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giovedì 16 maggio 2019

Thursday's child



Nuova settimana di uscite, nuova puntata della rubrica a tre, e nuovamente una Sonia che viene a fare visita a questo vecchio cowboy ed al suo rivale finto giovane Cannibal non più Kid da un pezzo.
Non mancheranno, oltre alle omonimie, anche le consuete schermaglie e le possibili sorprese, le classiche sparate cannibalesche e le possibili intuizioni fordiane. E neanche i gatti, mi sa tanto.



MrFord


"Se Cannibal vuole ricattarmi con questa foto, allora per lui si prospettano tempi più bui di quelli che lo aspetterebbero uscendo una sera con Ford!"

Dolor y Gloria

"Me l'avevano detto di non uscire a bere con Ford: questo hangover mi passerà tra un mesetto!"
Sonia: Quindi mi state dicendo che Banderas ha tradito Rosita, la gallina del mulino bianco per ritornare sul grande schermo? Tra l'altro ho anche sentito dire che lui insieme a Penelope Cruz, l'altra protagonista del film, è una delle "muse" ispiratrici del regista Pedro Almodóvar... Curiosi di vedere il film? Personalmente io e i film spagnoli non andiamo molto d'accordo...
Cannibal Kid: ¿Qué tienes Sonia contra el cine español? (grazie Google Traduttore)
Devo dire che pure io non sono mai stato un enorme fan del cinema spagnolo però, dopo La casa de papel, la mia fiducia nei prodotti provenienti dalla terra iberica è cresciuta parecchio. Pure con i film di Pedro Almodóvar non ho un rapporto troppo stretto, ma ho trovato molto bello e sottovalutato il suo ultimo Julieta e sono parecchio fiducioso in questo suo nuovo lavoro, la storia di un regista in declino. Che sia autobiografico?
Presto è in arrivo anche la versione 2.0 con Banderas nei panni di Ford, che racconterà la storia di un blogger in declino. E tranquilli, non mancherà di fare un cameo pure Rosita.
Ford: Almodovar è un signor regista che nel corso della sua lunga carriera ha regalato davvero grandi film. Negli ultimi anni è apparso molto appannato, ma con il recente Julieta pare aver ripreso la vena dei tempi migliori, dunque direi che questo Dolor y gloria potrebbe sorprendere in positivo, rispolverando uno dei primi attori feticcio del Pedrone, il fordinano Banderas.
Dunque avanti così, con tanto dolor per Cannibal e tanta gloria per Ford.

John Wick 3: Parabellum

"Effettivamente il metodo di Ford per girare nel traffico fa risparmiare tempo!"
Sonia: Il titolo sembra quasi una delle formule magiche di Harry Potter ma invece si tratta del terzo capitolo del film d'azione che vede come protagonista l'anima di Matrix, Keanu Reeves.
In genere amo i film d'azione ma a quanto pare i primi due capitoli mi sono sfuggiti... Ma è possibile stabile una taglia di 14 milioni solo per aver infranto una regola fondamentale, ovvero uccidere una persona all’interno dell’Hotel Continental?
Cannibal Kid: Io in genere odio i film d'azione e il primo John Wick è una splendida (si fa per dire) rappresentazione di tutto ciò che non sopporto di questo tipo di pellicole. Zero trama, niente fantasia, recitazione a livelli cagneschi (senza offesa per il cane sacrificato nel film) e solo tante sparatorie, inseguimenti e altre cazzate simili. In altre parole: roba da Ford. Già mi sono risparmiato il secondo, figuriamo se guardo il terzo.
Ford: il primo John Wick era una figata stratosferica, un giocattolone che rispecchiava alla grande lo spirito degli action anni ottanta. Peccato che con il secondo capitolo gli autori se la siano un pò menata rovinando l'atmosfera e dunque anche l'hype del sottoscritto per il numero tre, che non attendo con particolare impazienza. Riuscirà il buon Keanu a farmi ricredere?

Attenti a quelle due

"Anche tu sei in hangover? Non sarai uscita con Ford e Banderas!?"
Sonia: Sinceramente questo è uno di quei film che se mi capitano per sbaglio mentre faccio zapping con il telecomando bene, altrimenti non ci spreco neanche un centesimo per vederlo al cinema.
Cannibal Kid: Una commedia scacciapensieri scema con Anne Hathaway e Rebel Wilson?
A-DO-RO.
Questo è il classico film che tutti i finti macho come Ford fingono di schifare, per poi scappare in cucina di nascosto a guardare mentre lavano i piatti. E finiscono pure loro per A-DO-RA-RE.
Ford: attenti a quei due potrebbe essere un film che racconta le peripezie di recensori di Cannibal e Ford, e in quel caso potrebbe essere anche interessante correre a vederlo. Ma non è questo il caso. Dunque eviterò come la peste prendendomi molto più volentieri l'appellativo di finto macho.

Unfriended: Dark Web

L'immagine del tipico lettore di Pensieri Cannibali.
Sonia: Qualcuno ha detto Horror? Eccomi qui in prima fila con le mie amate Popz Choco, certo ultimamente non è che questi horror siano così di impatto, infatti ormai mi spavento di più quando vedo il mio gatto fissare il nulla... li sì che da un momento all'altro mi aspetto che spunti uno spirito o qualche entità malefica... tra l'altro, anche se aprirete il mio laptop troverete tanti di quei file misteriosi che non vi basteranno mesi per ricollocarli ehehe...
Cannibal Kid: File misteriosi? A cosa si starà riferendo Sonia? È la nuova Julian Assange che sta per smascherare qualche segreto di stato, o sta semplicemente parlando di video porno?
Comunque... avevo visto il primo Unfriended del 2014 e me l'ero goduto abbastanza. Un horrorino cretino, ma tutto sommato coinvolgente. Peccato che adesso, cinque anni più tardi, il sottogenere dei thriller-horror tutti ambientati davanti allo schermo del computer abbiano stufato quasi quanto Ford che si lamenta di come è desolato il mondo dei blog negli ultimi tempi. Anche se a dirla tutta in questo caso non ha tutti i torti. Che sia ora di fare un giro sul Dark Web, dove magari c'è un po' più di movimento?
Ford: filmettino horror di quelli buoni giusto per i pusillanimi del calibro di Cannibal. Preferisco guardare nel vuoto come uno qualsiasi dei gatti di Sonia, di Peppa o dei miei, che andare a recuperarlo.

