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lunedì 22 gennaio 2018

Heath Ledger Day - Il cavaliere oscuro (Christopher Nolan, USA/UK, 2008, 152')




Fin dai primi giorni dell'apertura del Saloon, ricordo di aver rimpianto alcune recensioni che, per ovvie questioni di tempo, non avrei potuto proporre contemporaneamente all'uscita della pellicola: una di queste era quella legata a Il cavaliere oscuro, secondo capitolo della trilogia dedicata a Batman targata Christopher Nolan, che ancora ho negli occhi per la prima visione in sala, aspettative della vigilia rispettate in pieno ed ovazioni del pubblico di fronte a più di una sequenza.
L'iniziativa dell'ormai sempre più sparuto gruppo di bloggers cinefili di celebrare la ricorrenza dei dieci anni dalla scomparsa di Heath Ledger - incredibile che sia già passato così tanto tempo e quante cose siano cambiate, così come strano risulti pensare che l'attore australiano fosse mio coscritto - è riuscita a regalarmi la possibilità di portare tra queste pagine anche una delle pellicole a tema supereroistico più convincenti mai prodotte, sorretta da un impianto tecnico pazzesco, adrenalina a mille, una regia perfetta ed un'interpretazione, quella di Ledger, da once in a lifetime, che giustamente gli valse un Oscar purtroppo postumo.
Pur se filtrato attraverso la passione per gli illusionismi di Nolan, questo film finisce per rappresentare lo scontro tra un charachter granitico come Batman ed il suo caotico antagonista, Joker, che combatte l'Uomo Pipistrello non per la gloria, i soldi o la sete di potere, quanto per il desiderio di sovvertire le regole e seminare il caos: è nel loro confronto, nonostante l'evoluzione degna di un thriller poliziesco della trama, con la variabile fornita da Harvey Dent/Two Face, che si trova la spinta di un rollercoaster di due ore e mezza pronte a volare, un lavoro che a distanza, per l'appunto, di dieci anni, continua ad impressionare e a risultare superiore alla quasi totalità delle proposte nate dal mondo del Fumetto dopo di lui.
Il dispiacere di non averne potuto scrivere allora, ebbro dell'esaltazione che la prima visione mi trasmise, è ancora vivo, ma dalla matita "scomparsa" al camion ribaltato, passando per l'interrogatorio ed il trucco che porta alla genesi del già citato Two Face ed alla morte di uno dei personaggi cardine dell'universo di Bats riconosco di essere ancora oggi sorpreso, travolto, rapito dal lavoro pazzesco imbastito da Nolan e reso ancora più grande da Ledger, che non solo non fa rimpiangere l'indimenticabile Joker di Nicholson protagonista della pellicola di Tim Burton, ma finisce per superarlo proprio grazie alla carica data al personaggio, che pare totalmente fuori controllo ed allo stesso tempo perfettamente in sintonia con ogni sua azione e soprattutto con quello che rappresenta.
Perchè se Batman, che insegue l'ordine imponendolo come prima cosa a se stesso, forza la mano con la costrizione, Joker è l'emblema della rivoluzione pura, di tutto quello che, da esseri umani vitali ed appassionati, non può essere confinato dalla Legge, dalle regole e dal senso comune.
La visione del Joker potrà essere sconfitta - perchè insito nell'essere umano è anche il Bene - ma non cancellata, perchè figlia di una passionalità che è stata, è e sarà motore di tutto quello che sta agli estremi del nostro concetto di società e di vita: il Joker è un terrorista, un criminale, uno psicopatico, ma anche un uomo libero, che non meno di Batman si pone al di sopra di tutto e di tutti.
E nel farlo, non porta sulle spalle il peso del senso di colpa.
Il discorso potrebbe essere più lungo e complesso, così come questo post potrebbe concentrarsi maggiormente sul valore enorme di un film che è stato - ed è, e sarà - un esempio perfetto di blockbuster intelligente ed autoriale, potrei affermare di ammirare Joker e di essere simile a Batman, o il contrario: il fatto è che, da persona sensibile agli estremi, alle illusioni ed alla lotta, non posso dichiarare altro che, da una parte o dall'altra di questa barricata, è un piacere essere in prima linea.
I muscoli e la determinazione contro le risate e la voglia di stupire.
Ognuno di noi, potenzialmente, porta questo nel cuore.
Ed ognuno di noi, nel corso della vita, può scegliere quale strada prendere.
A prescindere dal momento, da chi si ha di fronte, da cosa si spera per il futuro.
Da cosa meritiamo noi, e da chi merita chi ci è accanto.



