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lunedì 29 aprile 2019

White Russian's Bulletin



Il viaggio a New York ed il rimbalzare tra i ponti divisi tra Pasqua, Liberazione e Primo Maggio, nonchè l'approdo sugli schermi del Saloon delle nuove stagioni di Gomorra, Shameless e Game of thrones ha rallentato non poco il ritmo delle visioni da grande schermo, ma il piatto principale di questa settimana è speciale, non fosse altro perchè ha rappresentato un'uscita in sala di tutti i Ford e la prima "epopea" di tre ore affrontata dai Fordini, che tutto sommato hanno retto molto bene e partecipato parecchio - soprattutto, c'è da ammetterlo, quando volavano gran mazzate -.
Del resto, anche io ho iniziato come loro, e pensare che possano ancora scoprire praticamente da zero un mondo fantastico come quello della settima arte mi emoziona più che se dovessi farlo io.


MrFord



AVENGERS - ENDGAME (Anthony e Joe Russo, USA, 2019, 181')

Avengers: Endgame Poster


La fine - almeno per un annetto - della saga del Marvel Cinematic Universe era piuttosto attesa, qui in casa Ford: da qualche mese, infatti, i Fordini sono preda del fascino dei supereroi, e dalle domande su chi sia più forte di chi alle discussioni su chi fa chi - ricordo le stesse scenette con mio fratello da bambini, solo che noi ci contendevamo Wolverine e Spider Man, loro Groot e Hulk - fino al recupero di alcuni dei film targati Marvel - ancora non tutti, ma si rimedierà -, siamo giunti in sala sperando che tutto potesse andare per il meglio, sia rispetto alla tenuta dei bimbi che alla qualità del lavoro, considerate le recensioni controverse.
A mio parere il risultato è stato un clamoroso successo: Endgame è la degna conclusione della cavalcata come è stata fino ad ora degli Avengers, e riesce a far coesistere comicità, dramma, fan service, epicità, tantissimi personaggi ed una storia che non era semplice comprimere in tre ore di pellicola - che sono comunque parecchie -: in qualche modo, la Marvel ha realizzato il suo Ritorno del re in termini di struttura e gestione, e alla facciazza di chi inevitabilmente andrà contro questo tipo di produzioni mainstream e classiche, trovo possa essere impossibile a meno di non avere seri problemi in termini di emotività non farsi coinvolgere come si fosse bambini da momenti come il confronto - o meglio, i confronti - tra Cap. America e Thanos durante la battaglia finale o sul funerale che apre - come fu per il lavoro più noto di Peter Jackson - la serie di finali che congedano, per ora, l'MCU dal pubblico.
Per il resto, ottimi gli effetti, giusto lo "spezzettamento" - troppi charachters in campo per gestirli diversamente -, interessanti i cambiamenti operati su Hulk, Occhio di falco, Falcon e Thor - bellissima la battuta di Tony Stark su Lebowski -, curioso scoprire quello che accadrà con la Fase Quattro del progetto - che dovrebbe iniziare nel duemilaventi -: quando si parla di Cinema mainstream e d'intrattenimento, produzioni come questa dovrebbero essere prese da esempio.
Avengers, uniti!





HIGHWAYMEN - L'ULTIMA IMBOSCATA (John Lee Hancock, USA, 2019, 132')

Highwaymen - L'ultima imboscata Poster


Avevo ricordi velati delle vicende di Bonnie e Clyde, filtrati attraverso le immagini del mitico Gangster Story di Arthur Penn, e a rinfrescarmi la memoria con una produzione classica e dallo spirito decisamente Western e fordiano ci ha pensato Netflix, che ripercorre molto fedelmente la caccia ai leggendari banditi dalla parte dei due Rangers che si occuparono di seguirli e braccarli fino all'agguato che segnò la fine delle loro imprese.
Come di consueto intensi e funzionali Harrelson e Costner, ottime fotografia e ricostruzione dei tempi, profonda la riflessione ed il confronto tra il compito dell'uomo di Legge ed il ruolo sociale di due ragazzini divenuti a suon di omicidi simbolo del malcontento dei poveri e degli emarginati sociali - incredibile che, nel pieno degli anni trenta della crisi economica e in un'epoca molto meno "social" della nostra, ai funerali di Bonnie parteciparono ventimila persone e a quelli di Clyde quindicimila -, ben descritto il rapporto di amicizia virile dei due protagonisti.
Non brillerà per originalità o capacità di conquistare quella maggioranza di pubblico smart che allo stato attuale ha dimenticato un certo Cinema, ma per quanto mi riguarda, avercene.


