Visualizzazione post con etichetta Cinema. Mostra tutti i post
Visualizzazione post con etichetta Cinema. Mostra tutti i post

lunedì 10 febbraio 2020

White Russian's Bulletin - Oscars Edition

Risultato immagini per oscars 2020


A poche ore dalla notte con la risonanza mediatica maggiore della settima arte, il Bulletin si presenta con una puntata speciale dedicata ai pronostici ed alle speranze riposte in una delle edizioni della Notte degli Oscar approcciata con meno partecipazione di sempre dal sottoscritto: la vita e gli impegni, oltre al tramonto dell'epoca dei blog, spesso e volentieri portano via il tempo dedicato, negli anni addietro, ad uno degli appuntamenti più divertenti e chiacchierati del Saloon.
Ma dato che non sono il tipo che molla, anche a questo giro di giostra torno alla carica dando il mio contributo al grande circo delle predizioni.


MrFord


Miglior film1917The IrishmanPiccole donneJojo RabbitJokerStoria di un matrimonioC’era una volta… a HollywoodParasiteLe Mans 66 – La grande sfida
Quest'anno arrivo clamorosamente impreparato, avendo visto soltanto sei dei nove candidati al miglior film. Tra questi sei, personalmente premierei Parasite, che difficilmente vincerà, o C'era una volta a Hollywood, ma con ogni probabilità si giocheranno la statuetta Joker e 1917.
Saloon: Parasite
Academy: Joker
Miglior regiaMartin Scorsese per The IrishmanSam Mendes per 1917Quentin Tarantino per C’era una volta… a HollywoodBong Joon Ho per ParasiteTodd Phillips per Joker
Vale lo stesso discorso fatto per il miglior film: Bong e Tarantino scelte personali, facilmente vincerà Mendes.
Saloon: Bong Joon Ho
Academy: Sam Mendes
Miglior attore protagonistaJoaquin Phoenix per JokerAdam Driver per Storia di un matrimonioLeonardo DiCaprio per C’era una volta… a HollywoodJonathan Pryce per I due papiAntonio Banderas per Dolor y Gloria
Statuetta praticamente già assegnata, che nonostante tutto mi trova d'accordo. Phoenix ha indubbiamente svolto un grandissimo lavoro.
Saloon: Joaquin Phoenix
Academy: Joaquin Phoenix
Miglior attrice protagonistaScarlett Johansson per Storia di un matrimonioSaorsie Ronan per Piccole donneCharlize Theron per BombshellRenee Zellweger per JudyCynthia Erivo per Harriett
Qui inizia il disastro, non ne ho visto uno. Con ogni probabilità se la giocheranno la Johansson e la Zellweger, personalmente io tifo a priori per Charlize Theron.
Saloon: Charlize Theron
Academy: Renee Zellweger
Miglior attore non protagonistaTom Hanks per Un amico straordinarioAnthony Hopkins per I due papiAl Pacino per The IrishmanJoe Pesci per The IrishmanBrad Pitt per C’era una volta… a Hollywood
Anche in questo caso, come per la statuetta per l'attore protagonista, spero ci siano ben pochi dubbi. Non ho visto I due papi e Un amico straordinario, ma sinceramente parliamo di una delle categorie che dovrebbe essere più "già decisa" della cerimonia.
Saloon: Brad Pitt
Academy: Brad Pitt
Miglior attrice non protagonistaLaura Dern per Storia di un matrimonioScarlett Johansson per Jojo RabbitMargot Robbie per BombshellKathy Bates per Richard JewellFlorence Pugh per Piccole donne
Anche in questo caso arrivo poco preparato, avendo visto solo Richard Jewell, e anche in questo caso la Johansson probabilmente se la giocherà con la Dern. Personalmente, a simpatia vado per Florence Pugh.
Saloon: Florence Pugh
Academy: Laura Dern
Miglior sceneggiatura originaleC’era una volta… a HollywoodStoria di un matrimonioParasiteCena con delitto – Knives Out1917
Incredibilmente qui piazzo un quattro su cinque, e resto sulla stessa linea di film e regia. Prima scelta Parasite, tallonato da Tarantino.
Saloon: Parasite
Academy: C'era una volta a Hollywood
Miglior sceneggiatura non originaleJojo RabbitJokerPiccole donneThe IrishmanI due papi
Anche in questo caso le lacune sono parecchie, dato che all'appello rispondono soltanto The Irishman e Joker per il momento, ma penso saranno proprio loro a giocarsi la vittoria.
Saloon: Joker
Academy: Joker
Miglior film di animazioneDov’è il mio corpo?KlausDragon Trainer – Il mondo nascostoToy Story 4Missing Link
