martedì 17 maggio 2016

Ave, Cesare!

Regia: Joel Coen, Ethan Coen
Origine: USA, UK, Giappone
Anno:
2016
Durata:
106'








La trama (con parole mie): Eddie Mannix è il problem solver ed il coordinatore dei Capitol Studios, una delle realtà più importanti del Cinema all'inizio degli anni cinquanta.
Il suo compito, a qualsiasi ora del giorno e della notte, è fare in modo che le cose girino sempre per il verso giusto, che registi ed attori svolgano il loro lavoro al meglio cercando di mettersi nei guai il meno possibile e tirarli fuori dagli stessi guai all'occorrenza: quando Baird Whitlock, star principale del kolossal in corso di ripresa Ave, Cesare! scompare misteriosamente dagli studios, per Mannix inizia una ricerca che potrebbe condurlo a scoperte decisamente scomode, nonchè ad utilizzare tutto il suo talento nel rimettere sui binari quello che rischia di deragliare ad ogni sequenza.
Perchè se nella settima arte esistono tante stelle, e storie, ed il senso di meraviglia conquista, alle spalle di tutto resta sempre un demiurgo che ha ben chiaro il senso del suo compito, e lo svolge con diligente solerzia.













Fin dai tempi dei primi passi nel mondo del Cinema autoriale, ho sempre adorato il modo di raccontare storie dei fratelli Coen: scombinati eppure perfettamente lucidi, assurdi ma calcolatori, pronti a regalare perle da pisciarsi addosso dalle risate come Il grande Lebowski o Arizona Junior e ritratti quasi oscuri come Fargo e L'uomo che non c'era, così come a lanciarsi in esperimenti pronti a toccare i più disparati generi cinematografici, da Crocevia della morte a Il grinta.
Neppure di fronte ai loro lavori meno ispirati e riusciti - si pensi a Prima ti sposo poi ti rovino o Ladykillers - sono riuscito a volere male ai due fratellini, anzi, ho finito per godermi anche i punti più bassi della loro carriera: eppure, ai tempi dell'uscita del trailer, non ero affatto convinto di quest'ultimo Ave, Cesare!, che dava al sottoscritto l'impressione della minestra riscaldata che funziona sempre poco, soprattutto al Cinema.
E invece, al contrario di tutte le aspettative, i Coen hanno finito per stupirmi in positivo un'altra volta.
Ave, Cesare!, infatti, è un film complesso nonostante l'apparenza giocosa e citazionista - senza dubbio è un lavoro costruito da amanti del Cinema soprattutto classico per amanti del Cinema soprattutto classico -, di quelli che, probabilmente, finiscono per acquistare valore visione dopo visione, all'interno del quale, come in un gioco di scatole cinesi, si fondono il noir, la commedia, il grottesco, il musical, l'epoca fantastica dei grandi studios ed il kitsch dei kolossal che fecero la Storia negli anni cinquanta, da I dieci comandamenti a Ben Hur, una specie di strano mix tra il già citato Il grande Lebowski e Vizio di forma, con qualche spruzzata di metacinema e la consueta riflessione legata alla Fede tipica dei Coen già presente nel sottovalutato e bellissimo A serious man.
Non un film per tutti, dunque, ed ancor meno per i detrattori dei due registi e sceneggiatori, che in Ave, Cesare! ritroveranno tutti i tratti distintivi che fanno andare in visibilio i loro fan hardcore tanto quanto irritano chi non si specchia nel loro modo di approcciare la settima arte: a prescindere, comunque, da questo, e dal cast davvero all star, la realizzazione tecnica risulta impeccabile nella ricostruzione della cornice d'epoca così come nella messa in scena.
Dal canto mio, a parte i molteplici riferimenti ad un'era che adoro del Cinema americano, ho trovato in questo film tutto l'amore che i Coen nutrono per la settima arte in tutte le sue incarnazioni, ed una riflessione davvero profonda nata sfruttando la figura da Mr. Wolf di Eddie Mannix, una sorta di divinità scesa in terra per aggiustare tutti i guai originati dalle star scombinate, caotiche e spesso e volentieri neppure in grado di comprendere la vita oltre il set ed espiarli e confessarli come se fossero propri, neanche fosse il Gesù del kolossal che si incarica di salvare riportando sulla retta via il perduto - in tutti i sensi - Baird Whitlock.
O forse quella stessa riflessione è in realtà una grande presa in giro della seriosità ed importanza che alcuni dogmi - che si parli di Fede o di Cinema poco importa - finiscono per avere anche quando si vivrebbe meglio con leggerezza e strafottenza, con la capacità di dimenticarsi della Fede stessa come Baird o con la semplicità del cowboy ritrovatosi attore Hobie Doyle, incapace di recitare quando occorre rapportarsi agli umani - strepitoso il siparietto con Ralph Fiennes - così come di togliersi la dentiera nel pieno di un appuntamento per raccontare di quando un incidente di rodeo gli è costato tutti i denti neanche parlasse delle scarpe che si è messo quella stessa mattina per uscire.
Ma in fondo, che si tratti di una cosa o dell'altra, non è dato conoscere la risposta, ma se senza dubbio caldeggiato provare a trovarne una, fosse anche sbagliata: il bello del Cinema - e di Ave, Cesare! - è proprio questo.
Un intrigo passionale.
Una storia d'amore.
Un atto di fede.
Un tentativo di rivolta.
Ad ognuno il suo.
L'importante è avere il set giusto per brillare.





