venerdì 2 febbraio 2018

Billions - Stagione 2 (Showtime, USA, 2017)





In tutta onestà, in termini pratici credo ci siano davvero poche cose lontane dalla mia essenza come l'economia e la finanza: per dirla in toni da Saloon, non mi è mai fregato e non ci ho mai capito un gran bel cazzo di niente.
Eppure, nel corso degli anni, alcuni titoli - film o serie, poco importa - sono riusciti nella non facile impresa non solo di farmi apparire questo mondo così lontano come comprensibile ed affascinante, ma anche di seguire gli stessi con un'intensità da thriller da fiato sospeso: uno di questi è senza dubbio Billions, proposta sorretta dalle performance notevoli dei due protagonisti e rivali Damian Lewis e Paul Giamatti - il primo nei panni di Bob Axelrod, giocatore d'azzardo della borsa multimiliardario nato povero e divenuto squalo, ed il secondo di Chuck Rhoades, procuratore newyorkese di famiglia altolocata che dello squalo aveva il corredo genetico - che trasforma il mondo dell'alta finanza e delle scorrettezze ad esso annesse in una quasi tragedia shakespeariana senza morti ammazzati all'interno della quale non si risparmiano colpi bassi, vendette, giochi di potere e voltafaccia, mentre i due protagonisti si convincono passo dopo passo ad essere disposti a sacrificare qualsiasi cosa pur di avere l'ultima parola in una rivalità che li rende ad un tempo uguali ed agli antipodi.
Proprio considerata la materia trattata, era davvero un'impresa non da poco pensare di riuscire a bissare la qualità della prima stagione, una delle sorprese positive del Saloon a cavallo tra duemilasedici e diciassette, e sono contento di affermare che la produzione Showtime ci è riuscita, e alla grande: tensione mai calante, ritmo serrato, ottimi comprimari, un nuovo charachter perfetto e potenzialmente esplosivo per il futuro - la giovane ed androgina Taylor, spettacolare protegè di Axelrod - ed un episodio, per l'esattezza l'undicesimo, tra i meglio scritti che abbia incontrato sul piccolo schermo negli ultimi anni, pronto ad incastrare e far specchiare i due nemici giurati uno nelle azioni dell'altro, e a prepararli ad un faccia a faccia che prosegue il discorso rimasto in sospeso al termine della prima stagione e proietta dritti dritti alla terza, consapevoli che nessuno dei due mollerà mai davvero la presa fino ad aver raggiunto la totale distruzione dell'avversario, o la propria.
In questo senso, una delle riflessioni più importanti legati alle vicende di Bob e Chuck è proprio questa: vale davvero la pena, in nome della vittoria su un nemico, sacrificare tutto quello che è possibile immaginare, posizione, carriera, potere, denaro e soprattutto di rimanere soli soltanto per il gusto di godersi una risata da soli, in un appartamento in affitto vuoto di qualsiasi affetto? Vale la pena continuare a scommettere anche quando si hanno le tasche piene, soltanto per il gusto di vincere una mano in più?
In questo senso, sarebbe molto interessante poter entrare ancora più a fondo nelle teste di Axelrod e Rhoades, e cercare di comprendere quanto sottile sia il confine tra ossessione e rivalità, tra l'importanza di una battaglia ed il gusto quasi ossessivo di fare la guerra, tra esercizio di potere ed esibizione di potere: confini che tutti noi, in quanto umani, conosciamo bene, a prescindere dal fatto che tutto si giochi in campi ed ambiti che, come per me la finanza e l'economia, appaiano lontani anni luce dal proprio piccolo pianeta.



MrFord



 

12 commenti:

  1. Tra poco la comincio anche io dalla prima stagione ^_^

    RispondiElimina
  2. Anch'io in effetti non ci ho mai capito niente e mai capirò, però questa serie abbastanza snobbata (al momento sei l'unico tra quelli che seguo che l'ha vista..) è riuscita nell'impresa di appassionarmi ugualmente ;)
    Senza dimenticare che questa seconda stagione non solo è al livello della prima, ma in qualche frangente la supera anche...tuttavia la terza stagione è vicina, vedremo un po' :)

    RispondiElimina
    Risposte
    1. Concordo in pieno. Grande serie, fin troppo sottovalutata.

      Elimina
  3. La prima stagione aveva convinto anche me, anche se gli episodi lunghi lunghi si eran fatti qua e là sentire per la pesantezza. Voglia di riprenderla non c'è, resta lì, in un angolo del computer ad aspettare ancora...

    RispondiElimina
    Risposte
    1. Io non ho mai avuto dubbi: per me resta una proposta solidissima e resa alla grande.

      Elimina
  4. Della tematica economica ci ho capito poco o niente, ma che formidabile duello tra Axelrod e Rodhes, merita la visione solo per quello! L'unica pecca della seconda serie è il personaggio di Lara che se nella prima stagione era una strepitosa bitch, nella seconda, il suo personaggio è sviluppato un po' alla carlona... Comunque, chissà cosa ci regalerà la terza stagione!

    RispondiElimina
    Risposte
    1. Io la detesto, oltretutto ha anche i pollici da Megan Fox, quindi per me potrebbero anche cancellarla dalla serie! ;)

      Elimina
  5. guarda, per me l'indice di Dow|Jones potrebbe essere tranquillamente il dito di, chessò, un cantante country xD però se dici che è avvincente me la segno tra le visioni che mi sparo d'estate ;)

    RispondiElimina
    Risposte
    1. Il dito del cantante country è una vera genialata. ;)

      Detto questo, non so se possa incontrare i tuoi gusti, ma secondo me è una grande serie.

      Elimina
  6. "Tensione mai calante, ritmo serrato"...
    se lo dici te, per me ovviamente è l'opposto. :D

    Questa seconda stagione, pur con rammarico, l'ho abbandonata per noia.

    RispondiElimina
    Risposte
    1. Bravo, continua ad abbandonare serie valide! ;)

      Elimina

Related Posts Plugin for WordPress, Blogger...