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lunedì 22 gennaio 2018

Heath Ledger Day - Il cavaliere oscuro (Christopher Nolan, USA/UK, 2008, 152')




Fin dai primi giorni dell'apertura del Saloon, ricordo di aver rimpianto alcune recensioni che, per ovvie questioni di tempo, non avrei potuto proporre contemporaneamente all'uscita della pellicola: una di queste era quella legata a Il cavaliere oscuro, secondo capitolo della trilogia dedicata a Batman targata Christopher Nolan, che ancora ho negli occhi per la prima visione in sala, aspettative della vigilia rispettate in pieno ed ovazioni del pubblico di fronte a più di una sequenza.
L'iniziativa dell'ormai sempre più sparuto gruppo di bloggers cinefili di celebrare la ricorrenza dei dieci anni dalla scomparsa di Heath Ledger - incredibile che sia già passato così tanto tempo e quante cose siano cambiate, così come strano risulti pensare che l'attore australiano fosse mio coscritto - è riuscita a regalarmi la possibilità di portare tra queste pagine anche una delle pellicole a tema supereroistico più convincenti mai prodotte, sorretta da un impianto tecnico pazzesco, adrenalina a mille, una regia perfetta ed un'interpretazione, quella di Ledger, da once in a lifetime, che giustamente gli valse un Oscar purtroppo postumo.
Pur se filtrato attraverso la passione per gli illusionismi di Nolan, questo film finisce per rappresentare lo scontro tra un charachter granitico come Batman ed il suo caotico antagonista, Joker, che combatte l'Uomo Pipistrello non per la gloria, i soldi o la sete di potere, quanto per il desiderio di sovvertire le regole e seminare il caos: è nel loro confronto, nonostante l'evoluzione degna di un thriller poliziesco della trama, con la variabile fornita da Harvey Dent/Two Face, che si trova la spinta di un rollercoaster di due ore e mezza pronte a volare, un lavoro che a distanza, per l'appunto, di dieci anni, continua ad impressionare e a risultare superiore alla quasi totalità delle proposte nate dal mondo del Fumetto dopo di lui.
Il dispiacere di non averne potuto scrivere allora, ebbro dell'esaltazione che la prima visione mi trasmise, è ancora vivo, ma dalla matita "scomparsa" al camion ribaltato, passando per l'interrogatorio ed il trucco che porta alla genesi del già citato Two Face ed alla morte di uno dei personaggi cardine dell'universo di Bats riconosco di essere ancora oggi sorpreso, travolto, rapito dal lavoro pazzesco imbastito da Nolan e reso ancora più grande da Ledger, che non solo non fa rimpiangere l'indimenticabile Joker di Nicholson protagonista della pellicola di Tim Burton, ma finisce per superarlo proprio grazie alla carica data al personaggio, che pare totalmente fuori controllo ed allo stesso tempo perfettamente in sintonia con ogni sua azione e soprattutto con quello che rappresenta.
Perchè se Batman, che insegue l'ordine imponendolo come prima cosa a se stesso, forza la mano con la costrizione, Joker è l'emblema della rivoluzione pura, di tutto quello che, da esseri umani vitali ed appassionati, non può essere confinato dalla Legge, dalle regole e dal senso comune.
La visione del Joker potrà essere sconfitta - perchè insito nell'essere umano è anche il Bene - ma non cancellata, perchè figlia di una passionalità che è stata, è e sarà motore di tutto quello che sta agli estremi del nostro concetto di società e di vita: il Joker è un terrorista, un criminale, uno psicopatico, ma anche un uomo libero, che non meno di Batman si pone al di sopra di tutto e di tutti.
E nel farlo, non porta sulle spalle il peso del senso di colpa.
Il discorso potrebbe essere più lungo e complesso, così come questo post potrebbe concentrarsi maggiormente sul valore enorme di un film che è stato - ed è, e sarà - un esempio perfetto di blockbuster intelligente ed autoriale, potrei affermare di ammirare Joker e di essere simile a Batman, o il contrario: il fatto è che, da persona sensibile agli estremi, alle illusioni ed alla lotta, non posso dichiarare altro che, da una parte o dall'altra di questa barricata, è un piacere essere in prima linea.
I muscoli e la determinazione contro le risate e la voglia di stupire.
Ognuno di noi, potenzialmente, porta questo nel cuore.
Ed ognuno di noi, nel corso della vita, può scegliere quale strada prendere.
A prescindere dal momento, da chi si ha di fronte, da cosa si spera per il futuro.
Da cosa meritiamo noi, e da chi merita chi ci è accanto.



MrFord



venerdì 29 dicembre 2017

Ford Awards 2017: i film (N°30-21)



Ed eccoci giunti alla classifica più importante, quella dedicata ai film che più hanno conquistato i favori del sottoscritto tra quelli usciti in sala nel corso dell'anno: ovviamente, come di consueto, mancano all'appello alcuni titoli più o meno importanti, e considerato che nonostante un inizio anno notevole la qualità si sia abbassata a questo giro ho deciso di diminuire il numero dei titoli in classifica dai consueti quaranta a trenta.
Scopriamo dunque quali sono gli apripista della classifica.


