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giovedì 26 dicembre 2019

Ford Awards 2019: i libri






Per la prima volta dopo due anni di assenza, torna - complice la crescita dei Fordini, che cominciano a sviluppare una certa indipendenza ludica - la classifica dedicata ai romanzi passati dal Saloon nel corso degli ultimi dodici mesi: in realtà non è proprio una classifica, considerato che al contrario dei vecchi tempi dei cinque/sei libri al mese si tratta dei soli che sono passati tra le mie mani nell'ultimo anno, ma è decisamente già qualcosa.
Come se non bastasse, poi, con oggi iniziano ufficialmente i Ford Awards 2019.


MrFord


N°8: SLEEPING BEAUTIES di STEPHEN&OWEN KING

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Apre la classifica quella che, ad essere onesti, è stata una delusione. 
Il maestro del brivido, insieme al figlio Owen, porta su pagina quello che pare il copione fatto e finito di una serie televisiva, che nonostante alcune buone intuizioni si rivela poco sentito e a tratti noiosetto. Ne è dimostrazione il fatto che il tempo di lettura è stato decisamente lungo, occupando quasi quanto quello occorso per i restanti sette titoli. Non proprio il miglior titolo uscito dalla penna del buon, vecchio Steve.


N°7: ARMADA di ERNEST CLINE

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Altra posizione, altra delusione.
L'autore del mitico Player One torna al Saloon con un romanzo che ricalca l'attitudine nerd ed i riferimenti cult del precedente, ma lo fa senza lo stesso cuore, senza il trasporto che rese Player One così speciale: leggerlo è stato un pò come trovarsi di fronte la seconda stagione di una serie passata dall'essere una rivelazione ad un grosso punto di domanda, se non peggio.
Un vero peccato, perchè l'immaginario, le tematiche ed il guizzo non mancano al buon Ernest, che finisce, però, per peccare di quella presunzione da rivalsa tipica dei nerd: e questo è un male.


N°6: IL SORRISO DI JACKRABBIT di JOE LANSDALE

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Pare uno scherzo, ma anche il terzo titolo del novero ha finito per essere una mezza delusione.
Tutti i frequentatori del Saloon sanno bene quanto adori Lansdale e le sue due creature più riuscite, Hap e Leonard: i due improvvisati detectives texani hanno popolato l'Olimpo letterario fordiano negli ultimi dieci anni, accompagnando il loro autore ed invecchiando con lui, ed è fantastico leggerli battibeccare, così come sarebbe fantastico leggere una loro storia assolutamente normale, priva di omicidi, casi misteriosi da risolvere, grane da sciogliere. Eppure pare di essere giunti, e torno ai paragoni con le serie televisive, al momento in cui per l'autore è preferibile chiudere in bellezza piuttosto che trascinarsi stancamente. Hap e Leonard non lo meriterebbero.


N°5: L'ULTIMA AVVENTURA DEL PIRATA LONG JOHN SILVER di BJORN LARSSON

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Finalmente entriamo nel vivo di questa piccola classifica, e per me è un piacere farlo con una chicca nata per soddisfare gli appassionati di uno dei miei romanzi preferiti in assoluto, La vera storia del pirata Long John Silver. Larsson, che pare avesse tagliato alcune parti dal romanzo, torna in pieno fan service con una sorta di racconto lungo che riporta sulla pagina il sempre mitico Barbecue alle prese con una disavventura nel suo eremo in Madagascar.
Per chi non ha letto e amato la storia dalla quale è stato estrapolato sarebbe sicuramente una lettura spiazzante, o quantomeno poco centrata, ma per i vecchi pirati del mio stampo è un modo, senza dubbio, di tornare ad incrociare la rotta di un amico, un antagonista, una versione alternativa di se stessi.


N°4: JOHN BARLEYCORN - MEMORIE ALCOLICHE di JACK LONDON

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Giunto al Saloon come prestito da parte del suocero Ford, che ormai ben conosce le escursioni alcoliche del vecchio cowboy, questo diario di memorie firmato da Jack London, uno degli autori di classici d'avventura più noti e famosi di tutti i tempi, è una riflessione a volte entusiasta e spesso più malinconica e triste del legame tra anime e menti e l'alcool, con tutti i suoi alti ed i suoi bassi, i momenti di entusiasmo sfrenato e quelli di buio totale.
Interessante come, a distanza di quasi un secolo, le dinamiche che coinvolgono chiunque sia in un certo modo legato al bere come atto sociale, intimo o di sfogo siano rimaste indicativamente le stesse, e con quanta razionalità - pur lasciandosi andare a ricordi e sentimenti - London riesca a portarle a galla: non viene suggerito o imposto nulla, quanto più che altro mostrato dall'interno.
Un viaggio di grande profondità condotto da un vero viaggiatore.


