cannibalesco.
Cosa sta succedendo alla distribuzione italiana? A quando un bel weekend dedicato a country, western, wrestling e film su padri e figli invece che favorevole a quel pusillanime del mio rivale Cannibal Kid?


"Questo whisky è annacquato: sarebbe stato meglio ordinare un bel White Russian!"


Animali fantastici e dove trovarli

"In questa valigia è rinchiuso Cannibal. Per nessun motivo al mondo deve essere riaperta."

Cannibal dice: Non si può certo dire che sia tra i più grandi fan della saga di Harry Potter. Me la sono guardata tutta più o meno con piacere, ma non ha certo segnato la mia vita come per molti altri spettatori. Alla serie comunque sono grato per aver lanciato Emma Watson e poi per... no, basta così. Come sarà il primo episodio di questa nuova serie prequel/spin-off Animali fantastici e dove trovarli che avrà in totale 5 film? Una bambinata assurda degna dell'animale meno fantastico del mondo, Ford, o una roba incantata in grado di far dimenticare il maghetto Potter?
Ford dice: non sono mai stato un fan esagitato della saga di Harry Potter, eppure l'ho sempre trovata a suo modo geniale, e mi sono goduto i film con i loro alti ed i loro bassi, già pronto a riproporli ai Fordini quando saranno un pò più grandi. Sinceramente, però, non ho gran voglia di affrontare questo Animali fantastici, che ha suscitato più la curiosità di Julez che non la mia.
Senza contare che ho a che fare ogni settimana con un animale tutt'altro che fantastico: Cannibal Kid.



Animali notturni

"Io l'avevo detto a Peppa, che per lui ero troppo, ma non ha proprio voluto saperne di ascoltarmi."

Cannibal dice: C'è un Ford che merita il mio rispetto più di ogni altro, e non parlo certo di James Ford. Mi riferisco invece a Tom Ford, lo stilista che nelle vesti da regista ha esordito con lo splendido A Single Man, un film in cui sono riuscito ad apprezzare persino Colin Firth. Questa sua opera seconda, già applaudita e premiata all'ultimo Festival di Venezia, si preannuncia persino meglio. Un thriller noir bello cattivo con Amy Adams e Jake Gyllenhaal. Ce n'è abbastanza affinché si trasformi in un nuovo cult cannibale e in un nuovo scult fordiano.
Ford dice: Tom Ford è il tipico regista radical che prenderei a bottigliate, eppure sono piuttosto curioso di affrontare la visione di questo Animali notturni, che potrebbe addirittura risultare l'animalesca sorpresa della settimana.
Speriamo bene.
In alternativa, sarò lieto di massacrare un film che a Cannibal piacerà di sicuro.



Quel bravo ragazzo

"E così Ford crede di poter parlare di me impunemente? Manderò un paio dei miei ragazzi a parlargli, sperando non li distrugga a suon di mosse di wrestling."

Cannibal dice: Ci sono poche persone che sanno sempre farmi ridere. Ford quando prova a fare il serio è una di queste. Un'altra è Maccio Capatonda. In quel bravo ragazzo però il (quasi) sempre geniale e divertente Maccio compare in una parte minore, mentre questa volta i riflettori sono tutti puntati sul suo fido compare, Luigi Luciano anche noto come Herbert Ballerina. Io faccio il bravo ragazzo, al contrario di James Ford che è un cattivo vecchio, e a questo film una possibilità gliela concedo volentieri.

Ford dice: Capatonda non mi ha mai particolarmente colpito, tantomeno i suoi compari. Dunque a questo film non credo darò alcuna possibilità, un po' quello che dovrei fare con tutti i film consigliati da Peppa Kid.



Ti amo presidente

"Trump è il nuovo Presidente." "Cos'è questa? Una barzelletta?"

Cannibal dice: Mentre Donald Ford festeggia la vittoria del nuovo presidente repubblicano, ecco che nei cinema arriva una pellicola sulla storia d'amore tra il presidente uscente, il democratico Barack Obama, e sua moglie Michelle. Sa un po' di film tv stile Lifetime, ma un'occhiata potrebbe meritarla.
Ford dice: roba che mi pare da casalinghe disperate o nostalgici di un periodo che ora purtroppo ci sogneremo che lascio volentieri per sperare che Donaldone Trump non faccia troppi danni, e che decida di oscurare Pensieri Cannibali.



La verità nascosta

"E tu vorresti offrirmi un the? Portami un White Russian, è molto meglio."

Cannibal dice: Legal drama britannico che non mi ispira granché. Mi ispirerebbe di più invece un bel processo a carico di Mr. Ford, reo di propaganda a favore del brutto cinema.
Ford dice: film di quelli buoni per il sabato sera su Italia Uno. Devo recuperare talmente tanti titoli che lascio volentieri alla sbarra il mio co-conduttore di rubrica.



