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lunedì 18 marzo 2019

White Russian's Bulletin



Torna il Bulletin - puntuale e non in ritardo a causa delle ingerenze di Cannibal - e torna a riproporsi una settimana decisamente scarna anche a livello di visioni, complici la palestra, il pay per view di wrestling, la stanchezza che ormai la sera colpisce e via discorrendo: quantomeno si tratta di due proposte differenti - una una serie, una un film -, provenienti da differenti piattaforme e decisamente lontane per ambientazioni ed approccio.


MrFord



TRIPLE FRONTIER (J. C. Chandor, USA, 2019, 125')

Triple Frontier Poster


Sulla carta, praticamente una bomba - non solo per me, ma anche per Julez, considerata la presenza di Charlie Hunnam, uno dei suoi favoriti in tutto e per tutto -: Mark Boal alla sceneggiatura, il solido J.C. Chandor alla regia, una trama da fare invidia alla Bigelow - che avrebbe dovuto dirigerlo - e Michael Mann, un genere congeniale al Saloon. 
Eppure, nonostante la tecnica ed il genere, Triple Frontier, per quanto soddisfacente per godersi una serata di settima arte tosta ma non impegnatissima, resta un passo indietro ai suoi modelli, incapace di essere davvero tamarro come i lavori di Peter Berg oppure davvero impegnato come quelli della già citata Bigelow: il comparto tecnico è indiscutibile, il cast interessante, la tensione tiene, eppure tutto resta un pò troppo freddo, oltre al fatto che viene in modo completamente di parte giustificato il desiderio di cinque veterani statunitensi di compiere una missione al di fuori e al di sopra della legge per "riprendersi" quello che il loro ruolo non aveva riconosciuto in termini economici.
Il West mi piace, così come l'outlaw come concetto, ma avrei avuto da obiettare, in questo caso, rispetto a parecchi punti di vista: ad ogni modo, un altro colpo quantomeno interessante messo a segno da Netflix.




TRUE DETECTIVE - STAGIONE 3 (HBO, USA, 2019)

True Detective Poster

Ho sempre amato il brand True Detective e la scrittura di Nic Pizzolatto, in bilico tra hard boiled, malinconia e Frontiera: dalla prima, folgorante stagione alla tanto bistrattata - e per me emotivamente potentissima - seconda, pareva che non avremmo più rivisto sullo schermo quella che, a conti fatti, è una delle proposte da piccolo schermo più importanti degli ultimi anni.
E invece, forte della partecipazione del due volte Premio Oscar Mahershala Ali, True Detective torna e lo fa rispolverando le atmosfere dei tempi di Rusty Cole - citando anche le sue vicende -, accettando la sfida di una tripla linea temporale e regalando almeno un paio di episodi degni di essere ricordati negli anni a venire: qualcosa, inevitabilmente, sfugge, ma il lavoro nel complesso è ottimo, i due protagonisti - bravissimo anche Stephen Dorff - funzionano alla grande, i dialoghi - soprattutto quelli legati ai rapporti di coppia - sono al fulmicotone, la tensione palpabile.
Caro Nic, hai sparato un'altra pallottola che arriva dritta al cuore, che la si riceva con tutto l'istinto e l'energia dei giovani, o la memoria che svanisce e la malinconia dei vecchi.


lunedì 8 gennaio 2018

Justice League (Zack Snyder, USA/UK/Canada, 2017, 120')