N°3: IL CONFINE di DON WINSLOW

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Uno degli autori più celebrati in questi anni al Saloon torna con l'ultimo (?) capitolo di una trilogia che ha fatto la Storia della Letteratura crime e Made in USA, iniziata con Il potere del cane e proseguita con Il cartello, entrambi vincitori del Ford Award. La vicenda di Art Keller, poliziotto della DEA che nel corso della sua carriera ha visto morire ed uccidere nel corso di una delle guerre più lunghe e sanguinose della Storia - quella ai cartelli della droga messicani -, giunge al termine tra le pagine di un romanzo più politico e riflessivo dei due precedenti ma non per questo meno potente o sentito: a prescindere dal genere, le vicende narrate - liberamente ispirate ai fatti reali, dalle evasioni del Chapo alla campagna presidenziale di Trump - tra queste pagine, così come quelle che qui hanno portato i lettori, andrebbero considerate una tappa fondamentale per ogni lettore.


N°2: CASINO TOTALE di JEAN CLAUDE IZZO

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Questo è un voto assolutamente sulla fiducia, dato che, nel momento in cui scrivo queste righe e preparo la classifica, sono giunto indicativamente a metà della lettura di questo romanzo caldo e passionale, una storia di ricordi, amicizie, amori e tradimenti che pulsa tra le vie di una Marsiglia assolata e problematica, legata a doppio filo alla natura di melting pot di una città di porto: Ugo, Manu e Fabio, figli di immigrati e cresciuti pescando, ascoltando vecchi dischi e sognando il grande salto, dopo aver passato la prima parte della loro vita percorrendo strade diverse - uno rimasto a fare il piccolo delinquente, uno a perdersi nell'ombra e per il mondo, l'altro finito a fare il poliziotto - si ritrovano nella loro città portando sulla pagina una storia malinconica, pulsante, traboccante di sensazioni forti e vive, come la pelle sudata quando si fa sesso o le risate di cuore ad una cena al tramonto in riva al mare. E' una storia tosta, che con ogni probabilità non finirà bene, ma fa sentire la vita come un bacio profondo o uno schiaffo in piena faccia. E queste storie sono sempre le mie preferite.


N°1: IL COLTELLO di JO NESBO

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Un altro degli idoli letterari indiscussi del Saloon torna in libreria con la sua creatura più nota e riuscita, il detective Harry Hole, alle prese con una vicenda che lo porterà non solo a sprofondare di nuovo sul fondo di una bottiglia di Jim Beam, ma anche al limite della follia, legata a doppio filo alla morte di uno dei personaggi cardine di tutta la sua storia. Accolto da recensioni tiepide, Il coltello è il perfetto gioco di prestigio del Nolan della pagina scritta Nesbo, che dopo aver disposto i pezzi sulla scacchiera ed aver ingannato e fuorviato il lettore almeno quattro o cinque volte rispetto alla verità sull'omicidio alla base di questo romanzo sfodera uno dei suoi colpi di genio con un paio di passaggi da brividi profondi, che parlano di radici, di amore e di futuro anche quando il futuro ci potrebbe sembrare lontano, oscuro e negato.
Il coltello forse non sarà il romanzo "migliore" della saga di Hole, ma batte talmente forte che senza ombra di dubbio dimostra di esserne il cuore. E che questo autore e questo personaggio hanno ancora tanto da dire, da vivere, da raccontare stupendoci.


MrFord


I PREMI
Miglior autore: Jo Nesbo
Miglior personaggio: Fabio Montale, Casino totale
Miglior antagonista: Svenn Finne, Il coltello
Scena cult: la riflessione di Rakel sulle radici, Il coltello
Premio "brutti, sporchi e cattivi": Long John Silver, L'ultima avventura del pirata Long John Silver
Premio stile: Jack London, John Barleycorn - Memorie alcoliche
Miglior personaggio femminile: Katrine Bratt, Il coltello
Miglior non protagonista: Nico, Il confine
Momento action: il viaggio sulla "Bestia", Il confine
Atmosfera magica: Marsiglia, Casino totale

lunedì 7 gennaio 2019

White Russian's Bulletin



Finiscono le Feste, e si torna alla quotidianità anche qui al Saloon: fortunatamente i giorni passati tra mangiate, bevute e Fordini scatenati hanno anche permesso un recupero importante rispetto alla media delle settimane precedenti al Natale, tale da permettermi addirittura di "scomporre" le visioni e le letture in due puntate del Bulletin, concedendomi ancora questa settimana e la prossima per andare a tamponare rispetto ad alcuni dei titoli più attesi mancati clamorosamente sul finire del duemiladiciotto.


