domenica 21 febbraio 2016

Jumanji

Regia: Joe Johnston
Origine: USA
Anno: 1995
Durata: 104'






La trama (con parole mie): nel millenovecentosessantanove Alan Parrish, un ragazzino emarginato dai coetanei e schiacciato dalla figura paterna e dal suo ingombrante cognome, storico per la piccola cittadina in cui vive, trova per caso un gioco da tavolo dai poteri magici che fu sepolto ai tempi dei suoi antenati, Jumanji. Ignaro dei poteri dello stesso, inizia una partita con un'amica e finisce intrappolato all'interno del gioco stesso.
Quando, ventisei anni più tardi, due ragazzini appena trasferiti in quella che fu la sua casa con la zia dopo la morte dei genitori ritrovano ed utilizzano Jumanji, per Alan si presenta l'occasione di tornare nella sua vecchia realtà e rimettere a posto le cose con il passato ed il futuro.
Tutto questo, se il gioco lo permetterà.









Gli anni novanta - o almeno la seconda parte degli stessi - furono un periodo piuttosto delicato, per il sottoscritto, come spettatore e non solo: di fatto, l'ingresso nella fase dell'adolescenza che ti fa pensare di avere qualcosa in più di tutti gli altri, il sorgere della passione per la scrittura ed una vera e propria fame di scoperte in termini musicali, letterari e, per l'appunto, cinematografici, mi fece allontanare e non poco da tutte le proposte "ludiche" che ho recuperato con enorme piacere in anni più recenti.
In particolare, nel novantacinque che vide uscire ed affermarsi da subito come un cult per ragazzi Jumanji, io cominciavo a spostare l'attenzione sul filone gangsteristico che di fatto mi avrebbe accompagnato, qualche anno dopo, alla riscoperta del Cinema d'autore e dei Classici, mentre mio fratello, più giovane di sei anni, impazzì letteralmente consumando la vhs a furia di visioni.
Proprio a seguito di una di queste, e probabilmente mentre ero impegnato a giocare o scrivere al computer, avvenne il mio incontro fortuito con la pellicola di Joe Johnston, che passò senza lasciare il segno e non rividi più per oltre vent'anni: la recente visione del sorprendentemente positivo Piccoli brividi, però, ha finito per stuzzicare la curiosità del sottoscritto rispetto ad un recupero di Jumanji, che si è rivelato piacevolissimo e divertente, alimentando addirittura la sensazione di quasi malinconia legata al fatto che probabilmente, se l'avessi visto come si deve all'epoca e me lo fossi goduto quanto mio fratello, a quest'ora probabilmente sarebbe un mio cult dell'infanzia al pari di cose come Labyrinth o La storia infinita.
Certo, rispetto ai supercult appena citati appare invecchiato peggio - un pò come la maggior parte delle produzioni figlie degli anni novanta, oserei dire -, ma resta una pellicola dallo spirito che ricorda quello di pietre miliari come Ritorno al futuro mescolandolo a Hook anche grazie alla presenza dell'indimenticato Robin Williams, che è sempre un piacere enorme rivedere sullo schermo: considerata, poi, la passione sempre crescente del Fordino per gli animali, nel corso di tutta l'entusiasmante partita dei protagonisti a Jumanji ho finito per immaginare cosa accadrebbe se a prendere i dadi in mano per tentare l'impresa fossimo noi abitanti del Saloon.
Senza dubbio, tra scimmie, rinoceronti e chi più ne ha, più ne metta, il più piccolo della tribù finirebbe per avere quasi voglia di rimanere imprigionato in un mondo pericoloso eppure affascinante come il buon Alan, con la differenza che, da questa parte, avrebbe un padre che è più un complice ed un compagno di giochi, che non un severo e quadrato capitano d'industria.
E mentre i tamburi di Jumanji suonano, e nel cuore ho già il terrore per il remake annunciato per il prossimo anno - che rischia di suscitare le ire dei fan almeno quanto quello recente di Point Break -, sono contento di poter tornare indietro nel tempo e recuperare un'avventura che l'adolescenza con tutte le sue contraddizioni mi aveva tolto: in un certo senso, ho rimesso piede anch'io nel mondo dopo tanti anni da un esilio, e senza dubbio meno riluttante di Alan riprendo in mano i dadi e mi lancio senza neppure guardarmi troppo indietro in una nuova, entusiasmante partita.
Del resto, questo è lo spirito che ci mantiene vivi, eterni Peter Pan oppure no. 





