mercoledì 26 febbraio 2014

Giovane e bella

Regia: Francois Ozon
Origine: Francia
Anno: 2013
Durata: 95'




La trama (con parole mie): Isabelle è una ragazza diciassettenne figlia della buona borghesia francese, cresciuta senza problemi con il fratello minore, la madre ed il patrigno. Quando, nel corso dell'estate, scopre il sesso per la prima volta, il suo rapporto con gli uomini cambia, e tornata in città decide di iniziare una carriera nel mondo della prostituzione parallela a quella da studentessa.
Tutto pare scivolare via senza lasciare alcun segno sulla giovane, fino a quando la morte di uno dei suoi clienti abituali non scuote il suo mondo interiore e porta la polizia sulle sue tracce.
Riuscirà Isabelle a superare il trauma, ricucire i rapporti con la madre e tornare alla vita da normale adolescente di prima?






Nonostante la formazione, lo stile, le apparenze, la provenienza e chi più ne ha, più ne metta, Francois Ozon è sempre riuscito a tenersi ben lontano dall'etichetta di radical chic nella sua peggiore accezione osteggiata apertamente qui al Saloon: pellicole come il recente Nella casa, come se non bastasse, sono riuscite addirittura a classificare il regista transalpino come uno dei più interessanti autori intellettuali della scena europea, in grado da sempre di unire ambizioni alte ad una produzione che non fosse necessariamente spocchiosa ed irritante. Eppure, il mondo del Cinema è spietato, e non risparmia scivoloni neppure ai migliori: in quest'ottica e con grande delusione del sottoscritto è da leggere il disappunto per Giovane e bella, la più recente tra le fatiche di Ozon, passata lo scorso anno in sala e ai grandi Festival e di recente approdata anche in casa Ford.
Onestamente, non riuscirei a definire questo lavoro irritante quanto altri di colleghi anche più blasonati del buon Francois, un fallimento totale o un prodotto tecnicamente non valido: quello che, però, manca al titolo in questione è senza dubbio il carattere giusto per andare oltre una decisamente poco simpatica messa in scena riuscendo a colpire l'audience dal primo all'ultimo minuto nel mettere alla gogna tutta la borghesia benestante francese che, nella sua comoda vita di bambagia mascherata da finto alternativismo cresce figli - e figlie - anaffettivi che finiscono per perdere se stessi in un impietoso confronto generazionale.
La vicenda di Isabelle, adolescente in cerca di una propria direzione che possa portare il più lontano possibile da quella della madre ex "ribelle" ormai istituzionalizzata, infatti, pur partendo da ottimi presupposti antopologici e culturali, finisce troppo spesso e volentieri nel corso dell'ora e mezza abbondante di Giovane e bella per sconfinare nel ridicolo involontario - il rapporto con il ragazzo tedesco al mare così come quello con il fidanzato di città sul finire del film, con tanto di lucchetti in pieno Moccia style - o nel dubbio che Ozon si sia lasciato prendere la mano da un pessimo voyeurismo costruito su un personaggio - ed un'attrice - che farebbero irritare perfino il più irritante e spocchioso dei parigini, nota categoria storicamente avversa al vecchio cowboy, e dallo stesso ben poco affettuosamente ricambiata.
L'impressione, dunque, è quella che Ozon abbia finito per farsi prendere troppo la mano nel seguire le linee del corpo della sua giovane protagonista senza concentrarsi davvero sulla scintilla che, con ogni probabilità, l'aveva mosso in un territorio in qualche modo simile a quello esplorato con il già citato Nella casa: dunque, se alcune sequenze mostrano l'ispirazione cui il regista aveva abituato il suo pubblico - il rapporto di Isabelle con Frank, il suo cliente più importante, e quello che, in qualche modo, le cambierà la vita, il giudizio della madre della ragazza anche nel momento in cui la stessa tenta un confronto di inutile provocatorietà con il patrigno -, per la maggior parte del tempo si ha l'impressione di assistere ad un'enorme occasione sprecata, che sfiora pericolosamente le bottigliate più violente e rischia di provocare reazioni decisamente ostili rispetto all'intero lavoro - chiedete pure a Julez, che negli ultimi mesi deve aver patito e mal sopportato pochi film quanto questo -.
Più che giovane e bella, quest'ultima fatica di Ozon puzza di falso come i peggiori tra i borghesi arricchiti che il regista si prodiga - quasi sempre con successo - a mettere alla berlina.
Ed è un peccato, davvero, doverlo scrivere.