lunedì 23 aprile 2018

Molly's game (Aaron Sorkin, Cina/USA/Canada, 2017, 140')




Esistono persone che, nel corso della propria esistenza, rifuggono con tutte le forze conflitti e tensioni, e trovano la loro dimensione migliore nella tranquillità, lontane dall'occhio del ciclone: altre, al contrario, riescono a dare il meglio soltanto quando la pressione sulle loro spalle cresce, la tensione sale, le chiappe si stringono.
Molly Bloom, probabilmente, in parte per formazione e retaggio - le figure del padre e dei fratelli devono aver influito molto - ed in parte per carattere, fa parte della seconda categoria.
Sciatrice professionista costretta al ritiro dopo un clamoroso incidente divenuta una leggendaria organizzatrice di partite di poker ad alto livello tra celebrità dello spettacolo, dello sport, della finanza e chi più ne ha, più ne metta tra Los Angeles e New York nel primo decennio di questi Anni Zero, questa donna più che cazzuta ha finito per ritrovarsi nel fuoco incrociato di crimine ed FBI, rischiando la vita prima e anni di carcere poi, lottando con le unghie e con i denti - ed un avvocato con le palle - per riguadagnare il proprio posto e divenire un'autrice sfruttando l'avventura più intensa possibile: la sua vita.
Aaron Sorkin, uno degli sceneggiatori più fenomenali degli ultimi anni - autore di script pazzeschi come The Social Network o Moneyball - debutta alla regia con quella che pare la versione "di classe" di Tonya, il ritratto di una donna gettata in pasto ad un mondo dominato dagli uomini e pronta a mostrare tutto il carattere e la volontà necessari per sopravvivere e ritagliarsi un posto sudato e conquistato, poggiandosi sull'interpretazione e la bellezza di Jessica Chastain, una delle favorite assolute del Saloon - se la gioca con Jennifer Lawrence, mica bruscolini - e sulla propria abilità alla macchina da scrivere, e finisce per centrare l'obiettivo al primo colpo, regalando al pubblico una pellicola solida e ben strutturata, avvincente e tesa, forse non esplosiva ma di grandissimo mestiere, segno che per questo autore il percorso potrebbe essere appena iniziato.
Alle spalle, inoltre, un anno importante a livello sociale come è stato il duemiladiciassette, storie come quella di Molly Bloom possono essere un esempio positivo - e non di sfruttamento mediatico, come purtroppo comincia ad accadere troppo spesso - di quanta forza si celi dietro l'universo femminile e di come dovremmo liberarci di tutte le zavorre venute da secoli di storia maschiocentrica per saltare in un futuro in cui si giochi a carte scoperte ed alla pari, che ci piaccia la tranquillità o la tensione, il relax da divano o il batticuore da sport estremo.
In realtà, comunque, Molly's game non è uno spot ruffiano spuntato nell'anno degli scandali molestie ed in cerca di facili approvazioni, quanto il racconto di una persona abituata a vivere sotto pressione e che per la ricerca continua di quella stessa pressione, delle conferme e della sensazione di poter essere all'altezza - bellissimo, in questo senso, l'incipit legato alla questione del "quarto alle Olimpiadi" - aumenta la posta in gioco, fenomeno che da ingordo di vita conosco bene, quantomeno rispetto alle cose che mi piacciono.
Sorkin dipinge sulla Chastain, dunque, un charachter complesso che racchiude le fragilità della ragazza cresciuta da un padre ingombrante - ottimo Kevin Costner, tra l'altro - e la forza di una donna in grado per anni di restare un'eminenza grigia rispettata e al di sopra delle parti in un mondo - quello della ricchezza - popolato fondamentalmente da soli uomini in uno dei campi - il gioco d'azzardo - più maschilisti che si possano immaginare.
E quando, alla fine della corsa su questo ottovolante di parole e sensazioni, si torna a pensare al punto in cui tutto era iniziato, sorge spontanea una domanda: voi cosa preferireste essere?
Quello che arriva quarto alle Olimpiadi, o quello che si rompe tutto in un salto prima di essere il primo, e deve ricominciare tutto da capo?
Volete il divano o il culo stretto?
Io una risposta per me ce l'ho.
E anche Molly.



