domenica 10 febbraio 2013

I ragazzi della 56ma strada

Regia: Francis Ford Coppola
Origine: USA
Anno: 1983
Durata: 110'



La trama (con parole mie): i Greasers - provenienti dei quartieri bassi, poveri, proletari e disillusi - ed i Socials - figli di papà dalle macchine rombanti, sicuri dei propri mezzi e soprattutto del futuro - si disputano da sempre la città alimentando una rivalità ormai senza una vera origine.
Quando Ponyboy Curtis e Johnny Cade, i due membri più giovani e sognatori dei Greasers, rei di aver passato una serata con due ragazze dei Socials, vengono attaccati da un gruppo di rivali, il secondo uccide per difendere l'amico.
I due ragazzi si rivolgono così a Dallas, uno dei membri più rispettati della banda appena uscito di galera, che consiglia loro di darsi alla macchia rifugiandosi in una vecchia chiesa: qui, dopo giorni di ozio ed isolamento, i due compagni salvano dalle fiamme di un incendio un gruppo di bambini in gita scolastica, e la loro vita cambia.
Cosa porterà il futuro ai Greasers?




I ricordi più vividi che ho rispetto a questo film riguardano una vecchia vhs di una collana da edicola che recuperò in qualche modo mio fratello - non mi ricordo esattamente come, e chi fu il responsabile di questo regalo -, e che fu letteralmente consumata nel videoregistratore dell'allora casa Ford, senza alcun ritegno.
La prima volta che vidi - di striscio, perchè io ero al pc e lui guardava come ipnotizzato lo schermo - I ragazzi della 56a strada - pessimo adattamento dello splendido The outsiders originale -, oltre all'ensemble di attori che fecero la loro - e la nostra - fortuna a cavallo degli anni ottanta e novanta - Ralph Macchio, C. Thomas Howell, Rob Lowe, Patrick Swayze, Tom Cruise, Emilio Estevez - rimasero impresse nella mente del sottoscritto le sequenze della fuga di Ponyboy e Johnny ed il raduno dei Greasers prima dello scontro con i nemici giurati Socials, cui avrebbe preso parte anche Darrel, fratello maggiore di Pony ormai "con la testa a posto".
Francis Ford Coppola, regista di Capolavori quali Apocalypse now, la trilogia de Il padrino e La conversazione, sperimentò quella che sarebbe stata la sua ricerca fino ai giorni nostri omaggiando l'epoca d'oro degli Studios - grazie al romanzo di Via col vento letto nel corso della fuga da Ponyboy per tenere compagnia a Johnny "ed ammazzare il tempo" - e i tempi dei Jimmy Dean e dei "rebel without a cause" con una pellicola splendida e sentita, girata e fotografata così bene da far stare male ed allo stesso tempo sorella maggiore di quelle che poi saranno le pietre miliari del Cinema di formazione, da Stand by me a I Goonies.
Le vicende dei Greasers - gli outsiders del titolo, roba che Ken Loach applaudirebbe ancora oggi -, la loro voglia di affermarsi rispetto ad una vita che li ha relegati al ruolo di giovani delinquenti figli dei quartieri proletari in cui si finisce per abbassare la testa o chiusi dietro le sbarre sono portate sullo schermo con una partecipazione che rende quest'opera degna di una proiezione in ogni scuola ancora oggi, a quasi trent'anni dalla sua uscita in sala, modello valido di confronto tra la voglia di scontrarsi con il sistema - esemplare il personaggio di Dallas, interpretato da un Matt Dillon che resterà in qualche modo imprigionato in lui per tutta la carriera - e quella di trovare un'altra strada, fatta di poesia e sentimento, lavoro e coraggio - non quello che porta ai duelli e alle sfide con i rivali, bensì al faccia a faccia con la crescita e la vita stesse -.
Quello "stay gold" sussurrato da Johnny Cade a Ponyboy è un colpo al cuore, così come il sentimento di fratellanza che lega i Curtis e che rimanda cose ben più recenti come Lawless, o Six feet under: a ben guardare, è lo stesso che riporta alla mente di questo vecchio cowboy l'esaltazione di mio fratello praticamente bambino che, chissà, in qualche modo poteva immaginarsi nel ruolo di Pony, e vedermi come Darrel, o Sodapop. 
La fratellanza è davvero qualcosa di unico, che non sarà mai possibile esprimere a parole per come si vive davvero nel sangue.
La fratellanza è qualcosa che permette di sperimentare e non giudicare, di stare accanto l'uno dell'altro, di imparare e condividere, di scoprire un difetto ed abbozzare, di arrivare alle mani e poi essere sempre lì, per prendere botte in modo da proteggersi a vicenda.
La fratellanza è necessaria, per outsiders come i Greasers.
Perchè loro sono di quelli in cui nessuno crede, perchè fanno i duri e si spacciano per cattivi, ma in fondo non ci pensano due volte, quando si tratta di piangere, di lasciarsi andare a quattro cazzate, di salvare un gruppo di bambini dalle fiamme dell'Inferno: questo perchè tra i tizzoni ardenti loro ci sono già, e non hanno bisogno che qualcuno spieghi quanto dolore possono provocare cicatrici e bruciature. Loro sanno che giocano con le probabilità a sfavore, già dati per perdenti.
Ma sono Greasers.
E non sono disposti a mollare. Soprattutto se accanto a loro hanno qualcuno che possa ricordare quanto importante sia lottare non tanto per la supremazia territoriale, per la fama, i soldi o per incutere timore per le strade, ma per il futuro.
Quello che hanno la possibilità di affrontare con tutta la loro forza, e senza un'arma scarica che li condannerebbe ad una morte assurda e terribile.
Quanto li capisco.
In fondo, sono un outsider anche io.