CARGO (Ben Howling&Yolanda Ramke, Australia, 2017, 105')

Cargo Poster

Recuperato dal bacino di Netflix, questo survival padre/figlia con un Martin Freeman inedito - personalmente non gli darei mezza possibilità di cavarsela in situazioni estreme - si lascia guardare senza infamia e senza lode, porta sullo schermo qualche idea interessante ed il paesaggio sempre emozionante dell'outback australiano, che porto sempre nel cuore.
Resta una pellicola ad uso e consumo quasi esclusivo degli appassionati del genere, ma porta onestamente la pagnotta a casa ed intrattiene il giusto, soprattutto se si è genitori.


ULTIMATE BEASTMASTER - STAGIONE 3 (Netflix, USA, 2018)

Ultimate Beastmaster: La legge del più forte Poster

Si è chiusa - spero solo per il momento - l'esperienza dei Ford con Ultimate Beastmaster, il programma che ha intrattenuto i grandi del Saloon ed ispirato ed esaltato i piccoli: con la terza stagione - nonostante la magrissima figura dei partecipanti italiani - si ha un'ulteriore evoluzione del sistema della gara ed il divertimento, se si è tamarri abbastanza, è sempre assicurato.
Personalmente, oltre a non vedere l'ora di confrontarmi con i Titan Games di The Rock, sarei molto curioso di testare un percorso di questo tipo, per quanto duro potrebbe essere.
Da segnalare, per me un valore aggiunto, la presenza al tavolo di commento statunitense per questa stagione l'ex wrestler ed idolo del sottoscritto CM Punk.



MARVEL'S DAREDEVIL - STAGIONE 3 (Netflix, USA, 2018)

Daredevil Poster

A fare capolino - purtroppo per l'ultima volta, data la cancellazione di tutto il progetto Marvel Knights firmato da Netflix - al Saloon in queste Feste è giunto anche il titolo meglio gestito e realizzato della costola metropolitana del Cinematic Universe, Daredevil.
Dopo due stagioni decisamente convincenti a questo terzo giro di giostra l'attenzione torna a portarsi sull'aspetto meno mistico e da "periferia" del Diavolo Rosso, con il ritorno di Kingpin - un sempre ottimo Vincent D'Onofrio -, l'abbandono del costume da "supereroe" e l'introduzione di quello che avrebbe avuto tutte le potenzialità per diventare una nemesi importante per l'alter ego di Matt Murdock, Bullseye.
Peccato davvero per la decisione "dall'alto" di interromperla, perchè senza dubbio questa serie avrebbe avuto ancora molto da dire.




SABRINA (Billy Wilder, USA, 1954, 113')

Sabrina Poster

Incrociato per caso in televisione la sera della Vigilia e rispolverato dopo anni dall'ultimo passaggio sugli schermi del Saloon, Sabrina di Billy Wilder mantiene e conserva la sua classe e quella di uno dei più grandi del Cinema made in USA di tutti i tempi.
Il triangolo amoroso costruito sulla leggiadra bellezza della Hepburn, sulla guasconeria di William Holden e sulla spigolosità di Humphrey Bogart è vincente sotto tutti i punti di vista, e riesce a mantenersi in equilibrio perfetto sia nei momenti più drammatici che in quelli più leggeri di un vero e proprio Classico che tutti dovrebbero godersi almeno una volta nella vita.
Certo, ora come ora potrà apparire come un film d'altri tempi, ma dal bianco e nero perfetto allo stile non c'è davvero nulla, in questa macchina, che non funzioni.