Agnus Dei

Katniss Kid ritiratasi in convento dopo la fine della sua saga.

Cannibal dice: Film franco-polacco ambientato in un convento con protagoniste delle suore all'indomani della Seconda Guerra Mondiale?
Sento la stessa pesantezza che provo dopo aver letto un post esistenzialista su White Russian.
Ford dice: questo è il tipico film in bilico tra il radicalchicchismo cannibale da pipponi malickiani e la vera autorialità fordiana. Speriamo si riveli legato a questa seconda corrente di pensiero.



Talking to the Trees

"Assolutamente no! Cannibal a bordo non lo vogliamo!"

Cannibal dice: Pellicola di denuncia sul turismo sessuale di minori in Cambogia. Buone le intenzioni, il risultato rischia però di essere un altro mattonazzo fordiano.
Ford dice: tematiche importanti ed interessanti. Speriamo che il film sia all'altezza. Ad ogni modo, potrebbe essere uno dei recuperi più interessanti della settimana.



La sindrome di Antonio

"Fai silenzio. Non voglio più sentirti parlare a favore di Cannibal Kid."

Cannibal dice: L'ambientazione nella Grecia del 1970 non sembra male, peccato che sembri anche una robetta amatoriale affetta da una sindrome ben più grave di quella di Antonio: la sindrome di Ford.
Ford dice: più che la sindrome di Antonio, il fuoco di Sant'Antonio dovrebbe costringere Cannibal a stare lontano dalla blogosfera per almeno un paio di mesi.



Per mio figlio

"Ma guarda: hai una faccia da schiaffi peggio di Marco Goi!"

Cannibal dice: Film francese, e quindi in teoria cannibale, che però parla di due madri, quindi due “colleghe” di Mrs. Ford e perciò in pratica mi sa di fordianata.
Ford dice: Cinema francese? Sento già puzza di radical-Cannibal!



Bianca & Grey e la pozione magica

"Noi saremo pure animali, ma niente se confrontato a Ford e Cannibal!"

Cannibal dice: Poteva mancare una pellicola d'animazione per far contenti tutti i (sempre più numerosi) Ford del mondo, grandi o piccini che siano?
Certo che poteva, ma in un mondo che non dà mai 'na gioia, ecco che questa settimana arriva addirittura una bambinata dalla Russia. Una roba che meriterebbe una bella sanzione internazionale.
Ford dice: l'animazione è sempre una scommessa, e di norma mi fido delle reazioni del Fordino ai trailer così come alle visioni. Questo, però, me lo risparmio volentieri.


mercoledì 16 novembre 2016

11.22.63 (Hulu, USA, 2016)





A volte mi è capitato di pensare a cosa avrei potuto fare, se avessi avuto una macchina del tempo a disposizione.
Sia rispetto alla mia vita, sia a come ha funzionato la Storia.
A come mi sarei potuto giocare alcune carte superando a posteriori la timidezza, o a come avrei potuto influenzare o modificare eventi fondamentali per l'evoluzione del genere umano.
Probabilmente, se fossi nato negli States, uno di questi sarebbe stato indubbiamente l'assassinio del Presidente Kennedy, avvenuto a Dallas il ventidue novembre del sessantatre: oltre ad aver generato teorie ed indagini molteplici, ispirato scrittori e registi, non aver di fatto fornito una definitiva e veritiera versione dei fatti, quel fatidico giorno in Texas venne aperta una ferita al cuore degli USA pareggiata forse soltanto dall'undici settembre duemilauno.
Dunque lo spunto di partenza per questa sorprendente, emozionante, bellissima serie rientra perfettamente in quella che è la logica americana, che si parli del suo autore - è ispirata da un romanzo di Stephen King -, del personaggio che la coltiva - l'Al Templeton di Chris Cooper - e quello che ne diviene l'esecutore effettivo - l'insegnante di liceo Jake Epping, interpretato da James Franco -: impedire l'uccisione di JFK significherebbe quasi certamente evitare la Guerra del Vietnam, accelerare il processo che possa condurre ad una pace globale, non spezzare il sogno che aveva guidato uno dei Presidenti più amati - se non il più amato - alla carica più importante ed in vista del mondo.
Oppure no?
Quanto di quello che faremmo se fossimo in grado di tornare indietro e cambiare il corso della Storia - funzionale, inquietante e splendido il concetto del passato che si ribella alle sue modificazioni - porterebbe effettivamente a qualcosa di meglio di quello che abbiamo vissuto?
Gli eventi - anche traumatici e tragici - che hanno segnato il pianeta fin dall'alba dei tempi non potrebbero essere in qualche modo la soluzione migliore che in quel momento il mondo stesso poteva offrire?
"Il caso non esiste", afferma con serenità poco prima di "tornare alla Natura" Oogway, il Maestro dei Maestri di Kung Fu Panda - mi rendo conto dell'importanza e dell'influenza dei Fordini nella mia vita dalle citazioni che cominciano a riguardare il mondo dell'animazione e dell'infanzia -: quello che viviamo - o che abbiamo vissuto - forse doveva andare proprio com'è andato affinchè noi si sia quelli che siamo ora, in questo momento.
O forse, semplicemente, a volte compiendo una scelta con il pensiero di fare del bene non si finisce necessariamente per generare coincidenze che coincidano con quello stesso bene.
Forse a volte le cose devono andare come devono andare, o come sono andate.
Per quanto dolorose siano state.
A volte dobbiamo lasciare andare, invece di lottare per tenere stretti, perchè non esiste un bene senza un male, e non è detto che un male significhi che un bene non esista.
A volte la cosa da fare è la più dolorosa, che si parli della morte di un Presidente o di una mano lasciata scivolare via, di un amore vissuto come in un sogno.
O semplicemente, dobbiamo imparare ad accettare l'unicità e la bellezza di una vita in cui non si può tornare indietro, e che rende così prezioso e così grande quello che abbiamo, anche quando si affrontano difficoltà che paiono insormontabili.
Perchè è proprio grazie a quelle difficoltà, a quell'unicità, che abbiamo la possibilità di "vivere una vita felice".
A volte mi è capitato di pensare a cosa avrei potuto fare, se avessi avuto una macchina del tempo a disposizione.
Ma a ben guardare, direi che è stato meglio non averla mai trovata.