MrFord





"Who are these christians?
What is this strange religion?
I' ve heard it said they turn the other cheek
ha ha ha ha
throw them to the lions
throw them to the lions
throw them to the lions
thumbs down
10 pieces of gold for every man
hail caesar hail caesar."
Iggy Pop - "Caesar" - 





18 commenti:

  1. A me non è dispiaciuto del tutto,però l'ho trovato molto Coeniano,ed a me il loro stile non fa impazzire
    *bannata da WR forevah*
    infatti i film che mi sono piaciuti di più,fra i loro,sono quelli dove la loro mano si vede meno,come,appunto,Ladykillers ;)
    "if only it're so easy"
    "it's complicated"
    XD XD XD XD
    Hobie è il personaggio che mi è piaciuto di più,come anche la doppia Swinton.Che però fa tipo due scene :/

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    1. Se non è dispiaciuto a te e Peppa, che non siete fan dei Coen, significa che il prodotto ha un valore non indifferente. ;)

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  2. A me non ha detto niente.
    Elegante, ma un pasticcio.
    A sorpresa, piaciuti parecchio Tatum ballerino e il giovane cowboy, che sarà Han Solo.

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    1. E' un mezzo pasticcio, ma un gran bel mezzo pasticcio, secondo me. :)

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  3. A me invece è piaciuto tanto, l'ho trovato un divertissement, si, ma intelligentissimo e costruito in maniera perfetta!

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    1. Non perfetto, ma siamo d'accordo sull'intelligenza e la costruzione. :)

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  4. Bah, a me ha fatto cagare lapilli lavici...l'ho trovato vuoto e inutile, troppo consapevole di essere un film non per tutti e troppo troppo citazionista, ma di quelle citazioni che, probabilmente, colgono solo i Coen

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    1. Fratello, da amante del Cinema anni cinquanta e sessanta americano ho adorato le citazioni e le situazioni che i Coen hanno presentato: hanno solo peccato, secondo me, di aver messo troppa carne al fuoco. Ma è un film che si può rivalutare visione dopo visione.

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  5. A me incuriosisce parecchio, lo recupererò senz'altro!

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    1. Attendo di conoscere la tua opinione, dunque! :)

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  6. E invece dovevi fidarti della prima impressione: è la solita minsestra riscaldata cucinata dai due registi più sopravvalutati nella storia del cinema.
    Per fortuna che c'è un cast in ottima forma, perché la (penosa) sceneggiatura i due furbetti Coen l'avranno scritta in massimo 5 minuti dopo aver bevuto troppi whiterussian. :)

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    1. Per essere così riscaldata e nonostante l'odio da parte tua per i Coen, sei riuscito comunque a schiaffare il sei anche tu. Direi che è un successone. ;)

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  7. Non sono un grande amante dei Coen, pur ritenendoli innegabilmente geniali, però qui hanno fatto un lavoro di meta citazionismo che dà alla pellicola un valore immenso.

    "A serious man" è un capolavoro.

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    1. Io li ho sempre amati, e per quanto non perfetto, per me questo lavoro è davvero interessante.

      A serious man è davvero stupendo, ed è stato bistrattato fin troppo.

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  8. A me è davvero piaciuto tanto...
    Lo considero uno dei migliori film che ho visto in questo 2016.
    E' atipico, rievoca davvero tante emozioni passate.

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    1. Uno dei migliori non saprei, in fondo è molto imperfetto: ma la rievocazione è splendida.

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  9. Non mi ha convinto fino in fondo ma, nel complesso, ho apprezzato il loro citazionismo e il loro black humour anche questa volta...

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    1. Concordo: un lavoro non riuscito appieno, ma che riesce comunque a convincere.

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