MrFord



"Encore un jour se léve sur la planéte France et je sors doucement de mes rêves 
je rentre dans la danse comme toujours 
Il est huit heures du soir 
J'ai dormi tout le jour 
Je me suis encore couché trop tard 
Je me suis rendu sourd."
Saez - "Jeune et con" - 




24 commenti:

  1. addirittura?!? occorre una visione!

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    1. Pensavo l'avessi già visto!
      Io sono rimasto piuttosto deluso.

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  2. Mi lasciò indifferente. Da Ozon mi aspettavo molto, dopo il bellissimo "Nella casa".
    Qual è il senso ultimo del film? Semplice: le piace scopare e non volendola dare via gratis si fa pagare. Et voilà. Inoltre il film uscì, casualmente, in concomitanza con lo scandalo delle baby prostitute a Roma. Quando si dice il caso.

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    1. Secondo me ad un personaggio così non piace neppure scopare. Non le piace proprio nulla, ed è questo il vero problema.
      Oltre al fatto che si finisce per far sì che neppure il film piaccia! ;)

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  3. ancora non l'ho visto ma le bottigliate mi incuriosiscono...

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    1. Mi sono costate, anche perchè è la prima volta che "colpiscono" Ozon, che finora non mi aveva mai deluso!

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  4. La mia curiosità nei confronti di questo film è pari a quella che nutro per la vita sessuale dell pangolino tricuspide. Fai tu.

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    1. E fai bene a tenerla a questi livelli. :)

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  5. Boh, credo che dovrei rivederlo perché a fine visione mi lasciò solo un "E allora?".

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    1. Ma anche no! Vuoi farti del male!? ;)

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    2. O beh, con una protagonista così e tutte quelle scene di nudo, tanto male non può essere ;)

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    3. Ma allora guardati un bel porno, che regala molte più soddisfazioni! ;)

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  6. Avevo visto il trailer e non mi aveva esaltato. Ora pure la tua recensione dice di starne alla larga... (anche se ammetto che a volte le bottigliate selvagge incuriosicono più del bicchierino striminzito)

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    1. Gae, tieniti alla larga. Non è roba che valga la pena.

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  7. Inutile e troia.

    Scusate, sono dislessica

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    1. Bella questa. Potevo farci un titolo in stile Cannibal! ;)

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  8. ...questa filmografia così lontana dalle mie corde...

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    1. Più che la filmografia di Ozon - che è buona -, è questo film a non essere nelle corde del pubblico! ;)

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  9. vedo che sei tornato il solito ford che non capisce nulla di cinema. bene, bene. lo stavo aspettando!
    d'altra parte questo film è troppo francese, troppo radical-chic e soprattutto giovane e bello per te :)

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    1. Giovane e bello? Ma se è un vero scivolone radical di Ozon!?
      Da lui, che è uno che ne capisce - al contrario tuo - non me l'aspettavo!

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  10. Urca! A me tutto sommato piacque, ma troppo troppo freddo per rimanere ben impresso.

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    1. Più che freddo, inutile. La critica che si pone non arriva per nulla allo spettatore.
      O almeno, qui in casa Ford non si è proprio vista. Vedi il commento di Julez. ;)

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  11. Ma va cos'è 'sta meeerda, mi sembra la noia fatta film....io passo!

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    1. Fratello, non è proprio roba per te. Passa senza pensarci troppo! ;)

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