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martedì 4 giugno 2019

White Russian's Bulletin


Con la nuova settimana giunge puntuale anche il ritardo del Bulletin dopo quello della rubrica dedicata alle uscite: con l'inizio dell'estate, ai recuperi dei mesi scorsi hanno cominciato ad aggiungersi le classiche visioni disimpegnate tipiche del periodo, perfette soprattutto perchè ormai, considerati impegni e stanchezza, difficilmente riesco a sfondare il tetto delle due visioni impegnate a settimana.
Ecco dunque cosa è passato dalle parti del Saloon a cavallo tra una primavera monsonica ed un'estate arrivata di fretta.


MrFord



BETTER WATCH OUT (Chris Peckover, Australia/USA, 2016, 89')

Better Watch Out Poster

Se non fosse stato consigliato dal mio fratellino Dembo, a causa della sua ambientazione natalizia avrei atteso il prossimo inverno per effettuare il recupero di questo insolito home invasion che strizza l'occhio a Mamma ho perso l'aereo e, in parte, al Cinema di genere figlio degli anni ottanta - ho da sempre un'avversione per i recuperi fuori stagione -: forse, però, e non me ne voglia il mio suddetto grande amico, non avrei perso granchè ad aspettare, considerato che il lavoro di Peckover, nonostante alcune idee di fondo davvero molto valide ed alcune soluzioni di violenza creativa notevoli mostra diverse pecche sia in termini di sceneggiatura che di logica - problema in comune a molti horror, del resto - che rischiano di stancare o comunque limitare l'apprezzamento del pubblico prima dell'escalation della parte finale, forse la parte migliore del lavoro.
A conti fatti, Better watch out resta una curiosa alternativa all'intrattenimento thriller/horror senza impegno buono per una serata natalizia diversa dalle altre e soprattutto senza le aspettative della vigilia che hanno scottato gli occupanti del Saloon: se presa in quel modo, potrebbe anzi addirittura risultare sorprendente.




THE OA - STAGIONE 2 (Netflix, USA, 2019)

The OA Poster


Qualche anno fa The OA aveva travolto la blogosfera come un fenomeno accolto come un vero e proprio miracolo da buona parte del pubblico e dalla quasi totalità dei radical, e, anche se con riserva, aveva convinto perfino me. Con la seconda stagione la creatura scritta e pensata da Brit Marling e dal suo compagno dal nome poco pronunciabile mantiene gli stessi folli binari riuscendo a rimanere convincente neanche fosse una figlia dell'immaginario di Lynch, finendo per risultare magnetica anche quando, a conti fatti, di quello che racconta e porta sullo schermo si finisce per non capire un bel cazzo.
Visivamente impressionante, costruita con grande intelligenza, resa ancora più affascinante dalle variazioni sui suoi protagonisti e dall'inserimento della fordiana figura del detective, perfetta nella sua digressione metacinematografica finale. Un prodotto di quelli che si continuerebbero a guardare anche quando non si sa davvero perchè.



TED BUNDY - FASCINO CRIMINALE (Joe Berlinger, USA, 2019, 110')

Ted Bundy - Fascino criminale Poster


Ted Bundy è una delle figure più note, quando si parla di serial killers statunitensi: passato alla Storia per il suo fascino e le sue doti persuasive, per quanto non uno dei miei "favoriti" in quest'ambito, è senza dubbio uno dei profili criminali sui quali chi affronta questo argomento deve necessariamente considerare come d'esempio.
Portato sullo schermo ispirandosi al libro scritto dalla sua confidente, il lavoro di Joe Berlinger è interessante sulla carta e rispetto all'idea di non mostrare mai - o quasi - il lato oscuro di Bundy, dimenticandosi la strada del biopic tradizionale per concentrarsi sul punto di vista distorto di una persona che per anni non ha mai visto chi c'era davvero dietro la persona che frequentava e alla quale si era legata: peccato che, nonostante le premesse, il film risulti troppo spezzettato e freddo, privo di una scrittura davvero in grado di coinvolgere partendo dal lato apparentemente normale di questo serial killer che rese "l'apparenza inganna" il suo motto.
Di fatto, un'occasione sprecata, anche se non così "malvagia".



LA LLORONA - LE LACRIME DEL MALE (Michael Chaves, USA, 2019, 93')

La Llorona - Le lacrime del male Poster


E' vero, è scoppiata l'estate. E come si conviene, qualche serata immolata sull'altare dei filmetti horror ci sta tutta. Anche quando, con ogni probabilità, si sa già di andare incontro all'ennesima ciofeca che il purtroppo bistrattato genere "di paura" rischia di propinare.
Quando in casa Ford abbiamo scelto di affrontare la visione de La llorona eravamo ben coscienti dei rischi, ma non di quanta banalità fosse stata condensata in un'ora e mezza di luoghi comuni che il più classico - e non in senso buono - dei film d'orrore è in grado al suo peggio di regalare: situazioni ben oltre i limiti della logica - assistente sociale vedova che lascia i figli in età neppure da scuola media a casa da soli a prepararsi la cena, fare i compiti e secondo me anche a finire le pulizie prima che rientri a tarda sera, utilizzo delle forze dell'ordine quantomeno da fantascienza e così via -, classica storia di spiriti senza la benchè minima speranza non dico di spavantare, ma quantomeno di turbare in minima parte, finale con resa dei conti talmente teso da farmi crollare secco gli ultimi dieci minuti costringendo Julez all'inusuale ruolo di incaricata del riassunto del film dopo che l'altro ha deciso di abbracciare Morfeo.
Più che da piangere, qui, c'è da lottare per rimanere con gli occhi aperti. Peccato si chiudano per il sonno e non per la paura.


