lunedì 20 agosto 2018

Hap and Leonard - Stagione 3




Il mambo degli orsi è forse il romanzo più oscuro della serie dedicata agli improvvisati investigatori Hap e Leonard firmata da Joe Lansdale: pessimismo, razzismo, violenza si mescolano mettendo a durissima prova i due pur tosti charachters in quello che è uno dei titoli favoriti dei fan hardcore dello scrittore texano, nonchè il mio personale secondo nella classifica legata alla saga dei due casinisti appena citati.
Non era facile rendere bene la malinconia ed il senso di profonda tristezza legato allo sfogo di ignoranza e cattiveria, eppure alla terza stagione Jim Mickle e soci portano sullo schermo forse il momento più alto - finora - della coppia di avventurieri, rendendo evidente la loro non invincibilità così come il fatto che, anche a fronte del massimo impegno, a volte le cose possono andare sempre e comunque nel modo peggiore possibile.
La vicenda, infatti, che prende corpo nella cittadina sperduta di Grovetown è di quelle da far venire i brividi, figlia di quegli States sudisti ancorati ad un passato fatto di cappucci bianchi e terrore, che ha il sapore di un paio di secoli fa ma suona tristemente vicina alle politiche di gente come Trump o Salvini: interessante, in questo senso, l'approfondimento del rapporto tra Hap e Leonard - che ovviamente nei romanzi ha più modo di essere esplorato -, così come il desiderio di Bacon di rimanere in un luogo che odia ed ama allo stesso tempo - ed è un vero piacere rivedere Louis Gossett Jr sullo schermo -.
In fondo, le origini sono importanti per ognuno di noi in quanto fondamenta di carattere ed esperienza, e più spesso di quanto non possa sembrare - o non si sia disposti ad ammettere - siamo tutti disposti a combattere per loro: in un certo senso, si potrebbe considerare Il mambo degli orsi come una metafora di quanto possano essere importanti e fuorvianti e idee e le ideologie, se prese dal punto di vista più estremo o nel modo più umano possibile.
Purtroppo non tutto è alla nostra portata e sotto il nostro controllo, e la possibilità che le cose non vadano come previsto, o nel modo peggiore, è in mano a qualcosa oltre a quello che possiamo immaginare, o ipotizzare, senza per questo coinvolgere piani alti e religioni varie.
In questi casi, quando abbiamo di fronte la natura e gli orsi con il loro mambo, la cosa più importante che possiamo fare è allargare le braccia, resistere e rispondere colpo su colpo a quello che la natura stessa ci riserva.
Quando c'è bisogno di una battuta con una battuta, e quando c'è bisogno, purtroppo, delle maniere forti, con le maniere forti.
Sempre ben consapevoli che la parola fine verrà decisa comunque da qualcosa di incredibilmente più grande di noi. E di chi pensa di essere più grande degli altri.




MrFord

venerdì 3 agosto 2018

Holydays






Domani, archiviate le ultime giornate lavorative, l'organizzazione e le pratiche sportive, i Ford tutti partiranno per le vacanze. Due settimane di stacco lontani dalla quotidianità e dagli appuntamenti fissi, e anche se il Saloon in quest'ultimo periodo è stato tutto tranne che fisso, vale anche per lui.
Godetevi l'ultima parte dell'estate, vivete, bevete e divertitevi il più possibile, e ci si rivede tra un paio di settimane o poco più.



MrFord

giovedì 2 agosto 2018

Thursday's child - August edition






Nel pieno di questo agosto torrido di vacanze incombenti e caldo soffocante, ecco una versione larger than life della rubrica a tre più famosa della blogosfera - anche perchè ormai non ce ne sono più altre - che prevede nel menù una selezione delle "migliori" pellicole in uscita nelle prossime settimane, pronte ad accompagnare noi tutti al mare, fatta eccezione per il mio rivale Cannibal Kid, che resterà chiuso nella sua cameretta mentre il mitico Baingiu dall'altrettanto mitica Sardegna dirà la sua.


Ford nuota in vacanza.



