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lunedì 23 aprile 2018

Molly's game (Aaron Sorkin, Cina/USA/Canada, 2017, 140')




Esistono persone che, nel corso della propria esistenza, rifuggono con tutte le forze conflitti e tensioni, e trovano la loro dimensione migliore nella tranquillità, lontane dall'occhio del ciclone: altre, al contrario, riescono a dare il meglio soltanto quando la pressione sulle loro spalle cresce, la tensione sale, le chiappe si stringono.
Molly Bloom, probabilmente, in parte per formazione e retaggio - le figure del padre e dei fratelli devono aver influito molto - ed in parte per carattere, fa parte della seconda categoria.
Sciatrice professionista costretta al ritiro dopo un clamoroso incidente divenuta una leggendaria organizzatrice di partite di poker ad alto livello tra celebrità dello spettacolo, dello sport, della finanza e chi più ne ha, più ne metta tra Los Angeles e New York nel primo decennio di questi Anni Zero, questa donna più che cazzuta ha finito per ritrovarsi nel fuoco incrociato di crimine ed FBI, rischiando la vita prima e anni di carcere poi, lottando con le unghie e con i denti - ed un avvocato con le palle - per riguadagnare il proprio posto e divenire un'autrice sfruttando l'avventura più intensa possibile: la sua vita.
Aaron Sorkin, uno degli sceneggiatori più fenomenali degli ultimi anni - autore di script pazzeschi come The Social Network o Moneyball - debutta alla regia con quella che pare la versione "di classe" di Tonya, il ritratto di una donna gettata in pasto ad un mondo dominato dagli uomini e pronta a mostrare tutto il carattere e la volontà necessari per sopravvivere e ritagliarsi un posto sudato e conquistato, poggiandosi sull'interpretazione e la bellezza di Jessica Chastain, una delle favorite assolute del Saloon - se la gioca con Jennifer Lawrence, mica bruscolini - e sulla propria abilità alla macchina da scrivere, e finisce per centrare l'obiettivo al primo colpo, regalando al pubblico una pellicola solida e ben strutturata, avvincente e tesa, forse non esplosiva ma di grandissimo mestiere, segno che per questo autore il percorso potrebbe essere appena iniziato.
Alle spalle, inoltre, un anno importante a livello sociale come è stato il duemiladiciassette, storie come quella di Molly Bloom possono essere un esempio positivo - e non di sfruttamento mediatico, come purtroppo comincia ad accadere troppo spesso - di quanta forza si celi dietro l'universo femminile e di come dovremmo liberarci di tutte le zavorre venute da secoli di storia maschiocentrica per saltare in un futuro in cui si giochi a carte scoperte ed alla pari, che ci piaccia la tranquillità o la tensione, il relax da divano o il batticuore da sport estremo.
In realtà, comunque, Molly's game non è uno spot ruffiano spuntato nell'anno degli scandali molestie ed in cerca di facili approvazioni, quanto il racconto di una persona abituata a vivere sotto pressione e che per la ricerca continua di quella stessa pressione, delle conferme e della sensazione di poter essere all'altezza - bellissimo, in questo senso, l'incipit legato alla questione del "quarto alle Olimpiadi" - aumenta la posta in gioco, fenomeno che da ingordo di vita conosco bene, quantomeno rispetto alle cose che mi piacciono.
Sorkin dipinge sulla Chastain, dunque, un charachter complesso che racchiude le fragilità della ragazza cresciuta da un padre ingombrante - ottimo Kevin Costner, tra l'altro - e la forza di una donna in grado per anni di restare un'eminenza grigia rispettata e al di sopra delle parti in un mondo - quello della ricchezza - popolato fondamentalmente da soli uomini in uno dei campi - il gioco d'azzardo - più maschilisti che si possano immaginare.
E quando, alla fine della corsa su questo ottovolante di parole e sensazioni, si torna a pensare al punto in cui tutto era iniziato, sorge spontanea una domanda: voi cosa preferireste essere?
Quello che arriva quarto alle Olimpiadi, o quello che si rompe tutto in un salto prima di essere il primo, e deve ricominciare tutto da capo?
Volete il divano o il culo stretto?
Io una risposta per me ce l'ho.
E anche Molly.



