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mercoledì 14 novembre 2012

Big Wednesday (reprise)

La trama (con parole mie): ancora una volta il gioco delle tre carte dei distributori costringe il sottoscritto e quello scellerato del Cannibale ad anticipare di un giorno la consueta rubrica sulle uscite in sala del meno consueto giovedì. Dopo una settimana abbastanza ricca di proposte, a questo giro ci tocca sperare nel ritorno del regista di In Bruges e prepararci all'invasione delle sale di quello che promette già di essere uno dei film più brutti dell'anno.
Dai, che sapete già di cosa sto parlando!

Ford (a sinistra) e Cannibale (a destra) si sfidano a braccio di ferro in attesa della prossima Blog War.
The Twilight Saga - Breaking Dawn Parte 2 di Bill Condon


Il consiglio di Cannibal: finalmente è finito, yuppie!
Non c’è Expendable che tenga: ecco il film veramente più atteso dell’anno da Mrs. Bella Ford! Il capitolo finale della saga di Twilight arriva tra noi, con la mia blogger rivale che ha già prenotato un intero cinema in modo da poterselo gustare senza interferenze esterne.
Per quanto mi riguarda, credo che questo Breaking Dawn Parte 2 ci regalerà risate (involontarie) superiori a quelle di tutti gli altri capitoli messi insieme, un po’ come gli altrettanto seriosi ed epici post di Ford sanno (in maniera altrettanto involontaria) fare.
Giunta al termine questa ridicola saga, speriamo che Robert Pattinson e Kristen Stewart mi/ci regalino nuove perle, altrimenti dovrò concentrare i miei sfottò unicamente contro la Fordero.
Il consiglio di Ford: era un anno che lo aspettavo!
Ebbene sì, sono felicissimo che esca il capitolo finale della saga di Twilight. Questo principalmente perchè, ad oggi, ho un paio di film che si stanno contendendo il titolo del più brutto dell'anno, e credo che la pellicola - per essere buoni - di Bill Condon possa rompere gli equilibri ed entrare prepotentemente in lizza per il gradino più alto del podio. E poi non esiste che esista una lista del peggio del Cinema senza un
capitolo di una delle saghe più inutili mai realizzate - tanto da far apparire utilissimo perfino il Cannibale -!

"Maledetti! Ford e Cannibale ci hanno seguito fin qui soltanto per stroncare il nostro film!"
7 Psicopatici di Martin McDonagh


Il consiglio di Cannibal: io ne conosco già 1, di psicopatico…
Dal regista del notevole In Bruges è lecito attendersi un’opera seconda altrettanto scoppiettante. Si confermerà?
Curiosità dal set: tra i 7 psicopatici del film doveva esserci Mickey Rourke, che aveva giustamente preferito questo a Expendables 2. Poi però ha litigato con il regista McDonald’s McDonagh e allora al suo posto è stato chiamato McFord. Ma McFord è stato considerato troppo psicopatico per la parte e alla fine è arrivato Woody Harrelson. Il mondo del cinema non può che averne guadagnato.
Il consiglio di Ford: qui siamo in due, gli altri cinque hanno avuto paura e non si sono fatti vedere.
Onestamente da questo film mi aspetto molto, anche perchè il buon McDonagh qualche anno fa era riuscito a lasciarmi strabiliato con quel gioiellino di In Bruges, che ancora oggi mi rivedo con enorme piacere. La speranza è che il ragazzo possa fare addirittura meglio e crescere ancora, al contrario di quel Tardo Kid che continua a rifiutarsi di uscire dal mondo solo apparentemente dorato dell'adolescenza neanche fosse l'ultimo arrivato nel Clan dei Pattinson.

Ed ecco finalmente, in esclusiva per i lettori di WhiteRussian, un'immagine esclusiva del Cucciolo Eroico.
La sposa promessa di Rama Burshtein


Il consiglio di Cannibal: non lo vedo, promesso
Film israeliano di quelli impegnati, di quelli soporiferi, di quelli da Ford, in parole povere.
La protagonista ha vinto la Coppa Volpi di miglior attrice all’ultimo Festival di Venezia e questo film potrebbe non essere nemmeno malaccio, però mi attira davvero ben poco.
A questo punto, a parte 7 Psicopatici, Breaking Dawn rischia di essere la proposta più interessante della settimana. Lì almeno sì che ci sarà da divertirsi a recensirlo!
Il consiglio di Ford: bottiglierò ogni giorno il Cannibale, promesso.
Ovviamente il mio antagonista rifiuterà a priori di buttarsi in una visione troppo realistica e seriosa per il suo spirito da eterno ragazzino, e invece io vi dico che questo rischia di essere, McDonagh a parte, il film più interessante di una settimana al limite dell'imbarazzo - e non parlo solo di Twilight, o del Cucciolo Eroico.

