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giovedì 19 aprile 2018

Thursday's child








Nuovo appuntamento con il triangolo cinematografico più bollente della blogosfera e con una delle attrici in grado di mettere d'accordo non solo per le doti recitative questo vecchio cowboy ed il suo rivale per antonomasia, Cannibal Kid: per l'occasione, a tentare di arbitrare gli ormoni dei due vetusti bloggers penserà la fruttata Fragola, pronta a regalare perle come solo nelle migliori edizioni di questo appuntamento settimanale.



"Quei due bloggers pensano di essere duri e cattivi, ma io me li mangio in un boccone."



Molly's Game

"Ma tu sul serio vuoi avvicinarti a quei due? Io ti consiglierei un'ordinanza restrittiva."

Fragola: Prima di tutto ringrazio il Cannibale e Ford per avermi invitata a prendere parte come guest della loro mitica rubrica. Quando il Cannibale mi ha proposto la cosa, ero agitata quasi come se mi avessero chiesto di partecipare al tavolo verde di Molly Bloom. E a tal proposito, questo film dedicato alla “Principessa del Poker” mi pare decisamente interessante, sarà che a me quest’anno le storie di sportive “alternative” alla canonica immagine proposta dalla società (vedi “Tonya”) mi garbano parecchio, ma la pellicola sembra avere del gran potenziale, se si aggiunge che il film è scritto e diretto da Aaron Sorkin, che di biographical drama ne sa qualcosa, e la presenza di una fichissima Jessica Chastain, la quale probabilmente agiterà i fervori post adolescenziali del Cannibale. Peccato Kevin Costner che ha la stessa verve del mio comodino al mattino, ma per il resto direi che è il mio film prefe della settimana!
Cannibal Kid: Quando ho iniziato a vedere Molly's Game ero agitato quasi come se Fragola mi avesse chiesto di contribuire al suo blog Una fragola al giorno, che io avrei trasformato per l'occasione in Un cannibale al giorno toglie il Ford di torno. Quando Jessica Chastain fa un nuovo film per me è sempre un evento e vado in agitazione. Nemmeno questa volta la rossa più fragolosa di Hollywood comunque ha deluso le aspettative e ci ha regalato una pellicola recitata alla grande, of course, e ottimamente scritta e diretta da Aaron Sorkin, che io ho già recensito (http://www.pensiericannibali.com/2018/02/kiss-kiss-mollys-game.html) e che consiglio di vedere a Sabina e persino al mio blogger rivale.
Ford: questo dev'essere l'anno dei biopic sportivi alternativi. Dopo Tonya, infatti, giunge finalmente in Italia Molly's game, scritto ed interpretato ottimamente - Fragola, inizi male con quelle sparate su Kevin Costner -, che ho già visto e ho atteso a pubblicare in vista proprio di questo approdo nelle nostrane sale. Unica nota dolente, il fatto di essere d'accordo con Cannibal.

Escobar - Il fascino del male

"Una volta là c'era Casale Monferrato. Ora ho costruito il mio nuovo zoo personale."

Fragola: L’interesse per la figura di Pablo Escobar sembra non accennare a diminuire o perlomeno ne sono convinti i realizzatori di questo film, il terzo dedicato al Patrón dopo “Escobar” con Benicio del Toro e la stupenda serie “Narcos” di Netflix, che chevelodicoafare ho amato alla follia.
La domanda che sorge spontanea è cosa può dirci di più sulla figura di Pablito il film di Fernando León de Aranoa con Javier Bardem e Penélope Cruz e pare che la risposta sia tutta nel racconto della relazione extraconiugale tra Escobar e Virginia Vallejo, giornalista di quei turbolenti anni in Colombia e autrice del libro da cui è tratto il film. Sinceramente non sentivo la necessità di un altro film sul narcotrafficante e, forse, l’aspetto più interessante (probabilmente l’unico) sarà vedere Bardem alle prese con una figura imponente come quella di Escobar e se l’attore sarà in grado di eguagliare la grandissima interpretazione di Wagner Moura. Per il resto, lascio il giudizio ai due caballeros.
Cannibal Kid: Io mi sono appassionato a Narcos fintanto che c'era lui, Pablo, poi quando è sparito è sparita anche la mia attenzione. Per quanto non sentissi particolarmente il bisogno di un altro film su di lui, dopo il già poco fenomenale Escobar con Guillermo... excusa, con Benicio del Toro, questa pellicola incentrata sul rapporto tra il narcotrafficante e la giornalista Virginia Vallejo potrebbe comunque rivelarsi se non muy guapa, se non altro mucho mejor di un WrestleMania.
Ford: chevelodicoafare su Narcos, un pò meno su Escobar, decisamente meno rispetto a questo ennesimo film dedicato alla figura del trafficante colombiano, che pare realizzato giusto per mettere in vetrina due divi che sopporto meno di Cannibal nelle sue giornate peggiori. Per quanto mi riguarda, Pablito resterà per sempre quello portato sullo schermo da Wagner Moura.