MrFord



 

giovedì 19 aprile 2018

Thursday's child








Nuovo appuntamento con il triangolo cinematografico più bollente della blogosfera e con una delle attrici in grado di mettere d'accordo non solo per le doti recitative questo vecchio cowboy ed il suo rivale per antonomasia, Cannibal Kid: per l'occasione, a tentare di arbitrare gli ormoni dei due vetusti bloggers penserà la fruttata Fragola, pronta a regalare perle come solo nelle migliori edizioni di questo appuntamento settimanale.



"Quei due bloggers pensano di essere duri e cattivi, ma io me li mangio in un boccone."



Molly's Game

"Ma tu sul serio vuoi avvicinarti a quei due? Io ti consiglierei un'ordinanza restrittiva."

Fragola: Prima di tutto ringrazio il Cannibale e Ford per avermi invitata a prendere parte come guest della loro mitica rubrica. Quando il Cannibale mi ha proposto la cosa, ero agitata quasi come se mi avessero chiesto di partecipare al tavolo verde di Molly Bloom. E a tal proposito, questo film dedicato alla “Principessa del Poker” mi pare decisamente interessante, sarà che a me quest’anno le storie di sportive “alternative” alla canonica immagine proposta dalla società (vedi “Tonya”) mi garbano parecchio, ma la pellicola sembra avere del gran potenziale, se si aggiunge che il film è scritto e diretto da Aaron Sorkin, che di biographical drama ne sa qualcosa, e la presenza di una fichissima Jessica Chastain, la quale probabilmente agiterà i fervori post adolescenziali del Cannibale. Peccato Kevin Costner che ha la stessa verve del mio comodino al mattino, ma per il resto direi che è il mio film prefe della settimana!
Cannibal Kid: Quando ho iniziato a vedere Molly's Game ero agitato quasi come se Fragola mi avesse chiesto di contribuire al suo blog Una fragola al giorno, che io avrei trasformato per l'occasione in Un cannibale al giorno toglie il Ford di torno. Quando Jessica Chastain fa un nuovo film per me è sempre un evento e vado in agitazione. Nemmeno questa volta la rossa più fragolosa di Hollywood comunque ha deluso le aspettative e ci ha regalato una pellicola recitata alla grande, of course, e ottimamente scritta e diretta da Aaron Sorkin, che io ho già recensito (http://www.pensiericannibali.com/2018/02/kiss-kiss-mollys-game.html) e che consiglio di vedere a Sabina e persino al mio blogger rivale.
Ford: questo dev'essere l'anno dei biopic sportivi alternativi. Dopo Tonya, infatti, giunge finalmente in Italia Molly's game, scritto ed interpretato ottimamente - Fragola, inizi male con quelle sparate su Kevin Costner -, che ho già visto e ho atteso a pubblicare in vista proprio di questo approdo nelle nostrane sale. Unica nota dolente, il fatto di essere d'accordo con Cannibal.

Escobar - Il fascino del male

"Una volta là c'era Casale Monferrato. Ora ho costruito il mio nuovo zoo personale."

Fragola: L’interesse per la figura di Pablo Escobar sembra non accennare a diminuire o perlomeno ne sono convinti i realizzatori di questo film, il terzo dedicato al Patrón dopo “Escobar” con Benicio del Toro e la stupenda serie “Narcos” di Netflix, che chevelodicoafare ho amato alla follia.
La domanda che sorge spontanea è cosa può dirci di più sulla figura di Pablito il film di Fernando León de Aranoa con Javier Bardem e Penélope Cruz e pare che la risposta sia tutta nel racconto della relazione extraconiugale tra Escobar e Virginia Vallejo, giornalista di quei turbolenti anni in Colombia e autrice del libro da cui è tratto il film. Sinceramente non sentivo la necessità di un altro film sul narcotrafficante e, forse, l’aspetto più interessante (probabilmente l’unico) sarà vedere Bardem alle prese con una figura imponente come quella di Escobar e se l’attore sarà in grado di eguagliare la grandissima interpretazione di Wagner Moura. Per il resto, lascio il giudizio ai due caballeros.
Cannibal Kid: Io mi sono appassionato a Narcos fintanto che c'era lui, Pablo, poi quando è sparito è sparita anche la mia attenzione. Per quanto non sentissi particolarmente il bisogno di un altro film su di lui, dopo il già poco fenomenale Escobar con Guillermo... excusa, con Benicio del Toro, questa pellicola incentrata sul rapporto tra il narcotrafficante e la giornalista Virginia Vallejo potrebbe comunque rivelarsi se non muy guapa, se non altro mucho mejor di un WrestleMania.
Ford: chevelodicoafare su Narcos, un pò meno su Escobar, decisamente meno rispetto a questo ennesimo film dedicato alla figura del trafficante colombiano, che pare realizzato giusto per mettere in vetrina due divi che sopporto meno di Cannibal nelle sue giornate peggiori. Per quanto mi riguarda, Pablito resterà per sempre quello portato sullo schermo da Wagner Moura.