I frequentatori abituali del Saloon ormai conoscono bene la predilezione del sottoscritto per la Marvel rispetto alla DC Comics, così come il complicato rapporto che lega questo vecchio cowboy a Zack Snyder, autore discontinuo che nel corso degli anni è riuscito a regalare discrete soddisfazioni e ciofeche immonde: con il tentativo orchestrato proprio da quest'ultimo di organizzare una sorta di risposta cinematografica made in DC per contrastare il sempre notevole successo del Cinematic Universe della Marvel ho avuto la conferma di tutti i limiti non solo dei seriosi e troppo statici charachters della concorrente principe di Mamma M, ma anche dello stesso Snyder, complici produzioni decisamente soporifere e poco incisive legate a Superman e Batman, i due portabandiera di questo universo.
Proprio in questo senso mi aspettavo che Justice League potesse esplodere come una bomba e guadagnarsi un posto d'onore nella Top Ten dedicata al peggio dell'anno degli appena assegnati Ford Awards: una previsione che, come accaduto di recente con Madre! di Aronofsky, non ha trovato riscontro nella realtà.
Justice League è ben lungi dal poter essere considerato un bel film - o anche solo discreto -, eppure si è presentato decisamente meno peggio di quanto potessi aspettarmi, complici senza dubbio la Wonder Woman di Gal Gagot - di gran lunga il charachter più interessante di questo "universo" - ed un ritmo che, nonostante le lungaggini tipiche di Snyder e la pesantezza devastante di Superman e del Batman di Ben Affleck - che pare aver cancellato tutto il bene fatto da Nolan e Bale con l'Uomo Pipistrello - non è risultato così lento: due sorprese che sono valse alla pellicola la mancata presenza nella già citata Top Ten del peggio del duemiladiciassette ma che non alimentano certo l'hype per un eventuale secondo capitolo del "supergruppo" della DC, che oltre alla noia di Supes e Batman presenta un Aquaman totalmente inutile - portato sullo schermo solo per contare sulla presenza accalappia donne di Momoa -, un Flash acerbo nonchè copia sbiadita di Spider Man per spirito ed un charachter impresentabile anche a livello di effetti come Cyborg.
Per quanto, dunque, il lavoro di Snyder e Whedon abbia scampato il peggio qui al Saloon - ma non al botteghino, che a quanto pare ha avuto poca pietà - penso basti riflettere sul fatto che, una volta esclusa la sua presenza ai Ford Awards, abbia clamorosamente dimenticato di doverne scrivere il post per due settimane buone è la prova di quanto poco consistente possa risultare per lo spettatore e la sua memoria: fossi nei produttori della risposta DC al Cinematic Universe, ripenserei ad una strategia diversa e valida così come ad un alleggerimento complessivo dei charachters, nonchè ad uno spazio sempre maggiore concesso all'unico volto che, in questa galleria, pare avere senso e spessore, quello di Wonder Woman.
Un segnale importante, considerati gli eventi dell'anno appena trascorso, per un regista fortemente "macho" come Snyder.



MrFord



 

giovedì 2 marzo 2017

Thursday's child


Prima puntata della rubrica dedicata alle uscite in sala settimanali condotta dal sottocritto e dal mio non più tanto agguerrito rivale Cannibal Kid dopo il trionfo fordiano della Notte degli Oscar: sarà un altro weekend di grandi celebrazioni per il Saloon o le proposte saranno tutte radical e poco interessanti come tutto ciò che è cannibalesco?
Ai film l'ardua sentenza.


"Allora siamo d'accordo: voglio che sia interdetto l'accesso al set a mio fratello almeno fino a quando non vincerò un Oscar anch'io."



Logan – The Wolverine

Cannibal Kid e Ford in gita domenicale.

Cannibal dice: La critica sta già esaltando questo nuovo capitolo della saga di Wolverine, che però ancora deve scontrarsi contro un critico davvero severo. Sto parlando di me Cannibal Kid, non certo del buonista Mr. James Ford. C'è comunque da dire che questo nuovo Logan, almeno dai trailer, appare più maturo e meno cinecomics rispetto al solito, e quindi a sorpresa potrebbe addirittura piaciucchiarmi. Non ho detto piacermi completamente.
Ford dice: Wolverine è senza dubbio uno dei personaggi più interessanti e cool non solo della brigata degli X-Men, ma della Marvel tutta. Purtroppo, cinematograficamente parlando, non sempre è stato trattato come si sarebbe dovuto: che sia la volta buona per vedere il mutante artigliato protagonista di un bel film?
Se le premesse sono quelle del trailer - musicato, tra l'altro, da Hurt suonata da Cash -, direi che siamo messi bene.





