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mercoledì 22 luglio 2020

White Russian's Bulletin



Come preannunciato e promesso, eccomi di ritorno al bancone del Saloon per un Bulletin che riprende le proposte passate da queste parti nelle ultime settimane, revisioni escluse - da questo punto di vista, è stato sicuramente un periodo in cui farsi coccolare da film già visti, stravisti e amati è stato un vero piacere -: principalmente si tratta di titoli legati a Netflix, la piattaforma che sta riscuotendo più successo nel nuovo Saloon, nonostante l'incalzare dei sempre presenti Disney+ e Prime, che hanno però fatto da serbatoio per i recuperi.
Spazio dunque a quello che la memoria mi permette di ricordare dei titoli che mi hanno fatto compagnia dalla seconda settimana di giugno a oggi.


MrFord



BORDERTOWN - STAGIONE 3 (Netflix, Finlandia, 2020)

Bordertown Poster

A cavallo dell'ultima fase del lockdown, alle spalle le visioni delle prime due stagioni nel periodo di piena clausura, Netflix aveva arricchito le sue proposte con l'annata numero tre legata alle vicende del Rocco Schiavone finnico, Sorjonen, anticonvenzionale profiler che dallo "stress" di Helsinki si trasferisce a Lappeenranta, sul confine russo, alla ricerca di una tranquillità che ovviamente non arriverà mai e poi mai.
Archiviati i primi episodi in lingua originale - una volta compreso che il finlandese non è propriamente un idioma affascinante per l'udito -, ho atteso l'edizione doppiata che ha momentaneamente chiuso le avventure dell'investigatore: una terza stagione a mio parere di transizione, con molti cambi importanti - la morte della moglie, il confronto con una nemesi da fumetto, la strana evoluzione del charachter della figlia, i possibili sbocchi narrativi per una possibile season four - e, forse, un pò più di discontinuità rispetto alla seconda.
Resta una proposta valida per gli appassionati di thriller e psicopatici, anche se, onestamente, con il caldo degli ultimi giorni forse andrebbe conservata per il prossimo inverno.




BECOMING CHAMPIONS (Netflix, Messico, 2018)

Becoming Champions Poster

Nata per veicolare l'attenzione sui Mondiali di due estati fa, Becoming Champions è una miniserie che ho apprezzato come compagnia per le pause pranzo, da appassionato di calcio - in fondo, pur essendo un tifoso molto tranquillo, lo sport più bello del mondo mi ha accompagnato fin dall'infanzia - e da appassionato della rassegna iridata, un appuntamento che, ad ogni occasione, mi trova sempre molto coinvolto nella visione di più partite possibili: questa mini, pur se molto televisiva, offre una panoramica sulle sole otto Nazionali che, nel corso della Storia, sono riuscite a portare a casa la Coppa del Mondo, il premio più ambito che ogni calciatore potrebbe sognare di vincere.
Il Brasile (con cinque titoli), l'Italia e la Germania (con quattro), Uruguay, Francia e Argentina (con due), Spagna e Inghilterra (con uno) diventano quindi una sorta di viaggio sportivo che attraverso interviste e rivisitazioni racconta - o prova a farlo - i perchè delle vittorie e delle sconfitte di questi Paesi. Una parentesi piacevole in un periodo che, senza dubbio, ha messo a dura prova anche lo sport.




THE TITAN GAMES - STAGIONE 1 (Netflix, USA, 2019)

The Titan Games Poster

Sponsorizzato dai Fordini - come ormai è risaputo, la Fordina ha da tempo dichiarato di voler sposare The Rock - e recuperato in ritardo rispetto a loro, The Titan Games ha riportato alla mente i tempi di Ultimate Beastmaster, finendo per intrattenere alla grande un vecchio sportivo che rifiuta di darla vinta al Tempo come il sottoscritto.
Divertente ed incentrato sulle storie di persone comuni, lo show capitanato da Dwayne Johnson fa tutto quello che deve fare, e per quanto pacchiano e a stelle e strisce sia, funziona, anche perchè per chi è abituato a fare attività fisica la curiosità di mettersi alla prova con prove come quelle portate sullo schermo è davvero molta.
Personalmente, dato che ormai il suddetto Tempo non è dalla mia parte, spero sempre di vedere, un giorno, uno dei Fordini - o entrambi - competere in qualche tamarrata di questo genere.
Ovviamente sempre con The Rock come host.




