La trama (con parole mie): la scalata verso la vetta della classifica prosegue con la seconda decina dedicata al meglio dei film distribuiti nelle sale della Terra dei cachi nel corso del 2012. Una decina solida e molto variegata, all'interno della quale spicca il primo degli unici due film italiani presenti nella classifica in un anno che non ha visto brillare - purtroppo - il Cinema nostrano. State dunque pronti ad averne per tutti i gusti, dal documentario al thriller, passando per l'animazione, il fantasy ed il sociale. Come al solito, qui al Saloon ce n'è proprio per tutti.
Il regista degli ottimi Chopper e L’assassinio di Jesse James per mano del codardo Robert Ford torna alla ribalta con un thriller d’azione verbale più che fisica, un ritratto profondamente noir degli States attuali, con un paio di sequenze ad impatto, dialoghi fiume in cui perdersi ed un finale che è una vera e propria coltellata. Perfetto Johnny Cash inserito nella colonna sonora, ottimo il cast.
N° 29: Brave - Ribelle di Mark Andrews, Brenda Chapman, Bill Purcell
I Pixar Studios, dopo la mezza delusione che fu Cars 2, tornano a confezionare un prodotto eccellente non solo dal punto di vista tecnico, che fotografa alla grandissima le problematiche dei rapporti tra madri e figlie – adolescenti – e le dinamiche di una normale famiglia come ce n’erano ai tempi dei clan delle Highlands e come ce ne sono ora. Realizzato da dio, divertente, ritmato, e preceduto da un corto che è uno spettacolo.
Il miglior film di supereroi dai tempi de Il cavaliere oscuro, senza se e senza ma. Fracassone, tamarro, autoironico, impreziosito dai botta e risposta che Robert Downey Jr/Iron man sfodera nel confronto con ogni altro personaggio e dal migliore Hulk mai apparso sullo schermo. Almeno una manciata di sequenze memorabili – il “sono sempre arrabbiato” di Banner, il pugno di Hulk a Thor e il bellissimo confronto Hulk/Loki a proposito dello status di divinità – e divertimento assicurato per grandi e piccini.
Il regista degli ottimi One day in september e La morte sospesa torna al documentario e lo fa alla grandissima, con il ritratto di uno dei simboli della musica moderna nonché personaggio unico nel suo genere: dalle strade di Kingston ai palcoscenici internazionali, dalla religione rastafariana alle sue numerose donne, dai figli al successo, fino alla morte, il Bob Marley uomo prima che popstar internazionale. Emozionante, sentito, profondo. Get up, stand up.
Il regista del bottigliatissimo Buried trova il suo riscatto con un thriller sovrannaturale che mescola Il sesto senso e The prestige, avvince ed incanta riuscendo addirittura nell’impresa di far risorgere, almeno in parte, il dato per perduto Robert De Niro. Scienza e Fede a confronto in un dramma che inchioda alla poltrona dal primo all’ultimo minuto, sorretto da un ottimo Cillian Murphy e giocato sul filo senza mai eccedere da una parte o dall’altra. Una delle sorprese più interessanti dell’anno.
Rispetto allo scorso anno e nonostante una media qualitativa disastrosa, il Cinema italiano riesce comunque a piazzare due titoli nella top 40: il primo è questa potentissima ricostruzione degli scandalosi avvenimenti che durante lo sciagurato G8 di Genova del luglio 2001 accaddero nel corso dell’assalto alla scuola Diaz e nei successivi interrogatori avvenuti nella caserma di Bolzaneto. Un film non perfetto, ma necessario che è impossibile guardare rimanendo indifferenti.
Messa da parte la compilation di bottigliate rifilata a Melancholia, ecco giungere al Saloon un prodotto intelligente e profondo realizzato sul tema dei corpi celesti “in rotta di collisione”: due solitudini che si incontrano nell’attesa di scoprire cosa accadrà a due mondi “allo specchio” quando la distanza si farà troppo breve per fare finta di nulla. Forse non per tutti, ma un’esperienza che resta dentro.
Approcciato con il dubbio che non potesse raggiungere il livello della trilogia de Il signore degli anelli, il nuovo film firmato da Peter Jackson dedicato al mondo tolkeniano è una piccola perla di stupore e meraviglia, un omaggio al Cinema d’avventura che conquistava i bambini nel pieno dei favolosi anni ottanta che più passano i giorni dalla visione e più mi pare clamorosamente centrata. Se l’inizio è di questo livello, c’è da sperare che il regista neozelandese superi se stesso con i prossimi due capitoli.