La legge della notte

"White Russian anche per noi, Ford. Ormai a Hollywood il tuo cocktail va per la maggiore!"

Cannibal dice: Ben Affleck come attore non mi piace un granché, e c'è da dire che negli ultimi tempi sta persino peggiorando, al contrario del fratellino neo premio Oscar Casey. Come regista invece Ben mi ha sempre convinto e quindi, anche se questo noir retrò a prima vista non mi attira per niente, potrei comunque dargli una chance. Tanto, peggio di un film consigliato da Ford non può essere.

Ford dice: Bisteccone Ben torna in sala per cercare - invano, almeno davanti alla macchina da presa - di pareggiare i conti con il fratellino fresco fresco di Oscar, un po' come Cannibal cerca disperatamente di stare al passo con me.

Riuscirà nell'impresa? Io dico di no.


Vi presento Toni Erdmann

"Quel vecchio alcolizzato dev'essere Ford!" "Stai scherzando!? In confronto a Ford, quello è un ragazzino!"

Cannibal dice: Film tedesco osannato dalla critica, nominato a Golden Globe e Oscar e vincitore del premio di miglior film agli European Film Award 2016, si presenta come una commedia grottesca da non perdere. La sua durata di quasi 3 ore però mi spaventa quasi come un mattonazzo pseudo autoriale fordiano.
Ford dice: probabilmente la scommessa della settimana. Con il grottesco, le critiche esaltanti e l'autorialità ci siamo, ma il timore - almeno da parte mia - di trovarmi di fronte ad un altro Un piccione seduto su una grondaia riflette sull'esistenza è piuttosto consistente.

Posso solo sperare non sia così, perché in quel caso potrebbe perfino essere peggio rispetto ad una visione consigliata da Cannibal.

 


Omicidio all'italiana

"Ford mi ha sfidato ad un incontro di wrestling: andrà bene questo look?"

Cannibal dice: Il nuovo film di e con Maccio Capatonda. Anche se il suo esordio nel cinema Italiano medio si era rivelato leggermente deludente, si tratta comunque di un evento da non mancare. Alla faccia degli snob come il mio blogger rivale.

Ford dice: Maccio Capatonda non mi ha mai fatto ridere, neppure per sbaglio. Italiano medio, poi, mi aveva lasciato totalmente indifferente. E come se non bastasse, il “comico” mi pare pure clamorosamente antipatico. Passo, e senza rimpianti. Un po' come quando un film è consigliato da Pensieri Cannibali.

 


Rosso Istanbul

"Cannibal e Ford non bevono caffè: certo che quei due sono proprio strani."

Cannibal dice: Il mio rapporto con Ferzan Özpetek è simile a quello con Pedro Almodóvar. Così come il loro cinema è simile. Non sono un loro fan accanito e diversi dei loro film non li ho visti, però alcuni di quelli che ho avuto modo di guardare non mi sono spiaciuti. Inoltre sono stato tra i pochi al mondo ad aver apprezzato l'ultima sbeffeggiata pellicola del regista turco, Allacciate le cinture, quindi questo suo nuovo lavoro, al contrario di quanto si possa immaginare, potrebbe addirittura rivelarsi più cannibale che non fordiano.
Ford dice: ho sempre considerato Ozpetek una specie di copia sbiadita di Alomodòvar, nonostante un paio di suoi film non mi siano neppure dispiaciuti. Dopo la scorpacciata di film legata agli Oscar, andrò in decompressione per almeno una settimana, e di buttarmi in esperimenti di questo tipo non ho davvero voglia.

 

God's not Dead 2

"Ora che so che quei due bloggers non bevono caffè, so quali locali frequentare senza correre il rischio di incontrarli."