MrFord



lunedì 6 marzo 2017

The Lego Batman Movie (Chris McKay, Danimarca/USA, 2017, 104')





Quando, circa tre anni or sono, uscì in sala The Lego Movie, accolsi tiepidamente la notizia nonostante fin da bambino avessi amato moltissimo i noti mattoncini colorati pronti a diventare le fondamenta di mondi e combinazioni sempre diverse nelle mani della fantasia di più o meno piccoli "giocatori": eppure, ricordo che uscii dalla visione divertito, emozionato e soprattutto ammirato per il lavoro che gli autori avevano svolto sul charachter di Batman, forse il più riuscito della pellicola.
All'annuncio, dunque, dell'approdo in sala dello spin off dedicato proprio alle gesta dell'Uomo Pipistrello nel mondo Lego l'hype era decisamente più alto rispetto a quello della pellicola che l'aveva ispirato, e devo ammettere che, per tutta la prima parte, non solo ha trovato conferma, ma ha anche alimentato la speranza che questo secondo lungometraggio potesse superare - e neppure di poco - il primo, amplificando ulteriormente tutta la parte grottesca così come l'approccio metacinematografico, tanto da ricordarmi alcuni dei passaggi più geniali del mitico ed altrettanto geniale Spongebob, dalla caratterizzazione del protagonista alla sua voce off che accompagna il pubblico fin da prima dei titoli di testa.
L'approccio è dinamico, il ritmo tiratissimo - non c'è praticamente un attimo di pausa dal primo all'ultimo minuto -, l'utilizzo non è solo dei nemici più o meno noti del Batman fumettistico e cinematografico - Joker in primis - ma anche di alcuni "ospiti" della stessa pasta della clownesca nemesi dell'alter ego di Wayne - grandiose le versioni di Voldemort e Sauron, già cultissimi -: tutto converge rendendo The Lego Batman Movie una conferma del valore di quello che potrebbe diventare in futuro un brand di riferimento per l'intrattenimento animato per tutti - e forse un pò più per adulti -, nonostante sulla distanza finisca per perdere terreno dando ad un'evoluzione ovviamente prevedibile della trama così come all'azione supereroistica troppo spazio rispetto all'ironia assurda e scombinata della prima parte.
Peccati veniali, comunque, di un film che, come il primo della serie, da queste parti ha trovato terreno fertile ed è già considerato allo stesso modo una piccola chicca di nonsense spinto in versione animata - anche se le vette del già citato Spongebob sono irraggiungibili, va detto -, ed almeno nel sottoscritto fa già venire l'acquolina in bocca per un eventuale terzo capitolo giocato sulla rivalità tra Batman e Superman, che viene ritratto - giustamente - come un bisteccone buonista in grado di insidiare il trono di Joker di nemico numero uno del Pipistrello.
Peccato, al contrario, per il pessimo adattamento italiano, culminato con il doppiaggio da carcere a vita di Geppi Cucciari rispetto alla figlia del Commissario Gordon, una delle cose più imbarazzanti e terribili da che esiste il sonoro nel Cinema: l'idea che i distributori nostrani hanno di prendere in prestito personaggi dello spettacolo per portare ancora più spettatori in sala quando si parla di animazione è quantomeno discutibile, e finisce per rovinare visioni che, come questa, meriterebbero certo trattamenti di ben altro genere.
Meglio pensare ad uno degli sfruttamenti della figura del Cavaliere Oscuro più spassosi ed originali che il Cinema abbia concepito, e a quanto è bello, a volte, trovarsi di fronte a quei vecchi giocattoli e pensare che, forse, la macchina del tempo esiste davvero.
E non c'è cosa più goduriosa, una volta attivata, della consapevolezza di poter tornare bambini senza perdere il bagaglio dell'essere adulti.