giovedì 9 maggio 2019

Thursday's child




Nuova settimana di uscite in sala e, incredibilmente, nuova pubblicazione in orario per il sottoscritto, talmente in orario da risultare quasi strana e disturbante e tentarmi di piazzare comunque la programmazione del pezzo almeno un pochino in ritardo: staremo a vedere, considerato che quando scrivo queste righe per il potere di Ritorno al futuro è sabato pomeriggio.
Al mio fianco in questo viaggio nel tempo e nell'inquietante puntualità come al solito quello scoppiato del mio rivale Cannibal Kid e Sonia Cerca, che non si occupa solo di uno, bensì di due blog!


MrFord



"Quante volte lo devo ripetere!? Dietro le sbarre dovrebbe esserci quello psicopatico di Cannibal Kid, non io!"




Pet Sematary

"Ford, ma i lettori davvero non immaginano che noi ci troviamo in questa baita desolata ogni settimana per preparare la rubrica delle uscite?" "Cannibal, credo non se lo aspetterebbero mai."
Sonia: Ho letto il libro l'anno scorso e appena ho saputo di questo film ho pensato: "Che bello, questo non me lo perdo". Poi ho visto che fanno morire la figlia maggiore invece del bambino perché tanto ormai sta cosa della bambina indemoniata va di moda, e mi è passata la voglia di vederlo.
Cannibal Kid: Io non sono stato ancora colto da questa moda di leggere i libri prima di vedere i film da cui sono tratti, e a dirla tutta non ho nemmeno visto la prima trasposizione cinematografica del 1989, quindi di Pet Sematary sono completamente a digiuno. Non so niente, a parte questo spoiler clamoroso che Sonia ci ha appena sganciato ahahah
Nonostante non sia un grande fan di Stephen King, la recente riuscita pellicola su It mi è piaciuta parecchio e, in attesa del Capitolo 2, una visita a questo cimitero degli animali la farò. Magari insieme a Ford. Lui poi lo lascio lì.
Ford: ricordo vagamente la prima versione di Pet Cemetary risalente ai tempi di Notte Horror, e considerato l'arrivo della bella stagione, un horrorino bel bene o nel male può sempre starci dentro. Non che mi aspetti grandi cose, come dal mio rivale Cannibal, ma al contrario suo potrebbe anche rivelarsi una visione meno "funerea" di quanto non possa sembrare sulla carta.

Ted Bundy - Fascino criminale

"Inutile che fai quella faccia, ragazza mia, poteva andarti molto peggio: potevi finire al ballo con Cannibal Kid!"
Sonia: Dopo anni e anni di film osceni, finalmente un film con Zac Efron che merita di essere visto. Certo, il tono sembra un po' comico e leggero per un film su un serial killer però ci sta tutto dato che il film si basa sull'immagine che Bundy dava di sé — gentile, simpatico, affascinante, carismatico e sicuro di sé.
Cannibal Kid: Anni e anni di film osceni?
E capolavori della Settima Arte come High School Musical, 17 Again - Ritorno al liceo, Cattivi vicini, Mike & Dave - Un matrimonio da sballo e Baywatch dove li mettiamo?!?
Sono molto curioso di vedere Zac Efron in questo ruolo diverso dai suoi soliti, in cui credo dimostrerà anche ai miscredenti come Sonia di essere un valido attore. E di non essere solo uno fissato con la palestra come Ford.
Ford: Zac Efron mi sta simpatico. La sua partecipazione, negli ultimi anni, a tamarrate e film da evasione dei neuroni è riuscita a rendere uno degli idoli del terribile High School Musical sopportabile agli occhi del sottoscritto, e di conseguenza alzare l'asticella della curiosità rispetto ad un ruolo diverso dal solito per lui e legato ad una delle figure più inquietanti ed interessanti della storia della criminologia americana. Staremo a vedere.

Pokémon: Detective Pikachu

"Mi è sembrato di vedere un Cucciolo Eroico!"
Sonia: Il doppiatore il Deadpool che presta la voce ad un carino e coccoloso Pikachu con dipendenza dal caffè? Assolutamente da vedere. Per non parlare di Ludicolo che serve da bere e vale da solo il prezzo del biglietto. Certo, Aipom è a dir poco inquietante, ma che ci vuoi fare, la perfezione non esiste.
Cannibal Kid: Prima mi fa a pezzettini Zac Efron, e poi si esalta con i Pokémon, la peggior bambinata nella storia dell'umanità?
Comincio seriamente a pentirmi di aver cercato questa Sonia Cerca, uahahah
Questo film credo possa anche essere divertente, grazie al suo umorismo in stile Deadpool, ma per cinque minuti al massimo. Dopodiché potrebbe farmi venire voglia di collezionarli tutti questi Pokémon. Sì, per affidarli alle amorevoli cure di Ted Bundy.
Ford: quando esplose la mania dei Pokemon ero già troppo vecchio, non mi sono mai piaciuti e sinceramente questo film mi pare una di quelle cagate atomiche senza possibilità di scampo. Quasi quasi preferirei cimentarmi nella visione di un qualsiasi teen movie consigliato da Peppa Kid.