Anche in questo caso arrivo all'appuntamento con all'attivo soltanto i due titoli mainstream, e per quanto i Globes abbiano dichiarato un vincitore che non mi aspettavo, continuo a puntare sulla cara, vecchia Pixar.
Saloon: Toy Story 4
Academy: Missing Link
Migliore film stranieroLes Misérables (Francia)Honeyland (Macedonia del Nord)Corpus Christi (Polonia)Parasite (Corea del Sud)Dolor y Gloria (Spagna)
Anche in questo caso totalizzo un due su cinque, ma pur non avendo visto tutto, credo che il vincitore, a parte clamorosi ribaltoni dell'ultimo minuto, sia già annunciato.
Saloon: Parasite
Academy: Parasite
Miglior documentarioAmerican FactoryThe CaveThe Edge of DemocracyFor SamaHoneyland
Miglior cortometraggio documentarioIn the AbsenceLearning to Skateboard in a Warzone (Id You’re a Girl)Life Overtakes MeSt. Louis SupermanWalk Run Cha-Cha
Miglior cortometraggioBrotherhoodNefta Football ClubThe Neighbor’s WidowSariaA Sister
Miglior cortometraggio animatoDceraHair LoveKitbullMemorableSister
Sull'intero blocco dei corti non mi esprimo, avendo visto soltanto il bellissimo Hair love, così come sui documentari, a questo giro clamorosamente a secco. Diciamo che spero che le proposte più interessanti arrivino ad essere distribuite adeguatamente.
Migliore colonna sonoraJokerPiccole DonneStoria di un matrimonio1917Star Wars: L’ascesa di Skywalker
Non ricordo in modo particolare 1917 e Star Wars, dunque in questo caso vado di default con Joker. Anche se, in tutta onestà, non penso che la statuetta in questione sposterà troppo gli equilibri.
Saloon: Joker
Academy: 1917
Migliore canzone originale“I’m Standing With You” da Atto di fede“Into the Unknown” da Frozen II – Il segreto di Arendelle“Stand Up” da Harriet“(I’m Gonna) Love Me Again” da Rocketman“I Can’t Let You Throw Yourself Away” da Toy Story 4
A prescindere da chi vincerà questa categoria, non posso non prendere le parti della Fordina e tifare forte per Into the unknown, considerato che Elsa è il primo idolo totale della più piccola del Saloon.
Saloon: Into the Unknown
Academy: (I'm gonna) Love me again
Miglior fotografia1917C’era una volta… a HollywoodJokerThe IrishmanThe Lighthouse
La carrellata dei premi tecnici, probabilmente, sarà a senso unico o quasi. In questo caso, mi sento di andare leggermente contro corrente, pur rimanendo dalla parte del secondo titolo favorito.
Saloon: Joker
Academy: 1917
Migliori effetti speciali (“visual effects”)
Avengers: EndgameThe IrishmanIl re leone1917Star Wars: L’ascesa di Skywalker
Vale il discorso fatto poco sopra. Vittoria probabilmente annunciata, pronostico del vecchio cowboy sempre contro.
Saloon: Avengers Endgame
Academy: 1917
Migliori trucco e acconciatureBombshellJokerJudyMaleficent – Signora del Male1917
Uno dei pochi duelli incerti, per quanto riguarda il comparto tecnico, rispetto alla tempesta che scatenerà 1917. Speriamo bene.
Saloon: Joker
Academy: Joker
Migliore scenografiaThe Irishman1917C’era una volta… a HollywoodParasiteJojo Rabbit
Anche in questo caso vincitore annunciato, e anche in questo caso speranza di sorpresa da parte mia.
Saloon: C'era una volta a Hollywood
Academy: 1917
Migliori costumiJokerPiccole donneC’era una volta… a Hollywood
The Irishman
Jojo Rabbit
Altro premio tecnico che nasconde un mondo ma che storicamente non è tra i miei favoriti. A mio avviso se la giocano in due, poi si vedrà.
Saloon: Joker
Academy: Piccole donne
Miglior montaggioLe Mans 66 – La grande sfidaThe IrishmanParasiteJojo RabbitJoker
In questo caso si prospetta un bel duello, forse tra i più incerti e interessanti della serata.
Saloon: Parasite
Academy: Joker
Miglior sonoro (“sound editing”)1917Le Mans 66 – La grande sfida
JokerC’era una volta… a HollywoodStar Wars: L’ascesa di Skywalker
Poche storie, sulla parte tecnica degli Oscar tecnici non ci sarà storia.
Saloon: Le Mans 66
Academy: 1917
Miglior montaggio sonoro (“sound mixing”)1917Le Mans 66 – La grande sfida
Joker
C’era una volta… a HollywoodAd Astra
Vale la categoria precedente.
Saloon: Le Mans 66
Academy: 1917