MrFord




venerdì 9 dicembre 2016

Batman - The killing joke (Sam Liu, USA, 2016, 76')




Ai tempi in cui ero un vorace lettore di fumetti - per la maggior parte statunitensi -, per quanto riguardava le proposte seriali non ho mai avuto alcun dubbio che la Marvel surclassasse senza pietà in termini di qualità dei personaggi prima ancora che degli autori o delle storie la sua rivale di sempre, la DC Comics, alla quale non sono mai stato particolarmente legato.
Due characthers in particolare riuscivano a rompere questo schema: Batman e Lobo.
Il primo, amato molto - Joel Schumacher a parte - dal sottoscritto anche al Cinema, è senza dubbio una vera e propria miniera d'oro per ogni scrittore che ne approcci i tormenti interiori, le luci della ribalta di Wayne ed i demoni dell'Uomo Pipistrello: quando, poi, l'autore in questione è Alan Moore, forse il più grande sceneggiatore di Fumetti di tutti i tempi, il gioco è fatto.
Batman: The killing Joke è infatti da sempre considerata dagli appassionati come una delle storie più interessanti dell'Uomo Pipistrello soprattutto per il lavoro strepitoso fatto sulla sua nemesi, il Joker, uno dei villains più profondi e carismatici che qualsiasi appassionato di supereroi potrebbe mai incontrare.
Venuto a sapere che da questa piccola ma grande graphic novel era stato tratto un lungometraggio, la mia curiosità a proposito della trasposizione della stessa ha finito per solleticare la curiosità e riportare il Batman animato al Saloon per la prima volta dai tempi in cui, ragazzino, seguivo la serie trasmessa su Italia Uno, una delle cose migliori dei cartoni animati di allora: peccato che, a conti fatti, il lavoro di Sam Liu non sia a mio parere all'altezza di quello che ai tempi aveva operato il mitico Moore, complici un comparto tecnico decisamente non all'altezza, una prima parte incentrata su Batgirl che ha il sapore del brodo allungato giusto per raggiungere un minutaggio da sala, dosi di follia e violenza che mi ricordi edulcorate rispetto all'albo e solo un finale che riesce, almeno in quel caso, a rendere davvero omaggio al senso ironico, cattivo e distorto che il diabolico Moore diede alla storia originale.
Un peccato senza dubbio per i fan del Pipistrello e di Alan Moore, un intrattenimento dal gusto gotico tipico delle avventure dell'antieroe di Gotham per il pubblico occasionale, per quanto ce ne possa essere in questi casi: probabilmente la produzione avrebbe dovuto tenere più conto del fatto che un prodotto di questo genere a così tanti anni dalla pubblicazione originale - parliamo dell'ottantotto - avrebbe dovuto avere come unico target lo zoccolo duro dei fan nerd, e dunque osare decisamente di più di quanto non sia stato fatto.
Resta, quantomeno, un modo per ricordare lo spessore dell'Uomo Pipistrello - anche se, in questo film, appare più evidente il suo lato spigoloso e monolitico da giustiziere che non il mondo dentro Wayne - e quello della sua nemesi, che culmina con quello che è uno dei finali più belli sella Storia del Fumetto, qui fortunatamente ripreso praticamente pari pari.
Se avete amato il Batman di Burton e Nolan, e soprattutto i Joker di Nicholson e Ledger, quantomeno un'occhiata a questo film - fosse anche solo per l'epilogo - andrebbe data, considerato che, senza la pesante eredità data dalla lettura del classico di Moore, forse potrebbe assumere una dimensione meno riduttiva.




MrFord




venerdì 31 agosto 2012

Il cavaliere oscuro - Il ritorno

Regia: Christopher Nolan
Origine: UK
Anno: 2012
Durata: 165'




La trama (con parole mie): sono trascorsi otto anni dalla morte di Harvey Dent e dalla sparizione di Batman, che si addossò la responsabilità dell'accaduto. Otto anni di esilio per Bruce Wayne, otto anni di apparente tranquillità per Gotham City, lasciata in mano a politicanti e ad un Commissario Gordon sempre più schiacciato dal senso di colpa e di responsabilità verso la città.
La tempesta, però, è in agguato: Bane, esiliato dalla Setta delle ombre di cui fece parte anche Wayne, addestrato dal suo vecchio mentore Ra's Al Ghul, piove sulla città con l'intento di distruggerla e seminare il caos instaurando una sorta di legge marziale mascherata da rivoluzione del popolo.
Batman sarà così costretto a tornare in campo, ma la strada per la salvezza sarà lunga e dolorosa, e forse non basteranno gli aiuti del fedele Alfred, Lucius Fox, lo stesso Gordon, della non sempre alleata ladra Selina Kyle e del giovane detective Blake, per compiere quella che pare davvero essere la sua ultima missione.
Solo superando ogni confine ed ogni maschera, infatti, l'Uomo pipistrello troverà la risposta che cerca.