Ghost Stories

"Il primo di quei bloggers che mette il muso fuori dovrà prenotarsi una bella serie di sedute dal dentista."

Fragola: Questo film deve fare una paura da matti, ma deve essere una figata. E questo è quasi tutto quello che so su “Ghost Stories”, visto che sono talmente fifona che gli horror non li guardo, e infatti non sono riuscita a guardare neanche il trailer e a leggere per intero le notizie a riguardo, saltando i pezzi che mi parevano più spaventosi (mi basta poco, anche solo le parole “strani fenomeni sovrannaturali” ricreano nella mia mente scenari di puro terrore, più spaventosi dell’immaginare Cannibale e Ford andare d’accordo su tutto!) Ma non volevo fare brutta figura con i miei ospiti, quindi ho cercato di informarmi al meglio e devo dire che “Ghost Stories” ha un background niente male, che lo rende una delle uscite più interessanti della settimana: il film, infatti, oltre a rifarsi a una lunga tradizione di horror d’oltremanica, è l’adattamento di una pièce teatrale dallo stesso nome molto nota per essere terrificante (nel senso che fa paura, non brutta che “nun se po’ guardà”). Pare che lo spettacolo fosse vivamente sconsigliato ai minori di 15 anni, che per pubblicizzarlo venissero utilizzare le immagini del pubblico terrorizzato e che, alla fine dello spettacolo, un messaggio registrato invitasse gli spettatori a mantenere il segreto sulla rappresentazione. Insomma, ci sono tutti i presupposti per un film in grado di spaventare persino un “duro” come Ford.
Cannibal Kid: Da quando conosco Ford, faccio fatica a trovare spaventosa qualsiasi altra cosa all'infuori di lui e dei suoi gusti. Figuriamoci un film che riesca a farmi paura. Visto che io e Ford gli horror li guardiamo, e in genere li critichiamo pure parecchio, a tremare possono essere gli autori di questa pellicola già pronta a far gridare dall'entusiasmo, oltre che dal terrore, molti blogger, ma che con noi due avrà vita parecchio più dura.
Ford: la cosa che mi fa più paura di questo film è che potrei essere clamorosamente d'accordo con l'analisi "pre partita" del mio rivale, che giustamente afferma quanto l'horror abbia vita difficile quando incontra i nostri due pareri. Lieto di essere smentito, ma ho come l'impressione che questo Ghost stories finirà per essere l'ennesimo fenomeno mediatico e pubblicitario pronto ad essere stroncato in stereo dai due bloggers più cattivi della blogosfera. E spaventosi, ovviamente.

Doppio amore

"Fragola, nessun rancore, ma voglio essere io l'unica donna tra Cannibal e Ford. Prima di te ho già fatto fuori la Chastain e J-Law."