N°30: L'INGANNO di SOFIA COPPOLA


Apre la classifica Sofia Coppola, regista discontinua ma di talento, che riporta sullo schermo un classico di Don Siegel, La notte brava del soldato Jonathan, riuscendo comunque a non sfigurare troppo nel confronto. Nell'anno della rivincita delle donne, una pellicola che pare quantomai attuale.

N°29: DUNKIRK di CHRISTOPHER NOLAN

 

L'illusionista del Cinema, Christopher Nolan, torna sul grande schermo con un film bellico celebratissimo - forse troppo - alla sua uscita, considerato dal primo giorno uno dei favoriti per la prossima corsa agli Oscar. Peccato che, nonostante l'indubbia ed incredibile tecnica, al cuore non resti nulla se non una bella confezione.
N°28: CARS 3 di BRIAN FEE

 

Alle spalle la delusione cocente di Cars 2, Saetta McQueen torna sullo schermo con un terzo capitolo decisamente nelle corde del primo, grazie al quale assistiamo al passaggio di ruolo del protagonista da allievo a maestro. Parabola sul rapporto tra vecchie e nuove generazioni che conserverò tra i ricordi più vivi in quanto primo film visto in solitaria al Cinema con il Fordino.
N°27: THOR - RAGNAROK di TAIKA WAITITI


Irrompe nella classificona il Dio del Tuono in versione Taika Waititi, fracassonata divertentissima che pare uscita dritta dritta dagli anni ottanta e che rilancia alla grande lo spirito più guascone dei film Marvel del Cinematic Universe sul modello di Guardiani della Galassia - ma avremo modo di riparlarne -. Ci si diverte, ci si intrattiene, si spacca. 

N°26: DETROIT di KATHRYN BIGELOW

 

La cazzutissima Bigelow, più che attesa alla vigilia, è una delle delusioni di questa classifica: avrei voluto che Detroit irrompesse come una tempesta piazzandosi decisamente più in alto, ma benchè la confezione sia ineccepibile, questo lavoro comunque importante ha lo stesso difetto di Dunkirk. Si ammira, ma non si ricorda.

N°25: IL DIRITTO DI CONTARE di THEODORE MELFI


Il The Help del duemiladiciassette. Forse confezionato per le candidature ai passati Oscar, ma genuino, piacevole e scorrevole da guardare. Inoltre, parliamo di una storia vera che non ha perso in termini di attualità ed è in grado di mettere d'accordo spettatori con gusti profondamente diversi tra loro. 

N°24: T2 - TRAINSPOTTING 2 di DANNY BOYLE

 

I ragazzacci di Welsh e Boyle tornano sullo schermo a un ventennio di distanza dal cult che li aveva consacrati, e spazzano via i sospetti di una bieca operazione commerciale con un perfetto mix di nostalgia ed ironia. Tornare da Bagby e soci è stato come rivedere gli amici del quartiere che si sono persi con la vita, e continuare, con loro, a scegliere a vita stessa.
N°23: BORG MCENROE di JANUS METZ

 
 
Una delle sorprese di fine anno. Senza strafare in termini di tecnica ed originalità, Metz porta sullo schermo con grande tensione e partecipazione uno dei match più belli della storia del tennis, e lo fa riuscendo nella non facile impresa di rendere al meglio lo spirito che c'è dietro la pratica sportiva, a qualsiasi livello sia praticata.

N°22: GIFTED - IL DONO DEL TALENTO di MARC WEBB

 

Alle spalle l'ottimo 500 giorni insieme e i decisamente meno interessanti Spider Man, Marc Webb torna in un territorio che gli è più congeniale, e regala al pubblico uno di quei film dei quali innamorarsi senza chiedere troppe spiegazioni, ma seguendo la pancia ed il cuore.
Immedesimazione o età, ho trovato vivo e sentito il racconto di questo rapporto che mette i sentimenti prima del talento, e ricorda a tutti che non esiste un genio senza qualcuno che lo sostenga.

N°21: SCAPPA - GET OUT di JORDAN PEELE


Una delle sorprese più piacevoli della stagione: in bilico tra tensione e spavento, critica sociale ed ironia, Jordan Peele regala al pubblico una piccola chicca che, con un finale meno consolatorio, avrebbe conquistato una posizione ben più alta di questa.
Un paio di scene sono instant cult, gli interpreti funzionano, il messaggio è chiaro. Avercene.