EUROVISION SONG CONTEST - LA STORIA DEI FIRE SAGA (David Dobkin, USA, 2020, 123')

Eurovision Song Contest - La storia dei Fire Saga Poster

In un annata per cause di forza maggiore privata delle uscite in sala, i portali di streaming sono diventati ancora di più un riferimento anche per le nuove uscite, finendo per portare alla ribalta anche titoli che avrei clamorosamente snobbato come questo, islandese per esigenze di copione ma per nulla di fatto, espressione di quella commediaccia a stelle e strisce che nelle serate senza impegno va un gran bene, anche perchè, come per Sanremo o l'Eurovision, se anche ci si addormenta e si perde un pezzo per strada, tutto sommato non fa troppo male.
A dire il vero, comunque, sarà che Will Ferrell finisce sempre per divertirmi, sarà che l'Islanda è un chiodo fisso che prima o poi dovrò togliermi o che il rapporto padre/figlio mi colpisce da qualsiasi angolazione lo si tratti, ma tutto sommato ho apprezzato La storia dei Fire Saga come visione senza impegno, finendo addirittura per apprezzarlo nel suo essere così com'è.
In fondo, fare i puristi e gli snob - che si tratti di Cinema o altro - serve sempre fino a un certo punto.
E la canzone trash, in fondo in fondo, piace a tutti.




THE OLD GUARD (Gina Prince-Bithewood, USA, 2020, 125')

The Old Guard Poster

Altro giro, altra produzione Netflix: chiudo questo primo Bulletin più corposo con uno dei titoli più pubblicizzati dalla popolare piattaforma in questo periodo, forte di un cast e di una produzione assolutamente da distribuzione su grande schermo globale e di un plot che pesca a piene mani dall'eredità action degli anni ottanta e novanta.
Peccato che, per qualcuno che in quegli anni è quasi nato e senza dubbio cresciuto, The Old Guard appaia come qualcosa di molto telefonato e già visto, che scorre via senza colpo ferire e si dimentica non troppi minuti dopo la visione, in barba a quanto, a conti fatto, possa menarsela di poter fare.
Per quanto mi riguarda, prevedibile, troppo lungo e per nulla in grado di sfruttare un cast che senza dubbio porta in dono un concentrato di talento ben diverso da quello che script e regia garantiscono.
Si lascia guardare, ma è un pò come uno di quegli appuntamenti con la figa di turno che dopo cinque minuti vorrei che fosse già finito, perchè sai bene dentro di te che sarà una lunga, lenta, inesorabile morte per noia.


lunedì 6 luglio 2020

White Russian's Bulletin



Chi non muore si rivede, e dato che, da buon fan sfegatato della vita, a morire non ci penso nemmeno per scherzo, eccomi di nuovo al bancone del Saloon: è stato un periodo intenso e strano, così come intenso e strano è stato questo VentiVenti di pandemie, cambi di direzione, rivelazioni e nuovi percorsi: ad ogni modo, affrontato il periodo di cambiamento personale che avevo preannunciato a fine maggio, eccomi di nuovo al timone di un Bulletin in versione particolare, considerato che ho passato le ultime settimane a rivedere film che nel tempo hanno significato molto per me nella stagione che vivrei tutto l'anno neanche fossi un Ex Presidente, l'estate.
Sugli schermi del nuovo Saloon, infatti, sono ripassati Mediterraneo, Puerto Escondido, Collateral, Fracchia la belva umana, Amores Perros, Pulp Fiction, I diari della motocicletta e, ovviamente, Il grande Lebowski, che ha inaugurato la mia nuova avventura lo scorso trenta maggio.
Le uniche cose relativamente nuove vengono dalle serie Netflix che accompagnano parte della mia pausa pranzo, ma di questo avrò tempo di parlare nel prossimo Bulletin, che essendo diventato aperiodico, o quantomeno non rigido come prima, posterò ogni volta che avrò quattro o cinque titoli nuovi da recensire.
Nel frattempo approfitto per fare un brindisi al rientro nella cara, vecchia Blogosfera, che da dieci anni ormai, nel bene e nel male, nei bassi e negli alti, quando "sei tu che mangi l'orso" o quando "è l'orso che mangia te", c'è sempre stata.


MrFord



Il Grande Lebowski e il White Russian

lunedì 18 maggio 2020

White Russian's Bulletin



Prosegue il percorso che, un passo dopo l'altro, dovrebbe portarci oltre questi mesi così "cinematografici" data la loro peculiarità, e con esso appuntamenti con grande e piccolo schermo, recuperi e titoli proposti dai network dello streaming, così come le ormai mitiche Serate Cinema con i Fordini, che a questo giro non vedranno i due titoli passati questa settimana nel Bulletin - Indiana Jones e il mistero del teschio di cristallo e Piccoli brividi - semplicemente perchè entrambi già recensiti da queste parti.
Nel frattempo ci prepariamo ad un progressivo ritorno - si spera - alla normalità, con tutti i cambiamenti che questa prima metà del VentiVenti avrà portato.


