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lunedì 14 ottobre 2019

White Russian's Bulletin



Settimana ai minimi storici al Saloon, considerati gli impegni sociali - non ricordavo quanto fossero fisicamente devastanti i matrimoni -, la palestra, l'appuntamento mensile con il pay per view di wrestling, la clamorosa stanchezza che si accumula per poi esplodere come una bomba il venerdì sera, ormai noto per essere l'alimentatore del coma profondo da divano: solo un titolo, infatti, è passato su questi schermi, di quelli che in questi giorni hanno fatto il giro del web principalmente per l'opera incredibile dalla quale è stato originato.


MrFord



EL CAMINO: IL FILM DI BREAKING BAD (Vince Gilligan, USA, 2019, 122')

El Camino: Il film di Breaking Bad Poster


Breaking Bad è, parlando di piccolo schermo, una delle vette più alte che siano state mai raggiunte, nonchè una delle mie tre serie televisive preferite di tutti i tempi insieme a Lost e Twin Peaks.
Il lavoro che fece Vince Gilligan con Walter White e Jesse Pinkman resta ancora oggi insuperato anche e soprattutto per essere andato in crescendo, senza perdere un colpo ed aggiungendo anzi carichi sempre più importanti fino allo splendido finale.
A distanza di qualche anno e già da prima della sua "pubblicazione" chiacchierato in tutta la rete attraverso Netflix El Camino, vero e proprio film che riprende le fila a partire dagli ultimi episodi della serie per poi rivelarci cosa ne è stato di Pinkman, e dove lo porterà il futuro.
Il fan service è molto - anche se resta un'arma a doppio taglio -, la fotografia ottima, la scrittura ben strutturata - del resto Gilligan ha ampiamente dimostrato di essere uno sceneggiatore fenomenale -, la tensione a tratti in grado di bucare lo schermo - strepitosa la sequenza del "duello" in pieno stile western -: resta, come principale limite di questo lavoro, il fatto che a meno che non si sia finito ieri di guardare l'ultimo episodio dell'ultima stagione si rischia di restare spiazzati da situazioni e charachters che, nel frattempo, si erano dimenticati o quantomeno messi in secondo piano, tanto da dover correre ai ripari ricorrendo a riassunti e simili.
Da questo punto di vista, El Camino resta una pellicola ben realizzata ad uso e consumo dei soli fan di Breaking Bad più che dello spettatore occasionale - che probabilmente non capirebbe una beata mazza di molti degli scambi temporali di narrazione -, e che proprio per questo permette che il dubbio si potesse fare decisamente di più si faccia strada come, ai bei tempi, gli improbabili soci Walter White e Jesse Pinkman nel mondo del traffico della metanfetamina.


martedì 5 giugno 2018

Proprio lui? (John Hamburg, USA/Cambogia, 2016, 111')







Ricordo ancora benissimo la sera in cui, tornato dal lavoro tardi, con i Fordini già a letto e Julez quasi, mangiai guardando Nonno scatenato, becerata all'americana di quelle buone per far venire la pelle d'oca a tutti i radical chic del mondo: le risate sguaiate e liberatorie di quell'occasione, in barba alla pochezza artistica del prodotto, furono un toccasana neanche avessi visto un filmone a cinque stelle - o quattro bicchieri, per usare il linguaggio del Saloon -.
Poco tempo fa, nel pieno della prima - e non positiva - esperienza lavorativa dopo il mio "anno sabbatico" da casalingo, in una serata da weekend zero impegni e zero neuroni, abbiamo ripescato casualmente dal bacino di Sky questo Proprio lui?, commediaccia di grana grossissima a tema "da famiglia" con Bryan Cranston e James Franco uscito nelle nostre sale all'inizio del duemiladiciassette e almeno da queste parti passato completamente in sordina: fortunatamente per me ed i miei neuroni alla ricerca di svago, il lavoro di Hamburg si è rivelato pienamente all'altezza del già citato Nonno scatenato così come dei più scombinati lavori della brigata Apatow, in particolare - considerato il protagonista - Strafumati, ancora oggi uno dei miei cult ignoranti più amati in assoluto.
Il confronto tra la famiglia dell'inquadrato piccolo imprenditore Ned, giunta in California dal Michigan per festeggiare il Natale accanto all'amata primogenita ed al suo nuovo fidanzato, un giovane multimilionario legato al mondo dei videogames e delle app, è uno spasso sopra le righe e spesso e volentieri decisamente volgare - ma non nel senso volgare del termine - che ha permesso non solo che mi sguaiassi sul divano cercando di non fare troppo casino ridendo rischiando in quel modo la sveglia dei Fordini, ma anche di ripetermi la sera successiva quando, complice la dormita fatta da Julez più o meno a metà pellicola, abbiamo replicato la visione accanto ai suoceri Ford, per mia fortuna decisamente più easy e meno inquadrati del rigido - almeno al principio - Ned.
Proprio sul personaggio interpretato da Cranston mi sono concentrato pensando al momento in cui la Fordina comincerà a presentarmi i fidanzati ufficiali, e sarò costretto non solo a cercare di non immaginare neppure quello che combineranno tra loro, ma anche a non colpire con una bottiglia il malcapitato di turno: e tra i riferimenti ai Kiss - non avrebbero potuto scegliere una band più cara al sottoscritto, con tanto di sorpresa finale -, gag davvero sopra le righe come piacciono qui al Saloon, un Franco talmente larger than life da risultare inesorabilmente spassoso, Proprio lui? ha rappresentato il punto più alto, per quanto strano possa suonare, che una commedia abbia toccato da queste parti negli ultimi mesi, in barba a tutto il radicalchicchismo ed alle proposte a denti stretti che spesso un certo Cinema d'autore forzato vuole propinare rispetto al genere.
La commediaccia, invece, è importante, vitale e sincera, quasi un simbolo perfetto - con l'action tamarra - del pane e salame che tanto amo e che sempre difenderò, si tratti di settima arte o di vita in generale: se, dunque, siete genitori di una bimba come il sottoscritto, godetevi questa parabola sguaiata per alleggerirvi dal pensiero di quando vi ritroverete dall'altro lato della barricata, mentre se siete fan hardcore del Cinema "alto", fate un favore ai vostri cervellini fumanti ed abbandonatevi a questo viaggio sulle montagne russe della volgarità, delle risate e della sguaiatezza.
Non si sa mai che possa aiutarvi a stringere un pò meno le chiappe.