Il cerchio si è chiuso.
La più grande, spettacolare, incredibile trilogia cinematografica del dopo Signore degli anelli si è conclusa.
Uno dei film evento dell'anno, attesissimo già da quando, quattro anni fa, uscii entusiasta dalla sala fresco della visione de Il cavaliere oscuro.
L'ultima fatica del vero erede del miglior Spielberg, l'illusionista del Cinema Christopher Nolan, che nel frattempo tra il secondo e terzo capitolo non si è certo risparmiato andando a piazzare il colpo magico che fu Inception.
Il cavaliere oscuro - Il ritorno è un film gigantesco, travolgente ed ipertrofico come Bane - doppiato in maniera vergognosa da Filippo Timi ma fortunatamente salvato dalla recitazione con gli occhi e le mani di Tom Hardy -, elegante e tecnico come Selina Kyle, teatrale come Batman: un viaggio entusiasmante ed un'interpretazione magistrale di quello che dovrebbe essere il blockbuster perfetto, costruito come fosse un'opera d'autore e scandito da una serie incredibile di scene madri pazzesche per esecuzione ed effetti.
Eppure, con tutta la sua forza, le qualità ed i mezzi, c'è qualcosa che manca, alla resa finale di questo ultimo (?) capitolo delle avventure dell'Uomo pipistrello: se, infatti, Batman begins costituì una sorta di anno zero per un personaggio reso cult da Tim Burton e bistrattato da Joel Schumacher ed un ritorno per Bruce Wayne ad atmosfere più dark ed action e con Il cavaliere oscuro si aggiunsero una componente profondamente autoriale - la sequenza d'apertura con la rapina in banca - ed il valore aggiunto di un'interpretazione sensazionale - quella del Joker del compianto Heath Ledger -, con quest'ultimo capitolo al buon Chris pare essere in parte scoppiata la bomba tra le mani, pur se non per demeriti.
Il problema principale, a mio parere, è legato alla mancanza di fluidità in una sceneggiatura che non sempre appare lucida e chirurgica, e non potendo contare sulle geometrie illusionistiche del già citato Inception e del mio favorito The prestige finisce per apparire "a singhiozzo": il motivo di questo zoppicare dello script è da ricercarsi nella volontà dei fratelli Nolan - autori dello stesso - di realizzare la miglior conclusione possibile inserendo quanti più elementi si potessero inserire nel rispetto dei precedenti capitoli e della mitologia batmaniana che questa incredibile avventura cinematografica ha di fatto creato, sdoganando il genere supereroistico e portandolo a livelli prima mai raggiunti - e forse, ineguagliabili -.
Dunque, ho covato nel cuore l'impressione che, seguendo la sceneggiatura di casa Nolan, il film sarebbe durato quasi il doppio - impossibile, dunque, proporlo in sala in un'unica soluzione, così come "spezzarlo" nello stile degli ultimi Harry Potter andando ad intaccare l'escalation emotiva del pubblico -, e che la post-produzione abbia finito per limitare la reale portata di quello che sarebbe potuto effettivamente diventare il punto di non ritorno del genere ed il suo vertice assoluto.
