lunedì 15 ottobre 2018

White Russian's Bullettin

 



Il ritorno al Bullettin è stato segnato da una settimana piuttosto smorta, in termini di visioni, che ha significato come spesso nell'ultimo periodo recupero di serie televisive perfette per minutaggi ad incastrarsi con gli impegni lavorativi, quelli della palestra e le quotidianità di ogni genere: spero, con i prossimi giorni, di rimediare almeno in parte alla mia latitanza dalla settima arte, mentre scorre quello che è passato dal Saloon negli ultimi giorni.

MrFord


SEVEN SECONDS (Netflix, USA, 2018)


Nata dalla creatrice di cose qui molto apprezzate come The Killing, Veena Sud, Seven Seconds è giunto in casa Ford trainato da recensioni positive e dall'ottimo Manhunt: Unabomber, rispolverando il noir di prodotti amatissimi da queste parti come The night of. 
A partire da un incidente del tutto casuale si sviluppa una vicenda a tinte fosche e nerissima, all'interno della quale le sfumature di grigio sono proprie di tutti i personaggi, e nessuno finisce per uscire davvero salvo, o pulito: in grande spolvero il charachter del detective Fish, diventato in brevissimo tempo uno dei preferiti fordiani dell'anno, e di grande impatto la riflessione sulla Giustizia che aleggia su tutta la storia e soprattutto sulla sua conclusione come una pesante coltre di nebbia.
Forse non è graziato da un ritmo serrato da thriller, ma Seven Seconds resta senza dubbio uno dei prodotti più interessanti degli ultimi mesi per quanto riguarda il piccolo schermo e non solo: in vista delle consuete classifiche di fine anno, occorrerà tenerne conto.


 


SOLDADO (Stefano Sollima, USA/Messico, 2018)




Curioso incrocio, quello di Soldado: da una parte uno dei registi più "internazionali" del panorama italiano,  Stefano Sollima, e dall'altro i charachters - interpretati da Josh Brolin e Benicio Del Toro - che erano stati tra i protagonisti dello splendido Sicario di Denis Villeneuve.
Se, da un lato, la parte lirica ed emotivamente potente del lavoro del canadese si affievolisce di molto, il nostrano Sollima compie un ottimo lavoro sulla componente action, tirando fuori dal cilindro un prodotto solido e convincente, che regala passaggi notevoli - l'attentato nel supermarket è incredibilmente spaventoso e realistico - e due ore di intrattenimento di genere di alto livello.
Certo, il divario con il Cinema d'autore prestato all'action è ancora piuttosto importante, ma non si cade in tranelli da retorica facile o grande distribuzione: un primo passo nel grande mondo hollywoodiano decisamente interessante.


 


ULTIMATE BEASTMASTER - STAGIONE 1 (Netflix, USA, 2017)


 
Partita come un guilty pleasure tamarro da seguire in solitaria e divenuta una chicca per tutta la famiglia, Ultimate Beastmaster rappresenta il prodotto perfetto per questo periodo così pieno di impegni e poca voglia e tempo da dedicare alle visioni impegnate: prodotto da Stallone - già una garanzia - la gara ad ostacoli che vede protagonisti atleti e atlete di tutto il mondo provenienti dalle più disparate discipline - arrampicata, parkour, crossfit, sollevamento pesi, arti marziali e via dicendo - ha conquistato tutti in casa Ford, da noi vecchi ai più piccoli, che ora dichiarano entrambi di volersi allenare per diventare, da grandi, degli Ultimate Beastmaster.
La prima stagione, che ha visto i vincitori delle nove puntate contendersi il titolo - oltre agli USA padroni di casa, partecipavano alla competizione Brasile, Messico, Giappone, Germania e Corea del Sud - ha talmente divertito tutti gli abitanti del Saloon da dare immediatamente il via alla seconda - che vedrà protagonista anche l'Italia - in barba alla sfilza di serie tv che abbiamo ancora in lista d'attesa. Una delle sorprese più goduriose dell'anno.


giovedì 11 ottobre 2018

Thursday's child



Per la nuova settimana di uscite a fare compagnia a me e Cannibal giunge nientemeno che Valentina Orsini, che da buona ed organizzata madre di famiglia mette in riga perfino la pecora nera finto giovane che è il mio rivale e detta i tempi per la rubrica.
Forse al Cucciolo Eroico farà bene, specie dopo una settimana di vacanza come quella appena trascorsa.



"Vedi, Valentina? Se modifico questo chip perfino Ford potrà comunicare con noi umani!"