Ghost Stories

"Il primo di quei bloggers che mette il muso fuori dovrà prenotarsi una bella serie di sedute dal dentista."

Fragola: Questo film deve fare una paura da matti, ma deve essere una figata. E questo è quasi tutto quello che so su “Ghost Stories”, visto che sono talmente fifona che gli horror non li guardo, e infatti non sono riuscita a guardare neanche il trailer e a leggere per intero le notizie a riguardo, saltando i pezzi che mi parevano più spaventosi (mi basta poco, anche solo le parole “strani fenomeni sovrannaturali” ricreano nella mia mente scenari di puro terrore, più spaventosi dell’immaginare Cannibale e Ford andare d’accordo su tutto!) Ma non volevo fare brutta figura con i miei ospiti, quindi ho cercato di informarmi al meglio e devo dire che “Ghost Stories” ha un background niente male, che lo rende una delle uscite più interessanti della settimana: il film, infatti, oltre a rifarsi a una lunga tradizione di horror d’oltremanica, è l’adattamento di una pièce teatrale dallo stesso nome molto nota per essere terrificante (nel senso che fa paura, non brutta che “nun se po’ guardà”). Pare che lo spettacolo fosse vivamente sconsigliato ai minori di 15 anni, che per pubblicizzarlo venissero utilizzare le immagini del pubblico terrorizzato e che, alla fine dello spettacolo, un messaggio registrato invitasse gli spettatori a mantenere il segreto sulla rappresentazione. Insomma, ci sono tutti i presupposti per un film in grado di spaventare persino un “duro” come Ford.
Cannibal Kid: Da quando conosco Ford, faccio fatica a trovare spaventosa qualsiasi altra cosa all'infuori di lui e dei suoi gusti. Figuriamoci un film che riesca a farmi paura. Visto che io e Ford gli horror li guardiamo, e in genere li critichiamo pure parecchio, a tremare possono essere gli autori di questa pellicola già pronta a far gridare dall'entusiasmo, oltre che dal terrore, molti blogger, ma che con noi due avrà vita parecchio più dura.
Ford: la cosa che mi fa più paura di questo film è che potrei essere clamorosamente d'accordo con l'analisi "pre partita" del mio rivale, che giustamente afferma quanto l'horror abbia vita difficile quando incontra i nostri due pareri. Lieto di essere smentito, ma ho come l'impressione che questo Ghost stories finirà per essere l'ennesimo fenomeno mediatico e pubblicitario pronto ad essere stroncato in stereo dai due bloggers più cattivi della blogosfera. E spaventosi, ovviamente.

Doppio amore

"Fragola, nessun rancore, ma voglio essere io l'unica donna tra Cannibal e Ford. Prima di te ho già fatto fuori la Chastain e J-Law."