IL SORRISO DI JACKRABBIT (Joe R. Lansdale, USA, 2018)

Risultati immagini per il sorriso di jackrabbit

E dopo anni passati ad attendere spasmodicamente le loro avventure, nel giro di dodici mesi Hap e Leonard, due dei personaggi letterari che più ho amato nella vita, tornano nelle librerie per ben due volte: purtroppo, però, con l'età i due improvvisati detectives paiono avere perso molto dello smalto delle prime avventure, e se Bastardi in salsa rossa, lo scorso gennaio, mi aveva permesso di evadere il giorno dell'intervento di mio padre mentre attendevo in ospedale, questo Il sorriso di Jackrabbit pare uno di quei dischi in cui l'artista affermato non fa che riproporre vecchie versioni di se stesso con molto meno mordente. 
Un vero peccato, anche per chi, come me, amerà sempre leggere di Hap e Leonard e ad ogni avventura sarà sempre al loro fianco.


mercoledì 21 dicembre 2016

Ford Awards 2016: i libri


E anche quest'anno, siamo giunti al momento delle classifiche che determineranno i vincitori dei Ford Awards, premi dedicati ai libri letti nel corso del duemilasedici, al peggio uscito in sala, al meglio non uscito in sala, alle serie tv ed ai film migliori della stagione.
Ad aprire le danze saranno i libri, che purtroppo, quest'anno, complici un ritmo più blando prima, alcune scelte completamente sbagliate - Infinite Jest di Foster Wallace su tutte - e la paternità di questi ultimi tre mesi dell'anno che mi ha privato del pendolarismo che era il momento migliore da dedicare alla lettura per il sottoscritto, non avranno una top ten ma una top six.
Ad ogni modo, se anche fossero stati cinquanta, il numero uno sarebbe stato lo stesso.





N°6: RACCONTI AGGHIACCIANTI di GUSTAV MEYRINK



Un recupero legato ai tempi andati delle superiori e dei mitici "cento pagine, mille lire" che fecero la mia fortuna di studente squattrinato: atmosfere alla Poe e grande fascino, peccato solo per il linguaggio aulico di alcune traduzioni datate che meriterebbero un restyling che porterebbe dei classici dai quali i giovani girano al largo di nuovo in testa alle classifiche di gradimento.
Se vi piacciono il gotico, i freaks e le atmosfere oniriche, Lovecraft, o il già citato Poe, questo è sicuramente pane per i vostri denti.

N°5: IL COLLARE SPEZZATO di VALERIO EVANGELISTI


Ultima lettura da pendolare prima della "pausa forzata" da papà casalingo, sequel dell'ottimo Il collare di fuoco, Il collare spezzato riprende le fila della formazione del Messico come Stato moderno in bilico tra realtà e fiction narrativa.
Più politico e complesso del suo predecessore, perde clamorosamente il confronto, però, in termini di coinvolgimento emotivo del lettore: la struttura più cronachistica e spezzettata, infatti, tende a smorzare gli entusiasmi, anche se, occorre ammetterlo, un lavoro come questo, in termini di scrittura, è assolutamente titanico.


N°4: STORIA DELLA PIRATERIA di PHILIP GOSSE

 

Considerato l'impatto che lo scorso anno ebbe sul sottoscritto Long John Silver, i pirati sono tornati di gran moda al Saloon, tanto da stimolare il recupero di un lavoro che ne narrasse le gesta effettive e non di fiction: l'ottimo saggio di Philip Gosse recupera documenti e storie dei pirati di tutto il mondo, passando dall'epoca di Giulio Cesare ai leggendari bucanieri, senza dimenticare Tortuga e Libertalia - che fu il sogno di un gruppo di grandi corsari che avrebbero voluto una repubblica completamente governata da loro -.
Un viaggio affascinante ed unico, che alimenta la curiosità per quelli che, nella loro quasi totalità, erano uomini e donne spietati e certo non "romantici", ma che ugualmente portarono - e portano, attraverso i racconti delle loro gesta - l'asticella del coraggio e della sfida all'ignoto ed all'ordine costituito ancora più in alto.


N°3: LONDON UNDERGROUND di DON WINSLOW




Quando si parla di Don Winslow, qui al Saloon, ci si toglie sempre il cappello.
Nel corso degli ultimi dieci anni, il vecchio Don ha infatti saputo ritagliarsi uno spazio di primo piano nel mondo della Letteratura crime, confezionando alcuni dei più celebrati romanzi di genere di sempre, e diventando uno dei beniamini assoluti del sottoscritto.
Questo recupero di Einaudi, primo lavoro di Winslow e primo romanzo di una serie che fu di cinque avventure con protagonista il detective Neal Carey, è acerbo rispetto a quello che si è potuto leggere in seguito, ma oltre ad un main charachter fallibile e per nulla "dirompente", pone senza dubbio le basi per quello che il suo autore è diventato in seguito.