1938 - Diversi


Valentina: 1938-2018, un anniversario di cui avremmo fatto volentieri a meno, ma la storia ci obbliga a ricordare, o meglio, ci dà questa grande opportunità, e il cinema corre sullo stesso binario sfruttando appieno il suo potenziale. Se fossi un’insegnante porterei senz’altro i ragazzi a vedere questo documentario di Giorgio Treves. Fosse solo per ammirare la grandezza di Roberto Herlitzka. Se penso alla mia prima volta al cinema con la scuola… be’. “Come te nessuno mai”, avete presente? Roba che Muccino (Silvio) era un bimbo, e aveva ancora la feppola, e okkupava le skuole. Bei ricordi, tutto sommato.
Ford: ho sempre adorato i documentari, spesso e volentieri portatori di storie e situazioni anche più "oltre" di qualsiasi pellicola. Il timore, in questo senso, è che il prodotto sia un pò troppo didascalico e scolastico, e in tal caso farò il cattivo ragazzo e salterò la lezione per andare a farmi un paio di birre e costringere poi i supersecchioni come Valentina a raccontarmi tutto per bene.
Cannibal Kid: Ho sempre odiato i documentari, ho sempre odiato la scuola, e ho sempre odiato i film che mi hanno fatto vedere a scuola. Pure quelli belli. Se fossi un insegnante credo quindi che non farei mai vedere delle pellicole ai miei studenti. Consiglierei loro di scaricarseli in rete e guardarseli a casa mentre fanno chiodo. E poi venire a scrivere qualche cacchiata su Pensieri Cannibali e fare un salto pure su WhiteRussian per massacrare l'opinione di Ford. Se infine vogliamo scoprire i veri significati del film, meglio che vadano su CriticissimaMente di quella secchiona di Valentina.

A Star Is Born

"Dici che siamo abbastanza fordiani vestiti così?" "Lo spero, non vorrei ci scambiasse per John e Yoko!"

Valentina: Enniente, mi sa che stavolta mi innamoro di Bradley. Sul serio. Io che l’ho sempre detestato, almeno fino a Pat Solitano de “Il lato positivo”. Sarà quella barba a metà tra il filosofo greco e il naufrago, un po’ Cast Away, un po’ il musicista maledetto… (un po’ zingaro un po’ peones… cit.) saranno pure la bellezza e la voce di Lady Gaga…
Insomma torno al cinema dai tempi di Civil War con questo film.
Ford: ho diversi dubbi anche rispetto a questo film, nonostante Cooper mi stia simpatico dai tempi di Alias e questo suo look tendente al country rievochi un'attitude fordiana che potrebbe indispettire Cannibal. Quello che c'è da sperare, è che non sia la classica ciucciata amorosa a caccia di Oscar.
Cannibal Kid: Tra le mille uscite di questa settimana, l'unica davvero degna di nota. Da fan di Lady Gaga della prima ora, conto molto su questa sua prova senza trucco e senza inganno, in cui la popstar si trasforma in star del cinema, magari da Oscar. Punto molto su questo film, anche se temo l'esordio alla regia del fordiano Bradley Cooper, che spero non si limiti a scimmiottare lo stile classico del suo maestro Clint Eastwood, ma proponga qualcosa di più fresco e personale. Troverà la sua voce, o dovremo accontentarci di quella della Germanotta?

A-X-L: un’amicizia extraordinaria

"Chi ha parlato di cani maledetti!?"

Valentina: Fantascienza, un cane robot, un motociclista adolescente sfigato che combatte contro l’America militare affiancato dalla tipa di cui è timidamente innamorato? Scusate ma anche no. Non ce la faccio. Per quanto mi riguarda l’unico che può farmi piacere una roba del genere è zio Steven. Tutto il resto è noia.
Passo.
Ford: se dovessi fare una selezione ogni settimana e portare in sala solo i film che ritengo interessanti, credo che il risultato sarebbe simile a trovare la manciata di recensioni in cui Peppa Kid ha fornito un parere sensato. E di certo, questa roba non rientrerebbe tra i titoli prescelti.
Cannibal Kid: Questa rischia di essere una porcata davvero extraordinaria. Se ho del tempo da perdere, potrei spararmelo per avere un titolo assicurato tra i flop del 2018. Se Ford lo guarda, invece, scommetto che si esalta come un bambino.

Il banchiere anarchico

"Tutta questa scena, e nemmeno un White Russian? Vergogna!"

Valentina: Un potentissimo banchiere festeggia il compleanno nel suo palazzo. Ha un unico ospite che lo interroga sulla sua ascesa nel mondo della finanza (oddio, mi annoia già solo a nominarla: finaaanza). Il tizio ospite del banchiere a un certo punto dice di aver saputo che lui era un anarchico.
"Sono. Non 'ero' un anarchico" è la sua affermazione.
Che dire, l’idea di portare sullo schermo un racconto di Pessoa potrebbe far scattare nell’immediato qualche dubbio circa una troppa presunzione o un invidiabile coraggio. Ho visto il trailer e non mi convince (non c’entra “Valeria medico legale”, giuro), un’impresa simile secondo me si adattava meglio a tempi e spazi teatrali. Di Giulio Base regista ricordo con discreto entusiasmo il film Poliziotti, dopodiché boh. Tipo il nulla.
Ford: film italiano simil-pretenzioso? Giro al largo neanche fosse un teen movie consigliato da Cannibal!
Cannibal Kid: Già solo dal trailer, questo potrebbe essere il più serio pretendente al titolo di peggior film del 2018. Roba da farmi rivalutare persino A-X-L: un'amicizia extraordinaria.

Il complicato mondo di Nathalie

"Magari potessi bere un White Russian alla facciazza di Cannibal!" "Non dirlo a me!"