Come se non bastasse, poi, a giocare contro l'impatto della pellicola sono la mancanza di quella scintilla che aveva reso geniali altri film del regista inglese - Memento e The prestige su tutti, ma anche Il cavaliere oscuro riservava almeno un paio di colpi da Maestro da rimanere a bocca aperta - e della teatralità estrema che aveva reso assolutamente epico il duello tra il Cavaliere oscuro ed il Joker nel capitolo precedente: sarà che la clamorosa apertura e la sequenza nello stadio durante la partita di football erano già state svelate dal trailer, che Bane, preso dal suo fervore "politico", non eguaglia la presenza scenica dello scombinato e davvero anarchico pagliaccio ledgeriano, che l'ansia da prestazione da conclusione abbia reso più fredda la mano di Nolan, ma l'impressione di un'incompiuta di fondo resta, nonostante tutta la forza esibita dalla pellicola.
Ma non voglio che il post si concentri soltanto sugli aspetti che hanno resto questa chiusura di trilogia meno grande di quanto mi aspettassi, perchè parliamo in ogni caso di un'opera monumentale e complessa, clamorosa e dirompente, ed assolutamente - per quanto possa negarlo Nolan - politica: il personaggio di Bane ed il suo ruolo, infatti, non lasciano che l'audience passi indenne da riflessioni legate alle tirannie fatte passare per rivoluzioni del popolo - in questo senso, il ridicolo tribunale istituito dagli uomini del mercenario e presieduto dal buon vecchio Spaventapasseri è un esempio lampante - almeno quanto i ruoli del Commissario Gordon e del giovane Blake, vera e propria sorpresa del film con tanto di finale in stile Ispettore Callahan e Point break.
E poi, c'è Batman. Eroe e giustiziere, protettore e vigilante, figlio del benessere quanto della sofferenza.
Cosa può muovere Wayne rispetto all'innocenza che portò fuori da un pozzo infernale il figlio di Ra's Al Ghul? In fondo, anche il giovane Bruce conobbe una nuova vita dopo essere precipitato in un pozzo.
"Perchè cadiamo? Per poterci rialzare", affermava suo padre per tranquillizzarlo.
"Il salto della Libertà può essere possibile solo con la paura", sussurra il vecchio detenuto che conobbe l'orrore da cui Bane è riemerso.
Ed è un innocente, ad averlo compiuto.
Ma cos'è, l'innocenza, se non qualcosa che il mondo ci insegna a perdere?
Bruce Wayne lo sa bene, così come l'erede di Ra's.
Eppure non è detto che la speranza debba necessariamente essere sepolta con lei.
E pare proprio questo, il messaggio della magnifica escalation finale, vero pezzo forte del film: la speranza di Selina Kyle di riuscire per una volta a tornare indietro, e cancellare tutto quello che l'ha portata sulla cattiva strada. Quella di Alfred - un magnifico Michael Caine - di prendersi un Fernet Branca a Firenze, e scoprire guardando tra i tavoli del caffè che la sua vita alle spalle della famiglia Wayne ha avuto un senso.
Del Commissario Gordon, di liberarsi di una colpa nata soltanto dall'eccesso di responsabilità.
Di Bane, di lasciare il dolore alle spalle anche a costo di ricacciarlo indietro con la sola rabbia per un legame che non sarà mai e poi mai possibile vivere.
Di Gotham City, perchè possa tornare ad aprire gli occhi senza avere paura.
Di Blake, perchè una maschera non servirà a lui, ma alle persone che ama.
Di Bruce Wayne, perchè cadiamo sempre per rialzarci.
E di Batman: perchè non è tanto quello che sei, ma quello che fai, che ti qualifica.
E passando oltre la politica ed i piloti automatici, la Giustizia ed il Crimine, Batman è una cosa sola: un Eroe.
E soprattutto un Uomo.