MrFord



 

martedì 14 marzo 2017

Hidden Figures - Il diritto di contare (Theodore Melfi, USA, 2016, 127')




Sono da sempre ed orgogliosamente, a prescindere dalle preferenze molto tamarre o molto d'autore che posso manifestare spesso e volentieri, un grande sostenitore dei film in grado di parlare al pubblico più vasto possibile senza per questo svilirsi in termini di qualità e resa: dai Forrest Gump ai The Help, passando per Il miglio verde o Salvate il soldato Ryan, sono molte le pellicole divenute cult anche per i non appassionati ad essere comunque in grado di coinvolgere e convincere il pubblico più smaliziato.
Hidden Figures - Il diritto di contare, tra i candidati al miglior film degli Oscar duemiladiciassette, rientra perfettamente nella categoria: la vicenda delle prime tre donne afroamericane destinate a cambiare il volto della NASA negli anni della lotta alla segregazione negli States e l'importanza "nascosta" delle loro figure è perfettamente interpretata, orchestrata, narrata e portata sullo schermo, e pur non rappresentando certo una nuova frontiera per la settima arte regala emozioni genuine ed una visione coinvolgente, interpreti in ottima sintonia ed un giusto equilibrio tra melò e commedia che riesce nell'impresa di non rendere pesante l'approccio ad un tema che, almeno per il sottoscritto, risulta sconcertante ed assurdo se riportato - com'era ai tempi, e com'è in modo più sotterraneo e subdolo oggi - alla realtà: e passando dai calcoli astronomici alla scandalosa divisione dei bagni, dei sedili degli autobus o dei settori dei negozi o dei servizi pubblici fino alle manifestazioni d'amore di uomini che, considerata l'epoca, si sacrificavano rispetto alle loro compagne "in carriera", si attraversa la pellicola con la giusta dose di desiderio di cambiamenti e riscatti sociali così come di ascoltare storie semplici, oneste, dirette e, perchè no, figlie di emozioni popolari come questa.
Perfino qui al Saloon, con questo Hidden Figures a chiuedere la settimana precedente alla Notte degli Oscar, con un ritmo di recupero dei film principali mancanti decisamente serrato, nell'ultima sera prima della cerimonia e di tutti i post da scrivere a riguardo, con la stanchezza che i Fordini garantiscono grazie alla loro energia ed alle sveglie notturne, nessuno pensava che il sottoscritto e soprattutto Julez avrebbero tenuto botta andando ben oltre l'orario di guardia senza colpo ferire, come catturati dall'epopea di donne coraggiose ed eroiche in più di un senso, pur non avendo compiuto imprese sulla carta ed agli onori della cronaca così incredibili.
Come se non bastasse, ad un cast azzeccato e ad una vicenda in grado di catturare testa e cuore, si aggiungono una buona dose di ricostruzione d'epoca - mai invasiva -, riferimenti stimolanti anche per chi ha studiato alcune scienze superficialmente ed un ritorno alle atmosfere dell'epoca della corsa alla conquista dello spazio ed alla Guerra Fredda, con tanto di fiato sospeso sul finale nella speranza di rendere pan per focaccia da parte del vecchio Zio Sam ai rivali sovietici che avevano "rotto il ghiaccio" con Gagarin.
Ad ogni modo, a prescindere da quello che è il contesto razziale o politico espresso dalla pellicola, uno dei messaggi più importanti risiede senza dubbio nella centralità che la figura della Donna ha non solo in famiglia, ma anche nella società: il coraggio, la determinazione e la perseveranza che l'altra metà del cielo mostra ogni giorno ed ha mostrato al mondo molte volte nel corso dei decenni e dei secoli sono e dovrebbero essere un monito, perchè nonostante i loro peculiari difetti, le donne sono decisamente più fondamentali di noi ominidi all'economia del mondo.
Quantomeno se si pensa di voler vivere in un mondo migliore.