TO BE CONTINUED...

lunedì 25 settembre 2017

Dunkirk (Christopher Nolan, UK/Olanda/Francia/USA, 2017, 106')





Non è stato facile approcciare Dunkirk, ultima fatica di Christopher Nolan, illusionista del Cinema, uno dei volti più interessanti della generazione successiva a quella di Tarantino, uno dei registi più celebrati degli ultimi vent'anni.
Personalmente, ricordo benissimo la prima visione di Memento, il recupero dei suoi lavori precedenti e poi l'escalation che portò al successo planetario, passando dal mio personale favorito The prestige fino alla trilogia dei Batman, o allo splendido Inception: il buon Chris è ormai considerato una garanzia, uno di quelli che il pubblico - non importa se di nicchia o mainstream - attende al varco, pronto a criticare per tutto ed il contrario di tutto, punti di vista permettendo.
Non è stato facile, approcciare Dunkirk, perchè nel frattempo, dalla sua uscita, avevo sentito e letto qualsiasi cosa immaginabile: da chi lo ha considerato un Capolavoro a chi l'ha detestato per la sua freddezza, con tutte le sfumature del caso nel mezzo.
Nel corso della visione, personalmente mi sono stupito della scelta operata dal regista, lontana dai suoi canoni e dai generi cui è più avvezzo, ho finito per sorridere all'idea di tutti i presunti radical che hanno deciso di esaltarlo senza considerare che si tratti di una versione british di Salvate il soldato Ryan, tecnica sopraffina e furberie comprese, mi sono emozionato all'idea di tutti quei pescatori e non solo inglesi a bordo delle loro imbarcazioni pronti a fare rotta verso la Francia per salvare quelli che avrebbero potuto essere loro figli, ho ricordato che mio nonno materno, lo stesso che mi trasmise la passione per i Western e che ancora oggi ricordo per tutto il Tempo che mi dedicò sopravvisse ad un naufragio nel corso della Seconda Guerra Mondiale, prima di combattere parte della Campagna d'Africa ed avere la fortuna, per certi versi, di passare più di due anni prigioniero degli inglesi, scampando in quel modo probabilmente alla morte.
Dunkirk, senza dubbio, è grande Cinema, di quello che soltanto i registi di talento possono permettersi di portare sullo schermo.
Ma attenzione: non parliamo, comunque, di un grande film.
E non parlo di uno di quelli destinati a fare la Storia della settima arte, ma anche solo a pensare di poter insidiare quelli che, ad oggi, sono i miei personali favoriti dell'anno.
Occorre dare a Dunkirk quello che è di Dunkirk, e a Nolan quello che è di Nolan.
Personalmente, adoro i registi che percorrono più strade, senza fossilizzarsi su un genere o quantomeno cercando di adattare il loro carattere, la voglia di raccontare, a vicende differenti e lontane tra loro: Nolan ha scommesso forte su questo film, e senza dubbio, anche fosse solo dal punto di vista tecnico, ha vinto la sua partita a mani basse.
Tensione, occhio, tempi di narrazione, tutto funziona: manca forse il cuore, o la scintilla che permette ad un film di diventare "il" film, ma non per questo bisogna avere paura di riconoscere la portata di un lavoro senza dubbio impressionante, nonostante lo stesso finisca per essere destinato a quel novero di pellicole che, seppur splendide quantomeno per l'occhio, finiremo per non rivedere così facilmente.
Dunkirk non è La sottile linea rossa, o Apocalypse Now, o Full Metal Jacket, ma in tutta onestà, credo non voglia neppure esserlo.
E' semplicemente una storia, qualcosa di molto concreto, fisico, reale, che un illusionista ha voluto raccontare mantenendo come unico trucco la sua abilità con il mezzo di narrazione.
Non sarà quello che ci aspettavamo.
Non sarà come essere ingannati, e provare quel brivido che solo l'illusione può dare.
Ma del resto, è un film di guerra.
E la guerra è una delle cose più dannatamente reali che esistano.
In mezzo a qualcosa di così terribile e che noi - Nolan compreso - possiamo solo immaginare, e per fortuna, l'unica cosa che resta, probabilmente, è aggrapparsi a qualcosa che ci possa portare in salvo.
Può essere il Destino, può essere un miracolo, può essere la tecnica, può essere la voglia di arrivare in fondo.
Dunkirk ha dentro tutto questo.
Forse non sarà sopravvissuto, ma senza dubbio, ha messo tutto quello che poteva.




MrFord




giovedì 31 agosto 2017

Thursday's child







Per iniziare bene il ritorno della stagione cinematografica dopo il riposo estivo - considerata la penuria di titoli validi - questo weekend invaderà le sale uno dei film più attesi della seconda metà del duemiladiciassette, e che potrebbe potenzialmente mettere addirittura d'accordo il sottoscritto ed il suo rivale nonchè co-conduttore Cannibal Kid.
Riuscirà una volta ancora Nolan in quest'impresa?

"Ford più giovane di me!? Ma non farmi ridere!"



Dunkirk

"Comandante Ford, siamo pronti ad invadere Casale Monferrato."

