sabato 14 maggio 2016

Rocky once again

La trama (con parole mie): qualche settimana fa, per puro caso, in una domenica sera che in casa Ford avremmo dovuto destinare a qualche episodio di serie tv, Julez ha finito per imbattersi in Rocky II, trasmesso per l'occasione su Rai Movie, scoprendo che lo stesso canale stava preparando una sorta di retrospettiva dedicata allo Stallone Italiano.
Così, per cinque domeniche, quasi religiosamente, mi sono seduto sul divano come spettatore televisivo - cosa più unica che rara - ed ho ripercorso ancora una volta la saga che, più di ogni altra, ha segnato la mia vita di spettatore - e non solo -.
E non ho proprio saputo resistere all'idea di scriverne ancora.






E' vero, in questa nuova cavalcata legata allo Stallone Italiano, uno dei charachters che più ho amato - ed amo - nella Storia del Cinema, è mancato quello che è probabilmente il miglior capitolo, il primo, programmato la settimana prima che venissi a sapere di questa splendida iniziativa: del resto, erano i giorni appena successivi la nascita della Fordina, quindi la mia "assenza" ha finito per starci, eccome -, eppure rivedere per l'ennesima volta i film dedicati al personaggio che ha cambiato la vita del suo autore ed interprete e quella di milioni di spettatori in tutto il mondo è stato assolutamente magico.
Da quella sera con Rocky II, in cui Julez ha finito per chiedermi più di una volta se non preferissi assistere al rematch tra Balboa e Apollo piuttosto che vedere altro sentendosi rispondere "ancora cinque minuti" fino al momento in cui, più o meno quando Adriana sussurra "Vinci!" ho deciso che la serata non poteva che andare nella direzione della scalinata di Philadelphia - che continuo a pensare sia stata una fortuna aver percorso, ovviamente di corsa ed imitando Rocky, almeno una volta nella vita - fino alla malinconia struggente di Rocky Balboa, ultimo capitolo - almeno fino a Creed - pronto a rappresentare la versione stalloniana di The Wrestler, vedere Sly prestare corpo e cuore al suo personaggio più riuscito per l'ennesima volta è stato come tornare a casa, finendo per esaltarmi e commuovermi come se il Tempo, l'avversario più duro che ogni combattente si trova ad affrontare, non esistesse.
Da questo punto di vista, Rocky ha vinto.
Perchè dall'emozione di immaginarlo come un padre cinematografico ai tempi in cui potevo avere l'età di suo figlio fino a quella che l'ha visto ammonire proprio Robert Jr affermando che il vero vincente è semplicemente quello che incassa i colpi che la vita riserva ed è pronto a rialzarsi sempre e comunque perchè mosso dalla passione, e non dalla voglia di incolpare qualcun'altro per i suoi insuccessi vedendomi da qui a qualche anno con il Fordino - o la Fordina -, un personaggio come quello di Rocky è andato oltre qualsiasi sogno potesse essere legato al grande schermo: nessuno - Stallone incluso - avrebbe scommesso un dollaro che un pugile - per giunta neppure particolarmente vincente - nato dalla penna di uno sceneggiatore all'epoca squattrinato avrebbe potuto conquistare l'onore dell'Hall of fame della Boxe mondiale - primo ed unico "non esistente", che io sappia, a giungere ad un risultato di questo tipo - e divenire un'icona non solo della settima arte, ma della cultura popolare.
Eppure è stato così.
Ma non voglio che questo diventi un post di cronaca, legato alle curiosità o alle vicissitudini di attore e personaggio: voglio ripercorrere una volta ancora con il pensiero il "non mi frega niente a me del futuro, vattene via!" ed il noto "Adriana!", il "a parte quando è nato mio figlio, è la notte più grande della mia vita", i training montage, la morte di Mickey e quella di Apollo, Frate Carmine e "Io ti spiezzo in due!", il dopobarba Belva e "Di quand'è, questa, dell'ottanta?" "Forse anche settanta".
Voglio soffrire, e sudare, ed incassare come Rocky, e continuare, un round dopo l'altro, un match dopo l'altro, un gradino dopo l'altro a salire quella scalinata.
E spero, un giorno, di poter tornare nello stesso luogo in cui ho sognato da bambino con i miei figli, e fare un video tutti insieme mentre arriviamo in cima di corsa, come il Rocky dei tempi migliori, con me che arranco dietro di loro mentre li guardo crescere e mi rifiuto di smettere di combattere.
Perchè la Bestia ed il fuoco albergano dentro di noi tanto quanto la voglia di costruire e di proteggere chi amiamo, così come la paura alimenta la forza nel momento in cui dobbiamo fronteggiare una sfida che, in un primo momento, può sembrare insormontabile.
E per quanto si possa apparire sempre un pò in ritardo rispetto al nostro nemico numero uno, lenti, o stanchi, o feriti, o fuori forma, sarà quella scintilla a fare la differenza tra chi avrà deciso di mollare e chi, invece, lotterà ancora un altro round.
Fino alla fine.
Personalmente, mi rifiuto di credere, quando guardo e mi emoziono e lotto e rido e mi galvanizzo e piango con Rocky, che si possa perdere, quando si ha passione.
Che si possa morire.
E allo stesso tempo, provo una nostalgia che fa sembrare la fine delle vacanze una vera e propria passeggiata.
Perchè è chiaro che non sarà così.
Ma non importa come finirà, se ci saremo battuti fino alla fine.
Del resto, al termine del primo, mitico incontro con Apollo, alla frase "Non ci sarà rivincita", Rocky rispose "E chi la vuole".
Eppure, siamo ancora qui ad aspettare un altro film.





