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lunedì 8 gennaio 2018

Justice League (Zack Snyder, USA/UK/Canada, 2017, 120')




I frequentatori abituali del Saloon ormai conoscono bene la predilezione del sottoscritto per la Marvel rispetto alla DC Comics, così come il complicato rapporto che lega questo vecchio cowboy a Zack Snyder, autore discontinuo che nel corso degli anni è riuscito a regalare discrete soddisfazioni e ciofeche immonde: con il tentativo orchestrato proprio da quest'ultimo di organizzare una sorta di risposta cinematografica made in DC per contrastare il sempre notevole successo del Cinematic Universe della Marvel ho avuto la conferma di tutti i limiti non solo dei seriosi e troppo statici charachters della concorrente principe di Mamma M, ma anche dello stesso Snyder, complici produzioni decisamente soporifere e poco incisive legate a Superman e Batman, i due portabandiera di questo universo.
Proprio in questo senso mi aspettavo che Justice League potesse esplodere come una bomba e guadagnarsi un posto d'onore nella Top Ten dedicata al peggio dell'anno degli appena assegnati Ford Awards: una previsione che, come accaduto di recente con Madre! di Aronofsky, non ha trovato riscontro nella realtà.
Justice League è ben lungi dal poter essere considerato un bel film - o anche solo discreto -, eppure si è presentato decisamente meno peggio di quanto potessi aspettarmi, complici senza dubbio la Wonder Woman di Gal Gagot - di gran lunga il charachter più interessante di questo "universo" - ed un ritmo che, nonostante le lungaggini tipiche di Snyder e la pesantezza devastante di Superman e del Batman di Ben Affleck - che pare aver cancellato tutto il bene fatto da Nolan e Bale con l'Uomo Pipistrello - non è risultato così lento: due sorprese che sono valse alla pellicola la mancata presenza nella già citata Top Ten del peggio del duemiladiciassette ma che non alimentano certo l'hype per un eventuale secondo capitolo del "supergruppo" della DC, che oltre alla noia di Supes e Batman presenta un Aquaman totalmente inutile - portato sullo schermo solo per contare sulla presenza accalappia donne di Momoa -, un Flash acerbo nonchè copia sbiadita di Spider Man per spirito ed un charachter impresentabile anche a livello di effetti come Cyborg.
Per quanto, dunque, il lavoro di Snyder e Whedon abbia scampato il peggio qui al Saloon - ma non al botteghino, che a quanto pare ha avuto poca pietà - penso basti riflettere sul fatto che, una volta esclusa la sua presenza ai Ford Awards, abbia clamorosamente dimenticato di doverne scrivere il post per due settimane buone è la prova di quanto poco consistente possa risultare per lo spettatore e la sua memoria: fossi nei produttori della risposta DC al Cinematic Universe, ripenserei ad una strategia diversa e valida così come ad un alleggerimento complessivo dei charachters, nonchè ad uno spazio sempre maggiore concesso all'unico volto che, in questa galleria, pare avere senso e spessore, quello di Wonder Woman.
Un segnale importante, considerati gli eventi dell'anno appena trascorso, per un regista fortemente "macho" come Snyder.



MrFord



 

lunedì 3 luglio 2017

Wonder Woman (Patty Jenkins, USA/Cina/Hong Kong/UK/Italia/Canada/ Nuova Zelanda, 2017, 141')