Cannibal dice: Uno dei filmoni dell'anno? La pellicola bellica in grado di rileggere il genere bellico? Il grande favorito alla prossima notte degli Oscar? Il nuovo capolavoro di Christopher Nolan?
Su Dunkirk i pareri entusiastici arrivati da Oltreoceano, da Oltremanica e negli ultimi giorni anche dall'Italia non sono certo mancati. Su questo film si è già detto molto e ancora parecchio si dirà, specie quando a farlo saremo – e senza alcuna cognizione di causa né di cinema, né di guerra, né di scrittura – pure io e Mr. Ford.
Ford dice: Nolan è un regista che ha segnato indubbiamente l'immaginario collettivo di appassionati, bloggers e critici negli ultimi quindici anni. Da Memento in poi, è diventato una specie di versione inglese di Tarantino.
Dunkirk si rivelerà la bomba che tutti dicono essere?
Personalmente, ricordo quando, con Inception, io e Cannibal trovammo forse il nostro primo, vero, accordo cinematografico. Sarà così anche questa volta? Solo ai posteri l'ardua sentenza.

 

A ciambra

"Mi dispiace di averti chiesto uno strappo, ma l'alternativa era rischiare la vita e chiedere a Ford."

Cannibal dice: A ciambra è un film ambientato in una comunità rom della Calabria che sembra sia stato piuttosto apprezzato alla Quinzaine des Réalizateurs dell'ultimo Festival di Cannes. Sembra inoltre una visione a metà strada tra il radical-chicchismo cannibale e il neorealismo fordiano e, considerata l'ambientazione, sembra pure una di quelle pellicole che potrebbero fare incazzare parecchio gente come Salvini. Cosa che gioca solo a suo favore.
Ford dice: pellicola potenzialmente interessante che risulterà una scommessa principalmente per il fatto che verrà mal distribuita e sarà davvero difficile da reperire. Peccato, perchè per due paladini delle cause perse come me e il Cucciolo eroico poteva anche funzionare.


Un profilo per due

"Tranquilla, Cannibal non ti darà più fastidio: gli ho sguinzagliato contro Ford."

Cannibal dice: Credo non ci sia niente di peggio di chi ha un profilo Facebook in due. Forse giusto chi non ne ha manco uno, come James Ford...
La pellicoletta comunque appare come una commediola franco-belga sull'amore ai tempi dell'Internet piuttosto gradevole. Non avessi già altri 2 mila film e serie tv più promettenti da vedere, potrei anche pensare di clickarci sopra.
Ford dice: solo il pensiero di un profilo Facebook condiviso mi spaventa. O anche di un profilo Facebook e basta. Se poi ne immagino uno da spartire con il buon, finto vecchio Marco Goi, ancora peggio.

 

Félicité

"Per favore, Cannibal, torna dritto dritto nel tuo Paese!"

Cannibal dice: Altra produzione franco-belga. Questa volta però trattasi di un lavoro che pare decisamente più impegnato e impegnativo. Il dramma di una madre, una cantante del Congo, che deve trovare i soldi per poter far operare il figlio in fin di vita. Una visione che si preannuncia più pesante e genitoriale di un post fordiano ma che, a differenza di quest'ultimo, potrebbe valere lo sforzo.
Ford dice: film impegnatissimo che potrebbe risultare una sorpresa, ma che soffrirà come di consueto della distribuzione a cazzo made in Terra dei cachi. Dovesse capitarmi tra le mani, comunque, non me lo perderò.


La storia dell'amore

"Forza amico, festeggiamo come farebbe il nostro compagno di casa di riposo Ford!"

Cannibal dice: Non una semplice storia d'amore, bensì La storia dell'amore. Addirittura. A dirigerla è Radu Mihăileanu, il regista dell'acclamato e sopravvalutatissimo Il concerto, film osannato da tutti tranne da me. Considerando che quest'anno il mondo ha cominciato a girare al contrario e che la protagonista è Gemma Arterton, mi sa che questa volta tutti potrebbero invece schifarlo e io potrei essere l'unico a rimanerne estasiato.
Ford dice: Mihaileanu è uno di quei registi furbetti che fingono di fare roba d'autore ed invece cercano il premio facile. Senza dubbio, e nonostante Gemma Arterton, da queste parti un'eventuale promozione se la dovrà sudare come Cannibal la possibilità di fare lo sparring partner per un allenamento di wrestling.


Open Water 3 – Cage Dive

Un'immagine esclusiva di Cannibal inseguito da Ford.

Cannibal dice: Open Water 3 significa che sono già stati realizzati altri due Open Water???
Ora che ci penso, del primo ho un vago ricordo, anche se avevo navigato al largo, trattandosi del solito inutile survival marittimo. Del secondo invece ignoravo del tutto l'esistenza, così come continuerò a fare con questo terzo e, non appena si trasferirà all'estero, come comincerò a fare anche con l'ormai quasi ex cittadino italiano Señor James Ford.
Ford dice: purtroppo per me, nel caso di questo survival mi trovo quasi in accordo con il mio rivale, nonostante il primo mi avesse intrattenuto discretamente. Roba estiva che si dimentica senza problemi.