Valentina: Una donna alle prese con una vita che sta andando a picco. Divorzio, problemi con la figlia, e un’invidia di quelle autentiche, che la divorano dentro, ma che paradossalmente rendono amabili certi personaggi.
L’attrice che interpreta Nathalie, Karin Viard, l’ho conosciuta nel film “La famiglia Bélier”, un piccolo gioiellino francese. Quindi a pelle questo titolo mi ispira, mi commuove, persino.
Ford: altro titolo che mi pare una di quelle cose finto d'essai che in realtà sono ciucciate mortali. Lascio andare avanti i più radical Cannibal e Valentina, io valuterò con molta, molta calma.
Cannibal Kid: Pensavo che Valentina avesse deciso di raccontarci la storia della sua vita, invece è solo la trama del film. Meglio per lei.

Imagine

"Siamo davvero i sovrani dei radical." "Dici che Ford se la prenderà?" "Di certo."

Valentina: Nel 1972, John Lennon e Yoko Ono si muovono tra Regno Unito e Stati Uniti per la registrazione dell'album Imagine.
Il film segue i due protagonisti durante le riprese di Imagine, sia nel Regno Unito che a New York come coproduttori del disco con Phil Spector. Credo che per gli appassionati sia una buona occasione da non perdere. Io per dire, la perdo.
Ford: grande rispetto per il genio di John Lennon. E grande curiosità, come sempre, per i documentari. Ma John e Yoko sono tra gli antesignani dei radical chic, quindi direi che per il momento mi dedicherò drughescamente ad un paio di white russians e una nuova visione de Il grande Lebowski.
Cannibal Kid: Grandi John e Yoko! Ce ne fossero ancora di radical-chic come loro in giro, a spazzare via – pacificamente ma comunque a spazzare via - tutti questi populisti paladini del pane e salame come Di Maio, Salvini e... Ford uahahah

Johnny English colpisce ancora

"Ho provato a bere quanto Ford, e questo è il risultato."

Valentina: La spia strampalata le cui fattezze ricordano inesorabilmente il nostro ex premier piddino, torna a fare danni e miracoli. L’umorismo inglese nella goffaggine di Johnny English non è il massimo, per quanto mi riguarda, ma lo ritengo un rimedio alla portata di tutti contro la noia e la bruttura di certi giorni no. Non vado al cinema a vedere questi film, quando lo becco in tv però lo vedo volentieri.
Aspe’, mi hanno detto che c’è Emma Thompson! Mi sa che vado. No vabbè. Ok vediamo…
Ford: ho sempre detestato Atkinson e le sue smorfie, così come Johnny English. A questo punto immagino che Cannibal lo esalterà e non vedrà l'ora di vederselo. Per quanto mi riguarda, è tutto suo.
Cannibal Kid: Detesto l'umorismo di Mr. Bean quasi quanto quello di Mr. Ford. Hey, un attimo... quale umorismo?

L’apparizione

"Rinnego l'esistenza di Ford e Cannibal. E già che ci sono, anche di Valentina Orsini."

Valentina: Jacques è un giornalista di un quotidiano molto diffuso in Francia. Tanto bravo da essere chiamato dal Vaticano, che decide di reclutarlo per un compito speciale: prendere parte alla commissione chiamata a verificare l'autenticità di un'apparizione religiosa in un piccolo villaggio.
Oddio mio! No, vi prego.
Guarda, mi tengo i miracoli di Alessandro Siani.
Che è meglio.
Ford: questo vecchio cowboy e la religione, si sa, sono due cose molto, molto distanti tra loro. Oserei dire più di questo vecchio cowboy ed il suo finto giovane rivale. Passo.
Cannibal Kid: Se mi mettessi a guardare questo film, potrei cominciare ad avere delle visioni mistiche. Tipo Ford che si mette a pregarmi in ginocchio di consigliargli qualche film teen di nuova generazione.

La fuitina sbagliata

"Se vogliono farci seguire le orme di Ford e Cannibal dovranno farci bere molto di più!"

Valentina: Hai presente quei titoli che solo a leggerli ti fanno dire: “Grazie ma… no grazie”?
Ecco.
Ford: di sbagliato c'è ben altro. Come distribuire film così.
Cannibal Kid: Hai presente quei titoli che solo a leggerli ti fanno dire: “Ma chi gliel'ha data a questi la licenza di dare titoli? Pensieri Cannibali?”.
Ecco.

La morte legale

"Lascia il Paese, non pensare a me. E soprattutto non pensare a Cannibal."

Valentina: Un altro documentario in sala, bene!
Qui si racconta le genesi del film di Giuliano Montaldo “Sacco e Vanzetti”, condannati a morte per essere stati degli anarchici (oddio, il banchiere!)
ll 23 agosto del 1927 Nicola Sacco e Bartolomeo Vanzetti vengono giustiziati sulla sedia elettrica, diventando martiri di ingiustizia e simbolo di libertà. Nel 1971, Montaldo realizza un film sulla loro incredibile storia. Nel 2017, il film torna in una versione restaurata, nella quale il regista espone le sue motivazioni e l’intero percorso artistico e produttivo.
Io lo vedrei. Ragazzi, scuola, insegnanti… soprattutto voi.
Ford: qui vale lo stesso discorso fatto in apertura. Materia molto interessante, ma rischio altissimo di noia e didascalismo. Meglio, forse, riscoprire il film.
Cannibal Kid: Quando i titoli di cui parlare in questa rubrica li seleziono io, in genere faccio una scrematura levando filmetti inutili e documentari vari che escono in due sale, se no la rubrica non finisce più. Questa settimana però li ha scelti Valentina e quindi ve li beccati tutti. Proprio tutti. E andate pure a vederli al cinema, se avete il coraggio e se li trovate nei cinema.