MrFord





"Look over your shoulder, ready to run.
Like a good little bitch, from a smoking gun.
I am the game and I make the rules.
So move on out here and die like a fool.
Try to figure out what my moods gonna be.
Come on over sucker, why don't you ask me?
Don't you forget that the price you can pay
cause I am the game and I want to play...."
Motorhead - "The game" - 






22 commenti:

  1. Probabilmente oggi non lo rivedrei, ma all'epoca devo dire che riuscì a divertirmi non poco.
    Come ogni film di vent'anni fa, va contestualizzato al periodo in cui il film è uscito e quindi per me avrebbe meritato sicuramente almeno un bicchiere in più. :-)

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    1. Non avendolo visto allora, o comunque avendolo visto di sfuggita, la questione dei bicchieri non poteva incontrare l'amarcord di altri cult della mia infanzia. Ma il film resta davvero carino.

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  2. Per me meritava sì un bicchiere in più, sarà che è cosa della mia generazione - in realtà nel '95 non ero pienamente senziente, ma in differita l'ho visto e rivisto. :)

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    1. Non voglio pensare quanti anni tu abbia se nel novantacinque non eri pienamente senziente, ma come scrivevo qui sopra, avendolo visto male e con gli occhi di un adolescente allora, l'effetto nostalgia qui per me non è valso.

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  3. Anche io guardando "Piccoli brividi" ho pensato a "Jumanji" ed è un bel pò che non lo rivedo, con occhi adulti alcuni film cambiano, dovrei provare per capire se questo è uno di quei casi ;-) Cheers!

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    1. Io l'ho apprezzato nonostante il tempo trascorso, e mi sono anche divertito: non nascondo, inoltre, che rivedere Robin Williams mi fa sempre bene.

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  4. Nel 96 avevo 7 anni, ho un vaghissimo ricordo di quando uscì e del fatto che tutti ne parlassero bene (essendo bambini puoi immaginare la sensazione a vedere quel film), ma non ricordo se lo vidi appena uscito, o dopo un paio di anni. Un remake non mi piacerebbe in verità.

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    1. Credo che un remake non piacerebbe a nessuno.
      E non penso ce ne sia affatto bisogno. ;)

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  5. Troppo bello questo film, da un eterno Peter Pan come me non potevo non adorarlo...uno dei film d'avventura dei migliori ;)

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    1. Molto carino davvero. Rimpiango di non essermelo gustato come si deve ai tempi.

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  6. Certo che i tuoi anni '90 devono essere proprio stati tristi... Ma che ti è capitato di tanto brutto? :)

    Jumanji resta sempre un super cult, ed è invecchiato molto meglio di una trashata oggi inguardabile come Labyrinth!

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    1. E' capitato che hanno finito per demolire - ma solo apparentemente, dato che ora si ispirano tutti agli ottanta e non ai novanta - tutto lo spirito degli eighties. ;)

      Comunque, per quanto carino, Jumanji non sarà mai all'altezza di Labyrinth!

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  7. Bellissimo film di divertimento per famiglie, Williams in questo ruolo è perfetto :)

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    1. Verissimo.
      Sia rispetto al film che a Williams.

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  8. Che nostalgia che mi hai messo addosso, questo film lo vidi per la prima volta al cinema con la scuola... sembra passata un'eternità e in effetti...

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    1. In effetti è passato un bel pezzo, e rivederlo è comunque un piacere.
      Certo, non all'altezza di alcuni cult anni ottanta, ma si difende! :)

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  9. Da piccolo mi fece impazzire, oggi me lo porto ancora secco. Lo trovo ben invecchiato

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    1. Per essermi piaciuto da non fan dei tempi, sicuramente è invecchiato bene. Ed è una proposta assolutamente valida nel suo genere.

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  10. Il film della mia infanzia. Anche se mi ha fatta crescere col terrore dei pipistrelli...

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    1. Mi sa che è stato il film dell'infanzia di molti.
      Io, invece, ero troppo vecchio già allora. ;)

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  11. Non lo vedo da una vita, un pilastro dell'infanzia/adolescenza per molti!

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    1. Verissimo, ha segnato davvero tantissimi spettatori!

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