"Mio dio, alla proiezione ci sarà anche il Cannibale: dovremo sorbirci le sue lamentele dal primo all'ultimo minuto!"
Acciaio di Stefano Mordini


Il consiglio di Cannibal: una visione più pesante dell’acciaio
Ed ecco la ciofeca made in Italy settimanale. La prima di una lunga, interminabile serie.
Tra impegno sociale e vicenda adolescenziale, un film che potrebbe anche risultare meglio delle altre proposte nostrane medie. Ma non so se c’ho voglia di cimentarmi. Tanto magari se lo guarderà Ford, immaginando dal titolo che si tratti di un action movie con qualcuno dei suoi idoli repubblicani alla Chuck Norris…
Il consiglio di Ford: non usate l'acciaio sulla testa del Cannibale, le bottiglie danno molta più soddisfazione!
Ed eccoci all'inizio di un'interminabile serie di titoli made in Italy uno più imbarazzante dell'altro, tanto pessimi da riuscire a mettere quasi d'accordo perfino i due nemici più agguerriti della blogosfera.
Piuttosto che spararmi una selezione come quella che i geniali distributori nostrani hanno pensato per questa settimana, mi sa tanto che mi faccio togliere le tonsille una seconda volta! Oppure le faccio togliere al Cannibale!

"Cannibale, è inutile che ti nascondi! Ora vengo lì e ti gonfio di botte!"
Quell’estate di Guendalina Zampagni


Il consiglio di Cannibal: l’estate è finita da un pezzo!!!
Ma perché continuano a uscire pellicole estive? Dopo Un’estate da giganti e in attesa di E la chiamano estate in arrivo la prossima settimana, ecco Quell’estate. Tra un po’ arriverà pure il filmino delle vacanze di Ford? Enno, dai, vi prego. Almeno quello nelle sale non fatelo arrivare.
Questo film peraltro è del 2008. Del 2008! C’hanno messo ben 4 anni per distribuirlo e dovevano proprio attendere l’autunno? Probabilmente non l’avrei visto comunque nemmeno fosse arrivato d’estate, ma lo boicotterei solo per la scelta di farlo arrivare insieme al freddo. La distribuzione cinematografica ha meno senso delle logiche con cui Ford attribuisce bicchieri e bottigliate nei giudizi ai film sul suo blog.
Il consiglio di Ford: l'estate sta finendo. Un pò come il Cannibale.
Proseguiamo come se nulla fosse con la galleria delle uscite inutili della settimana made in Italy: giusto ieri mi lamentavo del trattamento che la nostra distribuzione ha concesso ad Alex De La Iglesia - ultimo di tanti, in questo senso - ed ecco qui un film risalente all'epoca in cui io ero giovane e il Cannibale non era ancora stato concepito che chissà per quale motivo arriva in sala - forse i distributori e le majors avevano paura a lanciare qualcosa nello stesso giorno di Breaking dawn!?!?

"Cannibale, pure io c'ho 'na voglia di tirarti un diretto che non hai idea!"
Vitriol di Francesco Afro De Falco


Il consiglio di Cannibal: mannagg’ a chi te Ford!
Terza proposta italica della settimana (e non è nemmeno finita qua) e questa potrebbe persino concorrere al gran premio di strunzata dell’anno.
“L'avvincente ricostruzione di una vera ricerca documentaristica sulla Napoli esoterica degli ultimi due secoli del secondo millennio,” dice la presentazione su YouTube, per un Codice Da Vinci partenopeo girato con uno stile registico che promette di far rimpiangere The Blair Witch Project. Sono talmente schifato che per l’occasione evito persino commenti al vetriolo nei confronti della Mrs. Ford, ancora convalescente per il suo recentissimo cambio di sesso.
Il consiglio di Ford: altro che vetriolo, qui ci vuole un bel pò di napalm!
Credevate fosse finita con le uscite made in Terra dei cachi più inutili di Riso lesso Kid? E invece no!
Eccoci infatti di fronte ad uno di quei tentativi azzardati che, se prodotti negli USA, rischiano di diventare blockbuster e qui da noi finiscono, in genere, nel posto che gli compete: il dimenticatoio. Non so perchè questa volta non è andata così, ma fatto sta che questa settimana dovremo sorbirci anche questo. O almeno dovrà sorbirselo il Cannibale, perchè io non ci penso neppure.

"Lo so, capo, ha ragione, ho proprio sbagliato a visitare Pensieri Cannibali!"
Il sole dentro di Paolo Bianchini


Il consiglio di Cannibal: il sole ce l’avrà dentro, ma fuori sembra proprio una schifezza
Quarto titolo italiano in una sola settimana (e no, non è ancora finita) e scommetto che tutti insieme non raggiungeranno nemmeno un decimo dell’incasso dell’ultimo capitolo di Tuhailaids.
In questo film ci sono Angela Finocchiaro, Francesco Salvi e Giobbe Covatta tutti insieme allegramente in un unico colpo. Dico solo che ho avuto una paura fo**uta soltanto a guardarmi il trailer. Piuttosto che questo, accetto di vedere un film consigliato da Ford… Mmm, sarò mica pure io uno dei 7 Psicopatici?
Il consiglio di Ford: io lo metterei dentro con il sole, il regista di questo film!
Avete capito bene. Le uscite italiane della settimana non sono ancora finite. A proposito di questa roba inguardabile non voglio sprecare neppure lo spazio che occuperei per insultare un pò il mio antagonista: andate a guardarvi il trailer, e tremate.