 

Easy – Un viaggio facile facile

"Qui a Casale non solo non sanno cosa sia un White Russian, ma non vendono neppure alcolici. Terribile."

Cannibal dice: Film italo-ucraino on the road ambientato su... un carro funebre.
Va bene che l'estate sta finendo e un Ford se ne va, però questa settimana tra mattonazzi di cinema jamesfordiano, lavori bellici belli tosti e una pellicola deprimente e tutt'altro che facile facile come questa, non è che con la pesantezza si sta esagerando un pochino?
Ford dice: ma siamo già in autunno? Perché io, come gli Ex Presidenti di Point Break, voglio vivere “un'estate senza fine”.

 

domenica 1 febbraio 2015

Corsi Corsari: Cinema, the e ABC

La trama (con parole mie): come gli avventori più assidui del Saloon ben sapranno, la collaborazione tra White Russian e Corsi Corsari è ormai navigata, ed un drink dopo l'altro, la promozione delle sempre interessanti iniziative di questi messaggeri legati a doppio filo al Cinema è giunta alla sua ennesima espressione.
Con l'inizio del mese di Febbraio, infatti, e nuove proposte ai nastri di partenza, ancora una volta si segnalano incontri e corsi - per l'appunto - ai quali i lettori affezionati di questo vecchio cowboy potranno avere accesso usufruendo del 10% di sconto.
Ma bando alle ciance, in alto i bicchieri - ed anche le tazze, per questa volta - e si dia inizio alla carrellata.




Oltre che di whisky ed affini - e di tutto ciò che è superalcolico - il qui presente è anche un grande estimatore della bevanda preferita di Sua Maestà: appuntamento fisso della colazione fordiana - che non prevede caffè -, infatti, è il the.
Ma per quale motivo l'argomento di apertura del post è questo, e non il Cinema?
Perchè grazie a Corsi Corsari e Massimo Zanichelli, in collaborazione con il locale milanese La teiera eclettica, nel corso di due incontri molto diversi ed ugualmente interessanti - Il Cinema di Nolan e Milano in pellicola - i partecipanti all'iniziativa avranno la possibilità di trovare il punto d'incontro tra una pellicola ed una miscela di sapori che possa solleticare nella stessa misura il palato e la fantasia.
Ma non è finita qui: se l'esplorazione del Cinema dell'inganno dell'autore del recente Interstellar o del ruolo meneghino nello sviluppo della settima arte nostrana non avranno saziato la vostra curiosità, dal 20 febbraio avrete la possibilità di confrontarvi con le basi di quella che è una vera e propria passione, la stessa che mette molti di noi davanti ad uno schermo giorno dopo giorno, senza stancarsi mai.
L'ABC del Cinema è infatti la terza proposta coordinata da Corsi Corsari e tenuta da Massimo Zanichelli, pronta ad essere ospitata dal Museo del manifesto cinematografico - sempre a Milano - e ad esplorare quelli che sono i pilastri della conoscenza tecnica e della costruzione di un film: dal montaggio alternato al controcampo, dagli albori alle nuove tecniche, avrete modo di scoprire quello che è stato Storia e quello che, chissà, forse un giorno lo diverrà.


MrFord



Questi tutti gli estremi legati agli incontri:

Il Cinema di Nolan e Milano in pellicola
  • Dove: La Teiera Eclettica, via Melzo, 30 Milano
  • Calendario: aprile, maggio
  • Orari: Dalle ore 18.30 alle ore 20.30
  • Ore totali: 2h
  • Costo totale: 25,00 € (IVA inclusa) ad incontro
  • Prenotazioni: Tel. 02 70108702 o 329 9581101 / Mail: info@corsicorsari.it
  • Iscrizione entro: Una settimana dall'inizio del corso

L' ABC del Cinema
  • Dove: Fermo Immagine Museo del Manifesto Cinematografico, via Gluck 45, Milano
  • Calendario: venerdì 20 e 27 febbraio / 6 marzo
  • Orari: Dalle 19.10 alle 21.10
  • Ore totali: 6 h
  • Costo totale: 60,00 € (IVA inclusa)
  • Prenotazioni: Tel. 02 70108702 o 329 9581101 / Mail: info@corsicorsari.it
  • Iscrizione entro: Una settimana dall'inizio del corso

martedì 18 novembre 2014

Interstellar

Regia: Christopher Nolan
Origine: USA, UK
Anno: 2014
Durata: 169'





La trama (con parole mie): siamo in un futuro prossimo in cui la Terra, in ginocchio a seguito di cambiamenti climatici, vive una profonda crisi legata alle risorse alimentari. Cooper, un ex pilota vedovo diventato agricoltore che vive con i figli Tom e Murph, è convinto dal professor Brand, uno studioso alla ricerca di una soluzione che possa permettere all'umanità di scoprire un'alternativa di vita su un altro pianeta, a prendere parte ad una missione potenzialmente senza un termine che porterà l'equipaggio della nave dallo stesso Cooper condotta attraverso un wormhole vicino a Saturno dall'altra parte dell'universo, sulle tracce di un gruppo di scienziati partiti anni prima alla ricerca di risorse naturali su dodici corpi celesti diversi.
Separatosi a malincuore dalla famiglia, Cooper accetta nella speranza non solo di salvare l'umanità, ma anche di poter tornare a riabbracciare i suoi figli: riuscirà, insieme al suo equipaggio - compresa la figlia dello stesso Brand - ad attraversare Spazio e Tempo riuscendo nell'impresa?