La strada dei Samouni

"Le recensioni di Cannibal non vogio neppure guardarle!"

Valentina: In una piccola comunità di contadini, la famiglia Samouni, si appresta a celebrare un matrimonio, la prima festa dopo la fine della guerra. Amal, Fouad, i loro fratelli e cugini hanno perso i loro parenti, le loro case. Il quartiere adesso è in fase di ricostruzione, si piantano gli ulivi e si lavora ai campi distrutti dai bombardamenti ma il compito più difficile è un altro: ricostruire le loro memorie (mi piace questo concetto del recuperare la memoria).
E poi ’idea di alternare sequenze di animazione a quelle del documentario mi piace molto. Sì.
Ford: film potenzialmente interessanti, di quelli da due o tre persone in sala che una quindicina d'anni fa mi sarei fiondato a vedere. I tempi, però, sono cambiati, quindi per il momento posso al massimo sperare di incrociarlo per caso e non essere troppo stanco per affrontarlo.
Cannibal Kid: Ford per una volta dice bene. Questi sono film da due o tre persone in sala. Anzi, se diserta pure lui, mi sa che sono da una persona unica: Valentina ahahah.

Quasi nemici - L’importante è avere ragione

"Se hai letto recensioni in quei blog, figliola, devi confessarti e pentirti."

Valentina: Quasi nemici, quasi amici… non so voi. Ma io mi sono quasi rotta le…
Eddai. Su.
Ford: hanno realizzato un film sulla rivalità tra me e Cannibal senza pagare uno straccio di royalty!? E' uno scandalo.
Cannibal Kid: Il titolo italiano direi di lasciarlo perdere, visto che l'originale è Le brio. Ora, io non so il francese, ma non credo proprio che significhi “Quasi nemici”. In ogni caso, direi che, a parte A Star Is Born, questa commedia francese è l'unica pellicola settimanale che quasi mi interessa.

Renzo Piano: L’architetto della luce

"Me lo sento dentro: le opinioni cinematografiche di Cannibal fanno davvero cagare!"

Valentina: Architettura, luce, cinema. Cose così… belle.
"Quando cresci con l'idea che costruire è un'arte, ogni volta ti sembra di assistere a un miracolo, qualcosa di straordinario che non ti lascia più": questa è l'opinione di Renzo Piano, architetto italiano tra i più celebri e prolifici del mondo. A raccontare il suo genio è il cineasta Carlos Saura, che segue Piano nella progettazione e nella realizzazione del Centro Botin a Santander, in Spagna. Il racconto delle varie fasi della costruzione del Centro diventa presto riflessione sul processo creativo e su ciò che hanno in comune l'architettura, il cinema e tutte le altre arti.
Ford: vabene che mi piacciono i documentari, ma cominciamo ad esagerare. Lascio dunque agli studenti di architettura e a chi è talmente radical da fare impallidire perfino il Cucciolo Eroico.
Cannibal Kid: Grazie Valentina per averci proposto tutti questi documentari ed aver fatto così cominciare a odiare il genere persino a Ford. :)

The Predator

"Adesso sparo a Cannibal una chokeslam degna di Ford!"

Valentina: A pelle direi: Vedi sopra, A.X-L.
Però c’è da premettere che: A dirigere The Predator è Shane Black, regista, sceneggiatore e attore esploso giovanissimo come sceneggiatore grazie ad “Arma letale”, commedia d'azione diventata un cult.
Poi, Black ha scritto le sceneggiature di “L'ultimo boyscout. Missione: sopravvivere” (film che ho davvero apprezzato) e “Spy” prima di esordire nel 2005 alla regia, con “Kiss Kiss Bang Bang” (2005), con protagonista nientepopodimenoche Robert Downey jr.
Una commedia noir, che ha debuttato al Festival di Cannes del 2005 e ha sancito l'inizio di una felice collaborazione tra Black e Downey jr. fino ad Iron Man 3.
Gli eroi di The Predator sono chiamati Loonies (matti, svitati), un gruppo di svalvolati che si sono conosciuti a una terapia di gruppo.
Ci vedrei bene anche Ford e Cannibal… anche io mi ci vedrei, in effetti.
E alla fine salveremo il mondo! Ancora una volta.
Ford: Predator è da sempre un film di culto in casa Ford, e nonostante la presenza di Shane Black - che mi è sempre piaciuto - nutro ben poche speranze per questo reboot che tenta invano di rinverdire i fasti di uno dei mostri cinematografici più originali ed interessanti degli anni ottanta. Probabilmente lo vedrò, ma con aspettative basse e senza troppo pensare a quanto mi esalto ogni volta che passa su questi schermi l'originale.
Cannibal Kid: Il primo Predator è una delle merdacce più clamorose che abbia mai visto in vita mia. Le uniche consolazioni sono che qui almeno non c'è Schwarzenegger e che questo peggio di quello non può essere. Anche se, mai dire mai.

Titanic

"Saremo più romantici di Cannibal e Ford?" "Non credo."