Dark Hall
(nei cinema dall'1 agosto)

"Ma cosa stai facendo!? Non si può modificare la ricetta del White Russian di Ford!"

Baingiu: Dai produttori della saga di Twilight.
Abbiamo tutte le motivazioni necessarie per darcela a gambe levate, eppure sappiamo benissimo che il binomio Horror-Estate funziona piuttosto bene. Quindi perché non dare una possibilità a questo film?
Vorreste voi, signore e signori, perdervi Uma Thurman nelle vesti di una eccentrica preside dotata di poteri magici?
Anche in memoria dei ruoli cult del passato, una possibilità a Uma Thurman non la si nega mai.
Cannibal Kid: Nonostante la promo minacci che è una roba realizzata dai produttori della saga preferita da Ford, questo è il classico horrorino scemino estivo che non ho alcuna intenzione di perdermi. Sia per la trama stile versione teen paranormale di Harry Potter, che per il cast che mette insieme l'idola Uma Thurman, la fichetta AnnaSophia Robb e l'inquietante Isabelle Fuhrman. Potrebbe essere il mio cult dell'estate 2018 e risultare fastidioso a Ford quanto un tormentone di Alvaro Soler a me.
Ford: film che pare il classico horrorino teen estivo buono per i pusillanimi come Cannibal che mi guarderò bene dal vedere a meno di espresse richieste della Signora Ford, che ha più di un debole per alcuni dei film che piacciono anche al mio antagonista. Mi stupisce di più che una produzione di questo tipo possa fare breccia nella curiosità di un potenziale fordiano come Baingiu.

Amiche di sangue
(nei cinema dal 2 agosto)

"Ma secondo te quei tre bloggers sanno giocare a scacchi!?"

Baingiu: Un po’ come Cannibal e Ford: Nemici Amici di Sangue.
Purtroppo il film non verte sulla rivalità tra i due blogger, ed in quel caso sì che non me lo sarei perso per niente al mondo, ma riguarda la ritrovata complicità tra due ex amiche che le porterà a progettare l’omicidio del severo padre di una di esse. Con grande sorpresa ho constatato che la critica l’ha piuttosto apprezzato, anche se dei critici ho imparato a fidarmi poco nel corso degli anni. Se non altro merita una possibilità perché ci offre una delle interpretazioni postume del compianto attore Anton Yelchin.
Cannibal Kid: Dei critici seri è meglio non fidarsi mai. A me questo film teen-psycho-thriller che aveva tutte le carte in regola cannibalesche sia per trama che per personaggi che per cast mi ha lasciato parecchio indifferente. Mai fidarsi dei critici seri. O mai fidarsi di me?
Ford: di norma non bisogna mai fidarsi di Cannibal Kid, soprattutto quando scrive di Cinema. Eppure questa volta mi sento, a scatola chiusa, di potergli dare ragione. Sarà forse l'effetto della nostra rivalità "di sangue"?

Il tuo ex non muore mai
(nei cinema dall'8 agosto)

"Sei anche tu tra quelle che pensano che io sia ancora un sex symbol come Cannibal e Baingiu? Illusa!"

Baingiu: Anche i brutti film non muoiono mai, eppure continuiamo a ricascarci.
Che dire di questa pellicola? Un film di spionaggio in salsa rosa, non mi pare tanto allettante l’idea.
Eppure il cast è ottimo, tra belle donne quali Mila Kunis e Kate McKinnon e attori e attrici che si sono distinti di recente per le loro interpretazioni in altrettante memorabili serie tv: Justin Theroux e Jillian Anderson in particolare. Ma la vera arma vincente della pellicola potrebbe essere questa: un cast cannibale interpreta un film dalla trama fordiana. Sarà stato un mix vincente?
Cannibal Kid: La descrizione di Baingiu è perfetta. Il cast cannibale mi ispira parecchio, ma la trama troppo fordiana rischia di farmelo ammosciare di brutto. Spero sia un mix vincente, temo si riveli un mix letale.
Ford: questo film mi pare come una di quelle ex che non vorresti mai rivedere, incontrare, trovarti di fronte ad una festa quando sei sbronzo a livelli indecenti. Considerato che sono ancora in pieno recupero di tutti i film persi nel periodo degli ultimi Mondiali, direi che posso partire per le vacanze lasciandolo felicemente a casa.

