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lunedì 7 settembre 2015

Tracers

Regia: Daniel Benmayor
Origine: USA
Anno: 2015
Durata: 94'






La trama (con parole mie): Cam, un giovane ciclista pony express per le strade di New York, è perseguitato dalla mafia cinese a causa di un debito accumulato nel periodo della morte della madre e del suo passato, segnato dal riformatorio e da un primo reato con detenzione da adulto.
Quando la sua strada incrocia quella di Nikki, che con il fratello Dylan ed un gruppo di amici si dedica al parkour, i suoi orizzonti cambiano: convinto a scoprire di più della ragazza e deciso ad allenarsi in quella spettacolare disciplina, Cam si ritroverà in poco tempo membro del gruppo, diretto dal misterioso Miller e sfruttato dallo stesso per la consegna di pacchi di natura non esattamente legale.
Inizialmente tutto pare funzionare alla perfezione, con i soldi che arrivano ed una nuova famiglia pronta ad accoglierlo, ma quando i misteri di Miller ed il legame sempre più forte con Nikki romperanno l'ingranaggio, la situazione precipiterà.









Sarà per il naturale bisogno di stacco dopo mesi di lavoro continuativi, per l'arrivo del caldo e dell'estate, ma nella stagione del mare e del sole adoro godermi serate all'insegna di alcool e filmacci trash ed assolutamente ignoranti come Tracers, una robetta talmente inutile da far apparire il discreto ed associabile a questo genere Premium Rush come una sorta di pietra miliare della cinematografia mondiale.
Il lavoro di Daniel Benmayor, assolutamente risibile per quel che riguarda script ed evoluzione della trama, intrattiene come dovrebbe fare una proposta in questo periodo, ovvero strappando sorrisi di quasi compassione ed un paio di occhiate di approvazione all'indirizzo della parte tecnica ed action della pellicola, spesa con un occhio discreto al servizio delle evoluzioni di parkour dei protagonisti: in questo senso, occorre riconoscere all'ex licantropo di Twilight Taylor Lautner - decisamente più atletico e meno pompato che ai tempi della saga di Edward e Bella - di essersi applicato più che discretamente alla disciplina, realizzando alcuni dei passaggi di persona ed in maniera assolutamente credibile.
Per il resto, la pellicola è la classica e stereotipata sbrodolata pseudo action che negli anni ottanta sarebbe scomparsa di fronte ai mostri sacri del genere ed ora trova uno spazio proprio a causa della mancanza di alternative per gli appassionati del genere, che comunque resteranno più che perplessi di fronte alla svolta romantica della seconda parte, con il main charachter Cam impegnato in una sorta di battaglia per conquistare Nikki, misteriosa fanciulla che ha finito per incrociare - ed ha deciso di non scomparire di conseguenza - la sua strada.
Probabilmente il buon Benmayor deve aver imparato a memoria, ai tempi, supercult come Speed, cercando di filtrare quella che era la sfrenata pulsione all'eccesso che l'action ha trasmesso al suo pubblico fino ai primi anni novanta attraverso il gusto attuale, protagonisti molto giovani ed un approccio comunque tutto sommato simpatico - si veda il siparietto della bicicletta rubata, particolare cui avevo pensato all'inizio della sequenza in questione -: peccato che Tracers non abbia, di fatto, il carattere o il fascino per essere più di una sveltina da vacanza pronta a scomparire dalla memoria con le prime avvisaglie dell'autunno.
Non che ci sia troppo da lamentarsi, del resto: in fondo, in questo periodo dell'anno, di fatto, almeno in termini artistici e cinematografici, non chiedo davvero altro.
Se, dunque, dovesse capitarvi di avere una serata da divano, birra gelata e rutto libero, avete di che divertirvi mandando in libera uscita neuroni e buon senso con questo piroettante tentativo di portare l'action dei bei tempi nel nuovo millennio.
Non che il regista sia riuscito nell'intento - di fatto tutto è prevedibile, ridicolo, troppo teen, troppo poco tamarro nel senso eighties del termine -, ma a volte basta anche un tentativo di mostrare la buona volontà per evitare le bottigliate peggiori.