lunedì 25 febbraio 2019

White Russian's Bulletin - Oscars Edition



Edizione particolare per il Bulletin, che approfittando della Notte degli Oscar come ogni anno porta il Saloon alla più nota ed importante manifestazione cinematografica che si ricordi e conosca anche al di fuori di quella che è la cerchia più o meno ristretta degli amanti della settima arte.
Chi vincerà? Dalla parte di chi il vecchio cowboy si schiererà in quella che fino ad ora è una delle più criticate e discusse edizioni della kermesse di sempre? E soprattutto, l'Academy riuscirà ad indispettirmi come lo scorso anno con la vittoria del sopravvalutatissimo La forma dell'acqua?


Risultati immagini per oscars 2019


Partiamo dal Miglior Film, una delle categorie più discusse di questa Edizione 2019, con titoli che probabilmente in altre annate più ricche non si sarebbero neppure avvicinati a fare da spalla a pellicole davvero degne di nota: mi manca ancora La favorita, e nonostante tra gli altri abbia davvero apprezzato molto ROMA, che probabilmente vincerà - a meno che non sorprenda Bohemian Rhapsody -, mi piacerebbe che a trionfare fosse Green Book, che per molti sarà stato anche un film "da Oscar" ma che a conti fatti è una pellicola davvero in grado di toccare qualsiasi fetta di pubblico, che si fa voler bene e fa stare bene, interpretata davvero alla grande.
Come Migliore Attore facilmente Rami Malek, ottimo nel ruolo di Freddy Mercury, si porterà a casa la statuetta, anche se meriterebbero considerazione Christian Bale e Viggo Mortensen, strepitoso nel già citato Green Book e mio personale preferito.
Rispetto alla controparte femminile della Migliore Attrice, invece, nonostante i pronostici della vigilia puntino tutti sulla Close, penso l'Academy sorprenderà con Lady Gaga, mentre io propenderei per Melissa McCarthy, ma questa è un'altra storia.
Per quanto riguarda l'Attore non protagonista resto fedele a Green Book e a Mahershala Ali, ma ammetto che non mi dispiacerebbe neppure veder premiato Richard E. Grant. L'importante, e non me ne voglia da lebowskiano, è che non si porti a casa la statuetta Sam Elliot.
La categoria Attrice non protagonista si porta una bella fetta de La favorita in dote, dunque mi trova abbastanza impreparato: per quello che ho visto, punterei - come credo farà l'Academy - su Regina King, ottima in Se la strada potesse parlare.
Alfonso Cuaron vincerà facile la statuetta come Migliore regista, anche se non sfigurerebbero affatto Pawlikowski e Lee, per quella che forse è la cinquina più "tecnica" degli Oscar di quest'anno, decisamente lontani dalle migliori annate.
ROMA probabilmente scriverà il suo nome anche nella categoria della Migliore sceneggiatura originale, anche se, in questo caso, per me il riconoscimento dovrebbe andare a Vice, davvero notevole in questo senso.
Copia originale, invece, nonostante il curioso gioco di parole con il suo titolo, è il mio favorito per la statuetta della Migliore sceneggiatura non originale, categoria per la quale mi basta non vinca il sopravvalutatissimo A star is born.
La Fotografia vedrà il testa a testa tra ROMA e Cold War, con il primo favorito sul secondo, mentre il Montaggio - rientrato con la suddetta Fotografia tra i premi a furor di popolo - potrebbe premiare Bohemian Rhapsody, mentre anche in questo caso la mia preferenza sarebbe per Vice.
Production Design, Trucco e Costumi, invece, da premi tecnici, fungeranno da consolazione per pellicole inserite per motivi sociali e non cinematografici come Black Panther, mentre per quanto mi riguarda dovrebbero rispettivamente andare a ROMA, La favorita e Vice.
La Musica, purtroppo, rischia di veder vincere Il ritorno di Mary Poppins, quando invece preferirei che ad essere premiati fossero Blackkklansman o, ancora meglio, Se la strada potesse parlare.
Sulla Canzone, invece, pochi dubbi: trionferà Shallow, con tanto di live performance di Lady Gaga e Bradley Cooper.
Sonoro e Montaggio sonoro, lo spero, saranno tutti per Bohemian Rhapsody, anche se in questo caso potrebbero risultare outsiders insidiosi sia Black Panther che Il primo uomo.
Gli Effetti speciali dovrebbero veder premiato l'altro grande blockbuster Marvel, Infinity War, mentre l'Animazione confermerà il Globe a Spider Man: Un nuovo universo, che non ho ancora visto e dunque non posso ancora pensare di mettere sopra o sotto gli altri titoli.
Su Documentari e Corti non mi pronuncio se non per la speranza che Bao, bellissimo opener de Gli incredibili 2, possa celebrare la nottata con la statuetta.
Non resta ora che armarsi di alcool e vettovaglie di vario genere e buttarsi nella notte cinematograficamente più lunga dell'anno, sperando che le aspettative basse e le polemiche possano portare, contrariamente alle previsioni, ad un evento da ricordare.



MrFord

lunedì 24 dicembre 2018

Ford Awards 2018



Anche quest'anno, nonostante il ritmo ridotto con il quale sto portando avanti il blog ed approcciando il Cinema, torna l'appuntamento immancabile con le classifiche di fine anno, pronte come di consueto a mostrare tutto quello che è riuscito a fare breccia, nel bene e nel male, nel cuore del sottoscritto negli ultimi dodici mesi. Quali titoli raccoglieranno il testimone dei trionfatori dell'ultima edizione? Quale sarà il miglior film, la migliore serie, il miglior titolo uscito al di fuori della distribuzione nelle sale italiane e quale il peggiore, non necessariamente per qualità?
Da qui alla fine dell'anno avrete - e avrò - tutte le risposte.


MrFord

domenica 4 marzo 2018

Road to the Oscars 2018: Academy VS Ford



E ancora una volta giungiamo all'appuntamento per eccellenza per tutti gli appassionati di Cinema e non solo: quello della Notte degli Oscar.
Rispetto al duemiladiciassette, almeno per quanto mi riguarda, il livello medio della qualità dei nominati per le categorie principali è più basso, e mi ritrovo a tifare contro il favorito assoluto, uno dei film più sopravvalutati ed inutili degli ultimi anni.
L'impressione è che, rispetto all'ultima edizione, uscirò molto più deluso.
Ma chissà che il futuro non riservi sorprese.
Intanto, come di consueto, ecco il confronto tra quelli che saranno i probabili vincitori e quelli che, al contrario, sarebbero premiati al Saloon.


MrFord

Miglior film

Academy: La forma dell'acqua
Ford: Tre manifesti a Ebbing, Missouri

Decina per il miglior film di qualità a mio parere decisamente più bassa rispetto a quella dello scorso anno, statuetta già destinata al sopravvalutatissimo La forma dell'acqua, e finale di Oscar, per quanto mi riguarda, da dimenticare. Resta la speranza di una sorpresa con il mio personale favorito, senza dubbio il migliore del novero.