Come l’ormai leggendario Clint Eastwood quarant’anni or sono, anche nel caso dell’ex bisteccone Ben Affleck abbiamo scoperto che l’uomo dietro la macchina da presa è di tutt’altro livello rispetto a quello davanti alla stessa. Dopo il discreto Gone baby gone ed il buon The town, Ben si scopre autore garanzia con un film tesissimo eppure divertente, omaggio alla Hollywood delle grandi produzioni e delle bugie nonché cronaca di un avvenimento realmente accaduto che ricorda molto il Cinema impegnato targato Pakula. Già cult.
Una delle migliori sceneggiature dell’anno racconta i tempi della crisi economica e delle imprevedibilità della borsa trasformandole in una sorta di thriller all’ultimo respiro, con un cast stellare ed un crescendo che ricorda l’ottimo Americani più che i due Wall Street. Squali a nuoto in un acquario di pesci rossi ed un futuro sempre più oscuro per tutti quelli che non sono i grandi burattinai dell’economia mondiale. A suo modo profetico.
La trama (con parole mie): i drammatici eventi che caratterizzarono il G8 di Genova nel 2001 sono appena trascorsi, e le immagini della morte di Carlo Giuliani rimbalzano in tutti i notiziari nazionali ed internazionali. Il deflusso dei partecipanti alle manifestazioni di quei giorni, però, è appena agli inizi, e gli scontri per le strade fanno da sfondo allo sfilare di giovani ed anziani che pacificamente, nel corso della settimana, hanno invaso la città coordinati dal Genova Social Forum.
La scuola Diaz, divenuta un dormitorio per i giornalisti ed i tanti ragazzi stranieri accorsi per dichiarare i propri ideali politici di fronte ai "grandi" del mondo, a seguito di un assalto sospetto ai danni di una vettura della Polizia, diviene oggetto di quella che dovrebbe essere una semplice perquisizione in cerca di esponenti dei Black block e che si tramuta in un vero e proprio massacro documentato da immagini da brividi che, in breve, fanno il giro del mondo.
Una delle pagine più tristi della Storia recente del nostro Paese.
E' difficile, davvero difficile mettersi alla tastiera e recensire questo film.
Perchè è come se l'anima si spaccasse in due.
Da un lato resta l'approccio critico, quello che vorrebbe parlare della pellicola di Vicari principalmente dal punto di vista della settima arte, affrontandone i pregi e i difetti - e ce ne sarebbero, nonostante l'interessante struttura sul modello dei cult Pulp fiction ed Amores perros, e l'equilibrio nel mostrare luci ed ombre da entrambe le parti della barricata -, ma sinceramente credo importi poco.
Quello che conta, rispetto a Diaz, è che il lavoro del regista assume le connotazioni di testimonianza di uno dei fatti di cronaca più drammatici cui il nostro Paese abbia assistito negli ultimi trent'anni, un resoconto ispirato ai fatti accaduti all'interno della Diaz e a Bolzaneto che ha riportato alla mente del sottoscritto le immagini del corto che Ken Loach firmò per la raccolta dedicata all'undici settembre e dedicò alle vittime di un altro undici settembre, quello che vide, in Cile, la deposizione di Salvador Allende e l'insediamento di Pinochet, o quelle di Garage Olimpo, terrificante sguardo sull'Argentina dei desaparecidos firmato da Marco Bechis.
La parte centrale della pellicola, nella quale si concentrano gli episodi di violenza feroce che gli agenti scaricarono sui manifestanti accampati nella scuola e che funge da centro di gravità per le storie che la sceneggiatura incrocia - il giornalista Luca Gualtieri, l'agente Max Flamini, la giovane Alma tra le altre - è di una potenza dirompente, tanto da risultare faticosa da portare a termine senza che la rabbia o le lacrime vengano a chiedere un conto troppo pesante anche a distanza di così tanti anni, quasi come se tutti noi ci fossimo trovati tra quelle mura.
E da un certo punto di vista, è proprio così che è andata: gli abusi di potere, la violenza ed il suo esercizio, il sadismo e la soddisfazione nel vedere soffrire persone innocenti affondano le proprie radici nel peggio della natura umana, quella che ha lasciato le cicatrici più profonde nella costruzione di una civiltà che pretende soltanto di essere civile, e trova sfogo in episodi come questo, gravi quanto gli attentati terroristici che vorrebbero prevenire o i casi di individui presi singolarmente e al di fuori della Legge.
Ad ogni colpo di manganello, ad ogni sussulto, ad ogni mano alzata e preghiera, ad ogni umiliazione cui gli arrestati stranieri vennero sottoposti, la mente è tornata ad una delle letture più incredibili della mia vita, Uomini comuni di Christopher Browning, che analizza lucidamente il fenomeno che vide un'intera nazione ed i suoi soldati cedere al fascino del Male: parlo della Germania della Seconda Guerra Mondiale, delle squadre speciali che si occuparono del rastrellamento dei villaggi, dell'alcool che veniva costantemente rifornito ai loro componenti, del sistema di controllo "ombra" dato dal fatto di non poter fare altro che eseguire per non rischiare di essere vittime a propria volta.