Shark - Il primo squalo
(nei cinema dal 9 agosto)

"Chi ha invitato Ford a cena!?"

Baingiu: Si sarebbe dovuto intitolare: L’ennesimo squalo.
Da che ho memoria ogni estate è caratterizzata da qualche pellicola che cavalca l’onda de “Lo Squalo” di Spielberg. Questo animale c’è stato proposto cinematograficamente in tutte le salse: stavolta si tratta del progenitore Megalodon, altre volte lo abbiamo visto dotato di intelligenza superiore dopo esperimenti genetici, ed in qualche occasione li abbiamo visti persino volare.
Salviamo gli squali dagli sceneggiatori con fantasia carente.
Cannibal Kid: Più che dalle parti de Lo Squalo, qui mi sa che siamo dalle parti di Sharknado. Sperando che si riveli divertente quanto il primo, e non una porcheria inutile quanto i sequel. O quanto un qualsiasi film action fordiano con Jason Statham che non sia Crank o Crank: High Voltage.
Ford: potenzialmente, uno dei miei cult dell'estate. Ignoranza totale, squali giganti, Jason Statham. Non potrei quasi chiedere di più. Senza dubbio sarà la mia priorità di questa parte vacanziera dell'estate.

Ant-Man and The Wasp
(nei cinema dal 14 agosto)

"Sono forse finito in 2001?"

Anti-Salvatore: non ho un buon rapporto con i cinecomic.
Purtroppo è un genere che con me raramente funziona, spesso troppo rigidamente ancorato allo schema eroe/antieroe e pertanto privo delle sfumature che rendono, almeno ai miei occhi, i personaggi interessanti. Sarà questo il supereroe che mi farà cambiare idea su un intero filone cinematografico?
Se avrò il coraggio di guardarlo, primo capitolo compreso, lo scoprirò.
Cannibal Kid: Applausi per Baingiu. Pure io non ho un buon rapporto con i cinecomics. Anzi, non li sopporto proprio, proprio come non sopporto Ford. Il primo Ant-Man, per quanto pseudo simpatico e pseudo guardabile, alla fine risultava la solita robetta Marvel con dentro un paio di battute divertenti e per il resto un sacco di effetti speciali e di interminabili scene d'azione. Il sequel quindi riuscirò a reggerlo fino alla fine, o farò il coniglione donniedarkiano e scapperò dalla fifa?
Ford: Ant-Man non è uno dei miei favoriti tra gli eroi Marvel, che pure adoro, e ancor più sapendo l'antipatia che suscitano in Cannibal. Il primo film dedicato all'uomo che sussurrava agli insetti era piacevole e divertente, seppur non tra i miei cult legati al Cinematic Universe, dunque penso che con lo stesso spirito affronterò il secondo capitolo, arricchito dalla presenza di Wasp e dalle evoluzioni dei poteri di questo insolito supereroe. Speriamo bene.

Darkest Minds
(nei cinema dal 14 agosto)

"Non c'è dubbio: qui hanno lottato Ford e Cannibal."

Baingiu: Tentativi oscuri ma non troppo di replicare il successo di Hunger Games.
Il genere distopico, invece, è tra i miei preferiti, stavolta la trama ricorda vagamente The Leftovers:
non è il 2% della popolazione mondiale a sparire ma il 98% dei bambini. Quelli rimasti svilupperanno poteri paranormali e proveranno a scappare dalle grinfie dei cattivoni.
Che dire? Fosse figo almeno la metà di quanto è figo il video di Midnight City degli M83 (allegare video) lo vorrei vedere senza ombra di dubbio.
Cannibal Kid: Dopo tante fordianate, ecco una cannibalata coi fiocchi. Il promo recita: “Dai produttori di Stranger Things e Arrival” e tutto lascia pensare a una roba teen distopica. Peccato che il trailer mi abbia fatto venire più che altro in mente il modesto La quinta onda e quindi le speranze che possa piacermi si riducono. Le possibilità che faccia innervosire il vecchio Ford invece restano decisamente alte, quindi bene così.
Ford: tipica teenata finto e pseudo alternativa che probabilmente mi farebbe incazzare di brutto se la guardassi, ma che in terrazza al mare mi guarderò bene dal considerare andando a recuperare quache titolo decisamente più fordiano e divertente.