MrFord




 

domenica 4 dicembre 2016

Criminal (Ariel Vromen, USA/UK, 2016, 113')




Se nel corso degli anni ottanta, o anche solo qualche anno fa, qualcuno mi avesse detto che sarebbe nata una vera e propria corrente di attori non proprio più di primo pelo pronti a rimettersi in gioco nel ruolo di spaccaculi action heroes, spesso e volentieri non provenendo neppure lontanamente da quel tipo di genere ed ambiente cinematografico, avrei riso a crepapelle: allo stesso modo, se avessi saputo che Kurt Russell sarebbe finito a lavorare con Tarantino e Liam Neeson, Mel Gibson o Kevin Costner a fare i sessantenni da battaglia, avrei strabuzzato gli occhi - anche se, forse, con il vecchio Mel le cose sono un pò diverse -.
Eppure, tutto questo è successo.
Criminal, nonostante una cornice quasi spionistica in uno stile più vicino agli ultimi 007 - con le dovute proporzioni -, si inserisce perfettamente nel novero, ed ha rappresentato, almeno in termini di aspettative, una delle tamarrate da rutto libero più attese dal sottoscritto in questi ultimi tempi insieme a Blood father: peccato che, come quest'ultimo, si sia rivelato più che altro una grossa delusione.
Non basta, infatti, avere un Kevin Costner in versione finto bad guy sulla via forzata della redenzione affiancato da nomi grossi come Gary Oldman, o traini per il pubblico occasionale e più giovane come Ryan Reynolds il re dei cani maledetti e Gal Gadot, uno script apparentemente più profondo di un action standard e, probabilmente, un certo grado di compiacimento, per rendere un prodotto interessante: Criminal, infatti, purtroppo risulta a conti fatti un ibrido troppo serioso e prevedibile per essere una scheggia impazzita dell'action d'autore o dell'action e basta e decisamente troppo dozzinale - la regia ed il montaggio non sono impeccabili, a mio parere - per ambire a qualcosa di più del titolo di genere.
Quando, infatti, un fan accanito di questo tipo di pellicole come il sottoscritto rischia la pennica da spiegoni da intrigo per tutta la prima parte e prevede quasi tutti gli sviluppi della seconda - rigorosamente più movimentata - senza vedersi strappata neppure una risata, significa che qualcosa nell'ingranaggio non funziona, e che la pellicola in questione è destinata in breve tempo al dimenticatoio.
Se considero che la visione stessa è "vecchia" non più di quattro o cinque ore e già fatico a tirare fuori qualche spunto per il post, il gioco è fatto: forse è meglio che il buon, vecchio Kevin - al quale voglio un gran bene, sia chiaro - torni alla materia che ha fatto la sua fortuna - l'altrettanto amato Western - piuttosto che reinventarsi action hero quando non lo è mai stato.
Non vorrei vederlo, un giorno o l'altro, fare il buono ed il cattivo tempo in un filmaccio di infima serie facendo sfoggio di una mobilità limitata in corsa come hanno già fatto il già citato Neeson ed il Nicholas Cage di Pay the ghost: sarebbe una pugnalata al cuore di tutti i lupi che ballano fin dagli anni novanta.




MrFord




giovedì 14 aprile 2016

Thursday's child

La trama (con parole mie): pare che, Notte degli Oscar alle spalle, la distribuzione cinematografica - e la settima arte - abbiano deciso di regalarsi una vacanza anticipata, intasando le sale settimana dopo settimana di titoli inutili o di ripiego, lasciandomi in questo deserto solo accanto alla mia nemesi di sempre Cannibal Kid.
Anche questa settimana, in un modo o nell'altro, tocca sopravvivere: e non parlo della convivenza con il mio rivale, purtroppo! 


Ford e Cannibal nel corso di una delle loro passeggiate di meditazione.

Nonno scatenato

"Nipote, vestito come un fighetto in quel modo sembri Cannibal." "Nonno, vestito in modo improponibile, sembri proprio Ford."
Cannibal dice: Nonno scatenato è la storia del vecchio e tamarro Nonno Ford che va in giro con il giovane e posato Cannibal Kid, interpretati per l'occasione da Robert De Niro e Zac Efron. Per quanto minkiatona possa essere questo film, una visione ignorante perfetta per la nuova collezione primavera estate 2016 per me ci sta tutta. E non date ascolto a quegli snob come il mio blogger nemico che proveranno a convincervi del contrario.
Ford dice: che De Niro ormai sia bollito è cosa risaputa. Questa commediola con il suddetto e Zach Efron potrebbe dunque rivelarsi l'ennesima stronzata con protagonista il vecchio Bob oppure una cosa divertente come Cattivi vicini.
Spero nella seconda, anche perchè non ho voglia di sparare sulla croce rossa più di quanto già non faccia ogni settimana con il Cannibale.


