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lunedì 6 maggio 2019

White Russian's Bulletin



Un'altra settimana è trascorsa in questa stranissima primavera dal sapore autunnale, qui al Saloon, e come è accaduto spesso dal rientro dagli States è stata una settimana dominata in lungo e in largo dalle serie televisive, tra Game of thrones - di cui parlerò soltanto al termine della stagione -, Shameless - conto alla rovescia per l'ultimo episodio - e Gomorra, unica ad aver scritto la parola fine alla sua quarta apparizione sugli schermi. 
Per poter dunque affiancare alle gesta di Genny Savastano un prodotto simile per contenuti ma geograficamente più vicino al sottoscritto, ho deciso di occupare l'unico slot "non seriale" con Lo spietato, produzione Netflix che riporta alla Milano degli anni ottanta. 
Una settimana crime, dunque, e molto italiana. 



MrFord



GOMORRA - STAGIONE 4 (Sky, Italia, 2019)

Risultati immagini per gomorra 4


Fin dai tempi di Romanzo Criminale è noto il fascino che, anche a chilometro zero, il crime esercita su questo vecchio cowboy, cresciuto con gli affreschi di Scorsese e sempre in attesa di qualche nuova proposta che mostri il mondo "oltre il confine": Gomorra, fin dai suoi esordi, è stata un'ottima sorpresa che in casa Ford abbiamo accolto a braccia aperte, imparando ad odiare quanto a legarci ai suoi protagonisti. Al quarto giro di giostra, la produzione Sky ed il suo protagonista - l'ormai mitico Genny Savastano di Ciro Esposito - erano chiamati a colmare il vuoto lasciato dalla morte di Ciro "L'immortale" - che, come si evince dalla sequenza al termine dei titoli di coda dell'ultimo episodio, tornerà sul grande schermo con uno spin off che ne racconterà le origini, un vero e proprio prequel, intorno a fine anno -: impresa non da poco, considerato che Ciruzzo era stato in tutto e per tutto il contrappeso di Genny, da amico e da nemico.
La missione di Gomorra si può dire compiuta, nonostante una certa incertezza - che in termini narrativi ci può stare - rispetto alla ricerca di un'identità "pulita" da parte di Genny, che per tre quarti della durata della stagione potrebbe tendere a disorientare senza lasciare intravedere il sentiero tracciato dagli autori: Genny intento a lavorare sul suo sogno da imprenditore, Patrizia a Secondigliano, i Levante pronti ad irrompere nella geografia malavitosa di Napoli, Sangue Blu alle prese con i problemi interni del suo clan. Alla fine, però, tutti i nodi vengono al pettine, e accanto ad un paio di sequenze già cult  - "Dì ai tuoi fratelli che Gennaro Savastano è tornato", oppure "Ti avevo detto di non fidarti mai di nessuno, neppure di me" - si chiude una stagione amara anche se meno drammatica di altre, che di fatto afferma che, quando nasci e cresci all'interno di un certo mondo, uscirne è praticamente impossibile. E non ci sono sogni che possano competere con la dura realtà.
Specie in momenti come quello che saluta il pubblico con l'ultima immagine della stagione, che pare uscire dalla fiction e sfondare a muso duro la famosa quarta parete.
Genny è tornato. Lunga vita a Genny.






LO SPIETATO (Renato De Maria, Italia/Francia, 2019, 111')

Lo spietato Poster


A fare il milanese trapiantato e imbruttito, Scamarcio riesce molto bene. Da milanese, anche se di nascita e da spettatore, so che è sempre stato il mondo calabrese a fare la voce grossa per quel che riguarda la malavita, così come che dietro la parte "da bere" ci fosse tutto un mondo sotterraneo che di diverso rispetto alla Sicilia in mano alla Mafia aveva soltanto la capacità di restare nascosto. Un approccio che, nel corso della vita, ho tenuto io stesso. In fondo, è sempre meglio avere i problemi in tasca, piuttosto che in piazza. 
E' un bell'esperimento, questo di De Maria: in parte omaggio ad un Cinema di genere, in parte commedia, in parte dramma. Si guarda bene, accompagna, funziona. 
Ma in realtà, è guascone ed improvvisato come Santo.
Non è originale, è solo "messo giù da gara".
Per chi, come me, viene da Milano Calibro 9 e conosce bene le strade sotto la Madonnina, è un bell'omaggio, un piacevole divertissement, ma fa lo stesso effetto di Blow rispetto a Scarface.
Il plauso a Netflix e all'ex idolo delle adolescenti Scamarcio - che in questi ruoli trova la sua dimensione, nonostante appaia decisamente più vecchio di quanto non sia - va tutto, ma l'entusiasmo, forse, è stato eccessivo. 
In fondo, di storie come questa, iniziate per la gloria e finite in fuga o nel sangue, se ne sono già viste. E anche di migliori.



martedì 30 aprile 2019

Tuesday's child


Settimana delle uscite che, come per la precedente, arriva in anticipo e rompe gli schemi a causa delle festività di questo periodo: a fare compagnia al vecchio cowboy e al finto giovane Cannibal Kid per commentare i titoli pronti a scaldare il weekend in sala neanche fossimo a ridosso di un finale di stagione calcistica incerto, Riccardo Giannini, che di pallone - ma non solo, a quanto pare - mastica eccome.


MrFord



"Certo che a vivere come Ford si sta proprio bene!"