MrFord


"Still away into that way back when
you thought that all would last forever
but like the weather
nothing can ever... 
And be in time stay gold."
Stevie Wonder - "Stay gold" -


18 commenti:

  1. Oddio cosa sei andato a ripescare!
    Quanto l'ho amato questo film!, quanto ho pianto!
    E la VHS in versione da edicola c'è l'ho ancora., marchiata "l'Unità". :)

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    1. Poison, un vero supercult.
      Ho approfittato della nuova edizione in dvd per rivederlo, dato che anche in casa Ford la faceva da padrona la vhs presa in edicola - ma non ricordo allegata a quale quotidiano -.

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    2. aaahhh la vhs de l'unità col costino blu!!!
      ce l'ho ancora, anche se non so in che stato di usura sia.

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    3. Ma allora anche la mia vecchia vhs era quella de L'Unità!
      Mi ricordo che era blu! ;)

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  2. Eh vabbe! Si gioca coi sentimenti e si pesca nel Gotha degli Ubercult!

    SODAPOP.. *non visto si asciuga lacrime copiose*

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    1. Giocher, ebbene sì. Oggi si gioca con i sentimenti! ;)

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  3. Visto a dieci anni. VHS de "L'Unità" vista e rivista.
    Da quanto non pensavo a questo film.
    Giochi sporco, mannaggia a te!

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    1. Era un supercult anche in casa Ford, la vecchia vhs. Mio fratello se l'è consumata, ed io di riflesso.
      Film mitico.

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  4. ford, tu non sei un outsider.
    sei out e basta
    uahahah :D

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    1. Ahahahahah beh, meglio out che in, spesso e volentieri! ;)

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  5. Oddio, davvero che hai ripescato... visto anche io in VHS insieme ad un gruppo di amiche in preda a crisi ormonali adolescenziali (e qui di carne al fuoco ce n'è tanta!!), ma che ricordo per filo e per segno, poi visto e rivisto qualche anno + tardi e ovviamente con un impatto diverso. Mi viene naturale associarlo con "Rumble fish" (titolo italiano orrendo Rusty il selvaggio), girato nello stesso anno e dallo stesso regista. Spero in sua recensione prima o poi!! E grazie x questo tuffo nel passato.

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    1. Anche Rumble fish - o Rusty il selvaggio che dir si voglia - è un supercult di casa Ford dai tempi dell'infanzia mia e di mio fratello.
      Prima o poi posterò anche quello!

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  6. miticissimo, un film cardine della mia infanzia.

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    1. Concordo in pieno, Frank. Supermitico.

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  7. Ricordo che avevo letto il libro alle medie, e che anche il film mi era piaciuto molto! Ho la VHS targata Unità, ma non lo vedo da un sacco di tempo!

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    1. Recuperalo, merita assolutamente una nuova visione! :)

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    2. Comunque... noto solo ora che ti sei unito al mio blog. Grazie mille! :D se leggi l'ultimo post c'è una sorpresina per te ;)

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    3. Sì, scusa il ritardo, ma ero rimasto al vecchio blog!
      Ora vengo a leggere! :)

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