Fragola: Quando sento odore di cinema francese divento sempre diffidente e circospetta. Non so perché, ma ho sempre il timore che dietro tutta l’eleganza, la sofisticatezza e le rifiniture di pregio del cinema d’oltralpe, voilà le truc: un vuoto esistenziale e non, in cui morire di noia al suon di “Meh!”. Certo non è sempre così, ma capita, e questo film di François Ozon, un thriller psicologico tutto giocato sul tema del doppio, dell’ambiguità e del sesso come mezzo per dipanare la matassa, mi sembra possa appartenere alla categoria. Sicuramente Cannibale non sarà d’accordo, ma lui ha il debole per i film francesi e quindi lo lascerò parlare.
Cannibal Kid: Siamo sicuri che il commento qui sopra l'abbia scritto tu, Sabina?
Ford, esci subito da questa Fragola!
Io quando sento odore di cinema francese, sento profumo di Chanel Nº 5 e vado subito in estasi. Con un thrillerino psicologico soft-erotico come questo poi, non potevo che cadere nella trappola di Ozon con tutti e due i piedi. Anche questo film come Molly's Game l'ho già visto e già recensito (http://www.pensiericannibali.com/2017/12/loroscopo-di-pensieri-cannibali.html). Più che doppio amore, una doppia recensione. Alla faccia di Ford che probabilmente non ha ancora visto nessuno dei due.
Ford: Ozon, nonostante il Cinema francese e il radicalchicchismo, mi piace, e ho apprezzato in passato molti dei suoi lavori. Questo Doppio amore non è ancora transitato dal Saloon, ma potrebbe perfino stupirmi e consegnare ai lettori una settimana miracolosa all'interno della quale mi trovo più d'accordo con il mio nemico giurato che con la nostra ospite fruttata. Una cosa davvero al limite della fantascienza.

L'amore secondo Isabelle

"Certo che Cannibal e Ford fanno proprio ridere: non importa chi ospitino, sparano sempre stronzate a raffica!"

Fragola: Potrei copiare e incollare la prima parte del mio commento sopra. E aggiungo che personalmente non amo molto i film in cui le donne si parlano addosso delle proprie pene d’amore e dell’incapacità di comunicare tra uomo e donna e sentimento e ragione. Abbiamo già avuto sei stagioni di Sex and the City per dilungarci meravigliosamente sul tema, va bene così grazie, e nel caso servisse una rinfrescata, mi metto a leggere Pensieri Cannibali che va bene uguale.
Cannibal Kid: Ahahah, colpito e affondato!
Giusto per rimanere in tema francese: chapeau, Fragola, chapeau.
Riguardo alla pellicola, è diretta da Claire Denis (da non confondere con l'attrice Claire Danes), regista nota per il film Cannibal Love, che colpevolmente e clamorosamente non ho mai visto, così come nessuno dei suoi altri lavori. Questo film con la sempre brava Juliette Binoche potrebbe rappresentare l'occasione per rimediare e potrebbe piacere pure a Ford, che di recente ha esaltato molto più di me una pellicola in apparenza simile come quella radical-chiccata de L'avenir.
Ford: Finalmente qualcuno che riesce a vedere Cannibal ed il suo blog come lo vedo io! Brava Fragola, ti sei riscattata di quanto scritto fino ad ora! E per il resto, appurato questo, poco importa del film!

Wajib - Invito al matrimonio

"Piuttosto che parlare di Cinema con Cannibal, mi confronto con voi pappagalli."

Fragola: Qui invece sento odore di “cannibalata” e devo dire che non mi dispiace affatto. Film premiato in diverse manifestazioni, selezionato per rappresentare la Palestina agli Oscar 2018 per poi non entrare nella lista finale, si tratta di una pellicola impegnata, che cerca di raccontare un tema piuttosto complesso come quello della condizione palestinese nei territori israeliani in modo leggero ed emozionale. A questo tipo di proiezioni solitamente siamo più o meno in 10 in sala, ma sono una persona positiva e spero sempre nell’arrivo dell’undicesimo. Sarà questa la volta buona?
Cannibal Kid: Mi sa che l'undicesimo non sarà io, ma potrebbe essere Ford. Sempre che nel frattempo non esca qualche altro film con The Rock...
Ford: se questa settimana non dovesse esserci nulla in programma con The Rock, Fragola, contami pure come l'undicesimo!

Il tuttofare

"Vostro onore, tenere in libertà Cannibal Kid è più che comico!"