Hotel Transylvania 3 – Una vacanza mostruosa
(dal 22 agosto)

"Siamo davvero mostruosi!" "Certo, ma non quanto quei tre bloggers!"

Baingiu: Molto probabilmente trattasi di un cartone mostruoso.
Ma non nel senso che si tratta di una animazione piena di mostri, o meglio i mostri ci sarebbero anche, è che sembra proprio la continuazione forzata di una saga che ha già dato tutto nei capitoli precedenti.
L’espediente della crociera e il programmarlo proprio in concomitanza delle vacanze estive mi pare troppo banale dai. Anche la qualità dei film distribuiti parrebbe essere in vacanza.
Cannibal Kid: Avevo visto un pezzetto del primo Hotel Transylvania con i miei nipoti e non mi era sembrato troppo mostruoso. Mostruoso in senso qualitativo, intendo. Non mi aveva però nemmeno fatto venir voglia di guardarmelo tutto, o di spararmi pure il sequel. Lascio quindi questa terza inutile bambinata finto horror a Ford, che lo guarderà con una mano sugli occhi terrorizzato, manco si trattasse di un sanguinoso splatter.
Ford: i primi due Hotel Transylvania, a sorpresa, mi avevano divertito, pur non essendo uno di quei titoli entrati nelle grazie dei Fordini. Penso, dunque, che darò una possibilità anche al terzo, anche se l'idea che mi sono fatto è quella di una minestra riscaldata. Un pò come le ormai ripetitive critiche di Cannibal nei miei confronti. E mie nei suoi.

Come ti divento bella
(nei cinema dal 22 agosto)

"Un White Russian party? Sììììì!"

Baingiu: Fermi tutti: in questo film c’è Michelle Williams. E quando c’è Michelle Williams un film va visto.
La protagonista, interpetata dalla simpatica Amy Schumer, aspira a lavorare in un luogo migliore rispetto a un sottoscala. Punta infatti a farsi trasferire nel grattacielo dove è situata la casa madre della azienda di cosmetici della quale è dipendente.
Come dite? È una trama di merda? E c’avete ragione: però c’è Michelle Williams!
Cannibal Kid: Sono d'accordo con Baingiu che un film con Michelle Williams va sempre visto. E poi qui c'è pure Amy Schumer, che a me sta molto simpatica e, soprattutto, c'è anche Emily Ratajkowski. E allora di cosa stiamo a parlare ancora? Questa è la pellicola del mese!
Ford: altro filmetto che probabilmente stuzzicherà la fantasia delle vecchie fan di Sex and the city oppure dei fan hardcore di Michelle Williams come Baingiu e Cannibal. Io, che non sono dalla parte dello storico serial e neppure della troppo celebrata Williams, passo volentieri la mano.

La settima musa
(nei cinema dal 22 agosto)

"Non c'è traccia di Cannibal neppure qui. Chissà dove l'avrà nascosto Ford!"