MrFord




 

lunedì 1 maggio 2017

Power Rangers (Dean Israelite, USA/Hong Kong/Giappone/Messico/Canada/Nuova Zelanda, 2017, 124')





Ricordo bene, l'epoca d'oro dei Power Rangers: ai tempi ero già adolescente, e vedevo mio fratello seguire questa roba che pareva la copia sbiadita dei Cavalieri dello Zodiaco o dei Cinque samurai che faceva rimpiangere i bei tempi neanche fossero un action anni ottanta oggi.
Poi, come tutte le mode prive di un certo spessore, dall'oggi al domani i Power Rangers finirono nel dimenticatoio restandoci per quasi due decenni prima di essere riesumati, chissà poi perchè, per un nuovo film dal sapore di rilancio.
Personalmente credevo che, una volta approcciata la visione, la recensione conseguente sarebbe stata breve e spietata, del tipo "Power Rangers è una Power Merda" o robe simili, e nel corso di tutta la prima parte mi sono dovuto purtroppo ricredere trovandolo non interessante ma quantomeno simile a tutta un'altra serie di blockbuster inutili quanto innocui degli ultimi anni, Transformers su tutti.
Fortunatamente, ad abbattere qualsiasi possibile speranza, valutazione e altro che possiate immaginare è giunta una seconda parte fatta di eccessi, pupazzoni, retorica di grana grossa e tutto quello che ci si potrebbe aspettare da una produzione di questo tipo che ha rilanciato Power Rangers come uno tra i più inutili brand esistenti nonchè peggiori film di questo duemiladiciassette.
E sinceramente fa anche un pò tristezza vedere Elizabeth Banks imprigionata nel ruolo da truccatissima - in questo caso villain - dopo la serie di Hunger Games e ancor più Bryan Cranston che, alle spalle Breaking Bad, non ha quasi più azzeccato un film che sia uno.
A meno di non badare al portafoglio.
La cosa buona è data dal fatto che, una volta ancora - e forse dovrebbe cominciare ad essere preso come un monito - il risultato al botteghino non pare giustificare un sequel, e neppure il film in questione.
Questo a riprova del fatto che il pubblico, ormai, si sia abituato ad una certa standardizzazione delle proposte da pop corn e, dunque, cominci a richiedere una qualità minima anche per queste ultime.
E onestamente, credo sia giusto.
Un film "di serie b" non deve essere necessariamente e per forza brutto, o noioso, o uguale a mille altri: può avere benissimo la sua identità, la sua dignità, con tutti i limiti del caso.
Ed è indubbio che, anche quando scorrono via senza far incazzare, cose come questo Power Rangers non l'abbiano neppure nel più microscopico frammento della loro apparente armatura scintillante.
A prescindere dal colore che potete preferire in merito.




MrFord




 

giovedì 26 gennaio 2017

Thursday's child



E' ufficialmente iniziata la marcia di avvicinamento ad uno degli eventi cinematografici più attesi dell'anno, la Notte degli Oscar.
Questa settimana, accanto ad uscite potenzialmente pessime ed altre potenzialmente interessanti, arriverà il sala il film che ha fatto sensazione prima a Venezia, dunque ai Globes e per finire con le nominations, raccogliendone tante quante ne raccolsero Titanic ed Eva contro Eva: riuscirà La la land a soddisfare le aspettative?
E soprattutto, come accoglieranno il film i due antagonisti numero uno della blogosfera, il sottoscritto MrFord e Cannibal Kid?


"Come mi sono ridotto così? Ho guardato una selezione di film consigliati da Cannibal!"
La La Land

"Sai, Ryan, quel Ford dice sempre cose così sagge che mi sa che il prossimo film lo girerò con lui."

Cannibal dice: La La Land è davvero così bello come si dice in giro e merita tutti i premi e le nomination che sta ottenendo?
Lo scopriremo solo... ballando e cantando. E leggendo le recensioni di Fo Fo Ford e soprattutto Ki Ki Kid.
Ford dice: il film sensazione di questo inizio anno arriva in sala, incensato praticamente in ogni dove e forte di un gran bel trailer che mi ha ricordato Moulin Rouge!, seppur con una cornice completamente diversa.

Chissà cosa accadrà quando passerà dalle parti dei due antagonisti numero uno della blogosfera?
Solo il tempo lo lo dirà.