Batman a parte - e Lobo, a dirla tutta - non sono mai stato un grande fan dei personaggi targati DC Comics, quantomeno rispetto agli albi a grande diffusione - la divisione Vertigo, che ha regalato perle come Preacher, Hellblazer e soci è dunque esclusa -: Superman, Flash, la qui presente Wonder Woman non hanno mai fatto breccia nel cuore del sottoscritto, troppo spesso troppo "supereroi" e poco avvezzi alle sfighe ed ai problemi che opprimevano tutti i miei favoriti Marvel, dagli X-Men a Spider Man, passando per Devil e Punisher.
Al Cinema, nel corso di questi ultimi anni legati alla rinascita del genere "eroi in costume", fatta eccezione per i Batman di Christopher Nolan, è accaduta praticamente la stessa cosa: certo, Watchmen non era malvagio, ma i recenti Batman VS Superman e le pellicole legate alla figura dell'Uomo d'acciaio hanno contribuito a scatenare tempeste di bottigliate davvero niente male, complici un'eccessiva seriosità ed un piglio che perdeva nettamente il confronto con quello fresco e coinvolgente di prodotti come Strange o Guardiani della Galassia Vol. 2.
L'arrivo, dunque, di Wonder Woman sul grande schermo nell'ambito del progetto Justice League non partiva dai migliori auspici possibili: l'amazzone, già vista brevemente nel già citato e mortalmente noioso Batman VS Superman, inoltre, non è mai stata tra i miei charachters favoriti, Gal Gadot non mi ha mai conquistato e l'idea di due ore e passa dedicate alle sue gesta mi pareva l'equivalente di una dieta forzata senza alcolici per almeno un mesetto.
Fortunatamente, e come raramente accade con film di questo genere, il lavoro di Patty Jenkins mi ha sorpreso in positivo, sfruttando un lungo flashback in pieno stile Captain America per raccontare come Diana giunse tra gli uomini dopo essere cresciuta protetta nella terra delle amazzoni, e come decise di prendere posizione e divenire l'eroina che vedremo in azione - e protagonista, mi viene da sperare - proprio nel lungometraggio dedicato alla Justice League: mescolando le atmosfere da film di guerra in stile Fury o Salvate il soldato Ryan con alcuni passaggi decisamente scanzonati da film d'avventura modello Indiana Jones, la regista riesce nell'intento di presentare un'eroina dalle capacità "divine" ma profondamente umana, spalleggiata da un variegato e divertente gruppo di comprimari maschili - spicca uno spassoso Chris Pine in versione guascona stile Kirk - ed in grado di fare fronte anche ad un antagonista non propriamente funzionale, un Ares che ha un sapore eccessivo di videogioco nel finale ed un'aura un pò troppo machiavellica - nonchè un look da topo da biblioteca che poco si adatta alla rappresentazione del dio della guerra, per quanto io voglia bene a David Thewlis - in precedenza.
Una produzione non particolarmente originale, forse, a conti fatti, ma piacevole, funzionale e scorrevole, la migliore proposta DC degli ultimi anni ed un'iniezione di energia ad un progetto che, finora, sulla carta mi aveva ispirato davvero ben poco: l'ironia ed il dramma finiscono per mescolarsi quanto l'umanità e la divinità al confronto, e la riflessione a proposito dei disequilibri umani e della guerra finisce per mostrare anche una profondità che fino ad ora risultava non pervenuta nei film dedicati al "collega" più illustre di Wonder Woman, Superman.
La speranza, ora, è che la presenza di Diana illumini anche il resto di questa versione del Cinematic Universe targata DC, e che il lavoro di Patty Jenkins non sia l'ultima sorpresa che lo stesso possa riservare.
C'era davvero bisogno di una donna, come spesso accade, per mettere una pezza a tutti i limiti maschili.




MrFord




giovedì 1 giugno 2017

Thursday's child



Oggi è il primo giugno, e come il caldone di questi giorni ci sta ricordando, inizia la marcia d'avvicinamento all'estate.
Una marcia che, in sala, comincia con il botto, grazie all'arrivo di una delle pellicole potenzialmente più trash ed ignoranti dell'anno, che in questo periodo calzano a pennello.
A presentare cosa ci attende in sala in questo weekend, la consueta coppia formata dal sottoscritto e dal suo acido aiutante Cannibal Kid.


"Forse abbigliata in questo modo riuscirò a far colpo su Ford. O alla peggio, a colpirlo!"



Baywatch

"Che dici, li salviamo noi, quei due bloggers?" "Certo che no, ho già mandato The Rock!"

Cannibal dice: Il film cannibal-fordiano dell'estate, e forse del secolo?
La versione cinematografica di Baywatch, serie tv qualitativamente pessima però piena di gnocca e che quindi Ford probabilmente schifava, si propone di unire l'azione ignorante di The Rock con la comicità teen ancora più ignorante di Zac Efron. Una versione che si preannuncia molto più ironica e volgare rispetto al telefilm, in cui per la mia gioia non mancherà un altro pieno di gnocca (Alexandra Daddario! Priyanka Chopra! Kelly Rohrbach!) e, per la gioia di Ford, ci saranno anche i due protagonisti maschili che mostrano i loro muscolacci.
Ford dice: trashata pazzesca stroncata negli USA da pubblico e critica che attendo con ansia assoluta. Ignoranza, divertimento, sapore d'estate, The Rock e la Daddario. Potenzialmente potrebbe diventare il mio guilty pleasure dell'anno!