MrFord


"I could be wrong, I could be right
I could be black, I could be white
I could be right, I could be wrong
I could be white, I could be black
your time has come your second skin
the cost so high the gain so low
walk through the valley
the written word is a lie."
Public Image Limited - "Rise" -



 

mercoledì 29 agosto 2012

Last friday night - Dark night's wednesday edition

La trama (con parole mie): neanche il tempo di riprendere fiato dopo l'appena conclusasi Blog War, ed ecco che i due antagonisti per eccellenza della blogosfera tornano a non risparmiarsi colpi bassi anticipando la loro consueta rubrica dedicata alle uscite settimanali in occasione dell'uscita ufficiale - ed in ritardo clamoroso rispetto al resto del mondo - dell'ultimo Batman targato Nolan, uno degli eventi cinematografici più attesi dell'anno, reso ancora più clamoroso dopo i drammatici fatti di Aurora, lo scorso luglio.
Dunque, ecco le opinioni del sottoscritto e del Cannibale in merito al ritorno del Cavaliere oscuro e a tutto il resto delle uscite in sala che ci attendono in questo weekend del rientro.


"Cannibale, ti ho già sistemato nelle vesti di Joker, anche se ti mascheri riconosco che sei sempre tu!"
Il cavaliere oscuro - Il ritorno di Christopher Nolan


Il consiglio di Ford: provate a non vederlo, e spedisco Batman a casa del Cannibale per gonfiarlo di botte!
Il Cinema di Nolan, fatto di illusione e giochi di prestigio, effettoni e mix sapienti di autorialità sfrenata e sensazioni da blockbuster, è ormai una certezza per tutti.
Finalmente, con un mese buono di ritardo rispetto al resto del mondo, anche qui nella Terra dei cachi giunge il suo ultimo lavoro, l'ultimo dedicato all'Uomo pipistrello nonchè uno dei titoli più attesi dell'anno.
Nel bene o nel male, promette di essere uno spettacolo indimenticabile.
Guai - e bottigliate - a tutti quelli che lo perderanno.
Il consiglio di Cannibal: a vostro rischio e pericolo
Dopo quanto capitato nel cinema di Aurora, negli USA, non posso consigliarvi di andare a vedere Il cavaliere oscuro - Il ritorno, per tuterlarmi legalmente nel caso dovesse succedere qualcosa.
Non posso però nemmeno sconsigliarvi di vederlo. È vero che i supereroi hanno super rotto i maroni ed è vero che ormai su di loro è stato super detto tutto quello che c’era da dire, però chissà che Christopher Nolan non riesca a stupire ancora una volta. La sensazione a pelle è che difficilmente eguaglierà il capitolo precedente, però non si sa mai. Certo che Tom Hardy e Anne Hathaway, per quanto bravi, come cattivoni non so se si riveleranno all’altezza di Heath Ledger. Per la loro salute fisica e mentale, mi auguro se non altro che non si siano immersi nei loro personaggi Bane e Catwoman quanto lui con il Joker.
Ultimo capitolo di una saga maledetta, ma mai quanto il maledetto Ford. Da vedere? Sì, ma solo a vostro rischio e pericolo.

"Cannibale, vieni fuori! Sono stufo di prendere a bottigliate solo i tuoi tirapiedi!"
La patente di Alessandro Palazzi


Il consiglio di Ford: roba da principianti.
Questo film promette di essere la classica robetta made in Italy buona giusto a rubare qualche sala a titoli esteri che qui continuano a non essere distribuiti, eppure per solidarietà da quasi neo patentato non riesco a volergli troppo male.
Del resto, se c'è una cosa alla quale il Cannibale può effettivamente attaccarsi nei suoi puerili tentativi di mettermi in difficoltà, è quella della mia ancora non memorabile abilità sulle quattro ruote.
Il consiglio di Cannibal: andate a piedi!
La benzina ha ormai sfondato il tetto dei 2 euro a litro e Ford così come i filmetti italiani hanno sfondato i maroni. Già dal trailer si respira forte l’aria dell’amatorialità e soprattutto dell’incapacità recitativa, quindi se non siete parenti o amici di qualcuno nel cast del film, potete anche risparmiarvi questo rischioso viaggio in auto e procedere a piedi. Così come nel caso facciate l’autostop e Mr. Ford il buon samaritano si proponesse di darvi un passaggio, voi passate dal pollicione allo sventolargli il dito medio.

"Cucciolo Eroico, stai tranquillo e vai: tanto peggio di Ford non puoi guidare!"
La faida di Joshua Marston


Il consiglio di Ford: esiste un'unica faida, ed è quella tra me ed il Cucciolo Eroico per la supremazia sulla blogosfera tutta.
Maria full of grace, lavoro precedente del regista, non mi era dispiaciuto, pur essendo perfetto, eppure questo La faida, ambientato in Albania e sempre legato al disagio di vite consumate dal confronto con situazioni limite, non mi pare esattamente una cosa memorabile, quanto un film d'autore di ripiego sacrificato nella settimana del dominio batmaniano. Lo cedo al Cannibale, che potrà atteggiarsi a recensore più d'essai di Casale.
Il consiglio di Cannibal: non esiste alcuna faida, la supremazia è saldamente nella mani di Cannibal!
Bah, mi pare una cosa di quelle radical-realism perfette per una serata di real noia in compagnia di Mr. James Boring.
Magari mi recupero prima Maria Full of Grace, che mi sembra un filo più interessante, ed eventualmente questo. Altrimenti mi limito a continuare a dominare questa specie di faida tra me e Ford.