NON SONO UN ASSASSINO

"Un White Russian mentre mangi? Stai diventando peggio di quel beone di Ford!"
Riccardo: "Non sono un cineblogger", parafrasando il titolo di questo film. Ringrazio entrambi per la "convocazione", usando un termine calcistico; spero non abbiate da pentirvene. Veniamo a questo legal thriller italiano, tratto dal libro omonimo di Francesco Caringella: poliziotto accusato di aver ucciso un giudice, suo caro amico, e difeso da un avvocato in crisi, legato all'indagato e all'assassinato da un rapporto d'amicizia (ma ha sofferto, pare, il ruolo di "terzo incomodo"). Il penale è materia interessante per il sottoscritto e mi incuriosisce soprattutto questo enigma della chiave e del relativo cassetto contenente degli "scomodi segreti". Diciamo che Scamarcio e Boni sono due "top player" tra i nostri attori, mentre la Gerini mi sembra fuori ruolo come Pubblico Ministero. Ho paura che sia il classico film dal finale che ammazza e delude tutte le attese.
Cannibal Kid: Nemmeno io sono un cineblogger. Io sono Il Cineblogger per eccellenza, ahahah
Di certo non è un cineblogger Ford, che semmai può essere considerato un cinehater. O se non altro uno che odia i bei film. Questo Non sono un assassino rientrerà nella categoria dei bei film?
Un tempo avrei detto di no, solo che di recente la mia fiducia in Scamarcio è aumentata. Parecchio. Non dico sia diventato il CR7 del nostro cinema. Dopo i suoi ruoli da amante della cocaina in Loro, Euforia e nel recente esaltante Lo spietato, lo accosterei piuttosto a Diego Armando Maradona. Nientepopodimeno che. Alessio Boni invece è un po' il Dybala della cinematografia italiana: discontinuo, ma a tratti capace di ottimi numeri. In più c'è Edoardo Pesce, rivelazione alla Kean in Dogman. La Gerini invece è come Montolivo: è partita bene (con Verdone) e poi si è rivelata una ciofeca.
Con una formazione così, questo legal-thriller non garantisce una vittoria certa, ma un discreto spettacolo quello sì.
Ford: non sono un radical chic come Cannibal, e nonostante le sorprese che può riservare Scamarcio - che io avevo già ben visto ai tempi dei tempi in Romanzo criminale, da ottimo osservatore - non credo che questo film finirà per rivelarsi l'ennesima produzione italiana esaltata dalla cricca di Peppa Kid neanche fosse destinata a chissà quali traguardi.
Più che altro, rischierà per vedersi svanire tra le mani un sogno che non sembrava neppure tanto più nel cassetto. Un po' me la Juventus con la Champions.

I FRATELLI SISTERS

"Com'è che Ford abita così lontano?" "Non vuole che casa sua sia raggiunta da una qualsiasi automobile!"
Riccardo: Western bizzarro, non tanto per l'humor nero che lo contraddistingue: anche "100 modi per morire nel west" di Seth MacFarlane ne aveva a fiumi (fino a cadere nell'irresistibile demenzialità stile Griffin), ma quest'ultima pellicola rispettava comunque alcuni canoni del Western. Ecco, "I fratelli Sisters" mi sembra veramente uscire dai binari, per offrire una storia interessante (incentrata non solo su duelli e inseguimenti, ma anche sulla ricerca dell'oro). D'altro canto il Western è oramai un genere "defunto", quindi bisogna inventarsi qualcosa per fare un Western nel 2019. C'è Phoenix, nel momento in cui tutti attendono di vederlo nei panni del Joker. Nel complesso ciò che mi incuriosisce e questa assenza di distinzioni tra buoni e cattivi, niente bianco e nero, ma tante sfumature di grigio. Certo, l'epicità del "Grande Silenzio" (il grande spaghetti western senza buoni) è tutt'altra cosa, ma va benissimo così!
Cannibal Kid: Uno dei film più rischiosi dell'anno. Per la mia vita. Io il western non lo sopporto. Un genere troppo vecchio, troppo superato, troppo... fordiano. Anche se questo sembra essere diverso dal solito, anche se alla regia c'è un regista che apprezzo parecchio come Jacques Audiard, anche se nel cast ci sono due miei idoli come Joaquin Phoenix e Jake Gyllenhaal, anche se in rete si trova già da diverse settimane, ancora non ho trovato il coraggio di vederlo. E forse mai lo troverò.
Ford: nonostante sia in rete da parecchio non sono ancora riuscito, da buon ritardatario, a recuperare quello che potrebbe essere il film della settimana, ed uno dei più fordiani di questo periodo. Audiard è un regista che ho sempre apprezzato, così come Phoenix e Gyllenhaal e l'ottimo gregario John C. Reilly, il Western è una specie di seconda pelle, direi che gli ingredienti per un ottimo cocktail da Saloon ci sono proprio tutti.

STANLIO & OLLIO

"Solo un bianchino triste?" "Che vuoi che ti dica!? L'open bar l'ha organizzato Cannibal!"
Riccardo: Ritroviamo John C. Reilly, uno dei due fratelli Sisters, nei panni di Oliver "Ollio" Hardy. Devo dire che i due attori protagonisti (Stan "Stanlio" Laurel è Steve Coogan) sono perfetti nella parte! Ammetto però che da bambino non sono mai stato un fan del duo, uno spettatore assiduo; ricordo con piacere più che altro alcune loro "comparsate" in alcune bellissime storie di Topolino. Ho letto velocemente la loro biografa ed effettivamente ci sono tanti momenti tristi. Immagino quindi sia un film da guardare con una buona scorta di fazzoletti, una storia sull'amicizia e sugli ostacoli da essa affrontati. Mi piace porre il focus sulla difficile convivenza dei due personaggi comici con le vere persone (da quello che si evince sul trailer, mi sembra un tema principale): aspetto a me caro quello dello "sdoppiamento" della personalità.
Cannibal Kid: Altro titolo rischiosissimo, altro lavoro che mi spaventa parecchio, considerando che la comicità vecchio stile (quindi anch'essa fordiana) di Stanlio e Ollio non l'ho mai retta manco per sbaglio, altro lavoro interpretato dall'antidivo John C. Reilly, a sorpresa il grande protagonista di questa settimana cinematografica. Un attore che ho amato molto ai tempi di Magnolia, ma che da allora non mi ha più convinto un granché. Difficilmente con una doppietta di pellicole come questa ritornerà nelle mie grazie.
Ford: titolo potenzialmente interessante, che regala il giusto "spotlight" ad un attore capace e sottovalutato come Reilly, che non essendo esattamente un re del ballo di fine anno della scuola è ovviamente snobbato da quella divetta di Katniss Kid. Non sono mai stato un grande fan di Stanlio e Ollio, ma nutro discrete speranze affinchè questo film possa rivelarsi quantomeno interessante nel raccontare quello che c'era dietro "le maschere".