Fragola: Io non sono una di quelli che demonizza il cinema italiano tutto, ci sono casi in cui riconosco il valore della produzione e pellicole che salvo volentieri. Ecco, il film con Castellitto non è uno di quei casi.
Cannibal Kid: Sergio Castellitto non mi è mai stato particolarmente simpatico, ma i suoi film devo dire che non mi dispiacciono. Quelli da regista, almeno. Ricordo ad esempio ancora con piacere quel sottovalutato gioiellino de La bellezza del somaro. E se lo ricordo io che ho una pessima memoria, un motivo ci sarà. In questo caso il tuttofare Castellitto si limita al solo ruolo da attore e, se ha deciso di partecipare a un progetto non suo o dell'onnipresente moglie Margaret Mazzantini, un motivo ci sarà. Anche se non ho tutta 'sta voglia di scoprire quale sia.
Ford: io, in questo momento, ho voglia di fare una cosa sola. Evitare film italiani inutili neanche fossero commenti di Cannibal.

Parlami di Lucy

"Questo posto desolato dev'essere quello che Escobar ha lasciato di Casale."

Fragola: Per riallacciarmi al discorso di sopra, questo è proprio quel genere di film italiano che invece potrei salvare volentieri. Con un film così, possono parlarmi di chiunque, persino di Cannibale e Ford!
Cannibal Kid: Non capisco da dove arrivi tutto questo entusiasmo da parte di Fragola nei confronti di un film che, almeno dal trailer, sa di tipico mattonazzo finto autoriale e vero amatoriale italiano, oltre che di notevole pesantezza. Altroché il leggero cinema francese. Credo, anzi temo, che Ford in questo caso possa essere d'accordo con me.
Ford: temi bene, Peppa. Non so cosa possa essersi bevuta Fragola per diventare una versione ancora più radical di te.

Il mio nome è Thomas

"Terence, non aver paura! Guidi senza dubbio meglio di Ford!"

Fragola: Raga ma questa è la ciliegina sulla torta! A parte che sono devastata dall’aver appreso che “Don Matteo” è arrivato al season finale che ciao proprio, un crollo delle certezze di queste dimensioni che Ford, che c’ha persino la serie salvata su Netflix come qualsiasi agée che si rispetti, ancora non si è ripreso. Ma poi scopri che in realtà Don Matteo si è solo trasformato in uno che se fa chiamare Thomas e tutto ciò è stupendo! Mi rimangio quello che ho detto all’inizio, il mio film prefe della settimana è questo!
Cannibal Kid: Oh, finalmente Fragola prende un po' di mira anche Ford e fa un centro pieno!
Io la popolarità di Terence Hill non l'ho mai capita già ai tempi degli speghetti western, figuriamoci poi con Don Matteo e ora con questo suo ritorno cinematografico da attore e pure da regista e pure da sceneggiatore. Se questo è il meglio che il “nuovo” cinema italiano oggi può offrire, il mio nome è James Ford.
Ford: io voglio bene a Terence Hill. Ma solo rispetto ai film con Bud Spencer. Don Matteo, Thomas e chiunque altro, li lascio volentieri al grande bacino del trash che di tanto in tanto Cannibal celebra ignorando le critiche che spesso e volentieri riserva alle tamarrate adorate dal sottoscritto.

giovedì 16 novembre 2017

Thursday's child



Prosegue con il nuovo trend "a tre" la rubrica dedicata alle uscite in sala più caotica della blogosfera, con questo vecchio cowboy ed il suo arcinemico Cannibal Kid pronti ad accogliere a modo loro, per quest'oggi, il quasi fu giovane Giacomo Festi, che ormai da anni si confronta con i due vecchi a proposito di radicalchicchismo e panesalamismo.
Chi l'avrà vinta questa volta?



"Dichiaro ufficialmente di non essere sick come quel Cannibal."

Justice League

"Batman, hai già fatto entrare nella Justice League Ford e Cannibal, ti pare il caso di aggiungere pure il Festi!?"