Red Joan

"Non è un pò troppo vecchia per andare ancora in giro a sbronzarsi?" "Non avete ancora visto Ford!"
Sonia: Non so perché ma appena ho letto il titolo ho pensato: "Ecco l'ennesimo filmetto horror del 2019". E invece no, parla di una vecchia, o meglio, anziana spia britannica che per anni è stata al servizio del KGB. Il trailer mi ha annoiato da morire, e non penso che il film sarà meglio. Sicuramente hanno preso Judi Dench per attirare un po' di gente.
Cannibal Kid: Qui mi trovo abbastanza d'accordo con Sonia. Un film spionistico in vecchio stile fordiano che ispira una gran noia sin dal trailer. Non sono invece d'accordo su Judi Dench, attrice mai piaciuta. Secondo me l'hanno presa per far scappare un po' di gente.
Ford: film dal sapore di naftalina che nonostante l'atmosfera e la cornice fordiane mi pare una cosa da merenda delle cinque che ormai è più in linea con quella zitella di Katniss Kid.

Il grande spirito

"Chissà se questi soldi basteranno a convincere Ford, Cannibal e Sonia a non parlare troppo male del mio film!?"

Sonia:
e se vi dicessi che a me il cinema italiano moderno fa proprio schifo? Certo, ogni tanto un film che merita di essere visto c'è, ma questo sono sicurissima che non sarà uno di quelli. Rocco Papaleo protagonista ne è la garanzia.
Cannibal Kid: Sul cinema italiano quando ero un giovanotto come Sonia la pensavo allo stesso modo. Negli ultimi tempi però mi sto ricredendo e spesso i nostri film non hanno molto da invidiare, tutt'altro, a quelli sempre più prodotti in serie e senza idee statunitensi. Una volta detto ciò, vade retro Rocco Papaleo e questo film!
Ford: basterebbe Papaleo per farmi evitare questo film come la peste. Se poi si aggiunge il fatto che mi pare la tipica roba "troppo italiana", la frittata è fatta.

lunedì 26 febbraio 2018

The disaster artist (James Franco, USA, 2017, 104')





Non ricordo esattamente il post, o quale film terribile usai per raccontare la storia di Alberto Leone, un mio compagno di classe alle superiori che, ancora oggi, ritengo potesse essere un talento incompreso.
Silenzioso, chiuso, apparentemente disinteressato a tutto quello che non fosse calcio, il suddetto fu come un fantasma in una classe assurda e male assortita come quella in cui ebbi la sfortuna di passare i miei due anni peggiori da studente - e forse nella vita -: al termine del secondo di questi, travolta da un desiderio di essere una wannabe Keating, la nostra insegnante di Letteratura italiana, Latino e Storia ci esortò - e obbligò, ovviamente - a scrivere una serie di poesie e componimenti in diverse forme che andarono a comporre una raccolta che continuo a conservare come una reliquia. Il mitico Alberto Leone, dal nulla, tirò fuori un paio di "opere" al limite dell'assurdo che regalavano perle come "Ancora pochi mesi e sarà maggio, e spero vivamente nel cuor mio di poter comprare la moto Piaggio": ancora oggi, quando torno con la mente a quei giorni, ritengo che quel mio compagno di classe inutile e silenzioso fosse un genio assoluto.
Perchè se è vero che per realizzare qualcosa di grande occorre andare oltre l'eccellenza, per creare qualcosa di brutto che sia spontaneo e senza limiti occorra la stessa dose di genialità: Tommy Wiseau, sceneggiatore, produttore e regista del film di culto The Room - da non confondere con la pellicola salita alla ribalta un paio d'anni fa -, probabilmente rientra in questa speciale categoria di persone fuori dal comune.
A prescindere dal fatto che sia curioso il mistero a proposito delle sue origini, dell'identità e dei soldi investiti per la realizzazione del suo sogno - il dubbio che possa essere davvero un vampiro, effettivamente, viene -, questo incredibile personaggio preso a modello da James Franco per adattare il libro scritto dal suo amico e collaboratore Greg Sistero è l'esempio perfetto - una sorta di novello Ed Wood - di quanta genialità occorra anche per realizzare opere di dubbio valore, e di quanta energia venga spesa per la realizzazione delle stesse, a prescindere dall'accoglienza che riceveranno o che, a tutti gli effetti, meritano di ricevere.
Franco, affiancato per l'occasione dal fratello minore nel ruolo di Sistero - scelta perfetta -, realizza con ogni probabilità una delle operazioni più interessanti della sua carriera, graziata da un'interpretazione da urlo - ingiustamente ignorata dall'Academy - e dalla rappresentazione di una situazione in equilibrio - o bilico? - perfetto tra l'ironia ed il grottesco e la profonda tristezza e malinconia: la storia di Wiseau e della realizzazione di The Room abbraccia non solo una biografia, o il racconto di un episodio divenuto di culto per gli appassionati, ma anche una gamma ben precisa di emozioni umane come il desiderio di emergere, di inseguire le proprie passioni ed i sogni, di pensare di meritare una possibilità sul grande palcoscenico che è, di fatto, la vita.
Clint, in uno dei suoi Capolavori, Gli spietati, afferma che "non esistono meriti, in queste cose", e continuo a pensare a quanto abbia ragione.
Eppure Wiseau ha mostrato il coraggio e le palle che molti invidiano o sognano di avere semplicemente decidendo di essere se stesso, o quello che avrebbe voluto essere.
Una cosa non da poco che Franco ha descritto con sincerità, trasporto ed intelligenza.
Non saprei dirvi, dal canto mio, che fine abbia fatto Alberto Leone, uno che, da aspirante scrittore e adolescente pronto a rifugiarsi nella cultura, avrei dovuto disprezzare dall'alto delle mie letture, o ascolti, o cazzate di questo genere.
E che, al contrario, ho sempre considerato talmente incredibile da poter essere considerato unico.
Posso solo dirvi che, se fossi un editore e dovesse presentarsi alla mia porta con un mazzo di quelle poesie, oggi, non avrei alcun dubbio rispetto alla loro pubblicazione.
E se, poi, dovesse anche rivelarsi un vampiro, tanto meglio.
Avrei la scusa buona per garantirmi l'immortalità.