Baingiu: Concedetemela da sardo: Meglio la settima Ichnusa.
Thrillerino da dribblare senza pensarci due volte: il rapporto tra professore e insegnante riproposto in salsa tragica. Ripeto: meglio una bella bevuta tra amici, ma anche da soli pur di evitare questo film.
In questo caso particolare brindo a Cannibal e Ford che mi hanno gentilmente ospitato nella loro rubrica.
In alto i calici ragazzi.
Cannibal Kid: Caro Baingiu, brindo a te che hai deciso di sottoporti al martirio di una rubrica insieme a me e a Ford, con un'ottima Ichnusa fresca. Ford invece poretto la birra non la beve. Per lui solo acqua o White Russian. La settima musa comunque è un thriller-horror diretto da Jaume Balagueró, uno che non ho seguito sempre, ma che ogni tanto qualcosina d'interessante l'ha tirata fuori, quindi una visione quasi quasi la si potrebbe anche tentare.
Ford: ormai di birra ne bevo sicuramente più di te, caro il mio Cucciolo Eroico, quindi brindo volentieri anch'io con un'Ichnusa alla visione di un film che potrebbe non essere granchè ma, considerato il regista, potrebbe anche concedere qualche sorpresa.

Escape Plan 2 – L’inferno
(nei cinema dal 22 agosto)

"Batista, eh!? Ma lo sai che per la mia generazione di action heroes devi fare ancora un sacco di strada!?"

Baingiu: Piano di fuga approvato in un baleno per me e Marco.
Film molto molto molto fordiano, ed infatti mi rimetto volentieri al suo giudizio per sapere se varrà la pena di recuperarlo. Stima per Sylvester Stallone comunque, non ha perso la voglia di girare pellicole action-trash. Ci vuole una discreta dose di coraggio in effetti.
Cannibal Kid: Sottoscrivo le parole di Baingiu. Non avrei saputo dirlo meglio. Aggiungo solo che io non lo vedrò in alcun caso, un po' perché non ho visto manco Escape Plan 1 (perché, esiste un Escape Plan 1???), e poi perché tanto per Ford sarà un capolavoro in automatico e del suo giudizio non mi fido, soprattutto quando di mezzo c'è il grande amore della sua vita, ovvero Sly. Se poi per caso – anche se esiste una possibilità su un milione – dovesse bocciarlo, beh, vuol dire che fa schifo persino più del previsto, quindi in ogni caso come detto non lo guardo manco sotto tortura!
Ford: altro cult imperdibile dell'estate fordiana. Sly torna nel sequel di un film poco noto di qualche anno fa ma decisamente divertente, improbabile e piacevolissimo, che promette di essere il titolo che mancava per ritrovare l'entusiasmo rispetto alle uscite cinematografiche e alla blogosfera. Alla facciazza di Cannibal.

Fire Squad – Incubo di fuoco
(nei cinema dal 22 agosto)

"Mi tocca rimproverarti come farebbe Ford con Baingiu dopo questa rubrica!"

Baingiu: Storia vera di una squadra di pompieri chiamati Granite Mountain Hotshots.
Massimo rispetto per chi svolge questo mestiere ma il film non lo vedrei.
Di incubo di fuoco mi basta la temperatura rovente che ha raggiunto il mio studio mentre scribacchio queste quattro fesserie al computer. 
Cannibal Kid: E chiudiamo con l'ennesima ammereganata eroistico fordiana che mi fa venire voglia di dare fuoco ai cinema che lo trasmetteranno stile Shosanna in Bastardi senza gloria.
Ford: ho sempre sognato di diventare un pompiere, ma non penso che quest'idea possa addirittura portarmi a guardare un film che ha tutte le carte in regola per diventare un trash di quelli da evitare. Perfino per uno come me.

mercoledì 1 agosto 2018

Notte Horror 2018 - Scanners (David Cronenberg, Canada, 1981, 103')

 


Come ogni anno, e pur affrontando forse i dodici mesi peggiori della blogosfera che possa ricordare in termini di visite, commenti, entusiasmo dei suoi abitanti, l'intramontabile gruppo di F. I. C. A. anche per questa caldissima estate duemiladiciotto ha riportato sugli schermi Notte Horror, iniziativa tra le più amate di noi vecchi cinefili della rete. Pur se con un lieve ritardo rispetto alle ventitre preannunciate dal programma, anche il Saloon risponde presente rispolverando un vecchio titolo firmato da quello che, oggi, è considerato un mostro sacro: David Cronenberg.