Cannibal dice: Hanno davvero fatto un God's not Dead 2, come se il primo l'avesse visto qualcuno? A questo punto cosa ci dobbiamo aspettare, persino un WhiteRussian 2?

Ford dice: perché, esisteva anche un numero uno!?

 


Falchi

"Dobbiamo scappare da Ford e Cannibal, svelto!" "Tranquillo, se guida Ford, possiamo andare anche a piedi."

Cannibal dice: Una versione partenopea del cinema di Hong Kong tanto amato da Ford. Ammè me pare 'na strunzat'!
Ford dice: mancava la ciliegina italiana sulla torta delle uscite della settimana. Per non sbagliare, la sparo dritta in faccia a Cannibal.

 

giovedì 27 ottobre 2016

Thursday's child



La settimana che ci attende per le proposte in sala risulta insolitamente, almeno sulla carta, fordiana, dunque potenzialmente in grado di irritare profondamente il co-conduttore di questa rubrica nonchè mio acerrimo nemico, Cannibal Kid.
Inutile dire che questo non potrebbe essere altro che un sogno, per il sottoscritto, considerato che si tratta anche della settimana del mio compleanno: un bel regalo, ed un bell'affronto per il mio blogger antagonista nonchè cinefilo più radical della blogosfera.



"Tieni, Peppa Kid: un bel vado di White Russian alla cicuta da parte di Ford."


Doctor Strange

"Che ci posso fare? Ho detto a Ford che leggo Pensieri Cannibali, e mi ha gonfiato."

Cannibal dice: Una delle più grandi incognite dell'anno. Il pessimo gusto del Doctor Ford?
No, quella è una certezza ogni anno. Mi riferisco a Doctor Strange, pellicola con Benedict Cumberbatch nei panni di un supereroe Marvel che però dal trailer sembra più vicina a Inception rispetto ai soliti cinecomics. Potrebbe quindi rivelarsi una piacevole sorpresa, così come un gigantesco epic fail fordiano.
Ford dice: tassello dopo tassello il Cinematic Universe della Marvel si arricchisce ed allarga sempre di più, questa volta con uno dei personaggi più curiosi e meno noti al grande pubblico della Casa delle Idee, il Doctor Strange.
Non sono mai stato un grande fan del mago, ma se lo dovessero sviluppare bene potrebbe anche venire fuori qualcosa di interessante, e magari una magia in grado di permettere perfino a Cannibal di apprezzare per una volta il Cinema non radical.



In guerra per amore

"Non sarai per caso una spia dei cannibalini, vero!?"

Cannibal dice: Con il suo esageratamente acclamato film d'esordio, La mafia uccide solo d'estate, Pif aveva realizzato un film carino caruccio, ma alla fine anche piuttosto innocuo e buonista. Con questa opera seconda alza ulteriormente il tiro, passando dalla mafia alla Seconda Guerra Mondiale, trattando un tema pesante in maniera sempre leggera. L'odore di una versione meno bella de La vita è bella, tanto per rimanere in tema di film sopravvalutati, è nell'aria.
O forse è solo il rancido odore di Ford in avvicinamento?
Ford dice: Pif mi è sempre stato simpatico, il suo La mafia uccide solo d'estate era stato una visione carina, spero dunque che al secondo film possa fare un passo in avanti e non due indietro, come accade a Cannibal ad ogni nuova recensione.
Di sicuro, una visione ci scappa.



The Accountant

"Se devo incontrare Cannibal di persona, devo impasticcarmi per bene con un pò di allucinogeni."

Cannibal dice: Ben Affleck nei panni di un matematico autistico in quello che potrebbe essere un action-thriller piuttosto avvincente. Sperando non si riveli un actionaccio tamarro per fordiani, quanto un teso e raffinato thriller per cannibali.
Ford dice: Ben Affleck matematico autistico suona stonato tanto quanto Cannibal su un ring di wrestling con The Rock, ma il film potrebbe perfino rivelarsi una visione piacevole. Sempre che non sia una cannibalata: in quel caso fuggirò a gambe levate come se tornassi a funzioni e trigonometria sui banchi di scuola.