MrFord



 

martedì 20 febbraio 2018

The Greatest Showman (Michael Gracey, USA, 2017, 105')




Ho sempre subito il fascino dell'idea romantica del circo, di quella parte di ottocento brutta, sporca e cattiva da freak show, alcool, fumo e mistero, così come dal concetto di illusionismo basato sulla volontà del pubblico di farsi ingannare quasi fosse una sorta di antesignano di quello che è, oggi, il Cinema - o il wrestling, sempre per rimanere nell'ambito delle mie passioni più grandi -.
Come se non bastasse, e nonostante forse non si potrebbe pensare, almeno ad un'occhiata superficiale, ho anche sempre avuto un debole per il musical, e da West side story - forse in assoluto il mio preferito - a Moulin Rouge!, passando per il Rocky Horror, molti sono i rappresentanti del genere che ho amato negli anni alla follia.
The Greatest Showman, dunque, aveva dalla sua la possibilità di conquistarmi senza troppo sforzo, nonostante le aspettative non fossero certo alte e l'operazione puzzasse di ruffianata lontano un paio di miglia: ebbene, visione alle spalle, posso dire che Michael Gracy - spalleggiato alla sceneggiatura dal "mitico" Bill Condom, già plurivincitore del Ford Award per il peggior film nei suoi anni legati alla saga di Twilight - ce l'ha messa proprio tutta per farmi detestare una delle pellicole più paracule, patinate e terribilmente melense degli ultimi mesi, tanto da farmi pensare a cosa dovevano essersi bevuto le persone che hanno finito per consigliarlo a Julez neanche si trattasse di un novello Moulin Rouge!, per l'appunto.
Salvate - ma solo per orecchiabilità, sia chiaro - le canzoni decisamente molto pop, il resto è una fiera del già visto, del prevedibile e soprattutto del disneyano nella peggiore accezione del termine, che più che celebrare il diverso ne sfrutta - neanche fosse Barnum - il lato più lacrimevole e retorico, finendo per apparire come una versione lunga ed in costume delle puntate di Glee quando la serie canora era già decaduta e crollata in termini di qualità espressa.
La vicenda - fortemente romanzata - dell'ascesa, delle luci e delle ombre di uno dei primi, veri pionieri del mondo dello spettacolo nella sua concezione moderna, J. P. Barnum - uno Hugh Jackman che pare di plastica, con tutto l'affetto che posso provare per l'attore australiano - risulta pesante e stucchevole fin dal principio, complici la storia d'amore da romanzo rosa di bassa lega con la sua futura moglie, le coreografie delle canzoni - che occupano la quasi totalità del minutaggio del film - e tutto il filotto dei luoghi comuni che possiate immaginare ed applicare ad uno scenario come quello del povero pieno di idee e sogni che riesce nell'impresa di rendere gli stessi realtà e dunque incappa nei più ovvi scivoloni prima di redimersi e tornare in seno alla sua famiglia, con tanto di passeggiata a bordo di elefante finale da brividi - e non per l'emozione -.
Se Barnum - quello vero -, come il Nolan di The Prestige chiedeva al suo pubblico di farsi ingannare e trasportare dall'immaginazione di fronte all'ignoto, al diverso, al costruito per stupire, The Greatest Showman mostra il posticcio, il vuoto, l'inutile: tutto quello che i detrattori di questo tipo di spettacoli usano per contestare gli stessi.
Curioso che il protagonista di entrambi i film - con esiti opposti - sia proprio Jackman, quasi il Destino avesse voluto mostrare i due lati della stessa medaglia: in fondo, costruire un'illusione è tutto sommato semplice. Il difficile è renderla davvero credibile.