Fragola: Quando sento odore di cinema francese divento sempre diffidente e circospetta. Non so perché, ma ho sempre il timore che dietro tutta l’eleganza, la sofisticatezza e le rifiniture di pregio del cinema d’oltralpe, voilà le truc: un vuoto esistenziale e non, in cui morire di noia al suon di “Meh!”. Certo non è sempre così, ma capita, e questo film di François Ozon, un thriller psicologico tutto giocato sul tema del doppio, dell’ambiguità e del sesso come mezzo per dipanare la matassa, mi sembra possa appartenere alla categoria. Sicuramente Cannibale non sarà d’accordo, ma lui ha il debole per i film francesi e quindi lo lascerò parlare.
Cannibal Kid: Siamo sicuri che il commento qui sopra l'abbia scritto tu, Sabina?
Ford, esci subito da questa Fragola!
Io quando sento odore di cinema francese, sento profumo di Chanel Nº 5 e vado subito in estasi. Con un thrillerino psicologico soft-erotico come questo poi, non potevo che cadere nella trappola di Ozon con tutti e due i piedi. Anche questo film come Molly's Game l'ho già visto e già recensito (http://www.pensiericannibali.com/2017/12/loroscopo-di-pensieri-cannibali.html). Più che doppio amore, una doppia recensione. Alla faccia di Ford che probabilmente non ha ancora visto nessuno dei due.
Ford: Ozon, nonostante il Cinema francese e il radicalchicchismo, mi piace, e ho apprezzato in passato molti dei suoi lavori. Questo Doppio amore non è ancora transitato dal Saloon, ma potrebbe perfino stupirmi e consegnare ai lettori una settimana miracolosa all'interno della quale mi trovo più d'accordo con il mio nemico giurato che con la nostra ospite fruttata. Una cosa davvero al limite della fantascienza.

L'amore secondo Isabelle

"Certo che Cannibal e Ford fanno proprio ridere: non importa chi ospitino, sparano sempre stronzate a raffica!"

Fragola: Potrei copiare e incollare la prima parte del mio commento sopra. E aggiungo che personalmente non amo molto i film in cui le donne si parlano addosso delle proprie pene d’amore e dell’incapacità di comunicare tra uomo e donna e sentimento e ragione. Abbiamo già avuto sei stagioni di Sex and the City per dilungarci meravigliosamente sul tema, va bene così grazie, e nel caso servisse una rinfrescata, mi metto a leggere Pensieri Cannibali che va bene uguale.
Cannibal Kid: Ahahah, colpito e affondato!
Giusto per rimanere in tema francese: chapeau, Fragola, chapeau.
Riguardo alla pellicola, è diretta da Claire Denis (da non confondere con l'attrice Claire Danes), regista nota per il film Cannibal Love, che colpevolmente e clamorosamente non ho mai visto, così come nessuno dei suoi altri lavori. Questo film con la sempre brava Juliette Binoche potrebbe rappresentare l'occasione per rimediare e potrebbe piacere pure a Ford, che di recente ha esaltato molto più di me una pellicola in apparenza simile come quella radical-chiccata de L'avenir.
Ford: Finalmente qualcuno che riesce a vedere Cannibal ed il suo blog come lo vedo io! Brava Fragola, ti sei riscattata di quanto scritto fino ad ora! E per il resto, appurato questo, poco importa del film!

Wajib - Invito al matrimonio

"Piuttosto che parlare di Cinema con Cannibal, mi confronto con voi pappagalli."

Fragola: Qui invece sento odore di “cannibalata” e devo dire che non mi dispiace affatto. Film premiato in diverse manifestazioni, selezionato per rappresentare la Palestina agli Oscar 2018 per poi non entrare nella lista finale, si tratta di una pellicola impegnata, che cerca di raccontare un tema piuttosto complesso come quello della condizione palestinese nei territori israeliani in modo leggero ed emozionale. A questo tipo di proiezioni solitamente siamo più o meno in 10 in sala, ma sono una persona positiva e spero sempre nell’arrivo dell’undicesimo. Sarà questa la volta buona?
Cannibal Kid: Mi sa che l'undicesimo non sarà io, ma potrebbe essere Ford. Sempre che nel frattempo non esca qualche altro film con The Rock...
Ford: se questa settimana non dovesse esserci nulla in programma con The Rock, Fragola, contami pure come l'undicesimo!

Il tuttofare

"Vostro onore, tenere in libertà Cannibal Kid è più che comico!"

