mercoledì 15 febbraio 2017

2001: a Dembo odyssey





Qualche anno fa, proprio in questo periodo, decisi di dedicare un paio di settimane circa di post ripercorrendo l'intera carriera di quello che, forse, potrebbe essere considerato il Regista tra i registi, l'indimenticato ed inimitabile Stanley Kubrick.
Seguendo il percorso cronologico della filmografia di quest'ultimo, mi cimentai ovviamente con il post dedicato a quello che io considero IL film, 2001: Odissea nello spazio.
Grazie ad un'imbeccata di quello che considero non solo uno tra i miei migliori amici, ma una sorta di Fratello aggiunto, Dembo, lo scorso sabato ho potuto godere dell'esperienza mistica di questo film su grande schermo, precisamente nella mitica Sala Energia dell'Arcadia di Melzo, che per l'occasione ha deciso di proiettare la versione 70mm della pellicola.
Al mio fianco, ovviamente, lo stesso Dembo, che ora e con grande piacere prenderà il mio posto per l'occasione in qualità di recensore.
Dacci dentro, Fratello.



MrFord




L'altra notte, mentre dormivo il sonno dei giusti, mi sono svegliato tutto sudato ed ansimante, e dopo aver indicato un punto a caso del soffitto, ho gridato: “Film dal potente e misterioso fascino che si interroga sul passato e futuro dell’uomo in un turbine di sequenze al limite dell’onirico!” (Recitato tutto d’un fiato, come fosse il titolo di un lavoro della Wertmüller).
Mia moglie mi ha detto qualcosa che io, ottenebrato dalla forte esperienza mistica che avevo appena vissuto, ho percepito come un “E smettila di drogarti, porco cazzo!” 
Dopo aver incassato l’apprezzamento della mia dolce metà riguardo lo stile di vita che conduco sono svenuto in un sonno senza sogni. La mattina, appena sveglio, mi sono trovato teletrasportato sul divano, in pigiama, tremante e con la bavetta alla bocca – in stile Danny di Shining quando ha la luccicanza - a fissare lo schermo del mio smartphone aperto sulla pagina del cinema Arcadia, sezione eventi extra, sottosezione eventi speciali: SABATO 11 FEBBRAIO, ORE 17:00, 2001 ODISSEA NELLO SPAZIO.
Tutto torna! I pezzi del puzzle si incastrano, il grande Demiurgo che tutto controlla e tutto vede mi ha permesso di scorgere i fili del destino. Sento che sto per ascendere al cielo, ma non c’è tempo! Bacio mia moglie, abbraccio mia figlia fortissimo, prendo una tibia dallo scheletro medievale che tengo in salotto e mi precipito saltando e urlando in sala non prima, ovviamente, di aver coinvolto uno dei miei migliori amici nonché uno dei migliori recensori cinematografici del nostro Sistema Solare: Mr. James Ford.
Quello che segue è la cronaca dell’esperienza trascendentale cui siamo stati sottoposti dalla potenza del film, dalla magnificenza dell’impianto audio Atmos, dall’imponenza dell’enorme schermo della Sala Energia e… Dal fatto che eravamo nella PRIMA fottutissima fila.
Si può recensire un film come 2001 Odissea nello spazio? Secondo me no, nel modo più assoluto. 
O almeno, non nel senso tradizionale del termine. Troppa roba da digerire e metabolizzare, troppi significati reconditi, troppe chiavi di lettura, insomma un incubo per qualsiasi critico che gli si avvicini con questo scopo. E infatti, giustamente, quando chiedi a qualcuno “Com’è 2001 Odissea nello spazio?” sentirai le più disparate risposte, perché ognuno carica di aspettative e significati -ed in base alla propria sensibilità, ai propri gusti e perché no, in base alla propria cultura - un film così monumentale. 
Mi limito a sottolineare che mai come questa volta mi sia trovato in balia della storia, con un'incontrollabile voglia di scoprire cosa avrebbe riservato la scena successiva – era la prima volta che lo vedevo, ecco l’ho detto - con quel senso di fascinoso mistero che ti si attacca alla gola quando stai guardando qualcosa che, evidentemente, sta andando a toccare qualcosa di atavico, di ancestrale –si parla pur sempre del passato dell’Uomo e, soprattutto, del suo futuro -. 
Più volte Kubrick ha sottolineato il fatto che la sfida più grande di 2001 –per altro vinta a mani basse- sia stata quella di creare un film che rifuggisse dalla canonica visione del causa/effetto che regola la narrazione cinematografica, un film che non andasse spiegato al pubblico, ma più semplicemente vissuto lasciando che suggestioni ed emozioni sgorgassero fuori come nel flusso di coscienza di Joyce.