Trolls

"Buongiorno a tutti, sono la nuova versione animata di Katniss Kid."

Cannibal dice: I trolls oggigiorno sono quelle creature che commentano in maniera anonima i blog, lanciando insulti da codardi. Quando lo fanno su White Russian la cosa fa anche ridere, quando capita su Pensieri Cannibali meno.
I trolls ai tempi di Ford e degli antichi scandinavi sono invece dei pupazzetti scemi che in questo film appaiono come degli alter-ego dei Minions. Sarà allora la solita bambinata fordiana? Temo proprio di sì.
Ford dice: film che è già stato prenotato dal Fordino, incuriosito - anche se non ai livelli di qualsiasi pellicola "animalesca" - dal trailer ai tempi della visione di Alla ricerca di Dory in sala. Personalmente non credo si rivelerà chissà cosa, quanto più probabilmente uno di quei film d'animazione pronto ad esaurirsi già con il trailer, ma resto disponibile a rimanere stupito.
Cannibal, invece, si meriterebbe il ritorno del suo troll preferito, il fan di Messi.



Ouija – L'origine del male

"Oh mio dio! Ma quello è Ford!"

Cannibal dice: Il primo Ouija si è rivelato uno degli horror più insulsi, vuoti e inutili visti di recente. E lo dico da amante degli horrorini teen. Questo prequel parte però favorito dal fatto che peggio del primo non può fare e che è diretto dallo specialista Mike Flanagan, regista del troppo esaltato Oculus ma anche dei recenti discreti Somnia e Hush – Il terrore del silenzio. Oltre che dalla sempre affascinante ambientazione anni '60, che farà sentire James Ford di nuovo un giovanotto. Che l'origine del male sia proprio la sua storia?
Ford dice: il primo Ouija è stato una delle visioni più terrificanti - e non in senso horror - dello scorso anno, un horrorino buono giusto per far cagare sotto i pusillanimi come Cannibal.
Questo secondo promette meglio, ma tutto dipenderà da cosa avrà combinato Flanagan, autore del sopravvalutato Oculus, del più che discreto Hush e della via di mezzo poco consistente Somnia: riuscirà il buon Mike, ormai considerato uno specialista, a portare in sala un horror degno di questo nome?
Speriamo bene, almeno si festeggerà Halloween come si deve!



La ragazza senza nome

 
"Pronto, Marco? Mi dispiace, ma non posso venire a cena con te: preferisco andare a bere con Ford."
Cannibal dice: Non sono un fan dei fratelli Dardenne, troppo neorealisti e fordiani per i miei gusti, però il loro ultimo Due giorni, una notte con Marion Cotillard mi era piaciuto davvero parecchio. Ho l'impressione che il miracolo potrebbe ripetersi anche con questo La ragazza senza nome, che vede come protagonista la promettente Adèle Haenel già vista nel sorprendente The Fighters – Addestramento di vita.
Ford dice: i Dardenne, simboli del neorealismo moderno ed amati da una buona fetta di pubblico radical - e mi stupisco del fatto che non siano tra i favoriti di Cannibal -, sono una vera e propria certezza, anche se non sempre ho amato il loro Cinema "della strada". Ad ogni modo, una visione ci sta tutta, sperando che si tratti di uno dei loro lavori più "umani".



Saint Amour

"Vieni, ti porto a bere con un ragazzo della nostra età: James Ford."

