mercoledì 27 maggio 2015

Generazione 1000 euro

Regia: Massimo Venier
Origine: Italia
Anno: 2009
Durata:
101'




La trama (con parole mie): Matteo, matematico riciclatosi nel marketing, e Francesco, proiezionista appassionato di Cinema e playstation, sono due trentenni prede dell'attuale situazione italiana, da sempre precari e costretti ad un compromesso dietro l'altro per arrivare a fine mese.
Quando il loro coinquilino abbandona la stanza facendosi sostituire dalla cugina Beatrice, che attende di diventare una supplente, e Matteo rompe con la storica fidanzata, gli affari si complicano: a rendere la formula ancora più instabile tocca poi ad Angelica, capo dello stesso Matteo e possibile svolta della vita lavorativa di quest'ultimo.
Cosa accadrà quando si tratterà di scegliere quale strada prendere?
Vinceranno il lavoro e l'affermazione o i sentimenti?







Esistono pellicole che, siano esse novità o ancor più recuperi, immagino sia davvero difficile immaginare sugli schermi del Saloon: una di queste è senza dubbio Generazione mille euro, commedia agrodolce di qualche anno fa che ai tempi dell'uscita in sala non mi sarei sognato di vedere neppure sotto tortura caduta nel dimenticatoio dove pensavo sarebbe rimasta.
Quando, però, il buon Davidone - uno dei piccoli aiutanti di Babbo Natale che qualche mese fa abbiamo avuto come sostegno al lavoro -, venuto a conoscenza dell'esistenza del blog ed insistito affinchè recuperassi questo ed un altro titolo che per ora non svelerò - ma che, di fatto, potrebbe risultare ancora più improbabile - si è presentato un giorno con il dvd alla mano, non ho potuto resistere, con l'idea in testa che, in un periodo di volume di lavoro decisamente importante, non mi sarebbe dispiaciuto massacrare un filmetto tanto per passare una serata: e nonostante il voto e la coscienza che si tratti, di fatto, di un filmetto derivativo ed in parte quasi amatoriale, devo ammettere che la visione non è stata certamente il massacro che mi sarei aspettato, finendo per strappare qualche risata e per ricordare i ben più interessanti Santa Maradona e L'appartamento spagnolo, titoli ai quali Venier pare essersi ispirato e non poco nel corso della realizzazione di questo film.
L'ambientazione milanese ed il cast - che ha riportato sugli schermi di casa Ford il mai dimenticato Seppietta di Boris ed è riuscito nell'intento di far risultare sopportabile anche Mandelli, così come di confermare la netta vittoria di Valentina Lodovini su Carolina Crescentini, colpevole anche di mostrare mani meno brutte soltanto di quelle di Megan Fox - hanno di fatto alleggerito una serata schiacciata dalla stanchezza come pochi altri titoli di quel periodo, convincendo anche Julez e riproponendo il vecchio tema dell'amicizia virile - più in versione studentesca che altro, ma va bene anche così - e quello dei dilemmi esistenziali/sentimentali che spesso e volentieri colpiscono nei momenti in cui non si sa quale direzione potrebbe prendere la propria vita.
Per quanto, inoltre, siano passati cinque anni buoni dall'uscita di questo film, la situazione che lo stesso critica a proposito della condizione dei giovani qui nel Bel Paese non pare proprio essere cambiata, come testimoniano prodotti più recenti ma associabili a Generazione mille euro come Smetto quando voglio: la situazione, per i ragazzi appena usciti dalle superiori o dall'università, così come per i trentenni che almeno sulla carta dovrebbero già essere "avviati" è decisamente allarmante, come testimonia l'altissimo numero di precari o disoccupati in attesa di un'occasione che potrebbe non arrivare mai, o di un riscatto che, a volte, pare possibile soltanto lontano dall'Italia.
Proprio legato a questi dilemmi è il protagonista Matteo, tipico outsider con il fascino del Goonie che finisce per cedere soltanto nel finale - così come il film - alle concessioni che la commedia sentimentale fornisce al grande pubblico, riuscendo a rovinare le cose migliori che Venier e soci erano riusciti a costruire nel corso dell'ora e mezza precedente all'epilogo: un peccato, perchè la sorpresa sarebbe stata sicuramente maggiore se si fosse manifestato il coraggio di portare sullo schermo un prodotto che andasse fuori dagli schemi, e che regalasse una chiusura magari proprio in una delle città che qui al Saloon amiamo di più, Barcellona.
Ma a prescindere dalle critiche, già il fatto che la visione non si sia trasformata in un massacro rende Generazione mille euro un piccolo successo - a modo suo, sia chiaro -, finendo per accontentare il buon Davidone - che si ritroverà ad accettare un voto comunque basso - così come il sottoscritto, che nel deserto rappresentato dal Cinema italiano attuale ogni tanto è contento di ritrovarsi, seppur a malincuore, felice di essere nato e cresciuto qui.