MrFord



giovedì 21 dicembre 2017

Thursday's child - Natale a Casa Ford Special Edition







Si avvicina il Natale, e per festeggiare adeguatamente io ed il mio antagonista Cannibal Kid, chiudendo l'anno di questa rubrica in bellezza, abbiamo deciso di invitare nientemeno che la signora Ford, Julez, pronta ad accogliere alla nostra tavola per le Feste perfino il buon, vecchio Peppa Kid.
Come sarà andata?


"Stai alla larga da quei due: sono i Ford. E se finisci nelle loro grinfie sei finito."



COCO

"Caro Peppa, eccoti finalmente in casa Ford."

JuleZ: La Maionchi che doppia un cartone animati per bambini è come Cannibal che viene a cena a casa nostra: un sacrilegio. Come, James? Hai invitato Marco Goi per il cenone natalizio? Oh, CACTUS, devo subito correre a fare la spesa: salmone affumicato, gamberetti, salsa rosa, occorrente per le lasagne e... beh, ovviamente la stricnina. Sarà semplice poi per lui, una volta spedito nell’aldilà, vedere un’anteprima dell’ultimo film della Pixar, ambientato nel mondo delle Calavera (Manny… awwwwww) e dirci se vale la pena portarci i cuccioli nostri. Ovviamente sarà nostra premura fare il contrario di quanto suggerisce lui!
Cannibal Kid: Guarda Julez, verrei a cena da voi soltanto per farti una domanda. Perché hai deciso di rovinarti la vita sposando Mr. Ford? Ti vuoi davvero così male?
E comunque van bene le lasagne e persino la stricnina, ma io il pesce e le cose marine proprio non le mangio e potrei assaggiarle soltanto per poter poi vomitare addosso al tuo maritino.
Riguardo a Coco, dopo il recente acquisto del mio blog da parte della casa di Topolino, che prevede il cambio del nome dal 2018 in Pensieri Disneyani, ho già recensito in anteprima il film e lo consiglio a tutti.
(In realtà non è vero e questo Pixar simil-Tim Burton non mi ispira granché, ma non ditelo a Mickey Mouse che se no annulla l'acquisizione)
Ford: ma sul serio non mangi pesce? Quindi niente grigliate, niente sushi, niente di niente!? Sei più schizzinoso del Doc Manhattan!
Riguardo al film, che dire? Con le produzioni Pixar si va sempre sul sicuro, e spero che l'ambientazione messicana da aldilà possa rendere in tutte le sue potenzialità, e magari consegnare un altro piccolo cult di fine anno, alla facciazza di Cannibal e di Topolino.

THE GREATEST SHOWMAN

"E con questo unico shot, avrai bevuto più di quanto ha fatto Marco Goi in tutta la sua vita."

JuleZ: Cast all stars per un film sul fondatore del Ringling Bros. e Barnum & Bailey Circus. Uno che sarà stato pure il più grande showman (come Ford), ma che di sicuro non aveva occhio alcuno per il marketing. Come cazzo si fa a chiamare un circo con un nome così lungo, impronunciabile e che non rimane assolutamente impresso? Cannibal, prima di morire, dai qualche dritta di PR e SOCIAL MEDIA a questo tizio qua. Anzi, visto che è già bell’e andato, aspetta di mangiare le lasagne.
Cannibal: Ford un grande showman???
Va bene l'amore, ma qui a parlare mi sa che è un inizio di demenza senile. D'altra parte, chi va con lo zoppo...
Io, ancora più dei pesci, odio il circo e quindi questo film musical non parte con i miei massimi favori. Il fatto però che le canzoni siano state composte dagli autori di quelle di La La Land e il cast, a parte Wolverine, mi ispira parecchio, potrebbe renderlo il più grande spettacolo di questo Natale. Giusto dopo le classifiche di fine anno di Pensieri Cannibali.
Ford: il fascino del circo è indiscutibile, a prescindere dal fatto che io possa oppure no essere uno showman. Peccato che non si possa dire lo stesso di questo film che pare davvero troppo patinato e troppo da pubblico occasionale, tanto da farmi quasi apparire più radical di Cannibal. Ma no. Questo è impossibile.

WONDER

"Ciao Peppa, vado anch'io a raggiungere la tribù dei Ford!"

JuleZ 1: che DUE COGLIONI, il solito film americano strappalacrime su un bambino disabile che deve affrontare la vita scolastica che, diamocelo, è dura anche se hai solo i polpacci grossi, figurati il volto sfigurato. Credo che Cannibal andrà a vederlo da solo, al cinema, piangendo per il se stesso ragazzino bullizzato.
JuleZ 2 (quella seria): pensavo proprio oggi, guardando il trailer, che spero che un giorno i miei figli saranno in grado di vedere l’animo di una persona senza badare all’aspetto, che si schierino di fianco a chi è bello dentro, non sentendo la necessità di omologarsi alla triste superficialità dell’adolescenza (e non solo). Ma comunque questo film spaccamaroni non lo guarderò mai. Perché si può parlare di queste cose senza per forza puntare alla lacrima facile.
Cannibal: Un film che mi ispira abbastanza, visto che potrebbe rappresentare una versione odierna di Dietro la maschera, la pellicola con Cher parecchio apprezzata pure da Ford, che quindi sarà in prima fila al cinema a piangere insieme a me. Anche perché lui, a sentire le parole con cui racconta i suoi traumi anni '90, da ragazzino è stato bullizzato ben più di me.
Hey JuleZ, ma com'è che conosco tuo marito meglio di te? Questa cosa è mooolto preoccupante.
Ford: per ricordarmi di Dietro la maschera ho dovuto rispolverare il vecchio post, ma effettivamente l'avevo gradito abbastanza. Peccato che questo Wonder paia invece la classica robetta retorica buona per inaugurare la strada agli Oscar che da Natale porta direttamente alla notte più importante del Cinema ad ampio raggio. La voglia di vederlo è più o meno la stessa di scoprire di andare d'accordo con Cannibal.