Fragola: Io non sono una di quelli che demonizza il cinema italiano tutto, ci sono casi in cui riconosco il valore della produzione e pellicole che salvo volentieri. Ecco, il film con Castellitto non è uno di quei casi.
Cannibal Kid: Sergio Castellitto non mi è mai stato particolarmente simpatico, ma i suoi film devo dire che non mi dispiacciono. Quelli da regista, almeno. Ricordo ad esempio ancora con piacere quel sottovalutato gioiellino de La bellezza del somaro. E se lo ricordo io che ho una pessima memoria, un motivo ci sarà. In questo caso il tuttofare Castellitto si limita al solo ruolo da attore e, se ha deciso di partecipare a un progetto non suo o dell'onnipresente moglie Margaret Mazzantini, un motivo ci sarà. Anche se non ho tutta 'sta voglia di scoprire quale sia.
Ford: io, in questo momento, ho voglia di fare una cosa sola. Evitare film italiani inutili neanche fossero commenti di Cannibal.

Parlami di Lucy

"Questo posto desolato dev'essere quello che Escobar ha lasciato di Casale."

Fragola: Per riallacciarmi al discorso di sopra, questo è proprio quel genere di film italiano che invece potrei salvare volentieri. Con un film così, possono parlarmi di chiunque, persino di Cannibale e Ford!
Cannibal Kid: Non capisco da dove arrivi tutto questo entusiasmo da parte di Fragola nei confronti di un film che, almeno dal trailer, sa di tipico mattonazzo finto autoriale e vero amatoriale italiano, oltre che di notevole pesantezza. Altroché il leggero cinema francese. Credo, anzi temo, che Ford in questo caso possa essere d'accordo con me.
Ford: temi bene, Peppa. Non so cosa possa essersi bevuta Fragola per diventare una versione ancora più radical di te.

Il mio nome è Thomas

"Terence, non aver paura! Guidi senza dubbio meglio di Ford!"

Fragola: Raga ma questa è la ciliegina sulla torta! A parte che sono devastata dall’aver appreso che “Don Matteo” è arrivato al season finale che ciao proprio, un crollo delle certezze di queste dimensioni che Ford, che c’ha persino la serie salvata su Netflix come qualsiasi agée che si rispetti, ancora non si è ripreso. Ma poi scopri che in realtà Don Matteo si è solo trasformato in uno che se fa chiamare Thomas e tutto ciò è stupendo! Mi rimangio quello che ho detto all’inizio, il mio film prefe della settimana è questo!
Cannibal Kid: Oh, finalmente Fragola prende un po' di mira anche Ford e fa un centro pieno!
Io la popolarità di Terence Hill non l'ho mai capita già ai tempi degli speghetti western, figuriamoci poi con Don Matteo e ora con questo suo ritorno cinematografico da attore e pure da regista e pure da sceneggiatore. Se questo è il meglio che il “nuovo” cinema italiano oggi può offrire, il mio nome è James Ford.
Ford: io voglio bene a Terence Hill. Ma solo rispetto ai film con Bud Spencer. Don Matteo, Thomas e chiunque altro, li lascio volentieri al grande bacino del trash che di tanto in tanto Cannibal celebra ignorando le critiche che spesso e volentieri riserva alle tamarrate adorate dal sottoscritto.

mercoledì 3 gennaio 2018

Madre! (Darren Aronofsky, USA, 2017, 121')