Il libro della giungla

"Hey Ford, ma quando arriviamo al centro commerciale!?" "Cucciolo eroico, la giungla non è uno dei tuoi film teen."
Cannibal dice: La storia dell'infanzia di James Ford, sballottolato dalla giungla a Lodi. Un libro che io chiudo subito volentieri.
Ford dice: la storia del Cucciolo Eroico accompagnato nel suo viaggio nella giungla dall'orso Ford, pronto a salvargli il culo ad ogni piè sospinto.
Potrebbe essere molto divertente.


Mistress America

"Ora ti porto a casa di una mia grande amica: Katniss Kid. E' la regina delle radical chic."
Cannibal dice: Pellicola vista un po' di tempo fa, ma di cui ancora non ho avuto tempo, modo e ispirazione di scrivere un post. Ce la farò adesso?
La risposta, forse, nei prossimi pezzi di me... di Pensieri Cannibali.
Ford dice: pellicola già vista, recensita e pubblicata giunta con il consueto ritardo nelle sale italiane. Non il meglio di Baumbach, ma comunque una visione interessante.


Hardcore!

"Cannibal, vedi di smetterla con le tue pose, o ti faccio saltare la testa."
Cannibal dice: Hardcore! è un film-videogame che rischia in maniera hard di essere una delle più grandi stronzatone dell'anno. C'è anche una possibilità, piuttosto piccola quasi quanto quella che Ford in realtà sia un genio incompreso, che possa trattarsi di una delle figatone dell'anno. Staremo a vedere...

Ford dice: film che promette di essere una delle stronzate più grosse mai portate in sala, già pubblicizzato a manetta online e non solo. Probabilmente, peggio si potrà trovare soltanto andando a vedere i film con i voti più alti su Pensieri Cannibali.


Criminal

"Kevin, deve venire con noi: è accusato di Fordismo di primo grado."
Cannibal dice: Il fordiano e ormai in età da pensione Kevin Costner qui su Pensieri Cannibali non è mai stato troppo ben voluto. Anzi, proprio per niente. Questo Criminal dal trailer mi è sembrato però uno di quei thrillerini innocui che, per quanto già visti e stravisti, per una serata disimpegnata potrebbero rivelarsi una visione nemmeno troppo criminale.
Ford dice: il buon Kevinone Costner è un fordiano ad honorem, ma in un periodo sciapo come questo non ho certo bisogno dell'ennesimo film dal sapore di già visto. Piuttosto, posso sempre sfoderare un recupero di una delle sue pellicole migliori, come Un mondo perfetto, tanto per citarne una. Staremo a vedere.


Nemiche per la pelle

"Ma quando arriva Ford!? Aveva promesso che sarebbe passato per rivelare se ci sono altri suoi figli in giro per il mondo!"
Cannibal dice: La versione al femminile della storia di Cannibal Kid e James Ford, nemici per la pelle che ora potrebbero unire le forze per fare causa agli sceneggiatori di questa pellicola per essersi ispirati a loro senza il loro permesso.
Ford dice: come si sono permessi gli autori di questa pellicola di plagiare le vicende che hanno visto, negli ultimi anni, il sottoscritto e Cannibal darsele in continuazione di santa ragione!?
Solo per questo meriterebbero il boicottaggio ed un risarcimento milionario ai due bloggers cui si sono ispirati.


Un'estate in Provenza

"Quello laggiù è Cannibal Kid. Una volta aveva sembianze umane, poi Ford ha deciso di portarlo su un ring."
Cannibal dice: Sembra la versione più famigliare, e quindi più fordiana, del recente molto chic Un momento di follia. Per quanto Jean Reno e Anna Galiena non mi ispirino molta fiducia, io a un film francese bello estivo come questo difficilmente riesco a dire di no.
Ford dice: già fatico con i film francesi in generale - tranne selezionate eccezioni -, se poi parliamo di qualcosa di leggerino e poco consistente, con un altro re dei bolliti come Jean Reno, impiego poco a dire di no. Preferisco farmi una bella estate in Australia. Più wild e più pane e salame.