Split

"Accidenti! Quel Ford è anche più vecchio di me!"
Cannibal dice: Nella settimana di La La Land, zitto zitto ecco che ritorna ancora una volta M. Night Shyamalan, regista in crisi tornato in buona forma (almeno secondo me) con il brillante mockumentary The Visit. E con questo thriller con James McAvoy alle prese con molte personalità differenti mi sa che ne vedremo ancora più delle belle. Alla faccia di quelli come Ford che davano lo Shyamalan già bollito, quando invece se c'è qualcuno di bollito è proprio lui.
Ford dice: il boriosissimo Shambalà è ormai da anni in caduta libera, nonostante il pur non eccelso The visit sia risultato essere un passo avanti rispetto alle schifezze cui ormai mi ero abituato.
Questo Split, che è riuscito perfino a raccogliere qualche insospettabile recensione positiva, potrebbe essere un ritorno ai fasti degli esordi oppure l'ennesimo clamoroso fiasco.
Io, nel frattempo,splitto felicemente da Cannibal.







Proprio lui?

"Il look fordiano va proprio forte, vero?" "Assolutamente, James. Gli hai copiato anche il nome, dì la verità!"

Cannibal dice: Commedia famigliare/romantica che propone il classico scontro tra un padre e il fidanzato della figlia, potrebbe essere una delle cose più divertenti di questo inizio 2017. Dopo Ford che si autoproclama il più grande esperto di cinema nel mondo, naturalmente.
Ford dice: commediola che non dice nulla di nuovo e che pare la copia riciclata di Ti presento i miei. C'è da dire, però, che lo scorso anno pensai lo stesso di Nonno scatenato, che invece mi divertì parecchio.
Staremo a vedere.

 

Fallen

"Mi sa che Cannibal ha fatto incazzare Ford un'altra volta!"

Cannibal dice: Un nuovo young adult dalle tinte gotiche?
Potrebbe rivelarsi una schifezza fordiana come la saga di Twilight, oppure una sana e bella cannibalata adolescenziale come si deve. In ogni caso, tutti i bimbiminkia4life come me non potranno fare a meno di dargli un'occhiata.
Ford dice: young adult? Potenziale teenata? Roba per quel pusillanime del mio rivale!

 

Riparare i viventi

"Noi te l'avevamo detto, figliolo: non andare da Ford a dire che sei un fan di Pensieri Cannibali!"

Cannibal dice: Un film francese drammatico dalle tinte vagamente paranormali, che dal trailer mi ha ricordato Les Revenants (la prima splendida stagione, non la soporifera seconda) e che potrebbe essere la cannibalata più bella della settimana. La La Land permettendo...
Ford dice: versione radical di cannibalata che mi risparmierei anche, ma che se non altro ha dalla sua il fatto di incuriosire. Dovessi riuscire a vederlo, quantomeno potrebbe risultare una bella occasione per stronzare l'ennesimo film potenzialmente esaltato dal mio rivale.

 


Les ogres

"Signore e signori, accorrete ad assistere allo spettacolo più spaventoso del mondo: un Ford libero fuori dalla gabbia!"

Cannibal dice: Altra pellicola francese ad alto potenziale di radical-chicchismo, e che quindi difficilmente mi perderò, che però possiede anche una componente “zingaresca” che potrebbe attrarre persino quel selvaggio di Ford. A sorpresa, il film meno pubblicizzato della settimana potrebbe anche essere l'unico a mettere d'accordo i due blogger più rivali dell'Internet.
Ford dice: rimaniamo in territorio francese e radical, dunque decisamente più congeniale a Peppa Kid, eppure c'è qualcosa in quest'ultima proposta che potrebbe trasformare la stessa nella sorpresa della settimana.
Posso solo che ben sperare. E che gli orchi divorino Cannibal gustandoselo fino all'ultimo pezzetto.




venerdì 6 gennaio 2017

The infiltrator (Brad Furman, UK, 2016, 127')




Ricordo il periodo di scoperta e passione dei grandi crime movies americani come uno dei più goduriosi della mia formazione di cinefilo: passavo un sacco di tempo con mio fratello ed Emiliano a vedere e rivedere cose come Carlito's Way, Quei bravi ragazzi, i vari Padrino - prima o poi dovrò rispolverare il filmato con un mitico doppiaggio del terzo capitolo decicato alle gesta di Michael Corleone operato proprio dai miei due "fratellini" ai tempi -, Scarface e Donnie Brasco, tra imitazioni, citazioni a ripetizione, risate e sogni di quello che avremmo fatto in futuro, dentro e fuori il Cinema.
Ora, proprio come nei finali di quelle grandi pellicole, in due ci ritroviamo come vecchi banditi tornati sulla retta via e dedicati prima di ogni altra cosa ai loro figli - a proposito, auguri, Brotha! - e alle loro famiglie, mentre Emiliano è "rimasto sul campo", e solo lui, forse, può sapere quanto ci manca.
A prescindere, però, dalle malinconie, The infiltrator, diretto dal Brad Furman del discreto The Lincoln Lawyer, sarebbe calzato come un guanto a quei tempi: ambientazione anni ottanta - ottimamente resa -, un buon cast - spicca un sempre convincente Bryan Cranston -, ritmo teso ed una serie di riflessioni non da poco legate ad una delle figure più complesse della Storia della lotta tra crimine e forze dell'ordine, quella dell'infiltrato.
Ispirato alle reali vicende dello specialista Robert Mazur, il film si concentra su un'operazione che vide un gruppo di agenti della Dogana statunitense nel pieno del periodo della "guerra alla droga" sponsorizzata da Reagan ai grandi cartelli colombiani - su tutti, quello di Pablo Escobar - consegnare alla Giustizia decine di trafficanti, criminali, operatori finanziari e responsabili di grandi banche legate a doppio filo al riciclaggio di denaro legato ai proventi della grande "invasione" della cocaina che caratterizzò proprio gli eighties: senza concentrarsi sull'azione da film spaccaculi, Furman si appoggia letteralmente a Cranston/Mazur che, nelle vesti di un grande investitore - e riciclatore - di capitali finisce per legare con alcuni degli esponenti più di spicco dei cartelli, rischiando - e più di una volta - la vita e riuscendo a far fronte ai fantasmi interiori che, in questi casi, finiscono per colpire praticamente ogni agente dedichi settimane, mesi ed anni all'infiltrazione nelle organizzazioni criminali.
"Io non parlo come uno di loro, io sono uno di loro", sentenziava Joseph Pistone/Donnie Brasco nel già citato film di Mike Newell: in questo caso la riflessione è più simile ad un "Facciamo di tutto per entrare nel cuore di queste persone, nelle loro case, nella loro vita, nella loro Famiglia, e tutto solo per voltare loro le spalle".
Nella mia vita, in situazioni assolutamente diverse e meno "pesanti" da quelle raccontate in questo film, mi sono sentito spesso una sorta di infiltrato, e devo ammettere che occorre avere uno straordinario equilibrio per non trovarsi a giudicare se stessi per quello che si è fatto o si sta facendo - decisamente potente la sequenza che vede John Leguizamo affrontare la morte di un suo delatore come fosse la cosa più giusta sulla Terra -, lasciare tutti i rimorsi in un angolo buio e pensare soltanto alla propria strada: allo stesso tempo, occorre avere uno straordinario equilibrio per capire che, da una parte o dall'altra della barricata, finiamo per avere a cuore le stesse cose, soltanto protette o raggiunte con mezzi differenti.
Del resto, siamo Uomini.
Questo prima che esista la Legge. Prima che esistano le regole.
E probabilmente, saremmo in grado di aggirarle comunque.