Bangla

"Ford, Cannibal: siete licenziati!"
Sonia: Prima regola del Fight Club ehm Islam: la castità prima del matrimonio!
In questo scontro/incontro di culture in terra "santa", Torpignattara, quartiere multietnico di Roma avremo il piacere di conoscere Phaim. Curiosissima di vederlo.
Cannibal Kid: Pure io sono curioso di vedere questo Bangla, visto che sembra affrontare un tema in teoria pesante come quello dell'integrazione e dell'incontro/scontro tra culture, con un piglio leggero. Quasi da romcom indie statunitense. Una visione che si preannuncia come un incontro/scontro tra il radical-chicchismo cannibale e il panesalamesimo fordiano. Insomma, i botti sono garantiti!
Ford: i botti e le botte, mi sa. Film che sulla carta potrebbe essere la sorpresa della settimana. Speriamo non risulti essere troppo cannibale!

giovedì 7 luglio 2016

Thursday's child

La trama (con parole mie): la distribuzione italiana, come tutti noi sappiamo, pare un mondo a parte rispetto a quelle del resto del mondo. Per questa settimana di piena estate, infatti, nelle nostre sale arriveranno in blocco titoli risalenti ad almeno un anno fa, che molti di noi della blogosfera abbiamo in qualche altro modo già visto.
Purtroppo da queste parti si è già visto anche Cannibal Kid, che continua ad infestare la qui presente rubrica con i suoi commenti radical e poco graditi.


"Scusa, Ford, non volevo followare Cannibal Kid. Perdonami!"


It Follows

"Non lo vedo un film suggerito da Cannibal, neanche se mi legate!"
Cannibal dice: Uno degli horror più affascinanti degli ultimi anni, checché ne dica quel fifone di Mr. Ford, arriva finalmente nei cinema italiani. Se ancora non l'avete visto, fatelo! E intanto followate pure la mia recensione, vecchia ma non ancora andata in malora come quella del mio rivale: http://www.pensiericannibali.com/2015/05/it-follows-ce-una-roba-che-mi-segue.html
Ford dice: uno degli horror più sopravvalutati degli ultimi anni, tecnicamente ineccepibile ma freddo ed assolutamente lontano dal fare qualsiasi paura.
Dunque, prima di followare esaltati radical come Cannibal, leggete pure la mia recensione decisamente più equilibrata: http://whiterussiancinema.blogspot.it/2015/06/it-follows.html




Tom à la ferme

"Che birra sciapa! Era meglio se ordinavo un White Russian!"

Cannibal dice: E a proposito di filmoni che nelle nostre sale arrivano con un “leggero” ritardo, e che difficilmente Ford può capire, ecco un nuovo lavoro del giovane fenomeno Xavier Dolan. Non il suo top, però una pellicola singolare e da non perdere. Spazio rece: http://www.pensiericannibali.com/2014/06/tom-la-ferme-e-statte-un-po-ferm.html
Ford dice: colpevolmente, e per timore di incontrare delusioni terribili, non ho ancora visto alcun film del giovane fenomeno Dolan. Senza dubbio presto rimedierò, nel frattempo vado con i piedi di piombo considerata l'esaltazione del mio rivale per il buon Xavier.



The Zero Theorem

"Vai in vacanza come Ford!?" "Certo, non ho alcuna intenzione di scrivere alcun post!"

Cannibal dice: Non c'è due senza tre. Così come non c'è post riuscito di Ford senza il contributo di Cannibal. Oltre a It Follows e a Tom à la ferme arriva un'altra pellicola originale, in uscita in Italia in clamoroso ritardo e poco adatta ai Ford: The Zero Theorem di Terry Gilliam. Pure questa già recensita da Pensieri Cannibali, che d'altra parte è troppo più avanti di WhiteRussian: http://www.pensiericannibali.com/2014/08/the-zero-theorem-il-teorema-di-renato.html
Ford dice: io adoro Terry Gilliam. Dai tempi dei Monty Python. Quando ebbi oltretutto l'occasione di stringergli la mano fu davvero easy e pane e salame. Eppure la delusione per quella schifezza abominevole di Tideland è ancora una ferita aperta.
Per questo ho titubato all'idea di guardare The Zero Theorem, che però a questo punto mi toccherà recuperare per dovere di cronaca.



Tartarughe Ninja – Fuori dall'ombra

"Quello è Cannibal!? Per gonfiarlo bastava anche solo uno di noi!"

Cannibal dice: Il precedente film sui Turtles a sorpresa non mi era spiaciuto (http://www.pensiericannibali.com/2014/11/quattro-tartarughe-ninja-e-una-topa.html). Considerata la presenza di Megan Fox, nemmeno troppo a sorpresa...
Nonostante ciò, la voglia di vedere un suo sequel è estremamente bassa ma, per Megan e i suoi folgoranti pollici, uno sforzo lo potrei anche fare.
Ford dice: il primo reboot dedicato alla nuova versione delle Tartarughe Ninja non mi parve affatto male, ed in pieno spirito estivo spero presto di schiaffarmi questo sequel che mi pare sia abbastanza tamarro e sopra le righe da piacermi. Del resto, nel cast figura anche il wrestler WWE Sheamus.