ATTACCO A MUMBAI - UNA VERA STORIA DI CORAGGIO

"Perdonami, non volevo consigliarti quel film consigliato da Cannibal!"
Riccardo: Il film ricostruisce gli attentati terroristici a Mumbai, in India, il 26 novembre 2008. I fari sono puntati su quanto accadde nell'hotel di lusso "Taj Mahal Palace". Ci sarà spazio, immagino, per diverse sotto-storie e personaggi. Ma decisamente un genere di film che non mi attrae affatto. Nel 2019 trovo sorpassato questo modo di fare cinema. Meglio un docu-film a tutti gli effetti sui fatti reali (tanto più a soli 10 anni dai loro avvenimenti).
Cannibal Kid: Anche io non amo molto i film ispirati alla cronaca, che spesso finiscono per essere troppo limitati dall'obbligo di aderire ai fatti realmente successi. Riccardo lo definisce un modo sorpassato di fare cinema e io, considerando che si tratta del tipo di film prediletto negli ultimi anni dall'idolo fordiano Clint Eastwood, non posso che essere d'accordo. Questa ennesima storia di eroismo non è girata da lui, ma mi attira allo stesso modo dei suoi ultimi spenti lavori. Ovvero pochissimo.
Ford: se fosse stato girato da Clint, o Michael Mann, o qualche altro vecchio leone del Cinema made in USA, probabilmente la mia curiosità sarebbe stata più consistente. Purtroppo non è così, dunque prevedo che questo Attacco a Mumbai sarà più che altro un attacco alla pazienza e a chi si aspetta una cronaca e si ritroverà la consueta storia retorica all'ammeregana. Peccato, perchè in questi casi mi tocca quasi dare ragione al mio rivale.

NON CI RESTA CHE RIDERE

"Ford ci detesta, festeggiamo! Andiamo tutti a Casale da Cannibal!"
Riccardo: Alessandro Paci dirige e interpreta questo film, a fianco dell'amicone Massimo Ceccherini, praticamente un insieme di barzellette - credo e spero - legate da una trama (comunque risibile). Personalmente non sono un gran fan del filone della comicità\commedia toscana, nonostante la mia passione per uno dei film capostipiti del filone: "Berlinguer ti voglio bene". Nel caso di Ceccherini e Paci, sono due "mediani" che si sono fatti "fantasisti" mettendosi in proprio, per usare una metafora calcistica, ma i risultati sono sempre stati deludenti. Il Benigni irriverente e Carlo Monni erano di tutt'altra categoria. Di sicuro un film che eviterò senza esitazioni.
Cannibal Kid: Alessandro Paci sinceramente non so manco chi sia. E non ho particolarmente voglia di scoprirlo. Massimo Ceccherini invece (purtroppo) lo conosco e non mi è mai piaciuto per niente. Da quando so che Ford lo detesta ancora più di quanto detesti me, devo però ammettere che ha cominciato a starmi un pochino simpatico. Tranquilli, raga, non abbastanza da guardarmi un suo film, o da smettere di considerarlo uno scarpone totale, sia del cinema che della comicità.
Ford: mancava, in una settimana tutto sommato non malaccio, la classica poracciata italiana di quelle che, per usare un paragone calcistico, vengono in mente quando mettiamo il nostro catenaccio a confronto con un calcio totale. Un pò come se lo spento Milan uscito dalla Coppa Italia fosse sceso in campo contro l'Ajax sorpresa della Champions. Considerata, poi, la presenza di Ceccherini, forse il personaggio cinematografico italiano che più detesto in assoluto, la frittata è fatta. Non mi resta che ignorare l'esistenza di questo film e passare oltre.

giovedì 13 dicembre 2018

Thursday's child





Bentornati nella più longeva tra le rubriche dedicate alle uscite cinematografiche della blogosfera, o quantomeno quella più diretta da due acerrimi rivali: questo vecchio cowboy e Cannibal Kid.
A fare gli onori per il penultimo appuntamento dell'anno, prima di lasciare spazio a festività e classifiche di vario genere, Obsidian Mirror, un altro nome illustre della vecchia guardia di questo format ormai semi fantasma.


Obsidian: Concedetemi due parole introduttive per ringraziare i miei ospiti di questo inaspettato invito a partecipare alla loro esclusiva rubrica di anticipazioni cinematografiche. Grazie mille! Ecco fatto. Erano giusto due parole. Me la sarei potuta cavare anche con una ma, ve ne sarete accorti, sono uno a cui piace complicare le cose. Da qualche parte qui attorno dovrebbe esserci anche un link al mio blog per cui non serve dire altro e vengo subito al tema di oggi: “Sette validi motivi per non andare al cinema”.

"Si avvicina Cannibal: meglio fuggire prima che mi stalkeri."

Un piccolo favore

Ford e Cannibal discutono a proposito della scelta dell'ospite settimanale.