Seconda esclusiva della settimana per WhiteRussian: la nuova pubblicità di Ringo!
Alì ha gli occhi azzurri di Claudio Giovannesi


Il consiglio di Cannibal: Alì, io me vado a magnà un Babà
Presentato in questi giorni al Festival di Roma, vorrebbe forse essere una versione romanesca di Skins o delle pellicole adolescenziali British tipo Fish Tank? Comunque sia, questo Alì tocca anche la delicata tematica della religione musulmana…
Potrebbe anche essere più interessante delle altre uscite italiane della settimana, non è che ci vada molto, ma lo vedo come un film rischiosissimo.
Lo lascio agli occhi (azzurri o meno che siano) di Ford.
Il consiglio di Ford: io chiamerei Alì per farmi dare una mano a riempire di cazzotti i distributori.
Evidentemente qualcuno ai piani alti comincia a prendere male il fatto che io e perfino il mio normalmente inutile a livello cinematografico avversario continuiamo a spalare merda su (quasi) tutte le uscite italiane, settimana dopo settimana, così ha deciso di punirci con una cinquina da urlo, come se non bastasse Breaking dawn. Non voglio sapere nulla di trame, Festival, possibilità di riscatto e quant'altro. Basta. Un'altra tornata di uscite come questa e prendo in ostaggio il Cannibale fino a quando i distributori rinsaviranno propinandogli solo film russi o con Van Damme.
O russi con Van Damme.

"Cannibale, Ford mi ha promesso che l'ultimo a colpirti sarei stato io!"

giovedì 16 febbraio 2012

Le non recensioni di MrBertFord: the Twilight edition

La trama (con parole mie): passati i fasti della scorsa estate, a grande richiesta da tutti i fan dei Transformers e dei pollici deformi di Megan Fox, tornano le non recensioni scritte a quattro mani da Bert e il sottoscritto, questa volta pronti a fornire una nuova non-versione della saga di Twilight, letteraria e cinematografica.
Il sempre versatile Bert si è occupato di non riscrivere il romanzo ed il vecchio Ford di non recensire la sua trasposizione cinematografica.
A voi ora il giudizio: riuscirà a fare meglio dell'originale?



TWILIGHT - IL NON LIBRO

Quella sera l'aria sapeva di pomeriggio*, il sole filtrava dalle veneziane semichiuse. 
Non amava la luce Ed, non la amava in generale e oggi, dopo il suo ultimo fallimento, non riusciva proprio a sopportarla.
Nell'angusta stanza al terzo piano del numero 36 di via le mani dal naso, una squallida palazzina di quelle che negli anni '60 spuntavano improvvisamente come brufoli sul viso di un quattordicenne brufoloso, oggi c'era un insolito silenzio; tutto taceva, tutto sembrava tranquillo, ma, in quella stanza, nulla lo era.
Entrando non si poteva fare a meno di notare quanto quello spazio fosse riempito da un vuoto quasi opprimente; niente orpelli nel loro lavoro: due scrivanie, una di fronte all'altra; due sedie di quelle scomode per i clienti; due poltrone; Ed e J Con un'unica occhiata si poteva vedere il marciume che grondava da quella stanza; il pavimento, con le sue assi staccate, scricchiolava a ogni passo; sulla parete di fondo era ben visibile una larga chiazza di umidità che si estendeva fino al soffitto; aprendo la porta l'odore di fumo e muffa ti arrivava dritto allo stomaco. Nessun loro cliente avrebbe mai notato tutto questo, perché se cerchi Ed e J devi essere pazzo, ubriaco o talmente disperato da essere disposto a tutto.

La sede di lavoro di Ed e J.

- Interno 8.

L'ubriacone del quarto piano aveva deciso di smaltire la sbronza nell'androne del palazzo anche quella notte, le sue parole sbiascicate a stento arrivarono fino alla stanza di Ed e J: l'interno 8 appunto. Erano le 14:27, il caldo umido di quell'inizio giugno era insopportabile, i giornali dicevano che questo era il mese più caldo degli ultimi 53 anni, ma i giornali ormai non erano più credibili da tanto, forse proprio da 53 anni; il caldo, in ogni caso, era vero e nessuno usciva di casa alle 14:27 senza un motivo.
L'ascensore iniziò a emettere i soliti cigolii, si fermò al terzo piano, un passo, due passi, tre passi. Dietro la porta semitrasparente dell'interno 8 apparve una sagoma esile, nervosamente, la sagoma bussò due volte e, senza attendere alcuna risposta, entrò nella stanza.
Era una ragazza abbastanza giovane, esile e quasi insignificante, una di quelle che non noteresti mai; ben presto si sarebbe rivelata anche noiosa. Al suo ingresso Ed ebbe un fremito: aveva iniziato a sentire l'odore del suo sangue mentre lei era ancora in strada, ora la stanza gli sembrava satura di quell'aroma e si tratteneva a fatica dal saltarle addosso per nutrirsene.

Il chiodo fisso di Ed all'arrivo di Isabella.