Press – Storie di false verità

"Quei due blogger non sono ancora arrivati: e io chi intervisto adesso!?!?"

Cannibal dice: Pellicola italiana ambientata nel mondo dei media con protagonisti un giornalista e un cameraman. L'avrei vista, se solo avesse parlato di due blogger...
Ford dice: la falsa verità è che Cannibal sia un kid. Svelata questa, non mi pare ci sia altra materia per film di questo tipo.



Solo per il weekend

"Posso garantirlo: Cannibal Kid, in quanto a Cinema, è una capra!"

Cannibal dice: Uno di quei film amatorialeggianti che cercano di far credere che il cinema italiano se la passa male. Per fortuna, se ci si concentra sui titoli che meritano, il suo stato di salute è più che buono. Al contrario di quello di Ford, ormai sempre più perso nella sua demenza senile.
Ford dice: il Cinema italiano mi lascia quasi più dubbi di Cannibal Kid, dunque questo film verrà rimandato a quando sarò libero da impegni, lavoro e vacanze anche solo per un weekend. Cosa abbastanza improbabile, considerato tutto.



Toxic Jungle

"E quello sarebbe Cannibal? E chi lo vuole nella band!?!?"

Cannibal dice: Film argentino che sembra abbastanza rock'n'roll da meritarsi una visione. Alla faccia di Ford, un tempo tossico metallaro e groupie degli Iron Maiden che oggi invece considera un concerto dei noiosi Lukas Graham il massimo della trasgressione.
Ford dice: film che parrebbe interessante - come spesso accade con il Cinema argentino - ma che attenderò a vedere fino alla recensione del mio rivale, che potrebbe decidere le sorti dello stesso.
In caso di esaltazione da groupie di Peppa Kid, finirei per essere indeciso rispetto al vederlo per stroncarlo o fuggire a gambe levate.

lunedì 23 novembre 2015

Spectre

Regia: Sam Mendes
Origine: UK, USA
Anno: 2015
Durata: 148'






La trama (con parole mie): spinto da un mistero che pare avere radici nel suo passato e coinvolgere tutti i criminali con i quali si è confrontato negli ultimi anni di attività, orfano di M, malvisto dai nuovi vertici dei servizi segreti anglosassoni, James Bond parte da Città del Messico per dipanare la matassa che risponde al nome di Spectre, un'organizzazione criminale con agganci e mezzi pari, se non superiori, a quelli degli stessi servizi segreti.
Viaggiando tra l'Italia, l'Austria ed il Nordafrica, braccato da Hinx, uomo di forza della stessa Spectre, deciso a mettere in salvo Madeleine, figlia di un suo vecchio nemico, Bond sarà costretto a sfruttare tutta la sua abilità, il coraggio e la sfrontatezza, nonchè i pochi agenti ancora fidati all'interno dell'MI6 per portare a casa la pelle, minare le fondamenta dell'organizzazione rivale e portare alla luce i doppiogiochisti all'interno del suo governo prima di prendere una propria strada, magari accanto a Madeleine.









Il personaggio di James Bond mi è sempre piaciuto: bastardo il giusto, uomo d'azione, ottimo bevitore, con un debole per le belle donne, l'agente segreto figlio della penna di Ian Fleming ed ormai parte dell'immaginario collettivo ha da sempre tutte le carte in regola per essere il benvenuto al Saloon.
Qualche anno fa, quando con l'ingaggio di Daniel Craig avvenne una sorta di svolta muscolare nella serie, rimasi letteralmente ammirato dal lavoro fatto sullo strepitoso Casinò Royale, probabilmente uno dei film migliori dedicati allo 007 di sempre, concentrato d'azione eppure in grado di raccontare una storia non banale, tamarro ma allo stesso tempo traboccante stile.
Venne poi il sicuramente meno convincente ma quantomeno divertente da vedere Quantum of solace, prima dell'approdo dietro la macchina da presa di Sam Mendes, regista celebratissimo - e dall'enorme talento - che con Skyfall e questo Spectre ha deciso di portare la dimensione di Bond a quella dell'action d'autore, ambizioni comprese: ed è proprio qui, come si direbbe in Inside man, che sta l'inghippo.
Perchè se da un lato la tecnica è indiscutibile almeno quanto la messa in scena, di fatto Spectre patisce - in misura comunque minore, sia chiaro - gli stessi difetti di Skyfall, celebrato un pò ovunque e da queste parti selvaggiamente bottigliato: minutaggio eccessivo, ambizioni eccessive, eccessiva voglia di dare alla pellicola ed al main charachter uno spessore da film drammatico che appesantisce il complesso dell'opera e finisce per remarle contro decisamente più di quanto non accadrebbe con un approccio più easy e scanzonato.
La sequenza d'apertura, decisamente ottima, di Città del Messico, tutta adrenalina e mistero, è un ottimo esempio dell'approccio che Mendes avrebbe dovuto tenere in tutta la pellicola, senza preoccuparsi troppo di romanticismo, introspezione, spiegoni ed approfondimenti assortiti: dalla logica di alcuni passaggi - perchè, se cominci a presentare un action o un film d'avventura come un prodotto d'autore, è naturale che si comincino a fare le pulci allo stesso - come la resa dei conti con l'Hinx interpretato dall'ex wrestler Dave Bautista - senza dubbio ingaggiato per le sue doti attoriali e premiato per questo con una sola battuta - a bordo di un treno lussuoso in stile Orient Express che viaggia nel deserto nordafricano all'interno del quale paiono non esserci passeggeri o personale anche a fronte di uno scontro che prevede spari e corpo a corpo da corpi speciali all'interpretazione insopportabile di Christophe Waltz, condannato ormai ad essere la caricatura degli indimenticabili charachters di Bastardi senza gloria e Django Unchained, scesa l'adrenalina dell'apertura si assiste ad una lenta, noiosa esibizione di tecnica e budget di quasi due ore e mezza, che non lascia nulla e che, più che rimandare al Classico, pare una sbiadita fotocopia dello stesso.
Personalmente, sono molto dispiaciuto che per la seconda volta Mendes non abbia centrato il bersaglio con Bond - nonostante in molti abbiano sbrodolato parole di giubilo alla vista di Spectre quanto e forse più che rispetto a Skyfall -, perchè la mia speranza era quella di potermi godere Spectre dall'inizio alla fine e, chissà, in una certa misura rivalutare anche il capitolo precedente: invece mi sono trovato a rimpiangere - e molto - Licenza di uccidere, che con classe ma altrettanta leggerezza, regalava un cult d'avventura senza altre pretese se non far evadere il pubblico per un'ora e mezza.
Al contrario, qui ne ho affrontate più di due con il desiderio di evadere.
Dal film.