Esistono poi diverse leggende che accompagnano Kubrick e 2001 Odissea nello spazio, si va dal finto allunaggio girato proprio da Stanley per conto della Nasa – si racconta che le speciali lenti usate per girare il film siano state fornite proprio dal famoso ente spaziale americano e che, una volta visto lo straordinario risultato ottenuto, sia stato chiesto al Maestro di replicarlo nel famoso sbarco lunare- passando per le parziali ammissioni di tutto ciò nel film Shining –Danny indossa spesso un maglione con l’effige dell’Apollo 11- per arrivare, ciliegina sulla torta, all’attacco di cuore procurato da non meglio precisati Poteri Forti che imputavano a Kubrick, con il suo ultimo lavoro Eyes wide shut, di aver reso pubblici rituali e modus operandi di alcune società segrete, -mi riferisco, ovviamente, alla strepitosa scena del culto della fertilità con gli incappucciati e la leggendaria musica rumena suonata al contrario- un film troppo semplicemente bollato come “minore” nella sua filmografia e, cosa ancora più triste, balzato agli onori della cronaca più per le scene orgiastiche e per la presenza della coppia Cruise-Kidman, che per il profondo simbolismo massonico che permea l’opera e per la precisissima e tagliente analisi che si fa del Potere, di chi lo esercita e di chi lo subisce.
Che Kubrick fosse un genio lo sanno tutti, pochi sanno però che era anche massone –e quindi sicuramente depositario di antiche conoscenze esoteriche, come l’architettura sacra, la sezione aurea, la veicolazione di simboli subliminali e solo Cthulhu sa cos’altro- quindi non c’è da stupirsi se i suoi lavori riescano a colpire così nel profondo e quasi senza fartene rendere conto, – sono 48 ore che penso a 2001 e ancora non riesco a capire cosa abbia smosso dentro di me per farmelo tanto amare, probabilmente il fatto che il famoso Monolite nero in qualche modo si colleghi alla nota questione del Paleocontatto o, detto più semplicemente, alla teoria degli Antichi astronauti, roba per cui ultimamente sto in fissa parecchio, ergo: sono a tanto così da scavare nel giardino di casa convinto di poter trovare Antichi Manufatti Alieni- perché sono creati proprio con quello scopo, veicolare un messaggio senza che lo spettatore quasi se ne accorga.
Molto interessante poi, è notare che il film non sia invecchiato di un giorno uno. 
Tecnicamente è qualcosa di mostruoso, con una perfetta fusione di modellini, fondali e scenografie–cosa che farà, egregiamente, anche Ridley Scott con Alien nel 1979- ci sono movimenti di macchina che avranno fatto rizzare il pisellino a tutti gli aspiranti registi dell’epoca, c’è una dottrina antropologica/filosofica potentissima ed ancora oggi ineguagliata da tutti quei film che in un modo o nell’altro hanno saccheggiato il lascito di Kubrick –mi riferisco ad Arrival, Gravity, Interstellar –in fondo la libreria pentadimensionale altro non è che la stanza verde in stile Impero della parte finale del film- Stargate, Prometheus e chissà quanti altri che ora non mi vengono in mente.
Insomma, un film grosso così [allarga le braccia fino a quasi fare uscire le spalle dall’articolazione] magari “non il mio preferito in assoluto” come mi ha detto Ford a fine visione andando perfettamente a sovrapporsi al mio pensiero ma “indubbiamente una pietra miliare della cinematografia mondiale, 2001 Odissea nello spazio è IL film
E quando a fine visione il Super Feto –che ha me ha ricordato il Superuomo di Nietzsche- guarda direttamente in macchina esortandoci a continuare il nostro personale “viaggio” verso la conoscenza e la consapevolezza del nostro posto nell’universo, risulta davvero difficile, se non impossibile, trattenere un sussulto al cuore esclamando: “Apri il portello, Hal!”



Dembo





17 commenti:

  1. Dembo ma tu sei bravissimo.
    Esigo una tua ospitata fissa settimanale o quantomeno mensile!

    Detto questo,a me Kubrick sta indigesto come una peperonata con cozze e pancetta.Perchè sono una buzzurra,di cinema non capisco una fava e sopratutto(spero)perchè non mi ci sono mai messa col giusto mindset.Alla fine ho visto solo Arancia meccanica,che pure a pezzi mi è parso noiosetto,lento e per nulla scioccante(abbiamo visto di molto peggio).Di 2001 credo di esere riuscita a guardare i primi 10-20 minuti,dopodichè ho rinunciato XD
    Però ci sono certi suoi classiconi che mi pare aberrante non aver visto,tipo Shining,o Full Metal Jacket,o il Dottor stranamore.
    Il punto è che mi ci dovrei mettere col mood giusto,con la calma,e sopratutto senza il Khal che mi sbuffa nell'orecchio XD

    Credo Kubrick per me sìa come il jazz freddo:lo ascolto,non mi piace,mi dà ai nervi ma resto convinta che sìa il mio piccolo cervello da bionda a non arrivarci.