Cannibal dice: Commedia alcolico-campagnola franco-belga con protagonista il sempre odioso Gérard Depardieu. Più che una chicca radical-chic come di solito arrivano da Oltralpe, sembra una robaccia pane & salame perfetta per Ford, da cui nessun Santo ci potrà salvare.
Ford dice: alcool, campagna e pane e salame sono da sempre la mia materia. Un po' meno Depardieu, che non sono ancora riuscito a capire se detesto o riesco a digerire.
Nel dubbio, una visione - magari con sottofondo alcoolico - ci potrebbe stare. Alla facciazza di quel cittadino snob di Radical Kid.



Racconto calabrese

"Ho deciso di puntare tutto quello che avevo su Cannibal Kid, ed ecco il risultato."

Cannibal dice: Film on the road su un padre che cerca di ricongiungersi con la figlia, sembra una vicenda perfetta per il daddy Ford, che però lo ignorerà solo perché non arriva dall'America ma dall'Italia. Io invece lo ignorerò solo perché mi sembra una fordianata bella e buona, anzi brutta e cattiva.
Ford dice: rapporto tra padri e figli e film on the road potrebbero giocare a favore di questo film, che di contro ha lo svantaggio di essere una produzione italiana, e dunque entra nel grande gruppo di incognite della settimana.
Non fosse altro che per sbugiardare Cannibal, dovessi riuscire a recuperarlo lo vedrò in barba al fatto che il Cucciolo Eroico continui a credere nella mia crociata anti Terra dei cachi.



Parola di Dio

"Vieni pure, Cannibal: ho giusto finito di preparare la sedia speciale che ti ha ordinato Ford."

Cannibal dice: Lavoro russo a tematica religiosa che già solo dal titolo sa di una pesantezza divina. White Russian potrebbe quindi eleggerlo a capolavoro dell'annata.
Ford dice: drammone a sfondo religioso russo che qualche anno fa avrebbe fatto la felicità del sottoscritto, e che ora, Fordini ed impegni da casalingo sempre presenti, temo parecchio per il potere da pennica.
Proverò comunque ad inserirlo nella lista dei film d'autore da recuperare.



Enclave

"E così quello è Cannibal Kid: non vedo l'ora di bulleggiarlo."

Cannibal dice: Pellicola sulla guerra nel Kosovo con protagonista un bambino che vuole dare una sepoltura al suo nonno deceduto... Ma questa settimana quanti film sceneggiati da Ford escono?
Ford dice: altro film potenzialmente molto fordiano ed in grado di indisporre o stroncare Cannibal. Potrei vederlo anche solo per questo.


martedì 29 marzo 2016

Batman vs Superman - Dawn of justice

Regia: Zack Snyder
Origine: USA
Anno: 2016
Durata: 151'






La trama (con parole mie): a seguito della battaglia di Metropolis, che ha consacrato come un eroe planetario Superman e causato numerose vittime, tra le quali dipendenti di una delle proprietà del multimilionario Bruce Wayne, alias Batman, paladino oscuro di Gotham, quest'ultimo ed una parte dell'opinione pubblica guardano con sospetto il kryptoniano, inconsapevolmente guidato verso una rivalità non voluta dalle azioni del giovane e poco equilibrato Lex Luthor.
Quando, grazie alle macchinazioni del magnate, Superman e Batman si trovano in rotta di collisione e la battaglia tra i due pare favorire la Lex Corp, l'intervento di Lois Lane unito alle ricerche di Wayne cambiano le carte in tavola: stabilita una pur fragile alleanza, i due eroi affiancati da Wonder Woman si troveranno ad affrontare un ibrido chiamato Doomsday, scatenato proprio da Luthor.