Valentina: Era il 1997. Ho perso il conto sia delle ore passate a vedere il film, una roba interminabile, che degli anni passati da quella volta al cinema.
Quello di Jack e Rose è un film che non ha bisogno di commenti particolari. Rivederlo non cambierà nulla, però ci scommetto tutto quello che ho che molti di noi, compresi Ford e Cannibal, proveranno a dire per l’ennesima volta a Jack di salvarsi le chiappe. E, per l’ennesima volta, lui non lo farà. ___Attenzione spolier!!!___ Schiatterà.
Ma sarà comunque incredibilmente romantico come la prima volta.
Ford: ai tempi avevo molto apprezzato Titanic, e nonostante fossi un adolescente stronzo la storia di Jack e Rose mi colpì parecchio. Non penso di averlo mai più rivisto per intero, ma avrò tempo, credo, anche per questo. Specie nel periodo d'adolescenza della Fordina, sempre che possano piacerle i film "dei vecchi tempi".
Cannibal Kid: Era il 1997. Ford era già più vecchio di Rose da vecchia. Io invece ero ggiovane dentro e fuori all'incirca come adesso. All'epoca il film mi era piaciuto abbastanza (a parte la tediosa parte iniziale), però non mi aveva fatto gridare al capolavoro e da allora non l'ho mai più rivisto. Bello, eh, ma DiCaprio ha fatto di meglio. James Cameron invece solo di peggio.

Zanna Bianca
 
Valentina: Ispirato al romanzo di Jack London, Zanna Bianca diventa un film d’animazione con la straordinaria voce di Toni Servillo… se penso alla mia visione da ragazzina con il film di Lucio Fulci e i due volti memorabili di Franco Nero e Virna Lisi (musiche di Rustichelli!) ancora mi commuovo. Magari in questa versione il trauma è ammorbidito, magari Cannibal e Ford si eviteranno di piangere come bambini, magari io pure.
O forse no.
Ford: sinceramente la trasposizione in animazione fredda e computerizzata di un classico di questo tipo mi attrae ben poco, voce di Servillo - che ormai è sovraesposto - compresa. Preferisco dare un morso a Cannibal con le mie zanne.
Cannibal Kid: Jack London? Animazione finto adulta in realtà per bimbetti? Checché ne dica, questa è la fordianata suprema della settimana e forse del secolo. Cosa che significa: mettetevi in salvo!

martedì 9 ottobre 2018

Back to the bullet(in)

 


Correva l'estate del duemilasedici, l'ultima volta in cui sfruttai questo logo e questa rubrica: era nata da pochi mesi la Fordina, già dall'autunno precedente meditavo di prendermi un pò di respiro dal blog dopo gli anni passati a pubblicare spesso e volentieri anche due recensioni al giorno, e con la stagione più easy dell'anno approfittai per rifiatare e ricaricare le batterie.
Qualche settimana fa, di ritorno dalle vacanze, pensai di sfruttare il momento più che morto della blogosfera per cambiare almeno in parte il "format" delle recensioni stesse, sperando che potesse darmi una scossa in positivo: da quando sono arrivato in rete, infatti, penso che il nostro piccolo mondo non sia mai stato "abbandonato" come ora, senza contare che questo duemiladiciotto non mi ha visto particolarmente entusiasta per il Cinema - mi rendo conto che da mesi guardo molte più serie che film -, che aver ripreso a lavorare - con un lavoro che mi permette di essere piuttosto libero ma anche senza orari - ed aver costruito una nuova geografia di me stesso attorno al crossfit e alla palestra portano via le energie ed il tempo che restano una volta seguiti i Fordini e la casa, il gioco è fatto. 
Ho dunque deciso di tornare al passato ed ossigenare di nuovo grazie al Bulletin, pubblicando il lunedì come fosse una rubrica fissa il post dedicato alle visioni della settimana precedente con piccola recensione e voto accanto al consueto appuntamento del giovedì con le uscite in sala, creatura che condivido con il mio vecchio rivale Cannibal Kid.
Non è, come di consueto, qualcosa di definitivo, quanto, credo, più adatto ai tempi sia miei che della blogosfera.
Ad ogni modo, e come sempre, io sarò qui.



MrFord

lunedì 8 ottobre 2018

Dr. House - Stagione 8 (USA, Fox, 2012)




- La prima cosa che mi viene da fare è scusarmi con il vecchio, scorbutico, ironico e stronzo Greg House, snobbato all'epoca della sua rivalità in ascolti con Lost e ripreso soltanto in anni recenti, per avermi fatto ricredere sulla sua cavalcata e soprattutto ringraziarlo per aver rappresentato uno dei primi, grandi preferiti del Fordino.

- Come tutte le serie di culto, benchè popolari, anche per lo spigoloso medico era giusto giungere ad una conclusione del proprio ciclo, e l'ultima stagione chiude in bellezza forse non presentandosi come la migliore ma riuscendo a scrivere un epilogo interessante ed emozionante oltre che a mostrare quasi tutti quelli che sono stati protagonisti della saga.

- Per quest'ultima stagione è stato interessante poter vedere più o meno all'opera tutti i membri vecchi e nuovi del team di House, così come dare una sbirciata, con l'epilogo, a quello che sarà il futuro del reparto diagnostica del Princeton, e se negli anni Foreman ha perso punti, fino alla fine ho trovato sempre mitici Taub e 13, supportati dalle due interessanti new entries femminili di quest'ultima stagione.

