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mercoledì 24 maggio 2017

La bella e la bestia (Bill Condon, USA/UK, 2017, 139')




Se esistesse una classifica dedicata ai film più inutili mai realizzati, o dei quali non si sentiva certo il bisogno, con ogni probabilità questa versione live action di La bella e la bestia - splendido film d'animazione Disney che segnò il cambio di marcia del colosso fondato dal vecchio Walt negli anni novanta - si batterebbe con le unghie e con i denti - da vera bestia, per l'appunto - in modo da conquistare una posizione di rilievo: del resto, quando dietro la macchina da presa c'è Bill Condon - che molti ricorderanno per il suo "esemplare" operato nel corso della saga di Twilight - una certa garanzia pare evidente, e se a questo aggiungiamo una Emma Watson più cagna maledetta del solito, un Dan Stevens che fa rimpiangere a tutti i suoi fan dei tempi di The guest ed un Ian McKellen pagato per cinque minuti di faccette neanche fosse Depp in Alice in Wonderland, il gioco è fatto.
Certo, quasi nulla è stato modificato rispetto all'originale, ma questo non fa che rendere il paragone ancora più impietoso: questa noiosissima versione, infatti, pare essere stata totalmente privata della magia che il buon, vecchio cartone animato riesce a regalare ancora oggi, esempio lampante di quanto importante sia il cuore in qualsiasi produzione, a prescindere dagli scopi commerciali per i quali è stata biecamente e banalmente creata a tavolino - come questa -.
Un fallimento su tutta la linea che mi è costato un paio delle ore più noiose di visione degli ultimi mesi, nel corso delle quali con Julez abbiamo sfiorato più volte l'idea di premere stop e porre fine alle nostre sofferenze e di cercare di restare svegli stando dietro ai Fordini sempre più scatenati ed alla giostra delle faccende di casa nel momento più caotico della giornata, quello della preparazione della cena.
Una produzione inutile, finta e posticcia, trionfo di effetti creati ad uso e consumo del 3D e della retorica senza alcuna scintilla che rende un film ancora peggiore di quanto in realtà non possa essere.
Ed affidandomi al nuovo corso del Saloon più spiccio e senza troppi giri di parole, mi pare di avere già scritto fin troppo.




MrFord




giovedì 27 aprile 2017

Thursday's child



Settimana di uscite che, a meno di clamorose sorprese e delusioni, potrebbe confermarsi parecchio fordiana: in alto i calici, dunque, per il Cinema e l'approccio pane e salame del sottoscritto ed escluso dalla festa il mio ormai putroppo sempre più ex avversario Cannibal Kid, che forse, sotto sotto, sta cominciando ad essere contento anche lui in questi casi.


"Ancora Cannibal Kid!? Ma io lo denuncio, quello è uno stalker!"


Guardiani della Galassia Vol. 2

"Ford e Cannibal vogliono unirsi al gruppo? Ma se quelli non sanno neanche fare i guardiani di loro stessi!?"

Cannibal dice: Il primo Guardiani della Galassia a sorpresa mi aveva divertito e gasato parecchio (o diciamo abbastanza), cosa assai rara per un film Marvel, capitata poi solo con l'ancor più spettacolare Deadpool. Di un secondo episodio a così breve distanza non è però che avessi tutta questa necessità, quindi mi sa che rimanderò la visione in attesa che l'esaltazione fanciullesca di Ford si esaurisca.
Ford dice: il primo Guardiani della Galassia, nonostante non portasse sullo schermo supereroi tra i più famosi della Marvel - o forse proprio per questo - era risultato davvero una discreta ficata.
Nonostante questo secondo giunga forse un po' troppo presto in sala, sono davvero molto curioso e molto gasato. Speriamo che non deluda le aspettative.

 

The Circle

"Cannibal mi stalkerizza, Ford non vuole saperne di guidare: questo è un disastro!"

Cannibal dice: Un film con Emma Watson lo si vede e basta, anche se non è certo sempre sinonimo di qualità, ma solo di fregnaggine. Questo film sembra inoltre un thrillerino sui pericoli di Internet di quelli che, pur nella loro banalità, sanno come conquistare l'attenzione, quindi io The Circle lo cerco e lo cerchio. Mentre Ford prevedibilmente ci tirerà una riga sopra.
Ford dice: Emma Watson non è mai stata tra le mie preferite, così come i thrillerini con risvolti pseudo sociali. Dunque direi che il cerchio, questa settimana, lo farò su altri titoli più interessanti.

 

L'amore criminale

"Ti ho detto che è molto meglio Pensieri Cannibali!" "Te lo puoi scordare, troietta: White Russian è il numero uno!"