MrFord



AFTERMATH - LA VENDETTA (Elliot Lester, UK/USA, 2017, 94')

Aftermath - La vendetta Poster


Pensare a Schwarzy come figura centrale di un film drammatico, per chi, come me, è cresciuto negli anni ottanta, è quasi fantascienza: l'ex Conan e Terminator, nel ruolo del nonno distrutto dal dolore, risulta effettivamente strana anche oggi, nonostante l'Arnold di noi tutti abbia superato bellamente la settantina. Eppure, qualche anno fa, aveva già dato buona prova di essere in grado di reggere il ruolo in Contagious, e si conferma, nonostante i suoi oggettivi limiti, ancora una volta in parte.
Peccato che, per il resto, Aftermath manchi di carattere, e che un progetto di questo genere non sia finito tra le mani di Clint, che considerata la materia avrebbe probabilmente sfornato l'ennesimo filmone: senso di colpa, vendetta, tragedia, il pane quotidiano per l'ex Dirty Harry.
Dietro la macchina da presa, però, troviamo Elliot Lester, e non me ne voglia, la differenza si vede tutta: gli spunti ci sono, ma lo spessore è davvero di un'altra categoria.




WACO (USA, Paramount, 2018)

Waco Poster

A volte, non si sa bene perchè, titoli interessanti e potenzialmente nelle corde di chi li "mette in lista", finiscono nel dimenticatoio senza essere recuperati nei tempi che meriterebbero: Waco è, senza ombra di dubbio, uno di essi, quantomeno per me ed il Saloon.
Uscita negli States quasi due anni fa, ispirato ad una controversa storia vera che ricordavo vagamente, con un ottimo cast - bravissimi sia Michael Shannon che Taylor Kitsch - e figlia di un genere da sempre tra i miei favoriti, Waco è rimasta nel cassetto per oltre un anno prima di essere rispolverata in questa parte iniziale di Fase 2: e per fortuna, direi.
Ricordavo John Erick e Drew Dowdle per alcuni prodotti non perfetti ma con spunti interessanti usciti nel corso degli ultimi anni - No escape, The poughkeepsie tapes -, e devo ammettere che i due sono riusciti a confezionare un prodotto teso, pungente rispetto alla gestione di situazioni critiche da parte delle forze dell'ordine - alcuni passaggi di Waco mi hanno riportato alla mente la scellerata gestione di Genova nel duemilauno - e molto toccante: sapete bene quanto lontano dalla religione sia, eppure nel corso delle sei puntate della miniserie ho provato empatia e comprensione per i Davidiani, criticabili concettualmente per un sacco di cose ma oggettivamente colpevoli, in quella situazione, di aver esercitato i loro diritti ed aver reagito ad un vero e proprio attacco motivato soltanto da decisioni politiche. 
Restano negli occhi, senza alcun dubbio, la chiusura dell'episodio quattro con Koresh/Kitsch che suona la chitarra alla finestra per rispondere alle torture psicologiche dell'FBI e l'ultimo, drammatico episodio che, purtroppo, segna una delle pagine più tristi della storia recente degli States. Notevole.


lunedì 11 maggio 2020

White Russian's Bulletin



Seconda settimana di Fase 2 e primi tentativi di ritorno alla vita "esterna" che, tra lavoro e questioni personali, hanno finito per alimentare, al netto delle serate Cinema con i Fordini, il ruolo fondamentale di massaggiatore dei neuroni di PES: accanto alla Play, serie tv nordiche che continuano ad essere ripescate dal bacino di Netflix, film chiacchierati in rete ultimamente e recuperi che finiscono per incontrare bottigliate che, ai tempi, non avevano ricevuto neanche alla lontana. 
Ma del resto, il Tempo ha il potere di cambiare davvero un sacco di cose.