J non era uno di tante parole, quello che sapeva parlare era Ed, ma adesso Ed era seduto, immobile, non aveva mosso un muscolo da quando la donna era entrata nella stanza, temeva che se l'avesse vista non avrebbe potuto resistere all'istinto di saltarle al collo, per questo se ne stava lì, a fissare la chiazza di umidità sulla parete; non era la prima volta che capitava, quindi anche stavolta toccò a J capire cosa volesse quella ragazza insipida.
Disse di chiamarsi Isabella, Isabella Swan. Swan: cigno; forse in un'altra vita lo era stata, adesso sembrava solo un brutto anatroccolo denutrito. Era lì, in piedi, di fronte alla scrivania, quelle sue gambette ossute non riuscivano a rimanere ferme, Ed era infastidito da quel continuo movimento, lo distraeva, aveva quasi voglia di frantumarle le rotule a forza di mazzate, ma in quella stanza non c'era una mazza; questo pensiero lo fece sorridere per un momento. Cercò di concentrarsi per ascoltare le parole della ragazza, ma quelle gambe!
Dovette insistere non poco per riuscire a farla sedere, il pensiero di quelle ossa nascoste solo da un sottile strato di pelle non era totalmente sparito neanche in quel modo, ma almeno ora non le vedeva più e questo bastava per permettergli almeno di sentire la voce noiosa della ragazza insipida.

Il chiodo fisso di J all'arrivo di Isabella.

Isabella cominciò nuovamente a parlare, fu un quel momento che J si accorse per la prima volta dell'odore di marcio che usciva dalla sua bocca: ogni parola della ragazza era intrisa di putrefazione; i suoi discorsi non avevano alcun senso e, in sostanza, non si capiva per quale motivo fosse arrivata a chiedere il loro aiuto, ma J sapeva: Isabella era morta e non se n'era accorta.

Capitava, di quando in quando, che la Morte si trovasse di fronte un individuo talmente insulso da essere ignorato perfino da lei, o almeno questo è quello che dicevano alcune vecchie leggende; di certo Isabella era insulsa e, molto probabilmente, lo era così tanto da meritarsi di essere ignorata perfino dalla trista mietitora.

Avevano già avuto un caso del genere, lui era Mike B., ma quella volta era stato lui a rifiutare la morte, perché aveva risposto male a una sua domanda e il notaio aveva detto:
- No.
 

Mike B., l'uomo che ingannò la morte.

Stavolta era tutto diverso, per farla finalmente andare dove doveva andare, per dove doveva andare, dovevano trasformarla e renderla, almeno in apparenza, una persona interessante. Dovevano ingannare la Morte.

J disse alla ragazza che si sarebbero incontrati alle 4:00 nel bel mezzo del quadrilatero delle vittime, fashion victim, s'intende (più precisamente all'incrocio tra la quarta strada, via Quarto, via dei quattro cantoni e quella via, di cui non ricordava il nome, dove c'è la sede di Quattroruote), poi spiegò la situazione a Ed, che ormai si era abituato all'odore del sangue della ragazza e, da diligente membro dell'Associazione Nazionale Vampiri Emo Vegetariani (ANVEV), aveva ormai raggiunto il pieno controllo sul proprio istinto.

Era giunto il momento di mettersi al lavoro, avevano poco più di un'ora di tempo per prepararsi all'azione. J sapeva che in una situazione del genere avrebbe dovuto dare libero sfogo a tutti i propri poteri, fu per questo motivo che disse a Ed di aspettarlo fuori dalla stanza. Il vampiro si chiuse la porta semitrasparente alle spalle.

Sapeva che J era un licantropo speciale, ma non aveva mai avuto l'occasione di vedere le sue sembianze animali; dall'interno della stanza provenmero grida strazianti, suoni talmente acuti da far incrinare il vetro della porta, poi il silenzio, uno strano odore di fragola si diffuse per le scale, la porta si aprì e J mostrò il suo vero aspetto: era un mini pony viola, il suo crine aveva i colori dell'arcobaleno ed era il suo alito a odorare di fragola; Ed lo guardò con aria incuriosita, poi, dalla tasca sinistra della sua pelliccia ecologica, prese una spazzola ed iniziò a pettinare quella chioma che già invidiava al suo collega. J nitrì stizzito qualcosa che somigliava a un "che mazzo fai", con un mezzo inchino invitò Ed a salirgli in groppa e, insieme, volarono fuori dalla finestra delle scale alla volta del luogo dell'appuntamento.

Il vero aspetto da licantropo di J.

Fine del primo libro.

*qui ho citato Woody Allen, anzi no.

TWILIGHT - IL NON FILM

 
Neanche il tempo di sbancare i botteghini delle librerie, ed ecco che la grande macchina della produzione Transformers già stanziava i primi fondi per portare a casa un nuovo successo planetario.
Ovviamente nel ruolo di Bella viene chiamata la Dea - per i robottoni - Megan Fox: per ovviare al problema delle caviglie grosse rispetto alle gambe scheletriche della protagonista del libro il Transformer chirurgo applica immediatamente una liposuzione alla diva, rendendola perfetta per la parte.
Ad impersonare il romantico e schivo Ed una vera sorpresa: Cannibal Kid, che dopo il successo della serie "Teen, il cucciolo eroico" è sulla bocca di tutti gli esperti di settore.