Homo homini lupus, si diceva qualche tempo fa.
E accanto, il lavoro di Lucarelli e Picozzi che sto leggendo in questi giorni, Serial killer, un'analisi della fenomenologia dell'omicidio ed una galleria dei più famosi tra i mass murderers: tra quelle pagine si fa riferimento anche a tutti i potenziali serial killers celati dietro una divisa o un incarico che possa permettere loro di sfogare un'indole sadica e perversa nel "pieno diritto" della loro "professione".
Parliamo di esponenti della criminalità, di sicari a pagamento, di membri delle forze dell'ordine o soldati.
Il male dell'Uomo che non è più contenuto dalla ragione o dalla civiltà che certi burattini a capo delle nazioni più industrializzate del mondo - Bush, Berlusconi, Putin, ma ce ne sono di molti altri, anche peggiori - rappresentano al meglio, lo sporco buttato in fretta e furia sotto il tappeto, il sangue che non può - e non deve - essere lavato.
Perchè quello è il sangue che (quasi) tutti noi versiamo ogni giorno, per vivere dignitosamente e proteggere chi amiamo - da brividi il passaggio della coppia che cerca rifugio all'ultimo piano della scuola -, o cercare di farlo, affinchè le idee, la libertà e chi ci è vicino non finisca divorato dall'anima nera che ci portiamo dentro, e che da millenni continua a farsi largo attraverso il potere, la violenza, la voglia di opprimere più che di emergere, di distruggere più che costruire, di trasformare tutto ciò che dovrebbe essere umano in qualcosa di sacrificabile su un altare che pare oltre ogni decenza.
E non si tratta di un film horror, o di una presa di posizione politica.
E' qualcosa di più. Qualcosa di spaventoso e terribile.
L'abisso di Nietzsche che, più che restituire lo sguardo, cerca di ipnotizzarci per poi lasciarci a terra, a soffocare nel nostro sangue.
Il Male in senso assoluto farà sempre parte della nostra Natura, questo è innegabile.
In fondo, l'Uomo è l'animale più crudele che esista al mondo.
Ma è un dovere, e quasi un bisogno, che si lotti fino in fondo perchè quello stesso Male non torni più a galla legittimato dal potere, o dal piacere del suo esercizio.
Mai più.
MrFord
"Genova non sa ancora niente, lenta agonizza, fuoco e rumore,
ma come quella vita giovane spenta, Genova muore.
Per quanti giorni l'odio colpirà ancora a mani piene.
Genova risponde al porto con l'urlo alto delle sirene.
Poi tutto ricomincia come ogni giorno e chi ha la ragione,
dico nobili uomini, danno implacabile giustificazione,
come ci fosse un modo, uno soltanto, per riportare
una vita troncata, tutta una vita da immaginare.
Genova non ha scordato perché è difficile dimenticare,
c'è traffico, mare e accento danzante e vicoli da camminare.
La Lanterna impassibile guarda da secoli gli scogli e l'onda.
Ritorna come sempre, quasi normale, piazza Alimonda"
Francesco Guccini - "Piazza Alimonda" -
La trama (con parole mie): alle spalle l'eccezione della scorsa settimana, si torna alla vecchia nuova programmazione del giovedì per le uscite in sala, sempre in compagnia del sottoscritto e del sempre più egoriferito Cannibale, in attesa della prossima Blog War che ci vedrà presto protagonisti. Per una volta, però, c'è da dire che nonostante alcune pessime uscite, ci sarà spazio anche per titoli decisamente interessanti che meriterebbero almeno una visione. Dunque fate conto che il peggio non ci sia - un pò quello che faccio io rispetto ai commenti del mio antagonista - e andate avanti con il resto!
"Con la sola imposizione delle mani, posso tramutare il Cannibale in un coniglio gigante!"
Argo di Ben Affleck
Il consiglio di Ford: molto meglio un Argo, di un Cucciolo Eroico, se volete un vero amico a quattro zampe!
Ben
Affleck torna dietro la macchina da presa dopo la prova più che
discreta di The town - convincente ma non fino in fondo -: questa volta
potrebbe essere quella buona per l'ex bisteccone di confermare una
maturità decisamente maggiore come regista rispetto a quella -
decisamente scarsa - come attore. Senza la sorpresa di Red lights,
l'avrei dichiarato film della settimana a mani basse. Azione, thrilling,
un cast ricchissimo ed un sottotesto che pare una critica feroce al
mondo dorato hollywoodiano paiono essere gli ingredienti perfetti per un
titolo che promette di essere una delle ultime grandi sorprese della
stagione - e di un novembre, sappiatelo, molto povero di proposte
decenti -.