MrFord



domenica 28 febbraio 2016

Road to the Oscars 2016: Academy VS Ford

La trama (con parole mie): questa notte avrà luogo l'appuntamento per eccellenza della settima arte di ogni anno, l'assegnazione degli Oscar. Nonostante, infatti, l'indubbio fascino dei grandi Festival ed un'originalità sempre lasciata un pò da parte, il rendez vous con l'Academy resta uno degli eventi più importanti che un appassionato di Cinema possa vivere stagione dopo stagione, e come ogni anno anche il Saloon si prepara ad accogliere la cerimonia con lo scontro tra quelle che, probabilmente, saranno le scelte dell'Academy e quelle che sarebbero se fosse il vecchio cowboy a distribuire le ambite statuette.
Andrà meglio, almeno per quanto riguarda il sottoscritto, dello scorso anno, con l'affermazione fin troppo netta del sopravvalutato Birdman? O questo giro di giostra riserverà un altro boccone amaro?
Tra qualche ora avremo tutte le risposte.





Miglior film:

La grande scommessa
Brooklyn
Il ponte delle spie
Mad Max - Fury Road
The Martian - Sopravvissuto
The Revenant
Room
Il caso Spotlight


Academy: The Revenant

Ford: Mad Max - Fury Road


Come lo scorso anno, arrivo ben preparato rispetto alla selezione delle nominations per il miglior film, avendo visto tutti i titoli candidati.
In tutta onestà, mi pare assurdo che titoli come Sicario, The Hateful Eight o Inside out - ma anche Carol, a dirla tutta - siano stati clamorosamente snobbati, ma tant'è: con ogni probabilità vedremo un nuovo successo di Inarritu, anche se la mia preferenza è tutta per il magnifico e tiratissimo Mad Max di Miller.
Non mi dispiacerebbe, in caso di sorprese, comunque, se la statuetta andasse al piccolo, grande Room.



Miglior attore protagonista:

Bryan Cranston per L'ultima parola - La vera storia di Dalton Trumbo
Matt Damon per The Martian - Sopravvissuto
Leonardo Di Caprio per The Revenant
Michael Fassbender per Steve Jobs
Eddie Redmayne per The Danish Girl


Academy: Leonardo Di Caprio
Ford: Bryan Cranston



Pare che sia giunto, finalmente, l'anno di Leonardo Di Caprio, per stagioni e stagioni messo ai margini dall'Academy: curioso che, in caso, la vittoria sia legata alla pellicola che meno, secondo me, ha mostrato il suo eccezionale talento negli ultimi anni.
Paradossalmente, per il buon Leo si prospetta un destino simile a quello di uno dei registi che più hanno creduto in lui, Martin Scorsese, che fu premiato con l'ambita statuetta per The Departed, lontano anni luce dai suoi titoli più riusciti.
Ad ogni modo, qui al Saloon si tiferà spudoratamente per Bryan Cranston, spettacolare in Trumbo, anche se trovo ingiusto non sia stato neppure candidato il piccolo, strepitoso Jacob Tremblay di Room.



Migliore attrice protagonista:

Cate Blanchett per Carol
Brie Larson per Room
Jennifer Lawrence per Joy
Charlotte Rampling per 45 anni
Saoirse Ronan per Brooklyn


Academy: Jennifer Lawrence

Ford: Brie Larson


Una lotta decisamente interessante, quella per la statuetta di migliore attrice, anche se meno rispetto a quella per lo stesso premio della categoria maschile: la favorita, a mio parere, resta Jennifer Lawrence, nuovo idolo dell'Academy, ma non mi stupirei - e non mi dispiacerebbe - venisse premiata Brie Larson, ottima in Room pur se meno impressionante del suo piccolo partner di scena.