MrFord





"I'm prepared for this
I never shoot to miss
but I feel like a storm is coming
if I'm gonna make it through the day
then there's no more use in running
this is something I gotta face."
Sam Smith - "Writing's on the wall" - 





sabato 6 giugno 2015

Gunny

Regia: Clint Eastwood
Origine: USA
Anno:
1986
Durata:
130'





La trama (con parole mie): Tom Highway è un marine pluridecorato non proprio incline a seguire le regole, da sempre in conflitto con i superiori e veterano di non si sa neppure più quante battaglie. Quando, a fronte delle sue pressanti richieste di trasferimento, viene riassegnato al plotone degli Esploratori come sergente istruttore, Gunny - questo il soprannome dell'uomo - dovrà prendere un gruppo di pivelli che pensano di essere dei duri e trasformarli in macchine da guerra come lui, sperando che, dovessero essere chiamati alle armi, tutti possano riportare la pelle a casa.
Impostosi sui suoi uomini e sempre pronto a polemizzare con il rigido maggiore Powers, quando scoppierà una crisi su una piccola isola del Centro America Gunny troverà il banco di prova che cercava per la sua squadra e per se stesso.








Considerata la carriera ormai decisamente importante - a livello numerico così come qualitativo - del mio adorato Clint Eastwood, i suoi successi di critica e pubblico, il suo status di regista, ormai anche più consolidato di quello da attore, si potrebbe quasi definire Gunny come uno dei suoi lavori "minori", un divertissement che solleticò il lato più ironico, cameratesco e repubblicano del John Ford dei nostri giorni nel pieno degli anni ottanta, un pò come accadde con Assassinio sull'Eiger nei settanta e sarebbe accaduto con La recluta nei novanta.
Eppure, oltre a trovarlo assolutamente ben realizzato ed incredibilmente divertente - il campionario di battute e scene cult sfoderate da Gunny è praticamente inesauribile nel corso delle due ore piene di visione, e tutte assurgono immediatamente allo status di cult -, ho sempre voluto un gran bene a questo film, tanto da avergli regalato un numero di visioni tra i lavori di Eastwood forse inferiore soltanto a Gli spietati: dalla rissa in carcere all'arrivo nel dormitorio degli Esploratori, dallo scontro con lo svedese ai battibecchi con il Maggiore Powers, probabilmente non esiste un altro titolo ufficialmente "di guerra" così scanzonato e divertente.
Ma Eastwood, che oltre all'ironia - splendida l'idea di rendere il granitico Gunny un appassionato lettore di riviste femminili, alla ricerca dei segreti per poter gestire un rapporto non conflittuale con il gentil sesso - ha sempre mostrato una vena in qualche modo malinconica, riserva anche numerose parentesi al ruolo del combattente solitario che, per colpa o per destino, finisce per ritrovarsi sempre in un letto vuoto o in uno che non avrebbe voluto - e in questo caso, non si sa cosa potrebbe essere peggio tra la prigione e quello di una conquista casuale -.
Non manca, in tutto questo, il consueto lavoro sul rapporto tra padri e figli, intesi come il Paese e Gunny - che incarna tutti i valori americani "arrembanti" senza apparire uno squilibrato o un guerrafondaio - e Gunny con gli Esploratori, ben rappresentati dallo Stitch di Mario Van Peebles, musicista poco incline alla fatica e all'inquadramento pronto a divenire, un giorno dopo l'altro, l'erede effettivo di Highway all'interno del corpo dei Marines.
A prescindere, comunque, da tutto quello che può essere una recensione effettiva e critica di questo film, non posso non pensare che passerei ore a citare le frasi del suo inossidabile protagonista - tra le altre cose, a cinquantasei anni suonati Clint sfoggiava una forma fisica assolutamente invidiabile -, a recitare con gli amici più stretti ed Expendables le scene per filo e per segno, a ricordare la curiosità nel vedere questo "nonno d'acciaio" prendere a calci in culo qualsiasi suo presunto castigatore quando lo vidi per la prima volta, più o meno nel periodo delle medie, e ripensarlo ora, mentre indico Gunny al Fordino dicendo che quello che vede è come un altro nonno.
Come un testimone che passa di generazione in generazione, portato dalla mano salda di uno dei pilastri del Cinema USA degli ultimi cinquant'anni: film come Gunny non saranno perfetti, eppure finiscono per tenere sulle spalle il peso del Tempo, e dare l'impressione di poter essere praticamente invincibili, anche quando, inevitabilmente, la corsa giunge al termine e si deve cominciare a pensare a quello che accadrà dopo.
E il bello di aver costruito qualcosa, anche attraverso il sudore e la fatica, o la rigidità comunque sempre paterna di charachters di questo stampo, è che si ha comunque l'impressione che non sia andato tutto perduto, che ci sia una continuità: Gunny che incoraggia Stitch con quel "Tanto ora hanno te" prima di incamminarsi sul viale del tramonto è un'immagine che mi scalda come un whisky mandato giù in un sorso, perchè vedo già quando sarà il Fordino a dire a suo figlio che quell'uomo segnato sul volto e con gli occhi di ghiaccio è un pò come un nonno.
E sarà un vero piacere condividere il ruolo con lui.