Aronofsky è uno dei grandi misteri del Cinema, per quanto mi riguarda.
Da sempre esaltato da un nutrito zoccolo duro di sostenitori, qui al Saloon ha avuto una vita difficilissima fin dagli esordi, fatta di delusioni e bottigliate, visioni sconvolgenti - non in senso positivo - ed aspettative sempre più basse.
E d'un tratto, grazie ad un cambio di rotta ed alla scelta di portare sullo schermo una delle mie più grandi passioni - il wrestling -, divenuto un idolo neanche fosse Clint Eastwood: con The Wrestler, infatti, probabilmente uno dei miei film favoriti degli ultimi dieci anni e forse di sempre, il buon Darren riportò piuttosto in alto l'asticella, confermando il suo valore con il successivo ed ipnotico Black Swan, che quasi mi fece pensare che, per un Malick che progressivamente perdevo, andavo forse a guadagnare un nuovo visionario ai miei favoriti.
Niente di più sbagliato: neppure il tempo di consolidare la sua posizione nelle graduatorie fordiane, quand'ecco giungere come una sventagliata di mitra Noah, obbrorio hollywoodiano della peggior specie pronto a scalare le classifiche dei peggiori e a farmi ricredere una volta ancora a proposito di questo autore che definire discontinuo mi pare assolutamente riduttivo.
Con l'arrivo in sala di Madre! le previsioni più ottimistiche prevedevano, da queste parti, una tempesta di bottigliate di quelle delle grandi occasioni, condite da una recensione che avrebbe potuto essere dominata dall'incazzatura o dalla facile ironia rispetto al soggetto: e invece, ecco una nuova sorpresa firmata da Aronofsky.
Madre! mi è parso un film interessante, assolutamente lontano dallo scempio che avevo previsto, con molte idee potenzialmente ottime se ben sviluppate: peccato che, nello specifico, l'autore non sia riuscito neppure per sbaglio proprio in quest'impresa, lanciandosi in una serie di tentativi che vorrebbero apparire estremi e pronti a sconvolgere lo spettatore risultando semplicemente uno di quegli artisti che pensano che basti provocare per essere considerati geniali.
Ad ogni modo, oltre alla canotta senza reggiseno di Jennifer Lawrence, ho trovato questo film a suo modo coraggioso ed intelligente, nonostante la volontà di chi l'ha firmato di esplicitare fin troppo l'abbia minato alle fondamenta, costringendo lo spettatore ad un'agonia che può essere paragonabile a quella della protagonista - e questo potrebbe essere considerato un pregio, da alcuni - e ad una sorta di lezione forzata che rende l'intera operazione spocchiosa ed antipatica, nonostante tematiche come quella del rapporto tra l'artista e la sua arte, il ruolo della donna e la definizione del concetto di sacrificio, che avrebbero senza dubbio potuto trasformare questo titolo nell'ennesimo stupefacente comeback di Aronofsky, che neppure fosse Rocky prende cartoni e critiche all'angolo per poi piazzare il colpo vincente.
A questo giro è mancato, e su questo non ho alcun dubbio, eppure una flebile speranza - al contrario del già citato Malick - esiste ancora, e forse, sotto tutto il suo desiderio di imporsi come autore mistico e complesso, si nasconde un ragazzo che ancora non è cresciuto nonostante si avvicinino i cinquanta che deve ancora trovare la sua strada: personalmente, spero che questa strada possa essere chiara al prossimo film, e che il mancato massacro di Madre! sia un segno che, da qualche parte, lo straordinario narratore di The Wrestler esista ancora.
O quantomeno, che esista la sua Ispirazione.



MrFord



 

giovedì 29 giugno 2017

Thursday's child






Temperature e temporali a parte, l'estate è arrivata come di consueto portando in sala ricicli, vecchie pellicole, cose di poco conto e via discorrendo, come se l'ultima, terribile primavera cinematografica non fosse stata abbastanza.
Quantomeno, a tenere un pò alto il morale della moscissima blogosfera, i due rivali ex rivali ultimamente più rivali, il qui presente Ford ed il purtroppo anch'egli qui presente Cannibal Kid.


"Vorresti far guidare il furgone a Ford!? Hai intenzione di lasciarci la pelle!?"



Codice criminale

"Sono dovuto venire qui in mezzo al nulla dove vive Ford, per avere un White Russian decente!"

Cannibal dice: Michael Fassbender in un film musicato dai Chemical Brothers?
Potrebbe essere una figata! Il condizionale è comunque d'obbligo, visto che alcuni degli ultimi film con Fassbender non è che mi abbiano fatto “fangirlare” come quel criminale di Ford quando vede una pellicola con Stallone tutto nudo e tutto unto.
Ford dice: Fassbender e i Chemical Brothers potrebbero promettere bene, ma si sa che spesso non è tutto oro quello che luccica. Guardate Pensieri Cannibali: a prima vista potrebbe sembrare un blog curato, aggiornato e documentato, ma poi si comincia a leggere, e ci pensa il suo autore a trasformarlo in una roba terrificante. Speriamo che in questo caso ci vada meglio.

Il tuo ultimo sguardo

"Ho riempito il frigo di birre. Dici che Ford sarà contento?"