Dopo i successi di Teen Cucciolo Eroico, Cannibal Kid è pronto per il grande salto del Cinema.

Il ruolo di J, dopo una battaglia all'ultimo steroide, è assegnato a John Cena, che ha promesso almeno una mossa spaccaschiena sul suo collega.

John Cena è perplesso: riuscirà Cannibal a resistere all'Attitude adjustment?
Per poter portare a casa un vero e proprio successone, però, mancava il tocco magico del regista: a questo punto, a seguito di una sessione di preghiera del Kid e dei Transformers - ebbene sì, anche Cannibal è parte del culto foxiano - la sovrana dei pollici deformi delibera che a dirigere questo primo capitolo, rigorosamente in 3D, sarà James Cameron, regista amatissimo dal protagonista maschile, che, come verrà dichiarato in seguito, ha avuto con lo stesso anche un rapporto di tipo sentimentale e molto bromantico.

Cameron è pronto a dirigere i suoi protagonisti.
Le riprese, studiate nel dettaglio e realizzate in più di cinquanta differenti locantions pur essendo quasi ed esclusivamente interni che potevano essere replicati in studio, mettono in campo tutto il meglio della tecnologia umana e non, tanto che alcuni dei Transformers vengono modificati per divenire carrelli, steadycam e via dicendo.
Ad ottimizzare l'effetto del 3D vengono inserite delle riprese speciali della Fox intenta a compiere la sua mossa favorita, quel Samoan Spike che tante vittime aveva mietuto non troppo tempo prima: per gli spettatori in sala la sensazione sarebbe stata quella - terrificante - di avere il pollice della protagonista pericolosamente vicino alla faccia, in primissimo piano: una cosa che neppure gli horror più estremi avevano osato.


 

Cannibal e John Cena, nel frattempo, divengono inseparabili sul set, con il popolare wrestler che giura che, sotto l'effetto del sangue finto utilizzato nelle riprese, Kid pare aver dichiarato di voler partecipare ad un evento della WWE, con le fonti più vicine agli attori pronte a rivelare che potrebbe trattarsi addirittura di Wrestlemania, per una sfida contro Undertaker nella speranza di interrompere la leggendaria streak vincente di quest'ultimo.


Undertaker sul chi vive: dovrà davvero affrontare Teen Kid a Wrestlemania?
Incredibilmente, questa volta tutto fila liscio, tanto da cementare nei Transformers la fede in Megan Fox: il film è girato a tempi di record - 20 giorni appena -, e Cameron, da bravo perfezionista, dedica alla post produzione soltanto una settimana, confezionando per Prime e soci un prodotto di altissima qualità nonchè legato alla redditizia industria degli occhialini di plastica che il pubblico si ritrova a dover forzatamente acquistare con il biglietto, pena l'espulsione dalla sala con un Samoan Spike d'antologia. Trama pessima, interpretazioni agghiaccianti - pare che tutti e tre i protagonisti siano destinati al Razzie Award -, confezione di lusso sfrenato ed esplosioni come ogni film in 3D richiede: tra queste una vertiginosa sequenza con la soggettiva di una goccia di sangue dal corpo di Bella allo stomaco di Ed.

L'ambitissimo Razzie, che pare finirà tra le mani di tutti e tre i protagonisti.
Tutti felici e contenti, dunque?
Ebbene no.
I Transformers, agghiacciati dalla parcella presentata da Cameron riguardo il suo compenso ed il costo delle riprese, si ritrovano a dover vendere parti dei loro corpi come ricambi per auto in modo da venire incontro alla crisi e contenere i costi, ritrovandosi poi in gruppo di preghiera - ovviamente con il fu Cucciolo Eroico - in modo da chiedere consiglio alla Megan divina. Detto, fatto, e l'attrice, inviperita per il trattamento riservato da Cameron ai suoi fedeli, colpisce il regista con un Samoan Spike reso ancora più violento dal supporto fornito da Cena nello spingere il pollice dritto dritto nella gola dell'uomo.

Con Cameron ko e ridotto ad un vegetale, alla produzione si presenta una domanda fondamentale in vista della realizzazione del secondo capitolo: chi sarà dietro la macchina da presa?Nel silenzio imbarazzato, un pensiero attraversa le menti di tutti.
Un pensiero legato alla Fede.
Il nuovo regista poteva essere solo uno.
Ma questa è un'altra storia...


Dite che sarà lui il regista del prossimo capitolo della saga? Solo Dio - e i pollici di Megan Fox - lo sanno...

domenica 15 gennaio 2012

The covenant

Regia: Renny Harlin
Origine: Usa
Anno: 2006
Durata: 97'



La trama (con parole mie): quattro ragazzi da copertina eredi dei superpoteri magici delle loro rispettive famiglie sono gli idoli di una piccola località in cui fanno un pò quello che gli pare.
Quando nella loro scuola fa capolino un nuovo, altrettanto da copertina e altrettanto ricco sfondato studente di nome Chase, tra loro s'insinua il dubbio se quest'ultimo possa essere amico, nemico, dotato di poteri o addirittura l'ultimo discendente di una quinta famiglia "perduta".
Sfruttando le ragazze di due dei quattro, non proprio due menti eccelse, Chase metterà in atto un piano che prevede il furto dei poteri di quello che pare proprio essere il leader dei quattro, un tizio tormentato in pieno stile Twilight di nome Caleb.