N°2: LA CITTA' DEI LADRI di DAVID BENIOFF



Regalatomi dal mio fratellino Dembo e scritto dal più noto televisivamente - Game of thrones - e cinematograficamente - La 25ma ora - David Benioff, ambientato nella San Pietroburgo messa sotto assedio dai tedeschi nel corso della Seconda Guerra Mondiale, La città dei ladri è uno dei racconti di amicizia e formazione più genuini e coinvolgenti che ricordi dai tempi di Stand by me: la vicenda - e la curiosa missione - dei giovani Lev e Kolja spazia dal divertimento al dramma profondo, dalla speranza alla più cupa miseria umana.
Ricordo bene che lo lessi subito dopo il fallimento clamoroso che fu il già citato Infinite Jest, e fin dall'introduzione sentii il brivido sulla pelle per la differenza tra qualcosa raccontato con il cuore e qualcos'altro sbrodolato con la testa. 
Una sorpresa, una bomba, un viaggio.
Bellissimo.


N°1: IL CARTELLO di DON WINSLOW


Non poteva esserci altro titolo in cima a questa classifica.
A dieci anni di distanza dal Capolavoro Il potere del cane, Winslow confeziona un'altra pietra miliare tornando a raccontare della sfida a distanza tra l'agente della DEA Art Keller ed il padrino del traffico di droga messicano Adàn Barrera.
Un romanzo fiume, mostruoso, umanissimo e violento, terribile in alcuni passaggi - ricordo di aver provato più di una volta una profonda rabbia, altre dolore - ed in grado di dare speranza in altri, in grado di portare sulla pagina e nel cuore di ogni lettore una galleria di personaggi straordinaria, resa ancora più grande dall'umanità - nel bene e soprattutto nel male - portata in "dono" da ognuno di loro.
Ed accanto a poliziotti e criminali, trovano spazio figure simbolo di una lotta anche civile contro il Potere, che sia espresso dai politici legalizzati o dai padrini del crimine, affinchè si possa, un giorno, soprattutto in alcune zone del mondo, vivere davvero liberi.
Un Capolavoro.



I PREMI
Miglior autore: Don Winslow
Miglior personaggio: Crazy Eddie Ruiz, Il cartello
Miglior antagonista: Adàn Barrera, Il cartello
Scena cult: il racconto di Kolja della notte in cui fu arrestato per diserzione, La città dei ladri
Premio "brutti, sporchi e cattivi": i Bucanieri, Storia della pirateria
Premio stile: Kolja, La città dei ladri
Miglior personaggio femminile: la Medica Hermosa, Il cartello
Miglior non protagonista: Pablo Mora, Il cartello
Momento action: lo scontro finale in Guatemala tra DEA e trafficanti, Il cartello
Atmosfera magica: la figlia del comandante pattina sul fiume ghiacciato, La città dei ladri


MrFord

giovedì 31 gennaio 2013

Il manuale del papà e La guida del giovane papà

Autore: Robert Richter, Eberard Shafer (Il manuale del papà) - Pierre Antilogus, Jean Louis Festjens (La guida del giovane papà)
Origine: Germania (Il manuale del papà) - Francia (La guida del giovane papà)
Anno: 2005 (Il manuale del papà) - 1988 (La guida del giovane papà)
Editore: Tecniche nuove (Il manuale del papà) - EDT (La guida del giovane papà)




La trama (con parole mie):  la nuova frontiera dell'essere padri secondo due letture leggere che possano comunque informare e mantenere sulla soglia d'attenzione necessaria i futuri padri, soprattutto quando si tratta di primi figli.
Il manuale del papà è un'opera di stampo didattico basata su un approccio preciso, dettagliato e didascalico, ricca di informazioni e basata su una concezione molto razionale del percorso che porta al fatidico momento del parto - e oltre -.
La guida del giovane papà è una sorta di parodia dei momenti migliori - e peggiori - che aspettano il futuro genitore dal momento della scoperta della "dolce attesa" ai trent'anni suonati del suo futuro erede.