 
Fin da bambino, per quanto negli anni delle superiori non sia certo stato una cima in fisica, l'astronomia ha rappresentato una delle mie più grandi passioni: ricordo ancora - e conservo gelosamente - "Il libro dell'astronomia", tomo di notevoli dimensioni regalatomi per Natale da mia zia quando avevo sette anni all'interno del quale si parlava ancora dell'esplorazione del Sistema Solare grazie alle sonde Voyager, forse le prime ad aver compiuto servizi completi sui pianeti esterni - per intenderci, tutto quello che si può trovare oltre Marte e la fascia degli asteroidi -, quando ancora Plutone non era stato "degradato" a semplice corpo celeste e probabilmente non si aveva idea di cosa fosse un quasar.
Ad alimentare questa passione "spaziale" del sottoscritto fu senza dubbio lo spirito al centro di una discussione tra Cooper ed uno degli scienziati al suo fianco nel corso della missione di salvataggio del mondo, ovvero quello che supera il concetto di studioso e libera l'ispirazione dell'esploratore: fondamentalmente, la scoperta dello spazio profondo e dei suoi silenzi infiniti non è altro che una versione clamorosamente più grande di quello che rappresentò la conquista degli oceani, e l'epoca dei grandi viaggi e dei loro protagonisti, da Magellano a Colombo. 
Seguendo questa linea di pensiero, il lavoro di Christopher Nolan con Interstellar è uno dei più emozionanti, sentiti e visivamente impressionanti che la sci-fi ricordi negli ultimi decenni, un viaggio prima di tutto emozionale e sentimentale che, di fatto, paragona le montagne russe del cuore all'idea di qualcosa di così grande da non poter essere neppure immaginato, l'Universo: un luogo all'interno del quale esistono fenomeni in grado di piegare addirittura il Tempo giungendo ben oltre quella che è la nostra comprensione attuale, e che a volte regalano brividi unici - i già citati quasar, ammassi di stelle pulsanti ai confini del cosmo, riescono a produrre una luce così intensa da essere visibili anche ai nostri telescopi, posti a miliardi di anni luce da loro, permettendo alle singole particelle di viaggiare e giungere a noi dopo un intervallo di tempo che ha avuto inizio quando ancora il Sistema Solare doveva ancora in qualche modo essere immaginato - che neppure la più sfrenata immaginazione visiva e cinematografica potrà mai rendere.
Ma Interstellar non è soltanto questo: è anche un comparto tecnico spaventoso, momenti di impatto enorme - dalle onde gigantesche al Gargantua, passando per Saturno -, mai come prima l'espressione della volontà di quello che, ad oggi, è forse l'erede principale insieme a J. J. Abrams dello Spielberg dei bei tempi, di trovare un punto d'incontro tra autorialità e Cinema popolare, nella speranza di concedere qualcosa ad entrambi e di conseguenza a se stesso.
Ed è un'opera a tratti troppo prolissa e derivativa - inevitabili i riferimenti a Contact, Signs, Inception, Europa Report, Solaris, Stargate e soprattutto l'inarrivabile 2001 -, in grado di regalare momenti di grande impatto emotivo e subito dopo incappare in scivoloni al limite del buonismo hollywoodiano più sfrenato - il confronto finale tra Murph e suo padre -, non sempre limpida a livello di script - ma, con un argomento di questo calibro a livello scientifico, è da mettere in conto - e solo parzialmente convincente a livello di casting - sprecati la Chastain e Affleck, compitino da sei politico per Caine e Lightow, fuori ruolo Damon ed il solo, ormai onnipresente McConaughey a tenere sulle spalle la baracca -.
Come prendere, dunque, Interstellar, attesissimo e celebratissimo ritorno di Christopher Nolan sul grande schermo?
Non come il Capolavoro che, personalmente, ancora attendo dal cineasta inglese, ma neppure come qualcosa di fallimentare o sbagliato.
Ci troviamo di fronte ad un grande prodotto realizzato da un professionista unico e di talento che, da buon illusionista, questa volta non è semplicemente stato in grado di lasciare a bocca aperta con un "prestigio" mozzafiato, quanto, più che altro, con un inganno costruito alla grande.
Eppure, lo spirito che anima questa pellicola ha qualcosa di grande, capace di lasciare non tanto a bocca aperta, quanto a cuore spalancato: è il sapore delle epopee e dei viaggi, lo spirito degli esploratori e dei naviganti, quel "non andarsene docili", "l'amore che muove il sole e le altre stelle", e che soprattutto muove noi, piccoli ed insignificanti esseri al cospetto di un Universo che sarà sempre così enorme anche solo da immaginare da risultare irresistibile e magico.
Perchè il brivido della conquista cresce esponenzialmente tanto più la conquista stessa appare fuori dalla nostra portata.
E l'Universo è ancora fuori dalla portata di Christopher Nolan.
Ma vi assicuro che vederlo tentare è stato come riprendere tra le mani il mio libro dell'astronomia e tornare ai tempi in cui, a sei o sette anni, sognavo un giorno di viaggiare tra quei mondi lontanissimi.
Il Tempo che si piega.
Ci riporta ad essere bambini per tornare al futuro.
E in quasi tre ore di spettacolo sentire il miracolo ed assaggiare la caduta.
La relatività del Tempo - sempre lui - e l'assolutezza della Gravità.
E non c'è Gravità con attrazione più forte dell'amore.
 