Wonder Woman

"Belle, queste scampagnate fordiane all'aria aperta come si facevano una volta!"

Cannibal dice: E a proposito di gnocc... volevo dire di fascino femminile, Gal Gadot in versione Wonder Woman ne ha da vendere. Resta da capire se la DC avrà tirato fuori un film finalmente non dico bello ma se non altro decente, oppure sarà la solita porcatona da patiti di cinecomics di bocca buona come Ford.
Ford dice: purtroppo per la DC Comics, la differenza al Cinema tra il Cinematic Universe Marvel ed i tentativi della casa madre di Superman e soci è abissale almeno quanto quella degli albi a fumetti.
Prevedo dunque una porcata buona giusto per una stroncatura.

 
 
I figli della notte

"Io volevo ordinare un White Russian, ma qui al liceo cannibale non lo servono. Scellerati!"

Cannibal dice: Andrea De Sica, classe 1981, porta un cognome decisamente pesante sulle spalle, quello dello storico protagonista dei cinepanettoni. E pure quello del regista di Ladri di biciclette. Il nipotino di Vittorio De Sica dice che si è ispirato a Lynch, Kubrick e al nonno. Le ambizioni al ragazzo sicuramente non mancano, ora resta da capire se c'è anche del talento. Potremmo allora trovarci di fronte a un esordio bomba, così come a una ciofeca disastrosa.
Ford dice: cannibalata radical italiana della peggior specie o sorpresa interessante e fordiana? Questo sarà tutto da scoprire, magari leggendo le opinioni si spera discordanti di quei due figli non della notte di Cannibal e Ford.


Tavolo n. 19

"I party organizzati da Cannibal sono così noiosi che mi porto sempre da leggere."

Cannibal dice: Commediola matrimoniale che si preannuncia piuttosto divertente e perfetta per una visione estiva disimpegnata. Ford quindi girerà bene al largo, così come io dal suo tavolo.
Ford dice: mi piacerebbe stare al tavolo con Cannibal e farlo bere fino a vomitare. Fino a quando questo non accadrà, potrei anche concedermi una visione di questo tipo per veicolare l'estate.


Une vie

"Katniss Kid, posso chiedervi la mano?"

Cannibal dice: Co-produzione franco-belga ambientata nell'Ottocento, che a Ford ricorderà quando era giovane e bella [Jovanotti cit.], e che invece io, nonostante la puzza di radical-chicchismo, snobberò in maniera molto chic.
Ford dice: potrebbe anche interessarmi, sulla carta. Ma la bella stagione obbliga anche il sottoscritto a spegnere il cervello. E godermi Baywatch e simili.


Quello che so di lei

"Che ci fa lì Marco Goi?" "E' uscito a bere con Ford: si risveglierà nei boschi senza un rene, poveretto."

Cannibal dice: Francescata radical, oppure noiosa pellicola neorealista?
In entrambi i casi, soprattutto nel secondo, quello che so di questo film è che mi sa che lo passo.
Quello che so di Ford invece è che è un gran fetentone!


Ford dice: quello che so di Cannibal è che di Cinema comincia a capire un po' di più, soprattutto da quando ha finito per allinearsi con le posizioni del sottoscritto. Un'altra cosa che so è che non correrò a cercare una sala in cui proiettino questo film.

 

Nocedicocco – Il drago

"Ma avete sentito di quel Cucciolo chiamato Testadicazzo?"

Cannibal dice: Per l'appuntamento settimanale con la bambinata fordiana della settimana, direttamente dalla Germania ecco Nocedicocco – Il drago... Ma che davvero?
Ford dice: preferirei, per la bambinata della settimana, proporre un nuovo film sul Cucciolo Eroico intitolato Testadicazzo. Ahahahaha!