Cannibal Kid: Iniziamo la panoramica sulle uscite della settimana con una super porcheria e quindi probabilmente sarà esaltata tanto dalla critica americana, che già sogna la candidatura di Wonder Woman ai prossimi Oscar, quanto da Recensioni ribelli e White Russian, ovvero gli unici due siti al mondo che ne capiscono ancora meno della critica americana. Sento le voci in coro che dicono: “Un gigantesco passo in avanti rispetto a Batman v Superman”. E te credo. Quello è stato uno dei peggiori film della Storia recente. Già a me fanno pena gli Avengers, ma questa loro versione poraccia... volevo dire DC Comics mi fa proprio venire i brividi. Quasi quanto Giacomo e James che hanno una conversazione sul cinema. O sui massimi sistemi.
Ford: diciamo che la DC Comics con la sua Justice League stanno al Cinema figo e tamarro e divertente della Marvel e del Cinematic Universe un po' come Pensieri Cannibali sta a White Russian, dunque non saprei proprio cosa pensare di questo film, quanto più che altro sperare in qualcosa di più simile a Wonder Woman che non a robaccia come Batman VS Superman o i Superman assortiti.
Probabilmente farà comunque schifo a Peppa, e per una volta spero di essere dalla sua parte: quanto al giovane padawan Festi, chissà: in fondo a lui piace Zack Snyder, quindi potrebbe accadere di tutto.
Jean: una volta mi citavi la DC e pensavo a Watchmen, adesso invece penso a Democrazia Cristiana, che dati gli ultimi film che la Distinta Concorrenza ha proposto mi sembra il male minore, potendo scegliere. E per quanto mi piaccia Zack Snyder e la sua tamarreide assortita, ogni trailer mi ha dato l’impressione di vedere degli scolaretti delle medie che facevano una recita scolastica in cosplay. E qui capisci che o sei diventato davvero vecchio, o che le sale cominciano a essere parecchio sature di questo genere di film…

The Big Sick

"Vuoi sul serio assaggiare un pezzetto di Jean? Non mi starai diventando come il Cannibale!"

Cannibal Kid: Di gran lunga il film della settimana, nonché uno dei potenziali filmoni dell'anno. Non sto parlando ovviamente di una baracconata supereroistica qualsiasi, bensì di una romcom indie già osannata all'ultimo Sundance e da quell'ala di critici americani che ne capisce qualcosa e che non si fa comprare il giudizio in cambio di un'action figure di Flash e di una Wonder Woman versione bambola gonfiabile. Per una volta io e il Festi potremmo fare festa insieme, visto che anche lui (giustamente) è un fan di Zoe Kazan, bella e brava icona indie. Insieme ci possiamo coalizzare contro Ford, che appena si parla di cinema alternativo e radical-chic diventa un vero big sick, un grande malato.
Ford: in barba a quegli hipster fighetti di Cannibal e Giacomo, ho sempre trovato acuta ed interessante Zoe Kazan, che spero possa regalare un'alternativa indie non radical chic e menosa con questo Big Sick, che spero davvero possa rivelarsi più big che sick. Anche perchè di sick, qui, ce n'è già sicuramente uno, e non parlo del giovane Festi.
Jean: ragazzi, c’è Zoe Kazan. Non posso dare un parere lucido…

Ogni tuo respiro

"Perdonami, cara. E' venuto il momento che faccia guidare Ford. Addio."

Cannibal Kid: Eccolo il film più ruffiano e spudoratamente a caccia di Oscar dell'anno, e forse del secolo. In questo film Andrew Gatto Garfield, reduce da un paio di pessime pellicole con Gibson e Scorsese, ha la parte di Robin Cavendish, attivista britannico costretto a vivere paralizzato su una sedia a rotelle e con un respiratore a causa della poliomielite. Questi biopic melodrammatici mi hanno fregato una volta, e pure alla grande, con La teoria del tutto, ma adesso basta. È arrivato il turno per James & Giacomo di piangere.
Ford: arriva con qualche mese d'anticipo rispetto al periodo degli Oscar il classico film con disabilità da Oscar che ormai, al sottoscritto, scatena più un effetto battutacce in pieno stile Randall di Clerks che altro. Considerato che questa è la parte di Cinema americano che non gradisco, lascio volentieri la palla ai miei due colleghi, che potrebbero pensare perfino ad una visione con fazzoletti condivisi.
Cannibal Kid: non per fare il precisetti della situazione, però un po' sì, comunque dear Ford questo non è un film americano, bensì britannico.
Jean: onestamente, non amo molto i biopic, tranne rarissimi casi, e trovo che il tema della disabilità sia molto difficile da trattare senza cadere in una retorica spicciola e davvero fastidiosa, quasi più offensiva di qualunque battuta politicamente scorretta. Comunque stavolta non ci sono ragni radioattivi di mezzo, quindi forse c’è da tirare un sospiro di sollievo, perché l’unica disabilità sembra essere data dai pareri cinematografici dei miei due colleghi.