Miglior attore non protagonista:

Christian Bale per La grande scommessa
Tom Hardy per The Revenant
Mark Ruffalo per Il caso Spotlight
Mark Rylance per Il ponte delle spie
Sylvester Stallone per Creed


Academy: Mark Rylance
Ford: Sylvester Stallone



Il premio che attendo di più dell'intera serata.
La concorrenza è notevole e per la maggior parte composta da attori maiuscoli - su tutti, Bale e Hardy -, ma sapete bene come la penso: se Sly dovesse bissare il successo dei Globes, per il Saloon sarebbe Festa Nazionale, nonchè una delle più grandi soddisfazioni legate alla Notte degli Oscar di sempre.
Dunque, considerata l'Academy, già mi preparo alla delusione.



Miglior attrice non protagonista:

Jennifer Jason Leigh per The Hateful Eight
Rooney Mara per Carol
Rachel McAdams per Il caso Spotlight
Alicia Vikander per The Danish girl
Kate Winslet per Steve Jobs


Academy: Alicia Vikander
Ford: Jennifer Jason Leigh


Oscar prenotato per l'ottima Alicia Vikander di The Danish Girl, anche se, non fosse altro che per un contentino, personalmente premierei Jennifer Jason Leigh, strepitosa nell'altrettanto strepitoso The Hateful Eight.



Miglior regia:

Adam McKay per La grande scommessa
George Miller per Mad Max - Fury Road
Alejandro Gonzales Inarritu per The Revenant
Lenny Abrahamson per Room
Tom McCarthy per Il caso Spotlight


Academy: Alejandro Gonzales Inarritu
Ford: : George Miller


Altro giro, altro regalo per Inarritu, che per il secondo anno consecutivo incasserà i premi principali e che, nonostante l'indubbia bravura a livello tecnico e la soddisfazione ricevuta dalla visione di The Revenant continuerà sempre e comunque a sembrarmi solo un gran furbone.
Miller, dunque, tutta la vita. Sempre a meno che non mi sorprendano con Abrahamson.



Miglior sceneggiatura originale:

Il ponte delle spie
Ex machina
Inside out
Il caso Spotlight
Straight outta Compton

Academy: Il caso Spotlight
Ford: Inside out


L'assenza di Tarantino si fa sentire nella categoria della miglior sceneggiatura originale, che a questo punto vede a mio parere favorito Il caso Spotlight - il che è un bene - ma che, allo stesso tempo, dalle mie parti vedrebbe alla grande come premiato lo splendido Inside out.



Miglior sceneggiatura non originale:

La grande scommessa
Brooklyn
Carol
The Martian - Sopravvissuto
Room


Academy: La grande scommessa
Ford: Room


Il lavoro fatto su La grande scommessa, grande favorito per questa statuetta, è stato senza dubbio notevole, ma l'operazione svolta su Room, scritto e diretto ad altezza e a favore di bambino, per me vale una vittoria piena e convincente.



Miglior film d'animazione:

Anomalisa
Il bambino che scoprì il mondo
Inside out
Shaun the sheep - Il film
Quando c'era Marnie


Academy: Inside out
Ford: Inside out


Charlie Kaufman con il suo Anomalisa ha davvero creato una gran cosa, Shaun the sheep mi è sempre stata simpatica, Quando c'era Marnie è una visione imperfetta ma coinvolgente, ma mi spiace, in questa categoria, per me, quest'anno non c'è gara.
Inside out è troppo per tutti.



Miglior film straniero:

El abrazo de la serpente
Krigen
Il figlio di Saul
Mustang
Theeb


Academy: Il figlio di Saul
Ford: El abrazo de la serpente


A differenza delle ultime edizioni, a questo giro giungo molto impreparato rispetto alla selezione del miglior film in lingua straniera, avendo visto soltanto l'interessante Mustang.
Personalmente, da quello che ho letto degli altri quattro candidati, vado a scatola chiusa sul colombiano El abrazo de la serpente, sperando di poter recuperare comunque tutti i titoli in tempi non simili a quelli della produzione italiana.
Per quanto riguarda l'Academy, invece, Il figlio di Saul più che favorito.



Miglior fotografia:

Carol
The Hateful Eight
Mad Max - Fury Road
The Revenant
Sicario


Academy: The Revenant
Ford: The Revenant


Con i premi tecnici inizia la battaglia tra The Revenant e il resto del mondo, con il primo favorito.
Rispetto alla fotografia, benchè siano stati fatti ottimi lavori su tutti i candidati, non c'è gara: Lubezki ha letteralmente sbaragliato ogni concorrente.



Miglior montaggio:

La grande scommessa
Mad Max - Fury Road
The Revenant
Il caso Spotlight
Star Wars Episodio VII - Il risveglio della forza


Academy: The Revenant
Ford: Mad Max - Fury Road


Altro Oscar tecnico, ed altra probabile vittoria - che comunque ci starebbe - di The Revenant, anche se preferirei un riconoscimento al lavoro pazzesco fatto dalla squadra di Miller su Mad Max.
Ad ogni modo, sarà una gran bella lotta.



Miglior production design:

Il ponte delle spie
The Danish girl
Mad Max - Fury Road
The Martian - Sopravvissuto
The Revenant


Academy: The Revenant
Ford: Mad Max - Fury Road


Situazione fotocopia di quella legata al montaggio: The Revenant favorito, Mad Max outsider di lusso. Del resto, saranno i titoli che si spartiranno, salvo particolari sorprese che l'Academy di norma non predilige, la maggior parte dei premi.



Migliori costumi:

Carol
Cenerentola
The Danish girl
Mad Max - Fury Road
The Revenant


Academy: Carol
Ford: Mad Max - Fury Road


Carol e The Danish girl sono una meraviglia dal punto di vista dell'estetica e della cura del dettaglio, dunque sulla carta saranno i due favoriti principali per questa categoria: eppure, il look punk post-atomico dei pirati del deserto di Mad Max, per me, non ha rivali.