Il consiglio di Cannibal: un film arguto? Ben bene, Ben!
Nonostante come attore non sia (quasi) mai stato granché convincente,
Ben Affleck si è reinventato come regista e a sorpresa è pure un signor
regista. Dopo il valido Gone Baby Gone e il grandioso The Town, adesso
Ben si può confermare tra i directors americani più in forma del
momento. Per farlo ha a disposizione una storia vera accaduta nel 1979.
La nascita di Ford? No, lui in realtà è nato sì nell’anno ’79, ma del
1800. Il film più promettente della settimana, anche se l’accoglienza
entusiasta ricevuta dalla critica USA può lasciare qualche dubbio, visto
che non sempre ci prendono, come Ford. In questo caso però potrebbe
avere ragione. La critica americana, intendo, non Ford. Le volte che ha
avuto ragione lui si contano sulle dita di una mano. Una mano monca.
"Facciamo un bel brindisi a Ford: questo whisky che ci ha consigliato è una bomba!"
Vicini del terzo tipo di Akiva Schaffer
Il consiglio di Ford: meglio un vicino del terzo tipo che un Cannibale del primo ed unico!
Secondo film smontato già dal trailer della settimana. Partito a livello
di aspettative come la tipica stronzatona Apatow-style di quelle che al
Saloon funzionano sempre, mi ha dato l'impressione di essere
semplicemente una pallida imitazione delle commedie sguaiate e volgari
che di solito cerco quando voglio passare una bella serata con i miei
neuroni in libera uscita. Piuttosto torno a recuperare il mio caro amico
Kevin Smith.
Il consiglio di Cannibal: mi sa che anche a Lodi si possono avere vicini del terzo, e pure del quarto tipo
Classica commedia dal forte odore di cacchiata, per non dire di peggio.
Eppure mi sa che una visione finirò per concedergliela, perché c’è un
cast di comici all-stars composto da Ben Stiller + Vince Vaughn + Jonah
Hill + il promettente Richard Ayoade, attore della British comedy The IT
Crowd ma pure regista dell’ottimo Submarine. Non sarà Attack the Block,
ma speriamo che due risate ce le faccia fare.
Altrimenti tutti su WhiteRussian che lì da ridere ce n’è sempre, alle spalle delle seriosissime recensioni del Ford.
"Una volta ho incontrato il Cucciolo eroico, e credete a me: ha tre teste!"
Red Lights di Rodrigo Cortés
Il consiglio di Ford: luce verdissima!
La
sorpresa della settimana. Approcciato con le bottiglie già pronte per
schiantarsi ancora una volta in pieno grugno del regista del pessimo
Buried, Red lights si è rivelato non soltanto un ottimo film in grado di
risollevare perfino le sorti del bollitissimo De Niro, ma anche un mix
sorprendente del primo Shyamalan e del Nolan di The prestige. Thriller
davvero di lusso, o blockbuster d'autore, se preferite. Aspetto già le
consuete lamentele in proposito del mio decisamente poco autorevole
collega, che potrei paragonare all'ennesimo ciarlatano spacciatosi per
sensitivo in preda ai problemi di ego.
Recensione fordiana a prestissimo!
Il consiglio di Cannibal: luci verdi
Il
precedente film di Rodrigo Cortés, Buried, aveva messo d’accordo me e
Ford nel bollarlo come una boiata. E questo ci trova - in maniera
sorprendente quanto la carriera di Ben Affleck regista - di nuovo
concordi. Questa volta in positivo.
Red
Lights è un thriller più che valido, che merita di essere visto per un
onesto intrattenimento ad alta tensione e che presenta pure qualche
bella riflessione sul paranormale. La sceneggiatura ha qualche passaggio
debole, Robert De Niro è il meno in forma del cast in cui svettano
Cillian Murphy ed Elizabeth Olsen, ma nel complesso è un film da luci
verdi.
Quelle
rosse lasciamole tutte a Ford, che è meglio rimanga fermo al semaforo:
se quel neo-patentato se ne va in giro in auto, rischia solo di
combinare dei guai!
Recensione cannibale coming soon (nel senso che arriva a breve, non che dovete leggerla sul sito comingsoon.it)
"Questo è il Cucciolo Eroico!? E' anche peggio di come l'aveva descritto Ben Stiller!"
Venuto al mondo di Sergio Castellitto
Il consiglio di Ford: mandato a quel Casale - la storia del Cucciolo Eroico -.
Proprio l'altro giorno, quasi per caso, mi è capitato di vedere il
trailer di questo film in tv. Avete presente quei momenti in cui non
vorreste crederci, e invece è vero!? L'allarme retorica di grana grossa è
stato azionato neanche fosse partito War horse di Spielberg, e
nonostante Castellitto non mi dispiaccia - per quanto mi paia essere uno
che se la mena parecchio - credo che non consiglierei questo film
neppure al mio peggior nemico. Che è il Cannibale, ovviamente.