MrFord




 

martedì 15 novembre 2016

Captain Fantastic (Matt Ross, USA, 2016, 118')




Proprio l'altro giorno parlavo al telefono con mio padre, raccontandogli del curioso modo di scambiarsi i ruoli dei Fordini, che quando uno fa il drittone notturno l'altra massacra di sveglie Julez e quando l'altra dorme fino a tardi l'uno decide di venire a svegliarci nel letto alle sei e mezza perchè "il suo pancino ha fame".
Il mio vecchio, che non è un tipo di molte parole, ha replicato ai racconti del sottoscritto semplicemente affermando "quando sono piccoli è perchè sono piccoli, e quando sono grandi è perchè sono grandi, ma in realtà quando si hanno dei figli, non si finisce mai".
Ed effettivamente, dev'essere proprio così.
Ho recuperato Captain Fantastic per caso, senza sapere neppure di cosa si trattasse, venendo a conoscenza soltanto in un secondo tempo delle ottime critiche avute negli States e dell'aura da Sundance positivo - in stile Little Miss Sunshine, per intenderci - che portava, e l'ho affrontato con aspettative piuttosto alte: e, devo ammetterlo, sono state tutte soddisfatte.
Io non sono uno che si fa troppe seghe mentali, o pensieri a proposito delle conseguenze dei gesti anche più piccoli: cerco semplicemente di fare molta attenzione a trovare l'equilibrio tra il mio lato istintivo ed animale ed il bisogno di proteggere chi amo.
Nessuno di noi è perfetto, e non ho mai neanche lontanamente sognato - anche perchè mi conosco bene - di esserlo io stesso.
In questo senso, l'educazione e l'influenza che abbiamo sui nostri figli finisce per essere una delle cose più importanti di una vita, considerato che gran parte di quello che saranno è definito anche da come i genitori sono entrati a far parte di loro - e ci entrano sempre, in un modo o nell'altro -: giusto per fare un esempio, i miei non sono mai stati appassionati di Cinema, o legati all'Arte o alla Letteratura o alla Musica, o al Fumetto, come lo siamo stati io e mio fratello.
Eppure, non ci hanno mai limitati.
E ho sempre pensato che la mia passione per la scrittura fosse nata dalle lettere che mio padre mi lasciava sulla scrivania quando pensava avessi fatto una stronzata che meritava qualche parola in più. Con lui non si arrivava mai allo scontro verbale, e non ha mai alzato neppure un dito su di noi, eppure quelle lettere, equilibrate e sagge, eppure pungenti, di un uomo che non era certo di Lettere, arrivavano sempre dritte al bersaglio.
Ho pensato tanto all'essere figlio, nel corso della visione di Captain Fantastic.
A quanto si può pensare possa essere facile essere un genitore, quasi si trattasse di una sorta di abuso di potere sponsorizzato dalla Natura.
Ed ho pensato tanto all'essere padre, guardando uno straordinario Viggo Mortensen portare sullo schermo un personaggio complesso ed imperfetto, che ha finito per commuovermi in quel saluto all'aeroporto, in quel dialogo tra me e Julez: "Cazzo, devo cercare di contenermi per quando vedrò questi film con loro" cui è seguito "E perchè dovresti contenerti?", parole sante di una santa donna.
E ad un certo punto, prima ancora della preoccupazione di proteggere i Fordini o di trasmettere loro la necessità di mantenersi sempre ricettivi e pronti ad imparare qualcosa di nuovo, elastici e liberi, ad una versione di Sweet child o'mine che mi ha ricordato quanto vorrei che il mio funerale fosse una festa neanche fossimo nel Messico del Dia de los muertos, è arrivata la folgorazione delle grandi occasioni, di quelle che ti toccano nel profondo e restano dove sono come un tatuaggio, piacere come dolore compresi.
Ma non sono uno che si fa troppe seghe mentali, quindi mi godo il fatto che Captain Fantastic sia un film commovente e bellissimo, che racconta alla grande il concetto di Famiglia, quello di Libertà - prima di tutto culturale e di pensiero -, di superamento del dolore, di voglia di mettersi in gioco, di viaggiare, di imparare, e che mi fa pensare che, con Rudderless e Little Miss Sunshine, sia uno di quelli che conserverò nel cuore per poterli rivedere con i Fordini quando saranno abbastanza grandi per poter pensare che per il loro vecchio sarà fantastico vederli diventare liberi, e capitani delle loro navi.