Già lo so che qualcuno tra gli avventori più stagionati del Saloon storcerà il naso rispetto a questo tipo di letture, specie se affrontate da uno che predica la filosofia dell’imparare dall’esperienza come il sottoscritto: parrebbe quasi suonare come una ritirata, o peggio un ritrattare il panesalamismo di cui vado così fiero.
Al contrario devo ammettere che, così come il corso preparto – esperienza mitica -, questi due libri piccoli piccoli dalla lettura veloce e leggera sono stati una buona fonte d’informazioni rispetto a quello che è, di fatto, il mestiere più difficile e soddisfacente ad un tempo del mondo: quello del genitore.
Ovviamente quella che sarà la mia vita da padre “sul campo” andrà ben oltre le pagine dei consigli e le descrizioni delle esperienze altrui – degli autori, nello specifico -, e probabilmente al primo cambio di pannolino la mente si farà vuota e non riuscirò a ricordare nulla di quello che ho letto o ascoltato, eppure buttarmi in queste pagine è stato piacevole e confortante, quasi potessi contare su una sorta di cuscinetto soprattutto nelle temibili prime sei settimane, quando se il destino è avverso – ed il bimbo non ama dormire la notte – le cose possono diventare drammatiche per i genitori, anche considerato che, purtroppo, in Italia non esistono cose intelligenti come un periodo anche minimo di permesso lavorativo per i padri – che sono costretti a bruciarsi le ferie per poter stare accanto alla compagna ed al nuovo arrivato almeno nei primi giorni – e l’occupazione continua ad incombere senza pietà alcuna.
Dei due testi ho trovato sicuramente più valido Il manuale del papà, a volte forse un po’ troppo didascalico ma sicuramente più indicato per cominciare a masticare qualcosa sia rispetto alla preparazione al parto – che, se è pur vero che si tratta di un’incombenza femminile, incide su entrambi i componenti di ogni coppia che voglia partecipare “come squadra” al lieto evento – che al periodo post-nascita, mentre La guida del giovane papà, sulla carta più easy e “narrativa” appare a volte un po’ troppo forzatamente simpatica – e dunque, di fatto, finta – per poter conquistare un lettore come il sottoscritto, che cerca sempre negli autori una certa onestà nel portare sulla pagina storie ed esperienze – in questo senso, ho trovato pressoché perfetta soltanto l’introduzione al testo di Baricco -.
Ad essere sincero, poi, inizialmente avevo pensato di ignorare bellamente da queste parti l’idea di dedicare un post a due titoli assolutamente settoriali e lontani dalla consuetudine del bancone grezzo e dell’alcool, ma considerato l’arrivo del Fordino ho trovato la cosa in qualche modo affascinante, anche perché voi per primi sarete testimoni, pur se indiretti, dell’impatto che il piccoletto avrà rispetto alle vite del sottoscritto e di Julez così come sulla quotidianità del blog, che potrebbe allargare la sua sfera di competenza anche alle esperienze “paterne” di questo vecchio cowboy.
Niente, ovviamente, è certo, o definito, un po’ come l’esperienza di questo viaggio assolutamente unico che, nonostante i corsi, i consigli di parenti o amici già padri e chi più ne ha, più ne metta, giorno dopo giorno diviene qualcosa di profondamente intimo ed unico, così come il legame che ci porterà a lasciare quella che è la più grande eredità che un essere umano possa regalare al mondo: una nuova esistenza.
E di nuovo mi rendo conto che una frase come questa potrebbe suonare addirittura new age o radical chic da genitore “di cultura”, dunque passo oltre e me la gioco affermando che questi due testi sono stati un piacevole riempitivo nell’attesa dell’arrivo del Fordino ma che non potranno mai e poi mai sostituire quello che sarà il mio rapporto con lui, le cose che avremo in comune e quelle che, al contrario, ci porteranno a trovarci su fronti opposti: e chissà che, un giorno, non decida anche io di scrivere qualcosa legato a questo periodo così particolare e che, in qualche modo, non avrà mai fine, perché una volta passati “dall’altra parte” e divenuti genitori, si continuerà ad esserlo per sempre.
Di sicuro è presente la voglia e la curiosità di conoscerlo ed il desiderio di trasmettere tutto quello che la Frontiera ha insegnato a me, sperando che possa fare del suo meglio per goderselo e trovare una strada che possa renderlo felice ed appassionato, curioso ed affamato di vita almeno quanto continua ad essere anche quel vecchiaccio di suo padre.
E poi, in un prossimo futuro, forse toccherà anche a lui affrontare la lettura di un manuale che tenterà di tradurre in parole quello che è il mestiere più antico e difficile del mondo.
E anche lui penserà che, chissà, quel libretto sarà stato soltanto un modo per accorciare i tempi e passare, finalmente, dalla teoria alla pratica.
Perché non c’è pratica più intensa e soddisfacente di questa.