MrFord



"The sea of heartbreak.
lost love and loneliness,
memories of your caress.
So divine how I wish
you were mine again my dear.
I'm on this sea of tears,
sea of heartbreak."
Johnny Cash - "Sea of heartbreak" - 




giovedì 20 dicembre 2012

Pelham 1 2 3 - Ostaggi in metropolitana

Regia: Tony Scott
Origine: USA
Anno: 2009
Durata: 106'




La trama (con parole mie): Walter Garber è un pezzo grosso del Dipartimento dei trasporti di New York indagato e momentaneamente degradato allo smistamento treni almeno fino al chiarimento della sua posizione rispetto ad una presunta tangente incassata durante un viaggio di lavoro in Giappone.
Ryder è un ex galeotto che ha intenzione di organizzare un complesso diversivo di stampo terroristico per giostrare un colpo in borsa.
Insieme ad una manciata di uomini e ad un ex conducente dai trascorsi criminali quest'ultimo prende possesso della vettura di testa del Pelham 123, uno dei treni che Garber sta gestendo, finendo per assegnare proprio a quest'ultimo lo sgradito compito di negoziare per le vite degli ostaggi.
Inizia in questo modo una lotta a distanza tra due uomini a loro modo disperati che avrà come spettatori la polizia, una squadra di negoziazione ed il Sindaco di New York.





Soltanto qualche anno fa, nel pieno del mio periodo buio da "solo Cinema d'autore", non avrei mai creduto che un giorno avrei pronunciato questa frase: io, a Tony Scott, voglio bene.
Certo, l'opera del minore - e più sfortunato - di due dei fratelli più noti della settima arte riesce sempre ad essere ridondante, videoclippara, tamarra, oltre misura, eppure a suo modo incredibilmente genuina e coinvolgente, a tratti quasi profonda, nonostante la matrice completamente action che la guida.
Pelham 1 2 3 è stato per anni ignorato senza troppi problemi dal sottoscritto, giudicato a scatola chiusa come troppo brutto perfino per il vecchio Tony nonostante la presenza di un cast di tutto rispetto - John Travolta, John Turturro, James Gandolfini e soprattutto Denzellone nostro Washington -, recuperato quasi per caso a seguito di un paio di recensioni decisamente positive ed un passaggio casuale in tv - per una delle pochissime serate spese guardando un film in programmazione sul piccolo schermo - e decisamente sorprendente, considerate le aspettative che mi ero riservato di mantenere in proposito.
Il confronto a distanza tra uno spiritato Travolta nel ruolo del terrorista - o presunto tale - ed un Denzel versione sedentaria eppure in grado di mantenere ben alta la tensione funziona alla grandissima soprattutto nella prima parte della pellicola, quando più che dell'evoluzione della storia la sceneggiatura di Brian Helgeland - una penna da non sottovalutare, se si pensa a L.A. Confidential o Mystic river - si concentra sull'esplorazione del passato dei due avversari e sul loro background sfruttando dialoghi ben congeniati ed un twist che regala al già citato e sempre mitico Mr. Washington l'occasione di sfoderare tutto il suo talento di attore - il racconto sulla verità a proposito della presunta tangente per la quale si ritrova declassato ed indagato -: il climax che conduce alla conclusione, invece, sacrifica qualcosa - e anche di più - allo spettacolo di grana grossa, e nonostante un paio di sequenze automobilistiche di tutto rispetto e la consueta dose di sparatorie finisce per rientrare in standard comuni per il genere, tagliando di fatto le gambe all'effetto "voto molto più alto di quanto avrei mai creduto" maturato nel corso della prima ora di pellicola.
Da un lato, forse, è giusto che sia così, ma dall'altro resta un pò di rammarico per un film che partiva da molto in basso e che è stato in grado, almeno in parte, di rivelarsi come un intrattenimento di ottimo livello, soprattutto rispetto alle riflessioni che le motivazioni di Ryder e Garber muovono nell'audience: in tempi di crisi come questi, in cui tutto pare sotto il controllo di pochi uomini - spesso non all'altezza - è interessante il dilemma morale che porta il primo tra i due antagonisti sulla via senza ritorno del crimine - portato avanti con una decisione insolita per un prodotto a grande diffusione come questo - ed il secondo a rischiare di pagare decisamente troppo per un errore legato al futuro della sua famiglia.
E se, con il passare dei minuti, il personaggio di Travolta appare sempre più discutibile e perso nellle complicazioni della sua situazione, quello di super Denzel invece manifesta una complessità decisamente interessante - e non è da meno, pur se relegato ad un ruolo marginale, anche il sindaco cui presta volto Gandolfini - che lo avvicina - e molto - al cosiddetto uomo della strada che vorrebbe semplicemente vivere al meglio la sua vita, permettere alla famiglia di fare altrettanto e che, a fronte di momenti non facili, finisce per essere sempre e comunque mosso da un senso del dovere spiccato.
Considerato, dunque, che partivo dal presupposto di vedermi esplodere tra le mani una schifezza atomica come Taken 2, non posso che applaudire Tony Scott ed il suo ennesimo, sguaiato, godibilissimo prodotto: ce ne fossero di più, di "intrattenitori" della sua pasta.
Così, quasi fosse un omaggio, come l'ho detto, lo ripeto.
Muchas gracias, Tony.
Con tutte le tue esplosioni, il montaggio frenetico, i colori saturi, l'action con risvolti insolitamente pensanti, ti voglio bene.