The covenant è un film così brutto, ma così brutto, ma così brutto da far quasi sembrare Breaking dawn una pellicola tutto sommato passabile.
E' vero, il suddetto Breaking dawn non sarà mai e poi mai neppure lontanamente decente, ma The covenant, che alla saga di Twilight è indubbiamente ispirato - così come indirizzato agli stessi fan adolescenti in cerca di struggimento fittizio -, riesce davvero nell'impresa ardua di raggiungerne - se non superare - i limiti.
L'unico vero dispiacere - a parte la visione - è che purtroppo non si tratta di un'uscita cinematografica dell'anno appena concluso, perchè in quel caso senza dubbio le posizioni più alte della classifica del peggio sarebbero state scosse dall'arrivo prepotente di quest'accozzaglia di pseudo miti di ispirazione ottocentesca e non solo - caccia alle streghe, romanticismo e mistero nella loro accezione peggiore - interpretata da una squadra di attori presi dalle copertine delle riviste per teenagers in balia dei primi turbamenti ormonali e schiaffati nonostante un'evidente incapacità di trovarcisi davanti di fronte ad una macchina da presa a recitare battute che paiono prese dalla peggiore fiction in stile "a cazzo di cane".
In realtà, la visione di questa robaccia nasce proprio a causa di un elemento del cast, quel Taylor Kitsch che nell'ottimo Friday night lights presta corpo e volto a Tim Riggins, mio personaggio preferito della serie nonchè cotta adolescenziale per Julez, dalla quale mi sono fatto convincere, in una serata di debolezza, ad affiancarla nella visione di questo "indimenticabile" lavoro dell'altrettanto "indimenticabile" Renny Harlin che le costerà almeno una visione di Sokurov o Tarr per ripagarmi.
La cosa davvero drammatica rispetto a questo film è che, nonostante la sua pochezza, non riesce neppure lontanamente a suscitare quelle sane risate che, a volte, il trash estremo provoca negli spettatori, scivolando al contrario nella noia più terribile da coma profondo, più che da pisolino pomeridiano.
Immaginate, giusto per avere un'idea, cinque modelli dall'espressione vuota con un paio di non protagoniste femminili a metà strada tra le pupazzone degli horror scelte appositamente per ben precise doti artistiche e personaggi che vorrebbero tanto essere interessanti come le vittime sacrificali del thriller del sabato sera di Canale 5 fare a gara a chi ha gli addominali più scolpiti neanche fossero i membri d'elite dei Trecentocelle Dream Men di Leonida grazie a fuochi e fiamme forniti da alcuni degli effetti più brutti che abbia mai visto in tutta la mia ormai piuttosto lunga carriera di spettatore.
In tutto questo noto di aver scritto, fino ad ora, più o meno una trentina di righe.
Praticamente un miracolo, considerata la materia.
Già vi vedo ridere sotto i baffi pensando ad una sorta di masochismo senza speranze che porta dritto dritto alla mancanza d'ispirazione: e allora vi sfido, scellerati.
Provate a vederlo voi, questo film.
E se riuscite a scrivere un post più lungo di questo, giuro che vi offro una bottiglia.
Da finire rigorosamente insieme e rigorosamente in una botta sola, ovviamente.


MrFord


"Nothing left to say, anyway
now that the magic has gone
there's no sense in holding on
baby now, now that the magic is gone."
Joe Cocker - "Now that the magic is gone" -
 
 

venerdì 18 novembre 2011

Last friday night


La trama (con parole mie): continua - incredibilmente senza spargimenti di sangue - la rubrica che vede me ed il mio Cannibale antagonista intrattenere voi tutti sparandole grosse sulle uscite settimanali che attendono tutti noi amanti del buon Cinema.
Peccato che di buono continui a non venire proposto nulla e che il mio rivale della settima arte continui a non capire una beneamata favazza di niente.
Ma che ci volete fare!?
"E' uno sporco lavoro, ma qualcuno deve pur farlo", diceva il Bardo.
"Qui la legge si ferma, e comincio io", ringhiava Marion Cobretti.
 Scegliete voi da che parte stare.

"Edward, te l'ho mai detto che il tuo fare da duro mi ricorda il Cannibale?"