FERDINAND

"Questi guidano peggio di Ford! Si salvi chi può!"

JuleZ: la storia di uno con le corna e un animo sensibile? Cannibal, è pronto in tavola. Ah, il toro è doppiato da John Cena? Ford, è pronto anche per te!
Cannibal: JuleZ con la Z, per caso hai seguito lo stesso corso di umorismo di Enrico Brignano che ha fatto anche Ford? E ti hanno pure bocciata?
E in ogni caso hai poco da stare allegra, visto che i Fordini e soprattutto Ford ti trascineranno a forza a vedere questa porcheruola animata che pare sia ancora più buonista delle storielle Disney.
(Mickey, fai conto di non aver mai letto quest'ultima frase, per favore!)
Ford: Con John Cena doppiatore e il Blu Sky Studio di Rio al lavoro io e i Fordini non possiamo che caldeggiare la visione, ovviamente in versione originale. E Cannibal, pensa che io sono addirittura più simpatico!

DICKENS – L’UOMO CHE INVENTÒ IL NATALE

I vecchi Ford ed il finto giovane Cannibal giungono al pranzo di Natale.

JuleZ: Cit. Wikipedia: “Nell’ottobre del millequandovuoi, Ford e Cannibal soffrivano del fallimento dei loro ultimi tre libri. Rifiutati dagli editori, in sei settimane di ispirazione si avvianno a scrivere e autoprodurre un libro che speravano avrebbe tenuto a galla la famiglia Ford e rilanciato la carriera di Cannibal: Un blog per due, Christmas Edition”
Cannibal: Un'idea del genere potrebbe portare alla fine prematura della mia carriera (che comunque chi l'ha detto che ha bisogno di un rilancio?), ma anche all'annegamento totale della famiglia Ford. Quindi, anche se mi spiace parecchio per i fordini, un pochino per JuleZ e per niente per Ford, direi che si può fare!
Ford: sarebbe un'idea quantomeno pericolosa. Anche perchè dovesse rivelarsi azzeccata, come faremmo a superare il trauma io e il Cucciolo Eroico!?

NAPOLI VELATA

"Certo che questo Pensieri Cannibali è proprio 'na strunzata!"

JuleZ: Cannibal, ho una buona e una cattiva notizia per te: quella buona è che ti sollevo dall’incombenza di vedere questa “cagata pazzesca” che mi ha fatto cascare i coglioni dalle prime righe della trama. Quella cattiva è che il motivo per cui non vedrai questo film è che, nelle lasagne che hai appena mangiato c’era la stricnina.
Cannibal: JuleZ, ho una buona e una cattiva notizia per te. Quella buona è che un film di Özpetek, per di più con due ottimi attori come Giovanna Mezzogiorno e Alessandro Borghi, me lo guardo volentieri. Ma questa forse è più una buona notizia per me.
Quella cattiva è che ho fatto cambio di piatti con Ford, e quindi le lasagne avvelenate sono toccate a lui. Ma questa in fin dei conti è un'ottima notizia per te, ammettilo! ;)
Ford: il fatto che il film sia di Ozpetek non mi pare tutta questa gran garanzia, e mentre del cast salverei giusto Alessandro Borghi, giro al largo e se devo considerare Napoli, penso solo a Gomorra.

COME UN GATTO IN TANGENZIALE

"Mi sa che conciati così siamo credibili come quei tre bloggers."

JuleZ: Esattamente. È così che ci si sente, quando si sta per morire, come te, Cannibal: come un gatto in tangenziale. O come un’attrice della madonna come Paola Cortellesi imbrattata come neanche il peggior Ford tatuato, in un film dal titolo orripilante. O come Amendola con la parrucca bionda. O come Antonio Albanese con la ventiquattr’ore.
Cannibal: Io pensavo che Ford mi odiasse, ma in famiglia quella che mi detesta in realtà mi sa che sei tu. La mia intenzione era quella di fare un post amichevole per Natale, in cui ci si scambiava tenerezze e auguri, invece tu JuleZ l'unica cosa che mi stai augurando è la morte. Morte con sofferenza.
Certo che si vede proprio che sei sposata con James Ford: dire che la Cortellesi è un'attrice della Madonna, quando se la cava appena, è una di quelle sparate degne di tuo marito.
Ford: come un gatto in tangenziale si sarà sentito Manhattan settimana scorsa, perdendosi tra l'altro un botta e risposta come questo all'interno della rubrica. Per fortuna che i Ford non si tirano mai indietro!

50 PRIMAVERE

"Noi più vecchie dei Ford!? Impossibile!"