MrFord



BORDERTOWN - STAGIONE 2 (Netflix, Finlandia/Francia, 2018)

Bordertown Poster

La quarantena e la Fase 1 sono state senza dubbio un'occasione, qui al Saloon, per riscoprire una serie di titoli di stampo thriller/crime nordici che, per mancanza di tempo e impegni quotidiani, sarebbe stato decisamente arduo recuperare in altri momenti: quello più interessante, senza dubbio, è stato Bordertown, una sorta di versione finnica del nostrano Rocco Schiavone con protagonista un profiler dei metodi e dai modi curiosi che, a seguito della malattia della moglie, da Helsinki decide di trasferirsi a Lappeenraalta, città al confine con la Russia, in cerca di una tranquillità maggiore che ovviamente non arriverà.
Dopo una prima stagione di rodaggio, occorre fare un plauso agli autori che, con la seconda annata, alzano l'asticella mantenendo la struttura dei due episodi dedicati ad una sola storia ed incastrando una serie di casi decisamente più interessanti di quelli visti all'esordio: una buona conferma, dunque, per Kari Sorjonen ed il suo cast di comprimari, in attesa della pubblicazione sulla piattaforma di Netflix della terza stagione, già uscita in patria. 
Menzione d'onore per la storia del cecchino, che mi ha ricordato le atmosfere tipiche di Nesbo.




GUNS AKIMBO (Jason Lei Howden, UK/Germania/Nuova Zelanda, 2019, 98')

Guns Akimbo Poster

Applaudito e generalmente ben accolto dalla rete, con protagonista un Daniel Radcliffe che si conferma come un attore inquieto ed incapace di sedersi sugli allori che lo vedranno, suo malgrado, associato ad Harry Potter a vita - e in questo occorre fargli dei gran complimenti -, Guns Akimbo ha destato la curiosità del Saloon tempo fa, e saperlo approdato sulla piattaforma di Prime ha finalmente messo a tacere la curiosità che si era creata da queste parti: onestamente, però, mi aspettavo qualcosa di più da questo fumettone tamarro e incasinatissimo, considerato che alle tamarrate sono abituato da oltre trent'anni e che cose molto più datate come Crank ancora oggi risultano, a mio parere, più divertenti e spassose di questa.
A remare contro sono senza dubbio una regia troppo insistita sul gusto gamer/videoclipparo anni novanta - all'ennesimo treesessanta mi è venuto da sparare un gancio al buon Howden - ed una storia decisamente ripetitiva, "a livelli" per usare un termine da videogioco, che passata la sorpresa dell'inizio e la simpatia per il protagonista finisce presto per stancare.
Niente di particolarmente grave, ma sulla cara mi aspettavo decisamente di meglio.




CRIMINAL MINDS - STAGIONE 15 (CBS, USA, 2020)

Criminal Minds Poster

Si chiude un'epoca, al Saloon, con il saluto a Criminal Minds.
Iniziato nel lontano duemilasette all'inizio della convivenza con Julez, passato attraverso cambi di personaggi e di protagonisti, momenti di grande potenza - l'ho sempre considerato superiore ai vari CSI ed affini - ed altri decisamente dimenticabili - del resto, quindici stagioni sono tante -, Criminal Minds saluta i fan nel modo migliore, con dieci episodi di una qualità che negli ultimi quattro o cinque anni non avevo più trovato, complice forse la sensazione di essere all'ultimo giro di giostra.
In questo senso fondamentali la figura di un villain giunto dalla stagione precedente - ennesima buona prova di Michael Mosley - ed un ultimo episodio tra nostalgia e lacrime in agguato che sancisce l'addio ad una delle serie simbolo del Saloon, che ha accompagnato i Ford da quando, ancora neppure trentenni, si trovarono in un appartamento da artisti nel centro di Milano a oggi, con le strade verso il futuro che si sono aperte davanti a noi.
E per non lasciarsi andare solo alla malinconia per il passato, questa stagione sarà sempre ricordata per la personale interpretazione della sigla d'apertura della Fordina, che chiudeva con un plateale "Poliziott!". Da antologia.




STAR WARS - LA SECONDA TRILOGIA (George Lucas, USA, 1999/2005)

Star Wars: Episodio III - La vendetta dei Sith Poster

A grande richiesta dei Fordini, dato il "tanto tempo" trascorso dalla prima trilogia, è tornata sugli schermi del Saloon la saga di Star Wars, a distanza di una decina d'anni dall'ultima volta che anche io l'avevo rispolverata: e devo ammettere, pur se a malincuore, che a parte La vendetta dei Sith - che resta un film valido -, rivedere questa seconda trilogia è stata davvero una tortura. I primi due film sono davvero terribili e invecchiati male, e vedendoli a poca distanza da Il signore degli anelli, di fatto loro contemporaneo, è sconvolgente osservare il clamoroso divario in termini di effetti, scrittura, narrazione. Ci si salva con il terzo capitolo, incentrato sullo sprofondare di Anakin nel Lato Oscuro, che pur se non perfetto riesce quantomeno a portare spessore e drammaticità a tre pellicole che, altrimenti, avrebbero avuto una loro importanza solo in termini di merchandising ed operazioni commerciali.
Anche i Fordini stessi, tolte le parti di battaglia e gli ultimi quaranta minuti de La vendetta dei Sith, si sono ritrovati decisamente poco coinvolti, a riprova del fatto che il confronto con le prime tre pellicole è quantomeno impietoso.





