sabato 20 ottobre 2012

ParaNorman

Regia: Chris Butler, Sam Fell
Origine: USA
Anno: 2012
Durata:
92'



La trama (con parole mie): Norman è un ragazzino molto particolare che vive nella tranquilla comunità di Blithe Hollow, talmente particolare da essere ritenuto un freak non soltanto a scuola, ma anche a casa, dai genitori e dalla sorella maggiore.
Questo perchè Norman ha un'abilità unica che pare essere un dono di alcuni membri della famiglia di sua madre: è in grado di vedere e comunicare con i morti.
Quando il compagno di scuola Neil - emarginato anch'egli perchè grasso - stringe amicizia con lui e non dubita neppure un secondo della sua abilità di "comunicazione", e lo zio di Norman riemerge dal silenzio per rivelare l'esistenza di una pericolosa maledizione che incombe sul paese, per i due inizierà un'avventura mozzafiato che metterà gli abitanti di Blithe Hollow di fronte all'importanza delle insolite capacità del ragazzo.





E' curioso quanto vedere questo film sia stato come essere in bilico tra due mondi, neppure fossi il suo protagonista: onestamente, quando fu ufficializzata la sua uscita, pensai subito che Brave, in mancanza di Miyazaki, avrebbe finalmente trovato un degno rivale per il titolo di film d'animazione di questo duemiladodici decisamente di transizione, per i buoni, vecchi, cartoni animati.
E invece ammetto che le speranze sono state almeno in parte deluse.
Questo perchè se da un lato il lavoro di Butler e Fell porta in dote tutta la mitologia dei film d'avventura per ragazzi dal gusto molto eighties - dai Goonies a Stand by me, fino ad arrivare al recente e "vintage" Super 8 -, ironia e sequenze dal ritmo serratissimo - stupenda la fuga in macchina con il fratello di Neil e la sorella di Norman -, dall'altro l'eredità del passato di animatore di Butler pesa rispetto all'influenza di titoli come Coraline e La sposa cadavere, entrambi ben lontani dai miei preferiti nel genere, e non disdegna una robusta dose di buonismo in stile Disney in grado di rendere la parte finale - che mi ha ricordato il lato meno riuscito di Amabili resti - un pò troppo zuccherosa.
Certo, Norman e l'insolita "squadra" che si imbarca nell'impresa funzionano alla grande, l'idea di giocare la carta degli zombies - tipo di mostro normalmente avvezzo a pellicole decisamente più violente ed adulte - e soprattutto il twist sull'identità della strega responsabile della maledizione che il protagonista lotta per sventare sono da manuale, Neil ed il bullo Alvin rendono benissimo in ruoli che nei già citati anni ottanta spopolavano in ogni pellicola di questo genere, Courtney e soprattutto Mitch - letteralmente mitico il "suo" finale - sono spassosissimi, ed il look da b-movie di genere è davvero riuscito - mi sono tornati alla mente i tempi dei drive-in, o cult come Blob -: eppure, di fondo, resta qualcosa di incompiuto, nel complesso dell'opera, che come se non bastasse per essere una proposta da piede sull'acceleratore e ritmo esagerato da avventura senza respiro mi è parso - anche se la stanchezza per un periodo lavorativo non certo dei migliori ha senza dubbio inciso - decisamente lento, e l'ora e mezza scarsa di minutaggio ha pesato come poche volte in passato è capitato rispetto all'animazione, normalmente scorrevole e fresca in misura molto maggiore rispetto alla media dei film "in carne ed ossa".
Peccato, perchè più che una versione simpatica del classico lavoro in stile darkeggiante e burtoniano degli ultimi anni - e non è un complimento - mi sarei aspettato una risposta decisa e sorprendente almeno quanto il background che ha influenzato, per età e formazione cinematografica, i due registi: ed è dura ritrovarsi a sperare che arrivi presto la fine di un film come questo per crollare a letto senza che la visione abbia lasciato qualcosa di abbastanza importante da giustificare un post che possa stimolare il sottoscritto a scrivere e voi compagni di bevute del Saloon a leggere con la curiosità di quello che potrebbe essere l'esperienza della visione.
Per dirla in poche parole e pane e salame, ParaNorman rientra in quel gruppo terribile definito da uno degli aggettivi più pesanti e scomodi che possano esistere: carino.
E non c'è verso che si vada un passo oltre.
Neppure con tutta la flemma di cui solo uno zombie è capace.


MrFord


"If you wanna mess around, just stay away from my door
I've got a leak in my bucket and a great big hole in my floor
but if you wanna stay around and love me
you know it's all right with me.
I've got no money, can't afford no big black car
my bank account won't see me very far
but if you wanna stay around and love me
you know it's all right with me."
Zombies - "It's all right with me" -



14 commenti:

  1. è in lista d'attesa, appena si libera un posto parte. Lo stop-motion me lo farà piacere sicuramente, già lo so.

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    1. Una visione carina, lo stop motion ha sempre il suo fascino, ma forse mi aspettavo qualcosa di più.

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  2. ormai vedo che qua whiterussian si è trasformato da bar per vecchi lupi di mare ad asilo nido :D

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    1. Quindi direi che è il posto giusto, ormai, per il Cucciolo eroico! ;)

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  3. Bello ma effettivamente anch'io ho sentito che mancava "quel certo non so che" per renderlo indimenticabile..

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    1. Dici bene: io mi aspettavo una cosa potenzialmente memorabile, e invece ne è uscito solo un filmetto piacevole. Peccato.

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  4. sinceramente non ho molte aspettative, per i film d'animazione non so perché ma sono sempre basse, perciò potrei rimanere anche piacevolmente stupito :D

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    1. Frank, di solito quando le aspettative sono basse effettivamente succede. Comunque basta pensare a Nightmare before Christmas e questo subito crolla!

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  5. Ormai l'animazione statunitense sembra perdere ogni sua carta vincente, rammollendosi sempre di più in una forma disneyana che francamente mi spinge via anche da prodotti che tutto sommato paiono divertenti come questo ParaNorman. E non mi sembra un'idea così folle sperare che siano in grado, un giorno, di fare un film d'animazione per adulti (cioè, non porno, eh). Ma evidentemente i "cartoni animati" devono per forza essere indirizzati, prima di tutto, ai bambini.

    Dio, quanto vorrei essere giapponese.

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    1. A dire il vero fino a un paio d'anni fa la Pixar secondo me se la cavava alla grande, e aveva preso una piega davvero ottima. Poi sono arrivati i sequel e le cose sono cambiate.
      Speriamo che in futuro il "carino" possa diventare davvero significativo, e non "carino" e basta.

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  6. domani in versione ora d'aria domenicale e visione con tutta la famiglia...almeno spero!

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  7. Irriverent Escapade21 ottobre 2012 12:29

    La Belva non vuole andare a vederlo....è da due settimane che chiede di vedere Il Grande Lebowski.Accidenti a me che le ho spiegato perchè la chiamo Druga.

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    1. Sorella, Il grande Lebowski vince su tutto. ;)

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