Non avrei mai pensato, considerati i "nostri" trascorsi, di poter affermare che un film firmato da Zack Snyder potesse lasciarmi, di fatto, quasi completamente indifferente, o annoiato: in passato, dal riconoscimento di lavori come L'alba dei morti viventi o Watchmen fino alla completa bocciatura di porcatone come 300 o Sucker Punch, il tamarrissimo regista aveva quasi sempre suscitato una certa reazione, nel sottoscritto, tanto da alimentare, in un modo o nell'altro, la voglia di scrivere a proposito del suo lavoro.
Della serata che ha visto i Ford in "libera uscita" con il Fordino dai nonni, invece, mi resterà probabilmente soltanto il ricordo della monumentale cena al jappo all you can eat prima del film e dello spassoso gioco dell'Alfred e Bruce Wayne sfruttato nel parcheggio del Cinema a causa della recente installazione del seggiolino per la prossima nuova arrivata di casa Ford sul sedile del navigatore che pone di fatto il sottoscritto dietro accanto, per l'appunto, al Fordino, con tanto di portiera aperta e chiusa e gente a bocca aperta ad osservare la donna incinta che faceva scendere e salire un tamarro poco raccomandabile dalla macchina come se fosse la sua autista.
Del film, al contrario, se non due ore e mezza di pesantezza e grigiore abominevoli, resta davvero poco che possa rendere il titolo diverso da molti che l'hanno preceduto o far pensare che possa essere una base di partenza da urlo per l'imminente Justice League, risposta di casa DC agli Avengers targati Marvel: proprio rispetto al supergruppo della Casa delle Idee, le colonne Batman e Superman paiono privi dell'ironia necessaria per catturare anche il pubblico meno nerd o dei più piccoli - ho visto padri e figli giunti in sala giungere con grande fatica e molto sonno alla conclusione - ed allo stesso tempo anche della drammaticità autoriale della trilogia legata all'Uomo pipistrello firmata da Christopher Nolan - nonostante, occorre dirlo, Affleck non se la cavi affatto male nei panni di Wayne, e sia spalleggiato da un ottimo Alfred interpretato da Jeremy Irons -.
Usciti dalla sala, il pensiero - oltre al sollievo - era rivolto alla freschezza di una proposta pur diversa come Deadpool - che fa letteralmente polpette del lavoro di Snyder - ed ai paragoni impietosi di sequenze pur ben realizzate come quella della scazzottata tra Superman ed il Batman in versione "armatura pesante" - forse la migliore del film - e l'equivalente tra l'Iron Man "Hulkbuster" e, per l'appunto, Hulk del pur spento secondo Avengers, senza contare l'interpretazione fastidiosa e sempre priva di novità di Jesse Eisenberg, che pare aver esportato il suo Zuckerberg in qualsiasi altro film interpretato, oltre a tentare - fallendo miseramente - di ricordare l'indimenticabile Joker di Heath Ledger.
Poco importa, poi, della scarsa fedeltà a quelle che sono le vicende narrate sugli albi a fumetti - soprattutto riguardo al personaggio di Doomsday - o degli effettoni mirabolanti: Batman vs Superman resterà un videogiocone che avrebbe potuto regalare al suo pubblico tre quarti d'ora in meno - la storia ormai arcinota dell'infanzia di Bruce Wayne, gli inutili inserti onirici sempre legati all'Uomo Pipistrello - ed un tentativo di rendere, almeno in parte ed almeno in sala, cool anche eroi certamente meno interessanti di quelli Marvel i paladini della DC, che paiono divinità scese in terra incuranti della popolazione e degli effetti e conseguenze della loro presenza: in questo senso, il tentativo di sfida di Luthor ha quasi senso, così come la scelta del grande pubblico, che in sala come per le letture, ha sempre nettamente favorito i charachters creati da Stan Lee e soci, meno "divini" e pronti a portare in primo piano i loro problemi, e non i favolosi poteri.
Ma chissà, forse tutto nasce, per quanto mi riguarda, dal senso di appartenenza che provo rispetto all'essere Umani - in tutti i sensi, positivi e negativi, del termine - a fronte dell'algida distanza e spropositato ego dell'essere divini.





MrFord





"Justice is lost
Justice is raped
Justice is gone
pulling your strings
Justice is done
seeking no truth
winning is all
find it so grim
so true
so real."
Metallica - "And Justice for all" - 






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