Obsidian: Vi faccio subito un piccolo favore: provo a indovinare la trama del film senza averlo visto, che tanto ne ho visti altri cento tutti uguali. È la mia maniera di salvarvi tutti quanti dal pantano dei luoghi comuni, filo conduttore di questo cinepanettone travestito da film. Allora… ci sono due tizie fighe, una delle due faceva Twilight (ma non ho capito bene quale e comunque non c’entra niente) l’altra è una vlogger (poteva banalmente essere una blogger, ma il regista è troppo avanti), e l’altra scompare (nel senso che un attimo prima c’era e poi… puff). No, non avete contato male. Sono io che ho fatto casino: le tizie sono solo due. Ad ogni modo la tizia che non è scomparsa si getta alla ricerca dell’amica con l’aiuto del marito di quest’ultima. Oddio come l’ho detto male! Insomma, avete già capito che, praticamente da qui in avanti, i due iniziano gradualmente a sbattersene i coglioni dell’amica/moglie scomparsa e partono a trombare come dannati… Beh, magari iniziano con qualche bacetto, non dico di no, ma alla fine vedrete che si tromba.
Cannibal Kid: Vedo che Obsidian in quanto a deliri non è da meno rispetto a me in un giorno qualunque, o a Ford dopo che ha bevuto mezzo sorso di White Russian analcolico. Se la trama è davvero così, io sono attirato parecchio da questo film. E non solo dalle sue due protagoniste. Inoltre, sosteniamo le pellicole che parlano dei colleghi, vlogger o blogger che siano. A meno che non si tratti di Mr. Ford e nei suoi confronti l'unica cosa da fare è il boicottaggio.
Ford: quando ho visto il trailer di questo film mi sono venuti in mente immediatamente i thriller da sabato sera su Italia Uno che trasmettono tensione sono a Katniss Kid e quei filmacci anni novanta che vorrebbero essere pruriginosi ma sono solo fuori tempo massimo. Un piccolo favore che potrei farmi se dovessi decidere di guardarlo sarebbe senz'altro quello di bere molto White Russian molto alcolico.

Macchine mortali

"Ford dev'essere passato di qui con il suo quad."

Obsidian: Cosa succede se le città hanno delle ruote e possono spostarsi per il mondo? Vi prego, no. Non lo voglio nemmeno sapere. Non bastavano queste dannate automobili a dannarmi l’esistenza nel mio quotidiano tragitto casa-lavoro-casa? Servivano proprio altri mezzi di trasporto, questa volta grandi come metropoli, a intasare le nostre strade? Beh, forse la trama non sarà proprio così come l’ho dipinta, ma siamo di fronte a un fantasy, ragazzi, quindi corriamo a sospendere la nostra incredulità e aspettiamoci di tutto, anche le città semoventi. Ma dove sono finiti gli elfi pasticcioni e le damigelle in pericolo? Si direbbe che negli ultimi anni, complice la mia distrazione, il genere si sia evoluto parecchio, e non necessariamente in meglio. O più probabilmente chi ha scritto il romanzo che ha generato tutto questo (tale Philip Reeve, ndr) è un puro megalomane. Un brivido mi scorre lungo la schiena mentre leggo che “Macchine Mortali” in origine è un ciclo (e te pareva) di sette romanzi! State quindi in campana e, se decidete di correre tutti al cinema, avrete presto tanti altri bei sequel.
Cannibal Kid: Se le città hanno delle ruote e possono spostarsi per il mondo, io prego soltanto una cosa, che al volante non ci sia Mr. Ford. Uno che, come tutti sanno, pure lui stesso, è un disastro sulle 4 ruote (e non solo sulle 4 ruote). Ford al volante, pericolo costante. Così com'è un pericolo costante ogni filmetto fantasy dalla trama distopica e assurda. A meno che non sia interpretato da Jennifer Lawrence.
Ford: nonostante l'entusiasmo provocato dal trailer di questo film in Julez, ho il dubbio enorme che si tratti dell'ennesima robetta fantasy teen che a suon di proclami da locandina spera di portare in sala quanti più spettatori da weekend possibili a prescindere da quanti sequel siano previsti o da quanto l'eroina di tutti i mondi immaginabili, la già citata Katniss Kid, possa invocare in suo soccorso Jennifer Lawrence. Me ne terrò ben alla larga. Dal film, non da Jennifer Lawrence.

Il testimone invisibile

"Ecco quello che succede a lasciar guidare Ford!"


Obsidian: Ci sono due modi per usare quei dieci euro che avete in tasca: 1) consegnarli alla cassiera di un cinema dove proiettano “Il testimone invisibile” oppure 2) usarli per pulirvi il naso. Se avete scelto la prima opzione, beh, allora vi siete persi una buona occasione per liberarvi dal muco in eccesso, cosa che la rigidità dell’inverno rende particolarmente fastidiosa (per voi) e disgustosa (per chi vi stava seduto accanto al cinema).
Ma perché farsi dei problemi? Se avete masochisticamente deciso di assistere all’ennesimo “legal drama” della vostra vita sarete certamente crollati di schianto dopo un minuto e non vi sarete accorti di nulla. Quella strana sensazione di appiciccaticcio sulla guancia, quando le luci in sala vi inviteranno a proseguire il vostro riposo a casa vostra, vi insegnerà a considerare meglio il valore del denaro.
Cannibal Kid: Nonostante le avvertenze di Obsidian, questo thriller con Riccardo Scamarcio e la sempre più splendida e brava Miriam Leone potrebbe essere la sorpresa della settimana. Non sono sicuro che valga 10 euro, anche perché io sono avaro economicamente quasi quanto Ford è avaro di parole buone nei confronti del bel cinema, però una visione gratuita più o meno legale sponsorizzata dal generoso web credo ci possa stare.
Ford: stranamente in questo caso mi trovo più d'accordo con la visione di Cannibal che non con quella di Obsidian. Il testimone invisibile, per quanto all'apparenza "troppo italiano", potrebbe inaspettatamente rivelarsi quantomeno una cosa discretamente guardabile con una Miriam Leone decisamente guardabile. Posso solo sperare di non trovarmi troppo d'accordo con il mio rivale, quanto piuttosto con l'economo Obsidian.