JuleZ: Lo sapevo, Ford, lo sapevo che tra te e Cannibal c’era una tresca. Sarà la crisi di mezza età, sarà che non mi depilo dal giorno del nostro matrimonio, sarà che tra un po’ compio cinquanta primavere, ma lo sapevo che tra voi due non c’era rancore, odio e competizione. Voi due vi amate. Ecco perché al posto della stricnina hai comprato il sale fino.
Basta! Chiedo il divorzio. Perché delle lasagne così buone, rovinate dall’eccesso di sale, sono un affronto che non posso tollerare.
Cannibal: Ah, ecco spiegato il motivo di tanto odio nei miei confronti. Ti posso però rassicurare JuleZ sul fatto che tra me e Ford non ci sarà mai niente di romantico, e manco di bromantico. Non è il mio tipo e io non sono il suo. La richiesta di divorzio mi sembra comunque la cosa più sensata, anzi l'unica cosa sensata, che hai detto nel corso dell'intero post. Solo che la causa non sono io, ma un altro uomo... Non hai davvero mai notato un certo Sylvester Stallone sgattaiolare via da casa vostra in piena notte?
Ford: neanche troppo caro Cannibal, a dire il vero Stallone viene solo ad allenarsi con me, perchè io nascondo al mondo una tresca con The Rock, che è più vicino alla mia età. Strano che proprio tu non sia al corrente di questi gossip sul mio conto!

lunedì 26 giugno 2017

Baywatch (Seth Gordon, USA, 2017, 116')




Praticamente potrei dire di aver aspettato questo tamarro ed ignorantissimo reboot di Baywatch - storica serie che fu uno dei simboli delle generazioni che vissero gli anni novanta - quanto ogni anno, già dal pieno dell'inverno, aspetto l'estate per godermi il sole, il caldo, le canottiere, la luce fino a tardi e via discorrendo: del resto, quando mai sarebbe ricapitata una pellicola con lo stesso sapore di cose come Nonno scatenato o lo Starsky e Hutch con Stiller e Wilson di una decina d'anni fa con Dwayne "The Rock" Johnson come protagonista, spalleggiato da ragazze con tutti gli argomenti al loro posto come Alexandra Daddario e Kelly Rohrbach?
E devo ammettere che il pubblico e la critica americani e non solo ce l'hanno messa davvero tutta, per cercare di smontare l'hype alle stelle che coltivavo, stroncando il lavoro di Seth Gordon come la peggiore delle merde - e vi assicuro, nel duemiladiciassette ho visto cose decisamente più orribili di questa, artisticamente parlando - e soprattutto consegnando ad attori, produzione e regista un flop piuttosto pesante al botteghino, cosa davvero inspiegabile sempre considerato, al contrario, il successo di schifezze atomiche uscite nel corso degli anni.
Ma andiamo oltre.
Secondo me dietro a pareri così negativi il problema non è dato tanto dalla pellicola, quanto dall'approccio di chi la guarda, una specie di "fenomeno McDonald's" cinematografico: quando vado in un fast food, tendenzialmente lo faccio perchè voglio riempirmi come un porco di schifezze, e non pensare di ritrovarmi di fronte un piatto da ristorante stellato, un pò come quando, nel corso di un allenamento o nel pieno della stagione estiva della mente e del cuore più leggeri, preferisco ascoltarmi Despacito piuttosto che qualche pezzone strappacuore di Tom Waits o chi per lui.
E Baywatch è questo, puro e semplice.
E' il Despacito del Cinema, sopra le righe, sguaiato, tamarro all'inverosimile, ma anche guascone e simpatico, pronto a prendersi per il culo e ad uscire dal seminato sfruttando perfino qualche colpo da metacinema - dal riferimento ad High School Musical indirizzato a Zach Efron ai ralenti, passando per l'apparizione assolutamente geniale di David Hasselhoff, star della serie originale e personaggio cultissimo per almeno due o tre generazioni di spettatori del piccolo schermo -, pronto a soddisfare l'occhio del pubblico sia maschile che femminile, a scorrere senza danno e con leggerezza, a strappare qualche sana risata di pancia - ma non aspettatevi battute "alte" - e chiudere come si conviene ad un popcorn movie da estate piena e desiderio di un cocktail gelato, il rumore delle onde e qualche bella signorina a farvi compagnia.
Sinceramente, non potrei chiedere di più, ad una produzione che fa dell'ignoranza il suo punto forte, il suo vanto, l'arma perfetta per scardinare le difese dello spettatore nel momento in cui i suoi neuroni necessitano di una bella serata da libera uscita: dunque, ben vengano Baywatch, il suo sequel - che, considerati gli incassi, dubito verrà prodotto purtroppo -, le tamarrate, i muscoli tiratissimi del buon Dwayne e di Zac Efron e le tette in perenne movimento della Daddario e della Rohrbach, con il vento nei capelli e l'oceano ad incorniciare il tutto.
Questa è l'estate. E, con buona pace di tutti gli snob, anche questo è a suo modo Cinema.




