venerdì 27 luglio 2012

Mission impossible

Regia: Brian De Palma
Origine: Usa
Anno: 1996
Durata:
110'




La trama (con parole mie): Ethan Hunt, membro del nucleo "missioni impossibili", è a Praga con la sua squadra per intercettare l'uomo che dovrebbe trafugare la lista di tutti gli agenti sotto copertura in Europa per conto del misterioso trafficante Max.
Nel corso dell'operazione, i componenti del team vengono eliminati, e Hunt, unico superstite, finisce sulla lista nera dal Governo Usa come sospetta talpa: rimasto solo ed in fuga, dovrà rimettersi in piedi ed organizzare una complessa operazione che vedrà coinvolti Max, i vertici della sua ex agenzia, i vecchi colleghi ed una squadra d'azione costituita interamente da elementi allontanati dagli incarichi, le cosiddette "mele marce", almeno per gli organismi ufficiali.
Il suo scopo è individuare il vero traditore e vendicare, in qualche modo, i compagni d'armi perduti sul campo.




L'impressione che ho avuto trovandomi quasi per caso a rispolverare il primo capitolo della fortunata serie di Mission impossible è stata quella di essere proiettato nel pieno di una di quelle feste vintage in cui non si capisce bene se ci si stia divertendo oppure sprofondando in un amarcord triste nel vero senso della parola - un pò come quando, per caso, finisco per imbattermi in una puntata di Friends data in tv -: il taglio profondamente anni novanta che avvolge la pellicola di De Palma, infatti, pare essere rimasto come congelato quindici anni fa - e oltre - dall'approccio allo stile, tanto da rendere decisamente pesante anche la mano del regista - che resta, di fatto e nonostante questa impressione, uno dei virtuosi dei movimenti della mdp più eleganti del panorama statunitense - e decisamente meno scorrevole di allora questo divertissement d'azione che pare decisamente invecchiato maluccio - al contrario del suo protagonista, un Tom Cruise che, fresco cinquantenne, è ancora in forma come ai tempi della sua prima scorribanda nei panni di Ethan Hunt -.
Nonostante tutto ammetto di essermi comunque divertito, nel giro su questa insolita macchina del tempo in grado di stupire in un paio di sequenze - l'apertura con l'eliminazione dei membri della squadra di Hunt dal sapore hitchcockiano così come la parte dedicata alla camera di sicurezza di Langley, costruita ottimamente sia dal punto di vista tecnico che di coinvolgimento -, riuscendo addirittura a dribblare l'inespressività del già allora bollitissimo Jean Reno - che pare rimasto ai bei tempi di Leon, a proposito di cristallizzazioni - e godendomi la versione reloaded del Marcellus Wallace di Pulp fiction di Ving Rhames quasi come fosse un vecchio amico ritrovato.
Certo, l'ultimo capitolo del franchise firmato Brad Bird fresco di visione finisce per eclissare anche il lavoro di un veterano come il buon De Palma, eppure rispetto alla tamarrata di John Woo ed al fiacco numero tre targato J.J. Abrams questo primo capitolo funziona ed avvince, confermandosi come uno dei migliori prodotti action d'intrattenimento dei novanta dimentichi delle atmosfere fracassone degli eighties e spesso e volentieri tormentati e cupi quanto e più dei precedenti seventies.
Hunt, in effetti, non ha nulla - se non una robusta dose di ego decisamente sopra le righe, eredità del suo interprete - degli eroi del decennio a lui precedente, uomini tutti d'un pezzo e dalla battuta pronta usciti dal trash con la prepotenza di chi si sente sempre a proprio agio, e trova i suoi avversari più ostici nel senso di colpa e nella ricerca di un brivido che, probabilmente, non riuscirà mai a raggiungere divenendo, di fatto, una sorta di "cercatore" di un'onda perfetta che, quando verrà il momento, non sarà pronta a nient'altro che a spazzarlo via: una filosofia spericolata ed in una certa misura autodistruttiva che rende l'agente Ethan nella versione Cruise lo specchio convincente di un decennio in cui anche l'action pagò il suo tributo ad una realtà che aveva smesso con i luccichii delle illusioni reaganiane.
Niente male davvero per un prodotto dalle poche pretese in cui lo stesso regista pare non mettere troppa anima, che nel suo essere prigioniero di un momento ben definito, finisce per esserne, in qualche modo, un'immagine decisamente profonda in cui tuffarsi alla ricerca delle proprie origini o di una visione che appare più solida di un ricordo.


MrFord


"I've been waiting my life
and I stayed on my grind
now I made up my mind
it's been way too much time
that's why
(it's just impossible)
it's impossible
and you know that
(it's impossible)"
Kanye West - "Impossible" -


8 commenti:

  1. si anche a me è piaciuto e non poco :)

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    1. Sicuramente il migliore della saga, ultimo escluso.

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  2. Questo l'avevo visto! E mi era piaciuto, c'era pure un finale (quasi) a sorpresa mi pare. Gli altri non li ho visti perché non mi piace mai quando si parte col 2, 3, 4 e chi più ne ha più ne metta. Sembra una gara. Poi in effetti, come hai fatto notare tu, ci possono essere nella serie due film ben riusciti, che però lo sono (entrambi) se collocati nel proprio contesto. Quindi alla luce dell'ultimo, attualissimo (e solo così), il primo potrebbe risultare meno avvincente.

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    1. Elle, concordo in pieno: però, fossi in te, almeno l'ultimo lo recupererei. Vedrai che non resterai delusa.

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  3. Irriverent Escapade27 luglio 2012 10:03

    Io sono cresciuta guardando le repliche in b/n della serie tv che ha dato origine a tutto e quando, al cinema prima e in tv poi, ho visto questo film ho avuto la paradossale sensazione di "passato". Sembra assurdo, se hai presente la fantabolica (questo e' come "gasarsi",eh!!) serie e se teniamo conto dell'ottimo Cruise e del mitico Brian de Palma ma e' cosi.
    Ovvio che mi sono tranquillamente evitata i sequel...

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    1. La serie era davvero mitica, ma devo dire che Cruise è riuscito a dire la sua in questa saga: comunque, come per Elle, ti consiglio almeno l'ultimo, che funziona alla grande!

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  4. un de palma ai suoi minimi storici, per un filmetto ormai sorpassatissimo persino dalla sua stessa saga che giusto tu potevi recuperare :D

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    1. Filmetto decisamente migliore dei capitoli firmati Woo e soprattutto Abrams, che con il terzo ha commesso l'unico e vero passo falso della sua carriera.
      Ma che te lo sto a spiegare a fare!?!? ;)

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