Cannibal dice: La fordiana Rosario Dawson contro la cannibalesca Katherine Heigl. Si tratta per caso della rilettura al femminile di una Blog War tra Ford e me?
Ford dice: secondo thrillerino della settimana, che potrebbe risultare più interessante del precedente per due ragioni: la prima è che sia Rosario Dawson che Katherine Heigl sono molto più interessanti di Emma Watson, e la seconda è che potrebbe avere qualche risvolto vagamente erotico. Almeno spero.

 

La tenerezza

"Bere un white russian a quest'ora del mattino? Non siamo mica Ford!"

Cannibal dice: Non sono un grande conoscitore del cinema di Gianni Amelio. A dirla tutta, veramente, non credo di aver mai visto un film di questo regista che mi sa di molto fordiano. Il suo nuovo teneroso lavoro riuscirà per la prima volta a sverginare il mio cuoricino, complice anche un buon cast capitanato da Elio Germano, Giovanna Mezzogiorno e Micaela Ramazzotti?
Ford dice: Gianni Amelio è un signor regista, che soprattutto negli anni novanta produsse titoli davvero pazzeschi - Lamerica o Come eravamo, giusto per citarne due - e che negli ultimi anni ha più che altro vivacchiato.
Questo nuovo film dal cast decisamente interessante, però, potrebbe rilanciarlo: anche in questo caso, speriamo bene.

 

La ragazza dei miei sogni

"Vorrei tatuarmi, ma ho paura di incontrare Ford: a quanto dice Cannibal, è un vero rissaiolo!"

Cannibal dice: Ci mancava solo il ritorno di Nicolas Vaporidis...
Ford dice: Ci mancava solo il ritorno di Nicolas Vaporidis..


La guerra dei cafoni

"Ragazzi, dovete metterci più canotta, se volete essere cafoni come Ford!"

Cannibal dice: Commedia italiana ambientata negli anni '70, si rivelerà cafona abbastanza da piacermi e da inorridire lo snob e anti-italico Ford?
Ford dice: operazione nostalgia che non mi ispira granchè, e che pare più un'hipsterata di quelle che piacciono a Cannibal. Per il momento, rimando. Poi si vedrà.

 

Altin in città

"Dai retta al vecchio Ford, ragazzo, e stai lontano da Casale: non ci sono segni di civiltà, da quelle parti."

Cannibal dice: La storia di un ragazzo albanese sbarcato in Italia. Troverà l'America, o finirà a Lodi insieme a Ford?
Ford dice: la storia di un ragazzo albanese sbarcato in Italia. Realizzerà i suoi sogni, o finirà a Casale insieme a Cannibal?

 

Le verità

"Un white russian? E chi ti credi di essere, il Fordino?"

Cannibal dice: Altro film italiano della settimana. Volete la mia verità? Mi sembra meno intrigante di un nuovo post di White Russian.
Ford dice: di recente ho recuperato ed in alcuni casi parlato anche bene di alcune produzioni italiane. Ora, però, non vorrei esagerare.

 

Tanna

"E pensare che, rispetto a Ford, noi viviamo all'avanguardia!"

Cannibal dice: Pellicola australiana nominata agli ultimi Oscar ambientata tra le tribù degli indigeni. Potrebbe essere un sorprendente gioiellino, così come una noiosa fordianata pseudo autoriale. Chissà?
Ford dice: potenziale sorpresa fordiana della settimana, tra Australia e wilderness. Sarà come promette, o si rivelerà una pippa d'autore in pieno stile cannibalesco?


Le donne e il desiderio

"Ragazze, ma secondo voi così conciate siamo più radical di Cannibal?"

Cannibal dice: Un mattonazzo polacco firmato da Tomasz Wasilewski che persino Ford nel suo periodo più radical-chic avrebbe evitato come la peste.
Ford dice: questo film una quindicina d'anni fa avrebbe rappresentato il titolo radical da recuperare della settimana. Fortunatamente, ora mi sono scrollato di dosso certe usanze e con la primavera che esplode non ho davvero voglia di imbarcarmi in visioni troppo pesanti.

 

A casa nostra

"Abbiamo aspettato tanto, e finalmente oggi possiamo farci fare l'autografo da Ford."

Cannibal dice: Una produzione franco-belga che potrebbe suonare come una cosa cannibale e invece no, pare essere una lagna neorealista bella (ma magari nemmeno bella) e buona. Cos'è questa, la settimana dell'orgoglio fordiano?
Ford dice: seconda potenziale sorpresa della settimana, malgrado la provenienza transalpina solitamente più cannibalesca. Posso solo sperare in un ritorno non solo delle fordianate al cento per cento, ma anche della rivalità dei bei tempi con Cannibal.