Miglior trucco e acconciature:

Il centenario che saltò dalla finestra e scomparve
Mad Max - Fury Road
The Revenant


Academy: Mad Max - Fury Road
Ford: Mad Max - Fury Road


Premio minore nonchè una delle statuette della quali meno mi frega.
Se dovesse andare a Mad Max, sarà comunque un Oscar in meno per Inarritu e soci. E ciò è bene.



Miglior colonna sonora originale:

Il ponte delle spie
Carol
The Eightful Eight
Sicario
Star Wars Episodio VII - Il risveglio della forza


Academy: The Eightful Eight
Ford: The Eightful Eight


L'unica speranza di Tarantino di uscire con un riconoscimento dalla Notte degli Oscar si chiama Morricone, un vero e proprio mostro sacro apprezzato parecchio anche dall'Academy.
In questo caso, dunque, potrebbe verificarsi un'inconsueta sovrapposizione tra quello che deciderei io, e quella che sarà la scelta dei giurati.



Miglior canzone:

50 sfumature di grigio
The hunting ground
Racing extinction
Spectre
Youth



Academy: Spectre
Ford: Youth



Le scelte conservatrici dell'Academy ricadranno probabilmente sulla bolsissima theme song dell'ultimo Bond in una categoria che, quest'anno, non ha riservato grandi cose.
Non fosse altro che per vederlo almeno in questo riconosciuto, scelgo Youth, ed incrocio le dita che non sorprenda 50 sfumature di grigio.



Miglior mixaggio sonoro:

Il ponte delle spie
The Martian - Sopravvissuto
Mad Max - Fury Road
The Revenant
Star Wars Episodio VII - Il risveglio della forza


Academy: Star Wars Episodio VII - Il risveglio della forza
Ford: Mad Max - Fury Road


Entrando nel campo molto tecnico del montaggio e del mixaggio sonoro brancolo discretamente nel buio, tanto che non mi stupirei della vittoria o dell'esclusione di alcuno dei titoli candidati.
Ho segnalato come probabile vincitore Star Wars, ma non è detto che venga riconosciuto almeno in questa categoria The Martian, tra le sorprese - in termini di numero di nominations - di questa edizione.



Miglior montaggio sonoro:

Mad Max - Fury Road
The Martian - Sopravvissuto
The Revenant
Sicario
Star Wars Episodio VII - Il risveglio della forza


Academy: Star Wars VII - Il risveglio della forza
Ford: Mad Max - Fury Road


Il commento scritto poco sopra, praticamente, vale per due.
Del resto, siamo nello stesso campo da gioco.



Migliori effetti visivi:

Ex Machina
Mad Max - Fury Road
The Martian - Sopravvissuto
The Revenant
Star Wars Episodio VII - Il risveglio della forza


Academy: The Revenant
Ford: The Revenant


Se c'è un premio che The Revenant merita, oltre a quello di migliore fotografia, tra tutti quelli per i quali è nominato, è senza dubbio quello per gli effetti visivi: l'assalto dell'orso a Di Caprio resterà a lungo negli occhi degli appassionati, e da solo vale una statuetta oggettivamente meritatissima.



Miglior documentario:

Amy
Cartel Land
The look of silence
What happened, Miss Simone?
Winter on fire: Ukraine's fight for freedom


Academy: Cartel Land
Ford: The look of silence


Anche rispetto al miglior documentario giungo piuttosto impreparato, considerato che ho potuto vedere soltanto The look of silence, fino ad ora: mentre conto di recuperare assolutamente sia Cartel Land - che a mio parere la spunterà, considerata l'attualità della questione del confine USA/Messico - che Amy, il lavoro di Oppenheimer resta la migliore soluzione per questo premio.
Un film dolente, agghiacciante, terribile, degno erede del suo predecessore The act of killing.



Chiudo con le nominations legate ai corti, come di consueto difficilmente reperibili e dunque, di fatto, ingiudicabili ed impronosticabili, per dovere di completezza.
Non mi resta, con questo, di augurare a tutti i bevitori presenti al Saloon la miglior notte degli Oscar possibile, in attesa, tra lunedì e martedì, di rivedere i risultati, i vincitori ed i vinti dell'appuntamento cinematografico più importante dell'anno.



Miglior corto documentario:

Body Team 12
War within the walls
Claude Lanzmann: spectres of the Shoah
A girl in the river - The price of forgiveness
Last day of freedom

Miglior corto animato:

Historia de un oso
Mi ne mozhem zhit bez kosmosa
Prologue
Sanjay's super team
World of tomorrow

Miglior corto (live action): 

Ave Maria
Day One
Alles wird gut
Shok
Stutterer

mercoledì 17 febbraio 2016

L'ultima parola - La vera storia di Dalton Trumbo

Regia: Jay Roach
Origine: USA
Anno: 2015
Durata: 124'








La trama (con parole mie): siamo sul finire degli anni quaranta, a Hollywood, e Dalton Trumbo è uno degli sceneggiatori più importanti e quotati della settima arte, reduce dal successo come scrittore e sempre pronto a tirare fuori una qualche idea ottima sia qualitativamente che a livello commerciale. Quando, però, l'ombra della Guerra Fredda si allunga sugli States, le simpatie mai celate di Trumbo per il partito comunista finiscono per includerlo in una lista nera insieme ad alcuni colleghi, costretti a testimoniare al Congresso e a lottare non solo per poter trovare di nuovo un lavoro e per mantenere le loro famiglie, ma anche per evitare il carcere.
Perso il confronto con il Governo e finito dietro le sbarre, Trumbo dovrà allargare le spalle, ed una volta tornato in libertà cercare di sbarcare il lunario scrivendo dietro pseudonimi, finendo addirittura per vincere due Oscar senza poter dichiarare la paternità dei lavori premiati.