 

domenica 4 dicembre 2016

Criminal (Ariel Vromen, USA/UK, 2016, 113')




Se nel corso degli anni ottanta, o anche solo qualche anno fa, qualcuno mi avesse detto che sarebbe nata una vera e propria corrente di attori non proprio più di primo pelo pronti a rimettersi in gioco nel ruolo di spaccaculi action heroes, spesso e volentieri non provenendo neppure lontanamente da quel tipo di genere ed ambiente cinematografico, avrei riso a crepapelle: allo stesso modo, se avessi saputo che Kurt Russell sarebbe finito a lavorare con Tarantino e Liam Neeson, Mel Gibson o Kevin Costner a fare i sessantenni da battaglia, avrei strabuzzato gli occhi - anche se, forse, con il vecchio Mel le cose sono un pò diverse -.
Eppure, tutto questo è successo.
Criminal, nonostante una cornice quasi spionistica in uno stile più vicino agli ultimi 007 - con le dovute proporzioni -, si inserisce perfettamente nel novero, ed ha rappresentato, almeno in termini di aspettative, una delle tamarrate da rutto libero più attese dal sottoscritto in questi ultimi tempi insieme a Blood father: peccato che, come quest'ultimo, si sia rivelato più che altro una grossa delusione.
Non basta, infatti, avere un Kevin Costner in versione finto bad guy sulla via forzata della redenzione affiancato da nomi grossi come Gary Oldman, o traini per il pubblico occasionale e più giovane come Ryan Reynolds il re dei cani maledetti e Gal Gadot, uno script apparentemente più profondo di un action standard e, probabilmente, un certo grado di compiacimento, per rendere un prodotto interessante: Criminal, infatti, purtroppo risulta a conti fatti un ibrido troppo serioso e prevedibile per essere una scheggia impazzita dell'action d'autore o dell'action e basta e decisamente troppo dozzinale - la regia ed il montaggio non sono impeccabili, a mio parere - per ambire a qualcosa di più del titolo di genere.
Quando, infatti, un fan accanito di questo tipo di pellicole come il sottoscritto rischia la pennica da spiegoni da intrigo per tutta la prima parte e prevede quasi tutti gli sviluppi della seconda - rigorosamente più movimentata - senza vedersi strappata neppure una risata, significa che qualcosa nell'ingranaggio non funziona, e che la pellicola in questione è destinata in breve tempo al dimenticatoio.
Se considero che la visione stessa è "vecchia" non più di quattro o cinque ore e già fatico a tirare fuori qualche spunto per il post, il gioco è fatto: forse è meglio che il buon, vecchio Kevin - al quale voglio un gran bene, sia chiaro - torni alla materia che ha fatto la sua fortuna - l'altrettanto amato Western - piuttosto che reinventarsi action hero quando non lo è mai stato.
Non vorrei vederlo, un giorno o l'altro, fare il buono ed il cattivo tempo in un filmaccio di infima serie facendo sfoggio di una mobilità limitata in corsa come hanno già fatto il già citato Neeson ed il Nicholas Cage di Pay the ghost: sarebbe una pugnalata al cuore di tutti i lupi che ballano fin dagli anni novanta.




MrFord




martedì 29 marzo 2016

Batman vs Superman - Dawn of justice

Regia: Zack Snyder
Origine: USA
Anno: 2016
Durata: 151'






La trama (con parole mie): a seguito della battaglia di Metropolis, che ha consacrato come un eroe planetario Superman e causato numerose vittime, tra le quali dipendenti di una delle proprietà del multimilionario Bruce Wayne, alias Batman, paladino oscuro di Gotham, quest'ultimo ed una parte dell'opinione pubblica guardano con sospetto il kryptoniano, inconsapevolmente guidato verso una rivalità non voluta dalle azioni del giovane e poco equilibrato Lex Luthor.
Quando, grazie alle macchinazioni del magnate, Superman e Batman si trovano in rotta di collisione e la battaglia tra i due pare favorire la Lex Corp, l'intervento di Lois Lane unito alle ricerche di Wayne cambiano le carte in tavola: stabilita una pur fragile alleanza, i due eroi affiancati da Wonder Woman si troveranno ad affrontare un ibrido chiamato Doomsday, scatenato proprio da Luthor.