The Twilight Saga: Breaking Dawn - Parte 1


Il consiglio di Ford: sangue amaro.
Infierire sulla saga di Twilight è un po’ come sparare sulla croce rossa, e negli anni è diventato una specie di sport da competizione sia in materia letteraria che cinematografica.
Ma dato che io non sono uno di quelli che schifa una cosa e poi se la spara in segreto vi dico che probabilmente lo vedrò - come ho fatto con i precedenti - e sarò ben lieto di bottigliarlo - come ho fatto con i precedenti -. L'unica cosa che c'è da sperare è che i pallidi Cullen da due soldi possano strapparmi almeno un paio di risate come nel capitolo precedente, in parte quasi autoironico.
Certo, tenete conto che questa robetta sta ai veri film sui vampiri almeno quanto il Cannibale sta al sottoscritto. Quindi siete avvisati.
Il consiglio di Cannibal Kid: sarà il film comico dell'anno!
Ford fa tanto il duro e non lo ammetterà mai, ma secondo me aveva già il biglietto e i popcorn prenotati e si è fiondato a vederlo mercoledì, appena uscito.
Per quanto mi riguarda, credo che Breaking Dawn ci riserverà un sacco di divertimento: le prime recensioni l’hanno massacrato peggio degli altri e già dal trailer si preannuncia come una delle visione più comiche dell'anno.
Che poi sia una comicità involontaria (come Ford quando tenta di fare il simpatico), vabbè dettagli...

"Ciao Cannibal! Sono il tuo nuovo personal trainer!"

Il buono il matto il cattivo


Il consiglio di Ford: a ridatece Sergio!
Come molti di voi ormai sanno, ho sempre avuto un debole per il cinema orientale, ma in questo caso le mie riserve si fanno piuttosto consistenti, considerato che, almeno in passato, eravamo noi - Sergione Leone in primis - a pescare ispirazioni e storie dai Maestri del Sol Levante - Kurosawa, mica l'ultimo degli stronzi -.
Ora, invece, si omaggia una delle pellicole simbolo del nostro spaghetti western tramutandola in una sorta di action tra A better tomorrow e I magnifici sette.
Vabene che sono un cowboy, ma questa mi pare proprio una mezza cagata di vacca.
Il consiglio di Cannibal Kid: spaghetti western in salsa coreana? Io vado a farmi du’ spaghi.
Anche se lo schifo, questo direi che è il film fordiano della settimana (Breaking Dawn a parte, naturalmente). Io già non sono un grande fan del western, questo se non è proprio un capolavoro del genere, e non sembra, me lo posso quindi anche risparmiare. Comunque si tratta di un film del 2008, sono stati davvero delle schegge i distributori italiani a portarlo da noi a distanza di appena 3 anni! Ford, dietro c’è mica il tuo lento zampino?

"Ma è Cannibale quello là in fondo! Aspetta che prendo bene la mira!"

Scialla! (Stai sereno)


Il consiglio di Ford: Italia, Italia, quante volte ti ho vista sulla cartina, e ti ho sottovalutata.
Onestamente, non saprei come vedere l'ennesima commedia di formazione all'italiana dal classico adolescente inquieto alle prese con il classico padre dalla sindrome di Peter Pan represso. Potrebbe rivelarsi piacevole oppure una sola clamorosa.
Un pò come leggere il mio blog o quello del mio avversario.
Il consiglio di Cannibal Kid: scialla, ovvero state sereni che non vado a vederlo
Il titolo sembra frutto dell'unione (disgustosa) tra Moccia e Maria de Filippi, però questo film "coatto" ha vinto la sezione Controcampo italiano all'ultimo Venezia. In più è l'esordio alla regia di Francesco Bruni, sceneggiatore di molti film di Paolo Virzì. Dal trailer non mi sembra 'sto granché, però potrebbe rivelarsi una discreta sorpresa. O forse no, ao'.

Ford e Kid festeggiano l'ennesima Blog War.

Anonymous


Il consiglio di Ford: meno male che tra un paio di mesi arriva il 2012.
Questo è un film di Emmerich.
Emmerich.
Quello di 2012 e L'alba del giorno dopo.
Solo che questa volta si parla di Shakespeare. E non ci sono catastrofi ad incombere sul pianeta.
Il risultato, però, non cambia.
Quando qualche anno fa incontrai John Landis un giornalista gli chiese: "Ci sa indicare un film esilarante al momento in sala?" E lui: "Certo, L'alba del giorno dopo. Quando l'ho visto ho riso dall'inizio alla fine."
Figuriamoci cosa direbbe il Bardo.
Il consiglio di Cannibal Kid: Shakespeare not in love
Quando a parlare del Bardo ci aveva provato Shakespeare in love si era rivelato un grande successo, un tripudio agli Oscar, ma a me era sembrato una lagna bella e buona e un ripudio da Oscar.
Adesso che in cabina di regia troviamo Roland Emmerich, minimo mi aspetto un film catastrofico. E questa volta non è perché parla di fine del mondo…

"Per sorbirti questo film devi spararti almeno un paio di fiori di loto."