Lontano da qui

"Caro Cucciolo, non puoi assistere a questa proiezione, sei troppo giovane." "Maggie, sei quasi peggio di Ford!"

Obsidian: Una storia di speranza e disperazione, che nasce dalla disillusione dell'età adulta. Ecco, questo è un film che potrei anche decidere di guardarmi, a dispetto di quanto dichiarato nella premessa. Chi più di me può infatti dirsi disilluso, che neanche faccio più l’albero di Natale che poi altrimenti ce l’ho in mezzo alle balle per un mese...? Magari non al cinema, visto che ormai raramente mi prendo la briga di vestirmi, mettermi le scarpe e affrontare l’inferno del multisala, ma guardarmelo un giorno in streaming su qualche piattaforma magari sì. Rimane un margine d’incertezza dovuto al fatto che la protagonista pare sia una maestra d’asilo, un particolare che evoca la presenza di bambini urlanti come Goonies.
Cannibal Kid: Faccio una confessione a sorpresa e spero che suo fratello Jake possa un giorno perdonarmi: io Maggie Gyllenhaal proprio non la sopporto. E l'idea di assisterla in una pellicola ad alto tasso buonista in cui fa la maestrina mi attira quanto una lezione di cinema tenuta da quel professorino so-tutto-io di Mr. Ford. Io giro lontano da lui e da questo film.
Ford: io cerco sempre di fare il possibile per stare lontano da Cannibal, ma ancora dopo anni di lotte, insulti e battaglie lui continua a tornare settimana dopo settimana. Sto valutando seriamente la possibilità di pagare The Rock per trasformarlo nel nuovo albero di natale di casa Obsidian, senza che si disturbi troppo a rimetterlo in cantina una volta finite le festività.

La donna elettrica

"Questo tiro al Cannibale è proprio un gran bello sport!"


Obsidian: Una donna lotta contro un'industria locale che sta compromettendo la vita degli abitanti. Ma l'arrivo di un bimbo orfano metterà in discussione tutte le sue battaglie… Quale miglior cocktail si può ottenere mescolando a cazzo tanti buoni sentimenti? Film con un sottobosco ambientalista ne hanno già fatti migliaia, specie da quando i primi reattori nucleari del mondo reale hanno iniziato a dare tanti meravigliosi spunti ai produttori hollywoodiani… e quest’ennesimo tentativo arriva con decenni di ritardo, fingendo di ignorare che al grande pubblico oggi non serve altro che Facebook per indignarsi. Ho il sospetto che gli orfanelli siano stati aggiunti alla ricetta all’ultimo, come quando assaggi la minestra e ti accorgi che manca di sale.
Cannibal Kid: Pellicola islandese ecologista che dalla tematica potrebbe sembrare una mazzata mortale. Quasi quanto le politiche ambientali di Donald Trump nei confronti del mondo. O l'opinione di Ford su un teen movie da me adorato. Invece pare che sia un “feel good movie” più leggero di quanto possa sembrare ed è notizia delle ultime ore che Jodie Foster ne realizzerà un remake americano. Ci troviamo quindi al cospetto di un piccolo grande film rivelazione da tenere d'occhio?
Ford: un film che è una scommessa. Da un lato potrebbe rivelarsi la finta roba d'autore radical in realtà super buonista come molte di quelle che piacciono al Cucciolo Eroico, dall'altro una di quelle pellicole profonde ma anche divertenti tipiche di alcune proposte Sundance e di quasi tutte quelle fordiane. Personalmente, spero rientri nella seconda categoria.


Verso un altrove

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"Mi alleno per battere il record di jogging di Marco Goi."

Obsidian: Una rapina in banca che finisce male, uno dei banditi che finisce in galera, gli altri banditi che non finiscono da nessuna parte perché il complice sfigato decide eroicamente di tacere. Dove l’ho già sentita questa storia? Forse succederà qualcosa di originale nel secondo tempo? Il bandito esce di galera e si trova di fronte, guarda un po’, a un mondo che gli chiude tutte le porte. Tutto sembra destinato a finire nel peggiore dei modi finché arriva una donna e… via che si tromba. In poche parole il secondo tempo di “Verso un altrove” è perfettamente intercambiabile con il secondo tempo di “Un piccolo favore”, il film che ha aperto questa piccola rassegna settimanale; i due sceneggiatori si sono inventati un pippone iniziale diverso, anche se entrambi egualmente privi di originalità, per arrivare al climax che lo spettatore medio attende con più ansia, quello che esplode sotto le lenzuola.
Cannibal Kid: Questi tentativi da parte di Obsidian di scoraggiare gli spettatori in realtà su di me sortiscono esattamente l'effetto opposto. Se Un piccolo favore ero già convinto di guardarlo, il blogger ospite questa settimana è riuscito a farmi venire una certa curiosità persino nei confronti di questo altrimenti poco promettente lavoro italiano. Meno male che non è guest star ogni settimana, se no mi farebbe venire voglia di vedermi tutti i film in uscita!
Ford: Cinema italiano, luoghi comuni e tentativi mal riusciti di risultare accattivanti. Pare quasi peggio della peggiore delle recensioni da groupie del Cannibale. Vado verso un altrove che, più che una delle sale in cui verrà proiettato, sarà un locale dove servano dei gran bei white russian.

sabato 15 aprile 2017

Il sapore del successo (John Wells, USA, 2015, 101')