Migliore regia

  • Paul Thomas Anderson - Il filo nascosto
  • Guillermo del Toro - La forma dell'acqua - The Shape of Water
  • Greta Gerwig - Lady Bird
  • Christopher Nolan - Dunkirk
  • Jordan Peele - Scappa - Get Out 
Academy: Guillermo Del Toro
Ford: Paul Thomas Anderson

Vale più o meno lo stesso discorso del film: assurdo che non siano presenti Villeneuve, McDonagh, Franco. Ma tant'è. Vincerà Del Toro, tiferò il sempre magnifico Anderson.

Migliore attore protagonista

  • Timothée Chalamet - Chiamami col tuo nome
  • Daniel Day-Lewis - Il filo nascosto
  • Daniel Kaluuya - Scappa - Get Out
  • Gary Oldman - L'ora più buia
  • Denzel Washington - Roman J. Israel, Esq.
Academy: Gary Oldman
Ford: Timothée Chalamet

Anche in questo caso sarà disaccordo tra il classicismo dell'Academy - non mi stupirebbe il quarto Oscar a Daniel Day-Lewis - e la voglia di novità del Saloon. Sarà una notte di sconfitte cocenti.

Migliore attrice protagonista

  • Sally Hawkins - La forma dell'acqua - The Shape of Water
  • Frances McDormand - Tre manifesti a Ebbing, Missouri
  • Margot Robbie - Tonya
  • Saoirse Ronan - Lady Bird
  • Meryl Streep - The Post
Academy: Frances McDormand
Ford: Margot Robbie

Ho adorato Frances McDormand in Tre manifesti, ma sopra le righe e tamarra come la Tonya Harding di Margot Robbie è difficile essere. E sono tutto per lei.

Migliore attore non protagonista

  • Willem Dafoe - Un sogno chiamato Florida
  • Woody Harrelson - Tre manifesti a Ebbing, Missouri
  • Richard Jenkins - La forma dell'acqua - The Shape of Water
  • Christopher Plummer - Tutti i soldi del mondo
  • Sam Rockwell - Tre manifesti a Ebbing, Missouri
Academy: Christopher Plummer
Ford: Sam Rockwell

L'Academy, essendo politically correct, dovrà inviare un messaggio che condanni i "paria" come Kevin Spacey, dunque verrà premiato il suo sostituto, mentre io vorrei riconosciuto il lavoro di Sam Rockwell, superlativo in Tre manifesti. 

Migliore attrice non protagonista

  • Mary J. Blige - Mudbound
  • Allison Janney - Tonya
  • Lesley Manville - Il filo nascosto
  • Laurie Metcalf - Lady Bird
  • Octavia Spencer - La forma dell'acqua - The Shape of Water
Academy: Allison Janney
Ford: Laurie Metcalf

Oscar molto combattuto, che spero possa andare a una delle due attrici che ho indicato, anche se qualche sorpresa potrebbe arrivare soprattutto rispetto a Mary J. Blidge.

Migliore sceneggiatura originale

  • Guillermo del Toro e Vanessa Taylor - La forma dell'acqua - The Shape of Water
  • Greta Gerwig - Lady Bird
  • Emily V. Gordon e Kumail Nanjiani - The Big Sick - Il matrimonio si può evitare... l'amore no
  • Martin McDonagh - Tre manifesti a Ebbing, Missouri
  • Jordan Peele - Scappa - Get Out
Academy: La forma dell'acqua
Ford: Tre manifesti a Ebbing, Missouri

Altro premio probabile per il sopravvalutato Del Toro, altra speranza per il sottoscritto di vedere riconosciuto McDonagh.

Migliore sceneggiatura non originale

  • Scott Frank, James Mangold e Michael Green - Logan - The Wolverine
  • James Ivory - Chiamami col tuo nome
  • Scott Neustadter e Michael H. Weber - The Disaster Artist
  • Dee Rees e Virgil Williams - Mudbound
  • Aaron Sorkin - Molly's Game
Academy: James Ivory
Ford: Aaron Sorkin

Adoro Sorkin, quindi spero possa essere riconosciuto e premiato. Ma non mi dispiacerebbero un premio ad Ivory così come a Neustadter e Weber.

Miglior film straniero

  • Corpo e anima, regia di Ildikó Enyedi (Ungheria)
  • Una donna fantastica, regia di Sebastián Lelio (Cile)
  • L'insulto, regia di Ziad Doueiri (Libano)
  • Loveless, regia di Andrej Zvjagincev (Russia)
  • The Square, regia di Ruben Östlund (Svezia)    

Academy: Una donna fantastica

Ford: L'insulto 

Come lo scorso anno arrivo purtroppo a digiuno rispetto a quella che è una delle mie categorie preferite, ma d'impulso tiferò per L'insulto, il più fordiano dei candidati. 

Miglior film d'animazione

  • Baby Boss (The Boss Baby), regia di Tom McGrath
  • The Breadwinner, regia di Nora Twomey
  • Coco, regia di Lee Unkrich e Adrian Molina
  • Ferdinand, regia di Carlos Saldanha
  • Loving Vincent, regia di Dorota Kobiela e Hugh Welchman
Academy: Coco

Ford: Coco

Come lo scorso anno, mancano all'appello del Saloon i due film d'animazione più autoriali, ma Coco merita assolutamente la statuetta e sarebbe scandaloso altrimenti.