Dalton Trumbo è senza dubbio uno degli eroi di tutti i tempi del Saloon, una delle personalità più importanti cui possa pensare rispetto alla scrittura quantomeno nel panorama americano dell'ultimo secolo, che si parli di sceneggiature o romanzi, uno dei più grandi della macchina da scrivere della Storia di Hollywood, ed avrà sempre un posto nel mio cuore grazie al Capolavoro che è E Johnny prese il fucile, opera fondamentale legata all'assurdità della guerra.
L'approdo in sala, dunque, di un biopic dedicato a questo grandissimo artista che dovette lottare con le unghie e con i denti per occupare un posto che avrebbe dovuto avere di diritto considerate le sue qualità, è stato per me un'ottima notizia, nonostante la presenza dietro la macchina da presa del mestierante Jay Roach, di norma abituato a lavorare su commediole di grana grossa come Ti presento i miei.
Fortunatamente per me, per tutti gli amanti del buon Cinema classico e dell'opera di Trumbo, più che un lavoro di regia questo è un film profondamente attoriale, giocato su una serie di ottime interpretazioni in grado di condurre per mano lo spettatore attraverso due ore scorrevolissime e serrate, importanti anche per denunciare quello che è stato, senza ombra di dubbio, il periodo più oscuro di Hollywood, accecata dalla caccia alle streghe alimentata dal terrore del comunismo e dall'incombente Guerra Fredda - bellissimo, in questo caso, il dialogo tra Dalton e Niky, sua figlia maggiore, a proposito dell'essere comunisti -: il cast al completo, dagli ottimi comprimari Louis C. K. a John Goodman, passando per un'odiosa Helen Mirren ed una tosta Diane Lane, per giungere ad un Bryan Cranston in stato di grazia - credo sia la prima volta, negli ultimi anni, in cui credo non tiferò per il buon Di Caprio, alla notte degli Oscar -, perfetto nel rendere non solo nella mimica e nella fisicità, ma anche nell'inflessione vocale, il vecchio Dalton, riesce a far compiere all'opera un salto di qualità, di fatto sfruttando al meglio un impianto molto vecchio stile e perfetto per questo tipo di produzione che pare nata proprio per il periodo degli Academy Awards.
Altro merito della pellicola - come al solito adattata terribilmente nell'edizione italiana, quando si sarebbe potuto lasciare tranquillamente l'originale Trumbo - è quello di mostrare al grande pubblico una delle figure di riferimento della Storia del Cinema USA, autore non solo di romanzi immortali come il già citato E Johnny prese il fucile, ma anche vincitore di due premi Oscar - riconosciutigli solo a distanza di anni, uno addirittura postumo - per gli script di Vacanze romane e La più grande corrida nonchè firma dei copioni di classici immortali come l'Exodus di Otto Preminger e soprattutto lo Spartacus di Stanley Kubrick, che sancì in una certa misura il ritorno di Trumbo nel giro che conta e l'ufficialità della fine di un'epoca di oscurantismo culturale che non fa onore agli States patria della Libertà così come ad alcuni interpreti dei tempi che si schierarono palesemente a favore, per comodo o per indole, delle idee del maccartismo - e qui, purtroppo, oltre a Reagan e Hedda Hopper, ritroviamo anche uno dei simboli del Western e del Saloon, John Wayne, che in quanto a politica non era proprio vicino a quelle che sono le idee del sottoscritto -.
Un film, dunque, che non brillerà per inventiva o colpi di genio, ma che racconta con ottimo piglio la vicenda umana e personale di quello che, senza dubbio, è stato un genio nel proprio campo, e prima ancora un uomo sempre pronto a lottare per i propri diritti e per una libertà di pensiero che dovrebbe essere uno dei pilastri di qualsiasi società civile: in un'epoca come quella che vide il terrore del comunismo - ma potrebbe essere qualsiasi cosa, teniamolo bene a mente - diventare uno strumento di persecuzione culturale e non solo di intellettuali, artisti e gente comune, sarebbe stato un onore avere accanto un uomo come Trumbo, che con una delle armi più potenti mai esistite, la penna, lottò senza arrendersi fino a sconfiggere il Sistema che l'aveva rifiutato.
Neanche ci trovassimo in un film di Hollywood.






MrFord






"Come senators, congressmen
please heed the call
don't stand in the doorway
don't block up the hall
for he that gets hurt
will be he who has stalled
there's a battle outside
and it is ragin'
it'll soon shake your windows
and rattle your walls
for the times they are a-changin'."
Bob Dylan - "The times they are a-changin'" -






giovedì 11 febbraio 2016

Thursday's child

La trama (con parole mie): nuova settimana di uscite, vecchi conduttori di rubrica. Da una parte, come di consueto, il saggio ma sbarazzino Ford, dall'altra il finto giovane e pusillanime Cannibal Kid, che come Zoolander e Hansel si daranno battaglia a suon di commenti prima di poterlo fare rispetto alle singole recensioni.
Per il resto, spiccano qualche potenziale sorpresa e le solite, vecchie schifezze garantite: speriamo solo che le bottigliate non siano troppe e di scovare qualche nuova sorpresa in questo inizio duemilasedici che, occorre ammetterlo, finora sta mantenendo un livello insolitamente alto.