PIANETA ASSURDO (Netflix, USA, 2020)

Pianeta assurdo Poster

Sempre in materia di Fordini, una segnalazione doverosa va alla fuori di testa Pianeta assurdo, docuserie targata Netflix incentrata sulle stranezze che ci regala il regno animale: narrata da Madre Natura - !?!?!? - e giostrata dagli autori neanche fosse una sorta di episodio di Spongebob sotto lsd, questa serie ha lasciato il segno dal piglio, per l'appunto, assurdo, alla sigla di chiusura, adorata in tutte le salse da queste parti.
Senza dubbio il suo valore sia come documentario che come prodotto cinematografico resta molto basso, a prescindere dalla qualità delle immagini - così incredibili sempre grazie alla suddetta Madre Natura -, eppure da queste parti ci si è divertiti parecchio grazie al tono surreale e sopra le righe del prodotto, senza contare che la passione del Fordino per gli animali ha reso tutto più facile, compresa una visione incredibilmente quasi priva delle interruzioni che, di norma, i più piccoli di casa Ford garantiscono.


lunedì 16 marzo 2020

White Russian's Bulletin



In diretta dalla quarantena - anche se il lodigiano non è più l'epicentro della pandemia in Italia -, il Saloon continua a lottare contro una condizione che non gli è propria - quella della forzata condizione casalinga - sfruttando il momento per accelerare i tempi dei Sabati Sera Cinema dei Fordini ormai moltiplicati e recuperare visioni e letture neanche si fosse tornati indietro di qualche anno, quando da casalingo - per scelta - mi godevo un altro tipo di libertà.
Ad ogni modo, tra piccolo e "grande" schermo, titoli vecchi e nuovi, gli spunti, per fortuna, non mancano.


MrFord



HOTEL ARTEMIS (Drew Pearce, UK/USA, 2018, 94')

Hotel Artemis Poster


Giunto in casa Ford in una di quelle serate da divano senza pretese che nelle normali condizioni di routine lavorativa avrebbe significato una dormita galattica, Hotel Artemis è stato, principalmente, un intrattenimento derivativo senza troppe pretese che non potrà mai competere con la magia degli action anni ottanta e prima parte dei novanta ma che, quantomeno, finisce per risultare meno indigesto di alcuni dei prodotti troppo seriosi figli degli anni zero. 
Molto sfortunato al botteghino - probabilmente la produzione sperava nell'inizio di un franchise -, pronto a pescare a piene mani dall'immaginario di titoli simili dal buon successo - John Wick in primis - Hotel Artemis è giusto un diversivo buono per gli appassionati del genere e per chiunque non abbia troppe pretese, arricchito da un cast comunque interessante considerata la tipologia di prodotto e quantomeno non noioso da vedere.
Un giocattolino.




SEMPRE AMICI (Neil Burger, USA, 2017, 126')

Sempre amici Poster


Ai tempi della sua uscita, avevo adorato Quasi amici. Uno di quei film che, per quanto a loro modo un pò ruffiani, fanno sempre bene ed è sempre un gran piacere guardare.
Avevo completamente ignorato l'esistenza di questo remake made in USA fin troppo a ridosso della pellicola transalpina fino a quando, considerato il massiccio sfruttamento di Prime dell'ultimo periodo, non è capitato anche da queste parti: a prescindere dal fatto che, senza dubbio, avendo visto l'originale ed essendo da questo punto di vista "fresco" dell'esperienza, l'operazione, il cast e la gestione non mi sono apparsi neppure troppo malvagi, anzi. Sotto molti aspetti funzionano.
La pecca più grande resta quella di non aggiungere nulla rispetto ad un titolo divenuto un instant cult che, forse, necessitava di qualche anno in più prima di essere non solo considerato per un remake, ma tendenzialmente rifatto con variazioni minime.
Una visione ci può stare, ma forse varrebbe quasi più la pena nel caso in cui Quasi amici, incredibilmente, mancasse ancora alla lista delle vostre visioni.




