martedì 14 novembre 2017

Security (Alain Desrochers, USA, 2017, 88')





Ho sempre provato una simpatia notevole, per Antonio Banderas.
Sarà che, dagli esordi come pupillo di Almodovar in pellicole decisamente impegnate alle chicche da neuroni zero come Two much, passando per gli action targati Rodriguez o le ultime scorribande accanto a Stallone e ai suoi Expendables, l'ho sempre trovato non solo credibile, ma decisamente easy e guascone quanto basta per evitare la sensazione di essere qualcuno pronto a menarsela: figuratevi, finisce per risultarmi divertente anche negli spot del Mulino Bianco.
Quando, credo agli inizi dell'estate, il mio fratellino Dembo mi parlò di questo film, decisi di dedicarmi al recupero nonchè alla visione nel corso di una serata di quelle da divano e rutto libero che di norma finiscono per ricaricarmi al termine di giornate particolarmente impegnative, e devo ammettere che ancora una volta l'attore spagnolo è riuscito nel suo intento.
Aiutato da un'atmosfera da assedio che ha riportato alla mente del sottoscritto gli echi del Carpenter di Distretto 13 o del sottovalutato - e fortissimo - Nido di vespe, questo Security finisce per diventare un piccolo miracolo dell'action dal budget ridotto dell'ultimo anno, una piccola chicca che gli appassionati del genere non dovrebbero perdersi, a prescindere da quanto telefonata possa essere: lo scontro tra Banderas reduce dell'esercito alla ricerca di un lavoro qualsiasi - una parentesi molto attuale quella della richiesta del protagonista di un impiego anche al "minimum wage" - ed i suoi colleghi abituati alla routine da centro commerciale ed un Ben Kingsley nella sua versione villain spalleggiato da un piccolo esercito di professionisti è pane per ogni appassionato della materia, ben gestita dal regista e pronta ad intrattenere come è giusto che questo tipo di proposte facciano, dalle evoluzioni del protagonista spaccaculi ai problemi dello stesso che divengono il motore per superare qualsiasi difficoltà.
Interessante anche lo sviluppo in pieno stile da horror survival dei comprimari del protagonista, nonchè la presentazione decisamente inquietante degli uomini del suo rivale, almeno in principio in grado di apparire quasi come dei veri e propri mostri anche grazie ad un look che riesce a farli sembrare, più che un gruppo di sicari militarmente addestrati, come una banda di selvaggi usciti dritti dal deserto australiano di Mad Max.
Pur se implausibile, molto divertente anche l'utilizzo in pieno stile McGiver degli oggetti a disposizione nei negozi del centro commerciale da parte dei guardiani capitanati da Banderas, così come i momenti più tamarri come quello legato all'utilizzo del mezzo messo in palio dal centro stesso, una sorta di incrocio tra una moto ed un quad.
Certo, i datori di lavoro di un gruppo di sicari pronti a farsi sgominare - pur con fatica - da cinque guardie disarmate - almeno al principio - non saranno certo contenti, ma il tutto funziona nel suo essere un bel giocattolone action, e consegna all'audience uno dei Banderas più cazzuti che ricordi, oltre ad un'ora e mezza di sano, puro intrattenimento a neuroni zero con assedio compreso nel prezzo, proiettili a profusione e botte da non fare invidia alcuna ai classici anni ottanta.
Finale positivo compreso.
Cosa volere di più, per una serata in pieno stile Saloon?




MrFord




 

2 commenti:

  1. Visto è apprezzato, un filmetto che fa le sue cose giuste, l'assedio alla Carpenter, l'eroe alla Die Hard, ho il commento in rampa di lancio, ma questi film servono, sempre bello poter fare il tifo per un eroe vecchio stampo, in questa caso con la faccia di Banderas finalmente libero dal mulino bianco ;-) Cheers

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  2. Divertente e senza impegno!Hai notato la presenza di Spartacus?
    Anche da queste parti Antonione ci piace,anche nelle parti del biscottaro XD

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