    Mi ci dovrei davvero mettere con più impegno ;)

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    1. Grazie Lazy, oltre a truccarmi allora ti do la possibilità pure di pittarmi le unghie delle mani! ;)
      2001 anche io avevo provato un'infinità di volte a guardarlo a casa, con il risultato, io pure, di trovarlo noioso e di conseguenza levarlo dopo i primi 20 minuti. Al cinema ti posso garantire invece che è stata un'esperienza lisergica, ovvio che il film rimane ostico anche su grande schermo ma, complice il sonoro e il formato in 70mm devo dire che finalmente sono riuscito a godermelo come merita.
      Di Kubrick potresti recuperare subito Shining che di tutti quelli fatti dal maestro, a mio parere, è quello più "dritto" e meno ostico. Anche lì le leggende si sprecano, come documentate nel bellissimo Room 237

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    2. Tralasciando qualsiasi commento rispetto al Maestro - in fondo, basta avere il tempo ed il mood giusto, e si guarda davvero in gran scioltezza -, sicuramente posso dire che Shining e Full Metal Jacket sono i più fruibili tra i suoi lavori, e più che Stranamore subito dopo metterei Spartacus.
      Comunque, sempre grande.

      Fratello, per me puoi fare volentieri un'ospitata fissa! :)

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    3. Sono convinta che col mood giusto qualcosa mi possa piacere,e comunque @Dembuccio nel trucco punk rock alla Billie Joe era ovvio che c'era anche lo smalto nero sulle manine ;)
      Ah e a proposito della famosa musica al contrario,l'avevamo in un misto di musica da film che ascoltavamo in negozio dove lavoro,ogni volta che arrivava quella la dovevo saltare perchè mi fa un'angoscia insostenibile XD

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    4. Io Dembo con il trucco continuo proprio a non vedercelo! ;)

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    5. Io con una roba come questa e lo smalto nero lo vedo alla grande invece! \m/ \m/

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    6. Io non ci voglio neanche pensare! :)

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  2. Bella recensione, con Kubrick in generale ma soprattutto con questo film ho un rapporto controverso... credo di essermi addormentata più volte in occasione di più visioni...se vi dico che non l'ho mai finito riuscite a trattenere gli insulti?

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    1. Grazie. Fino a sabato ero nella stessa tua situazione, è che in tv secondo me proprio non rende e quindi diventa ostico e pure noioso con quei tempi iper dilatati. Al cinema invece è stata tutta un'altra cosa, e la prima fila dopo un attimo di nausea si è rivelata particolarmente azzeccata.

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    2. Beatrix, io l'ho visto tra le dieci e le quindici volte, e sono sempre andato tranquillo. Quindi direi che si può fare.
      Anche se la sala - e quella sala in particolare - aiuta parecchio.

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  3. Pensa che lo vidi per la prima volta quando facevo le medie nella sala del paese, ovviamente senza capirci una mazza. Però qualcosa deve avermi segnato, perché da allora Kubrick (oltre alla fantascienza) è in cima ad ogni mia lista che abbia a che fare con il cinema.
    Riguardo il suo apparire ostico, in un intervista a Rolling Stone del 1987 un giornalista gli chiese:
    Certo lei non facilita le cose, né agli spettatori, né ai critici. Ha affermato di voler suscitare reazioni emotive nel pubblico. Crea delle emozioni forti, ma si rifiuta di darci risposte semplici.
    Risposta secca:E' perché non ho risposte semplici.

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    1. E le risposte non semplici sono quelle che riempiono di più.
      Grande Maestro.

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  4. Grande fratello, le ganjette stroboscopiche ben si sposano al mood del film!! ;)

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    1. Merito di Julez: le ganjette sono opera sua! :)

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  5. Per me la vera Odissea sarebbe stare a guardare un film al fianco di Ford senza prenderlo a sberle tutto il tempo. :)

    Quindi Dembo complimenti per essere riuscito a non farlo (o se non altro non ce l'hai raccontato qui), e anche per aver finalmente visto questa "pietra miliare della cinematografia mondiale". ;)

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    1. Invece Ford sai che è proprio il compagno giusto per andare al cinema?! Ha quella visione che ho io del cinema: il film -qualunque esso sia- si guarda in religioso silenzio, poi a fine visione se ne discute anche fino alla mattina.

      Sul prenderlo a sberle non so, oltre a volergli molto bene e anche veramente grosso, magari aspetto quando è sbronzo marcio o ha riguardato da poco Tree of life ;)

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    2. Ahahah Fratello, sai che anch'io ti voglio molto bene. ;)

      Detto questo, dovessi andare in sala con Cannibal potrei rompere il silenzio prendendo lui a schiaffi! ;)

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