MrFord


"It's not time to make a change,
just sit down, take it slowly.
you're still young, that's your fault,
there's so much you have to go through.
Find a girl, settle down,
if you want, you can marry.
Look at me, I am old, but I'm happy."
Cat Stevens - "Father and son" -


 

venerdì 28 dicembre 2012

Ford Awards 2012: i libri


La trama (con parole mie): seconda infornata dei premi made in Saloon di fine anno, dedicata al mondo della Letteratura e alle pagine che più hanno emozionato il sottoscritto nel corso delle letture degli ultimi dodici mesi. Così come per il 2011 una parte fondamentale verrà giocata da Jo Nesbo, ormai autore simbolo del noir nonchè creatore di uno dei charachters che più amo - ed ho amato - nella mia carriera di lettore: Harry Hole.
Accanto all'alcolizzato detective norvegese troverete personaggi clamorosi usciti dalle fervide penne di Lansdale, Stevens e Bunker, ma anche l'orrore di una realtà che non ha bisogno di alcuno scrittore per essere deformata e terrificante.


N° 10: Serial killer - Storie di ossessione omicida di Carlo Lucarelli e Massimo Picozzi


Il 2012 è stato senza dubbio, almeno per quanto riguarda le letture, segnato dal grande ritorno di fiamma della passione che lega il sottoscritto alle figure dei serial killers, che torneremo ad incontrare anche nelle posizioni più alte della classifica: pur non essendo un saggio da studio approfondito il lavoro di Carlo Lucarelli e Massimo Picozzi appassiona e sconvolge accompagnando il lettore attraverso una galleria di alcune delle più - e meno - note personalità del mondo degli omicidi seriali che la nostra epoca - e non solo - abbia conosciuto.
Da Jack lo Squartatore a Jeffrey Dahmer, pagine che non si dimenticano, e ricordano quanto profonda possa essere l'oscurità dell'animo umano.



N° 9: Anche i poeti uccidono di Victor Gischler 


Il pupillo di Joe Lansdale nonchè il Tarantino del noir americano Victor Gischler piazza una zampata da top ten anche quest'anno grazie al suo romanzo migliore, una storia avvincente che mescola la realtà universitaria a quella delle gang e del traffico di droga: personaggi al limite del grottesco, sangue a fiumi, ironia e sesso per un cocktail esplosivo e divertentissimo.
Jay Morgan, un pò Lebowski e un pò Hank Moody, prende per mano il lettore - pur se non proprio volontariamente - e lo trasporta in un mondo che nasconde più di quanto non ci si possa aspettare da un branco di scribacchini che pensano di essere i Rimbaud del nuovo millennio.


N° 8: L'uomo di neve di Jo Nesbo 


Ed ecco che, per il secondo anno consecutivo, inizia il Nesbo-show.
L'uomo di neve, forse il romanzo più importante a livello narrativo della saga di Harry Hole, ha patito in materia di suspance il fatto che avessi letto in precedenza il successivo Il leopardo e dunque svelato il mistero dell'identità del più terrificante avversario che l'investigatore abbia mai incontrato praticamente da subito, eppure l'escalation della tensione ed il drammatico confronto tra due nemici giurati come il detective dedito all'alcool ed il serial killer che lega la sua esistenza ad inquietanti pupazzi di neve sono da antologia, così come l'intreccio e l'evoluzione della storia anche umana del protagonista.


N° 7: Mr. Nice di Howard Marks 


Scoperto grazie al mio fratellino Dembo, Mr. Nice è stata una delle sorprese più piacevoli dell'anno: l'autobiografia di quello che è stato uno dei pionieri del traffico di droghe leggere, esploratore della vita oltre che del mondo, passato dalle spiagge assolate di Spagna alla prigione federale di Terre Haute, uno degli istituti correzionali più duri degli States, dal Galles bagnato dalla pioggia alle valli dell'Afghanistan dove si produce l'hashish migliore del mondo, scopriamo il ritratto di quello che, più che come un criminale, appare come un ribelle, un innovatore, un vero e proprio talento messo al servizio della vita e della volontà di viverla - e goderne - fino in fondo. Cultissimo.


N° 6: Cane mangia cane di Edward Bunker


Il vecchio leone ed indimenticato Bunk torna finalmente al Saloon con l'ultimo romanzo che mancava al sottoscritto per completare la sua opera: una storia durissima e terribile, con tre protagonisti segnati dalla violenza ed uniti fin dall'infanzia dalla volontà di sopravvivere e dalla forza sputata in faccia al mondo per uscire dal riformatorio prima e dal carcere poi.
Il lato oscuro di quel Capolavoro che fu Come una bestia feroce, una corsa contromano che non fa sconti a nessuno e spinge tutto al limite, fino a lasciare, se tutto va bene, senza fiato.
Non aspettatevi speranza: qui tutto soffoca nel sangue.