"Mi piace leggere la corrispondenza alla maniera di Ford!"
Zoolander 2

"Cannibal, altro che Ford: adesso ti faccio il culo come una capanna!"
Cannibal dice: Il primo Zoolander è un mio cult personale, nonché una delle commedie più divertenti del nuovo millennio. È proprio per questo che il sequel mi spaventa non poco. Sarà un piacere rivedere Derek e Hansel sfilare in passerella... pardon sul grande schermo, però dietro le operazioni di marketing geniali che ne hanno accompagnato l'uscita ci sarà anche una pellicola degna di nota?
Inutile chiederlo a Mr. Ford, che a quello manca sia il senso dell'umorismo che il benché minimo senso della moda, uahahah!
Ford dice: Zoolander, stranamente, è anche un mio piccolo cult, ed ogni volta che lo vedo finisco con le lacrime agli occhi come se fosse la prima volta. Purtroppo, non sono altrettanto fiducioso del sequel, anche se una nuova visione di Derek e Hansel non me la toglierà nessuno.
Speriamo bene. E speriamo che il film non sia la solita cannibalata brutta, brutta, brutta in modo assurdo.



Perfetti sconosciuti

"Ma che dici!? Ford con uno smartphone!? Ma siete pazzi?"
Cannibal dice: Oltre a Zalone c'è qualche pellicola italiana in grado di conquistare il grande pubblico? Ci provano questi perfetti sconosciuti, formati non da Cannibal Kid e James Ford, la cui popolarità ormai gli impedisce di andare in giro senza essere seguiti da legioni di fans e di gente che vuole menarli, bensì da Valerio Mastandrea, Kasia Smutniak, Marco Giallini, Giuseppe Battiston, tale Anna Foglietta,, il simpatico Edoardo Leo e l'insopportabile Alba Rohrwacher. Lo spunto di partenza, quello di un gruppo di amici che per una sera rendono pubblici tutti i loro messaggi di cellulari e social, è così accattivante che non mi stupirei se gli americani presto lo copiassero. Lo sviluppo sarà all'altezza?
Ford dice: questa è la tipica roba italiana che normalmente evito come la peste, eppure qualcosa, guardando il trailer, mi ha incuriosito. Non so neppure io perché, dato che tra attori e tipo di prodotto mi pare quasi peggio di un film consigliato dal mio rivale.

Staremo comunque a vedere: dovesse capitare da queste parti per caso, tenterò.



The End of the Tour

"E così tu non bevi, ragazzo!? Sei messo peggio del Cannibale!"
Cannibal dice: Il film dedicato allo scrittore David Foster Wallace si è rivelato un piccolo cult recente su Pensieri Cannibali, tanto da essersi guadagnato un posto nella top 10 dei miei film dell'anno. Non pensavo sarebbe arrivato in Italia, non in tempi così relativamente brevi, ma per fortuna ogni tanto la distribuzione nostrana sa sorprendere in positivo. A differenza di Ford.
Ford dice: argomento interessante, potenziale sorpresa della settimana.
Unico neo: pare essere piaciuto davvero parecchio al mio rivale.
Speriamo solo sia uno di quei casi in cui ci ritroviamo di fronte ad un film in grado di rompere il muro tra me e Cannibal.



L'ultima parola - La vera storia di Dalton Trumbo

"Il metodo Ford per scrivere recensioni funziona alla grande."
Cannibal dice: Bryan Cranston di Breaking Bad nominato all'Oscar per questa pellicola ambientata nella Hollywood degli anni '50. Meriterà la visione?
A presto il verdetto cannibale.
Ford dice: Trumbo è uno dei miei miti personali in termini di scrittura, e Cranston resterà sempre nel mio cuore per avermi regalato Walter White.
Le premesse di un successo ci sono tutte.
Ma sarà davvero andata così bene?
Presto al Saloon la risposta alla domanda.



Single ma non troppo

"Beviti questo: ha steso il Cannibale al primo sorso."
Cannibal dice: Rebel Wilson qualche tempo fa sembrava una nuova travolgente rivelazione comica. Peccato che abbia stufato più rapidamente della lettura di un post di WhiteRussian. Detto ciò, una comedy come questa, benché si rivelerà una probabile porcata, non me la farò di certo sfuggire. Anche perché faccio fatica a resistere al fascino di Dakota Johnson con quella sua aria da zoccoletta innocente.
Ford dice: Rebel Wilson è uno dei volti della commedia USA che reggo meno. Partita come una specie di versione femminile di Jack Black, è presto naufragata nell'autoparodia.
Salto con enorme piacere.



Milionari

"Caro Cannibal, Ford ci ha gentilmente invitati a portarti da lui. E non importa che tu sia tutto sano."
Cannibal dice: Un film che sa tanto di un Gomorra/Romanzo Criminale in versione poraccia, però non mi sento di escludere del tutto una visione. Quello che mi sento di escludere è invece la possibilità che Ford scriva dei commenti furbi.
Ford dice: la possibilità italiana della settimana mi sa tanto che se la giocherà Perfetti sconosciuti, quindi lascio volentieri la visione al mio rivale sperando che possa rivelarsi la più indigesta - per lui - possibile.



Mózes, il pesce e la colomba

"Ford mi aveva detto che questo sport era una ficata, ma non mi pare così divertente."
Cannibal dice: Pellicola ungherese in bilico tra follia giovanile in pieno Cannibal style e pretenziosa autorialità fordiana. E in bilico quindi tra l'essere la rivelazione o l'essere la ciofeca della settimana.
Ford dice: un tempo mi sarei letteralmente esaltato per un titolo di questo genere.
Adesso, per quanto incuriosito, scaldo già le bottigliate.
E spero, ovviamente, che possa esaltare il Cannibale tanto quanto essere smontato dal sottoscritto.


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