MrFord




giovedì 1 giugno 2017

Thursday's child



Oggi è il primo giugno, e come il caldone di questi giorni ci sta ricordando, inizia la marcia d'avvicinamento all'estate.
Una marcia che, in sala, comincia con il botto, grazie all'arrivo di una delle pellicole potenzialmente più trash ed ignoranti dell'anno, che in questo periodo calzano a pennello.
A presentare cosa ci attende in sala in questo weekend, la consueta coppia formata dal sottoscritto e dal suo acido aiutante Cannibal Kid.


"Forse abbigliata in questo modo riuscirò a far colpo su Ford. O alla peggio, a colpirlo!"



Baywatch

"Che dici, li salviamo noi, quei due bloggers?" "Certo che no, ho già mandato The Rock!"

Cannibal dice: Il film cannibal-fordiano dell'estate, e forse del secolo?
La versione cinematografica di Baywatch, serie tv qualitativamente pessima però piena di gnocca e che quindi Ford probabilmente schifava, si propone di unire l'azione ignorante di The Rock con la comicità teen ancora più ignorante di Zac Efron. Una versione che si preannuncia molto più ironica e volgare rispetto al telefilm, in cui per la mia gioia non mancherà un altro pieno di gnocca (Alexandra Daddario! Priyanka Chopra! Kelly Rohrbach!) e, per la gioia di Ford, ci saranno anche i due protagonisti maschili che mostrano i loro muscolacci.
Ford dice: trashata pazzesca stroncata negli USA da pubblico e critica che attendo con ansia assoluta. Ignoranza, divertimento, sapore d'estate, The Rock e la Daddario. Potenzialmente potrebbe diventare il mio guilty pleasure dell'anno!





Wonder Woman

"Belle, queste scampagnate fordiane all'aria aperta come si facevano una volta!"

Cannibal dice: E a proposito di gnocc... volevo dire di fascino femminile, Gal Gadot in versione Wonder Woman ne ha da vendere. Resta da capire se la DC avrà tirato fuori un film finalmente non dico bello ma se non altro decente, oppure sarà la solita porcatona da patiti di cinecomics di bocca buona come Ford.
Ford dice: purtroppo per la DC Comics, la differenza al Cinema tra il Cinematic Universe Marvel ed i tentativi della casa madre di Superman e soci è abissale almeno quanto quella degli albi a fumetti.
Prevedo dunque una porcata buona giusto per una stroncatura.

 
 
I figli della notte

"Io volevo ordinare un White Russian, ma qui al liceo cannibale non lo servono. Scellerati!"

Cannibal dice: Andrea De Sica, classe 1981, porta un cognome decisamente pesante sulle spalle, quello dello storico protagonista dei cinepanettoni. E pure quello del regista di Ladri di biciclette. Il nipotino di Vittorio De Sica dice che si è ispirato a Lynch, Kubrick e al nonno. Le ambizioni al ragazzo sicuramente non mancano, ora resta da capire se c'è anche del talento. Potremmo allora trovarci di fronte a un esordio bomba, così come a una ciofeca disastrosa.
Ford dice: cannibalata radical italiana della peggior specie o sorpresa interessante e fordiana? Questo sarà tutto da scoprire, magari leggendo le opinioni si spera discordanti di quei due figli non della notte di Cannibal e Ford.


Tavolo n. 19

"I party organizzati da Cannibal sono così noiosi che mi porto sempre da leggere."

Cannibal dice: Commediola matrimoniale che si preannuncia piuttosto divertente e perfetta per una visione estiva disimpegnata. Ford quindi girerà bene al largo, così come io dal suo tavolo.
Ford dice: mi piacerebbe stare al tavolo con Cannibal e farlo bere fino a vomitare. Fino a quando questo non accadrà, potrei anche concedermi una visione di questo tipo per veicolare l'estate.


Une vie

"Katniss Kid, posso chiedervi la mano?"

Cannibal dice: Co-produzione franco-belga ambientata nell'Ottocento, che a Ford ricorderà quando era giovane e bella [Jovanotti cit.], e che invece io, nonostante la puzza di radical-chicchismo, snobberò in maniera molto chic.
Ford dice: potrebbe anche interessarmi, sulla carta. Ma la bella stagione obbliga anche il sottoscritto a spegnere il cervello. E godermi Baywatch e simili.


Quello che so di lei

"Che ci fa lì Marco Goi?" "E' uscito a bere con Ford: si risveglierà nei boschi senza un rene, poveretto."

Cannibal dice: Francescata radical, oppure noiosa pellicola neorealista?
In entrambi i casi, soprattutto nel secondo, quello che so di questo film è che mi sa che lo passo.
Quello che so di Ford invece è che è un gran fetentone!


Ford dice: quello che so di Cannibal è che di Cinema comincia a capire un po' di più, soprattutto da quando ha finito per allinearsi con le posizioni del sottoscritto. Un'altra cosa che so è che non correrò a cercare una sala in cui proiettino questo film.

 

Nocedicocco – Il drago

"Ma avete sentito di quel Cucciolo chiamato Testadicazzo?"

Cannibal dice: Per l'appuntamento settimanale con la bambinata fordiana della settimana, direttamente dalla Germania ecco Nocedicocco – Il drago... Ma che davvero?
Ford dice: preferirei, per la bambinata della settimana, proporre un nuovo film sul Cucciolo Eroico intitolato Testadicazzo. Ahahahaha!

 
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