MrFord


"I've listened to preachers
I've listened to fools
I've watched all the dropouts
who make their own rules
one person conditioned to rule and control
the media sells it and you live the role
mental wounds still screaming
driving me insane
I’m going off the rails on a crazy train
I'm going off the rails on a crazy train."
Ozzy Osbourne - "Crazy train" -


lunedì 26 novembre 2012

Arma letale

Regia: Richard Donner
Origine: USA
Anno: 1987
Durata:
110'




La trama (con parole mie): Roger Murtaugh è un veterano del Vietnam e poliziotto della Omicidi che ha appena compiuto cinquant'anni, sposato e con tre figli, alla ricerca di quella tranquillità che l'età comincia ad imporgli. Martin Riggs, vedovo, più giovane e alla ricerca di un incontro ravvicinato con la morte che lo ricongiungerebbe alla moglie, fu addestrato fin da ragazzo e proprio in Vietnam per diventare una vera e propria arma, finendo per trasformarsi in una mina vagante.
Quando dalla Narcotici Riggs viene assegnato come partner a Murtaugh, i due si trovano a dover fare i conti con le loro differenze e con un gruppo di trafficanti di droga disposti a tutto pur di mettere a tacere poliziotti zelanti come loro: lo scontro con i criminali coinvolgerà anche la famiglia di Roger, che dovrà imparare a fidarsi del suo instabile collega per poter portare a casa la pelle e proteggere i suoi cari.




Richard Donner avrà sempre un posto d'onore nel cuore del sottoscritto per aver permesso ad una meraviglia come I Goonies di diventare uno dei punti fermi della mia crescita, eppure i primi ricordi che ho rispetto a lui sono quelli - sconvolgenti, per allora - della sequenza d'apertura di Arma letale, supercult inossidabile che vidi per la prima volta quando ancora credo che fosse estraneo alle emittenti televisive il concetto di "parental advisory": facevo le elementari, e pronti via, dopo il classicone Jingle bell rock, partiva al volo una sequenza che vedeva la tipica modella strafatta che, in pieno delirio e mostrando quello che allora mi pareva clamoroso - e che non era nient'altro che un seno nudo - si gettava nel vuoto schiantandosi su una macchina.
Come se non bastasse, di lì a poco feci la conoscenza di Martin Riggs, uno dei personaggi più azzeccati che il folle Mel Gibson abbia mai interpretato, pronto ad ogni piè sospinto non soltanto a togliere di mezzo i criminali di turno ma anche ad infilarsi la canna della pistola in bocca, pronto ad affrescare le pareti con la sua scombinata materia grigia per raggiungere la moglie morta tragicamente.
A fare da contrappeso a questi elementi destabilizzanti giunse in soccorso Roger Murtaugh con la sua famiglia, che in un certo senso fotografava una realtà più simile a quella che vivevo tutti i giorni con i miei e mio fratello, quasi facesse da ancora rispetto al mondo invaso dal caos di Riggs e della storia che avrebbe coinvolto entrambi i poliziotti: ma prima di parlare della trama, o del fatto che, a venticinque anni di distanza, questo poliziesco fracassone e roboante ancora funziona e diverte nonostante alcuni palesi limiti, voglio godermi la sensazione dell'ennesima visione concessa alle avventure dei due protagonisti, alle praticamente innumerevoli scene cult disseminate nelle quasi due ore di durata - il salto di Riggs con l'aspirante suicida, ancora oggi il mio momento preferito, il poligono, la cena a casa Murtaugh, lo scontro con il torturatore, i continui botta e risposta dei due poliziotti - e alla sensazione che Arma letale sarà sempre un porto cui potrò fare ritorno nei momenti di difficoltà, quasi una riserva d'aria in caso di apnea cinematografica.
Per il resto, quello che ci troviamo ancora di fronte è un film solido e convincente, scritto dallo stesso Shane Black che qualche anno dopo avrebbe firmato un'altra pietra miliare - L'ultimo boy scout, appena passato da queste parti - del genere, non privo di difetti ma pane e salame abbastanza per essere altamente credibile anche ora, praticamente in un'altra epoca: oserei dire anzi che, insieme a Danko - che resta comunque superiore -, si possa parlare di una delle migliori espressioni dell'hard boiled made in USA del decennio, simbolo di una certa tipologia di pellicole che ora pare quasi fuori moda ma che, al contrario, è assolutamente perfetta per costruire e cementare ogni rapporto d'amicizia, fratellanza o tra padri e figli che si rispetti, unendo di fatto generazioni appartenenti a realtà differenti grazie ad ironia, follia, qualche sparatoria che non fa mai male e botte senza risparmiarsi - si veda lo scontro finale -, giusto per manifestare il proprio sostegno a chi ci guarda le spalle, ricambiato.
Andrebbe spesa qualche parola anche per l'albino selvaggio interpretato da Gary Busey, mitico interprete di Un mercoledì da leoni ed altrettanto mitico Angelo Pappas di Point break, qui nel ruolo di psicopatico ammazzacristiani dalla prima apparizione destinato alla resa dei conti con "l'arma letale" Mel Gibson: spesso e volentieri, negli action che si rispettano, anche il "cattivo" contribuisce - e non poco - alla riuscita dell'operazione.
Ma si potrebbe costruire una serata intera di bevute, su una visione come questa: per quanto non si parli di Capolavori, o di chissà quali alte opere artistiche, ringrazio che ci siano stati film come Arma letale ad alimentare la mia passione per la settima arte.
Senza di loro, non sarebbe davvero lo stesso.