Les souvenirs

"Sono proprio contento: ho trovato un lavoro da badante con una molto più giovane di Ford."
Cannibal dice: Film sul rapporto tra un ragazzo e la nonna che sembra quasi la versione francese, quindi meno cazzara, di Nonno scatenato. Anche in questo caso difficilmente riuscirò a dire di no, cosa che invece faccio con disinvoltura ogni volta che Ford scrive.
Ford dice: settimana che pare segnata dall'invasione francese. Dunque altra settimana pessima per il sottoscritto.


The Idol

"Ora suoneremo il nostro nuovo pezzo: il Cucciolo Eroico Rock."
Cannibal dice: The Idol? Oh, vedo che finalmente hanno girato un film su di me. Bene così!
Ford dice: film palestinese che ricorda The Millionaire di qualche anno fa, ma che, sarà l'effetto deja-vù, non mi attira per nulla. L'unica speranza è che possa essere smentito, ed avere almeno una soddisfazione da queste ultime settimane di magra.


Senza lasciare traccia

"Non ci posso credere: ho visto un film consigliato da Pensieri cannibali, e sono sopravvissuto!"

Cannibal dice: Senza lasciare traccia? Oh no, vedo che alla fine hanno girato un film su James Ford. Male così!

Ford dice: questo film è l'emblema del Cinema italiano attuale. Che di norma passa senza lasciare traccia.


Il bambino di vetro

"Secondo te che me ne faccio di due bottiglie d'acqua!? Portami un White Russian!"
Cannibal dice: Ford ha sfornato un altro bambino?
E questa volta pure di vetro?
Ford dice: film ispirato all'infanzia di Peppa Kid, ripetutamente bulleggiato dai suoi compagni di scuola pronti a romperlo come una bella statuina di vetro nel nome di Ford.


L'universale

"Prima di vedere un film consigliato da Cannibal, dobbiamo sballarci come si deve!"

Cannibal dice: Va bene che durante i Cinemadays i biglietti del cinema costano meno, ma questo manco se mi pagano lo vedo.
Ford dice: io non capisco per quale motivo occorre fare uscire undicimila titoli la settimana, se i titoli sono questi.


Fiore del deserto

"Uscire con Cannibal Kid!? Mai e poi mai!"
Cannibal dice: Pellicola del 2009 che esce nei cinema adesso, quando ormai sarebbe considerato un film vecchio persino per Rai Movie.
Quando sarebbe considerato vecchio persino per Mr. James Ford!
Ford dice: come sopra. Ma dopo la Notte degli Oscar la distribuzione è forse entrata in sciopero!?

giovedì 5 marzo 2015

Thursday's child

La trama (con parole mie): la consueta carovana di uscite settimanali guidata dal mandriano esperto qui presente e da quel ciuchino di Cannibal Kid prosegue nella sua avanzata in un weekend che riserva principalmente incognite.
Considerato, comunque, che il mio antagonista è la definizione stessa di incognita - e di antiCinema -, direi che le cose non sono poi così diverse dal solito.

"Ho due biglietti omaggio per un film consigliato da Cannibal." "Allora ti puoi scordare che esca con te."
    Nessuno si salva da solo

"Ho fatto bere a Ford tre White Russian, e ancora è tranquillo come se si fosse fatto acqua fresca. Quello non è umano."
Cannibal dice: Nessuno si salva da solo, ma se Ford aspetta che lo salvi io, campa cavallo...
Un attore di cui salverei la carriera, o almeno le intenzioni, è Riccardo Scamarcio, che dopo il successo di 3MSC è riuscito a costruirsi un suo percorso cinematografico dignitoso. Adesso è protagonista di questo nuovo film di Sergio Castellitto, di cui avevo apprezzato Non ti muovere e La bellezza del somaro, mentre mi era sembrato alquanto modesto il suo ultimo Venuto al mondo, pure questo tratto così come il nuovo Nessuno si salva da solo da un romanzo di Margaret Mazzantini, ovvero sua moglie. Non sono quindi troppo fiducioso, ma un'occhiata mi sa che gliela darò in ogni caso, sicuro del fatto che Ford, con una delle sue solite scelte radical-chic, snobberà questa proposta firmata dalla radical-chicchissima coppia Castellitto + Mazzantini.
Ford dice: nessuno si salva da solo. Specialmente Cannibal, quando finalmente gli metterò le mani addosso.
Castellitto mi è sempre piaciuto più come interprete che non come regista, pur ritenendolo radical e poco simpatico in un modo che non riterrei neppure il mio detestabile rivale.
Sinceramente, non credo sarà mia priorità recuperarlo, dunque attenderò di criticare senza pietà la recensione del Cucciolo Eroico.