Fatta eccezione per gli stanchi lavori più recenti, ho sempre considerato David Cronenberg come uno dei cineasti più importanti che il Nordamerica abbia regalato alla settima arte, autore di cult assoluti e noti come La mosca, Videodrome e Crash, gioelli meno noti - Inseparabili - e veri e propri Capolavori - A history of violence e La promessa dell'assassino -: il lavoro del regista canadese, legato a doppio filo alle mutazioni ed agli estremi, fossero essi fisici o mentali, ebbe inizio e si sviluppò grazie all'incontro tra horror, thriller e sci-fi delle sue prime opere, tra le quali spicca senza dubbio Scanners, amatissimo da una parte della critica di nicchia e degli appassionati che consolidò la fama dell'allora non così noto David e lo lanciò verso una carriera di successi.
Ricordavo poco di questa pellicola che ai tempi, per l'appunto, di Notte Horror, rividi diverse volte accanto a mio fratello, che credo la ami alla follia ancora oggi, fatta eccezione per il mitico Michael Ironside, caratterista che per quanto mi riguarda è un simbolo di un certo tipo di personaggi nei film "di paura" anni ottanta e novanta: senza dubbio tutti i semi della ricerca di Cronenberg sono presenti, così come l'idea di un futuro distopico come allora poco ancora si immaginava, legato ad un immaginario che pescava tra le altre cose dai fumetti - in un certo senso, gli Scanners possono essere associati ai mutanti Marvel - e trasformava in angoscia l'idea di avere un "superpotere" - quello che accadrà poi con il già citato La Mosca qualche anno dopo -.
Senza ombra di dubbio, per quanto valido e piacevole da riscoprire come un oggetto vintage, Scanners appare però prigioniero della sua epoca - se non addirittura degli anni settanta -, quasi datato se filtrato attraverso gli occhi e la realtà attuali, ben più smaliziati a prescindere dagli effetti, l'atmosfera ed i costumi: la visione, dunque, diventa d'affetto o "di storia" se intrapresa da appassionati o studenti di Cinema, interessante se affrontata con lo spirito dell'amante della settima arte e del percorso di un regista che, nonostante il declino degli ultimi anni, è senza dubbio da considerarsi grande, ma assolutamente nemica del pubblico attuale o comunque meno legato a titoli che non siano popcorn movies o proposte disimpegnate da weekend.
Certo, Ironside con quell'espressione che ricorda Jack Nicholson è un cattivo d'eccezione, le teste che esplodono a seguito dei poteri degli Scanners rendono molto bene l'idea del concetto di splatter che Cronenberg non ha mai nascosto di amare, la tensione e l'utilizzo della corporazione come organo di controllo e potere ha sempre il suo fascino - mi ha ricordato l'atmosfera di un altro grande film del regista, La zona morta -, eppure perfino questo vecchio cowboy ha patito almeno in parte gli anni che cominciano a pesare sulle spalle di questo lavoro, un pò come quando si ascolta un disco che un ventennio prima si è consumato e che, ripreso a distanza, pare incapace di regalare le stesse emozioni.
Ma il bello di Notte Horror è anche questo: un pò di sana, vecchia nostalgia fuori tempo massimo per quei momenti magici in cui pare che il tempo si fermi e non possa mai andare avanti.
Quei momenti che si vivono solo da bambini, quando ci si copre gli occhi ma si tiene sempre uno spiraglio aperto per avere il gusto del brivido.
E che, da adulti, si possono rivivere solo attraverso i catalizzatori di quei ricordi.