"Cannibale, sei decisamente troppo lento a montare quel fucile: io, pure con il l'artrite, ti batto sul tempo in scioltezza!"
Eva di Kike Maillo


Il consiglio di Ford: di Astro boy ce n'è già stato uno. E basta e avanza.
La Spagna, ormai in pieno declino cinematografico dopo la stagione bomba di qualche anno fa, prosegue nell'esplorazione di generi solitamente più consoni agli Usa o a Oriente come la sci-fi, proponendo una cosa che sa molto di versione trita e ritrita di quel Capolavoro del fumetto ma certo non del Cinema di Astro boy.
Un pò come passare dal piccolo Cannibale al vecchio Ford.
O dalla crescenza al provolone affumicato.
Tutto un altro sapore.
Il consiglio di Cannibal: pu**ana Eva che film!
Ford si è ufficialmente bevuto il cervello. Spagna in declino cinematografico? A me non sembra proprio e, se non altro, di certo se la passa molto meglio dell’Italia.
Astro boy? Ma che c’entra? Questa è tutta un’altra cosa.
Io questo film l’ho già visto e lo consiglio ampiamente. È una validissima pellicola di fantascienza umanista, alla Another Earth o Non lasciarmi tanto per dire, e pur non essendo perfetto è parecchio più interessante di molte americanate fantascientifiche basate non sulle idee ma solo sugli effetti speciali, che qui per quel poco che ci sono non sono nemmeno malaccio.
Insomma, come al solito ignorate del tutto i vaneggiamenti folli fordiani e non perdetevi questa piccola chicca muy preciosa.
Recensione prossimamente.

"Cannibale, ti tengo d'occhio: sto già pensando di girare Cucciolo Eroico nel mondo dei robot!"
Monsieur Lazhar di Philippe Falardeau


Il consiglio di Ford: se monsieur Cannibale ve lo sconsiglia, non dategli retta!
Come ormai tutti ben saprete, la Francia è stata la grande protagonista dell'ultimo anno e mezzo di Cinema continentale e non solo: questo trend pare destinato a proseguire con la pellicola che, Batman escluso, rischia di essere la sorpresa della settimana.
Certo, il mio egomaniaco antagonista verrà qui a sciorinare la solita vecchia storia del palloso film fordiano, ma voi fate come al solito: guardate e passate. Ahahahahah!
Il consiglio di Cannibal: di sicuro meglio di Monsieur Fordhar
Attenzione. Ancora una volta diffidate delle opinioni poco informate del Ford: questo film è in lingua francese ma non è francese, bensì canadese.
Pur non potendo sfruttare la (nouvelle) vague lunga del cinema francese attuale, non sembra però nemmeno malaccio. Non ci metterei la mano sul fuoco, potrebbe sempre rivelarsi un palloso e buonista film fordiano, niente di più probabile, ma una mezza possibilità gliela si può anche concedere…

"Cannibale, come al solito scrivi solo bestialità: ora cancello tutto, e aspettati una bella bocciatura, a fine anno!"
Babycall di Pal Sletaune


Il consiglio di Ford: sabato sera su Italia Uno. A casa del Cannibale. Può esserci di peggio?
Ed ecco il candidato numero uno a film ciofeca della settimana: un thriller di quelli da seconda serata in tv che potrà spaventare giusto i piccoli cuccioletti come il mio antagonista turbati dalle loro infanzie passate rinchiusi in cameretta con i coniglioni selvatici.
Il consiglio di Cannibal: una Fordcall è molto più spaventosa!
Solito thrillerino con bambini, potrebbe rivelarsi inquietante ma più probabilmente no.
Una pellicola tedesca tipicamente di fine estate, arrivata in Italia per via della presenza di Noomi Rapace, attrice che non ho ancora capito se mi piace o no, sarà quasi di sicuro una discreta porcheria, ma gli amanti del genere una visione gliela daranno. Mentre a Ford daranno solo una bella (e sana) mano di botte.

"Noomi, lo confesso: sono stato sveglio tutta la notte ad ascoltare i lamenti del Cannibale chiuso in cameretta con il suo coniglione preferito. E' stato terribile!"
El campo di Hernan Belon


Il consiglio di Ford: Argentina nuova frontiera?
Dopo Cosa piove dal cielo? e Medianeras, ecco un nuovo titolo potenzialmente interessante arrivato dritto dritto dall'Argentina, che torna a farsi sentire sulla scena internazionale dopo qualche anno di pseudo-silenzio.
Dato che fino ad ora siamo con un film consigliato a testa tra me e quella piccola groupie scatenata di Katniss Kid, questo potrebbe essere l'ago della bilancia in questa partita giocata nella terra del Pibe de oro. Staremo a vedere chi la spunterà.
Di sicuro, non risparmierò qualche colpo proibito e rotante dritto sulle gengivine delicate di Cannibal!
Il consiglio di Cannibal: el campo de mierda es todo tuyo, señor Ford
Questa volta lascio el campo libero a Ford e non mi sento di consigliare questa pelicula che dal trailer promette una recitazione all’italiana, più che all’argentina.
Ne approfitto semmai per consigliarvi due cose: recuperare Medianeras e, soprattutto, stare alla larga dal campo di Ford e da tutto ciò che lo circonda.