Non avrei mai pensato, considerati i "nostri" trascorsi, di poter affermare che un film firmato da Zack Snyder potesse lasciarmi, di fatto, quasi completamente indifferente, o annoiato: in passato, dal riconoscimento di lavori come L'alba dei morti viventi o Watchmen fino alla completa bocciatura di porcatone come 300 o Sucker Punch, il tamarrissimo regista aveva quasi sempre suscitato una certa reazione, nel sottoscritto, tanto da alimentare, in un modo o nell'altro, la voglia di scrivere a proposito del suo lavoro.
Della serata che ha visto i Ford in "libera uscita" con il Fordino dai nonni, invece, mi resterà probabilmente soltanto il ricordo della monumentale cena al jappo all you can eat prima del film e dello spassoso gioco dell'Alfred e Bruce Wayne sfruttato nel parcheggio del Cinema a causa della recente installazione del seggiolino per la prossima nuova arrivata di casa Ford sul sedile del navigatore che pone di fatto il sottoscritto dietro accanto, per l'appunto, al Fordino, con tanto di portiera aperta e chiusa e gente a bocca aperta ad osservare la donna incinta che faceva scendere e salire un tamarro poco raccomandabile dalla macchina come se fosse la sua autista.
Del film, al contrario, se non due ore e mezza di pesantezza e grigiore abominevoli, resta davvero poco che possa rendere il titolo diverso da molti che l'hanno preceduto o far pensare che possa essere una base di partenza da urlo per l'imminente Justice League, risposta di casa DC agli Avengers targati Marvel: proprio rispetto al supergruppo della Casa delle Idee, le colonne Batman e Superman paiono privi dell'ironia necessaria per catturare anche il pubblico meno nerd o dei più piccoli - ho visto padri e figli giunti in sala giungere con grande fatica e molto sonno alla conclusione - ed allo stesso tempo anche della drammaticità autoriale della trilogia legata all'Uomo pipistrello firmata da Christopher Nolan - nonostante, occorre dirlo, Affleck non se la cavi affatto male nei panni di Wayne, e sia spalleggiato da un ottimo Alfred interpretato da Jeremy Irons -.
Usciti dalla sala, il pensiero - oltre al sollievo - era rivolto alla freschezza di una proposta pur diversa come Deadpool - che fa letteralmente polpette del lavoro di Snyder - ed ai paragoni impietosi di sequenze pur ben realizzate come quella della scazzottata tra Superman ed il Batman in versione "armatura pesante" - forse la migliore del film - e l'equivalente tra l'Iron Man "Hulkbuster" e, per l'appunto, Hulk del pur spento secondo Avengers, senza contare l'interpretazione fastidiosa e sempre priva di novità di Jesse Eisenberg, che pare aver esportato il suo Zuckerberg in qualsiasi altro film interpretato, oltre a tentare - fallendo miseramente - di ricordare l'indimenticabile Joker di Heath Ledger.
Poco importa, poi, della scarsa fedeltà a quelle che sono le vicende narrate sugli albi a fumetti - soprattutto riguardo al personaggio di Doomsday - o degli effettoni mirabolanti: Batman vs Superman resterà un videogiocone che avrebbe potuto regalare al suo pubblico tre quarti d'ora in meno - la storia ormai arcinota dell'infanzia di Bruce Wayne, gli inutili inserti onirici sempre legati all'Uomo Pipistrello - ed un tentativo di rendere, almeno in parte ed almeno in sala, cool anche eroi certamente meno interessanti di quelli Marvel i paladini della DC, che paiono divinità scese in terra incuranti della popolazione e degli effetti e conseguenze della loro presenza: in questo senso, il tentativo di sfida di Luthor ha quasi senso, così come la scelta del grande pubblico, che in sala come per le letture, ha sempre nettamente favorito i charachters creati da Stan Lee e soci, meno "divini" e pronti a portare in primo piano i loro problemi, e non i favolosi poteri.
Ma chissà, forse tutto nasce, per quanto mi riguarda, dal senso di appartenenza che provo rispetto all'essere Umani - in tutti i sensi, positivi e negativi, del termine - a fronte dell'algida distanza e spropositato ego dell'essere divini.





MrFord





"Justice is lost
Justice is raped
Justice is gone
pulling your strings
Justice is done
seeking no truth
winning is all
find it so grim
so true
so real."
Metallica - "And Justice for all" - 






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