Migliore fotografia

  • Roger A. Deakins - Blade Runner 2049
  • Bruno Delbonnel - L'ora più buia
  • Hoyte Van Hoytema - Dunkirk
  • Rachel Morrison - Mudbound
  • Dan Laustsen - La forma dell'acqua - The Shape of Water
Academy: La forma dell'acqua
Ford: Blade Runner 2049

Miglior montaggio

  • Jon Gregory - Tre manifesti a Ebbing, Missouri 
  • Paul Machliss e Jonathan Amos - Baby Driver - Il genio della fuga
  • Tatiana S. Riegel - Tonya
  • Lee Smith - Dunkirk
  • Sidney Wolinsky - La forma dell'acqua - The Shape of Water
Academy: Dunkirk
Ford: Tonya

Migliore scenografia

  • Paul Denham Austerberry, Shane Vieau e Jeff Melvin - La forma dell'acqua - The Shape of Water
  • Nathan Crowley e Gary Fettis - Dunkirk
  • Dennis Gassner e Alessandra Querzola - Blade Runner 2049
  • Sarah Greenwood e Katie Spencer - La bella e la bestia
  • Sarah Greenwood e Katie Spencer - L'ora più buia
Academy: La forma dell'acqua
Ford: Blade Runner 2049

Migliore colonna sonora

  • Carter Burwell - Tre manifesti a Ebbing, Missouri
  • Alexandre Desplat - La forma dell'acqua - The Shape of Water
  • Jonny Greenwood - Il filo nascosto
  • John Williams - Star Wars: Gli ultimi Jedi
  • Hans Zimmer - Dunkirk
Academy: La forma dell'acqua
Ford: Il filo nascosto

Migliore canzone

  • Mighty River (musica e testi di Mary J. Blige, Raphael Saadiq e Taura Stinson) - Mudbound
  • Mystery of Love (musica e testi di Sufjan Stevens) - Chiamami col tuo nome
  • Remember Me (musica e testi di Kristen Anderson-Lopez e Robert Lopez) - Coco
  • Stand Up For Something (musica di Diane Warren, testi di Diane Warren e Lonnie Lynn) - Marcia per la libertà
  • This is Me (musica e testi di Benj Pasek e Justin Paul) - The Greatest Showman
Academy: The Greatest Showman
Ford: Chiamami col tuo nome

Migliori effetti speciali

  • Joe Letteri, Daniel Barrett, Dan Lemmon e Joel Whist - The War - Il pianeta delle scimmie (War for the Planet of the Apes)
  • Ben Morris, Mike Mulholland, Neal Scanlan e Chris Corbould - Star Wars: Gli ultimi Jedi (Star Wars: The Last Jedi)
  • John Nelson, Gerd Nefzer, Paul Lambert e Richard R. Hoover - Blade Runner 2049
  • Stephen Rosenbaum, Jeff White, Scott Benza e Mike Meinardus - Kong: Skull Island
  • Christopher Townsend, Guy Williams, Jonathan Fawkner e Dan Sudick - Guardiani della Galassia Vol. 2 
Academy: Star Wars - Gli ultimi Jedi

Ford: Guardiani della Galassia Vol. 2

Miglior sonoro

  • Ron Bartlett, Doug Hemphill e Mac Ruth - Blade Runner 2049
  • Christian Cooke, Brad Zoern e Glen Gauthier - La forma dell'acqua - The Shape of Water
  • David Parker, Michael Semanick, Ren Klyce e Stuart Wilson - Star Wars: Gli ultimi Jedi
  • Julian Slater, Tim Cavagin e Mary H. Ellis - Baby Driver - Il genio della fuga
  • Mark Weingarten, Gregg Landaker e Gary A. Rizzo - Dunkirk
Academy: La forma dell'acqua
Ford: Baby Driver - Il genio della fuga

Miglior montaggio sonoro

  • Richard King e Alex Gibson - Dunkirk
  • Mark Mangini e Theo Green - Blade Runner 2049
  • Nathan Robitaille e Nelson Ferreira - La forma dell'acqua - The Shape of Water
  • Julian Slater - Baby Driver - Il genio della fuga
  • Matthew Wood e Ren Klyce - Star Wars: Gli ultimi Jedi
Academy: La forma dell'acqua
Ford: Baby Driver - Il genio della fuga

Migliori costumi

  • Consolata Boyle - Vittoria e Abdul
  • Mark Bridges - Il filo nascosto
  • Jacqueline Durran - La bella e la bestia
  • Jacqueline Durran - L'ora più buia
  • Luis Sequeira - La forma dell'acqua - The Shape of Water
Academy: La forma dell'acqua
Ford: Il filo nascosto

Miglior trucco e acconciatura

  • Daniel Phillips e Lou Sheppard - Vittoria e Abdul
  • Arjen Tuiten - Wonder
  • Kazuhiro Tsuji, David Malinowski e Lucy Sibbick - L'ora più buia
Academy: L'ora più buia

Ford: L'ora più buia

Sulle quattro categorie di chiusura, non avendo alcuna informazione o quasi, mi parrebbe inutile dare ulteriori previsioni. Dunque, banalmente, che vinca il migliore, e non quello voluto dall'Academy.