MrFord




"In the city there's a thousand men in uniforms
and I've heard they now have the right to kill a man
we wanna say, we gonna tell ya
about the young idea
and if it don't work, at least we still tried."
The Jam - "In the city" - 





mercoledì 5 agosto 2015

Wednesday's child

La trama (con parole mie): in pieno clima vacanziero, una settimana trash quanto basta con due sole uscite. Il meglio per chi, come il sottoscritto, è in spiaggia a non fare quasi nulla.
Peccato solo per la presenza di Cannibal Kid, che arriva come una nevicata in pieno agosto.

"Piuttosto che andare in macchina con Ford, prendo la bici per andare in vacanza."
Joker - Wild Card

"Cannibal, la prossima volta che mi disturbi mentre bevo un White Russian ti scasso di mazzate."
Cannibal dice: Film con Jason Statham diretto dal (pessimo) Simon West, quello di Tomb Raider e I Merdenari 2, per intenderci. Considerata la penuria di uscite, potrei comunque guardarmelo giusto per massacrarlo un po'. E, soprattutto, per far incazzare quel permalosone di Ford. Soddisfazioni in arrivo!
Ford dice: Statham? Simon West? Botte da orbi? Questa è l'estate che voglio!



Tracers

"Non dovevo fare braccio di ferro con Ford: sono tutto rotto."
Cannibal dice: Pellicola d'azione tra parkour e acrobazie in bicicletta con il pupetto mannaro Taylor Lautner? Trashata garantita. In più, è uno di quei film che potrebbero infastidire Ford, che considera l'action un genere serio. Dico sul serio. Altre soddisfazioni in arrivo!
Ford dice: schifezza totale finto action buona giusto per i pusillanimi come il mio rivale. Questa è l'estate che non voglio.


martedì 11 dicembre 2012

Breaking dawn - Parte seconda

Regia: Bill Condon
Origine: USA
Anno: 2012
Durata: 115'



La trama (con parole mie): Bella Swann è ormai una vampira. 
E non solo: è anche una delle più potenti al momento in circolazione. 
I Cullen sono al settimo cielo per il suo ingresso nella famiglia, mentre lei stessa e l'ormai marito Edward vedono la figlia Renesmee crescere giorno dopo giorno come mai si sarebbe immaginato, stupiti anche che Jacob, lupo mannaro che fu innamorato di Bella, abbia ricevuto il suo imprinting proprio con la piccola.
A rompere l'equilibrio e la serenità pensano i Volturi, clan di vampiri legati all'Italia nonchè figure d'autorità senza pari tra i succhiasangue: l'esistenza della figlia di Edward e Bella è un rischio per la segretezza della condizione vampirica, e dunque la stessa va eliminata.
I Cullen, scoperta la minaccia, dovranno radunare i loro alleati in vista di una battaglia potenzialmente mortale.