Dai tempi in cui cominciai a superare la timidezza adolescenziale ed a cambiare in quello che sono oggi, realizzai da subito che mangiare, per me, sarebbe stato importante almeno quanto bere.
Non sono uno che mangia tutto, ma sul cibo, come sulla vita, ho una mentalità molto aperta, e se qualche ingrediente dovesse avere anche solo una possibilità di piacermi, non mi tirerò mai indietro dal provarlo: dal sushi alla cipolla cruda, sono molte le cose che una ventina d'anni or sono non mi sarei neppure sognato di assaggiare che ora fanno parte senza colpo ferire del mio background culinario, nonostante sia più un consumatore che non un cuoco, se non di sopravvivenza - Julez può testimoniare di essere stata conquistata con la pasta al tonno -.
Questa passione, questo istinto - che, a ben guardare, va di pari passo con quelli alcolici, sessuali e legati alla fisicità -, trova libero sfogo anche nella ricreativa visione di produzioni televisive come Masterchef, appuntamento fisso in casa Ford fin dai suoi esordi qui in Italia, pronto a far conoscere anche a noi comuni mortali la realtà dietro una cucina alta e stellata: Il sapore del successo, adattato e distribuito malissimo qui nella Terra dei cachi, dal cast ricco e sceneggiato dallo Steven Knight di Locke, si riferisce proprio a quel mondo fatto di aspirazioni, sacrifici, talento, esperienze sensoriali che è la cucina, specialmente stellata.
A partire da una vicenda forse narrata in modo troppo spiccio e semplice, il lavoro di John Wells finisce per diventare un gustoso divertissement che, seppur lontano dalle "tre stelle" inseguite dal suo protagonista - un Bradley Cooper nella sua versione da bad guy - e da cose molto più saporite come Soul Kitchen, emoziona, diverte e coinvolge senza perdere un colpo, dai passaggi più drammatici a quelli più leggeri, stuzzicando anche la fame grazie alla danza di alcuni piatti più simili ad opere d'arte che non a portate da pranzo o da cena.
La vita in una cucina, inoltre, come mostrato dal già citato Soul Kitchen o da Ratatouille, soprattutto se si tratta di una cucina stellata, pare l'equivalente di un addestramento nei marines orchestrato dal Sergente Hartman, all'interno del quale si sacrifica tutto, si mangia un sacco di merda e si deve essere disposti a dare il meglio in qualsiasi condizione per poter sperare di avere anche solo una possibilità alla lontana di emergere: una specie di piscina popolata da squali all'interno della quale, nonostante l'appetito, si può cercare soltanto di non essere mangiati, e se di tanto in tanto va bene di guadagnare qualche briciola.
In fondo, dietro l'atto d'amore che secondo me è il cucinare, c'è qualcosa di splendido e crudele ad un tempo: il fatto di poter creare qualcosa che conquisti, stimoli e nutra il tuo prossimo - soprattutto se si tratta di un prossimo che, per un motivo o per un altro, desideri vedere soddisfatto - è una delle cose più fantastiche che esistano, ma allo stesso tempo una delle più terribili, considerato che non ti permette, se non attraverso il piacere altrui, di godere di quello che fai.
In un certo senso, la cucina è una versione alternativa del sesso orale, del momento in cui ti concentri solo ed esclusivamente sul piacere di un'altra persona, e poco importa se per te sarà solo di riflesso.
In un certo senso, il percorso di maturazione e superamento del dolore - e di se stesso - del protagonista interpretato da Bradley Cooper passa proprio da questo: a volte, per poter imparare ed evolvere in prima persona, si deve concedere qualcosa al mondo, agli altri, a quello stesso esterno che permetterà di imparare a migliorarsi, conoscere sapori nuovi e far godere chi abbiamo di fronte di quello che avremo raccolto.
Io adoro imparare almeno quanto insegnare.
E la cucina, il cibo, quell'istintività così simile al sesso, sono un veicolo perfetto.
Il sapore del successo ruota tutto attorno a questo favoloso concetto.
Poi, poco importa che il film sia solo piacevole, e non favoloso.
In fondo, io sono una buonissima forchetta.




MrFord




 

martedì 21 marzo 2017

John Wick - Capitolo 2 (Chad Stahelski, USA, 2016, 122')

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Quando si parla di action movies tamarri, l'hype che mi travolge nell'attesa della visione è superiore a quello di qualsiasi proposta d'autore, film di Clint Eastwood o Michael Mann.
Probabilmente, soltanto un ritorno a sorpresa del mitico Stanley potrebbe scatenare dentro di me qualcosa di più devastante.
Dunque, capirete bene quanto attendessi, dopo l'ottimo exploit - inaspettato, tra le altre cose - di John Wick qualche anno fa, il nuovo film della saga dedicata all'ex assassino spaccaculi ed ammazzacristianiamazzi interpretato da Keanu Reeves, che lasciati a casa i panni del "cibernetico signore degli anelli" con il buon John aveva ritrovato il posto che gli competeva nel panorama action dai tempi di Speed.
E capirete bene quanto possa essermi sentito deluso e quasi incazzato, non fossi stato intorpidito completamente dal sonno al termine della visione.
Perchè il secondo capitolo di John Wick è una delle delusioni più terribili che abbia patito nel corso degli ultimi mesi: un prodotto moscio, privo di ironia, eccessivamente serioso, statico non tanto nelle sequenze d'azione - ben congeniate - quanto nello spirito, un trito e ritrito portato avanti per due ore che paiono interminabili - ed in questi casi non dovrebbe certo andare in questo modo - e che hanno il sapore di raccordo per un eventuale terzo capitolo, quasi si volesse cercare di trasformare John Wick in una produzione, per l'appunto, nello stile di Michael Mann, senza ricordare che le tamarrate non solo devono restare tamarrate, ma anche e soprattutto pestare il piede sull'acceleratore ogni volta possibile - in questo senso, una lezione è data dall'impietoso confronto tra Expendables 2 e 3, per citare una saga che adoro alla follia -.
E pensare che l'unico a seguire questo consiglio sia il nostrano Riccardo Scamarcio - che non è esattamente Marlon Brando, per essere quantomeno alla lontana politically correct - è l'indice di quanto, purtroppo per me e per tutti i fan del personaggio, questo secondo capitolo sia un fallimento su tutta la linea, quasi un ritorno alle atmosfere cupe e pesanti degli anni novanta che, lo sanno anche i sassi, con l'action sguaiata sono stati teneri quanto John con chi gli ha rubato la macchina ed ammazzato il cane.
Peccato davvero, perchè mi sarei aspettato fuochi d'artificio, momenti di esaltazione con salti sul divano ed un giro aggiuntivo di bevute per festeggiare e mi sono ritrovato abbattuto, deluso, quasi stroncato dal sonno e per la prima volta dopo settimane desideroso di andare a letto senza passare dal via, e soprattutto senza neppure avvicinarmi alla mezzanotte - non succede praticamente mai, a meno che non stia davvero male -.
John Wick - Capitolo 2, dunque, pecca nel tentare di apparire come un action d'autore - perchè non siamo certo sul pianeta, nella galassia o nell'universo di cose come The Raid 2 o Blackhat - così come una tamarrata senza ritegno alcuno - cosa perfettamente riuscita con The Equalizer, ad esempio -, e si tuffa neppure troppo bene nel grande oceano di titoli destinati ad essere dimenticati in fretta e senza alcun rimpianto.
L'unica nota positiva potrebbe essere data dal fatto che, dal molto probabile capitolo tre, mi aspetterò decisamente meno.