SANGUE E LIMONATA (Joe Lansdale, USA, 2017)

Risultato immagini per sangue e limonata

Joe Lansdale è uno dei fordiani più ad honorem che esistano, un pò come i suoi due protagonisti principi, Hap e Leonard. Scoperti ormai una buona decina di anni fa e recuperati in tutta la loro serie di romanzi, i due improvvisati detectives sono ancora oggi una delle fonti di divertimento letterario più importanti per questo vecchio cowboy, anche se l'accelerazione della produzione dello scrittore texano dedicata loro - conseguenza, probabilmente, della serie televisiva - non ha certo giovato alla freschezza e alla qualità della proposta: passato, infatti, Honky Tonk Samurai, il buon Joe pare essersi messo comodo, e dopo aver sfornato nuove avventure dei due ragazzacci texani ad una velocità mai avuta prima è uscito con un "romanzo a mosaico" che racconta alcuni episodi del loro passato, dall'infanzia all'adolescenza. 
Molto piacevole per i fan di vecchia data, forse troppo "morbido" per chi dovesse approcciarsi al loro mondo ora. Spero solo che con l'ultima fatica, Elefante a sorpresa, prossimo della lista, le cose possano tornare un pò come ai vecchi tempi.




INDIANA JONES E IL TEMPIO MALEDETTO (S. Spielberg, USA, 1984, 118')

Indiana Jones e il tempio maledetto Poster

Le "serate Cinema" dei Fordini proseguono con la riscoperta di uno dei più grandi miti degli anni ottanta e non solo, quell'Indiana Jones che fece la fortuna di Harrison Ford e consegnò al pubblico uno degli eroi più noti ed apprezzati anche al di fuori della cerchia degli appassionati di settima arte.
Spinti dalla curiosità per il ribattezzato "stregone pazzo", i Fordini hanno approcciato questa seconda avventura del vecchio Indy - paradossalmente a livello qualitativo inferiore alla precedente - con un entusiasmo maggiore, lo stesso che ai tempi avevo avuto io.
Del resto, Il tempio maledetto è un vero e proprio circo di inseguimenti, trappole, situazioni ben oltre la fantascienza che resero il franchise dell'archeologo più famoso del grande schermo un vero e proprio cult del genere e non solo, tra cuori estirpati a mani nude e cene a base di serpenti e cervelli di scimmia. 
Il ritmo è serratissimo, il divertimento assicurato, e il Tempo pare non pesare troppo. Almeno a giudicare dalla partecipazione dei Fordini, che non immaginano neppure lontanamente com'era l'epoca in cui il loro vecchio si entusiasmava per le gesta di Indy impegnato contro lo "stregone pazzo".




INDIANA JONES E L'ULTIMA CROCIATA (S. Spielberg, USA, 1989, 127')

Indiana Jones e l'ultima crociata Poster


L'ultima tappa - per ora Il teschio di cristallo resta in stand by - del percorso dei Fordini nel mondo di Indiana Jones è stata L'ultima crociata, probabilmente il titolo più amato e divertente della saga, grazie anche al fondamentale contributo di uno degli Sean Connery più in forma di sempre.
Nonostante il tracollo della Fordina - che aveva insistito a tutti i costi per vederlo, ma era visibilmente provata dalla giornata - la cosa più bella è stata la partecipazione del Fordino, che non solo ha dichiarato di sentirsi a suo agio immedesimandosi con la figura di Jones Senior, ma ha chiesto delucidazioni sui nazisti, il graal, l'esistenza oppure no di alcuni riferimenti.
A prescindere dalle valutazioni e dalla critica cinematografica vera e propria, queste sono le cose che rendono il passaggio di testimone un vero piacere, e lasciano il gusto unico dell'esperienza e dell'emozione trasportate a chi viene dopo di noi.
Un pò come i Jones, anche se, effettivamente, a conti fatti, io e il Fordino la viviamo un pò alla rovescia.