E' la prima volta nella storia del Saloon che mi capita di dispensare bottigliate "al contrario".
Di norma, l'utilizzo dello strumento bottigliatorio è infatti legato alla delusione che nasce da film d'autore dalle notevoli aspettative risultate di fatto tradite una volta giunte alla prova del passaggio sugli schermi di casa Ford: l'ultimo capitolo della saga di Twilight, invece, ribalta la concezione usuale dello strumento stesso.
Da Bill Condon - il regista del sesso sicuro -, considerato lo scempio del capitolo precedente, e da Twilight - inteso come saga - mi aspettavo una conclusione con i controcazzi in quanto a mancanza di qualità e gusto pessimo: e invece che succede?
Breaking dawn - Parte seconda è soltanto un'inutile pellicola per teenagers poco reattive tra un orecchio e l'altro in preda ad una qualche crisi ormonale rispetto al petto nudo di Taylor Lautner o all'indifferenza fatta persona passata per parvenza sexy di Robert Pattinson e poco altro, incapace di regalare allo spettatore lo spettacolo indecoroso che fu il penultimo film uscito lo scorso anno: una terribile delusione per il sottoscritto, che già pensava ad una lotta senza quartiere di Breaking dawn per conquistare almeno la seconda posizione nella classifica dedicata al peggio del 2012 che vedrete a fine anno, come di consueto - il primo posto, inarrivabile ed inattaccabile, è ormai certo -.
Certo, Pattinson e la Stewart sono patetici come sempre, lo script imbarazzante almeno quanto la regia, l'evoluzione della storia elementare e tagliata con l'accetta, eppure manca il guizzo che permette ad un film di vedersi proiettato direttamente nell'Olimpo del peggio senza passare dal via: sarà per quella battaglia finale - registicamente gestita malissimo, tra l'altro - con il suo "trabocchetto", sarà per le aspettative troppo alte che il buon vecchio "Condom" non sarà mai in grado di soddisfare neanche in negativo, ma la sensazione generale derivata dalla visione - più che l'orrore o l'ilarità - è stata l'assoluta apatia.
Considerato che il passaggio sugli schermi di casa Ford è avvenuto nello stesso giorno del ritorno al cocktail del sottoscritto dopo l'intervento alle tonsille, direi che il Jack&Coca che ha troneggiato sul tavolino di fronte al divano è stato l'evento clou di una serata che, al contario, mi aspettavo si potesse tramutare in un unico, clamoroso, gigantesco fuoco d'artificio di bruttezza e raccapriccio in grado di regalare momenti da mandibola slogata per le risate, invece che rischiare di abbattere ogni difesa facendomi finire addormentato secco accanto ai gatti, professionisti nel settore nanna.
Breaking dawn - Parte seconda è stato così deludente e privo di un qualsiasi stimolo da mettermi in difficoltà anche rispetto alla stesura del post, che quando si trattava della Twilight-materia mi aveva sempre regalato momenti da fiumi di parole e vetriolo all'indirizzo di una delle saghe più inutili - letterarie o cinematografiche che fossero - di tutti i tempi: l'unica domanda che sorge spontanea, a conti fatti, riguarda Michael Sheen, che denaro a parte dopo cose interessanti come Il maledetto United o Frost/Nixon non mi capacito di come potrebbe essere finito in mezzo ad una selva di cani maledetti da piccolo e grande schermo come questa.
Per il resto, il nulla.
Se non che, ve lo garantisco, purtroppo per noi uno degli aspiranti più accreditati alla conquista del Ford Award per il peggio dell'anno finisce clamorosamente fuori dalla corsa per il podio: una delusione terribile, che chiude nel peggiore dei modi una cinquina di pellicole che avrebbe senza dubbio meritato un finale da riferimento del settore.



MrFord



"Where in the world's the forgotten? 
They're lost inside your memory
you're dragging in your heart's been broken
'cause we all go down in history 
where in the world did the time go?
It's where your spirit seems to roam
like losing faith to our abandon
or an empty hallway from a broken home."
Green Day - "The forgotten" -


 

martedì 29 novembre 2011

Breaking dawn Parte 1

Regia: Bill Condon
Origine: Usa
Anno: 2011
Durata: 117'



La trama (con parole mie):  Bella e Edward, terminato il liceo, finalmente coronano il loro sogno d'amore convolando a nozze, con sommo dispiacere del licantropo Jacob e stupore degli ex compagni di scuola umani. 
In luna di miele Bella costringe finalmente Edward - che alla religione e alle tradizioni ci tiene - a fare sesso nonostante i clamorosi rischi - quello di godersela un pò, forse!? -, e non contenta fa di tutto perchè il vampiro ripeta la performance più di una volta, tanto che alla fine quello ci casca e la ragazza rimane incinta.
Peccato che essere ingravidate da un vampiro provochi effetti collaterali mai visti, oltre all'incertezza assoluta a proposito del nascituro, con il rischio concreto che sia un mostro assetato di sangue pronto a distruggere tutto e tutti.
A questo punto i licantropi vicini dei Cullen, guidati dall'arcigno Sam, faranno di tutto per tornare sul sentiero di guerra e rimettere i succhiasangue al loro posto.