- Come era giusto che fosse, la chiusura dedica la maggior parte del suo spazio all'amicizia tra House ed il personaggio che è stato la sua colonna nel corso degli anni, l'inseparabile Wilson, regalando anche una chicca da metacinema nel series finale citando L'attimo fuggente, considerato che l'oncologo e supporto dello Sherlock Holmes della medicina fu il volto, decenni fa, di Neil Perry, uno dei protagonisti della pellicola di Peter Weir.

- Proprio nel loro rapporto si consuma la parte più toccante degli ultimi episodi, e così come decine di volte ci si era fatti una risata sui tiri mancini del vecchio Greg al suo amico di una vita, ora resta una sensazione di malinconia perfetta per un titolo che saluta il suo pubblico, e il Saloon, tra l'altro infilando la chicca, nel finale, di un pezzo dell'ultimo disco di Warren Zevon, altro fordiano ad honorem, Keep me in your heart.

- Non resta che recitare un bel "so long", dunque, ad un charachter senza dubbio memorabile ed una serie che a suo modo e per molti è da considerare un cult, ripensando a quante cose negli ultimi anni siano cambiate nella mia vita. E che quelle stesse cose hanno finito per permettermi di non diventare stronzo quanto House. O almeno, cercare di esserlo in misura minore.



MrFord



 

giovedì 4 ottobre 2018



Nuova settimana di uscite in sala e, chissà, nuovo nemico giurato per questo vecchio cowboy: Cannibal, infatti, pare aver deciso di abdicare dal ruolo in favore dell'ospite Antonio D'Astoli, che ce l'ha messa davvero tutta per rischiare una tempesta di bottigliate.
Come sarà andata?

"Davvero non vuoi un sorso di the? Cannibal e Antonio ne sarebbero felici." "No, bella. Io bevo solo White Russian, dalla mattina alla sera."


Venom

"Va bene che hai bevuto qualche bicchiere, ma con due tatuaggi e un paio di cocktails pensi di essere Ford!?"

Antonio: Il leone delle uscite di questa settimana, in mezzo a tante pecorelle dormienti, anche se credo che quasi sicuramente Ford non sarà tra gli entusiasti dell'ennesino cine-comic. Ma che ci possiamo fare se il Cannibale ed io siamo più di bocca buona e non disdegniamo le opere che piacciono al popolo? Del regista mi fido ciecamente avendo diretto quel gioiellino malcompreso di Zombieland (d'altronde è l'unico che a questo giro ha qualche attinenza col genere horror) e che dire del protagonista Tom Hardy? Per lui sarebbe sufficiente una citazione per poi passare al prossimo film, ma voglio andare oltre e dire che è perfetto per la parte con la sua presenza granitica e quel volto che a tratti sembra dolce e compassionevole e in seguito sembra che ti voglia mangiare vivo, giusto per far capire meglio che ci troviamo di fronte ad una nuova versione di Dr Jekyll e Mr Hyde. Dal mio punto di vista è difficile che Venom possa deludere: effetti speciali di altissimi livelli, location metropolitana di innegabile fascino e carisma travolgente di Hardy. What more? Ah, l'unico dubbio è che un cattivo dei fumetti assunto a protagonista possa poi diventare un pappamolla stile la strega di Maleficent, ma male che vada poi ci si riprende andando a vedere Blob - Il fluido che uccide che tanto alla fine sempre di slime alieno si tratta.
Ford: comincio con il ravvisare che il buon Antonio sia decisamente più sconvolto del Drugo dopo una nottata a White Russian, considerato che io Facebook non l'ho neppure mai avuto e che con i cinecomics e Venom - grandissimo charachter - ho ben più familiarità che Cannibal.
Detto ciò, e nonostante le premesse, ho molte riserve su questo film, che spero nel cuore possa rivelarsi una chicca come i due Deadpool, scorrettezze comprese. Stiamo a vedere. Nel frattempo, potrei sempre mangiare i cervelli del suddetto Antonio e di Peppa Kid, ammesso che ne abbia uno. Ahahahahah!
Cannibal Kid: Comincio smentendo entrambi, così non faccio torti a nessuno. Ad Antonio dico che questo Venom mi ispira ben poco. Okay, sembra un pochino più interessante rispetto a quelle porcate degli Avengers o della Justice League, però credo che il massimo che ci si possa attendere è una specie di versione cinecomics del Gollum, o poco più. Inoltre Tom Hardy è da parecchio che non azzecca più un titolo, sia sul grande che sul piccolo schermo, si vedano (anzi meglio di no) i soporiferi Dunkirk e Taboo.
A Ford invece dico che la sublime ironia di Deadpool mi sembra lontana anni luce e questo Venom temo si prenderà troppo dannatamente sul serio. Un po' come te, Ford.

Opera senza autore

"Antonio, mi fai un autografo? Così posso rivenderlo dopo che Ford ti avrà ridotto come Cannibal."