N° 5: In fondo alla palude di Joe R. Lansdale


E non poteva mancare, in una classifica fordiana che si rispetti, un altro dei miei autori preferiti in assoluto: Joe Lansdale, che in attesa di una nuova avventura degli impareggiabili Hap e Leonard mi regala il recupero di quello che, forse, è il suo romanzo più maturo e profondo.
Una storia che lega famiglia, razzismo, gusto per il noir e ad una vicenda appassionante con due protagonisti splendidi ad un finale magnifico, il corrispettivo letterario di quello che è stato, in materia di serie tv, quello di Six feet under. Meraviglioso.


N° 4: Sotto il vulcano di Malcolm Lawry


Un'epopea. Un'esperienza. Una visione. Questo è Sotto il vulcano, Capolavoro di Malcolm Lawry scoperto grazie a mio fratello e divenuto un vero e proprio cult della mia intera esistenza di lettore.
Un romanzo che è una vera e propria Odissea sotto l'effetto di una sbronza che pare non finire mai - ma attenzione, è solo un'impressione -, il confronto con un vulcano che, prima di essere fuori, è dentro di noi, con il fuoco della passione che ribolle e ci consuma se non impariamo a domarlo. 
O non moriamo nel tentativo.
Una delle letture più impegnative della mia vita, ma la potenza di alcune pagine è talmente spropositata da valere qualsiasi fatica. 


N° 3: Lo spettro di Jo Nesbo


Nesbo show, parte due. L'ultimo romanzo - per ora - della saga di Harry Hole è una discesa agli inferi come l'ex poliziotto non aveva mai affrontato neppure scontrandosi con le peggiori tra le sue nemesi.
Questa volta di fronte a lui c'è Oleg, il bambino della donna che più ha amato nella vita, praticamente considerato un figlio, divenuto adolescente, tossico ed accusato di omicidio.
Oleg delle interminabili partite a Tetris. Oleg dei pattini da ghiaccio.
Oleg che ora si buca, e stringe in mano una pistola.
Il romanzo più glaciale della serie dedicata a Hole, eppure il più profondo ed emozionante.


N° 2: Io ti troverò di Shane Stevens


Credo non mi sia mai capitato di incrociare il cammino di un romanzo come Io ti troverò se non con uno dei Capolavori indiscussi della pagina scritta, Il profumo di Patrick Suskind, uno dei libri più importanti della mia formazione: Thomas Bishop, personaggio incredibile, serial killer efferato, figlio della violenza e profeta della violenza stessa, è al centro di una matassa di eventi che coinvolgono politici, giornalisti, investigatori, vittime e carnefici. Un viaggio attraverso gli USA che unisce Tutti gli uomini del Presidente a Il silenzio degli innocenti.
Come se tutto questo non bastasse, dietro le gesta del protagonista troviamo una riflessione profondissima sul concetto di pena di morte e di pietà.


N° 1: La ragazza senza volto di Jo Nesbo


Nesbo show, parte terza.
Per il secondo anno consecutivo, l'autore norvegese conquista il gradino più alto del podio con il romanzo che ha segnato il passaggio della saga di Hole dallo status di cult a quello di assoluta pietra miliare.
La vicenda di Mali Spasitelj, il Piccolo redentore, è di quelle da pelle d'oca e tensione costante dall'inizio alla fine, per una storia triste eppure non priva di speranza che pare uscita dalle note di un pezzo dolente di De Andrè. Un romanzo che è una corsa contro il tempo in bilico sui sottilissimi fili dell'amore e della vendetta, e che trova in Harry Hole l'interprete perfetto: chi, del resto, più di un'anima perduta come la sua, può comprendere il significato di redenzione?
Se non un Capolavoro, poco ci manca.


I PREMI

Miglior autore: Jo Nesbo
Miglior personaggio: Thomas Bishop, Io ti troverò
Miglior antagonista: L'uomo di neve, L'uomo di neve
Scena cult: Harry Hole fronteggia Oleg, Lo spettro e l'epilogo di In fondo alla palude
Premio "brutti, sporchi e cattivi": Mad Dog McCain, Cane mangia cane
Premio stile: Howard Marks, Mr. Nice
Miglior personaggio femminile: Yvonne Constable, Sotto il vulcano
Miglior non protagonista: Mali Spasitelj, La ragazza senza volto
Momento action:Troy e Diesel nell'ultima rapina, Cane mangia cane
Atmosfera magica: il Messico delle sbronze e delle corride, Sotto il vulcano


"Confusi alla folla ti seguono muti,
sgomenti al pensiero che tu li saluti: 
a redimere il mondo, gli serve pensare,
il tuo sangue può certo bastare."
Fabrizio De Andrè - "Via della croce" -
 
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