MrFord





11 commenti:

  1. Anch'io quando passa in tv uno dei film della saga cerco di non perdermelo assolutamente, è più forte di me, ha veramente segnato la mia vita ;)

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    1. Non dirlo a me.
      Rocky è il campione della gente. ;)

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    2. Idem! Sono cose di miti di cui non possiamo farne a meno!

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  2. Come ti dissi tempo fa, dovrei rinfrescare la memoria, ho visto il primo capitolo tanti, troppi, anni fa.
    Hai una passione immensa per questa saga e la cosa traspare chiaramente dalle tue parole.

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    1. Dovresti concederti una revisione. Sarei curioso di sapere che ne pensi.

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  3. Questo post è così esageratamente, e spudoratamente, fordiano che, se dovessi fare una tua parodia, ora come ora avrei difficoltà a fare di meglio. O di peggio, a seconda dei punti di vista...
    Cosa che comunque probabilmente non mi impedirà, in futuro, di provarci ahahah :D

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    1. Ti prego,Marco,sì.
      Per Rudderless rido ancora da sola,a volte XD
      Cmq Ford,non si era mica capito che Rocky ti piace tanto :D
      Io non sono una fan della saga,mi ricordo poche cose che non saprei neppure collocare fra i vari film(a parte "io ti spiezzo in due",in Rocky IV),però c'è da dire che Rocky è davvero un bel personaggio!!!E nella lunga lista di cose da fare negli USA,io ed il Khal abbiamo anche la corsa sulla scala a Philadelphia :)

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    2. Peppa, questo è perchè Rocky è l'eroe più fordiano che esista, anche se sarà sempre troppo buono per un poco di buono come me. ;)

      Lazy, chi non è fan della saga di Rocky, può stare decisamente meglio dalle parti delle parodie spompate di Cannibal. ;)

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  4. Quando Adriana in letto di ospedale gli dice "c'è una cosa che devi fare per me, vinci!" ogni volta è pelle d'oca, hai ragione quel momento lì è assolutamente fantastico. E poi la rincorsa della gallina è un must ;)

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    1. Tutto è un must, in Rocky.
      Meno male che c'è gente come noi, che ancora combatte e crede. ;)

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