HUNTERS - STAGIONE 1 (Prime Video, USA, 2020)

Hunters Poster


Alle spalle Narcos, che aveva riportato un entusiasmo da piccolo schermo nel sottoscritto che quest'anno ho potuto vivere prima solo grazie a The Witcher, in casa Ford si è cercato, in questo periodo di quarantena, un titolo che potesse venire buono per i momenti "da aperitivo" in cui i Fordini si dilettano con il loro film o cartone animato. 
Hunters, produzione Prime di grande impatto dal sapore tarantiniano, ha colmato abbastanza bene il vuoto, portando in scena dramma, pulp e ironia con il giusto tocco, forse un pò prevedibile ma ben orchestrato e gestito: l'epopea del giovane Jonah, che si ritrova dall'essere outsider di quartiere a pedina fondamentale nella caccia ai nazisti ospitati segretamente dal governo USA è coinvolgente e ricca di situazioni e personaggi interessanti, a tratti commovente e a tratti furba.
Sarà interessante, considerate le evoluzioni della trama, come verrà deciso di gestire la seconda stagione, se preferendo una svolta completamente fuori dai binari della Storia o una gestione più realistica: a prescindere dalla scelta, gli ingredienti per tirare fuori qualcosa di valido ci sono in una direzione o nell'altra.




SCRUBS - STAGIONE 8 (ABC, USA, 2009)

Scrubs: Medici ai primi ferri Poster

La cavalcata di Scrubs, serie amatissima dai Fordini e compagnia per pranzi e cene degli ultimi mesi, giunge ormai quasi al termine con quella che è stata la sua vera stagione conclusiva - bellissimo il finale, assurdo pensare di prolungare con un altro anno, ma se ne parlerà quando scriverò della nove - salutando un cast che è riuscito a fare il verso e ad un tempo fare amare il cosiddetto "medical drama" da un punto di vista più leggero - ma non sempre - e confidenziale, sfornando idoli assoluti come Cox e Kelso ed una galleria di personaggi nei quali chiunque ha la possibilità di trovare un favorito, o quantomeno qualcuno in cui immedesimarsi.
L'inventiva ovviamente non è più quella delle prime stagioni, ma il crescendo che conduce al commiato porta questa ottava stagione ad essere una delle meglio riuscite della produzione, carica dello spirito che, probabilmente, aveva spinto Bill Lawrence a crearla.


lunedì 2 marzo 2020

White Russian's Bulletin



Nel pieno del quasi epicentro della psicosi da Coronavirus il Saloon torna, per vincere l'assurdità dell'antisocialità della situazione che stiamo vivendo, con un Bulletin abbastanza ricco - considerati gli ultimi tempi -, ed una serie di recuperi da piccolo schermo che, insieme ai "sabati sera Cinema" con i Fordini moltiplicatesi a causa della chiusura delle scuole, hanno caratterizzato gli ultimi giorni da queste parti: novità e vecchi titoli che, in qualche modo, possono legare le generazioni e distrarci da una situazione surreale come quella che stiamo vivendo.


MrFord



I DOMINATORI DELL'UNIVERSO (Gary Goddard, USA/Israele, 1987, 106')

I dominatori dell'universo Poster


Tratto dalla notissima linea di giocattoli, Masters of the universe è una delle tamarrate più cheap e clamorose degli anni ottanta, figlia delle produzioni Golan/Globus che resero la mia infanzia decisamente felice: ovviamente non potevo che inserirla nella lista dei "sabati sera Cinema" con i Fordini, che dopo Conan il distruttore - che non ho recensito la scorsa settimana, mea culpa - hanno avuto modo di sperimentare anche l'He Man di Dolph Lundgren prima ancora di aver avuto l'esperienza illuminante della maratona di tutti i Rocky, per la quale aspetterò ancora qualche anno.
Oggettivamente si tratta di un film clamorosamente brutto, ma per chi, come me, è cresciuto con i pupazzetti di He Man e Skeletor ed il Castello di Greyskull, resta una chicca senza precedenti, un cult del trash che non si può dimenticare.




SCRUBS - STAGIONE 7 (ABC, USA, 2008)

Scrubs: Medici ai primi ferri Poster

Prosegue, volgendo ormai alle sue ultime stagioni, il recupero al Saloon di Scrubs, divenuta una delle serie preferite in particolare del Fordino, che incappa con l'annata numero sette nel punto più basso della sua cavalcata - almeno per ora -, complice, se non ricordo male, il famigerato sciopero degli sceneggiatori che mise in ginocchio la maggior parte delle produzioni da piccolo schermo quell'anno. Meno episodi del solito, pochi picchi, molte giocate sul sicuro.
Resta comunque un titolo che fa bene al cuore e si guarda volentieri in qualsiasi momento e condizione, reso ancora più funzionale da un cast ispirato e perfettamente all'interno dei suoi personaggi: talmente tanto che, Scrubs alle spalle, molti di loro sono letteralmente spariti. O quasi.