Cannibal dice: Una storia d'amore tra i sex symbol Charlize Theron e Javier Bardem nei panni di una direttrice di una ONG e di un medico sullo sfondo della guerra civile in Liberia?
Potrebbe essere la pellicola buonista più banale dell'anno. Peccato che a dirigerla ci sia Sean Penn, il cui ultimo film era il bellissimo Into the Wild e che poi, per amore (già finito) della bella Charlize si dev'essere bevuto il cervello. Come Ford dopo troppi White Russian.
Ford dice: Sean Penn, come attore e come regista, mi ha regalato cose davvero notevoli ed altre clamorosamente sopravvalutate. Ho come l'impressione che questo apparentemente finto impegnato e buonista Il tuo ultimo sguardo faccia parte della seconda categoria. Su Cannibal, invece, non ho dubbi: è quasi più sopravvalutato di Malick.

2:22 – Il destino è già scritto

"Cannibal Kid? Ancora!? Me l'avevano detto che quello era un vero stalker!"

Cannibal dice: Un altro film in cui lo stesso giorno si ripete di continuo? Sembra di stare dentro una versione thriller di Ricomincio da capo. O dentro White Russian quando parla per la millesima volta di serie infinite come Grey's Anatomy e Criminal Minds.
Ford dice: ennesima roba inutile tra viaggi nel tempo e pseudo thriller. Potrebbe venire buona per una visione estiva senza impegno, ma non ci faccio troppo affidamento, almeno quanto sulle opinioni del mio ex quasi rivale tornato - forse - agli antichi fasti.

Le Ardenne – Oltre i confini dell'amore

"Tra cinque minuti inizia la proiezione del film consigliato da Cannibal." "Bene: ho già il cuscino pronto."

Cannibal dice: Il manifesto di questo film thriller-drammatico belga recita: “Tanto potente quanto Fargo, Trainspotting e i primi film di Quentin Tarantino”. Io non sono il primo pollo che passa e ci casca, come Ford, e lo so che sono le solite sparate di marketing esagerate per vendere una pellicola, però in questo caso con me l'hanno venduta bene e l'ho già messa in elenco tra le prossime visioni.
Ford dice: film belga del duemilaquindici arrivato non si sa come o perchè qui in Italia in ritardo clamoroso e spinto da una serie di critiche non proprio esaltanti. Personalmente, fino a settembre cercherò di tenermi lontano dalle scommesse pseudo radical e pseudo Cannibal.

Bedevil – Non installarla

"Sento la presenza di Marco Goi, qui in giro. Ho tanta paura."

Cannibal dice: Solita pellicola horror che cerca di demonizzare le nuove tecnologie. Ma mi sa che fa molta più paura vedere il poco smart Ford che tenta di installare una app su uno smart phone.
Detto questo, io un horrorino teen scemo come questo per una rinfrescante visione estiva non credo me lo farò mancare.
Ford dice: tipico horrorino buono per i pusillanimi che in estate è praticamente un appuntamento fisso. Dovessi avere un buco nella classifica del peggio di fine anno, lo recupererò.

L'infanzia di un capo

"Questi sono i libri usati per studiare da Ford quando aveva la tua età, il secolo scorso."

Cannibal dice: Film che un capo del cinema d'autore e radical-chic come me ovviamente ha già visto e pure recensito qui: http://www.pensiericannibali.com/2017/01/the-childhood-of-leader-crescere.html. Mica come Ford che si vede solo action e B-movies per decere... ehm, per persone poco intelligenti.
Ford dice: altra pellicola radical che non mi pare sospinta da critiche così esaltanti che prima dell'autunno non mi sognerò di certo di recuperare. E' estate, fuori i mojiti, i despaciti e tutto quello che non richiede impegno.

The Latin Dream

"E ora suoniamo Despacito tutta la notte!"

Cannibal dice: Un film sulle danze latinoamericane?
Ma questo è l'horror dell'anno insieme a Io, James Ford.
Ford dice: già faccio cagare a ballare, non mi sogno neppure di avvicinarmi ad una roba come questa. Anche se, da buon tamarro, con Despacito e Subeme la radio sto alimentando l'estate a volume alto.

Ninna nanna

"E' nato il primo figlio di Cannibal e Ford." "Ammazza, è proprio mostruoso!"

Cannibal dice: Pellicola italiana che speriamo faccia almeno onore al suo titolo e consenta una bella ronfata come si deve.
Ford dice: mi basta il titolo, senza neppure bisogno del film. E ho un bel coma di qualche ora pronto per rifocillarmi.

 
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