Il consiglio di Cannibal: benvenuto o malvenuto al mondo?
Se per Ford provo solo odio, con Sergio Castellitto ho un rapporto
conflittuale. Di recente mi ero recuperato La bellezza del somaro e Non
ti muovere e mi erano anche piaciucchiati, eppure c’è sempre qualcosa in
lui che non mi convince del tutto. Non so bene cosa.
Il
fatto che questo suo nuovo film sia tratto da un romanzo della moglie
Margaret Mazzantini, come già Non ti muovere, mi fa storcere il naso.
Sarà anche un romanzo valido, però non è che l’ha girato giusto per far
felice lei? Comunque, la pellicola vanta un cast internazionale con
l’amichetta di Castellitto Penelope Cruz ed Emile Hirsch, che dopo
Killer Joe e Le belve quest’anno appare un po’ dappertutto.
Come
gli altri film di Castellitto, finirò prima o poi anche per vederlo,
però al momento mi spaventa parecchio, quasi quanto la venuta al mondo
di un nuovo piccolo Ford…
"Stai ferma qui e non ti avvicinare troppo: lo vedi quell'abominio? E' proprio il Cucciolo eroico!"
Ballata dell’odio e dell’amore di Alex De la Iglesia
Il consiglio di Ford: un triste destino, quello del Cannibale.
Questo film di Alex De La Iglesia è giunto sul mio hard disk solo di
recente grazie al mio fratellino Dembo, spinto dalle opinioni
decisamente buone raccolte in rete nell'ultimo anno. Non l'ho ancora
visto, ma tutto sommato uno scombinato come De La Iglesia una
possibilità se la merita: in fondo, se ogni settimana ne
regalo una - se non di più - a Suocera Kid, perchè non concederne al regista di piccole perle come Perdita durango!?
Il consiglio di Cannibal: per Ford solo odio, per il film più odio che amore
Film
che è già da un secolo che deve uscire in Italia, è stato sempre
rimandato e alla fine pare che ora sia la volta buona. Io l’ho già visto
e recensito un po’ di tempo fa (http://pensiericannibali.blogspot.it/2012/06/quella-trombetta-sai-gia-dove-te-la.html).
Mi ha lasciato parecchio perplesso, perché la prima parte è buona,
fantasiosa e intrigante al punto giusto, poi nella seconda il film si
trasforma in un’autentica farsa. Considerata la passione per le
baracconate circensi e per i travestimenti di Ford, questo secondo me è
un film per lui. Una visione la merita comunque, però a me ha saputo più
di occasione mancata che di grande pellicola. Sempre meglio comunque
questa Balada triste de trompeta (il titolo originale del film) di
quella fordianata estiva della Balada (questa sì davvero triste) di
Gustavo Lima.
"Cannibale, ti do io uno strappo fino a casa: ma sappi che guido peggio di Ford!"
Hotel Transylvania di Genndy Tartakovsky
Il consiglio di Ford: risparmio i soldi e dormo a casa, non si sa mai che possa fare brutti incontri.
Questa che si avvia alla conclusione non è stata certo una delle
stagioni più memorabili per il Cinema d'animazione, giunto ad una fase
di stanca pesante dopo una serie di ottime annate. Sinceramente,
nonostante l'arrivo del fordino e la riscoperta dei titoli per ragazzi
degli ultimi tempi, sono attratto da questo titolo più o meno quanto
dalle recensioni entusiastiche del Cannibale. Lo lascio dunque
volentieri a lui, non si sa mai che decida una volta per tutte di
scavarsi la fossa da solo! Ahahahahahahaha!
Il consiglio di Cannibal: meglio la Transylvania di un certo Transforder
Ennesima pellicola d’animazione che si preannuncia una bambinata
fordiana in piena regola. La componente dark sembra però portarlo in una
direzione tra la Famiglia Addams e Tim Burton e potrebbe essere una
specie di Dark Shadows in versione animata…
Bah,
magari si rivelerà carino, ma per il momento lascio la visione a Mister
James Bieber che - checché ne dica - per questi cartoon è sempre e
comunque in prima fila con tanto di popcorn e caramelle gommose.
Una rara immagine del Cannibale e Ford intenti a fingere di essere amici.
La collina dei papaveri di Goro Miyazaki
Il consiglio di Ford: il Cannibale deve essersi fumato qualche papavero di troppo, per non conoscere il Goro - e non guru - Miyazaki!
Secondo film firmato dal figlio raccomandatissimo del Maestro per
eccellenza dell'animazione Hayao Miyazaki, assolutamente non
all'altezza del padre. Infatti la sua prima fatica, I racconti di
Terramare, è stato l'unico film del celebre Ghibli a non avermi per
nulla conquistato, riuscendo addirittura a farmi addormentare secco
dopo aver constatato un certo quale odio represso di Goro per il
padre, nettamente più talentuoso di lui.