 

giovedì 16 marzo 2017

Thursday's child







Ed eccoci al nuovo appuntamento con le uscite che ci attendono nelle sale per questo weekend, nella speranza, fino a questo momento dell'anno vana, che possano alimentare come ai bei tempi la rivalità tra il sottoscritto e Cannibal Kid, che negli ultimi tempi, più che irritante e sconclusionato, mi è parso addirittura quasi simpatico ed in linea con il mio pensiero.
Uno scenario da film horror totale.


"Se Ford e Cannibal non si danno una regolata e tornano a combattersi come si deve, dovrò mettere il vestito della domenica e fare la festa ad entrambi."



La Bella e la Bestia

Ford e Cannibal festeggiano il loro periodo di inaspettata pace.

Cannibal dice: Non sono mai stato un grande fan della versione animata Disney de La Bella e la Bestia. Sarà che l'avevo visto quando ero troppo piccolo per apprezzarlo, o sarà che già allora era troppo una bambinata per me. Sono però pronto ad amare questa versione live-action, o se non altro sono pronto ad amare Emma Watson. Del resto non è che me ne freghi più di tanto. A partire dalla Bestia, in cui invece Ford immagino si ritroverà alla perfezione.
Ford dice: La bella e la bestia targato Disney è uno dei primi film d'animazione moderni ad aver portato un'idea di Cinema che andasse oltre il concetto di "cartoni animati" per bambini, nonostante l'approccio ancora molto musical tipico dei Classici della grande D.
Sinceramente, non sentivo alcun bisogno della versione live action, che penso si rivelerà solo una porcata buona per fare soldi al botteghino, o per rappresentare la storia del (non) bel Cannibal e del bestiale Ford.

 

John Wick – Capitolo 2

"Far fuori Cannibal? Una passeggiata. E' con Ford, che sarà più dura."

Cannibal dice: Il primo John Wick è uno dei film più inspiegabilmente sopravvalutati degli ultimi anni. Tutti a esaltarlo per quanto è tamarro e spettacolare, Ford in primis, io invece l'ho trovato parecchio noioso e serioso. Questo sequel almeno dai trailer mi pare più ironico e divertente, ma dubito comunque che correrò a guardarlo.
Ford dice: il primo John Wick è uno dei film più simili nello spirito e nella resa alle tamarrate action anni ottanta che ricordi, e da tempo attendevo questo sequel che arriva sugli schermi del Saloon con un hype pazzesco.
Riuscirà a far fronte a queste aspettative? Presto su White Russian la risposta.

 

The Ring 3

"Ford e Cannibal d'accordo!? Maria, io esco!"

Cannibal dice: Ecco un sequel che immagino possa essere una mezza cacchiata, e forse non solo mezza, ma che non vedo l'ora di vedere. Ho adorato il primo The Ring e moderatamente apprezzato pure il secondo e Samara è uno dei miei mostri horror preferiti. Dopo Ford.
Ford dice: il primo The Ring - sia americano che jappo - non mi sono affatto dispiaciuti, e nonostante mi sia poi perso per strada tra sequel, remake e via discorrendo, potrei tentare un doppio recupero nella speranza che Samara, un giorno o l'altro, passi da Casale a prendersi Cannibal Kid per renderlo antifordiano come un tempo.

 

Loving

"Il matrimonio tra Ford e Cannibal rischia di fare decisamente più clamore del nostro, non ci sono dubbi!"

Cannibal dice: Una storia e un film che sembravano perfetti per gli Oscar, poi però gli Oscar hanno abbastanza snobbato questo nuovo lavoro del fordiano (forse pure troppo) Jeff Nichols, meritata nomination a Ruth Negga a parte. Avranno fatto bene o male?
Ford dice: Jeff Nichols è uno dei registi americani più fordiani che siano attualmente in attività, eppure in genere finisce per piacere anche e perfino a Cannibal. Con questo Loving si prolungherà il periodo di pace armata tra i due quasi ex nemici più acerrimi della blogosfera o finalmente avremo materiale per una nuova Blog War? Tra qualche giorno la risposta.

 

Un tirchio quasi perfetto

"Ford e Cannibal non mi apprezzano? Poco male: ho questo bel violino da fracassare in testa ad entrambi!"

Cannibal dice: Una commedia francese ogni tanto ci sta bene, anche se Dany Boon non è che mi faccia proprio impazzire. Una chance in ogni caso potrei dargliela, visto che il tema della tirchieria fa (quasi) sempre ridere. Come gli sfottò a Ford.
Ford dice: non ho mai sopportato Dany Boon. E considerato che ultimamente con Cannibal le cose funzionano fin troppo, direi che il “comico” francese potrebbe diventare il mio nuovo nemico numero uno.