Antonio: E ora cominciano i problemi, nel senso che avrei bisogno di un Virgilio o al massimo di un suggeritore per dire qualche parolina su questo film di cui non conoscevo l'esistenza fino a qualche momento fa. Non me ne vogliano gli estimatori ma un'opera del genere sul grande schermo la avrei vista al massimo costretto dalla scuola e nel mio caso siamo ben oltre quel periodo. Poi diciamo la verità, i film candidati agli Oscar, a parte rari casi, non li ho mai capiti. Per giunta in questo caso abbiamo troppi elementi del tipo "ti piace vincere facile?": un pittore che si ritrova ostacolato dal regime nazista sia nell'ambito artistico che in quello sentimentale. Il trailer con quel violino incalzante fa di tutto per nascondere la noia della trama. Tanta stima per chi lo considererà la prima scelta questo weekend al cinema.
Ford: il regista, se non ricordo male, è quello del Capolavoro Le vite degli altri, che poi si è perso inesorabilmente per strada. Ho visto il trailer e così a pelle mi è parso una palla mortale, neanche si trattasse di una radicalchiccata finta di quelle che piacciono a Cannibal. Per il momento passo, piuttosto il simbionte alieno.
Cannibal Kid: Film passato piuttosto in sordina all'ultima mostra del Cinema di Venezia, ma di cui ha parlato bene Lisa Costa su In Central Perk, e in genere di lei mi fido. Più che di Ford, se non altro. Certo, il timore che possa essere una palla storica c'è tutto, ma anche la speranza che l'impronunciabile Florian Henckel von Stocacchio sia tornato ai fasti de Le vite degli altri, facendo dimenticare il tragicomico The Tourist.

The Wife - Vivere nell'ombra

"Non toccatemi! Se non servite White Russian sono bottigliate per tutti!"

Antonio: Breve estratto dal flusso dei miei pensieri dando un'occhiata al film: "Yawn...ma da quando Glenn Close è diventata uguale a Judi Dench?!?...Zzz...questa trama mi pare di averla vista già un migliaio di volte...Zzz...un bel sonnifero che Ford apprezzerà senz'altro...Zzz...e comunque prima decidi di vivere tutta la tua vita nell'ombra e poi ad un tratto ti svegli a rivendicare i tuoi meriti in età avanzata e con un piede nella fossa?!?...Zzz...Cannibale, svegliami quando finisce che non ce la faccio a tenere gli occhi aperti...Zzz...".
Ford: altro titolo che mi pare degno delle migliori ronfate pomeridiane, per quanto Antonio continui a dipingermi come un vecchio noioso amante del Cinema da the delle cinque come il Cucciolo Eroico. Glenn Close non mi avrà.
Cannibal Kid: Antonio giustamente ti dipinge come un vecchio noioso, anzi una vecchia noiosa, cara Mrs. Ford, uahahah!
Questo è il classico film che Meryl Streep e Judi Dench hanno rifiutato e così hanno preso Glenn Close. Per lei si parla già di nomination agli Oscar. Su Pensieri Cannibali si parla invece di una nomination al Valium Award 2018.

Smallfoot - Il mio amico delle nevi

Tipico esemplare di Ford che studia un artefatto sconosciuto di origine cannibalesca.

Antonio: Eccolo, il film di animazione che tutti aspettavamo, in grado di invertire le prospettive eliminando per sempre i nostri pregiudizi e limiti mentali, all'insegna del "volemose bene" che alla fine siamo tutti uguali. Ma tutti chi? Beh ovviamente Yeti ed esseri umani, ma potremmo dire anche Cannibali e Ford, tanto che differenza fa? La presenza di Lorenzo Licitra (vincitore dell'ultima edizione di X-Factor) ci fa rassicurare che pur se dovessimo floppare con il nostro disco, quanto meno ci rimane da giocare la carta del doppiatore in un cartone con relativo strillo sulla locandina. Una seconda possibilità è concessa a tutti dopotutto, no? Comunque lo stile d'animazione alla "Hotel Transylvania" non dispiace affatto, ma tutto il resto grida anonimato da ogni lato (ps. viva le rime!).
Ford: già mi pare di sentire la solita musica di Cannibal che ciancia a proposito di quanto fordiano sia questo film e quanto abbia voglia di vederlo. La verità è che si tratterà della classica robetta d'animazione da weekend che non ha neppure catturato l'attenzione dei Fordini quando siamo stati a vedere il valido - quello sì - Gli incredibili 2. Di sicuro, però, il paragone Ford/Cannibal-Yeti/Umano è molto azzeccato.
Cannibal Kid: Smallfoot + cinema d'animazione? Questo film non è fordiano. Questo è un film scritto basandosi sulla sua autobiografia, diretto, prodotto, animato e doppiato da Mr. James Ford in persona!

The Domestics

"Il tiro all'Antonio è quasi più divertente del tiro al Cannibale!"

Antonio: Oh, un Mad Max dei poveri mi mancava, solo che qui non ci sono deserti e canyons sconfinati in cui darsele di santa ragione con i mezzi più improbabili, ma il solito mondo post-apocalittico con pochi superstiti e riserve dei beni di prima necessità ormai prossime all'esaurimento. Rimangono però le tribù, ma oltre alla tragedia di dover assistere alla fine della Terra, i protagonisti decidono di perseverare e scegliersi un nome da gang che più sfigato non si può: i familiari. Praticamente carne da macello prêt-à-porter. E allora si dia inizio alla mattanza. Ma aspettate, in lontananza intravedo un gruppo ancora più scemo: persone che indossano un lenzuolo e che si fanno chiamare per l'appunto: i lenzuoli tra le cui fila si conta anche la presenza, non a sorpresa, di Mr Ford. Si accettano scommesse su quanto dureranno in questa guerra tra fazioni. Io nel frattempo sto tranquillo e mi unisco a quella che sceglierà il Cannibale.
FORD: Cannibal, forse ho trovato qualcuno a cui potrei darle più volentieri che a te. Sei contento?
Cannibal Kid: Evvai! Questa settimana non mi tocca nemmeno fare il lavoro di dover prendere di mira Ford a tutti i costi. È uno sporco lavoro che qualcuno deve pur fare, e in questa puntata lo sta facendo più che bene Antonio. Sono quindi io che mi unisco alla sua fazione: quella degli Anti-Ford!