MrFord




"Un viaggio ha senso solo senza ritorno
se non in volo
senza fermate nè confini
solo orizzonti neanche troppo lontani
io mi prenderò il mio posto
e tu seduta lì al mio fianco
mi dirai destinazione paradiso
paradiso città."
Gianluca Grignani - "Destinazione paradiso" - 




20 commenti:

  1. visto, (non al cinema) poi completamente dimenticato. Dice quanto sia stata una visione interessante.

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    1. A me è parso più interessante di quanto mi aspettassi, ma capisco benissimo che tu te lo sia dimenticato.

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  2. mi sa che non l'ho mai visto...

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    1. Non penso sia uno di quei titoli da correre a recuperare: l'ho visto solo a seguito delle pressanti richieste di uno dei ragazzi che hanno lavorato con me sotto natale, ed il post è rimasto in naftalina fino ad oggi, figurati! ;)

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  3. Una volta l'ho visto...credo....

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    1. Beh, ti è rimasto proprio impresso! :)

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  4. Ogni tanto qualche filmetto italiano scrauso si guarda volentieri,a cervello spento XD Mitico seppiolina!

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    1. A cervello spento, non è stato neanche così male.
      E Seppietta mitico!

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  5. Ricordo che lo vidi prima dei miei venti anni.
    Aveva quasi senso, ma nel contesto rimane un filmetto.
    Ho visto di peggio in fondo..

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    1. Senza dubbio si vede di peggio, soprattutto in Italia.
      E per quanto sia un filmetto, è sicuramente simpatico.

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  6. Ma piuttosto mi riguardo Iron man 2.
    In polacco.
    Sottotitolato in serbo.
    Bendato.

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    1. Il polacco è tosto. Non so se ti conviene, Fratello. ;)

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  7. Insomma, lo volevi bottigliare ma ti è andata male. ;)

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  8. Film modesto ma caruccio e comunque infinitamente più interessante dei tuoi action, Ford.
    Quindi bravo Davidone, chiunque tu sia. ;)

    Certo, oggi pare parecchio superato, visto che più che di generazione 1000 euro si può parlare - quando va bene - di generazione 500 euro...

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    1. Davidone è stato ai tempi giustamente vessato, come saresti vessato anche tu se lavorassi con me. ;)

      Per il resto, mi tocca essere amaramente d'accordo a proposito della generazione 500 euro quando va bene.

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  9. Film paraculo, mi ricordo solo questo. Santa Maradona è una scopiazzata di Clerks, ma era molto più frizzante di questo filmettino sciapo. Magari fossimo una generazione da 500 euri, manco quello tra un po'... :(

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    1. Senza dubbio Santa Maradona lo batte facilmente, ma rispetto a quello che mi aspettavo, è stato più innocuo del previsto. ;)

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  10. Tirerei bottigliate al regista, allo sceneggiatore, al costumista, agli attori, alle comparse, ai produttori, al microfonista, al montatore, al direttore della fotografia... a chiunque compaia sulla scheda IMDB di questa robaccia.

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    1. In realtà in Italia viene prodotta robaccia molto peggiore di questa. ;)

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