Il mio angolo di Paradiso


Il consiglio di Ford: calo di zuccheri.
Questo film racchiude quasi tutte le premesse per una serie di bottigliate infinite: commedia romantica finto alternativa in realtà buonista, trama strappalacrime, attori ormai alla frutta - Gael Garcia, te lo ricordi Amores Perros!?!? -, dio che, dopo Morgan Freeman, prende le sembianze di Whoopi Goldberg.
Ci mancava solo che a dirigerlo fosse Von Trier.
O Mel Gibson.
O Mel Gibson e Von Trier.
O Mel Gibson e Von Trier dalla cui unione venne generato Renzo Martinelli.
Ok, la smetto prima di mettermi paura da solo.
Il consiglio di Cannibal Kid: il mio angolo di Inferno
Quando un film parla di cancro, il pericolo è che scivoli nel patetismo e nel solito smielato inno alla vita e all’amore etc. e il trailer sembra spingersi persino oltre. Peccato che Kate Hudson e Gael Garcia Bernal facciano robe del genere…
L’accostamento di uno dei più grandi registi viventi e della Storia tutti come Von Trier a un film del genere o a Mel Gibson o a quell’altro è una provocazione talmente assurda e senza senso che nemmeno lo stesso Von Trier si sarebbe spinto a tanto…
Ford, almeno hai preso atto di far paura pure a te stesso uah ah ah!

"Uno dei più grandi registi della Storia!? Wow, questa è grossa perfino per me!"

martedì 18 ottobre 2011

The roommate

Regia: Christian E. Christiansen
Origine: Usa
Anno: 2011
Durata: 91'



La trama (con parole mie): Sara è appena giunta nel campus dell'università, con una rottura dolorosa alle spalle e la voglia di ricominciare da zero.
Feste, qualche sana sbronza, una nuova storia all'orizzonte.
Peccato che la sua compagna di camera, una giovane ricchissima e solitaria, Rebecca, sia una psicopatica con trascorsi di stalking selvaggio che uno alla volta ha intenzione di eliminare tutti gli ostacoli che si frappongono tra lei e l'amicizia morbosa rispetto a Sara. Persone comprese.
La ragazza dovrà quindi difendersi dalle attenzioni sempre più pressanti della supposta amica fino a mettere sul piatto la sua stessa vita.




Il tema del doppelganger è da sempre uno dei più affascinanti tra quelli affrontati dal Cinema: da La donna che visse due volte a Doppia personalità, grandi registi si sono confrontati con una sfida presente già nella letteratura e, senza dubbio, nella nostra Natura sempre in bilico, per dirla alla Malick, tra Grazia ed Istinto.
Purtroppo per me, Julez e gli altri coraggiosi spettatori di The roommate, in questo caso dietro la macchina da presa c'era l'insipido Christian Christiansen - un nome, un programma -, che con piglio sonnacchioso dirige un thriller anonimo come pochi, scialbo ed assolutamente privo di emozioni confezionato per la nuova generazione da smarphone, Facebook ed Mtv come poche volte si è visto fare peggio.
Se, da un certo punto di vista, una vicenda simile può addirittura essere prevista ed incontrata nella realtà, come di consueto per pellicole di questo genere la logica spesso e volentieri decide di prendersi una lunga vacanza, soprattutto quando la vicenda assume connotati quasi horror e l'escalation - sempre telefonatissimo - della violenza esplode per agevolare un finale spesso e volentieri risaputo.
Nello specifico, appare molto più disturbante all'occhio dello spettatore la scena in cui Rebecca si fora i lobi - anche se sfido chiunque a trovare una ventenne senza almeno un buco per orecchio - soltanto perchè Sara ha deciso di presarle un paio di orecchini rispetto ai tentati omicidi del finale: il problema di registi come Christiansen è la mancanza di polso rispetto all'evoluzione della storia narrata, in questo caso resa ancora più banale e "twilightiana" dai terribili siparietti teen disseminati una scena dopo l'altra e dalla presenza dell'inutile Cam Gigandet, che ricorderanno tutti - e soprattutto tutte - le fan della saga di Bella e soci.
Certo, si potrebbe obiettare allo script anche il fatto che una psicopatica dichiarata con tanto di pilloline del caso prescritte non sia seguita da genitori e medici e soprattutto venga spedita a vivere in un campus con tanto di compagna di stanza, ma non vogliamo essere troppo cattivi ed infierire su un film ed un regista che hanno davvero da dire poco a qualsiasi tipo di pubblico: in fondo, un lavoro di questo tipo sarebbe quasi da considerare innocuo, tanto banale, piatto ed insipido risulta alla visione.
L'unico suo pregio potrebbe essere che risulta talmente banale, piatto ed insipido da non fare neppure lontanamente uscire le bottiglie dal fodero, e soprattutto, da giustificare un post scritto, fondamentalmente, come un sacco vuoto ripieno di tante parole scritte giusto per non riassumere in due righe il concetto di base: The roommate è completamente, inesorabilmente inutile.
Certo, potrei risparmiarvi la noia ed optare per una soluzione di questo tipo: ma io me lo sono sparato, quindi mi pare giusto che, in qualche misura, soffriate un pò anche voi, coraggiosi esploratori di post che siete giunti fino a qui.
Bravi.
Quasi quasi vi offro un Free drink.
Basta che non scegliate un film come questo.


MrFord


"If you reason, don't you know
your own preoccupation is where you'll go
I think I'm being followed, I look around
it's only my shadow creepin' on the ground."
The Offspring - "Gotta get away" -


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