La signora dello zoo di Varsavia

"Non c'è un singolo animale in tutto lo zoo che voglia stare in gabbia con Ford. Davvero incredibile."

Cannibal Kid: Jessica Chastain è una delle poche attrici e donne al mondo in grado di mettere d'accordo tutti, persino me e Ford. Festi, sarai mica l'unico tu a criticarla?
In tal caso meriteresti di essere rinchiuso con i leoni allo zoo. Di Varsavia, o anche di Lodi, dove risiede abitualmente Ford insieme ai suoi “colleghi” gorilloni.
Tutto questo per dire che il film non mi attira per niente ma, se mai lo vedrò, sarà solamente per la signora Chastain.
Ford: altro film che, Chastain a parte, non mi attira neppure per sbaglio. Ormai io, quando si parla di zoo, penso soltanto alle richieste del Fordino di andare a visitarne di nuovi o rivedere quelli che abbiamo già visto, considerato che, abituato al padre, non riesce davvero a stare lontano dagli animali.
Quello che, però, questa settimana mi piacerebbe vedere, è un bello steel cage match - considerato il titolo in questione, ci sta tutto - tra Cannibal e Giacomo. Potrei divertirmi non poco.
Jean: mi spiace deludervi, ma io e la Chastain siamo sposati da diverso tempo, non abbiamo divulgato la notizia perché voleva proteggermi dalla troppa sovraesposizione mediatica. Chissà perché quando lo dico non ci crede nessuno, che il film lo vedrò solo per lei sembra convincere più gente…

The Broken Key

"Voi tre bloggers da due soldi che pensate di intendervene di Cinema, sarete giudicati dal tribunale delle vecchie glorie!"

Cannibal Kid: Certo che The Broken Key dev'essere proprio una gran bella p...
Pellicola?
No, porcatona. E potevo anche essere meno gentile. Il cast pieno di reduci del cinema de 'na vorta, nonché glorie fordiane come Rutger Hauer, Christopher Lambert e Franco Nero (che però stranamente non sembra essere parente con il regista del film Louis Nero), così come il trailer, lasciano immaginare una produzione di serie B. Ma probabilmente non sarà così. Sarà di serie Z.
Ford: di rotto, all'idea di vedere una cosa del genere, ci sono solo due cose. E non sono chiavi.
Jean: un cast che, con tutte le “vecchie glorie” presenti, dovrebbe far sperare in qualcosa di buono, invece dà più l’effetto di “Antonio Banderas nel mulino con Rosita”. E dire che Louis Nero è la voce fuori dal coro del cinema indipendente italiano, quindi proverò a dargli qualche chance – a mio rischio e pericolo.

Lezione di pittura

"Questo dev'essere per forza un Goi originale. Infatti fa decisamente cagare."

Cannibal Kid: Direttamente dal 2011, un film cileno che arriva ora nelle nostre sale, a grande (???) richiesta. Complimenti alla distribuzione italiana per la sua rapidità, che rischia di competere con quella del Festi e del Ford, due blogger che, poche ore prima della pubblicazione di un post importante come questo, non hanno ancora scritto una sola riga. Ah, se non ci fossi io a impartire un po' di sana disciplina e organizzazione, dove andrebbe a finire questa rubrica?
Ford: più che a vedere Lezione di pittura, io spedirei dritto Cannibal Kid a lezione di Cinema, considerato quello che ne capisce. E chissà che non abbia bisogno di un pochino di ripasso anche il buon Giacomo, che ultimamente fa la bella vita dello scrittore e non entra più in una sala neanche per sbaglio!
Jean: Ford è da tempo che mi dice che vuole darmi lezioni di bevute, mentre certi commenti che esaltano Von Trier mi fanno voglia di dare lezioni di sberle al Cannibale. Insomma, ognuno ha la sua, così come la distribuzione italiana che scopre certi film dopo anni di distanza. Con quel tanto…

La casa di famiglia

"Sapevo che a dare retta a quel Festi finivo dietro le sbarre."