MrFord


"Jingle bell, jingle bell, jingle bell rock
jingle bells chime in jingle bell time
dancin' and prancin' in Jingle Bell Square
in the frosty air."
Bobby Helms - "Jingle bell rock" -


venerdì 7 settembre 2012

Last friday night

La trama (con parole mie): l'estate pare finita, Venezia ed il Festival impazzano, le uscite cominciano a non essere completamente inutili e buttate in sala a casaccio, eppure io e il Cannibale siamo ancora qui a darcele di santa ragione cercando, al contempo, di consigliarvi per il meglio in modo che il vostro weekend in sala sia almeno nelle intenzioni piacevole.
Questa settimana, accanto alle consuete ciofeche, le cose interessanti non mancano, dal nuovo Bellocchio all'attesissima eroina made in Pixar: riuscirà almeno un titolo a mettere d'accordo i due antagonisti per antonomasia della blogosfera?
Io la vedo molto, molto dura.
E voi?


"Finalmente si è aperta la stagione della caccia al Cucciolo Eroico: non vedevo l'ora di infilzarlo a dovere!"


Ribelle – The Brave di Mark Andrews


Il consiglio di Cannibal: only the brave, at the cinema
Chi mi conosce, lo sa: non sono un grande fan della Pixar e questo nuovo parte disneyano mi attira quindi ben poco, mentre il finto ribelle Ford avrà già prenotato il suo posticino in sala.
Mi sembra solo l’ennesimo tentativo di fare una favoletta scopiazzando a piene mani dallo stile di Shrek, che è un film di oltre 10 anni fa e il cinema d’animazione farebbe ormai bene ad andare avanti, anziché guardare sempre indietro al passato come il vecchietto Ford.
Per carità, non sarà nemmeno una porcata assoluta, però ribelliamoci a questo cinema d’animazione che sta conquistando sempre più i botteghini italiani. Madagascar 3, per dire, si avvia ad essere uno dei più clamorosi incassi dell’anno nella penisola, rendiamoci conto di come siamo messi…
Il consiglio di Ford: Brave, ovvero l'opposto del Cannibale!
Nonostante debba ancora smaltire la delusione di Cars 2 - primo film Pixar a lasciarmi indifferente -, sarò ovviamente in prima fila per questo Brave, che a me ricorda molto da quel che ho visto dal trailer quel piccolo gioiellino di Dragon trainer - unica proposta Dreamworks all'altezza delle genialità made in Pixar - e che a partire dalla protagonista - che mi ricorda Julez - mi pare abbia tutte le carte in regola per diventare il film d'animazione dell'anno.

"Maledizione, Merida! Se Ford scopre che hai abbattuto il Cannibale senza il suo permesso, sai quante bottigliate ti prendi!?!?"
Shark 3D di Kimble Rendall


Il consiglio di Cannibal: Ford, vai a farti un bagnetto che non ci sono squali, ho controllato io…
L’ho già visto?
Pensavo di sì e invece no. Avevo visto Shark Night 3D (http://pensiericannibali.blogspot.it/2012/07/pirlanha-3dd-e-unaltra-roba-con-pesci.html), che a sua volta era una scopiazzatura del mitico Piranha 3D, eppure a quanto pare questo è un altro film. È un altro, ma sarà sempre la stessa storia. Lo so già, così come so che farà schifo. Così come so che finirò comunque per vederlo, se non altro per la presenza di un paio di idoli telefilmici personali come Julian McMahon di Nip/Tuck e Phoebe Tonkin di The Secret Circle. Così come so che WhiteRussian sarebbe un sito valido, se solo non parlasse di cinema. Così come so anche che Mr. Ford questo film potrebbe vederlo giusto se gli dico che è australiano e lui appena sente Australia si esalta e siamo tutti contenti per lui. Ford, hai ragione, l’Australia è davvero splendida, quand’è che ti trasferisci lì?
Il consiglio di Ford: caro squalo, vuoi provare il sushi umano? Ho giusto qui un amico (?) da presentarti per cena!
Film che si prospetta essere una vera e propria porcata e che avrebbe trovato la sua giusta collocazione nella settimana di ferragosto, più che in questo già piuttosto freddino settembre.
Australia o no, me lo salto a piè pari, e lo butto felicemente a mare accanto al piccolo Cucciolo, che non so neppure se sappia nuotare.

"Hey Kid, visto che non volevi venire con noi al mare, abbiamo portato il mare da te!"
L’intervallo di Leonardo Di Costanzo


Il consiglio di Cannibal: se volete prendervi un intervallo, andate a vedervi qualcos’altro
È tra i film di Venezia, sezione Orizzonti, e dal trailer non sembra nemmeno terrificante quanto altre pellicole italiane che approdano numerose in sala. O comunque in quelle 2 o 3 sale su tutto il suolo nazionale.
Non mi attira neanche lontanamente, però per una volta non me la sento di infierire troppo.
Mi prendo un intervallo dalle critiche al cinema italiano. E pure da quelle a Ford. Ne approfitto anzi per consigliare a tutti di visitare il suo sito, WhiteRussian, non so se l’avete mai sentito nominare, non credo. Però quando volete fare un intervallo dal grande Cinema, dalla grande Musica, dalla grande Cultura con la C maiuscola, staccatevi per un attimo da Pensieri Cannibali e passate da lui ahahah.
Il consiglio di Ford: mi prendo un intervallo dai deliri egotici del Cannibale, giusto per riposarmi un pò, dato che non ho avuto una mesata di ferie come il mio antagonista.
Film piuttosto inutile sul quale non mi pare comunque neppure giusto infierire troppo. Un pò come sul mio folle rivale, che tra non molto comincerà a fare la guerra a se stesso, dati gli ormai conclamati ed evidenti problemi a gestire il suo ego. Ed io sarò pronto, dopo essermi adeguatamente riposato, a camminare
sui suoi resti.

