sabato 8 agosto 2015

Preacher - Fino alla fine del mondo

Autori: Garth Ennis, Steve Dillon
Origine: USA, UK
Anno:
1996
Editore:
Vertigo/Magic Press





La trama (con parole mie): proseguono le vicissitudini di Jesse Custer e della sua amata e ritrovata Tulip, di nuovo uno accanto all'altra "fino alla fine del mondo" ed alle prese con i fantasmi del passato dell'ex reverendo posseduto dall'entità Genesis. Quando, infatti, i due sgherri della vecchia nonna di Jesse rapiscono la coppia, per Custer e la sua metà verrà il momento di vuotare il sacco a proposito degli anni che li hanno visti lontani l'uno dall'altra e di tirare fuori le palle - e anche di più - per poter portare a casa la pelle e regolare i conti con il Male responsabile della morte dei genitori del predicatore.
Nel frattempo, a San Francisco, Cassidy cerca di scoprire i responsabili della morte per overdose della sua ragazza, mentre Herr Starr, membro della potentissima organizzazione segreta del Graal, recluta membri all'interno della stessa affinchè possa iniziare una rivoluzione che porti al potere che gli compete il lignaggio nientemeno che del Figlio di Dio.
E ha deciso che sarà proprio Custer il suo messaggero.
Che lui lo voglia, oppure no.








Il fatto che Ennis e Dillon, con il primo, fulminante volume di una delle serie più rivoluzionarie ed importanti del Fumetto avessero di fatto solo scaldato le polveri poteva essere quasi presa come un'ovvietà, ma neppure io, che adoro Preacher e mi sono prestato ad un godurioso recupero di tutti gli albi della saga, ricordavo che avessero fatto così tanto già con Fino alla fine del mondo.
Il secondo capitolo del brand - almeno per quanto riguarda le raccolte che uscirono ai tempi grazie a Magic Press -, pronto ad occuparsi della storia e dei fantasmi del passato di Custer e della sua famiglia prima di rigettarsi a capofitto nelle imprese che vedono il nostro reverendo dipendente da nicotina, alcool e sesso vedersela con l'Altissimo e tutti i suoi emissari più o meno ufficiali, è un tripudio assoluto di violenza, sesso, pulp, ironia, sentimenti, emozioni, passioni, wilderness come raramente non solo il Fumetto, ma l'arte in genere può sognare di regalare senza alcun limite e ritegno al suo pubblico.
I primi due terzi della raccolta, dedicati all'esperienza ed alla lotta tra Tulip e Jesse e la famiglia di quest'ultimo, con tanto di dolorosissimi ricordi legati alla morte dei genitori e del migliore amico del Nostro, sono da antologia della Letteratura disegnata: dolenti, terribili, carichi di sensazioni ed emozioni forti, capaci di legare alla poltrona ed inchiodare alla pagina anche chi, come il sottoscritto, quelle pagine le aveva già lette e rilette.
I confronti tra Custer ed il "suo" John Wayne e lo stesso Custer e Jody - personaggio solo all'apparenza tagliato con l'accetta, in realtà complesso e paurosamente vivido nel suo essere malvagio ed applicare quello stesso Male a tutto ciò che lo circonda - fanno barba e capelli al lettore lasciandolo a bocca aperta dalla morte di Custer senior alla resa dei conti nel cortile della tenuta della vecchia matriarca della famiglia, in grado di far sembrare l'ombra della signora Bates una specie di piacevole addobbo floreale.
Il racconto di formazione del piccolo Jesse che Ennis e Dillon portano sulla pagina è una sorta di Stand by me dell'orrore, è Un tranquillo weekend di paura che incrocia il suo cammino con Non aprite quella porta, e non fa sconti a nessuno tra tutti coloro che hanno la sfortuna di doverlo vivere: fortunatamente per noi peccatori, i Custer non sono gente che molla, e soprattutto credono ancora che esistano dei buoni pronti a fare il culo ai cattivi come si conviene, Parola di Dio e superpoteri celesti oppure no.
E fortunatamente per noi peccatori, per riprenderci dalla tempesta emotiva che è tutta la prima parte di Fino alla fine del mondo, giungono il ricongiungimento di Tulip e Custer a Cassidy ed il confronto con la disgustosa elite di Gesù DeSade, finito in bellezza tra le ovazioni del sottoscritto che se si ritrovasse davanti agli occhi la stessa scena cui assiste il buon Jesse, potrebbe reagire perfino peggio e l'inizio di quello che sarà il conflitto a lungo termine tra la ciurma del portatore di Genesis ed il Graal, che vedrà nei prossimi volumi alcune delle pagine più divertenti della saga prendere forma tra sangue, proiettili, menomazioni e chi più ne ha, più ne metta.
Gli anni novanta hanno prodotto tante cose che sono rimaste cristallizzate in quell'epoca, e distrutto altrettante come se non si dovesse salvare proprio nulla di quello che era venuto prima: grazie a chissà quali divinità, o ai loro oppositori, però, la premiata ditta Ennis e Dillon ha voluto regalarci Preacher, che di distruzione ne sa a pacchi, ma che, di fatto, non vuole nient'altro che un buon bourbon, gran sesso, godersi la vita, la famiglia e gli amici ed amare, nel profondo.
Amare fino a combattere, a soffrire, a godere senza misura, a lottare, a fare tutto quello che fa sentire vivi.
Amare fino alla fine del mondo.
A ben guardare, è ben più degli anni novanta.
Di quello che è venuto prima, e di quello che è venuto dopo.




MrFord




"Six o'clock, TV hour, don't get caught in foreign tower
slash and burn, return, listen to yourself churn
lock him in uniform, book burning, bloodletting
every motive escalate, automotive incinerate
light a candle, light a motive, step down, step down
watch your heel crush, crush, uh-oh
this means no fear, cavalier, renegade and steering clear
a tournament, a tournament, a tournament of lies
offer me solutions, offer me alternatives, and I decline."
R. E. M. - "It's the end of the world as we know it (and I feel fine)" -





9 commenti:

  1. Concordo in pieno, forse il miglior volume di tutta la serie.
    La parte ad Angelville con i fantasmi del passato di Jesse è pura antologia.

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  2. Mi stai facendo venir voglia di riprendere in mano i due volumoni dell'absolute che ho in cameretta <3
    Comunque sì, il ciclo sulla famiglia del protagonista è la parte che pure io preferisco. Dolente, terribile e a suo modo anche epica. Davvero un gran fumetto!

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    1. Un grandissimo fumetto.
      E la parte ambientata ad Angelville è un vero e proprio Capolavoro.

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  3. Ho un fortissimo senso di deja vu. Un po' come tutte le volte che capito da queste parti.
    Do' comunque atto a WhiteRussian di uscire dai sentieri del fordismo più assoluto ogni tanto. Ad esempio con i post scritti da Julez e poi...
    ah no, non mi viene in mente più nient'altro eheheh :)

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    1. Ahahahah pensa, ti aspetta la stessa sensazione di deja-vu per i prossimi sette volumi sette di Preacher. ;)

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  4. La parte del passato di Jesse mi ha fatto arrivare il cuore in gola, ed è una cosa che raramente mi capita.

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    1. Verissimo: una serie di storie da cuore in gola e ultimo respiro.

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  5. Uhm a me questo post pareva di averlo già comentato, in ogni caso ribadisco: sembra un fumetto davvero notevole e potrei recuperarlo contemporaneamente alla serie!

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    1. Considerato che per la serie si dovrà attendere ancora un pò, ti conviene cominciare dal fumetto! ;)

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