Cannibal Kid: Questa settimana se devo proprio scommettere su un film italiano, e voglio farlo visto che non sono un rigido esterofilo come quei due finti international di Giacomo & James, punto su questa commedia. Se non altro per il cast di volti che mi stanno abbastanza simpatici come Lino Guanciale, Stefano Fresi, Libero De Rienzo, Matilde Gioli e quella bella figliuola di Nicoletta Romanoff che è da un po' che non si vede in giro.
Ford: io, che sono un esterofilo ma ancor più un critico obiettivo pronto a riconoscere che il Cinema italiano degli ultimi anni - salvo piacevoli quanto rare eccezioni - mostra la stessa qualità della Nazionale di calcio, sento odore dell'ormai classica sòla made in Terra dei cachi dalla quale mi tengo volentieri alla larga, in attesa del post esaltato di Peppa Kid, che probabilmente riceve sovvenzioni per sostenere la settima arte nostrana. E beato lui.
Jean: l’unica concezione di famiglia che ho è nel seguire Ford e Julez su Instagram, mentre spero che il Cannibale non prolifichi mai una nuova generazione di radical-chic come lui. Il film in questione non mi fa né caldo né freddo, al massimo lo recupererò in un passaggio televisivo.
Cannibal: Ford e Julez su Instagram? Ford su un social qualunque??? Non ci credo!

I'm – Infinita come lo spazio

"Jean e Katniss Kid alla loro ultima festa di Halloween. Quello zuccone di Ford non si è presentato."

Cannibal Kid: Dal trailer non appare come una roba amatoriale, deppiù!
Nonostante questo, pare anche possedere un'anima dark e “loser” che sembra uscita da qualche storia di uomini invisibili o da vita da scarabocchio partorita dalla mente (malata) del celebre e celebrato (?) scrittore Giacomo Festi. Vedete voi se prendere quest'affermazione come una cosa positiva, o come un invito a scappare da questa pellicola il più lontano possibile.
Ford: potrebbe valere lo stesso discorso fatto per La casa di famiglia, solo amplificato.
Cedo volentieri il passo allo Scarabocchio ed allo Scarabocchiatore.
Jean: gente, un giorno mi direte come fate a scoprire queste robe. Vivevo bene anche senza sapere che esistesse…

Agadah

"Solo con un doppio White Russian posso affrontare la visione di questo film."

Cannibal Kid: Film in costume italiano fantasy che dal trailer promette sesso, avventure e magia. E forse anche una fetta di culo. Io lascio volentieri la visione a Ford e al Festi, due veri amanti del genere. Il fantasy?
No. Il genere spazzatura.
Ford: Agadah, ma va a cagà.
Cannibal Kid: Battuta cannibalesca di Ford, LOL! XD
Jean: wow, sembra un Game of thrones scritto da Ford e diretto dal Cannibale. Ma anche a parti invertite non ispirerebbe nulla di buono…

Pipì Pipù e Rosmarina in Il mistero delle note rapite

"Sto cercando il Cucciolo Eroico per scassarlo come si deve. E già che ci sono, se me lo trovo davanti do una bella ripassata anche a Giacomo Festi."

Cannibal Kid: Direttamente da Rai YoYo e da Enzo D'Alò, il film d'animazione perfetto per quel cucciolone tenerone bambinone di Ford. I veri uomini duri e puri, come me e il Festi, possono invece passare virilmente oltre.
Ford: con i Fordini ormai sul pezzo rispetto ai canali dedicati ai bambini, non ho mai sentito nulla che facesse riferimento a Pipì e Pupù. Del resto, probabilmente loro non hanno mai sentito nulla che facesse riferimento a Cannibal o Festi. Mi sa tanto che restiamo io e Rosmarina, a tenere su la baracca.
Jean: non so se compatire il Ford perché forse i suoi pargoli vorranno vederlo, o il Cannibale, che ha il QI adatto per film di questo tipo. Io però salto bellamente, che sono abituato a cose più mature, tipo la maratona dei Transformers che mi aspetta stasera...
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