Lo scorso anno, quando uscì in sala Eclipse, pensai che, nonostante la clamorosa bruttezza della pellicola, ci fosse perlomeno qualche speranza di vedere venata di una leggera autoironia la parte conclusiva di una delle saghe letterarie e cinematografiche qualitativamente peggiori della Storia, legata alla vicenda amorosa del vampiro Edward Cullen e la giovane umana Bella Swann.
Invece, con la prima parte del fortunatamente ultimo capitolo di questa merdata di proporzioni bibliche per quindicenni in crisi ormonale post-cartoni animati, il pessimo Bill Condom torna sui binari dell'agghiacciante New moon, uno dei teen movies peggiori di sempre: confesso che, nel corso dei primi venti minuti di Breaking dawn, la mia incredulità ha raggiunto livelli mai visti prima rispetto al fatto che qualcuno possa essere stato davvero pagato - e profumatamente, pensando ai giovani protagonisti - per produrre questa roba e portarla sullo schermo.
Il retrogusto profondamente cattolico della vicenda - proveniente probabilmente dai libri, e legato alla terrificante evoluzione della storia d'amore di Edward e Bella, una delle più smielate, patetiche, noiose e clamorosamente finte mai portate sullo schermo -, unito ad una recitazione ai livelli del parrucchino di Nicholas Cage o di quello, ben peggiore, di Steven Seagal, una sceneggiatura da soap televisiva ed effetti visivi così portentosi da non mostrare nulla di quello che sarebbe interessante mostrare - le trasformazioni dei licantropi, così veloci da ricordare quelle dei Transformers, mi hanno ricordato quanto miracolosa resta la magia di Un lupo mannaro americano a Londra - targato 1981, Taylor Lautner è nato nel 1992: viva i Classici - fanno di Breaking dawn un serissimo candidato al primo posto nella classifica dei peggiori film del 2011 che mi accingo a preparare per fine anno, arrivando, nella mia mente, anche a minacciare schifezze subumane quali Tekken e Dylan Dog, orrori giunti senza un perchè sul grande schermo.
Ma andando oltre il futuro destino di questo film nelle classifiche fordiane, i ridicoli scambi di sguardi tra i due innamorati e la totale incapacità a livello attoriale di Pattinson e della Stewart, sopravvissuti - noi spettatori, non loro - a stento all'assurda sequenza del matrimonio, incontriamo il peggio solo con la partenza dei piccioncini per la loro luna di miele, un campionario di scene in grado di infrangere la barriera del ridicolo involontario per giungere, semplicemente, nel magico mondo dell'immondizia non solo cinematografica: oltretutto, per una vicenda che dovrebbe - almeno in teoria - rappresentare un amore traboccante passione e romanticismo, la sequela infinita di primi piani inespressivi conditi da frasi senza alcun senso logico unita alla freddezza dei due protagonisti - ma questi due staranno davvero insieme!? Perchè credo bacerebbero con più trasporto anche il più repellente degli animali presente sul globo - rende il tutto soltanto terribilmente noioso.
Ma al peggio non c'è mai fine, e così, una volta esploso lo scandalo della gravidanza di Bella, si da inizio alla supposta parte drammatica della pellicola, che dovrebbe culminare con un'epica - e telefonatissima - battaglia tra vampiri e licantropi in parallelo al momento del parto della fresca sposina, e che invece finisce per essere una sorta di supplizio ritmato dall'aumentare del trucco per rendere la Stewart sempre più emaciata, schiacciata dal peso di questa creatura insolita e già praticamente leggendaria nata dalla sua unione con Edward - che passa il tempo a darsi la colpa di tutto senza combinare una fava di niente, senza contare lo scarsissimo appeal mascolino che esprime, specie accanto a quello che, in teoria, dovrebbe essere il suo rivale in amore Jacob, già di suo non proprio un esempio di machismo duro e puro -.
Fortunatamente, ad un certo punto, tutto finisce, ovviamente nessuno si fa la bua e l'amore - ma quello vero vero vero e forte forte forte di Edward e Bella - trionfa come solo nelle migliori famiglie.
Ed è a quel punto che succede.
Ci si rende conto che ad attenderci c'è ancora la parte due.
E allora non si è più tanto felici.
Se non per il fatto che il 2012 ha già un film candidato al titolo di peggiore dell'anno.

MrFord

"La bella canzone di una volta faceva sorridere la gente, 
che la trovava divertente e la cantava a voce alta. 
La bella canzone di una volta faceva commuovere la gente, 
che la ascoltava attentamente e la imparava in una volta. 
La canta il commissario al lestofante, 
la fischia il portinaio spazzolante 
mentre la balia col poppante 
la trova molto interessante. 
L'accenna il giovanotto dal barbiere
e dopo un po' la sa tutto il quartiere
che pullula di mille capinere, e a mezzanotte c'è l'oscurità."
Elio e le Storie Tese - "La bella canzone di una volta" -
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