MrFord



lunedì 30 luglio 2018

12 Soldiers (Nicolai Fuglsig, USA, 2018, 130')








La prima cosa che mi ha colpito, approcciando 12 Strong - inutilmente ribattezzato qui in Italia 12 Soldiers -, è stata la sensazione legata alla percezione di quello che è stato l'undici settembre duemilauno: uno dei limiti principali del lavoro di Fuglsig - per me sottovalutato, ad ogni modo, dalla critica radical - è quello di essere giunto forse fuori tempo massimo per suscitare un determinato tipo di patriottismo o toccare corde che ai tempi avrebbero coinvolto non solo il pubblico americano, ma anche del resto del mondo, e questo mi ha fatto pensare a quanto la percezione di quell'assurda giornata possa essere differente da chi l'ha vissuta come un ricordo già consolidato a chi, al contrario, allora era ancora troppo piccolo per poter quantificare l'importanza e la risonanza che quell'attacco ebbe in tutto il globo.
Io ricordo molto bene il momento, non fosse altro perchè ai tempi avevo un terrore folle di prendere l'aereo e che la mia fidanzata dei tempi, dato che eravamo in vacanza, nascose il telecomando del televisore della camera d'albergo sperando che potessi evitare la notizia ed allarmarmi rispetto al nostro rientro, previsto per un paio di giorni più tardi: ricordo anche le code dei turisti americani ai telefoni pubblici in un tempo in cui smartphone e internet non erano così alla portata di tutti, e lo sconvolgimento che ebbi non tanto per la questione degli aerei, ma perchè qualche anno prima visitai e salii in cima alle Torri, edifici che non avrei mai davvero pensato sarebbero potuti crollare in quel modo.
La cosa più incredibile, comunque, legata ad allora, per quanto mi riguarda è la sensazione che il mondo in qualche modo fosse cambiato, e che quell'avvenimento aveva contribuito a farlo: non erano ancora gli anni degli attentati casuali per la strada, di Londra, Nizza e Parigi, eppure la sensazione era che fosse la quotidianità ad essere minacciata. L'idea di due mondi che si scontrano con le armi che hanno a disposizione, e che, come da sempre nella Storia, a farne le spese fosse principalmente la gente comune.
L'impressione, guardando 12 Soldiers, è che nonostante Fuglsig sia del settantadue non sia riuscito neppure lontanamente a trasmettere quelle stesse sensazioni, e che il risultato sia un film ben confezionato con un buon cast - per quanto ripetitive, le sequenze legate alla battaglia in pieno stile Lawrence d'Arabia mi hanno molto colpito - incapace di toccare dal punto di vista emotivo, e dunque non in grado di conquistare quella fetta di pubbico "pop" che di norma - e soprattutto in quegli anni - avrebbe consacrato un lavoro a stelle e strisce come questo.
Nonostante questo - o forse perchè avevo aspettative molto basse - mi sono goduto l'epopea - tratta da una storia vera - di Mitch Nelson e dei suoi uomini così come l'amicizia costruita in battaglia da quest'ultimo con Dostum, leader locale opposto all'invasione talebana: non che questo film possa essere paragonato a pellicole dello stesso genere decisamente più potenti come Lone Survivor o American Sniper, ma tutto sommato porta a casa una pagnotta forse non coinvolgente e neppure smaccatamente retorica come ci si aspetterebbe - pare abbia il freno a mano tirato un pò da tutte la parti - ma interessante da guardare fosse anche solo per gli scorci ed il comparto tecnico, a mio avviso decisamente buono considerata anche la cifra investita dalla produzione.
Un prodotto, dunque, che ha il limite di non avere il carattere per piacere agli estremi del pubblico e che quindi probabilmente non verrà ricordato, che cerca di dare un colpo al cerchio e uno alla botte - quasi non volesse scontentare nessuno - ma che proprio per questo finisce per risultare a suo modo poco incisivo.
Eppure, dall'altra parte, si notano voglia ed impegno, volontà di non caricare troppo ma di ricordare, di essere presenti e farsi sentire anche quando non sarà previsto un riconoscimento, un pò come i reali membri della squadra di Mitch Nelson.
Se, da questo punto di vista, la volontà del regista e degli autori fosse stata questa, 12 Soldiers sarebbe un lavoro da rivalutare, al contrario da criticare per la mancanza di carattere, quasi chi l'avesse portato sullo schermo "pensasse troppo da soldato e poco da guerriero", per dirla come Dostum: a noi, dall'altra parte, resta solo la possibilità di fidarsi, oppure no, dell'istinto.
O rimanere in attesa, e capire dove avrà portato la Storia.




MrFord





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