DOOM PATROL - STAGIONE 1 (AMAZON PRIME, USA, 2019)

Doom Patrol Poster

Non sono mai stato un fan della DC Comics. Anche ai tempi in cui leggevo fumetti come se non ci fosse un domani e scrivevo sceneggiature sperando di poter, un giorno, trasformarlo in un lavoro, la Marvel è sempre stata il mio riferimento assoluto o quasi per il mercato americano.
Prima della visione di Titans lo scorso anno, non avevo mai sentito parlare della Doom Patrol, e riscoprirla in questa serie iniziata praticamente per caso grazie alla piattaforma di Amazon Prime è stato un vero piacere: innanzitutto perchè questa serie - e chi l'ha scritta - è assolutamente delirante, piena zeppa di trovate così assurde da farmi tornare alla mente cose come Spongebob o BoJack Horseman - dall'esercito delle chiappe a Danny la strada gender free -, poi perchè l'atmosfera da Stranger Things versione fifties è una bomba, così come i personaggi, losers di prima categoria come piacciono da queste parti.
Un lavoro da non sottovalutare, che potrà risultare strambo e scombinato - ma attenzione, il "cattivo" Mr. Nobody è uno dei charachters più geniali che abbia visto di recente - ma che si fa volere più che bene, e che rappresenta una delle scoperte migliori del passato recente del piccolo schermo.
Avrei osato con una valutazione più alta, ma spero che con la seconda stagione questi scombinati possano regalarmi gioie ancora più grandi.




NARCOS: MEXICO - STAGIONE 2 (Netflix, USA, 2020)

Narcos: Messico Poster

Da sempre, per genere, stile, narrazione e qualità, sono un fan dell'ormai franchise di Narcos. Alle spalle le prime due, spettacolari stagioni con protagonista Pablo Escobar e la terza, dedicata al Cartello di Cali - avversario storico di Pablo - e passaggio agli orizzonti messicani, ho ritrovato, con il nuovo setting, le atmosfere e le vicende già romanzate da Don Winslow nella sua trilogia formata da Il potere del cane, Il cartello e Il confine.
Lo scorso anno gli autori si erano concentrati sulla vicenda - che fu fondamentale soprattutto in termini simbolici - che portò alla morte dell'agente Kiki Camarena, mentre con questa season two i riflettori si spostano sugli effetti che quella stessa morte ebbe rispetto agli affari non solo del patron messicano Gallardo e sui suoi associati, ma anche sui loro rapporti con la Colombia - principale fornitrice del prodotto che i messicani, ai tempi, di fatto traghettavano negli States - e gli USA, sempre pronti a dare un colpo al cerchio e uno alla botte per fare la figura dei buoni samaritani e contemporaneamente arricchirsi senza alcuno scrupolo.
La tensione è sempre alta, i personaggi funzionano, le sfumature delle miserie umane vengono mostrate pienamente dal nero al grigio: unico limite, forse, il fatto che resti un'opera di genere, lontana dai gusti di chi con il crime ha poca confidenza. Ma cazzo, che botta. E che botta, cazzo.




GREMLINS (Joe Dante, USA, 1984, 106')

Gremlins Poster


Altro giro e altro regalo per i "sabati sera Cinema" moltiplicatisi al Saloon a causa della chiusura forzata di scuole, luoghi di lavoro e chi più ne ha, più ne metta.
Gremlins è stata una delle prime pellicole che, ai tempi delle elementari e della mitica videoteca del mitico Paolo, ha contribuito a formare la mia passione per il Cinema: spaventosa, ironica, con quel gusto un pò nostalgico tipico delle pellicole anni ottanta, questa piccola chicca firmata da Joe Dante ha visitato gli schermi dell'allora casa Ford decine di volte, cominciando a formare il mio concetto "stagionale" di settima arte - anche se, in questo caso, sono andato un pò troppo lungo, considerata l'ambientazione natalizia - da sempre radicata in questo vecchio cowboy.
Non lo rivedevo da anni, e oggi mi pare più una commedia nera che non quel piccolo horror che sembrava ai tempi: i Fordini - entrambi - si sono vantati di non essersi spaventati -, hanno manifestato il desiderio di volere anche loro un Gizmo - e come non capirli - e mi hanno tempestato di domande per tutto il tempo, segno che il film riesce ancora a fare il suo lavoro nonostante l'età.
Considerato, dunque, che il Saloon è passato indenne, comincio ad accarezzare seriamente l'idea di passare a calibri più grossi come Predator, per cercare di far salire un pò la tensione: in questo caso, valuteremo con il ritorno del caldo, sempre per parlare di Cinema stagionale.
Intanto, archivio volentieri questo sempre piacevole tuffo nel passato.


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