Più o meno la stessa cosa che accade al Cannibale quando guarda
all'opera del vecchio Ford! Ahahahahahaha!
Il consiglio di Cannibal: da guardare mentre Ford va a raccogliere i papaveri
Dal figlio (raccomandato?) del Maestro Miyazaki, una pellicola in pieno
stile Studio Ghibli, quindi garanzia di una buona qualità. L’incognita è
se si rivelerà all’altezza delle migliori ghiblinate oppure se sarà un
Ghibli minore. Speriamo bene.
La
scelta dei distributori italiani di proiettarlo nei cinema per un solo
giorno comunque è incomprensibile così come la scelta dei film da
recensire del Ministro Fordero sul suo blog…
"Assaggia, è buonissimo: l'ha preparato Ford con le sue mani per farci dimenticare il gusto pessimo delle recensioni cannibali!"
Code Name: Geronimo di John Stockwell
Il consiglio di Ford: caccia all'uomo? No, caccia al Cucciolo!
Quando, subito dopo quello di Venuto al mondo, ho visto il trailer di
questa roba, sono rimasto strabiliato. Per un istante ho avuto il dubbio
che fosse un incubo, o di aver lasciato impressa l'immagine del
Cannibale troppo a lungo sul fondo - ma molto sul fondo - dei miei
occhi. E invece questo film esiste davvero. Qualcuno l'ha prodotto, ci
ha messo dei soldi, ci ha creduto. Qualcuno l'ha distribuito. E non solo
alla sede della CIA, o nel ranch di Bush. Anche qui da noi. E
soprattutto, qualcuno l'ha anche girato. L'orrore, recitava Marlon
Brando. L'orrore.
Il consiglio di Cannibal: Code Name: Cannibal
Mentre io mi sto ancora ingegnando per trovare un modo di levarmi Ford
dalle pall… dalle scatole una volta per tutte, ecco che arriva il film
sull’eliminazione di Bin Laden. Il film, più che l’azione adrenalinica
della serie 24, sembra la solita stro**atona action di quelle che
piacciono a Ford. Per interesse diciamo storico nella vicenda, una
visione gliela si può dare, però a livello cinematografico mi sa che
lascerà a desiderare quanto le modeste pellicole osannate ogni settimana
come capolavoroni su WhiteRussian.
"Le istruzioni sono chiare: abbiamo cinque minuti per fare irruzione ed arrestare quei due terroristi che non sono altro di Ford e del Cannibale!"
Paris-Manhattan di Sophie Lellouche
Il consiglio di Ford: decisamente meglio Lodi Casale.
Robetta dal sapore di radical chic di quelle che mi irritano solo al
pensiero, questa sorta di incrocio tra Amelie ed una dichiarazione
d'amore per Woody Allen è lontana dalle possibilità di una visione quasi
quanto Codename: Geronimo o Katniss Kid al centro di un ring. L'unica
cosa in comune è che qualsiasi soluzione, tra queste, risulta davvero
inguardabile.
Il consiglio di Cannibal: decisamente meglio di Lodi-Casale!
Il cinema francese quest’anno mi ha dato più soddisfazioni che
delusioni, però questa commediola di una tizia ossessionata da Woody
Allen mi sa che potrebbe rivelarsi una di quelle stron**atone di quelle
troppo finto radical-chic persino per il sottoscritto. Potrebbe però
sempre tornare utile nel caso volessi infliggere una visione punitiva al
mio blogger-nemico…
"Ford e Cannibale riescono sempre a farmi ridere: ogni volta sparano un mucchio di stronzate!"
La nave dolce di Daniele Vicari
Il consiglio di Ford: forse un giro al largo lo vale.
Inizialmente ammetto di aver storto decisamente il naso di fronte
all'ennesima rivisitazione della questione legata alla migrazione verso
l'Italia per il timore del consueto polpettone studioapertiano - specie
considerato che la parola fine sul genere fu posta dal magnifico
Lamerica di Gianni Amelio anni fa -, ma la presenza dietro la macchina
da presa di Daniele Vicari - autore del potentissimo Diaz, che a breve
sarà recensito dalle mie parti - mi ha fatto ricredere. Potremmo infatti
trovarci di fronte ad uno di quei film in grado di stupire, o
quantomeno far riflettere: una possibilità è assicurata.
Il consiglio di Cannibal: nave dolce… visione amara
In una settimana ricchissima delle più variegate uscite, volevate che
mancassero non una ma addirittura due film italiani? E no, miei cari (e
con cari intendo tutti i lettori alla lettura, eccetto Ford). La nave
dolce si presenta come il classico docu-film da Festival di cui faccio
volentieri a meno. Anche perché nel cast c’è pure l’idolo segreto di
Ford: Kledi Kadiu.