Miglior documentario

  • Abacus: Small Enough to Jail, regia di Steve James
  • Icarus, regia di Bryan Fogel
  • Last Man in Aleppo, regia di Firas Fayyad
  • Strong Island, regia di Yance Ford
  • Visages Villages, regia di Agnès Varda e JR

Miglior cortometraggio documentario

  • Edith+Eddie, regia di Laura Checkoway e Thomas Lee Wright
  • Heaven is a Traffic Jam on the 405, regia di Frank Stiefel
  • Heroin(e), regia di Elaine McMillion Sheldon e Kerrin Sheldon
  • Knife Skills, regia di Thomas Lennon
  • Traffic Stop, regia di Kate Davis e David Heilbroner

Miglior cortometraggio

  • DeKalb Elementary, regia di Reed Van Dyk
  • The Eleven o'Clock, regia di Derin Seale e Josh Lawson
  • My Nephew Emmett, regia di Kevin Wilson, Jr.
  • The Silent Child, regia di Chris Overton e Rachel Shenton
  • Watu Wote/All of Us, regia di Katja Benrath e Tobias Rosen

Miglior cortometraggio d'animazione

  • Dear Basketball, regia di Glen Keane e Kobe Bryant
  • Garden Party, regia di Victor Caire e Gabriel Grapperon
  • Lou, regia di Dave Mullins e Dana Murray
  • Negative Space, regia di Max Portner e Ru Kuwahata
  • Revolting Rhymes, regia di Jakob Schuh e Jan Lachauer

lunedì 26 febbraio 2018

The disaster artist (James Franco, USA, 2017, 104')





Non ricordo esattamente il post, o quale film terribile usai per raccontare la storia di Alberto Leone, un mio compagno di classe alle superiori che, ancora oggi, ritengo potesse essere un talento incompreso.
Silenzioso, chiuso, apparentemente disinteressato a tutto quello che non fosse calcio, il suddetto fu come un fantasma in una classe assurda e male assortita come quella in cui ebbi la sfortuna di passare i miei due anni peggiori da studente - e forse nella vita -: al termine del secondo di questi, travolta da un desiderio di essere una wannabe Keating, la nostra insegnante di Letteratura italiana, Latino e Storia ci esortò - e obbligò, ovviamente - a scrivere una serie di poesie e componimenti in diverse forme che andarono a comporre una raccolta che continuo a conservare come una reliquia. Il mitico Alberto Leone, dal nulla, tirò fuori un paio di "opere" al limite dell'assurdo che regalavano perle come "Ancora pochi mesi e sarà maggio, e spero vivamente nel cuor mio di poter comprare la moto Piaggio": ancora oggi, quando torno con la mente a quei giorni, ritengo che quel mio compagno di classe inutile e silenzioso fosse un genio assoluto.
Perchè se è vero che per realizzare qualcosa di grande occorre andare oltre l'eccellenza, per creare qualcosa di brutto che sia spontaneo e senza limiti occorra la stessa dose di genialità: Tommy Wiseau, sceneggiatore, produttore e regista del film di culto The Room - da non confondere con la pellicola salita alla ribalta un paio d'anni fa -, probabilmente rientra in questa speciale categoria di persone fuori dal comune.
A prescindere dal fatto che sia curioso il mistero a proposito delle sue origini, dell'identità e dei soldi investiti per la realizzazione del suo sogno - il dubbio che possa essere davvero un vampiro, effettivamente, viene -, questo incredibile personaggio preso a modello da James Franco per adattare il libro scritto dal suo amico e collaboratore Greg Sistero è l'esempio perfetto - una sorta di novello Ed Wood - di quanta genialità occorra anche per realizzare opere di dubbio valore, e di quanta energia venga spesa per la realizzazione delle stesse, a prescindere dall'accoglienza che riceveranno o che, a tutti gli effetti, meritano di ricevere.
Franco, affiancato per l'occasione dal fratello minore nel ruolo di Sistero - scelta perfetta -, realizza con ogni probabilità una delle operazioni più interessanti della sua carriera, graziata da un'interpretazione da urlo - ingiustamente ignorata dall'Academy - e dalla rappresentazione di una situazione in equilibrio - o bilico? - perfetto tra l'ironia ed il grottesco e la profonda tristezza e malinconia: la storia di Wiseau e della realizzazione di The Room abbraccia non solo una biografia, o il racconto di un episodio divenuto di culto per gli appassionati, ma anche una gamma ben precisa di emozioni umane come il desiderio di emergere, di inseguire le proprie passioni ed i sogni, di pensare di meritare una possibilità sul grande palcoscenico che è, di fatto, la vita.
Clint, in uno dei suoi Capolavori, Gli spietati, afferma che "non esistono meriti, in queste cose", e continuo a pensare a quanto abbia ragione.
Eppure Wiseau ha mostrato il coraggio e le palle che molti invidiano o sognano di avere semplicemente decidendo di essere se stesso, o quello che avrebbe voluto essere.
Una cosa non da poco che Franco ha descritto con sincerità, trasporto ed intelligenza.
Non saprei dirvi, dal canto mio, che fine abbia fatto Alberto Leone, uno che, da aspirante scrittore e adolescente pronto a rifugiarsi nella cultura, avrei dovuto disprezzare dall'alto delle mie letture, o ascolti, o cazzate di questo genere.
E che, al contrario, ho sempre considerato talmente incredibile da poter essere considerato unico.
Posso solo dirvi che, se fossi un editore e dovesse presentarsi alla mia porta con un mazzo di quelle poesie, oggi, non avrei alcun dubbio rispetto alla loro pubblicazione.
E se, poi, dovesse anche rivelarsi un vampiro, tanto meglio.
Avrei la scusa buona per garantirmi l'immortalità.