Focus - Niente è come sembra

"Merda, mi sento come se avesse guidato Ford per un centinaio di chilometri."
Cannibal dice: Dopo il mega floppone After Earth, Will Smith rifà il suo ingresso nel mondo del cinema hollywodiano con una pellicola che sembra una commedia-thriller-action di quelle che andavano forte quando andava forte lui. E quando Ford era ancora in età da pre-pensione, seppure per poco. Io comunque un'occhiata senza troppe aspettative e per una serata disimpegnata gliela darei, non fosse altro che per la presenza di Margot Robbie.
Ford dice: Will Smith un tempo mi stava simpatico. Il principe di Bel Air, Men in black, quell'approccio un po' tamarro e un po' scanzonato che piace tanto al sottoscritto. Poi, tra Io sono leggenda e After Earth, non ricordo un solo film con protagonista il buon Will che valesse la visione - tranne, forse, Hancock -, anzi, gli effetti delle stesse visioni sono stati assolutamente devastanti.
Dunque direi che questo Focus finirà per essere visto per dovere di cronaca e massacrato come si conviene.
E in questo senso spero proprio che a Peppa Kid piaccia.



Black or White

"Fidati di un cowboy: non lasciare avvicinare Cannibal alla tua proprietà!"
Cannibal dice: Un film con Kevin Costner significa una cosa sola, anzi due: la prima è che trattasi di film fordiano. La seconda è che quindi io me lo posso risparmiare alla grande. E voi?
Ford dice: io voglio bene a Kevin Costner, che è un fordiano fatto e finito. Ma credo che abbia già bruciato il suo bonus con Three days to kill. Senza contare che questo film mi ispira quanto una porcata di Lars Von Trier suggerita da Cannibal.



The Search

"Quello è Cannibal Kid. Devi starne bene alla larga."
Cannibal dice: Pellicola incognita della settimana. Il nuovo film di Michel Hazanavicius, il regista dello splendido film premio oscar The Artist, pare sia un mattonazzo di due ore e mezza davvero pesante. La tematica della guerra in Cecenia d'altra parte non è certo leggera. Io mi sa allora che faccio il superficialone di turno e non vado alla ricerca di questo The Search. Salvo una stroncatura da parte di Ford, che mi porterebbe a un recupero immediato.
Ford dice: non sono troppo ansioso di recuperare questo The search. Hazanavicius, che aveva firmato lo splendido The artist, è ormai approdato ai lidi dorati delle grandi produzioni, e temo che questi possano condannarlo come è accaduto a tanti altri registi prima di lui. Sarei lieto di venire smentito, così come lo sarei se il mio rivale cominciasse a mostrare di capirci qualcosa di Cinema, ma non sempre i sogni si realizzano.



Superfast, Superfurious

"La coreografia inventata da Peppa Kid è proprio una bomba!"
Cannibal dice: Schifezza assicurata al 100%, però io di fronte ai film parodia non mi tiro quasi mai indietro. Un po' come fa Ford con gli action movies anni ottanta e/o con attori residuati dagli anni ottanta. Con la differenza che io riconosco che si tratta di porcherie assolute, mentre lui cerca di spacciare i suoi film guilty pleasure per dei capolavori.
Ford dice: schifezza totale che non guarderò neppure sotto tortura.
Ormai l'unica persona sopra i quattordici anni che pare continuare ad avere interesse in queste parodie resta il non più troppo giovane anagraficamente Cannibal Kid.



Senza Lucio

"Mi basta un dito per mettere al tappeto Cannibal: anche da morto."
Cannibal dice: Lucio Dalla non mi è mai piaciuto particolarmente, ma nemmeno mi è mai spiaciuto troppo. Cosa che, per un cantante nazional-popolare italiano, non è da poco. Questa pellicola documentario in ogni caso mi pare più una visione adatta ai fan hardcore del cantautore bolognese, quindi mi sa che io starò senza Senza Lucio. E di sicuro Senza Ford.
Ford dice: grande rispetto per Dalla, nonostante tra i cantautori italiani non sia certo il mio favorito. Non penso, dunque, che mi butterò a capofitto in questa visione, lasciando eventualmente che siano le canzoni del fu Lucio a ricordarmi la sua opera e l'importanza che ha avuto rispetto alla musica italiana.


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