"Un saluto particolare alla mia groupie numero uno: Cannibal Kid!"
Un milione di giornidi Emanuele Giliberti
Il consiglio di Ford: un minuto con il Cannibale pare già troppo, figuriamoci un milione di giorni!
Ed ecco il primo dei film veramente ridicoli in uscita questa settimana.
Certo, ormai siamo abituati alle inutili proposte made in Italy buone
solo per togliere sale alle cose che veramente valgono, eppure c'è
sempre tempo di rimanere stupefatti di fronte alle prodezze che la nostra distribuzione riesce a regalare.
Come se non bastasse, parliamo di un film di più di due ore. Pensateci bene.
Il consiglio di Cannibal: una rottura già i due minuti di trailer, figuriamoci un milione di giorni…
Una pellicola con Nino Frassica… devo dire altro?
Questa
settimana abbiamo fatto gli straordinari, io in maniera straordinaria e
quello scansafatiche di Ford in maniera meno straordinaria, con tutte
le mille uscite che ci sono. Questo Un milione di giorni
risparmiatecelo, per favore.
"Ford, Cannibale, mi avete snobbato: e io vi faccio fuori!"
La trama (con parole mie): cari avventori del saloon, bentrovati al consueto appuntamento settimanale che, mio malgrado, condivido con quello squilibrato del Cannibale e con i suoi bislacchi giudizi a proposito dei film in uscita.
Questa settimana, anche considerato lo scempio che è stato l'ultimo mese di programmazione, tutto sommato le cose vanno quasi decentemente, e anche i film meno interessanti risultano comunque guardabili. Più o meno.
In attesa, dunque, della Blog War che si avvicina a tutto gas, godetevi gli scambi tra me e il Cucciolo Eroico più Cucciolo Eroico della blogosfera a proposito dei titoli che ci attendono questo weekend.
"Chi è questo piccolo stronzetto fastidioso!? Ah, sì: è il Cucciolo Eroico!"
Bel Ami di Declan Donnellan e Nick Ormerod
Il consiglio di Ford: meglio un Brut Nemì Cannibale che un Bel Ami vampiro!
Considerato che devo ancora recuperare dal trauma che è stata la visione della penultima pellicola dedicata alla saga di Twilight, non credo di poter essere in grado di vedere un qualsiasi altro film con Robert Pattinson nel cast almeno per un altro mesetto, neppure se ispirato da un Classico della Letteratura.
Passo dunque la patata bollente al mio per niente bello e per niente amico Cucciolo Eroico, così al massimo ci si diverte lui.
Il consiglio di Cannibal: per Twilaids fans hardcore come Miss Ford
Robert Pattinson in versione principe di Bel Ami non fa troppo ben sperare… Se non le sue fan scalmanate come Miss Ford, che fa tanto la preziosa ma in realtà si scioglie per il cuoricino del Bel Pattinson. Altroché Sokurov, Ford a casa c’ha tutta la Twilight collezione in DVD!
I film in costume già non mi esaltano molto e questo per di più sembra giusto il trampolino di lancio per la carriera del vampiro(?) cinematografico(??)… Basterà un Bel cast femminile (Uma Thurman, Christina Ricci, Kristin Scott Thomas…) per salvarlo?
Non credo, come manco una Bella dose massiccia di visioni cannibali potrebbe salvare il mio Brut Ami (ami si fa per dire) dalla dannazione eterna!
"Perchè sei così accigliato, caro!?" "Perchè volevo uscire con il Cannibale, non con te!"
Battleship di Peter Berg
Il consiglio di Ford: tamarrata perchè no!?
Sono più che certo che questo enorme giocattolone si rivelerà una schifezza senza precedenti, data l'ispirazione ludica - il gioco della Hasbro legato alla battaglia navale - ed il poco incoraggiante trailer, eppure in una serata da zero neuroni potrei anche rischiarlo. In fondo a tirare i fili è Peter Berg, creatore della magnifica serie Friday night lights, che per l'occasione si porta dietro anche l'ormai lanciatissimo Taylor Kitsch e per la prima volta sullo schermo Rihanna, una delle poche signorine che paiono mettere d'accordo sia Ford che Cannibale. Mica roba da poco.
Quindi sapete che vi dico!? Spengo il cervello, spengo il mio antagonista, e me lo vado a vedere!
Il consiglio di Cannibal: i livelli delle Blog Wars sono mooolto lontani…
Tamarrata? Ma anche no, grazie!