"Cannibale, a noi quest'idea della simulazione del mare non convince più di tanto..."
Bella addormentata di Marco Bellocchio


Il consiglio di Cannibal: raga, tutti a dormire, arriva il film consigliato da Ford!
In una settimana alquanto miserrima, questa potrebbe anche essere la pellicola più interessante della settimana. Di certo Ford ve la consiglierà, per via della regia di Bellocchio, reduce dal valido ma non così eccezionale come il mio rivale vorrà farvi credere Vincere.
Il film segue le vicende di alcuni personaggi durante gli ultimi giorni di vita di Eluana Englaro. La pellicola è destinata dunque a far discutere e a riservare vari spunti di interesse. Speriamo sia interessante anche a livello cinematografico.
E speriamo che Ford non ce la meni troppo con il cinema di Bellocchio, altrimenti pretendo pure io l’eutanasia per me e per tutti gli sventurati lettori che dovranno sorbirselo uahahah!
Il consiglio di Ford: non dormite come il Cannibale quando incontra un grande film, ma aprite bene gli occhi!
Tralasciando ogni commento gratuito che potrà sparare il nostro Coniglione preferito - e non parlo dell'amico di Donnie Darko, bensì del Cannibale -, non posso che consigliare l'ultimo film - tra l'altro
in concorso a Venezia - di uno dei massimi esponenti del nostro Cinema, autore di cose meravigliose come L'ora di religione, Buongiorno notte e Vincere.
Tra l'altro, toccando un tema importante come quello dell'eutanasia, mi pare che le premesse per trovarsi di fronte ad uno dei titoli dell'anno ci siano tutte.

"Stai tranquillo, qui alle terme della casa di riposo al massimo possiamo trovare Ford. Il Cannibale è rimasto a fare il bagno al mare!"
The Bourne Legacy di Tony Gilroy


Il consiglio di Cannibal: volevo darvi un consiglio, ma me lo sono scordato
Molto, ma molto tempo fa (lo so che sembra l’inizio di un post fordiano, ma questa volta è Cannibal a parlare) ho visto The Bourne Identity. Onesto film d’azione senza infamia e senza lode, mi ha lasciato del tutto indifferente e pochi minuti dopo me l’ero già dimenticato, manco fossi stato colpito da un’amnesia tipo Jason Bourne. I due episodi successivi mi sono quindi tranquillamente scordato di vederli, anche perché non sono un grande fan di Matt Damon, qui però sostituito dal pure lui ormai onnipresente Jeremy Renner, già erede di Tom Cruise nella saga di Mission: Impossible. Magari questa è l’occasione per recuperare gli altri due capitoli e poi avventurarmi nella visione di questo. O magari no. Tanto si tratta di una serie dimenticabile, proprio come Mister James… Com’è che si chiama, quello lì?
Il consiglio di Ford: la Ford legacy non prevede alcun Cannibale da lasciare ai posteri!
Al contrario di quella signorinella del Kid, i film di Bourne io me li sono sparati felicemente tutti, e nonostante continui a pensare che Damon non era l'uomo giusto per il ruolo devo dire di essermeli anche
discretamente gustati. Ora, con Renner a sostituire il buon Matt, le cose paiono farsi decisamente interessanti, e il trailer pare proprio far presagire una discreta ficata da gasamento per i patiti del genere. Dunque, io mi ci butto senza troppi problemi, e soprattutto senza il Cucciolo!

"Ford, smettila di lanciare bottiglie! Ho due pistole, una per te, e una per me. Merida ci aspetta per la battuta di caccia al Cucciolo Eroico!"
Come non detto di Ivan Silvestrini


Il consiglio di Cannibal: andate a vederlo… ehm, come non detto
Commedia a tematica gay fresca e giovane, con un cast molto Mtv (Valeria Bilello e Valentina Correani) che potrebbe risultare una piacevole sorpresa.
Ah, è un film italiano?
Allora… come non detto.
Ma comunque, ve l’ho già detto che WhiteRussian è davvero un gran bel sito?
Come non detto, di nuovo.
Il consiglio di Ford: io vi dico, invece, una cosa sola. Non andate a vederlo.
Mi pareva quasi strano che passasse una settimana senza la consueta schifezza italiana spinta a forza in sala, quand'ecco giungere di gran carriera questo prodotto in grado di farmi rimpiangere addirittura le
cannibalate peggiori. Fate voi.

"Preghiamo per il Cannibale, che non ha potuto raggiungerci per cena a seguito di un incidente di caccia."
Impepata di nozze di Angelo Antonucci


Il consiglio di Cannibal: ho già mal di pancia, e non per il ridere
Ma si può intitolare un film Impepata di nozze? Potrebbe andare bene per il titolo di un post cannibale, però come titolo di una pellicola mi sembra una scelta parecchio discutibile. Quasi quanto chiamare un blog WhiteRussian.
A parte il titolo, un film con Sandra Milo che urla ancora il suo tormentone “Ciro!” è davvero improponibile. Roba che se fosse uscito prima poteva finire dentro la nostra Blog War sui film peggiori di sempre (http://pensiericannibali.blogspot.it/2012/08/troppo-brutti.html).
Il consiglio di Ford: peccato per il tempismo!
Un film di questo genere, che non avrebbe affatto sfigurato nelle liste dei worst ten recentemente compilati per la Blog War dedicata al peggio del nostro peggio, giunge colpevolmente in ritardo in sala ad
ammorbare una settimana che è stata in grado di fornire anche spunti interessanti, rivelandosi ancora più inutile di quanto già non sia.
Dunque, passata l'occasione della battaglia cannibalfordiana, non esiste proprio alcun motivo per sciropparsi una schifezza di queste proporzioni.

"Buona questa roba che hai ordinato, cos'è?" "E' un gateau de Chiot Eroique."
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