 
 
MrFord
 
 
 
"Parlami dell' esistenza di mondi lontanissimi
di civiltà sepolte di continenti alla deriva.
Parlami dell'amore che si fà in mezzo agli uomini
di viaggiatori anomali in territori mistici...di più.
Seguimmo per istinto le scie delle Comete
come Avanguardie di un altro sistema solare."
Franco Battiato - "No time no space" -
 
 
 
 

giovedì 6 novembre 2014

Thursday's child

La trama (con parole mie): alle spalle mesi di letargo della settima arte, con l'avvicinarsi della fine dell'anno finalmente qualcosa pare cominciare a muoversi, e dopo il successo planetario di Guardiani della galassia e lo splendido Boyhood ci prepariamo ad affrontare una settimana resa decisamente importante dal ritorno sul grande schermo di Christopher Nolan con il suo attesissimo Interstellar.
Riuscirà l'illusionista del Cinema a stupire di nuovo pubblico e critica? E soprattutto, riuscirà a mettere d'accordo, nel bene o nel male, i due rivali di sempre Ford e Cannibal Kid?


"Altro che Ford: le canto io, a quel pusillanime di Peppa Kid!"

Interstellar

"Ford e Cannibal d'accordo: il solo pensiero mi fa male."
Cannibal dice: A dispetto del titolo, Interstellar non è un film sull'Inter e non è nemmeno un film su una grande stella del mondo dei blog come me. Si tratta invece della nuova ambiziosa pellicola di Christopher Nolan, un regista di cui ho apprezzato tutti i lavori, a parte il piuttosto inutile Il cavaliere oscuro – Il ritorno, ma che allo stesso tempo, per quanto abbia adorato soprattutto Inception e The Prestige, ancora non mi ha regalato un cult personale assoluto. Riguardo a questo Interstellar, che vanta un gran cast con le garanzie Matthew McConaughey e Jessica Chastain più la non sempre garanzia Anne Hathaway, sono un pochino scettico. Dalle prime cose viste mi pare un pericoloso incrocio tra Gravity e una pellicola in stile Steven Spielberg... cosa che significa che dalle parti di Pensieri Cannibali potrebbe non essere accolto benissimo.
Dalle parti di WhiteRussian so già che probabilmente si urlerà al Capolavoro, ma chi lo sa?
Tutto può succedere, però ho il presentimento che su questo film le posizioni di me e di Ford potrebbero essere distanti anni luce.
Ford dice: Nolan è sempre Nolan, e su questo non c'è alcun dubbio. L'illusionista numero uno del Cinema mainstream, in grado di mescolare l'impatto del blockbuster con l'approccio autoriale torna in sala dopo la parziale delusione che fu Il cavaliere oscuro - Il ritorno, film solo discreto forse schiacciato troppo dalle aspettative.
Onestamente non so cosa accadrà con Interstellar, che da un lato promette faville con un cast di prim'ordine e dall'altro ha sfagiolato un trailer che non mi ha particolarmente entusiasmato: di sicuro farà discutere. E speriamo che lo faccia portando me e Peppa Kid su pianeti diversi.


Get on Up

"Ragazzo, lasciatelo dire: ti vesti e ti pettini peggio di Cannibal!"

Cannibal dice: Le biografie musicali sono sempre ben accette, qui su Pensieri Cannibali. Cosa che non si può dire di WhiteRussian. Personalmente sto ancora aspettando la recensione di James Ford di Jersey Boys, l'ultima fatica del suo idolo Clint Eastwood. Quanto a James Brown e non James Ford, non è mai stato tra i miei idoli musicali totali, però questo film potrebbe farmici avvicinare. Quindi get up, alziamo i culi, e andiamo a vedere questo film!
Ford dice: curioso il fatto che, in un periodo in cui mi sento molto riavvicinato al soul, arrivi in sala un biopic su uno dei suoi re, James Brown. Non che mi aspetti il filmone dell'anno, ma un'occhiata penso potrò darla molto volentieri: a Pensieri cannibali, invece, rinuncio senza pensarci troppo.