Peter Berg, a parte Friday Night Lights, non è certo una garanzia, visto che ha diretto pure Hancock…
Dal trailer sembra una robaccia alla Transformers, potrei guardarlo giusto perché è l’esordio cinematografico di Rihanna, sebbene le sue qualità come attrice siano tutte da verificare, con grande preoccupazione…
Le probabilità che sia un film-bomba sono quindi molto basse, tanto quanto sono alte le probabilità invece che io lanci una bomba (vera, non film) contro l’esercito di Ford, anche perché la prossima Battleship o meglio Blog War sta arrivando!
P.S. Ford, non credo farai molta fatica, a spegnere il cervello buah aah aah!
"Qui si è scatenata l'Apocalisse: Cannibale ha finalmente proposto un bel film!"
Diaz - Non pulire questo sangue di Daniele Vicari
Il consiglio di Ford: non perdete questo film.
Quello che accadde nel corso di quello scellerato G8 del luglio 2001 è ormai - più o meno - noto a tutti.
Per la prima volta dopo i numerosi documentari dedicati a Carlo Giuliani e a quei giorni terribili un film di fiction si prende il non facile impegno di sensibilizzare il pubblico rispetto agli episodi legati alla Diaz, sfruttando una narrazione su più livelli che, se ben gestita, potrebbe davvero - e per la prima volta da mesi - portare sullo schermo qualcosa di davvero importante, seguendo la scia di Cesare deve morire e Romanzo di una strage dando una scossa all'addormentato Cinema italiano.
Speriamo bene. Comunque, prima scelta della settimana a mani basse.
Il consiglio di Cannibal: porco Diaz!
Diaz - Non pulire questo sangue. Ford - Non pulire questo sangue, però almeno tu ogni tanto pulisciti uahaha!
Per quanto riguarda la pellicola, io rispetto a Ford rimango più prudente. Una storia importante e potente non sempre si traduce in un film altrettanto riuscito. Anzi, le possibilità di rimanere delusi sono ancora più alte, soprattutto quando parliamo di cinema italiano. Fosse una produzione francese, ci punterei a occhi chiusi. Allo stato attuale del cinema nostrano, dopo il già non del tutto riuscito Romanzo di una strage, Diaz potrebbe risultare una buona ricostruzione di quanto successo, ma non è detto risulti anche un grande film.
Bah, io sono scettico. Ford, tu invece sei sce…mo. Uahahaha!
"Beviamoci un bicchiere prima che arrivi il Cannibale a rovinare la festa!"
Ciliegine di Laura Morante
Il consiglio di Ford: la ciliegina sulla torta? Una blogosfera senza Cannibale! Ahahahahahah!
Già sopporto poco la Morante nei suoi ruoli da nevrotica impazzita. Figuriamoci un film girato da lei in cui interpreta una nevrotica impazzita.
Radicalchicchismo italiota, quasi peggio di quello francese.
Direi che mollo il colpo e lascio tutto in mano a quella nevrotica impazzita del Cannibale!
Il consiglio di Cannibal: le ciliegie sono quasi di stagione, le ciliegine no
Il fatto che sia una produzione francese, oggi come oggi, lascia aperta qualche speranza. A rovinare tutto potrebbe però essere il tocco italiano di Laura Morante. Commedia francese in salsa italiana? O commedia all’italiana in salsa francese?
Le probabilità giocano tutte e favore di una commedia porcata e basta, speriamo almeno sia parecchio radical-chic. Così, tanto per dare fastidio al Ford che usa il termine “radical-chic” un po’ come Bossi usa “Roma ladrona”. Fate vobis a che livelli sono messi entrambi…
"Laura, piuttosto che vedere il tuo film, passo una serata con il qui presente Cannibal Pattinson!"
Poker generation di Gianluca Mingotto
Il consiglio di Ford: ridatemi Rain man!
Paesino della Sicilia. Due fratelli figli di un accanito giocatore. Uno dei due pare autistico. Sorellina malata. Soldi da recuperare grazie al poker.
Una trama così non sarebbe riuscito a partorirla neppure l'intero parco "giornalisti" di Studio Aperto.
Quasi quasi mi vergogno anche solo a parlarne.
Il consiglio di Cannibal: abbasso la Poker Generation e la Ford Generation e viva la Cannibal Generation!
Certo che oggi in Italia si fa un film su qualunque argomento. Adesso tocca persino al Poker Texas Hold’em. A ‘sto punto ci manca solo un film italiano sul wrestling. Ford, lo produci, dirigi, scrivi e interpreti tu? Ti dà una mano Laura Morante!
Nonostante la presenza di Francesco Pannofino, il Renè Ferretti di Boris, questo Poker generation mi sa tanto di schifezza generazionale. E non sto bluffando. Anche quando dico che Ford non capisce nulla di cinema, non sto bluffando. Po-po-po-poker Ford, po-po poker Ford!
"Cannibale, ti faccio neri tutti e due gli occhi, Cucciolo Eroico che non sei altro!"