MrFord



 

martedì 17 ottobre 2017

BoJack Horseman - Stagione 1 (Netflix, USA, 2014)





Affrontare un titolo, si tratti di grande o piccolo schermo, incensato in ogni dove, è sempre una patata parecchio bollente, che si tratti di analizzarlo e scriverne, parlarne con gli amici o anche solo gustarsi la proposta svaccati sul divano: da mesi, ormai, la voce ricorrente che Netflix avesse fatto di nuovo centro con BoJack Horseman aveva fatto capolino un pò ovunque nella blogosfera, e molti dei miei colleghi e compari - spicca, nonostante il suo parere non sia certo un incentivo alla visione, il mio arcinemico Cannibal - hanno fin da subito dichiarato il loro amore per la figura certo non equilibrata di questo protagonista a metà tra stronzi guasconi e piacevoli come Hank Moody ed altri patentati e figli di puttana come Frank Gallagher o Mickey Donovan, per restare nell'ambito del piccolo schermo.
In tutta onestà, devo ammettere che da parte mia non si è trattato certo di amore a prima vista, considerato che ho passato le prime due o tre puntate a chiedermi come fosse possibile che un serial sicuramente interessante ma certo non innovativo potesse essere considerato tanto cult quando prima di lui abbiamo avuto cose come I Simpson, Futurama, Beavis and Butthead, South Park, I Griffin e via discorrendo, dei quali pareva semplicemente un cugino più recente, che le risate sono state tutte molto a denti stretti ed il percorso certo non facile.
Eppure, episodio dopo episodio, l'egoismo e tutti i difetti di questo cavallo star di una sitcom di successo degli anni novanta ormai dedito ad un galleggiamento tra alcool, droghe e puttanate a profusione figlie di una carriera stagnante hanno finito non solo per definire il personaggio e renderlo - come viene sottolineato anche nel corso della bellissima seconda parte di stagione - più umano - sembra una battuta, scritta in questo modo, ma si tratta della pura verità -, ma anche per proiettare BoJack Horseman dritto tra le migliori sorprese che il piccolo schermo ha regalato al Saloon nel corso di questo duemiladiciassette che, al contrario, in ambito cinematografico ha avuto fin troppo pochi sussulti.
Dal rapporto tra BoJack e Todd, passando per i riuscitissimi personaggi di contorno - Diane e Mr. Peanutbutter su tutti -, questa serie è come una di quelle serate in cui si esce per sbronzarsi come se non ci fosse un domani e ritrovarsi il giorno dopo nudi sulla spiaggia senza un rene e si finisce per scomodare massimi sistemi, sputare fuori tutta la merda e sentirsi ad un tempo feriti come mai non lo si è stati nella vita ma sinceramente puliti e pronti per aggredire un nuovo giorno.
Ogni dettaglio è collocato alla perfezione, ogni decisione ed avvenimento comporta conseguenze negli episodi successivi, dal più piccolo o apparentemente inutile al più grande, dalla D rubata alla scritta Hollywood fino alla presa di coscienza del main charachter di essere solo uno stronzo egoista che pur di vivere la sua vita finisce per calpestare chiunque stia al suo fianco.
Ed in questo senso, sarà che sono sempre stato uno stronzo anch'io, quel crescendo nel finale con Wild Horses degli Stones a fare da cornice alla cronaca della sconfitta inesorabile di BoJack mi ha fatto sentire equino e senza speranze e solo ed animalesco e fin troppo vorace, come lui.
Si potrebbe dire che BoJack Horseman sia una sorta di terapia per gli stronzi, un modo per fare da sacco da boxe al mondo pronto a restituire agli stronzi stessi quello che hanno seminato, neanche fosse una gigantesca rappresentazione del karma: ma allo stesso tempo, si potrebbe anche pensare che senza quegli stronzi con tutti i loro difetti a rendere i sapori più forti e le persone più umane, niente sarebbe così fottutamente divertente e degno di essere vissuto fino in fondo.




MrFord




venerdì 15 settembre 2017

Quindici19 - Serata conclusiva

 


Qualche mese fa, qui al Saloon, pubblicizzai una di quelle iniziative che dovrebbero fornire linfa vitale al futuro del Cinema in tutto il mondo, il Quindici19 Short Film Festival, che unisce e permette un confronto - ed una gara - tra gli adolescenti italiani e non solo di mettere in mostra le proprie doti dietro la macchina da presa.
Avendo preso parte alle votazioni della giuria ed avendo avuto l'occasione di visionare i titoli finalisti - con tanto di personale classifica - alla vigilia della cerimonia finale porto sugli schermi del Saloon il trailer che presenta la serata, alzo i calici ed auguro a tutti questi ragazzi fortuna nel difficile mondo della settima arte.



MrFord




 

domenica 26 marzo 2017

7 White Russians Up



E così, anche quest'anno, ci siamo arrivati.
Sinceramente, non l'avrei neppure immaginato, quella sera del ventisei marzo duemiladieci.
E neppure lo scorso anno, quando in questo periodo cominciavo a considerare l'idea di mollare, prima di prendermi un'estate più vacanziera e tornare rigenerato in una blogosfera pur - purtroppo - lontana da quella del periodo duemiladodici/tredici.
E invece, eccomi qui.
White Russian compie oggi sette anni fatti di film, serie tv, bevute, incontri, grasse risate e lacrime amare.
La sera in cui mi misi al computer per imboccare questa nuova strada io e Julez eravamo ancora senza figli, non sapevamo se ne avremmo avuti - voluti, quello sempre -, lavoravamo nella stessa azienda - pur se in settori e con competenze diverse - ed avevamo abbandonato Milano da non più di un paio di mesi, Lost doveva ancora giungere al termine, avevamo meno tatuaggi ed ero sicuramente meno grosso di adesso.
Curioso, quanto le cose cambino in un intervallo di tempo relativamente breve - per quanto, e l'esperienza me l'ha provato in più occasioni, a volte in un anno si concentrano così tanti eventi che pare di averne vissuti quattro o cinque -, e quante persone e situazioni entrino a far parte della nostra vita.
Ad ogni modo, per festeggiare questa giornata ho pensato di raccontare qualcosa in più su chi sta da questa parte della tastiera, senza sbrodolare una biografia o uno di quei post tipicamente fordiani bersagliati da Cannibal, quanto, più che altro, buttare nella mischia un pò di "Ford Facts".
Potrebbero essere dieci, come una sorta di classifica.
Dunque, in alto i calici, amici e nemici: al termine di questa bevuta potrete dire di conoscermi un pò di più.