 

Chi salverà la rose?

"Non è possibile che sia sempre Ford a dare le carte! Quello è sempre ubriaco!"

Cannibal dice: Pellicola con protagonista un vecchietto che sembra perfetta per esaltare Ford. Non so chi salverà le rose, ma io di certo non salverò codesto filmetto.
Ford dice: il mio pollice, più che verde, è nero. Dunque, non sarò io a salvare le rose. Questo è sicuro. E neppure Cannibal.

 

Æffetto domino

"Non ti conviene scrivere una letterina a Cannibal, bimbo: lui cestina la posta dei fan, a meno che non si tratti di Emma Watson!"

Cannibal dice: Pellicola italiana impegnata che come effetto domino credo provocherà la repulsione sia da parte mia che da parte di Ford.
Ford dice: l'effetto domino di questa robetta pseudo autoriale italiana potrà solo essere quello di essere massacrata in stereo su White Russian come su Pensieri Cannibali.

venerdì 9 settembre 2016

Colonia (Florian Gallenberger, Germania/Lussenburgo/Francia, 110', 2015)


Sono sempre stato molto sensibile all'argomento della dittatura di Pinochet, che a partire dall'undici settembre settantatre e dalla deposizione di Allende insanguinò il Cile anticipando quello che sarebbe accaduto poco tempo dopo in Argentina, fungendo da esempio - purtroppo - per molte dittature "fiorite" in quegli anni in tutta l'America Latina.
Ricordo ancora lo stupendo corto di Ken Loach inserito proprio nella raccolta dedicata all'undici settembre duemilauno, ed i brividi che ad un fiero esponente del popolo come il sottoscritto mettono realtà come questa, in cui la Democrazia e la Libertà sono calpestate spesso e volentieri con il beneplacito dei potenti - nel caso di Pinochet e del Cile, molto del "merito" fu dei servizi segreti USA -: ovviamente, da questo Colonia non aspettavo un ritorno emotivo particolarmente importante, non fosse altro che si tratta indubbiamente di un prodotto patinato e da grande distribuzione interpretato da due dei giovani attori di maggior successo degli ultimi anni - Daniel Bruhl ed Emma Watson -, ma in tutta onestà non pensavo che sarebbe passato quasi senza colpo ferire.
La storia - ispirata dalle reali vicende della Colonia Dignidad e di Paul Schafer -, che parte come un melò in tempo di guerra per trasformarsi in un thriller che quasi ricorda The village, e ripercorre le vicende dei due protagonisti, trovatisi per amore - tra loro e per l'attivismo politico - e costretti a lottare non solo per la fuga dal Cile ma anche e soprattutto per la propria vita all'interno di quello che è un vero e proprio regno nel regno, per quanto ricca di spunti potenzialmente interessanti, non decolla mai davvero, presentando in modo molto più morbido situazioni terrificanti che i prigionieri del tempo hanno dovuto affrontare a partire dal golpe di Pinochet, dalle torture fisiche allo Stadio Nacional - che ancora oggi conserva uno spazio delle tribune rimasto inalterato come monito per quello scempio - a quelle psicologiche all'interno della Colonia.
Tutto accade senza troppe spiegazioni e fin troppo velocemente, a metà strada tra la mancanza di coraggio nel portare sullo schermo qualcosa di veramente terrificante o sconvolgente - pur senza doversi necessariamente crogiolare nella violenza esplicita - ed il desiderio di presentare una storia a lieto fine nel pieno stile ammeregano del termine, nonostante la produzione sia tedesca: come se non bastasse la Watson e Bruhl non paiono assolutamente convincenti - anzi, la prima mostra i suoi decisamente importanti limiti come attrice drammatica - ed anche il dipinto come inquietantissimo Michael Nyqvist sfrutta a mio parere davvero in misura molto bassa un charachter complesso ed oscuro come quello di Pius.
Un'occasione mancata, dunque, non tanto per consegnare al pubblico un prodotto il più possibile autoriale, quanto per sensibilizzare anche chi non sapesse nulla di quanto accaduto allora in Cile in modo che non paia come un dolcetto confezionato nel miglior modo possibile da qualche schiera di bambini schiavizzati nello scantinato del palazzo in cui viviamo: niente di particolarmente grave in termini cinematografici - quest'anno sono passate sugli schermi pellicole decisamente peggiori -, ma davvero poca cosa per essere ricordata davvero.
Il che, considerati gli argomenti trattati, suona inequivocabilmente come un delitto.




MrFord




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