MrFord




 

lunedì 14 novembre 2016

Knight of cups (Terrence Malick, USA, 2015, 118')



Voce off.
Cartolina.
Pippone.
Ripetere. 

Voce off.
Cartolina.
Pippone.
Ripetere.


Voce off.
Cartolina.
Pippone.
Ripetere. 


 
Voce off.
Cartolina.
Pippone.
Ripetere. 


 
Voce off.
Cartolina.
Pippone.
Ripetere. 






MrFord







 
 
 

domenica 13 novembre 2016

Modern Family - Stagione 7 (Fox, USA, 2016)





Le vicissitudini da famiglia sempre più caotica - chi ha due o più figli sa bene di cosa parlo - e la crescita del Fordino in particolare - che ormai comincia a comprendere bene, o ad essere curioso, di tutto ciò che passa sugli schermi del Saloon quando è sveglio - ha costretto Julez ed il sottoscritto ad operare una selezione più accurata delle serie indirizzate ai pasti di casa Ford, eliminando tutte le proposte troppo sopra le righe per quanto riguarda sesso e violenza - emblematico il caso di Banshee, la cui ultima stagione è stata dirottata ad orari in cui AleLeo era all'asilo - per concentrarci su cose più morbide e fruibili anche per un bambino di quasi quattro anni - e so già che dovremo fare la stessa cosa per la Fordina tra qualche tempo -: una di queste, fortunatamente, è anche uno dei guilty pleasures d'intrattenimento da focolare domestico preferito anche da noi vecchi, Modern Family, che ormai da anni allieta senza mai tirare fuori dal cilindro la zampata indimenticabile ma neppure calando in termini di qualità e divertimento, così come di sincerità nel mostrare molto di quello che accade quando ci si ritrova catapultati nel mondo incredibile, meraviglioso e senza dubbio difficile che ognuno di noi ha tra le mura domestiche, specie se lo stesso è popolato da più persone.
E le vicissitudini dei Dunphy, con Claire ormai pronta a raccogliere il testimone del padre alla guida dell'azienda di famiglia, il sempre mitico Phil - che resta il più divertente del cast - e gli ormai in odore di età adulta - più o meno - Hayley, Alex e Luke, dei Pritchett, con il mio favorito Jay alle prese con la pensione, la sempre prorompente Gloria, il damerino Manny ed il piccolo Joe, e dei Tucker-Pritchett, con Cameron e Mitchell che non perdono un colpo in termini di potenziale comico e l'altrettanto mitica Lily, proseguono come un treno con il solito mordente, in grado di alimentare risate a crepapelle così come momenti da quasi commozione, per l'appunto, da famiglia, generando quell'imbarazzo tenuto sepolto il più possibile che di norma io e Julez proviamo simultaneamente e ci spieghiamo cercando lo sguardo l'uno dell'altra senza bisogno di troppe spiegazioni.
Ho sempre amato questa serie, malgrado di norma detesti le sit-com, e dopo sette stagioni continuo ad aver voglia di godermi le disavventure di tre gruppi di persone - ma di una sola famiglia, in fin dei conti - che paiono sincere e normali come tante altre, e come noi, che anno dopo anno non solo abbiamo visto la nostra condizione cambiare - paiono passati secoli dai tempi della coppia senza figli ad ora -, ma impariamo dai momenti di difficoltà e da quelli di gioia o di divertimento come proseguire pensando che, in fondo, anche quando si vorrebbe fuggire su un'isola deserta e prendersi pause lunghissime dalle persone che abbiamo accanto, dentro si sa che non potremo mai fare davvero a meno di loro.
Ed il bello è proprio questo.
Che si parli di Modern Family, o che si parli di noi.




MrFord




 
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