MrFord






giovedì 12 maggio 2016

Thursday's child

La trama (con parole mie): ennesima settimana con una serie di uscite quasi infinita, tra le quali trovare qualcosa di interessante davvero risulta sempre più un'impresa.
Un pò come incontrare un'opinione sensata tra gli sproloqui del mio rivale e come sempre co-conduttore di questa rubrica, Cannibal Kid, rimasto con il sottoscritto a tenere in piedi una blogosfera che sembra sempre più un deserto post-apocalittico in stile Mad Max.



"Buongiorno, sono Cannibal Kid, il vostro nuovo giocattolo del cuore."



Money Monster – L'altra faccia del denaro

"Polizia? Un individuo poco raccomandabile è entrato nei nostri studi chiedendo che gli sia affidato uno spazio per recensire i film in uscita: si chiama Cannibal Kid, mandate subito una squadra di Ford da combattimento!"

Cannibal dice: Thriller a tematica economica che mi intriga parecchio. Mi auguro però che non sia troppo patinato vista la presenza dei divi George Clooney & Julia Roberts e inoltre ho qualche dubbio su Jodie Foster, che finora dietro la macchina da presa non ha ancora dimostrato lo stesso talento che davanti. Come il suo ultimo terrificante film da regista Mr. Beaver dimostra. Anche se in quel caso la colpa del disastro era più che altro dell'idolo fordiano Merd Gibson.
Ford dice: thriller iperpatinato che mi da più l'impressione di finta autorialità da Italia Uno che di titolo da non perdere.

Un po' come Pensieri Cannibali, che si finge un autorevole blog cinematografico.




Pericle il Nero

"Hey, voi due bloggers, che vi guardate!?"


Cannibal dice: Film che dal trailer promette molto bene e presenta un Riccardo Scamarcio inedito, più cattivo che mai. Si astengano i buonisti alla James Ford, gli altri potrebbero trovare una bella bombetta di cinema made in Italy.
Ford dice: nonostante una serie di premesse non proprio esaltanti, devo ammettere che questo Pericle il nero mi incuriosisce. Sarà che Scamarcio ha dato il meglio in Romanzo Criminale interpretando il Nero, o sarà che il gangster movie made in Italy non mi pare messo così male.
In ogni caso, spero che venga bocciato da Cannibal Kid. Quella sì, è una garanzia di qualità.



The Boy

"Caro Cannibal, dato che hai fatto fuori tutte le ultime baby sitter, questa volta ho assunto un "tato" speciale: James Ford."

Cannibal dice: Film che ho già visto su una tipa che viene chiamata a fare da babysitter a un...
bambolotto.
No, non è una pellicola comica, ma un horror. Che la sceneggiatura l'abbia scritta Mr. Ford dopo aver alzato un po' troppo il gomito?

Ford dice: film che ho visto un po' di tempo fa e che presto farà capolino da queste parti.

Sarà roba per bambolotti come Peppa Kid o una proposta quantomeno guardabile? A breve la fordiana risposta.



Where to Invade Next

"Più americano di così non saprei essere: così almeno a Ford strapperò una bella recensione entusiastica!"

Cannibal dice: Per quanto non sia un fan del genere documentaristico, devo riconoscere che Bowling a Columbine era davvero un grande documentario! Dopodiché Peter Griffin... volevo dire Michael Moore già con il successivo Fahrenheit 9/11, interessante ma sopravvalutato, mi sembrava ripetersi e così non ho più seguito il suo percorso. Tornerò a farlo con questo suo ultimo Where to Invade Next? Chissà. Nel frattempo gli offro un consiglio sul prossimo posto da invadere: WhiteRussian.
Ford dice: Michael Moore è stato, nel corso degli anni, motivo di croce e delizia, da queste parti. Adorato con Bowling a Columbine, detestato - o quasi - con il sopravvalutatissimo Fahrenheit 9/11 - che solo un Tarantino in pieno delirio poteva decidere di premiare con la Palma d'oro -, recuperato con Sicko, il documentarista "contro" per eccellenza delle stelle e strisce torna in sala con una nuova pellicola che potrebbe sancire la consacrazione o il definitivo archiviamento dalle parti del Saloon. Cosa accadrà?



The Boy and the Beast

Ford e Peppa Kid in attesa di bottigliare uno dei pochi film che finiscono per stroncare entrambi.