1) Per quanto ora sia un bevitore da competizione, il mio rapporto con l'alcool è nato soltanto attorno ai ventitre/ventiquattro anni, per esplodere definitivamente superati i venticinque.
Da adolescente, quando tutti, tra compagni di scuola, fidanzate ed amici, cercavano di sballarsi in ogni modo, io conducevo una strenua lotta da straight edge, probabilmente, come ogni bravo teenager, per farmi notare.
Tendenzialmente, mi rendeva solo un pò più stronzo.
Di recente, per dare un contegno economico ed un contentino al mio corpo che invecchia, ho deciso di dedicarmi all'astensione per due giorni la settimana, che non sono un problema considerato che, in casa, nelle vetrinette che sono uno degli angoli sacri del sottoscritto, si trova circa un'ottantina di bottiglie, che riescono anche a restare (quasi) piene - ovviamente senza contare la scorta di birre in dispensa -.

2) Un altro angolo sacro di casa Ford è la sezione Cinema, che conta svariate migliaia di dvd e bluray divisi tra Cinema internazionale, Cinema italiano, Horror, Serie tv, Cofanetti e Cinema d'animazione. Tutti i settori sono in rigoroso ordine alfabetico, fatta eccezione ormai per quello dei cartoni, continuamente in subbuglio a causa dei Fordini.

3) Quando non bevo, il mio equivalente a quello che potrebbe essere il whisky è il the, che adoro per colazione ma anche la sera, in particolare se tra le sue sfumature è presente una nota di menta - come nel caso delle miscele arabe, tra le mie preferite -.

4) Se i pomodori - due a pasto, non si scappa - e la carne sono due le colonne sulle quali si basa l'alimentazione del sottoscritto, con il passare degli anni l'elemento dato dal piccante in tutte le sue forme è diventato quasi un rito. Di recente ho acquistato un vasetto di polvere di uno dei peperoncini più tosti al mondo, e quando la uso - molto poca, considerate potenza e costo in proporzione alla quantità - per il sugo della pasta, mi pare di aver bevuto una ventina di Red Bull. Una bomba.

5) Così come per l'alcool, anche la pratica della palestra è una cosa nata con l'avanzare dell'età: pur avendo sempre fatto sport, da ragazzino e più in generale da giovane sono sempre stato lontano dall'idea di mettermi a fare pesi, e sono sempre stato, infatti, una specie di grissino ambulante. Negli ultimi dieci anni, allenandomi costantemente, sono aumentato di più di venti chili.

6) Come molte persone amanti dei tatuaggi e parecchio tatuate, non tengo il conto del numero di volte in cui un ago ha iniettato dell'inchiostro sotto la mia pelle, ma ricordo bene i momenti che hanno portato ad ognuno di quelli che ho. Curioso che, dopo il primo - estate duemiladue - ho atteso quattro anni e la rivelazione che fu Barcellona - estate duemilasei - per capire che senza mi sentirei molto più "nudo". Gli spazi cominciano a ridursi, ma non per questo ho intenzione di fermarmi.

7) Patisco parecchio le altezze e mi sento profondamente a disagio quando qualcuno che, al contrario, non ha questo problema, si sporge dalla cima di un monumento o di qualsiasi luogo in cui ci si trovi in quel momento. Per cercare di vincere questa paura, non mi sono mai risparmiato quando, nel corso di un viaggio, ho avuto occasione di "scalare" qualcosa, dal World Trade Center all'Harbour Bridge di Sidney - in quel caso ero anche il primo della cordata dopo la guida -, senza considerare, sempre in Australia, l'esperienza di parasailing con Julez ed i tuffi da dieci metri durante le giornate di canyoning in compagnia di Julez e di Dembo.

8) Per quanto la nostra classe politica faccia di tutto per ostacolarmi e molti dei miei eroi a stelle e strisce siano o siano stati Repubblicani convinti, non ho mai votato una volta in vita mia la Destra.

9) Nell'estate del duemilaundici ho preso - con consistente ritardo - la patente di guida, più che altro per utilità nel caso in cui dovesse esserci bisogno estremo ed urgente.
In realtà odio guidare, che si tratti di macchina, moto o motorino, e stare al volante è una delle cose che mi provoca più tensione - di norma io sono easy su quasi tutto -: la notte in cui Julez ebbe le prime contrazioni che portarono alla nascita del Fordino, guidai la macchina fino all'Ospedale di Lodi - che sarà a cinque minuti scarsi da casa nostra - per poi scendere e far parcheggiare la signora Ford con il pancione, perchè temevo di sfondare la nostra macchina così come quelle nelle sue immediate vicinanze.

10) Da quando sono nati i Fordini sono diventato decisamente più sensibile a film, musica e romanzi: ora mi capita molto, molto più spesso di commuovermi. E capita anche che accada in stereo con Julez.



MrFord
Related Posts Plugin for WordPress, Blogger...