L'albero dei frutti selvatici

"Cannibal, Antonio!? Ford vi ha buttati entrambi qui sotto!?"

Antonio: Quasi quasi lo vado a cogliere un frutto da quest'albero. Il titolo mi piace e il trailer, realizzato ad arte, ancora di più con la sua scelta di non mostrare spezzoni in cui parlano i personaggi e lasciare ampio spazio ai paesaggi mozzafiato della Turchia. Ottima mossa per aumentare il mistero e di conseguenza la curiosità dello spettatore. Del regista non ho visto nulla, ma ricordo i titoli dei suoi precedenti lavori, quindi sicuramente si tratta di un pezzo grosso nel settore. Come in The Wife, anche qui la trama verte su uno scrittore che in questo caso tenta di sbarcare il lunario facendo l'insegnante in qualche paesino sperduto. Spero che oltre all'attenzione dedicata agli scorci naturalistici, ci sia qualche intrigo narrativo da azzannare e spolpare per bene. Affascinante senza ombra di dubbio.
FORD: Ceylan è uno dei pezzi grossissimi del Cinema d'autore vero, quello che annoia tanto Cannibal. Inutile dire che potrebbe essere uno dei film più belli dell'anno. Sempre che si resista al ritmo turco e alle tre ore di durata.
Cannibal Kid: Ritmo turco? Tre ore di durata? Presunto cinema d'autore esaltato dal vero radical-chic Ford?
Di Ceylan mi è bastata la prima inguardabile mezz'ora di C'era una volta in Anatolia per mettere una pietra sopra al suo nome. Vade retro forever.

Il bene mio

"Non puoi avere White Russian sul set, non sei mica il Drugo, o Ford!"

Antonio: Altra mini sorpresa di questo catalogo settimanale e per di più di matrice italiana. Di scottante attualità visto che parla di un paese colpito da un terremoto e abbandonato da tutti, tranne che da un unico abitante, restio a voler ricominciare la sua vita con il resto dei suoi compaesani. A prima vista sembrerebbe un trattato nostalgico sul campanilismo, con un protagonista che rievoca lievemente una versione moderna del Tom Hanks di Cast Away, solo che qui al posto della palla parlante di Wilson abbiamo un più tragico cumulo di macerie. Invece nella trama emerge poi un elemento di mistero: una presenza che si aggira tra le vie diroccate del paese. Di chi si tratterà: uno spirito, un fantasma o peggio ancora di qualche zombie? Io non ho questo grande desiderio di scoprirlo, ma se volete Cannibale ed io rinchiudiamo Ford in un cinema sigillando per bene le porte per portarvi la soluzione dell'arcano, evitandovi la visione di un film che molto probabilmente sarà bello sulla carta ma deludente nella resa finale.
FORD: caro Antonio, così non fai certo il bene tuo. Caro Cannibal, attento: così ti soffia lo scettro di mio rivale!
Cannibal Kid: Sergio Rubini in versione Tom Hanks de' noantri? No, grazie.
Antonio che diventa il nuovo rivale di Mr. Ford? Sì, grazie, glielo lo cedo volentieri che a me ha proprio stufato.

Papa Francesco - Un uomo di parola

"Cari Cannibal e Ford, sappiate che siete scomunicati e sarete esorcizzati. Per Antonio, invece, non c'è speranza."

Antonio: Passeggio facendo finta di nulla sperando che i lettori si siano dimenticati della presenza di questo documentario, ma siccome tutti gli occhi sono puntati su di me aspettandosi qualche sorta di commento, mi giro e rivolgo loro un'amichevole: "Pace bene fratelli!". Ah e vi do la mia parola che questo film lo eviterò accuratamente, preferirei piuttosto un incontro ravvicinato con il simbionte di Venom.
Grazie per avermi sopportato durante queste righe e rivolgo un caloroso saluto a Marco per avermi tenuto in considerazione invitandomi a farmi riscoprire la scrittura. A buon rendere.
FORD: caro Antonio, sappi che ho prenotato per te una serie di lezioni private per un percorso di catechesi con il Papa. A buon rendere.
Cannibal Kid: Grazie a te Antonio, per la tua fantastica ospitata, capace di illuminare una settimana altrimenti piena soltanto di film che sono l'esatto opposto del cinema che piace a me, e per le tue ancor più fantastiche frecciatine a Papa James, volevo dire a Papà James - Un blogger di parola. Nel senso che la sua parola va ascoltata, per poi fare esattamente il contrario. E ora andate in pace. Tutti tranne Antonio. Tu rimani in guerra con Ford, mi raccomando. ;)
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