Cannibal dice: Da quanto il maestro Miyazaki ha annunciato il suo addio alle scene ho un po' trascurato gli anime giappo, ma questo The Boy and the Beast già solo dalla locandina e dalle poche immagini viste mi ispira un casino! E poi il regista è quello dell'emozionante Wolf Children e di quella figata di Summer Wars, quindi visione obbligata, sperando non si riveli una fordianata sulle arti marziali.
Ford dice: l'animazione jappo, da queste parti, ha sempre trovato terreno fertile, al contrario di quel pusillanime del mio rivale Cannibal Kid. Essendo prodotto dallo stesso regista dell'ottimo Wolf Children, questo The boy and the beast, per quanto non particolarmente esaltante a scatola chiusa, merita a mio parere una visione.
In fondo, potrebbe anche trattarsi di un adattamento della storia del sottoscritto e di Cannibal.



Wilde Salomé

"Quel Cannibal Kid mi convince proprio poco, specie quando parla di Cinema."

Cannibal dice: Una cosa che proprio non mi piace, al di là di James Ford, sono i film teatrali. E questo di Al Pacino, che per altro è del 2011 e solo ora arriva nei cinema, è uno di quei casi. Nonostate la presenza di Jessica Chastain, passo volentieri.
Ford dice: Pacino, grande appassionato di teatro, anni fa realizzò uno degli adattamenti cinematografici di Shakespeare più belli di sempre con il suo Riccardo III. Questo Wilde Salomè, nonostante la Chastain, che riesce ad essere come poche altre idolo del Saloon e dell'asilo di Peppa Kid, non sembra proprio all'altezza.



Un poliziotto ancora in prova

"L'ultimo poliziotto in prova che ho avuto è stato un certo Marco Goi, e l'ho fatto fuori con le mie mani: spero tu possa fare meglio."

Cannibal dice: Sequel di Poliziotto in prova, comedy tutto sommato guardabile che credo potrebbe piacere anche a Ford, se solo la smettesse di fare il musone. Una visione estiva mi sa che ci potrebbe stare pure per questo secondo capitolo.
Ford dice: non ho visto il primo, non penso vedrò il secondo.
Piuttosto, mi godrei volentieri "Un blogger ancora in prova", biopic non autorizzato di Marco Goi.



Il regno di Wuba

"E' ora che quel montato di Cannibal capisca che non è lui l'imperatore della blogosfera!"

Cannibal dice: Pellicola fantasy cinese che grida “FORDIANATA!” a gran voce, ma che potrebbe anche rivelarsi una curiosa sorpresa. Potrei guardarlo. Ma solo nel caso di una bocciatura su WhiteRussian.
Ford dice: nonostante si tratti di una pellicola cinese che richiama al wuxia e simili, questa roba mi puzza di sòla lontano un miglio.

Un po' come quando annuso qualche nuovo post su Pensieri Cannibali.




Tini – La nuova vita di Violetta

"Facciamo vedere a quel finto giovane di Cannibal come festeggiano oggi gli spring breakers!"

Cannibal dice: L'idola delle ragazzine e di Ford Violetta arriva nei cinema con quella che si prospetta come un vero e proprio bimbominkia-movie. Persino per un amante delle robe teen come me questo è troppo!
Ford dice: teenata spaventosa - in tutti i sensi - che dev'essere il tripudio di quel pusillanime del mio rivale. Faccio conto che non esista neppure.



La sposa bambina

"Questo dovrebbe essere abbastanza pesante da causare una bella concussion a Peppa."

Cannibal dice: Anche in Yemen fanno film. Buono a sapersi, ma ciò non significa che noi qua li si debba guardare. Così come Ford, non si sa bene come, riesce a gestire un blog, ma ciò non significa che noi lo si debba leggere.
Ford dice: un tempo sarei corso a cercare l'unica sala di Milano pronta a proiettare questo film più che di nicchia. Un tempo.
Ora preferisco starmene a casa con il mio white russian in mano e Rocky su Rai Movie.



Viaggio da paura

"Mandiamo un selfie a Ford: così almeno vede come si guida!"

Cannibal dice: Commedia avventurosa che sembra una specie di Tre uomini e una gamba in salsa mediorientale. Non mi metterò in viaggio per vederlo di corsa, però potrebbe anche essere una gradevole sorpresa.
Ford dice: altro film d'essai che, quantomeno, promette di essere abbastanza fresco da incuriosire. Al contrario di Cannibal, che con la sua presenza sta finendo per spopolare l'intera blogosfera.



Con tutto l'amore che ho

"Con quei capelli sei meno credibile di Ford e Kid."

Cannibal dice: Il cinema italiano negli ultimi mesi sta passando un buon periodo. Questo film però è del 2014 quindi, mi spiace, ma non rientra in questo periodo fortunato.
Ford dice: con tutto l'amore per il Cinema che ho, non arrivo a tanto da recuperare un film italiano di due anni fa. O di pensare che Cannibal Kid possa essere un modello positivo e stimolante per chi si avvicina alla settima arte con l'idea di imparare qualcosa.



Due euro l'ora

"Adesso questa la sparo dritta in faccia a Cannibal."

Cannibal dice: Più che due euro l'ora, a me sembra che escano duecento film l'ora. Ora basta!
Ford dice: potessi avere due euro per ogni ora in cui ho sopportato Cannibal, oggi avrei finito di pagare il mutuo.



Il ragazzo della giudecca

"Il prossimo film che girerò, sarà Il ragazzo di Casale."
Cannibal dice: Come film partenopeo della settimana, un appuntamento ormai fisso, c'è questa storia di un cantante neomelodico che mi attira quasi quanto la storia di un tizio che di giorno è un padre di famiglia rispettabile e serio e la sera si trasforma in un blogger-wrestler che combatte contro il bel cinema.
Ford dice: piuttosto che guardare Il ragazzo della giudecca, mi schiaffo Il ragazzo di Casale, la storia di un ormai quasi quarantenne che pensa ancora di essere al liceo. Il suo nome? Marco Goi.


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