"Non ti preoccupare, cara, il Cannibale fa a tutti lo stesso effetto: ora ti accompagno a vomitare!"
 

venerdì 20 luglio 2012

Aurora, 20/07/2012

La trama (con parole mie): qualche ora fa, in un sobborgo di Denver, nel corso della prima dell'attesissimo The Dark Knight rises firmato da Christopher Nolan - nelle nostre sale il 29 agosto -, un individuo abbigliato in uno stile simile a quello del Bane interpretato da Tom Hardy ha fatto irruzione in sala nel corso della proiezione facendo fuoco sulla folla.
Le vittime - un dato in continuo aumento - paiono essere una quindicina, i feriti più di cinquanta.








Nel corso di questi due anni e oltre trascorsi dalla notte in cui decisi di aprire il mio saloon cinematografico, non ho lasciato quasi mai che la cronaca invadesse queste pagine, anche in presenza di avvenimenti decisamente sconcertanti: questo principalmente perchè ho sempre considerato il Cinema - così come la Letteratura, o la Musica - una specie di bacchetta magica in grado di portare i suoi spettatori oltre le trame della quotidianità, aiutando per certi versi a comprenderla ma fornendo sempre una confortevole via di fuga.
A volte, invece, capita che sia la vita reale a varcare i confini della settima arte: e non parlo di Elephant o Polytechnique - drammatiche testimonianze figlie di avvenimenti che sconvolsero interi Paesi -, del lavoro di un regista pronto a tuffarsi nell'abisso mostrandone l'oscurità all'audience attraverso l'occhio della mdp, ma di un atto di guerra, un gesto figlio di una follia che non ha nulla a che vedere con il Cinema, e molto, molto poco con l'Uomo.
Il massacro di Aurora - piccolo centro dal nome affascinante e fiabesco ma con ogni probabilità posto a celare la fotografia di una provincia scialba e tossica di cui spesso abbiamo fatto "esperienza" grazie alle proposte indipendenti e non solo made in Usa -, che da oggi verrà associato alla pellicola di Nolan - destinata ad essere bollata come "maledetta" -, è la triste conferma di quell'atto.
Non voglio fare sensazionalismi, o spararla grossa neanche fossi l'ultimo degli Studio Aperto, ma semplicemente testimoniare la mia vicinanza rispetto a tutte quelle persone uscite - come io stesso farò - per trascorrere una bella serata con gli amici, la fidanzata, la moglie o i figli perdendosi nella meraviglia di uno dei film più attesi dell'anno per finire ammazzati tra una poltrona e l'altra, vittime della roulette russa orchestrata da qualche disadattato soffocato dalla vita. Quella vera. Quella che pretende sempre qualcosa in cambio.
E non oso neppure immaginare quelli tra i sopravvissuti che, con una persona amata contata come vittima, dovranno lottare per non cedere all'impulso di imbracciare a loro volta un'arma e andare a farsi giustizia - e in questo senso penso mi troverei nella stessa situazione - cercando al contempo di infliggere più dolore possibile ai responsabili dell'accaduto.
Fossi in Nolan, o nella produzione, metterei la faccia in modo da fare tutto il possibile perchè questo atto sconsiderato non diventi un boomerang contro il Cinema, che dovrebbe farci respirare, piuttosto che lasciarci agonizzanti, a regalare i nostri ultimi sguardi a pop corn rovesciati o bibite mescolate con il sangue.
Ma tutto quello che si potrebbe scrivere suona come stonato, in questi casi.
Così la chiudo, brindo alla memoria di chi si è visto rubare tutto e spero che i cari, vecchi film possano di nuovo illudermi che esiste anche una vita che non si aspetti nulla di ritorno, se non la meraviglia.




MrFord





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