Non escludo il ritorno

"A Cannibal, te sparo 'na cinquina dritta in faccia!"

Cannibal dice: Secondo biopic musicale della settimana ma questo, con tutto il rispetto per Franco Califano, dopo aver visto l'agghiacciande trailer escludo di guardarlo. Non escludo invece di mandare Ford a quel paese...
Ford dice: il Califfo è stato un personaggio mitico del panorama musicale italiano, ma il trailer di questa roba mi pare decisamente "troppo italiana" per il sottoscritto. Il Cannibale, invece, è semplicemente troppo incompetente in materia cinematografica, tranne quando giustamente applaude gli stessi film che io giudico come i migliori dell'anno.


Andiamo a quel paese

"Ford e Cannibal ci hanno mandati a quel paese. Con tanto di certificazione."

Cannibal dice: Ficarra e Picone sono diretti allo stesso paese in cui io mando sempre Ford. Sarà un caso?
Di certo io questo film non lo vedrò manco per caso. Ficarra e Fordone non li reggo per pochi secondi a Striscia la notizia, figuriamoci per la durata di un'intera pellicola.
Ford dice: Cannibal, vai pure a quel paese. Insieme a Ficarra e Picone.


Sils Maria

"Qui intorno non c'è anima viva." "Sarà il solito posto scelto da Ford per uno dei suoi weekend survival!"

Cannibal dice: Uh, grande incognita, questo film! Del regista francese Olivier Assayas ho visto poche cose, tra queste ho apprezzato il thriller Demonlover mentre mi ha infastidito quella freakkettonata di Qualcosa nell'aria, e non so bene cosa pensare di lui. Il cast di questo suo nuovo film è curioso, ci sono dentro Juliette Binoche, che in genere non mi piace, Kristen Stewart, che all'infuori della saga di Twilight possiede del potenziale per ora raramente espresso (giusto in The Runaways), e Chloe Moretz, che in genere mi gusta. A ciò si aggiunge un'ambientazione alpina che non mi attira particolarmente, però in questo periodo dell'anno ci può stare. Insomma, Sils Maria potrei adorarlo o potrei detestarlo senza mezze misure. Mentre Ford...
Va beh, sapete già cosa provo per lui.
Ford dice: ho sempre trovato Assayas molto interessante, anche se tra i registi europei un po' radical è forse uno di quelli che conosco meno, per numero di pellicole. Questo non mi pare il suo lavoro migliore, così d'istinto, ma penso che una visione potrei comunque concederla, se capita. Al Cannibale, invece, concedo al massimo due calci rotanti.


Tre cuori

"Ammazza che noia essere radical chic!"

Cannibal dice: Due film francesi nella stessa settimana?
Dovrei essere contento e infatti lo sono. Sono contemporaneamente anche un po' preoccupato, perché l'idillio con il cinema dei cugini negli ultimi tempi si è un po' interrotto. Chissà però che questo dramma ultra radical-chic con Charlotte Gainsbourg, che mi immagino come un Closer francese, non possa riaccendere la passione. Anche perché, e questa è la soddisfazione più grande, un film come questo Ford lo odierà.
Ford dice: con ogni probabilità questa polpettonata radical chic finirà nel grande libro nero delle bottigliate. Tre cuori e una stroncatura.


Doraemon 3D

"Ford e Cannibal ultimamente sono andati troppo d'accordo: cosa possiamo fare, Doraemon?" "Non preoccuparti, Nobita, ho qui giusto un nuovo film di Lars Von Trier per sistemare le cose!"

Cannibal dice: Tra i cartoni che si guardano i miei nipotini, Doraemon non è tra i peggiori. Anche perché battere Peppa Pig è dura. Da ammettere ciò, a vedermi un film per giunta con animazione 3D del gatto spaziale ne passa comunque parecchia, di strada. La stessa che separa me dal bambinone Ford, che questa pellicola zitto zitto se la godrà alla grande!
Ford dice: Doraemon, che ricordo anch'io dai tempi, è uno dei cartoni preferiti del Fordino, che spesso e volentieri si lancia anche in balli sfrenati sulla sigla. Peccato che ancora non abbia la tenuta per una visione da film, altrimenti ce lo saremmo schiaffati insieme.


Torneranno i prati

Ford (a sinistra) e Cannibal (a destra) in gita in montagna.

Cannibal dice: Un film di Ermanno Olmi ambientato durante la Prima Guerra Mondiale?
Ma questa è una fordianata che non mi guardo manco se mi minacciano con le bombe!
Ford dice: finalmente, dopo la cannibalata francese che probabilmente mi toccherà massacrare, una bella fordianata vecchio stile firmata da un vecchio Maestro. Il modo migliore per chiudere il weekend.

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